Unifil 2, Hezbollah riarma e l’Onu sta a guardare

Un articolo molto approfondito che ci aiuta a comprendere quello che succederà  tra qualche settimana, alla fine di quella che non è altro che una breve tregua voluta da Hezbollah & Partners per riarmarsi e attaccare ancora. Da diffondere…  Carmine
Emblematica immagine... L'ONU difende i terroristi
Emblematica immagine… L’ONU difende i terroristi

Quando nel settembre 2006 prese il via la missione Unifil 2, si prefiggeva non solo di frapporsi tra le parti in conflitto, ma anche di sostenere l’esercito libanese nel disarmo delle milizie Hezbollah. Certo, le regole di ingaggio erano ferree: i militari, se attaccati, potevano rispondere al fuoco, potevano difendersi senza aspettare il solito tran-tran della linea di comando Onu e potevano, in casi estremi, intervenire a supporto dell’esercito regolare libanese. Alla fine di ottobre cosa è stato fatto in sostanza per ottemperare alla risoluzione 1701? Niente. Anzi, le milizie Hezbollah invece di disarmarsi hanno provveduto puntualmente a riarmarsi con nuove armi e nuovi sistemi d’arma; hanno preso il monopolio della ricostruzione (che vuol dire milioni di dollari); hanno spostato i loro centri di comando in zone ancora sconosciute alla intelligence israeliana; hanno dichiarato (con la forza delle armi) che non solo non accetteranno il disarmo ma che quella zona del Libano è zona loro. Ma la vera ciliegina sulla torta l’hanno offerta i francesi, chiedendo il permesso di sparare sugli aerei israeliani, che sorvolano quotidianamente il sud del Libano. Cosa accade nello scacchiere medio-orientale piombato improvvisamente in un silenzio mediatico assordante? Si è scoperto ultimamente che Hezbollah non vede molto di buon occhio i militari italiani e tutto grazie a un accordo che risale al 13 giugno 2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 130 del 7 Giugno 2005 diventato legge nel maggio 2005 tra Italia e Israele denominato ‘Memorandum per la cooperazione militare’, secondo il quale Italia e Israele avviano una cooperazione che riguarda anche l’importazione, l’esportazione e il transito di materiali militari, l’organizzazione delle Forze armate e l’attività  di formazione e addestramento. Insomma, secondo alcuni illuminati islamisti di rango (guarda caso italiani), l’Italia sarebbe partita a spron battuto solo per difendere i suoi interessi (si parla di un accordo da 181 milioni di dollari in tecnologie di interdizione, sorveglianza e guerra elettronica) che coincidono con quelli di Israele e non, quindi, per una missione di interposizione e pacificazione. Sempre secondo i medesimi illuminati islamisti, l’Italia sarebbe arrivata a offrire una ‘corposa’ partita di armi all’esercito libanese, così da metterlo in condizione di disarmare Hezbollah e quindi di fare un favore a Israele. Di contro, sempre in questo assordante silenzio, nessuno ha fatto notare che ogni giorno atterrano in Siria gli Antonov provenienti dall’Iran con le nuove scorte di missili e tecnologie destinate a Hezbollah. Nessuno ha fatto notare che una nota fabbrica di armi, la russa Kbp, produttrice di sistemi d’arma antiaerei, ha concluso con Siria e Iran un contratto da centinai di milioni di dollari per la fornitura della sua migliore creatura, cioè il sistema missilistico terra-aria Pantsir, derivato dalla famosa serie Sam, leggero e altamente portatile, che può operare in movimento su qualunque veicolo e può raggiungere aerei a quote altissime. Nessuno ha fatto notare che a Cipro è stata bloccata una nave diretta in Siria, che ufficialmente doveva contenere frigoriferi destinati al Libano e che invece conteneva diciotto camion con radar mobili per la contraerea e tre veicoli con apparecchiature di controllo in palese violazione alla risoluzione 1701 che vieta il commercio di armi dirette in Libano. In compenso, per riprendere il concetto di ‘basso profilo’ enunciato dal generale Bernardi su queste Pagine, il nostro ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, in una intervista a Yediot Aharonot dice testualmente: “Hezbollah è un partito politico, con membri di parlamento e ministri e, è vero, anche con missili Katyuscha. àˆ un paradosso, ma questa è la realtà  – una realtà  con molte contraddizioni. Il nostro obiettivo è il disarmo delle milizie e quello di obbligare Hezbollah a divenire un ente unicamente politico, affinchè il Libano sia una democrazia normale. Anche quando lo Stato di Israele è stato fondato, vi erano partiti politici armati. Molte persone, allora, hanno dovuto disarmarsi”, paragonando in pratica Hezbollah ai due movimenti israeliani Lechi e Etzel, organizzazioni clandestine di resistenza al mandato britannico che operarono prima della fondazione dello Stato di Israele, ma che non professavano la distruzione di altri Stati né colpivano i civili. In pratica, gli islamisti illuminati ci accusano di essere in Libano per difendere gli interessi di Israele (e i nostri) ma intanto, proprio grazie alla presenza dei caschi blu, Hezbollah si riarma. Il ministro degli Esteri definisce Hezbollah un partito politico, ma con i Katyuscha, e predica il riconoscimento politico di questo gruppo terrorista, mentre i nostri soldati sono proprio in mezzo a tutto questo ‘basso profilo’. Tempo fa qualcuno diceva che in Medioriente ogni guerra ne prepara un’altra peggiore. Se ne sarà  accorto il ministro degli Esteri? Si sarà  accorto che a Hezbollah non interessa nessun riconoscimento politico (perchè dannarsi l’anima per una cosa che in pratica già  hanno?). Avrà  notato che nessuno ha consegnato un singolo fucile? Si spera che qualcuno nelle alte sfere si accorga presto di questo, perchè gli israeliani non rimarranno per molto tempo a guardare Hezbollah che si riarma. Loro il basso profilo non lo conoscono e presto presenteranno il conto, cioè chiederanno perchè la risoluzione 1701 non viene applicata. Chiederanno cosa ci fanno tutti quei caschi blu armati di tutto punto nel sud del Libano. Poi chiederanno a tutti di andarsene perchè inutili. E allora? Si spera che nessuno chieda di disarmare Israele.

Franco Londei Pagine di Difesa

12 commenti su “Unifil 2, Hezbollah riarma e l’Onu sta a guardare

  1. Il fuori onda tra Chirac e Zapatero fu profetico. Era già tutto previsto.

    Hetzbollah quando fece la sua adunata lo disse chiaramente. Secondo il nostro equivicino minisrto degli esteri son demorcatici doc, spero che i nostri soldati non paghino un prezzo troppo alto.

  2. FIRMATE LA PETIZIONE DI FORZA ITALIA CONTRO IL DISEGNO DI LEGGE AMATO !!!

     www.forzaitalia.it/petizione/

  3. Io non credo che Hezbollah abbia tutta questa fretta di riaprire le ostilità. E nemmeno gli Israeliani al momento se lo possono permettere. E’ esattamente su questo che l’Ayatollah D’alema contava quando ha mandato le truppe in Libano: nella sua intenzione devono soltanto fare atto di presenza per un po’ senza risolvere niente. Poi si potrà ritirarli cantando vittoria e incassando così i dividendi politici di una “missione di pace” ben riuscita. Se poi le ostilità dovesso riaprirsi dopo il ritiro, allora sarà la riprova di ciò che succede quando “non c’è l’ONU”. Un piano perfetto…se qualcosa non va storta.

  4. Ciao a tutti,

    io credo, come Wellington, che la nostra sia una mossa politica mirata ad avere consenso internazionale. Ma come tutte le mosse fatte dai sinistri hanno una doppia valenza. Quella più evidente è quella descritta da Wellington, nalla realtà lo scopo è quello di far riarmare Hez, magari anche con sistemi d’arma itali-francesi.

    Penso che la prossima volta che i due contendenti si scontreranno sarà molto peggio di quella passata e per gli armamenti migliori e per l’aumentata volontà di annientamento di entrambi gli schieramenti.

    Se mi posso permettere, prevedo una secca sconfitta di Hez e dei suoi alleati. La storia insegna che Israele non si è mai fatta prendere di sorpresa la seconda volta e se conosco bene le capacità tecnologiche ed industiali degli israeliani, non ci sarà un posto dove gli avversari si potranno nascondere.

    Ovviamente spero che non si arrivi ad un confronto ma i segnali della politica internazionale e dell’ONU non vanno nella direzione giusta.

    Tanto per cominciare i soldati rapiti e prigionieri non sono stati ancora riconsegnati e tutti noi sappiamo che Israele non si darà pace fino a quando non riavrà indietro almeno le spoglie dei suoi figli.

    La risoluzione 1701, in questo senso è stata fallimentare, si è scambiato un cessate il fuoco con uno scambio che non è ancora avvenuto ma ancora più grave è il fatto che contrariamente a tutte le convenzioni di Ginevra, Hez si rifiuta di far visitare i soldati dalla crocerossa internazionale. Già questo dovrebbe bastare per una ferma condanna di Hez e la loro inclusione nelle liste dei terroristi. Purtroppo il nostro governo, come altri di sinistra, si stracciano le vesti per una Guntanamo che è stata visitata a più riprese dagli ispettori e chiudono gli occhi pèer questi terroristi.

    Non vedo un gran bel futuro, le nubi si stanno addensando e prima o poi succederà l’irreparabile.

  5. “Penso che la prossima volta che i due contendenti si scontreranno sarà
    molto peggio di quella passata e per gli armamenti migliori e per
    l’aumentata volontà di annientamento di entrambi gli schieramenti”.

    Sono d’accordo. Questo è stato solo un primo round e ora tutti lavorano sulle “lessons learned” .

  6. – La risoluzione 1701 nasce monca, se non altro perchè riconfermava la 1559, che come prima condizione imponeva il disarmo di hezbollah, che in realtà signifca lo smantellamento dell’organizzazione terrorista libanese. Quindi la risoluzione è contradditoria nei fatti: come si fa a dialogare con un’istituzione, a cui stai chiedendodi essere smantellata?

    Capite ciò che mi sorprende?

    PS. Bisqui, ma ci si può iscrivere al tuo blog, oppure ogni volta devo inserire nome mail etc.?

    Grazie, un saluto

    Eugenio

  7. – La risoluzione 1701 nasce monca, se non altro perchè riconfermava la 1559, che come prima condizione imponeva il disarmo di hezbollah, che in realtà signifca lo smantellamento dell’organizzazione terrorista libanese. Quindi la risoluzione è contradditoria nei fatti: come si fa a dialogare con un’istituzione, a cui stai chiedendodi essere smantellata?

    Capite ciò che mi sorprende?

    PS. Bisqui, ma ci si può iscrivere al tuo blog, oppure ogni volta devo inserire nome mail etc.?

    Grazie, un saluto

    Eugenio

  8. Eugenio,

    hai ragione. Quello che fai notare, purtroppo è sfuggito dall’attenzione dei mass media. Non ceredo che sia stato così casuale quanto voluto per nascondere l’inutilità dell’intervento delle truppe ONU, a tutto vantaggio di questo governo e dei suoi alleati terroristi.

    PS: si che ci puoi scrivere, il fatto è che splinder è una piattaforma “spammer” ed il mio antispam blocca tutti i commenti provenienti da quel dominio :-). Se poi raddoppiate i commenti, buonanotte andate a finire in blacklist 🙂

  9. – beh, se è come pensano il Duca e Bisqui (e penso che sia vero) allora speriamo che lo Skipper abbia calcolato bene i tempi, almeno: non voglio nemmeno pensare a come farebbero a “spostare” l’UNIFIL di mezzo una volta che volessero riprendere le danze…

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