Una pianta biotech che riconosce le mine antiuomo

Si tratta della Arabidopsis thaliana, che è stata messa in grado di captare con le sue radici il biossido d’azoto emesso dagli ordigni e di segnalarlo cambiando il colore delle foglie.
Una pianta geneticamente modificata riesce a riconoscere con le sue lunghe radici le sostanze chimiche rilasciate dalle mine antiuomo. E’ stata ottenuta in Danimarca modificando la pianta più nota nei laboratori di biologia vegetale, la Arabidopsis thaliana.
La pianta cerca-mine, rende noto il notiziario on line della Pharmaceutical Services Corporation, è stata ottenuta da un piccola azienda danese, chiamata Aresa. La Arabidopsis è stata resa avida di biossido d’azoto, la sostanza rilasciata dagli esplosivi, introducendo nel suo corredo genetico un Bcm (Bio croma marker). Il biossido d’azoto modifica gradualmente il colore delle foglie da verde a rosso nell’arco di poco più di un mese. Di conseguenza il diverso colore delle foglie fornisce una mappa della presenza di mine.
Per il coordinatore del progetto Simon Oostergaard, ”la speranza di tutti è che la piantina venga largamente impiegata nella ricerca di mine, soprattutto in quelle zone densamente popolate dove l’impiego indiscriminato degli ordigni ha determinato numerosissimi lutti e terribili sofferenze, soprattutto per i bambini”. I primi test, ha aggiunto, potrebbero essere condotti in Bosnia, nello Sri Lanka e in alcune zone dell’Africa.

21 comments

  1. Bisqui says:

    Lo sminamento a fini civili

    Ben altra cosa e’ la bonifica umanitaria che deve raggiungere risultati molto vicini al 100% e che non può accettare alcun rischio residuo se non quello dell’evento casuale. In questo settore sono in corso moltissime attività di ricerca e sviluppo per arrivare a realizzare sistemi che consentono di ottenere i migliori risultati con il minor costo possibile e con la massima sicurezza .un accenno va’ fatto alle tecnologie per il rilevamento e l’individuazione delle mine. Si tratta di un campo che ha avuto finora un ambito di applicazione meramente militare, ma che, grazie alla nuova sensibilità mondiale, e diventato di grandissimo interesse anche per la ricerca e la tecnologia civile e quindi per le operazioni di sminamento umanitario. L’interesse maggiore e’ orientato verso sistemi elettronici , che consentono di individuare con la massima precisione possibile le aree minate e le zone trappolate. Ottimi risultati sono giunti per es. Dai radar gpr ad alta penetrazione, o georadar, capaci di analizzare il terreno a profondità variabile da pochi cm fino ad un paio di metri. Ci sono poi le camere ad infrarosso termico. Le mine hanno una temperatura diversa rispetto al suolo anche nell’ordine di uno o due gradi. Le camere più sensibili captano variazioni entro il decimo di grado e sono quindi ideali per rilevare le mine. Poi ci sono i radar sar che utilizzano il principio dei satelliti e hanno raggiunto un’altissima risoluzione (una precisione nell’identificazione del corpo estraneo entro i due o tre centimetri). Allo studio ci sono i cosiddetti ‘nasi artificiali’. Si tratta di sensori biochimici capaci di captare addirittura le singole particelle i materiale esplosivo contenuto nelle mine. L’utilizzo dei cani per fiutare l’esplosivo contenuto nelle mine e quindi segnalarne la localizzazione è molto importante, anche se risente dell’inquinamento del terreno e come o visto personalmente in Bosnia ed in Kosovo, dei limiti di resistenza di questi preziosi animali che possono essere utilizzati per un massimo di due o tre ore al giorno. L’utilizzo dei mezzi meccanici e’ molto utile ed è anzi indispensabile specie nelle grandi superfici, ma da solo garantendo al massimo l’80%, non da’ quella certezza di sicurezza che lo sminamento umanitario deve invece poter garantire. L’obbiettivo, comunque , non e’ semplice da raggiungere, molti sono i parametri in gioco che possono condizionare e per taluni aspetti invalidare i risultati, ma non per questo non può essere affrontato e risolto con risultati apprezzabili, come dimostrano le attività di bonifica in corso in tutto il mondo, che sono portate avanti manualmente dagli specialisti del settore, sia civili delle organizzazioni non governative, che militari (e.o.d. dei vari eserciti) un lavoro lento, quello manuale, ma garante di risultati affidabili e non inferiori ad una probabilità di successo del 99,9 %. I sistemi meccanici ed elettronici sono ancora allo studio mentre esiste la specializzazione dell’uomo assicurata dalla professionalità maturata negli anni dagli specializzati militari, di cui l’Italia dispone in larga misura fra il personale dell’arma del genio, cresciuti tramandando una cultura specifica che trova origine nel periodo immediatamente successivo al secondo conflitto mondiale quando ufficiali e sottufficiali del genio bonificarono il territorio nazionale. Oggi, gli eredi di costoro sono gli specialisti dell’e.o.d. del genio militare che hanno operato in passato in Afghanistan, Kurdistan, Kuwait, Angola, Mozambico e che oggi operano in Bosnia ed in Kosovo.

    Nei programmi dello sminamento umanitario sono essenziali i seguenti parametri:

    – conoscenza del pericolo delle mine;

    – demarcazione delle aree minate e trappolate;

    – pronto soccorso e riabilitazione dei feriti ;

    – ricostruzione e sviluppo delle comunità che hanno avuto problemi

    con le mine;

    Formazione di specialisti locali per mettere loro in condizione di affrontare autonomamente l’impegno della bonifica.

    Lo sminamento a favore dei civili si concretizza attraverso quattro diverse forme di intervento: lo sminamento strutturale, lo sminamento di programma, lo sminamento di prossimità, e lo sminamento cosidetto ” paesano ” .

    A) lo sminamento strutturale si occupa della bonifica delle principali infrastrutture . In particolare, le prime fasi dell’intervento sono finalizzate alla bonifica delle strade e zone aeroportuali , con l’impiego dei sistemi meccanici realizzati per la bonifica operativa.

    B)lo sminamento di programma viene attuato nell’ambito di un programma di sviluppo. Lo scopo e quello di facilitare la realizzazione di altri interventi tecnici ( sanitari , agricoli , urbanistici , idraulici etc . ) bonificando le aree di interesse da tutte le mine , trappole esplosive ed ordigni bellici ancora attivi.

    C)lo sminamento di prossimità orientato verso lo sviluppo di una bonifica a lungo termine. Ha lo scopo di restituire alla popolazione le condizioni essenziali per ritornare alla normalità. Il primo beneficiario di questo tipo di progetto e’ il gruppo comunitario a favore del quale si interviene e prevede la formazione di specialisti locali destinati alla condotta dei futuri programmi di bonifica. Lo sminamento di prossimità coinvolge attivamente la popolazione e le attività della bonifica operativa sono accompagnate da approfondite campagne di formazione sul problema delle mine .

    D)lo sminamento cosi detto ” paesano ” finalizzato ad interventi locali, ma peculiarmente sviluppato per insegnare alla popolazione a convivere con le mine e le trappole esplosive difendendosi dalle stesse. Questo tipo di programma, generalmente , e’ sviluppato per aumentare il grado di sicurezza per le realtà locali, a premessa di interventi di bonifica su larga scala. Il più delle volte , gli attori principali sono ex militari o abitanti del luogo che vengono abilitati ad operare per azioni di sminamento su scala micro-locale. Questi programmi sono attualmente in parte ed in alcune località attuati da organizzazioni non governative, impiegando specialisti di maturata esperienza .

    A premessa di ogni intervento e’ comunque essenziale disporre di mezzi idonei al rilevamento delle mine e adottare tecniche che garantiscono l’individuazione degli ordigni. Una delle possibili tecniche, quella più comunemente applicata da tutti gli esperti , e’ quella che vede il ricorso al sistema del prodding, , che consiste nel sondare il terreno mediante particolari aste rigide che consentono di individuare le mine interrate. Il prodding e’ efficace in quasi tutti i terreni e normalmente viene integrato dall’impiego di rilevatori di mine a funzionamento elettronico , non sempre affidabili in quanto molto condizionati dalle condizioni ambientali , dalle temperature estreme e dai terreni con presenze di elementi metallici

    Vediamo ora in particolare come si procede alla bonifica di un’area minata di piccole dimensioni con il sistema del prodding

    Per effettuare la bonifica di un’area minata, bisogna applicare delle procedure che dipendono da:

    – grandezza dell’area da bonificare;

    – numero e tipo di mine presenti;

    – numero di sminatori disponibili.

    Il nucleo di bonifica di base e’ costituito da :

    – capo nucleo;

    – operatore sondatore;

    – operatore con apparato rilevatore.

    Nella fase preparatoria, che precede l’inizio della bonifica,gli specialisti recuperano carte della zona e sviluppano una capillare operazione di intelligence, nell’intento di acquisire il massimo numero di informazioni sul campo minato e sul tipo di mine.

    Svolta l’attività informativa e ricognitiva che ha permesso di individuare sia l’andamento sia l’ampiezza dell’area minata ed eventualmente il tipo di mine, verrà redatto un progetto d’attuazione che prevede diverse fasi d’intervento:

    1° fase: segnalazione del campo minato tramite fettucce con scritte mine, organizzazione della zona di intervento per quanto concerne il sostegno logistico, il posto di sosta, l’assistenza sanitaria, eventuale centro di raccolta di mine e la dislocazione dei materiali esplosivi necessari alla bonifica.

    2° fase: realizzazione della bonifica di un corridoio largo un metro e lungo 44 metri sulla fronte anteriore dell’area minata.questo corridoio viene creato per permettere ai nuclei bonificatori di agire in una zona certamente pulita da ordigni.

    3° fase: una volta che il nucleo iniziale ha raggiunto i 24 metri di bonifica sul fronte anteriore, si potrà dare inizio alle operazioni di bonifica in profondità, perpendicolarmente alla fascia iniziale, da parte del 1° nucleo.

    4° fase: ogni qualvolta che il nucleo raggiunge la profondità di 20 metri potrà iniziare il lavoro il nucleo successivo e cosi via.

    5° fase: quando il nucleo iniziale avrà terminato di bonificare i 44 metri del fronte del campo potrà essere inserito nei nuclei di lavoro .

    6° fase: ogni qualvolta che gli operatori rinverranno una mina questa sarà segnalata tramite un cappellozzo bianco e rosso. Il capo nucleo provvederà alla sua distruzione al termine della bonifica e, se ciò, non fosse possibile, procederà all’eventuale disattivazione cioè all’inserimento della sicurezza per quanto riguarda le mine antiuomo, ed eliminazione della parte attiva (disinnescamento ) per le anticarro..

    7° fase: al termine della bonifica della fascia di competenza ( 1 metro x 60 metri ) , il capo nucleo provvederà alla distruzione sul posto delle mine antiuomo con l’impiego dell’esplosivo, sempre che questo sia possibile. Per quanto riguarda le mine a/c bisogna effettuare il ribaltamento delle stesse mediante una fune con gancio per ovviare all’eventualità che siano provviste di congegni antirimozione. Effettuata questa operazione, la mina potrà essere disinnescata e quindi recuperata.

    8° fase: al termine delle operazioni viene redatto un rapporto di bonifica.

    I mezzi impiegati per l’individuazione delle mine durante una bonifica sono :

    la vista;

    gli apparati cercamine;

    le aste di sondaggio;

    telai guida per il sondaggio.

    In casi particolari per condizioni di terreno o di densità di minamento, talvolta non e’ possibile applicare integralmente le norme per la bonifica descritta , questi casi sono i seguenti .

    – terreno con folta vegetazione;

    – gallerie stradali;

    – ferrovie e gallerie ferroviarie;

    – terreni acquitrinosi o temporaneamente allagati,

    – terreni eccezionalmente compatti o gelati;

    – terreni coperti da neve.

    Effetti di una mina su un Militare :

    Il piede su una mina provoca un’onda d’urto di, più o meno, seimila metri al secondo, la temperatura al momento dello scoppio arriva a quattromila gradi e il rumore è di molto superiore a quanto possa sopportare l’orecchio umano. L’onda d’urto risale dal piede alla gamba e all’anca, le ossa del piede e della gamba si sgretolano, mentre il piede, la gamba e la coscia opposti, il basso ventre, talvolta il volto e gli occhi, rimangono offesi dalle schegge delle mine e da una moltitudine di materiali (sassi , pulviscolo…) proiettati dallo scoppio. Caduta al suolo, se non cade su una seconda mina, la vittima si trova in un grave stato di shock, con abbondante perdita di sangue. Queste appena descritte sono le conseguenze di una semplice mina a pressione ad effetto locale; le mine ad azione estesa e direzionali, come ad esempio quelle a frammentazione, che esplodono proiettando centinaia di piccole schegge, sono ancora più micidiali e provocano quasi sempre la morte delle persone investite che si trovano nel campo di azione delle mine. Ho voluto descrivere cosa significa saltare su una mina, al fine di evidenziare la complessità dei traumi fisici

  2. Bisqui says:

    Lascio a voi i commenti.

    Considerate che persone non adeguatamente protette, civili, non hanno alcuna possibilità di sopravvivenza.

  3. utente anonimo says:

    piccola carognata.

    la pianta è un organismo geneticamente modificato?

    e allora non si può usare!

    non è MORALE!

    (non lo dico mica io, ma sono sicuro che lo dirà un appartenente alla sinistra…)

    un mau iettatorio

  4. Bisqui says:

    Mau, infatti.

    La società danese era pronta già nel2004 ad inziare la sperimentazione sui campi bosniaci. Non hanno neanche cominciato perchè qualcuno ha sollevato il problema : e poi come si fà a estirpare milioni di piante geneticamente modificate?

  5. MindPrison says:

    beh, di sicuro gli organismi geneticamente modifificati sarebbero da evitare sempre… la scienza non è stata ancora in grado di dirci i suoi effetti sul lungo raggio, non vorrei che ci trovassimo di fronte di nuovo ad elementi cancerogeni che ignoravamo… cazzo però quì parliamo di piante che potrebbero salvare nell’immediato migliaia di vite, tra vittime e sminatori. Credo che non ci si debba pensare nemmeno per un istante. Gli ogm possono essere “potenzialmente” dannosi, le mine lo sono di certo. E se la chiesa solleva perplessità pure su questo, giuro che comincio a dare fuoco alle parrocchie….

  6. utente anonimo says:

    ma quando mai la Chiesa è stata contro gli organismi geneticamente modificati?

    la Chiesa è solo contro la sperimentazione sull’uomo!

    mind, non ti stai inventando un’altra palla delle tue?

    un mau ironico

  7. Bisqui says:

    Mind, leggi dal sito dei missionari, sono riusciti ad addestrare dei topi allo sminamento e sembra che siano formidabili!

  8. MindPrison says:

    Non ho detto che la chiesa è contro agli ogm, a dire il vero non conosco la posizione ufficiale in merito. Ma non mi stupirebbe di certo una presa di posizione radicale della chiesa, anche se la contropartita significasse la morte di tante persone. Perciò mi metto in guardia e mi preparo.

    mau, ma il fatto che mi provochi ogni volta significa qualcosa? ti ricordo qualcuno che ti picchiava da piccolo?

    Sei noioso…

  9. utente anonimo says:

    ah ah ah!

    tu esisti per venir preso in giro!

    non prendertela dai è il tuo destino…

    un mau ironico

  10. utente anonimo says:

    poi il fatto è che tu ti basi su dei sani e solidi pregiudizi….

    tipo i negri sono dei maniaci sessuali…

    i napoletani sono tutti ladri…

    prova a guardarti dentro!

    un mau obbiettivo

  11. MindPrison says:

    Mau, con questa credo che tu sia arrivato al top. Anche perchè prima di tutto io sono irpino, quindi figurati se posso avere pregiudizi sui compagnielli napoletani. E poi razzista io? ahhahahahahahah

    Siete voi quelli che odiano quelli di altre culture o religioni, o colore della pelle, per me siamo tutti fratelli e questo credo si deduca da ogni mio scrtto. Il tuo ultimo post è la rappresentazione di te stesso. infatti è un’ imbecillità totale.

    un mindprison sbellicato dal ridere

  12. Bisqui says:

    Mind, la guerra tra te e Mau non avrà mai fine. Tra l’altro vi impedisce di commentare l’articolo.

    Se non avete argomenti è inutile che vi scannate, non siete d’aiuto nè a voi nè a tutti gli altri. Vorrei che litigaste sui contenuti e non su argomentazioni personali, almeno qualcosa di concreto verrà fuori.

    Fratellino, sei pestifero!

  13. utente anonimo says:

    lo devo ammettere.

    l’unica cosa che posso dire sull’argomento del post è che io spero sinceramente che tutti i metodi qua indicati, piante OGM, topi ammaestrati ecc. siano utilizzati per sminare e di conseguenza salvare la gente.

    un mau obbiettivo

  14. MindPrison says:

    hai ragione Bisqui, ma certe provocazioni inutili e infondate mi irritano troppo. E per dimostrarti la mia buona volontà ti dico che sono d’accordo al 100% con mau. nel suo ultimo post.

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