Un problema di credibilità 

d'alema sulla sua barca

d’alema sulla sua barca

L’aspro confronto interno alla maggioranza di governo si è allargato a macchia d’olio a tutti i temi relativi alla Difesa, alla Sicurezza e alla politica estera nazionale con un pesante impatto sulla credibilità dell’Italia. Il dibattito sul rinnovo della missione in Afghanistan, la manifestazione di Vicenza e soprattutto lo scivolone in Senato con la bocciatura della politica estera del governo e le conseguenti dimissioni di Romano Prodi hanno evidenziato la spaccatura tra una sinistra che non ha nulla di moderato e un centro-sinistra che sui temi internazionali è molto più simile all’opposizione di centrodestra che ai suoi alleati.

Quella che è emersa prepotentemente, costringendo Prodi a rinunciare (almeno per ora) all’incarico di premier, è la profonda crisi di credibilità dell’Italia che minaccia di esporci a rischi provenienti da più parti.

L’incapacità del governo di definire chiaramente la sua posizione ci espone innanzitutto ad azioni terroristiche tese a indurci ad abbandonare l’Afghanistan sulla falsariga di quanto al-Qaeda ottenne nel marzo 2004 con gli attentati a Madrid. La stessa incapacità ci ha esposto anche alle pressioni, a volte indebite, dei nostri alleati. Come definire diversamente la lettera degli ambasciatori dei sei paesi (USA, Gran Bretagna, Canada, Australia, Romania e Olanda) che in Afghanistan fanno la guerra e non le “missioni di pace? Una lettera aperta nella quale chiedevano al governo di rinnovare la missione italiana a Kabul ed Herat e che inevitabilmente ha allargato le fratture interne alla maggioranza.

Fratture certo già piuttosto ampie ma questo non toglie il dubbio che l’obiettivo evidente dei nostri alleati fosse proprio quello di ingigantirle e farle esplodere. Stesso obiettivo perseguito con i ringraziamenti di George Bush all’Italia per l’invio in Afghanistan di due Predator e un C-130 che contribuiranno, con i ben più sostanziosi rinforzi forniti da altri paesi, all’offensiva che la NATO ha pianificato per la primavera. Una provocazione non casuale se si considera che il governo Prodi negli ultimi mesi non ha perso occasione per evidenziare il suo antiamericanismo di fondo e che al vertice della NATO di Siviglia il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha precisato che i nostri velivoli in Afghanistan saranno “disarmati” (quindi “buoni”) e i nostri soldati non parteciperanno ad azioni di combattimento.

Quale credibilità ha un governo che manda in guerra soldati che non combattono e aerei disarmati? Soprattutto nei confronti degli alleati che lasciano sul terreno ogni giorno morti e feriti. Comprensibile quindi che il sottosegretario agli esteri britannico, Kim Howells, accusi gli alleati nella Nato di non avere inviato uomini e mezzi a sufficienza per combattere i ribelli talebani nel sud dell’Afghanistan. “Questo è un vero test per la risolutezza e la credibilità della Nato e non sono certo che ogni alleato si renda conto della posta in gioco” ha affermato Howells alla Camera dei Comuni aggiungendo che “ci sono paesi che hanno elicotteri che potrebbero benissimo essere parcheggiati nei principali aeroporti europei, visto il contributo che stanno dando in alcune regioni dell’Afghanistan”.

Una legnata dritta in faccia a italiani, spagnoli e tedeschi che insieme schierano in Afghanistan 20 elicotteri mai resi disponibili per dare una mano sul fronte sud. Se è parsa evidente la volontà dei principali alleati di mettere sotto pressione il governo italiano altrettanto chiara è stata l’incapacità del nostro esecutivo di affrontare in modo credibile le sfide che ci attendono, complice anche un pacifismo di facciata che serve solo a mascherare il supporto di parte della sinistra ai nemici dell’Occidente: dai talebani ai terroristi iracheni. Non si spiegano diversamente le proposte provenienti da Verdi, Rifondazione Comunista e PDCI di rafforzamento della missione civile quando i talebani potenziano gli attacchi in tutto l’Afghanistan. Come se gli aiuti alla popolazione fossero un’alternativa alla forza militare. Il Canada è oggi il paese più impegnato negli aiuti alimentari agli sfollati afgani, una missione civile che ha avuto il plauso dell’ONU ma che non impedisce al nostro alleato di schierare a Kandahar 2.500 soldati che combattono ogni giorno registrando finora una quarantina di caduti.

George Orwell, che certo non era un neocon e nella guerra civile spagnola ha combattuto contro i franchisti, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale disse che il pacifismo sostiene il fascismo ( ed il comunismo ) poiché impedendo alle democrazie di contrastarlo ne facilita l’ascesa”. Una frase che settanta anni dopo conserva ancora tutto il suo valore forse perché, in fondo, neppure la base ideologica del pacifismo è cambiata poi molto.

In Afghanistan abbiamo 2.000 militari e 6 elicotteri divisi tra Kabul ed Herat, il capoluogo della regione occidentale posta con le sue quattro province sotto il comando del generale Antonio Satta. Da quelle parti i nostri hanno già avuto scontri con i talebani anche se da noi non se ne parla perché al bavaglio imposto ai militari si aggiunge l’ormai noto ma mai abbastanza denunciato divieto alla stampa di visitare il contingente italiano. Quale credibilità ha un governo che ha paura dei giornalisti? Quale credibilità ha un governo che dichiara di non sapere nulla di offensive della NATO delle quali parlano da tempo anche i giornali e che vengono pianificate da staff multinazionali composti anche da ufficiali italiani ? La questione, ha aspetti drammatici e al tempo stesso ridicoli. I nostri Predator, a differenza di quelli americani, non sono dotati di missili Hellfire ma si tratta pur sempre di un impegno bellico anche se i nemici individuati dai velivoli italiani verranno attaccati con mezzi degli alleati. Un’ipocrisia politica che coinvolge anche la Germania, che ha annunciato l’invio di sei bombardieri Tornado, non certo disarmati ma con compiti limitati alla “ricognizione”.

di Gianandrea Gaiani

5 Comments

  1. monica

    Convengo dall’inizio alla fine.
    Fin quando ci sarò chi ha la convizione che il terrorismo possa essere battuto regalando mazzi di fiori saremo sempre una Nazione a rischio.

    Oggi, più che mai, la classe politica sta attuando comportamenti e assumendo posizioni che isolano pericolosamente l’Italia oltre a far crollare la nostra già precaria credibilità.

    Ciao

    ps. Telepatia per il topic…
    Ci terrei ad un tuo parere sulla questione da me trattata.
    Grazie

  2. Bisquì

    Già fatto sorellina! 🙂

  3. Massimo

    La sinistra è incapace di governare.
    Prima cadrà meglio sarà èper tutti.
    E se per ottenere ciò si deve votare contro il rifinanziamento della missione afghana, pazienza.

  4. Bisquì

    Massimo,
    certo che sarebbe dura. Non so se i nostri soldati all’estero capirebbero una mossa del genere. Anche gli alleati che penserebbero?
    Sarebbe interessante, però, andare a “vedere” 🙂

  5. Siro

    Ottimo pezzo quello che hai postato!
    Orwell è uno dei miei scrittori preferiti e a leggere queste argomentazioni me ne convinco ancora di più!
    Ciao 🙂

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