halo

Un pò d’emozione

Di Giorno

Di Notte

Qualche firma famosa 🙂

Non poteva mancare l’oscar 🙂

Questo è lo scudetto dell'HALO, il massimo che possa desiderare un paracadutista.
Questo è lo scudetto dell’HALO, il massimo che possa desiderare un paracadutista.

 

 Dal Sauro trovate le sue foto.

27 comments

  1. monica says:

    Un “poco” di emozione ?

    Caro fratello, immagino la TUA emozione in considerazione di quella da me provata nel guardare i video…
    Ogni volta è sempre lo stesso dilemma: come è possibile non sentirsi rispettosi verso chi svolge un così delicato ed essenziale compito ?

    Un abbraccio

  2. Lo PseudoSauro says:

    In effetti gli americani non te la fanno pesare molto.
    Quando ho preso il loro brevetto mi hanno fatto morire dal ridere. 🙂
    I piu’ eleganti pero’ siamo noi insieme con gl’inglesi e gl’istraeliani:
    dei perfezionisti dell’uscita. Ora siamo un po’ piu’ individualisti e raffinati,
    ma questi riti collettivi mi mancano un po’. Grazie fratello.

  3. Bisquì says:

    Moni,
    sai che ti avrei visto benissimo col mio scudetto sul braccio? Peccato che l’addestramento non è proprio per ragazze. L’anno scorso sono stato a trovare gli amici, a Livorno, e si lamentavano dell’addestramento che è calato da morire con l’ingresso delle donne. Certo possono essere ottimi ufficiali di marina ma mai dei “Marò” o degli “Incursori”.

    Sauro,
    Geronimo! 🙂
    Bellissimo!

    Wellington,
    in effetti è bello, un pò troppo spazioso per le nostre abitudini 🙂

    Sauro,
    La vita di reparto è la cosa che mi manca di più. Credo che dal racconto che ho postato si capisca.
    Mi mancano i “fratelli d’arme”, le innumerevoli cazzate che si fanno ed i momenti di comunione … Mah! Cose che solo noi possiamo capire.

  4. Bisquì says:

    Nessieeeeeee!
    Che gioia averti qui! Grazie a te!

    Sauro,
    a proposito di HALO, ho dimenticato lo scudetto 🙁 riparo subito al malfatto 🙂

  5. Lo PseudoSauro says:

    Magari poi spiegherai al volgo che significano HALO e HAHO… Ho visto il brevetto. 🙂
    Ti diro’ che tra tutti quelli che ho presi, quello che mi e’ piu’ caro e’ dei nostri incursori.
    Eppure sono stato anche dai SAS inglesi (una roba infernale), ma siamo dei sentimentali, noi.

  6. Wellington says:

    “La vita di reparto è la cosa che mi manca di più. Credo che dal racconto che ho postato si capisca.”

    Si capisce, si capisce…:-)

  7. Lo PseudoSauro says:

    Certo che Wellington se ne intende proprio. Pensa che il primo lancio l’ho fatto
    con il C 119… volava per miracolo e non vedevi l’ora di buttarti di sotto.
    Ogni volta che decollavi era un rosario e quando staccava da terra era un urrah collettivo.
    Piuttosto che atterrare con quegli affari saremmo saltati giu’ al volo senza paracadute.
    Dimenticavo: allora per i vincolati si usavano i CMP 55, una specie di superattico 🙂
    Quando ho saltato con i francesi che ne usavano uno tre volte piu’ piccolo,
    mi sembrava di essere nudo e in effetti a terra ci si arrivava parecchio veloce,
    infatti i francesi si giocavano il record delle ospedalizzazioni con gli americani,
    mentre noi italiani, niente. Dobbiamo essere orgogliosi perche’ insieme ai SAS inglesi,
    ai tedeschi e agli israeliani, siamo considerati i migliori al mondo.

    Dai un’occhiata qui all’”eroe” odierno. http://corpidelite.altervista.org/CORPIDELITE.html

  8. Bisquì says:

    Allora, per i neofiti. Ci sono diverse modalità di lancio a seconda della modalità della missione, degli obiettivi etc.
    Non tutti i paracadutisti hanno gli stessi brevetti che sono 2, quelli mezionati dal Sauro.
    HALO, meglio conosciuto come MFF (Military Free Fall) sta per High Altitude-Low Opening e consiste in un lancio, ad apertura ritardata, che avviene da circa 8000 metri.

    HAHO invece sta per High Altitude-High Opening e cioè l’apertura avviene immediatamente dopo il lancio che è sempre da circa 8000 metri.

    l’HAHO si usa per lanciare personale o equipaggiamento mentre l’HALO è solo per il personale. Naturalmente l’HALO è usato per missioni speciali dato che il tempo di permanenza in aria è ridotto a causa dell’alta velocità di caduta, circa 54 metri al secondo o se preferite 190 km/h a testa in giù.
    Col brevetto HALO ci si può lanciare anche a quote notevolmente più basse della soglia degli 8000 metri ( che sono il rateo medio).
    Dovè la differenza? L’HALO è completamente manuale. Apertura e guida sono effettuate dal militare mentre con L’HAHO si è passeggeri ma si possono portare carichi maggiori.
    In più bisogna dire che per essere brevettati HALO bisogna avere un fisico eccellente e sopratutto non essere fumatori.
    Perchè? Perchè normalmente ci si lancia ad altitudini tali che il freddo è impossibile e l’ossigeno rarefatto. Con l’HALO ci si lancia, per esempio, quando la “navetta” è costretta ad un’altezza notevole a causa della contraerea. In alcuni casi ci si serve di respiratori ma il più delle volte si fa training respiratorio durante l’avvicinamento. 45 minuti di respirazione sono sufficenti per immaganizzare l’ossigeno necessario per un volo di una trentina di secondi 🙂
    Il rischio? Poco ossigeno nelle vene dovuto alla rarefazione ed alla difficoltà respiratoria con accumulo di anidride carbonica che diventa disastroso nel caso di lanci in mare. Al problema ossigeno si aggiunge l’improvviso innalzamento dell’azoto. Un casino che porta dritti alla morte 🙂

    Insomma per farla breve, avere il brevetto HALO (ci hanno fatto un gioco) è cosa da pochi. In Italia i brevettati appartengono a questi reparti :http://en.wikipedia.org/wiki/COMSUBIN e http://it.wikipedia.org/wiki/Col_Moschin dei quali vedete i simboli nel post.

    Sauro, correggimi 🙂

    Well,
    è un’esperienza da fare, non ostante l’individualismo la vita di gruppo è insostituibile

  9. Bisquì says:

    Sauro,
    mi è impazzito l’antispam, ti ha bloccato gli ultimi commenti ma stai scrivendo da un’altro IP?
    Certo che si che Wellington se ne intende, tanto che credo che più che leggere si sia veramente addestrato! 🙂

  10. Abr says:

    Grande post, ancor più grandi (if possible) i commenti: bel team!
    E’ sempre un piacere passare di qui, sempre roba bella e fresca.
    ciao, Abr

  11. Otimaster says:

    Ciao fratello sono venuto a rinfrescarmi la memoria…. domani fra i titoli dei giornali potrebbe esserci questo: “In cambio di Mastrogiacomo liberati cinque talebani” ma, questo sicuramente non ci sarà “Incursore ferito dai talebani”… son sempre gli stessi che pagano le leggerezze altrui.

  12. Lo PseudoSauro says:

    Chissa’ perche’ ultimamente gironzolo sempre qui intorno. 🙂

    Spiegazione da manuale, come sempre.

    Aggiungerei solo che i video si riferiscono a lanci vincolati di reparto che
    avvengono da bassa quota e che hanno per obiettivo il trasporto rapido di
    truppe sul teatro. Tutt’un’altra cosa. Nel primo video si tratta di un lancio
    diurno di addestramento senza equipaggiamento da quota media (direi 300 mt)
    mentre nel secondo si tratta di un notturno operativo con armamento individuale
    e di reparto, sicuramente da quota inferiore. Mentre in addestramento la quota
    di lancio varia tra gli 800 mt e i 300 mt(a seconda dei reparti), quando si fa
    sul serio si salta da anche poco piu’ di 150 mt, quando non meno ancora, il che
    significa spesso pochi secondi tra l’uscita e l’atterraggio. 10 sec circa di
    un vincolato di reparto contro 15 min ed oltre di caduta libera e qualche minuto
    di volo veleggiato per un HALO.

    Certo che fare un MFF con equipaggiamento e’ un po’ come fare una cannarozzo senza. 🙂

    P.S.
    mi capita spessissimo che mi sega i commenti

  13. Lo PseudoSauro says:

    Mi spiego, per i tuoi ospiti. La “cannarozzo” e’ una vecchia tecnica di caduta libera
    che prende il nome dal suo inventore. In pratica una picchiata di testa con le braccia
    strette al petto. Si arriva ad oltre 80 mt sec o circa 300 kmh. Se la velocita’ non
    viene stabilizzata (intorno ai 54 mt sec) il paracadute esce come la biancheria sporca
    dal sacco. 🙂

  14. Bisquì says:

    Abr,
    buongiorno. Ogni tanto ho degli attacchi di nostalgia incredibili 🙂 Il post mi è venuto proprio perchè stavo pensando ai nostri ragazzi in Afganistan. Li vedevo operativi al massimo e non a fare da balia a giornalisti e operatori turistici vari.
    Grazie del passaggio 🙂

    Fratello,
    non voglio pensarci. Questi irresponsabili hanno fatto liberare dei criminali che sono già costati il sacrificio di diversi uomini per assicurarli alla giustizia.
    Posso solo sperare che presto vengano eliminati o che siano stati usati come “usta”.
    Ti sei presi lo scudetto ed il fregio del basco?

    Sauro,
    perchè i primi commenti sono andati lisci e gli altri no? Bo! Mistero!
    Hehe! Un HALO da 30.000 piedi senza respiratore è morte sicura 🙁 se poi “cannarozzi” non hai neanche il tempo di guardare l’altimetro. Un attimo prima controlli a che altezza sei un attimo dopo sei morto. Se deve avvenire meglio subito perchè lo svenimento potrebbe anche farti risvegliare troppo presto quando ormai è troppo tardi per “aprire”.
    Stabilizzazione a “X”, veleggiatura, direzione e scelta del punto d’atterraggio (se possibile), correzione della deriva ed apertura a 100/150 m, strappo micidiale con con il sangue che ti gonfia i piedi. Bellissimo!
    I filmati sono relativi ad addestramenti operativi in Iraq ed Afganistan. Quello di giorno è della intera brigata dei ranger se non sbaglio, quello di notte del 101° o 82° delle Aquile Urlanti. Non ho messo il filmato relativo al rilascio dei mezzi perchè era troppo pesante. Magari lo faccio un’altra volta o oggi stesso, vediamo.
    Sauro, se decidiamo di fare un HALO dobbiamo smettere di fumare e rimettere in sesto, schiene, mascelle e nasi. Credo che sia meglio restare in poltrona a cianciare di vecchi ricordi 🙂

    PS. la cosa che mi ha emozionato di più è stato il rumore degli stivaletti sul “keller”. Quel rumore metallico ogni volta mi risveglia l’emozione della scarica d’adrenalina pre lancio. A proposito del C119. Hai mai volato con piloti greci o turchi?

  15. Lo PseudoSauro says:

    Bisqui’: in effetti mi capita spesso di vedermi segati i commenti.
    Sara’ per l’IP di Fastweb che mi da problemi anche con altri blog.

    Beh, se uno ce la fa ad andare sull’Himalaya senza respiratore…
    mi pare che per arrivare da 8.000 a 5.000 ci vogliano dai 45 ai 30
    sec in velocita’ stabilizzata. Con un po’ d’allenamento si puo’ fare.
    Con la capsula alti-barometrica l’aggeggio dovrebbe aprirsi anche se t’addormenti.
    A volte non funziona, ma quella dei seggiolini eiettabili e’ abbastanza affidabile.
    L’unico difetto che ha e’ che non si apre sempre alla quota stabilita per problemi
    termici, ma ormai si apre sempre e poi giu’ ci si arriva comunque. 🙂

    Mentre da noi insegnavano ancora la posizione a X altrove usavano quella a tridente,
    piu’ plastica e adatta ai relativi. Io l’ho trovata piu’ comoda e meno difficile,
    soprattutto con il bag attaccato sotto alla pancia (che pesava piu’ del sottoscritto).
    Quando il lancio e’ individuale cambia poco, ma quando sei in team fa davvero la differenza
    ed e’ molto meno stressante. Stare stampati a X per 7.000 mt di caduta libera e’ una fatica
    dannata e se cominci a girare e’ un casino quando hai un baule attaccato sotto alle palle. 🙂

    Non ti buttare giu’ – in senso lato 🙂 – adesso queste cose si possono fare anche
    su di una sedia a rotelle. Ho vista una vecchietta saltare da 5000 mt attaccata
    sotto ad un istruttore… e noi siamo messi parecchio meglio. Poi ne riparliamo. 🙂

  16. monica says:

    Bene.
    Grazie a te, e al Sauro che sollecitava, possiamo dunque dire che qualche politico di nostra conoscenza lo vedrei bene con un HAHO (si usa per lanciare personale o equipaggiamento)…

    Pres.xxxxx = Baule = equipaggiamento, quindi HAHO.

    E uno è andato!

  17. John says:

    Ciao Bisquì !
    Volevo solo avvisarti che sto mettendo il link del tuo sito nella sezione “amici” di Crono911.
    Se hai qualcosa in contrario avvisami!
    Cancella pure questo messaggio, che non ci azzecca nulla con il topic!

    Un salutone!

    John

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