Castro e Ruhullah Musavi Khomeini
Castro e Ruhullah Musavi Khomeini

“I popoli ed i governi di Iran e Cuba possono mettere gli Satati Uniti di America in ginocchio”
Fidel Castro

Il terrorismo internazionale è un male che attacca senza fare distinzioni.
E’ un vincolo che unisce quelli che usano la morte e la distruzione come strumenti per seminare terrore tra i popoli che intendono soggiogare.
I bersagli sono, di solito, vittime innocenti usate per lasciare prova tangibile della loro capacità  di arrecare danno. Il terrorismo contemporaneo è uno sforzo mirato a smontare e, al limite, a distruggere l’ordine democratico stabilito. Il suo potere si basa sul grado di freddezza con cui si porta a termine il crimine. Non stiamo parlando di gruppi isolati o di azioni scollegate tra di loro, bensì di una rete internazionale, solidamente strutturata nella quale si ritrovano diverse chiavi di lettura del fenomeno. Mascherate da ideologie o religioni, condividono profondi nessi con il più nefasto dei sentimenti: l’odio.

“Sopra ogni cosa dobbiamo mantenere vivo il nostro odio ed alimentarlo fino al parossismo”, queste sono le parole del guerrigliero Ernesto Che Guevara poco prima della sua morte. Il suo messaggio di addio instava all’uso dell’odio come strumento di lotta. ” L’odio intransigente verso il nemico che porta l’essere umano al di là  delle sue limitazioni e lo fa diventare una fredda e selettiva macchina per uccidere”.

Il macabro messaggio diventò credo ufficiale di ogni cubano inviato a lottare in guerre internazionaliste e nella filosofia di ogni movimento guerrigliero contemporaneo.

Durante gli ultimi 40 anni il terrorismo internazionale ha avuto un nefasto padrino nella figura di Fidel Castro.

Il presidente degli Stati Uniti d’America, George W.Bush, come risposta agli attacchi terroristici dell’11 Settembre 2001 ha avvertito che non sfuggiranno i colpevoli e nemmeno chi li ospiti o li protegga.
Basta solo dirigere lo sguardo a 90 miglia a sud della Florida per trovare un paradiso per terroristi e fuggitivi che vivono sotto la protezione del regime cubano.
Alla luce dei fatti piu recenti, come l’arresto di Ana Belèn Montes, funzionaria del Dipartimento della difesa (il Pentagono per intenderci) degli Stati Uniti, accusata di essere una spia di Cuba e arrestata dieci giorni dopo gli attacchi dell’11 Settembre, sorgono serie domande.

Castro e Muammar Gheddafi
Castro e Muammar Gheddafi

Che ruolo gioca Fidel Castro nella vendita di informazioni ai paesi terroristi? Gli arresti e le condanne di cinque spie (nella realtà  sono 11 ma non ne è stata fatta menzione alcuna *) della chiamata Rete Avispa e le ammissioni di colpevolezza da parte dei rimanenti sette membri hanno chiarito che piu che spiare gli esuli cubani la priorità  per Cuba era avere informazioni sulle basi militari americane e l’introduzione di armi attraverso le isole della Florida.

L’isola di Cuba per la sua privilegiata vicinanza agli Stati Uniti continua ad essere un trampolino per il contrabbando.

Un giorno prima degli attacchi contro le Torri Gemelle ed il Pentagono è stata pubblicata la notizia dell’arresto di quattro cittadini cinesi responsabili traffico di esseri umani, che, al costo di 60.000 dollari a persona introducevano clandestini in territorio americano facendoli passare per Cuba ed altre isole dei caraibi. Un altro fatto degno di nota: tre cittadini afgani arrestati nelle isole Cayman sono stati accusati di essere entrati in territorio americano in modo illegale, provenienti da Cuba.
Ancora piu preoccupante è la testimonianza di un disertore afgano che si allenava in uno dei campi di Osama Bin Laden nelle montagne di Kunar. Costui ha testimoniato circa la presenza di armi chimiche e mercenari sudanesi, libici e cubani.
Come non credere che Fidel Castro sia ancora una pedina chiave nell’aiuto logistico al terrorismo internazionale?
E’ molto probabile che la disinformazione fornita dalla spia Belen Montes abbia cambiato la percezione generale facendo credere che Castro non rappresenti una minaccia per gli Stati Uniti. Invece il suo arresto subito dopo i fatti dell’11 Settembre evidenziano che la percezione è cambiata.
Il rapporto annuale del Dipartimento di Stato americano che disegna i profili dei protagonisti del terrorismo mondiale include Cuba nella lista degli stati connessi con il terrorismo.
Il segretario di stato americano alla difesa Donald Rumsfeld ha parlato alla rete televisiva CBS lo scorso anno per evidenziare il collegamento: “sappiamo quali stati figurano nella lista dei paesi terroristi, l’Irak è uno di questi, come la Siria, la Corea del Nord, Cuba e anche la Libia”. Sappiamo che questi stati hanno fornito protezione ed assistenza a organizzazioni terroristiche per portare a termine azioni in altri paesi”.
Il segretario Rumsfeld ha puntualizzato che questi paesi sono molto attivi in programmi di guerra chimica e batteriologica.
Osama Bin Laden è considerato il principale responsabile del crimine che è costato la vita a più di 6000 cittadini civili l’11 Settembre. Ma fatti come questi sono il risultato delle azioni di estremisti che hanno trovato formazione, allenamento, e supporto economico e professionale in una ampia rete internazionale terrorista.

Per piu di 40 anni Cuba è stata una pedina chiave in tale rete del terrore.

 Castro e Saddam Hussein
Castro e Saddam Hussein

Il recente arresto dell’ “ambasciatore” dell’esercito irlandese Niall Connolly, inviato a collaborare con la guerriglia colombiana ha reso pubblico il fatto che il terrorista irlandese Sien Fein da cinque anni vive ed opera a Cuba e ha contattato la guerriglia colombiana con l’aiuto dei servizi segreti cubani. Il ministro degli esteri spagnolo, senza preoccuparsi degli interessi degli investitori spagnoli sull’isola, ha accusato L’Avana di dare asilo e supporto logistico ai terroristi baschi dell’ETA.
Ieng Sary, uno dei capi dei Khmer Rossi, responsabile dell’assassinio di piu di due milioni di cambogiani, ha comprato una fattoria a Cuba per scappare dalla giustizia e “vivere in pace”.
L’FBI ha denunciato che Cuba ospita, come minimo, 77 ricercati dalla giustizia americana.
La visita di Fidel Castro a maggio del 2001 nei paesi arabi e le sue provocatorie dichiarazioni contro il governo americano, danno la prova del ruolo che ancora oggi Cuba gioca come epicentro del terrorismo internazionale. Secondo il giornale Ettelaat, Fidel Castro è stato ricevuto da centinaia di studenti dell’Università  Tarbiate-Modarres a Teheran, che urlavano: “guerriglia! Guerriglia!”. La risposta del padrino del narco-terrorismo è stata, secondo il giornale Kayhan: “Solo rimane uno Sha nel mondo, e quello Sha è l’imperialismo americano!”..vicino alla mia patria. E’ uno Sha sfruttatore, e così come quello dell’Iran è stato abbattuto, anche questo Sha cadrà “.

Il collegamento cubano con il terrorismo internazionale nacque agli inizi degli anni sessanta. Sotto la copertura di medici e insegnanti migliaia di cubani furono inviati in Algeria.

Solo due anni più tardi ci fu il golpe marxista in quella regione.

Il nuovo leader di Zanzibar si appropriò dell’isola africana nel 1964 dopo aver trascorso tre anni allenandosi a Cuba con i suoi uomini.
John Okello scatenò un massacro paragonabile a quello di Fidel Castro quando prese il potere nel 1959. Attraverso il terrore Cuba contribuì a creare una solida base operativa per penetrare nel continente africano dando così inizio all’esportazione di guerriglieri a poco prezzo, per cortesia di Fidel Castro.
In Guinea i consiglieri cubani erano i “genizaros” che accompagnarono Francisco Macias Nguema fino al termine del suo regno del terrore, responsabile della morte di 50 mila dei 350 mila cittadini della ex colonia spagnola.
Nell’estate del 1968 si allargò il raggio d’azione.
L’Unione Sovietica, che grazie ai generosi sussidi economici tolse a Cuba la sua autodeterminazione, chiese a Fidel Castro di consegnare le redini della sua politica al Cremlino e di mettere i suoi servizi segreti a disposizione del KGB. Proprio durante quell’estate, i comunisti arabi riuniti a Mosca, ricevettero l’ordine di infiltrare spie nel movimento armato palestinese.
Il padrone sovietico impartiva gli ordini e Cuba li eseguiva, rendendo il suo territorio terreno di addestramento di terroristi delle piu varie tendenze e nazionalità .
Le basi per queste operazioni sovversive si crearono nel gennario del 1966.
Alla Conferenza Tricontinentale all’Avana, alla quale assistettero 513 delegati rappresentanti di 83 gruppi del terzo mondo: alla base vi era la convinzione di intraprendere la lotta armata contro l’imperialismo; Fidel Castro apriva le porte di Cuba al terrorismo con il suo appoggio incondizionato a tutti i movimenti rivoluzionari del mondo.
Da quel momento il nuovo fronte era un’organizzazione, con sede a Cuba, di solidarietà  con i paesi africani, asiatici e latinoamericani, conosciuta col nome di OSPAAL. Il suo primo segretario generale fu il rinomato assassino Osmany Cienfuegos. La sua crudeltà  nel rinchiudere piu di 100 prigionieri in un camion chiuso ermeticamente e la conseguente morte per asfissia di molti di questi, gli conferiva tutti i titoli per questo nuovo incarico.
La sinistra radicale d’Africa, Europa, Asia, Nord e Sud America, è rimasta unita a benedire Fidel Castro nel suo avvilente linguaggio della violenza.
Vennero scatenati disordini in Francia, Germania, nelle Università  degli Stati Uniti e in Turchia. Il rumore delle armi scosse anche il Giappone con in testa l’estremista Zengakuren. Scoppiò la violenza nei territori baschi ed in Irlanda del Nord.

In ogni singolo focolaio è stata provata la presenza cubana.

Castro e Yasser Arafat
Castro e Yasser Arafat

La dottrina del libro rosso di Mao Tse Tung e la logorroica retorica di Fidel Castro contaminavano le menti dei giovani e nel frattempo a Beirut, George Habash inaugurava un nuovo stile di terrorismo mandando un commando a dirottare un aereo di El Al a Roma, dove un altro protetto di Fidel Castro, lo stravagante miliardario Giangiacomo Feltrinelli, faceva pubblicamente appello alla guerra di guerriglia.
A Rio de Janeiro, Carlos Maringhella pubblicò il mini manuale della guerriglia, e L’Avana si incaricò della sua distribuzione. Fidel Castro riceveva migliaia di tecnici sovietici che imponevano la volontà  del Cremlino.
Fra i piu importanti vi era Victor Simenov il quale fu messo a capo della Direzione Generale della controintelligenza cubana (DGI).
Tutti i movimenti terroristi internazionali dell’epoca avevano un debito con L’Avana. Tutti ricevevano addestramento a Cuba nonchè aiuti economici e logistici nelle ambasciate cubane in tutto il mondo.
Un colonnello del KGB, certo Vadim Kotchergine fu incaricato di fare in modo che Fidel Castro non mettesse in atto le sue volontà  di distruzioni apocalittiche.
La richiesta di Castro a Nikita Kruschev di lanciare missili verso gli Stati Uniti durante la Crisi di Ottobre, era un avvertimento per i sovietici a non lasciare libertà  di movimento al “pazzo caraibico”.

Nei primi anni settanta, un disertore della DGI, Orlando Castro Hidalgo, testimoniò davanti al Senato americano. Castro Hidalgo illustrò la complessa rete d’appoggio che offriva Cuba tramite le sue ambasciate ai movimenti terroristici.
Denaro, biglietti aerei, alloggio, passaporti e visti erano solo alcune delle agevolazioni che Cuba dispensava generosamente, mentre la sua popolazione era vittima della povertà , ufficializzata dalla tessera di razionamento.
Più tardi il suo superiore comandante e capo della missione cubana in Francia, Armando Lopez Orta, un generale della DGI che operava con il nome in codice di “Archimede”, fu espulso dalla Francia per aver dato appoggio logisitico a Carlos Ilich Ramirez, il noto terrorista venezuelano (ricordatevi la nazionalità  e fate il paio con chavez) detto “lo sciacallo”. Le ambasciate cubane in tutto il mondo alimentavano una complessa rete di terroristi e iniziarono anche ad attuare un reclutamento su larga scala.
Un altro ufficiale della DGI, Adalberto Quintana si rendeva importante per lo sviluppo di una complessa rete che si espandeva per il mondo molto velocemente. Le “Brigadas Venceremos” vennero create con lo scopo di destabilizzare il “nemico del nord”. Migliaia di studenti americani furono addestrati all’arte di creare caos in grande scala, nel fomentare rivolte e azioni violente. Esistono documenti che che raccolgono le lezioni che venivano impartite a Cuba nei campi di addestramento: gli ingenui americani venivano illusi di fatti come in mancanza d’armi un pezzo di legno con un chiodo può essere efficace come una pistola.
Più tardi sarebbero stati i sandinisti e i palestinesi coloro che avrebbero goduto le maggiori attenzioni per quanto riguardava l’addestramento. I militari che portarono il terrore in Nicaragua nell’epoca sandinista furono tutti addestrati a Cuba.
Poi sarebbe arrivato Yasser Arafat insieme a George Habash all’Avana per creare le basi di quello che sarebbe stato l’inizio di una lunga e continua cooperazione cubana con i movimenti palestinesi e i regimi terroristici medio orientali che ancora oggi sono al potere. La complessa rete d’appoggio offerta dalle ambasciate cubane alla Siria ed al Libano è servita da ombrello per i gruppi terroristici del medio oriente.
Negli Stati Uniti l’allora ambasciatore cubano all’Onu, Ricardo Alarcon, appoggiava apertamente i palestinesi. L’ambasciata cubana a Cipro si incaricava di sommistrare armi all’OLP.
Nel 1978 come documentato dalla stampa libanese, arrivarono i primi “consiglieri” cubani nei campi di addestramento dell’OLP.
Nello stesso anno l’agenzia Reuters confermava che migliaia di adepti dell’OLP riceveva addestramento a Cuba.
Era il risultato dell’accordo firmato da Castro e Arafat per la cooperazione militare e la fornitura di armi ai territori palestinesi.
Fidel Castro non tarda² a manifestare per l’ennesima volta il suo antiimperialismo denunciando gli accordi di Camp David qualificandoli di “tradimento” ( e la spinta della sinistra mondiale li fecero naufragare quando sembrava che la pace fosse a portata di mano, ndr).
Un anno dopo il giornale inglese The Economist rivelava prove inconfutabili circa la cooperazione tra Cuba ed OLP per offrire addestramento ai guerriglieri.
Questa volta lo scenario sarebbe stato il centro america. Ancora la piaga dei conflitti armati che minacciava l’emisfero occidentale aveva le sue origini all’Avana.
Nello Yemen del sud si era creato un altro fronte di cooperazione con Cuba.
Ricevevano addestramento di guerriglia da istruttori cubani i tedeschi de Baader Meinhof fino ai giapponesi, turchi, iraniani, armeni, curdi, italiani e francesi.
In Algeria si sono create condizioni simili per l’addestramento del fronte Polisario con l’aiuto di personale cubano sotto le spoglie di medici e maestri.
Nel 1980 quando Muammar Gheddafi accolse sotto la sua protezione i terroristi baschi 150 istruttori cubani vennero incaricati di addestrare i baschi che ancora oggi seminano terrore in Spagna.
La cooperazione di Cuba con la Siria e Libano si sarebbe rivelata importante nella destituzione dello Sha di Persia in Iran.
Le attività  giunsero al punto che, secondo il giornale svizzero Journal de Geneve, dei missili Sam trasportati a bordo di navi sovietiche insieme a un contingente che sbarcò nel paese arabo con passaporti falsi, permessi di lavoro e ottima conoscenza dei dialetti e delle abitudini dei diversi paesi della zona.
Cortesia di Cuba, molti di loro erano stati perfettamente addestrati nell’arte della guerriglia urbana, la lotta nel deserto, operazioni di demolizione e sabotaggio a installazioni petrolifere etc.
Queste tattiche, più tardi, sarebbero state insegnate ai guerriglieri colombiani delle FARC (Fuerzas armadas revolucionarias colombianas) e all’ELN Esercito di liberazione nazionale che ancora oggi mantengono attive basi a Cuba.
In quel periodo sorgono in tutta Cuba campi che sono stati utilizzati per l’addestramento di diversi gruppi latinoamericani come i Montoneros argentini, i Tupamaros uruguaiani e Sendero Luminoso in Perà¹.
In meno di 3 mesi si rendeva un giovane inesperto in un’autorità  nell’uso di esplosivi, sabotaggi e guerriglia urbana.
Ancora una volta Cuba era responsabile dello spargimento di sangue nel continente americano. E negli anni 80 l’esportazione del terrore prese una piega militarista quando le truppe cubane giunsero in Africa e nei paesi arabi.
Fonti della NATO a Bruxelles informarono che tra i cadaveri recuperati nello Yemen del Nord c’erano dei cubani.
Più tardi il conflitto angolano lasciò una scia di morte e devastazione con l’aiuto di truppe cubane.
Fidel Castro, come Osama Bin Laden è un elemento dannoso che si nutre dell’odio per imporre le sue terribili dottrine.
Entrambi pretendono dominare le società  libere attraverso il terrore. Entrambi hanno passato le frontiere dei loro feudi per diffondere il terrore nell’umanità .
Nell’ultimo vertice Iberoamericano a Panama, il presidente del Salvador, Francisco Flores ha avuto il coraggio di affrontare il dittatore cubano e di ricordargli la sua responsabilità  nell’aver sparso tanto sangue nel Salvador mentre tanti altri presidenti codardi sono rimasti zitti.
Il presidente George W. Bush ha detto che questa guerra contro il terrorismo perseguiterà  e punirà  i colpevoli e i loro complici.

C’è una frase che turba in modo particolare il dittatore cubano: “o sono con noi o sono con i terroristi” (il governo italiano ha fatto la sua scelta).
L’enorme file di Fidel Castro indica che al comandante restano pochi amici.

Di Ninoska Perez Castellon Miami, Florida Settembre 2001

30 comments

  1. Otimaster says:

    Buongiorno fratello ottima ed interessante lettura per iniziare la giornata, ma quanti tag metti ad ogni post ne ho letti tre righe prima di capire che il testo era altrove : D
    Oltre la morte!

  2. Giovanni says:

    chi è che ha finanziato Saddam Hussein e gli ha riempito i bunker di armi?
    Chi ha armato i talebani?
    Chi finanziava le squadre del terrore in sud america ed i vari golpe?
    chi sta finanziando i signori della guerra in somalia?

    Gli Usa forse, e non con gli spiccioli di un isoletta senza riserve naturali e sottoposta ad embargo , ma con tutti i soldi che può dare una superpotenza.
    Chi è più pericoloso per il mondo , il povero che si veste da colonnello o il ricco che usa il dollaro?

  3. monica says:

    Caro Bis,
    mi ripeto lo so, ma i tuoi post sono una fonte di notizie, oltre che di riflessioni.

    Nello specifico, ora che il Leader Maximo è alla fine del suo tragitto su questo mondo si potrebbe tirare un sospiro di sollievo ? Credo di no, e credo tu sia d’accordo con me.
    Il comunismo, e non solo per Cuba, è vivo e vegeto più che mai.
    Anche in Italia, e non solo per la presenza di partiti al Governo che si richiamano esplicitamente all’idea comunista.
    Solo pochi anni fa le BR hanno colpito pezzi dello Stato…e non è cosa di poco conto.

    Per questo l’alleato più sincero di Berlusconi è proprio Diliberto: entrambi infatti sostengono che il Comunismo non è morto.

    Abbracci

  4. Bisquì says:

    Fratello,
    ti scrivo in privato non voglio imbrattare il post con argomenti tecnici 🙂

    Giovanni,
    un giretto sul sito del SIPRI non ti farebbe male. Ti avverto è un agenzia dell ONU che si occupa di seguire i flussi delle armi e dei loro finanziamenti. Potresti avere delle belle sorprese 🙂

    Monica,
    per i cubani desidero solo che castro viva il più a lungo possibile perchè alla sua morte non si può sapere cosa succederà.
    Per il mondo, la dipartita del dittatore non avrà nessun effetto ormai l odio è dilagato ovunque, basta leggere attentamente quello che ha scritto e come, Giovanni.

    Ci sarà un giorno nel quale su questa terra regnerà la pace ma solo dopo aver lavato col sangue gli errori commessi nel secolo scorso.

    Vedi, che Giovanni non sia capace di riconoscere un arma sovietica da una americana non mi meraviglia, che non sappia che i talebani sono una creatura del KGB, neanche, che non sappia che i cubani hanno seminato morte in tutto il pianeta pure ed infatti, ben guidato dalla filosofia dell odio si scaglia con veemenza.
    Che ci vuoi fare, queste persone esistono e bisogna conviverci, verrà il giorno che apriranno gli occhi e quel giorno per loro sarà un giorno terribile.

  5. tilt64 says:
  6. Bisquì says:

    Ciao Tilt,
    non c’è problema 🙂 , normale che non puoi postare ho chiuso i commenti, è una cosa che faccio abitualmente ogni volta che faccio un post nuovo.
    Se vuoi mandami un’email che posto io per te e poi ti rispondo 🙂
    Puoi scrivermi a [email protected] (senza accento sulla i)

    Non ho riletto il mio commento di ieri ma ho l’impressione di essere stato un pò duro se così è stato perdonami.

  7. Bisquì says:

    Gabbiano,
    è un refuso. Grazie di avermelo fatto notare, rileggendo ho trovato altri errori di battitura ma sinceramente, adesso, non ho voglia di correggere 🙂

  8. Bisquì says:

    Tilt,
    felice che non ci sia acredine, basta ed avanza quella che c’è su questa terra ci mancherebbe l’aggiunta della nostra 🙂

    A proposito sei un chirurgo plastico? Ho alcune ustioni da farti vedere, devo venire a torino per caso? 😉

  9. wax74 says:

    Ti fornisco per chiarezza i dati del rapporto 2005 del SIRPI:
    Questa è la lista dei primi 21 clienti:
    The volume of transfers of major conventional weapons: by recipients and
    suppliers, 2001–2005 BJÖRN HAGELIN, MARK BROMLEY and SIEMON T. WEZEMAN
    Table 10A.1 The recipients of major conventional weapons, 2001–2005
    The table includes all countries and non-state actors with imports of major conventional
    weapons in the five-year period 2001–2005. Ranking is according to the 2001–2005 aggregate
    imports. Figures are SIPRI trend-indicator values expressed in US$ m. at constant (1990)
    prices. Figures may not add up because of the conventions of rounding.
    Rank order
    2001– 2000–
    2005 2004a Recipient 2001 2002 2003 2004 2005 2001–2005
    1 1 China 3.142 2.647 2.096 2.761 2.697 13.343
    2 2 India 875 1 655 2 883 2 471 1 471 9 355
    3 3 Greece 709 495 2 131 1 656 1 114 6 105
    4 8 UAE 178 194 791 1 323 2 381 4 867
    5 4 UK 1 263 675 698 197 94 2 927
    6 5 Egypt 819 598 520 368 596 2 901
    7 13 Israel 147 239 333 732 1 422 2 873
    8 6 Turkey 389 871 570 224 746 2 800
    9 7 South Korea 508 336 401 772 544 2 561
    10 9 Australia 657 459 471 360 396 2 343
    11 12 USA 232 432 654 508 387 2 213
    12 10 Iran 491 455 473 321 403 2 143
    13 11 Pakistan 364 574 615 351 161 2 065
    14 14 Taiwan 434 314 116 341 777 1 982
    15 20 Saudi Arabia 56 538 120 544 470 1 728
    16 17 Italy 262 165 516 439 224 1 606
    17 18 Japan 333 307 351 298 250 1 539
    18 19 Singapore 184 227 61 487 423 1 382
    19 16 Algeria 531 221 188 292 149 1 381
    20 15 Canada 455 369 129 314 112 1 379
    21 21 Yemen 92 603 40 352 289 1 376

    e questa la lista dei primi 20 fornitori:
    Table 10A.2. The suppliers of major conventional weapons, 2001–2005
    The list includes all countries and non-state actors with exports of major conventional
    weapons in the period 2001–2005. Ranking is according to the 2001–2005 aggregate exports.
    Figures are SIPRI trend-indicator values expressed in US$ m. at constant (1990) prices.
    Figures may not add up because of the conventions of rounding.
    Rank order
    2001– 2000–
    2005 2004a Supplier 2001 2002 2003 2004 2005 2001–2005
    1 2 Russia 5 548 5 656 5 567 6 440 5 771 28 982
    2 1 USA 5 516 4 662 5 139 5 818 7 101 28 236
    3 3 France 1 133 1 259 1 268 2 514 2 399 8 573
    4 4 Germany 640 632 1 639 837 1 855 5 603
    5 5 UK 1 070 708 567 797 791 3 933
    6 6 Ukraine 702 281 536 519 188 2 226
    7 7 Canada 110 351 568 577 365 1 971
    8 11 Netherlands 190 249 339 250 840 1 868
    9 12 Italy 185 332 310 204 827 1 858
    10 10 Sweden 459 114 271 324 592 1 760
    11 8 China 408 472 428 146 129 1 583
    12 9 Israel 264 354 292 401 160 1 471
    13 14 Uzbekistan – 73 340 170 – 583
    14 13 Belarus 299 53 80 50 – 482
    15 15 Spain 7 120 158 73 113 471
    16 20 Poland 70 36 70 55 124 355
    17 16 South Korea 165 – 114 20 38 337
    18 19 Norway 45 91 83 64 13 296
    19 21 Switzerland 29 15 39 119 74 276
    20 17 Czech Republic 89 58 65 – 10 222

    Come potete ben vedere i paesi che si arricchiscono con il commercio delle armi sono sempre i solititra i quali anche l’Italia.

  10. wax74 says:

    A proposito del rapporto 2005 del SIRPI sul commercio di armamenti nel mondo, posto alcuni dati interessanti.
    Questo è l’elenco dei primi 20 clienti di armi nel mondo:
    Table 10A.1 The recipients of major conventional weapons, 2001–2005
    The table includes all countries and non-state actors with imports of major conventional
    weapons in the five-year period 2001–2005. Ranking is according to the 2001–2005 aggregate
    imports. Figures are SIPRI trend-indicator values expressed in US$ m. at constant (1990)
    prices. Figures may not add up because of the conventions of rounding.
    Rank order
    2001– 2000–
    2005 2004a Recipient 2001 2002 2003 2004 2005 2001–2005
    1 1 China 3 142 2 647 2 096 2 761 2 697 13 343
    2 2 India 875 1 655 2 883 2 471 1 471 9 355
    3 3 Greece 709 495 2 131 1 656 1 114 6 105
    4 8 UAE 178 194 791 1 323 2 381 4 867
    5 4 UK 1 263 675 698 197 94 2 927
    6 5 Egypt 819 598 520 368 596 2 901
    7 13 Israel 147 239 333 732 1 422 2 873
    8 6 Turkey 389 871 570 224 746 2 800
    9 7 South Korea 508 336 401 772 544 2 561
    10 9 Australia 657 459 471 360 396 2 343
    11 12 USA 232 432 654 508 387 2 213
    12 10 Iran 491 455 473 321 403 2 143
    13 11 Pakistan 364 574 615 351 161 2 065
    14 14 Taiwan 434 314 116 341 777 1 982
    15 20 Saudi Arabia 56 538 120 544 470 1 728
    16 17 Italy 262 165 516 439 224 1 606
    17 18 Japan 333 307 351 298 250 1 539
    18 19 Singapore 184 227 61 487 423 1 382
    19 16 Algeria 531 221 188 292 149 1 381
    20 15 Canada 455 369 129 314 112 1 379

    E questo è l’elenco dei primi 20 produttori/fornitori. Anche l’Italia gioca un ruolo fondamentale in tutto questo.
    Table 10A.2. The suppliers of major conventional weapons, 2001–2005
    The list includes all countries and non-state actors with exports of major conventional
    weapons in the period 2001–2005. Ranking is according to the 2001–2005 aggregate exports.
    Figures are SIPRI trend-indicator values expressed in US$ m. at constant (1990) prices.
    Figures may not add up because of the conventions of rounding.
    Rank order
    2001– 2000–
    2005 2004a Supplier 2001 2002 2003 2004 2005 2001–2005
    1 2 Russia 5 548 5 656 5 567 6 440 5 771 28 982
    2 1 USA 5 516 4 662 5 139 5 818 7 101 28 236
    3 3 France 1 133 1 259 1 268 2 514 2 399 8 573
    4 4 Germany 640 632 1 639 837 1 855 5 603
    5 5 UK 1 070 708 567 797 791 3 933
    6 6 Ukraine 702 281 536 519 188 2 226
    7 7 Canada 110 351 568 577 365 1 971
    8 11 Netherlands 190 249 339 250 840 1 868
    9 12 Italy 185 332 310 204 827 1 858
    10 10 Sweden 459 114 271 324 592 1 760
    11 8 China 408 472 428 146 129 1 583
    12 9 Israel 264 354 292 401 160 1 471
    13 14 Uzbekistan – 73 340 170 – 583
    14 13 Belarus 299 53 80 50 – 482
    15 15 Spain 7 120 158 73 113 471
    16 20 Poland 70 36 70 55 124 355
    17 16 South Korea 165 – 114 20 38 337
    18 19 Norway 45 91 83 64 13 296
    19 21 Switzerland 29 15 39 119 74 276
    20 17 Czech Republic 89 58 65 – 10 222

  11. Bisquì says:

    Appunto : values expressed in US$ quindi sapendo che il costo dei prodotti americani è da 10 a 20 volte superiore a tutti gli altri, si fa presto a capire chi vende più armi di tutti.

    Un esempio, il costo di un fucile d’assalto russo (costruito su licenza da circa 50 stati) varia dai 150 $ ai 300 mentre uno americano va dai 3000 agli 8000$.

    Se doveste comprare un’arma da chi andreste?

  12. Giovanni says:

    Gli usa hanno finanziato il terrorismo con i soldi non certo con le armi (sai dei soldi non è facile capire la provenienza ,non c’è scritto made in usa,sarebbe stupido finanziare il terrorismo con le armi con scritto made in usa e passare inosservati) e mai e poi mai rilascerebbero la ricevuta all’onu.Roma usava gli stessi metodi ,non raccontiamoci le favole per bambini che gli usa agiscano disenteressatamente ,sono un impero e si comportano come tale ed ogni paese che non si allinea o viene comprato o viene spianato a suon di tonnelate di tritolo.Ed è giusto così ,è il diritto della forza ,chi è più forte vince ,comanda sul più debole, è legge di natura.Non riesco a capire tutto questo atlantismo di destra , cosa hanno fatto gli usa per il nostro paese che noi non abbiamo ripagato profumatamente e con gli interessi. Che ci frega se castro complotta contro gli usa, basta che non complotta contro la nostra patria.

  13. Giovanni says:

    Ma credi che veramente gli usa finanzino il terrorismo mandando container di armi su grandi navi con scritto “from usa with love”.Gli usa finanziano il terrorismo con i dollari , che non hanno etichetta con scritto made in usa .Ultimamente la cia o la nsa rilascia la ricevuta di quello che dà e compra all’onu ? non mi sembra proprio.Le cose che ho elencato sono fatti storici incontrovertibili , ma credo che tu sei del campo che nega pure la shoa.
    Gli usa si comportano come un impero è innegabile, come Roma hai tempi d’oro , non capisco tutto questo atlatismo di destra , cosa dobbiamo agli usa che non abbiamo già ripagato con altissimi interessi ,essere di destra significa convertirsi al modello americano: il dollaro come arbitro della vita.Non credo proprio, io amo la mia patria ma non capisco perché devo appoggiare gli usa anche quando vanno contro i nostri interessi , che spesso contrastano con quelli americani.Cosa ci frega a noi di castro ? se bombardano l’iran perdiamo il nostro primo partner commerciale nell’area,perché dovremmo appoggiarli?Gli usa sono i più forti e come tali hanno tutte le ragioni per dominare il mondo è quindi chiaramente di destra sottomettersi al più grosso?
    Dobbiamo prostrarci (con vasellina già messa) all’impero o possiamo scegliere una via diversa, una via ITALIANA.

  14. Bisquì says:

    Giovanni,
    se nel tuo ragionamento al posto di USA ci metti qualsiasi nazione il senso non cambia.
    Comunque tra mettere in mano ad un pazzo soldi o armi ci passa una bella differenza, le armi sono immediatamente operative.
    La ricevuta all’ONU non la lascia nessuno, sono i governi che si controllano tra di loro tramite i servizi segreti. E’ il commercio clandestino che è incontrollabile. Comunque basta guardare che razza di armi sono nelle mani di chiunque per rendersi conto che non sono americane.
    In Iraq sono state sequestrate armi italiane, ma questo non si dice, non si può dire.
    Le ultime due frasi la raccontano lunga sulla capacità di “riconoscenza” ed il “menefreghismo”.
    Io sono riconoscente agli USA perchè campo in una nazione libera e democratica ed il solo pensiero di quello che mi sono risparmiato mi fa ringraziare 1000 volte.

    Menefreghismo. Come si fa a preoccuparsi di tutti i mali del mondo dall’inquinamento alla povertà diffusa e poi dire “che ci frega … etc”. Ci frega eccome perchè quella poverta diffusa, quelle sofferenze derivano dalla politica anti USA che tutti i paesi di sinistra coordinati ed allineati continuano a portare avanti.
    Se si facessero gli affari loro ed invece di vendere armi ed esportare il terrorismo fossero loro i primi a regalare cibo, medicinali e compagnia cantando, gli USA si affloscerebbero da soli.
    Ricorda è il male che genera il male.

  15. wax74 says:

    Dai commenti letti posso dire soltanto una cosa. Secondo me è sempre la solita storia. Capire se è nato prima l’uovo o la gallina. C’è chi sostiene che ci sono i cattivi e gli USA, poliziotti mondiali, devono intervenire per sanare i conflitti, le ingiustizie, portare democrazia e benessere. C’è chi sostiene che i cattivi ci sono perchè gli USA impero del male, abbia esagerato a mungere i vari paesi poveri e ricchi di risorse ed ora vuole giustamente fargliela pagare. Chi ha ragione? Come sempre nessuno. Il mondo è popolato da buoni cristi e figli di puttana, distribuiti in maniera casuale in tutte le nazioni e in tutti i paesi. Il più forte vince, tutto qua. Se gli USA non avessero fatto porcherie in giro non ci sarebbero i terroristi. Ma se non ci fossero gli USA ci sarebbe qualcun’altro che fa porcherie in giro. Piacerebbe anche a me vedere il mondo in bianco e nero. Buoni di qua e cattivi di la. Purtroppo non è così facile. Hanno ragione tutti e torto tutti. USA compresi. D’altronde siamo umani e l’evoluzione è ancora bella lunga!

  16. Bisquì says:

    Wax,
    cerissimo. In parte confermi quello che ho scritto in un commento precedente. Se gli USA si fossero fatti i fatti loro adesso vivremmo in una democrazia?
    Chi denigra gli USA dimentica quanta riconoscenza si deve a questa nazione che ci ha liberati dalle dittature.
    Oggi?
    Oggi non lo sappiamo, la storia si giudica sempre dopo ma già adesso possiamo vedere qualche differenza.
    Possiamo giudicare l’influenza americana e confrontarla con le altre. Possiamo osservare le scelte fatte dagli stati e valutarne le conseguenze.
    Se la cine, il vietnam del nord si stanno spostando verso un’altro tipo di società e di economia ci sarà pur un motivo.
    Se l’europa è così grassa ci sarà un motivo.
    Se altre nazioni che hanno seguito modelli diversi non crescono e fanno fatica a sopravvivere ci sarà pur un motivo.
    Queste osservazioni aiutano a giudicare… vogliamo dire il meno peggio per non voler dire il meglio?
    Ad una romania, una bulgaria, tanto per fare esempi, dal regime di sinistra io preferisco una nazione libera come il cile o un’india che appena liberata dalle briglie del socialismo reale ha iniziato a decollare.
    Nessuno vede la differenza tra la corea del nord e quella del sud?
    Ma se la corea del nord invece di continuare ad investire in armamenti iniziasse a spendere quei soldi in strutture sociali ma non sarebbe meglio per tutti?
    E se tutte le nazioni di stampo socialista facessero altrettanto staremmo qui a parlare?
    Io non credo, i nostri discorsi sarebbero orientati su altri campi diversi dalla politica internazionale.

    Il fatto è che lòa filosofia di sinistra è questa, se mandi aiuti lo fai perchè hai un secondo fine se non li mandi è perchè sei brutto e cattivo.
    Insomma qualsiasi cosa facciano l’occidente o gli USA è sempre sbagliato e questo è pretestuoso. Non è un ragionamento sereno ma dettato dall’odio e dall’invidia di chi non è capace di fare e creare nei confronti di chi pur sbagliando qualcosa fa e crea.

  17. wax74 says:

    Non fa una grinza. Sicuramente gli USA hanno delle colpe e anche grosse. Hanno commesso errori a volte grossolani e gravi, ma è quello che accade a chi fa qualcosa. Chi non fa niente non sbaglia. E poi loro devono fare i loro interessi così come gli altri fanno i loro interessi. Non si può dire cosa sarebbe successo se gli USA non fossero la potenza militare che sono. Magari non fossero andati a stuzzicare e sfruttare alcuni paesi non ci sarebbe tutto questo terrore in giro. Magari saremmo invece tutti governati da un’altra superpotenza peggiore degli USA. Sono ipotesi e solo ipotesi. La realtà è questa punto e basta. Quindi, ripeto, non pensiamo che gli USA siano gli angeli e gli altri i demoni come pure il contrario risulterebbe errato.
    PS: mi hai chiamato cerissimo. E’ un errore di battitura oppure è voluto?

  18. Bisquì says:

    🙂
    era carissimo! Se diventerai un abituè di questo blog scoprirai che di errori di battitura ne faccio a livello industriale 🙂
    Colpa mia, non guardo la tastiera e contemporaneamente faccio altre cose, sono un pò casinaro insomma.
    Ti accorgerai pure che inzio una frase o un periodo con un tempo o una coniugazione e finisco con un’altra ammazzando definitivamente la lingua italiana.
    Lo so, non rileggere è un difetto, tra l’altro me lo porto dietro da tempo immemore ma sbadato come sono 🙂 …

  19. Giovanni says:

    ti ringranzio di aver risposto ai miei interventi con educazione e cortesia.
    Per quanto riguarda la fame nel mondo : combattere le disuguaglianze create dal capitalismo con i mezzi del capitalismo è come fottere per la verginità. Fino a quando l’africa non era entrata nel sistema capitalistico mondiale viveva tranquillamente di sussistenza, poi hanno distrutto le colture tradizionali (povere) per far spazio a thé ,caffè e vario venduto a noi occidentali.Per me il capitalismo e il comunismo erano un sitema binario : uno era funzionale all’altro. Il comunismo frenava gli eccessi del capitalismo e tutto funzionava “armoniosamente” : se ci pensi bene i due sistemi sono simili, entrambi modernisti , che fanno della produzione e della scienza i loro capi saldi e della società industriale il loro perno, si dividevano solo nel modo di distribuire la ricchezza .In europa il comunismo avrà creato grandi danni , ma ha fatto nascere il welfare , senza i movimenti socialisti staremmo tutti in miniera a spalare carbone senza nemmeno poter contare sulla pensione.Ma ora che i freni sono rotti il capitalismo viaggia in maniera sempre più veloce verso un futuro orgiastico che si allontana sempre di più. Per me aver perso il comunismo significa aver perso quel freno a mano che impediva alla società industriale di autoestinguersi, cosa che se continuiamo a correre con questi ritmi accadrà sicuramente.Serviva a dare equilbrio , un equilibrio instabile ma funzionante
    Guarda quando c’era l’urss i conflitti c’erano ma erano molto tenuti a freno dall’equilibrio della forza , ora dilagano .Quando c’era l’urss gli usa erano bilanciati ora sono i padroni del mondo e sono odiati da tutti .
    Non rimpiango il comunsimo,come non rimpiango il fascismo , ma ammetto che alcuni frutti buoni ne ha avuti,era un male necessario .

    Per quanto riguarda quello che dobbiamo agli usa rimango nelle mie posizioni , abbiamo ripagato ampiamente con tassi usurai.
    Per CUBA, HAI RAGIONE TU, ME NE FREGO: pù che destabilizzare Castro cercherei di farci qualche affare migliore!
    E l’iran ,siamo i suoi primi partner commerciali : preferisco un yatollah in più che perdere posti di lavoro in ITALIA (pragmatismo più che menefreghismo essendo l’iran più vicino a noi).

    In tono scherzoso: l’unica via è l’autarchia!!! (ma so che non è più praticabile)

  20. Giovanni says:

    ho dimenticato un pezzo quindi sono costretto ad usare un altro post …scusa.Tutti i mali che citi sono nati dalla società di tipo industriale , di cui comunismo e capitalismo sono due facce della stessa medaglia. E’ come per la religione , l’inferno e il paradiso sono un sistema binario : è inutile andare in paradiso se non c’é l’inferno.

  21. wax74 says:

    Ciao Bisquì.
    No, ti chiedevo se l’errore era voluto solo perchè la traduzione di wax è come tu ben sai CERA e l’appellativo cerissimo mi era risultato molto simpatico. Tutto qui.
    Comunque il bello dei blog e delle idee altrui è proprio questa. Che più leggi è più si ampliano le tue vedute. Per esempio Giovanni dice cose molto sensate e interessanti.
    E’ un mondo difficile…

  22. Bisquì says:

    Giovanni,
    sostanzialmente abbiamo instaurato una discussione civile 🙂 Quando ho fatto questo post pensavo tra me e me che ci sarebbe stata una guerra d’insulti, fortunatamente così non è stato.
    Io sono fortemente convinto che la tua affermazione tra due entità contrapposte porti ad un sostanziale equilibrio.
    E’ anche vero però che un equilibrio perfetto non esiste e sbandando un pò di quà ed un pò di là l’umanità progredisce. La storia ci insegna che ci sono dei passaggi obbligati che fanno parte dell’evoluzione. Se non si attraversano quei passaggi non si progredisce nel modo corretto, quindi capitalismo o socialismo giustamente fanno parte della stessa medaglia.
    Ora c’è da definire la via di mezzo e come fare per raggiungere l’equilibrio.
    Purtroppo non c’è modo di raggiungere l’agognata stabilità senza dover faticare. L’evoluzione avviene con gli scambi, commerciali, culturali etc. Il contatto tra i popoli ed il travaso delle conoscenze è quello che porterà ad un’equilibrio ma ci vorranno millenni.
    In questo caso tra il desiderare e l’ottenere c’è un abisso.
    Il discorso è difficile e complesso perchè se tutto si svolgesse in modo pacifico non ci sarebbero traumi, purtroppo come ho accennato nel commento precedente c’è chi adopera l’accresciuta conoscenza per prevaricare il prossimo. Questo è nell’uomo, nel momento nel quale si trova ad essere in una posizione predominante subito sottomette i più deboli. Ora, su questa terra, la predominanza è data o da una forza economica o da una militare o da tutt’e due.
    Sotto gli occhi abbiamo tutti gli esempi. Affrontando il discorso Cuba ti posso dire che dal mio punto di vista è corretto quello che dici ma facendo crescere economicamente una nazione che ha esportato militarmente la rivoluzione ovunque siamo sicuri che si calmerà o rinnoverà il passato con forza accresciuta?
    Questo è il dilemma contro il quale si battono i politici, non solo per Cuba ma anche per altre nazioni. Se si avesse l’assicurazione della deposizione delle armi non credo che ci sarebbe problema a convivere in pace.
    Poi nel quadro aggiungi anche il fanatismo religioso, qualsiasi esso sia. Il quadro non è consolante e ti fa capire che un mondo di pace dove uno aiuta l’altro è un’utopia bella e buona.
    In un mondo militarizzato come il nostro (per militarizzato intendo sia dal senso lato della parola sia da quello comportamentale) potrà esserci pace?
    Sensa addossare responsabilità a nessuno, io credo proprio di no perchè come ho detto prima l’uomo è fatto così, tente a prevalere e non cambia.
    Ci hanno provato in tanti a tirare fuori la razza perfetta, nazisti e comunisti ed il risultato è stato milioni di morti e poi alla fine non è cambiato nulla.
    Morti inutili.

  23. Edmund says:

    Su Cuba non so cosa dire è una vicenda troppo “particolare”.
    Io ci sono stato in vacanza nel 77′ (…. quanto tempo….) mi ricordo un paese molto povero, ma dignitoso, un mare bellissimo e gente fantastica. Nei dieci giorni che ci sono rimasto ho conosciuto molte persone, gente comune e non, che mi hanno lasciato un ricordo molto vivo. Penso comunque che a suo tempo gli Usa abbiano commesso nei confronti di Castro delli errori molto gravi, “spingendolo” fra le braccia dell’URSS.
    Il traffico d’armi….. lo fanno tutti, troppi interessi e facili guadagni. Chi è senza peccato……..

    Mi dispiace che tu abbia chiuso i commenti sul post delle armi, ne approfitto per dire la mia qui.
    Dove vivo ora, la maggior parte delle persone tiene armi in casa, ma i furti, pochi, ci sono stati lo stesso.
    Io non ho armi, non ho sistema di allarme, la chiave la mettiamo nel cancello la mattina e la ritiramo la sera, il cane è vecchio e dorme tutto il giorno, ci vede poco e ci sente solo da un orecchio. Però la casa è molto abitata, siamo in tanti…. questo mi da sicurezza.
    Posso comprendere che il possesso di un arma possa aumentare la sensazione di sicurezza, ma io la vivrei come una sconfitta, l’America non centra è un altra storia, propabilmente anche io se vivessi li sarei armato fino ai denti.
    PS.
    Togli la musica, qualunque cosa sia….. per chi come me, mentre naviga o lavora sentire sovrapporsi a quello che sta ascoltando la tua musica (Inqietante oltretutto) non è proprio piacevole.
    Ti saluto.

  24. Edmund says:

    Pare di no… allora riposto il post perduto:

    Su Cuba non so cosa dire è una vicenda troppo “particolare”.
    Io ci sono stato in vacanza nel 77′ (…. quanto tempo….) mi ricordo un paese molto povero, ma dignitoso, un mare bellissimo e gente fantastica. Nei dieci giorni che ci sono rimasto ho conosciuto molte persone, gente comune e non, che mi hanno lasciato un ricordo molto vivo. Penso comunque che a suo tempo gli Usa abbiano commesso nei confronti di Castro delli errori molto gravi, “spingendolo” fra le braccia dell’URSS.
    Il traffico d’armi….. lo fanno tutti, troppi interessi e facili guadagni. Chi è senza peccato……..

    Mi dispiace che tu abbia chiuso i commenti sul post delle armi, ne approfitto per dire la mia qui.
    Dove vivo ora, la maggior parte delle persone tiene armi in casa, ma i furti, pochi, ci sono stati lo stesso.
    Io non ho armi, non ho sistema di allarme, la chiave la mettiamo nel cancello la mattina e la ritiramo la sera, il cane è vecchio e dorme tutto il giorno, ci vede poco e ci sente solo da un orecchio. Però la casa è molto abitata, siamo in tanti…. questo mi da sicurezza.
    Posso comprendere che il possesso di un arma possa aumentare la sensazione di sicurezza, ma io la vivrei come una sconfitta, l’America non centra è un altra storia, propabilmente anche io se vivessi li sarei armato fino ai denti.
    PS.
    Togli la musica, qualunque cosa sia….. per chi come me, mentre naviga o lavora sentire sovrapporsi a quello che sta ascoltando la tua musica (Inqietante oltretutto) non è proprio piacevole.
    Ti saluto.

  25. Bisquì says:

    Ciao Edmund!
    Non ci crederai ma proprio ieri sera mi ero ripromesso di scriverti. Tanto che non ci si sente.
    Cuba è stupenda e la gente è troppo “latina” per non essere amata.
    Purtroppo i governi sono quelli che fanno la differenza, secondo me se la gente potesse frequentarsi come desidera non ci sarebbero “casini”.
    La civiltà, però, prevede una società organizzata con caratteristiche piramidali e ci dobbiamo accontentare di quello che abbiamo.

  26. Giovanni says:

    dell’uomo infatti l’unica cosa che mi spaventa è il fanatismo non le idee, giuste o sbagliate che siano …odio i fanatici , sono i più pericolosi: Hitler era un fanatico , Stalin era un fanatico ,Pol Pot (poco conosciuto ,ma egualmente una bestia ) era un fanatico.Tutti gli uomini che hanno permesso l’evolversi all’etsremo margine di queste ideologie erano dei pazzi fanatici .Quindi cerco sempre di mettere in discussione le mie idee , vedere la realtà da diversi punti di vista e credimi questo blog mi aiuta molto.
    Ciao a tutti e grazie per le interessanti discussioni!!!

  27. Bisquì says:

    Giovanni,
    felice di essere utile a qualcosa 🙂
    Si, anche a me spaventano i fanatismi. Ho sempre guardato con sospetto le idee “assolute” che non ammettono dubbi.
    Il fanatismo è la morte dell’intelligenza, noi umani siamo nati per pensare, scoprire, tentare altre vie. Siamo fatti per sbagliare e gli errori dovrebbero portarci a non commetterne altri.
    Questa è l’evoluzione. Ma con un fanatismo, qualsiasi esso sia la vita si blocca non si va più avanti perchè è insito nel fanatismo il raggiungimento della perfezione, cosa non vera per chi non ha certezze e migliaia di domande su se stesso, sulla società, sulla religione.
    Lo scambio delle idee è quantomeno fondamentale per un percorso di pace ma ci vogliono persone che ascoltano, criticano ed imparano. Ma con un fanatico, come si fà?
    E poi, anche se si hanno idee diammetralmente opposte alla fine si arriva sempre ad un punto comune di contatto perchè in fin dei conti tutti noi cerchiamo il modo per campare meglio ed in santapace. Nessuno di noi si sognerebbe di scatenare una guerra per difendere un’idea o una religione sapendo che un’altra via d’uscita esiste.
    Impossibile da fare con un fanatico. Quello è chiuso nel suo assolutismo, pregno d’ideologia ed è cieco a tutto ciò che di diverso lo circonda certo della sua infallibilità.
    Questi sono i motivi che mi fanno essere pessimista sul futuro di questa terra e che mi creano mille preoccupazioni.

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