La società multietnica è fallita, ora ammettetelo

bomba alla metro di Londra
Dopo l’agguato di Londra i responsabili della sicurezza hanno messo in guardia sul pericolo emulazione. Uno scenario temuto perché difficilmente controllabile. Capiremo più avanti se anche l’episodio di Parigi rientri nello stessa «categoria» o se invece è il gesto di un folle. Intanto si possono indicare alcuni elementi. I bersagli: si tratta di militari, una moltiplicazione di target. Mettiamo delle guardie a protezione dei soldati? Certo che no. L’arma: un comune coltello, un taglierino affilato. Non stiamo parlando di armi da fuoco, bensì di utensili normali. Nulla che possa essere catalogato, controllato. Lame facilmente occultabili. Perquisiscono la casa di un sospetto e non trovano nulla.
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Guerra ai cristiani

la copertina del libro Guerra ai Cristiani Anche se spesso buona parte dei media non ne dà adeguato risalto, perché intrisi delle logiche del «politicamente corretto», i cristiani nel mondo sono realmente vittima di persecuzioni e discriminazioni. Ma per fortuna non tutti tacciono su questo fenomeno triste ed insieme degno di rilievo. Tra gli uomini più attivi e determinati nel denunciare questo stato di cose figura senz’altro l’europarlamentare del Pdl Mario Mauro, autore del bel nuovo saggio Guerra ai cristiani. Anche in qualità di rappresentante della presidenza dell’Osce (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), l’alto esponente politico-istituzionale del movimento di Berlusconi si sta spendendo da anni per la difesa dei diritti umani, e portano la sua firma le due risoluzioni del Parlamento europeo in cui si prende atto e si condanna la situazione persecutoria nei confronti dei cristiani nel mondo.… Continua a leggere

Totalitarismo ed identità

Quattro ragazzi algerini si faranno 4 mesi di galera perché si sono fatti pescare mentre fumavano una sigaretta durante il Ramadan. Quattro anni fa un ragazzino iraniano di 12 anni è stato frustato a morte per essersi rifiutato di rispettare il digiuno del ramadan. Mentre lui agonizzava sua madre si è messa a urlare ed è stata cacciata a calci e sputi da un paio di guardiane della rivoluzione. I quattro algerini invece hanno avuto la botta di lato B di far parte dell’Islam laico e moderato, quindi tra pochi mesi potranno portare le loro terga, abbondantemente fruite da detenuti e agenti di custodia, fuori dal carcere.… Continua a leggere

Sulla libertà d'opinione

Abbiamo scelto i più recenti ed in qualche modo “eclatanti”, provvedimenti legislativi, poichè incidono tutti, per un verso o per l’altro, sulla libertà  di ricerca storica o sulle opinioni culturali dei singoli e dei gruppi più o meno organizzati.Tratti formalmente comuni sembrano essere il razzismo e la xenofobia (purtroppo non abbiamo conoscenza di altre leggi estere a soggetto diverso, sul modello – ad esempio – dei vari delitti italiani di “vilipendio”), ma non bisogna limitarsi alle apparenze. In realtà , al di là  del merito delle singole opinioni conculcate, ciò che rileva e che si vuol punire già  solo l’atto del manifestare un’idea “sgradita”, non una condotta materiale di aggressione fisica contro terzi individui o loro beni.In ciò sta l’obbrobrio di queste leggi, nel fatto che giustificano una presunta “prevenzione” al dilagare di idee magari aberranti mettendosi di fatto sul loro stesso piano, se non peggio.In uno Stato c.d.… Continua a leggere

Che Guevara: The Killing Machine

Il cadavere di ernesto che guevara viene esposto nella lavanderia dell’ospedale di Vallegrande il 10 ottobre del 1967. I militari boliviani mostrano il cadavere di guevara steso a torso nudo come il Cristo di Mantegna. Fu definita un abilissimo falso e ci volle il riconoscimento ufficiale da parte del lider maximo fidel castro, molti giorni dopo la morte, a mettere a tacere le voci contrarie Che Guevara, che tanto fece (o fu poco?) per distruggere il capitalismo, si è convertito in un marchio, quintessenzialmente capitalista. La sua immagine adorna tazze di caffé, accendini, portachiavi, taccuini, cappellini da baseball, cappelli, tovaglioli, borse, te alle erbe e, ovviamente, l’onnipresente maglietta con la foto, scattata da Alberto Korda, dell´idolo socialista con il suo baschetto durante i primi anni della rivoluzione, quando il Che apparve per casualitá nell´obiettivo del fotografo e che ancora è, 38 anni dalla sua morte, il logo del chic rivoluzionario ( o è capitalista?).… Continua a leggere

Comunismo : Le vittime Italiane

Nella lunga serie di capitoli che scandiscono la storia criminale del totalitarismo comunista quello sulle vittime italiane dello stalinismo è ancora in gran parte da scrivere, nè si può dire se sarà  mai possibile tracciarne un quadro compiuto rinvenendo nei labirinti degli archivi segreti i segni di tante esistenze risucchiate nel nulla. Lo dimostra anche l’agghiacciante notizia trasmessa alle agenzie occidentali dall’associazione “Memorial” di Mosca – un gruppo di ex dissidenti e di storici che da tempo sta cercando di sottrarre all’oblio il destino tragico di tante vittime che lastricarono la costruzione del comunismo in Unione Sovietica – e compiutamente ripresa da noi soltanto da “la Repubblica” e da pochi altri giornali, e in Tv solo dal Tg4.… Continua a leggere