Porzus

Articolo giornale con esortazione agli Italiani di unirsi alla Jugoslavia Lo studio e l’insegnamento della Resistenza hanno celebrato il primato comunista nella costruzione della democrazia italiana. Ciò al prezzo di una deformazione della realtà storica che è diventata «storia ufficiale». Il nome dei «veri» capi della Resistenza, cioè di Alfredo Pizzoni, presidente del Cln Alta Italia, e del generale Raffaele Cadorna, comandante del Corpo dei Volontari che raggruppava le brigate partigiane, sono sconosciuti agli studenti italiani e quando si celebrano le Fosse Ardeatine si commemora una sorta di «fossa comune» dato che non vi morirono esponenti del Pci e non si ricorda che tra le vittime c’era il capo della Resistenza romana catturato e torturato dai tedeschi, il colonnello Giuseppe Cordero di Montezemolo.… Continua a leggere

Foibe : per non dimenticare

Ines Gozzi presunta Ausiliaria Rsi Ne è stato parlato tanto e tanto è stato fatto per far passare sotto silenzio il dramma dei nostri connazionali “epurati per motivi etnici” dai Titini. Ma gli assassini di Tito avevano dei fiancheggiatori tra gli italiani stessi che hanno partecipato attivamente nei massacri dei loro connazionali giuliano-dalmati. La nostra sinistra ha sempre evitato di affrontare il discorso ed ogni volta che se ne è presentata l’occasione ha cercato di nascondere, minimizzare, negare. Ines Gozzi Queste sono le verità delle quali non vogliono si parli : Crimini del comunismo italiano Friuli 1945: partigiani della Osoppo Fucilati da comunisti Foibe, I protetti del partito comunista Le vittime italiane dei gulag di Tito Porzus

Quanto vale la vita di una sola persona?

I fatti li conosciamo. E’ stato scambiato un giornalista per un numero imprecisato di terroristi. La domanda che mi pongo è semplice. Lo scambio è stato vantaggioso e se si, per chi? Faccio alcune valutazioni. Quei terroristi erano stati imprigionati perchè erano degli efferati fanatici assassini. Se è vero che stiamo in Afganistan per aiutare la gente comune, allora perchè si rimettono in circolazione degli assassini che alla prima occasione si vendicheranno proprio su quei civili che dovremmo difendere? Abbiamo salvato la vita di un uomo, è vero. L’abbiamo salvata perchè consapevoli che certa gente non ha nessuna considerazione della vita.… Continua a leggere

Friuli 1945: partigiani della Osoppo Fucilati da comunisti

partigiani Del Battaglione Osoppo Friuli 1945: partigiani comunisti fucilano una formazione della Brigata Osoppo, costituita da partigiani cattolici, azionisti e indipendenti. Il motivo? Ancora in discussione. STRAGE DI PORZUS, UN’OMBRA CUPA SULLA RESISTENZA 7 febbraio 1945, mercoledì, alle 14.30. Nelle malghe di Porzus, due casolari sopra Attimis, in provincia di Udine, ha sede il comando Gruppo brigate est della divisione Osoppo, formata dai cosiddetti “fazzoletti verdi” della Resistenza, partigiani cattolici, azionisti e indipendenti. Giungono in zona cento partigiani comunisti, agli ordini di Mario Toffanin (nome di battaglia Giacca) sotto le false spoglie di sbandati in cerca di rifugio dopo uno scontro con i nazifascisti.… Continua a leggere

Fosse anche la mia vita purche’ l’Italia viva

scudetto della decima mas … All’alba del 26 marzo 1941, avemmo una batosta, quando il porto di Suda fu attaccato da sei veloci barchini esplosivi. L’incrociatore York fu danneggiato gravemente… Anche la nave cisterna Pericles (8324 tonn.) fu colpita… Il nostro unico incrociatore con cannoni da 203 era così; eliminato. Mi ha sempre colpito quanto gli italiani erano bravi in questo tipo di attacchi. Avevano certo uomini capaci delle più valorose imprese… Prima che la guerra finisse, dovevamo subire ulteriori perdite di questo genere per la coraggiosa iniziativa dei marinai italiani. Chi parla è un cronista d’eccezione, nientemeno che l’ammiraglio inglese Cunningham, comandante in capo della Flotta del Mediterraneo nell’ultimo conflitto mondiale.… Continua a leggere

Corsi e ricorsi storici : Russia 1918 – Italia 2006

Finanziatori della rivoluzione bolscevica Antefatto […] E’ forse possibile parlare di guerra civile a proposito dei primi scontri avvenuti tra l’inverno 1917 e la primavera del 1918, nella Russia mediorientale fra qualche migliaio di uomini dell’esercito dei volontari e le truppe bolsceviche del generale Sivers costituite a stento da 6000 uomini? A prima vista colpisce il contrasto fra il piccolo numero degli effettivi coinvolti negli scontri e l’inaudita violenza della repressione esercitata dai bolscevichi non solo contro i militari presi prigionieri ma anche contro i civili. (La Terruer Russie, 1918-1924). A Tarong, reparti dell’esercito di Sivers avevano gettato in un’altoforno, con mani e piedi legati, cinquanta fra “Junker” ed ufficiali bianchi.… Continua a leggere