L’ideologo di Putin: in Europa sarà presto caos, guerra civile, distruzione

di Giulio Meotti Europa e Stati Uniti hanno spesso ricambiato il favore ad Aleksandr Dugin. Un anno fa, il famoso politologo russo è stato messo alla porta in Grecia. Accompagnato dal patriarca di Mosca Kirill per una conferenza sul Monte Athos, Dugin è stato fermato all’aeroporto di Salonicco e gli è stato comunicato che il suo ingresso all’interno dei territori della Ue gli era interdetto. Un anno prima, il Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti lo aveva inserito nella lista dei cittadini russi sotto sanzioni per la crisi ucraina. Un mese dopo è il Canada a mettere sotto embargo Dugin. Di lui hanno scritto tutti, da Foreign Policy, che lo chiama “il cervello di Putin”, al Sole 24 Ore, che la settimana scorsa lo ha definito il “Rasputin di Putin”.… Continua a leggere

Il suicidio industriale dell’italia ha molti fans

Nell’articolo “Mosca rinuncia ai blindati “made in Italy“ abbiamo visto come il governo ha cancellato la commessa alla Russia dei carri leggeri Lince. In quello successivo, Veicolo Blindato Anfibio di Iveco e Oto Melara abbiamo visto come sia in pericolo la commessa agli USA dei blindati leggeri anfibi. La domanda che si si pone è : chi ha interesse a uccidere l’industria italiana?I beneficiari di quello che pare in realtà più un “suicidio” di quel che resta dell’apparato industriale italiano competitivo nel mondo e ancora in grado di sconfiggere nelle gare internazionali i “big players” statunitensi, russi ed europei sono davvero tanti.Senza voler entrare nel merito delle inchieste giudiziarie che coinvolgono i vertici di Saipem/Eni e Finmeccanica accusati di corruzione o che hanno determinato la chiusura delle acciaierie Ilva a Taranto è evidente che i guai dei grandi gruppi italiani avvantaggiano i rivali stranieri e Paesi che in modo spregiudicato, tenendo sempre ben presenti gli interessi nazionali, hanno gestito in passato con molta disinvoltura scandali e mazzette.Solo negli ultimi dieci anni le aziende francesi sono state coinvolte in affari di corruzione per vendere navi da guerra a Taiwan e sottomarini al Pakistan, quelle britanniche per piazzare aerei da guerra in Arabia Saudita e altri prodotti in alcuni Paesi africani, per non parlare dello scandalo Lockheed che coinvolse leader politici in Europa e Giappone negli anni’70 e di quello della svedese Bofors che negli anni’80 venne coinvolta in un affare di mazzette per fornire cannoni all’India.In tutti questi casi la politica intervenne a salvaguardia degli affari e delle aziende, Tony Blair bloccò addirittura le inchieste su Bae Systems adducendo il supremo interesse della nazione e i colossi del settore Difesa sono sempre sopravvissuti agli scandali.Le difficoltà di Finmeccanica potrebbero invece rivelarsi fatali per il gruppo italiano già in difficoltà finanziarie e alle prese con la riduzione delle commesse nazionali ed europee dovute ai tagli ai bilanci della Difesa.Nella vicenda Finmeccanica, azienda pubblica controllata dal Ministero del Tesoro, è stata proprio l’assenza dello Stato a peggiorare la situazione venutasi a creare in seguito alle inchieste della magistratura.Perché il governo non ha sostituito Orsi al vertice del gruppo  fin dall’inizio dell’inchiesta sulle tangenti indiane?… Continua a leggere

Il debito pubblico italiano, quando e chi lo ha formato

rapporto debito pubblico PIL
rapporto debito pubblico PIL Il debito pubblico, che si manifesta come le obbligazioni emesse dal Tesoro, si forma perché le spese dello Stato sono maggiori delle sue entrate – il deficit pubblico. La differenza, se non è finanziata con l’emissione di moneta, è coperta con l’emissione di obbligazioni. Si deve perciò andare alla ricerca della fonte: come si è formato il deficit. andamento del debito pubblico dal 1870 Più o meno tutti i Paesi sviluppati hanno visto crescere smisuratamente la spesa pubblica a partire dagli anni Sessanta. Quelli che hanno registrato una crescita delle imposte non troppo distante dalla crescita della spesa, hanno oggi dei debiti contenuti.… Continua a leggere

Oltre all’ambasciatore, gli islamisti vogliono uccidere la libertà d’espressione

L’ambasciatore americano a Bengasi Chris Stevens berbaramente ucciso daigli islamici La democrazia l’ha acquisita a caro prezzo. Da Ratisbona alla “fatwa di Saint-Germain-des-Prés”, ora è sotto attacco Le democrazie sono depositarie di un tesoro fragile e deperibile: la libertà d’espressione. Questa sembra incrinarsi, mentre un altro video dozzinale sull’islam fa il giro del mondo e miete vittime nel corpo diplomatico americano. Ieri su Repubblica Barbara Spinelli invitava a trovare un equilibrio fra libertà e responsabilità. Certamente esiste uno sciatto secolarismo, un gusto militante alla provocazione, che ferisce il sentimento del sacro nella comunità islamica, consegnando la rabbia contro la profanazione alla guida politica dei fondamentalisti.… Continua a leggere

Manovre economiche sudore e sangue

Renato Brunetta L’andamento delle aste e i tassi di rendimento dei titoli pubblici dimostrano che la politica «sangue, sudore e lacrime» dei tecnici non è servita a nulla. Lo dice Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del PdL.«Il Tesoro – premette – oggi ha emesso 3,5 miliardi di CTZ (Certificati del Tesoro Zero Coupon: titoli a 24 mesi privi di cedole) con un rendimento lordo del 4,037%: livello più alto da novembre 2011 e 0,68% maggiore rispetto all’ultima emissione di aprile 2012 (rendimento lordo del 3.355%).Duole ricordare che un anno fa, a maggio 2011, il rendimento della stessa tipologia di titoli fosse pari al 2,851% e che proprio a marzo 2012 si fosse attestato al 2,352%, il minimo anche in confronto a tutto il 2011.Lo stesso dicasi per i BTP a 10 anni (vita residua 5 anni) indicizzati all’inflazione: l’asta di oggi ha registrato rendimenti lordi del 4,60% contro il 3,88% di aprile (0,72% in più).A maggio 2011 i BTP a 10 anni indicizzati all’inflazione registravano un rendimento del 2,51%.Ancora peggio i BTP a 5 anni indicizzati all’inflazione: oggi sono stati assegnati titoli di questa categoria con un rendimento lordo del 4,39%: 1,68% in più rispetto all’ultima asta di febbraio 2012, in cui i titoli erano stati assegnati con un rendimento del 2,71%.Facendo un confronto annuale, ad aprile 2011 il rendimento lordo era pari all’1,90%».«Tutte queste tre aste dimostrano come la situazione dei rendimenti dei nostri titoli di Stato di tutte le tipologie siano febbrili, in drammatico rialzo e che a poco sia servita la politica sangue, sudore e lacrime del governo dei tecnici.Anche perchè il problema non è in Italia, ma, come andiamo dicendo da almeno 6 mesi, il problema è in Europa, cioè nella non credibilità della governance economico/finanziaria dell’Unione Europea.Di rigore si muore e con il rigore alla fin fine si pagano rendimenti del debito più alti», sottolinea.«Ultima postilla: nel club dell’euro, in tutte queste difficoltà l’unica a godere è la Germania, considerato che proprio lo scorso mercoledì ha emesso titoli di Stato a 2 anni (gli equivalenti dei nostri CTZ) a un rendimento dello 0,07%.… Continua a leggere

Effetto Monti lo spread oltre 520

spread Quello che ai più sfugge è che il differenziale tra Btp e Bundtedeschi oltre la soglia psicologica dei 500 punti base con rendimento al 7% non può far altro che obbligare il governo a varare entro breve un’altra manovra economica per riuscire a pagare quegli stessi interessi da capogiro che servono allo Stato per “piazzare” sul mercato i propri titoli Oggi come ad ottobre: nulla è cambiato. Basta dare un’occhiata al grafico dell’ultimo trimestre per capire che le dimissioni di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi non sono servite a niente. Adesso, però, le cassandre della sinistra tacciono, i giornali progressisti volano bassi e l’intellighentia dei poteri forti rivede le proprie posizioni.… Continua a leggere