Per il trionfo dell’islamismo nessuno ha fatto di più di Barack Hussein Obama

Obama islam Il capo di al-Qaeda Ayman al Zawahiri e i suoi colonnelli in Malì, Somalia, Pakistan e Afghanistan e Libia, i leader dei Fratelli Musulmani e dei movimenti salafiti in Nord Africa e Medio Oriente si sono impegnati con dedizione nel diffondere e nell’imporre l’islamismo con sfumature più o meno estremiste. Per farlo hanno ricevuto armi e denaro, alcuni ufficialmente altri clandestinamente, dai Paesi del Golfo Persico. Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, tutti in prima linea per sostenere la primavera araba contro i vecchi regimi laici non certo per portarvi la democrazia ma bensì per imporre sharia e governo islamico.… Continua a leggere

Strage di houla: casus belli per la guerra alla siria?

Civili a Homs Tre stragi di civili a Homs, Hama e a Houla dove sono stati massacrate 108 persone, per metà bambini. Una strage subito attribuita dai media internazionali (in testa le immancabili al-Jazira e al-Arabya, organi di propaganda e disinformazione di Qatar e Arabia Saudita) ) e dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu alle forze governative siriane. Tutto è possibile in una guerra civile sempre più cruenta nella quale però le nefandezze abbondano tra i governativi come tra i ribelli. Inutile sottolineare che Bashar Assad dovrebbe essere impazzito per ordinare ai suoi di massacrare centinaia di innocenti a due passi dagli osservatori dell’Onu e sotto i riflettori dei media internazionali.… Continua a leggere

Discount Italia

sessantamilioni di pecore Per decenni l’Italia è stato un Paese a “sovranità limitata” con una politica estera e di Difesa coordinata e in molti casi imposta dai nostri principali alleati e soprattutto dagli statunitensi. Dal dopoguerra non era però mai successo che il nostro Paese si trovasse guidato da un “governo d’occupazione” che rispondesse direttamente alle “potenze occupanti” come accade oggi con il cosiddetto governo tecnico imposto dai franco-tedeschi e dalla nomenklatura della Ue e messo insieme dal Quirinale consultandosi anche con la Casa Bianca che ha suggerito i ministri di Esteri e Difesa. Due figure di sicura fede atlantista come l’ambasciatore a Washington Giulio Terzi e il chairman del Comitato Militare della Nato, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola.… Continua a leggere

Distrutta la base dei missili shahab-3 iraniani

Shahab3 Agenti segreti e incursori americani, israeliani oppure sauditi, kuwaitiani ed emiratini. O forse una forza congiunta tra tutti questi elementi uniti dalla lotta contro il comune nemico iraniano in procinto di dotarsi di armi nucleari. Dopo l’attacco alla centrale atomica di Busher con il virus informatico noto come virus Stuxnet, che in settembre ha mandato i tilt le reti informatiche nazionali e dei centri di ricerca nucleare, sembra essere ripresa la guerra segreta ma combattuta con armi molto letali contro le armi strategiche di Teheran. Guerra che aveva già visto in agosto l’uccisione di Reza Baruni, l’ingegnere aeronautico padre del programma di velivoli teleguidati iraniani che tanto preoccupano il Pentagono, eliminato con una triplice esplosione che devastato la sua villa blindata ad Ahwaz.… Continua a leggere

Obama, l’idolo della sinistra

Se non godesse dell’immenso credito concesso gratuitamente da media e opinione pubblica internazionali fin da prima della sua elezione, Barack Obama verrebbe oggi invitato da molti analisti e persino da esponenti del suo partito a lasciare la Casa Bianca per manifesta incapacità. In effetti non si ricorda una così lunga e totale serie di insuccessi conseguiti da un presidente americano nei primi  8 mesi trascorsi alla Casa Bianca. Tralasciando la situazione interna agli USA, con una disoccupazione ormai vicina al 10 per cento e una riforma sanitaria “obamiana” che sta spaccando il Paese, è sui temi internazionali e sulla sicurezza che i “flop” sono sempre più evidenti.… Continua a leggere

Afganistan : ENDURING FREEDOM

Ma che fine hanno fatto i rinforzi in truppe e mezzi destinati a raggiungere Herat al più presto? L’acceso dibattito politico sul caso Mastrogiacomo, le questioni Telecom e Alitalia e la nascita del nuovo Partito Democratico sembrano aver fatto dimenticare a tutti la questione dei rinforzi forse perchè a causa della querelle sul ruolo di Emergency si sono create crepe ancora più profonde all’interno della maggioranza di governo. Eppure il ministro degli esteri., Massimo D’Alema, da New York aveva dichiarato il 20 marzo che “la guerriglia sta arrivando anche a Herat" e per le truppe italiane si profilano “momenti difficili”? E allora cosa aspetta il governo a inviare i rinforzi ?… Continua a leggere