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L’Europa è in caduta libera

L’Europa è in caduta libera. Nessuno può più metterlo in dubbio. In effetti, l’Europa è simultaneamente vittima di diversi problemi cruciali ognuno dei quali potrebbe potenzialmente diventare catastrofico. Esaminiamoli individualmente.

I 28 membri dell’Unione Europea non hanno, nel loro insieme, una giustificazione logica.
Il problema più evidente per l’UE è che non ha assolutamente alcun senso a partire dall’economia. Inizialmente, nei primi anni 1950, c’era un piccolo gruppo di nazioni non troppo dissimili che decisero di integrare le proprie economie. Erano i cosiddetti Sei Interni che hanno fondato la Comunità europea (CE): Belgio, Francia, Germania occidentale, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.
Nel 1960 a questo “gruppo ristretto” vennero aggiunti altri sette Paesi. I quali non volevano aderire alla CE, ma volevano partecipare a una Associazione europea di libero scambio (AELS). Erano, Austria, Danimarca, Norvegia, Portogallo, Svezia, Svizzera e Regno Unito. Insieme, questi Paesi hanno formato quello che potrebbe vagamente chiamarsi “la maggior parte dell’Europa occidentale”. Pure con i loro difetti, questi trattati riflettevano una realtà — che i Paesi partecipanti avevano molto in comune e che i loro popoli volevano unire le forze.
Dopo il 1960, la storia dell’integrazione europea ed espansione è diventata molto complicato e ha progredito in zig-zag con regolari battute d’arresto. Poi, alla fine, il processo si è trasformato in una crescita incontrollata, come un tumore maligno.
Oggi l’Unione europea comprende 28 Stati membri, ivi inclusi quelli appartenenti all’Europa un tempo chiamata “centrale” e “orientale” (!) — Anche le Repubbliche baltiche ex sovietiche sono ora parte di questa nuova unione. Il problema è che, mentre tale espansione era attraente per le élite europee per ragioni ideologiche, dal punto di vista dell’economia non ha alcun senso. Cos’hanno in comune Svezia, Germania, Lettonia, Grecia e Bulgaria? Ben poco, naturalmente.

Angela Merkel
“Angela Merkel ha sprecato l’occasione per diventare leader dell’Europa”

Adesso le crepe si vedono bene. La crisi greca e la minaccia di una “Grexit” ha il potenziale di creare un effetto domino che coinvolge il resto dei cosiddetti “PIGS” (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna). Anche la Francia è minacciata dalle conseguenze di queste crisi.
La moneta europea — l’euro — è una “moneta senza una missione”: dovrebbe sostenere l’economia tedesca o quella greca? Nessuno lo sa, almeno ufficialmente. In realtà, naturalmente, tutti capiscono che la signora Merkel ha in mano la regia. Soluzioni Quickfix, che è quello che i Euroburocrati stanno offrendo, prendendo tempo prima di arrivare al redde rationem, ma non offrono alcuna soluzione a quello che è chiaramente un problema sistemico, vale a dire la natura completamente artificiale di una EU con 28 membri.
La soluzione più ovvia, cioè rinunciare al sogno folle di un’Unione Europa con 28 membri, è così politicamente inaccettabile che non sarà nemmeno discussa anche se tutti la temono

L’UE è sull’orlo di un collasso sociale e culturale. La realtà innegabile è tanto semplice quanto forte: L’UE non può assorbire così tanti rifugiati. L’UE non ha i mezzi per fermarli.

Barcone di migranti
“L’Europa deve dire ai migranti di non poter accogliere tutti”

Un massiccio afflusso di rifugiati rappresenta un problema di sicurezza molto complesso che i Paesi dell’UE non sono in grado di affrontare. Tutti gli Stati dell’UE hanno tre strumenti chiave per proteggersi da agitazioni, disordini, crimini o invasioni: i servizi speciali di sicurezza, le forze di polizia e i militari. Il problema è che nessuno di tali servizi possono affrontare una crisi di rifugiati.
I servizi speciali / sicurezza sono numericamente troppo pochi quando si tratta di una crisi dei rifugiati. Inoltre, i loro tipici bersagli (criminali di carriera, spie, terroristi) sono pochi e mescolati in una tipica ondata di rifugiati. Inoltre, i rifugiati sono spesso famiglie, anche estese, e mentre possono includere bande criminali, è ben lungi che sia sempre così.

“All’ONU serve adottare una risoluzione unica sulla lotta contro il terrorismo”

A differenza dei poliziotti che hanno un certo vantaggio. Infatti sono letteralmente ovunque e in genere hanno una buona padronanza del cosiddetto “battere sulla strada”.
Tuttavia, i loro poteri sono molto limitati e devono ottenere un ordine del tribunale per eseguire la maggior parte delle loro operazioni.

Consiglio di Sicurezza ONU
“All’ONU serve adottare una risoluzione unica sulla lotta contro il terrorismo”

I poliziotti, per lo più, si occupano di criminali locali, mentre la maggior parte dei rifugiati non sono né locali, né criminali. La triste realtà è che il maggior contributo dei poliziotti nella crisi dei rifugiati è di fornire forze antisommossa — che non può essere una soluzione per tutte le situazioni e quindi finisce di risolvere niente.
Per quanto riguarda le forze armate, il meglio che possono fare è cercare di aiutare a bloccare le frontiere. Qualche volta possono assistere le forze di polizia in caso di disordini civili, ma è tutto.

Così i vari membri dell’UE non hanno né i mezzi per trincerare i loro confini e per deportare la maggior parte dei rifugiati — né hanno i mezzi per controllarli. Certo, ci saranno sempre i politici che promettono di rimandare i rifugiati a casa loro, ma è una immigrazionebugia crassa e sfacciata. La stragrande maggioranza dei rifugiati fugge da guerra, fame e povertà e non v’è alcun modo di rimandarli a casa.

Anche mantenerli, tuttavia, è impossibile, almeno in senso culturale. Nonostante la propaganda buonista per integrare razze, religioni e culture, la realtà è che l’Unione europea non ha assolutamente nulla da offrire a questi rifugiati per far desiderar loro di integrarsi.

Sergei Chuzavkov
Presidente Repubblica Ceca: costretti a provvedere da soli alla sicurezza delle frontiere

Sia pure con tutti i problemi e limiti, almeno gli Stati Uniti propongono un “sogno americano”, che, per quanto falso sia, ispira ancora la gente in tutto il mondo, soprattutto i pochi sofisticati e i poco istruiti. Non solo, ma la società statunitense è di per sé già in gran parte a-culturale.
Chiedetevi che cosa sia la “cultura americana”, per cominciare? Semmai, è davvero un “melting pot” in contrapposizione ad un’ “insalata rimestata” — il che significa che quando qualcuno è gettato in nel melting pot perde la sua identità originale, mentre la miscela che finisce nella pentola (della “melting pot”) non riesce a produrre una vera e propria cultura indigena, almeno non nel senso europeo della parola.

L’Europa è, o dovrei dire era, radicalmente diversa dagli Stati Uniti. Esistevano profonde differenze culturali tra le varie regioni e province all’interno di ciascun Paese europeo. Un basco non è certamente un catalano, un marsigliese non è un bretone, etc. E le differenze tra un tedesco e un greco sono semplicemente enormi.

Il risultato dell’attuale crisi dei rifugiati è che tutte le culture europee sono ora direttamente minacciate nella loro identità e nel loro stile di vita.

migranti
“I migranti e profughi vogliono l’Inghilterra”

La colpa viene data all’Islam, ma in realtà i cristiani africani non si integrano meglio — e nemmeno gli zingari cristiani, tra l’altro. Quindi scontri avvengono letteralmente ovunque — nei negozi, strade, scuole, etc. Non c’è un solo paese in Europa in cui questi scontri non minaccino l’ordine sociale. Gli scontri quotidiani provocano crimine, repressione, la violenza e la ghettizzazione sia dei migranti che degli abitanti che lasciano le loro periferie tradizionali e si muovono in zone meno sature di immigrati.

Nota ai miei lettori americani che potrebbero pensare “Va bene, ma anche noi abbiamo ghetti negli Stati Uniti”, rispondo che quelle che i francesi chiamano “zones de non-droit” (zone fuori dal diritto), sono di gran lunga peggiori di quanto si può vedere negli Stati Uniti. E bisogna tenere a mente che nessun paese in Europa ha il tipo di enormi forze di polizia militarizzate, in dotazione in ogni grande città degli Stati Uniti. Né vi è l’equivalente della Guardia Nazionale degli Stati Uniti. Nella migliore delle ipotesi, ci sono le forze anti-sommossa, come il CRS francese, ma non possono fare più di tanto.

Migranti siriani in marcia verso confine serbo-ungherese
Migranti, il dramma in diretta in Europa

Il livello di frustrazione sofferto da molti, se non dalla maggior parte, degli europei, derivante direttamente da questa crisi immigratoria, è difficile a descriversi per chi non l’abbia visto. E dal momento in cui si esprimono queste frustrazioni si passa per “razzista” o “xenofobo”, nella definizione dei poteri forti (almeno fino a poco tempo fa — c’è un cambiamento progressivo). Il profondo risentimento è in gran parte tenuto nascosto, ma è comunque percepibile. E gli immigrati certamente lo sentono ogni giorno. Quindi, va ripetuto ancora, questo è il motivo per cui il concetto di “melting pot” in Europa non si materializza. L’unica cosa che l’Europa può offrire alle centinaia di migliaia di rifugiati è un’ostilità silenziosa alimentata da paura, indignazione, disgusto e impotenza. Anche quanti erano essi stessi rifugiati in passato (gli immigrati dal Nord Africa, per esempio) sono ora disgustati e molto ostili alla nuova ondata di profughi in arrivo. E, naturalmente, nessun rifugiato in arrivo in Europa crede in un “sogno europeo”.

Infine, ma non meno importante, è il fatto che questi rifugiati rappresentano un enorme onere per le economie locali e per i servizi sociali, mai progettati per far fronte a un tale afflusso di “clienti” bisognosi.

Per il prossimo futuro la prognosi è chiara: più dello stesso, ma solo in peggio, forse molto peggio.

L’Unione europea è soltanto una colonia degli Stati Uniti, incapace di difendere i propri interessi. L’Unione europea è governata da una classe di persone completamente vendute agli Stati Uniti. Esempio tipico e classico è stata la debacle libica, dove gli Stati Uniti e la Francia hanno completamente distrutto il paese più sviluppato in Africa. Ottenendo che centinaia di migliaia di profughi attraversino il Mediterraneo e cerchino rifugio dalla guerra in Europa.

Aylan Kurdi
Un Europa che affoga nell’ipocrisia

Tale risultato avrebbe potuto essere molto facile da prevedere, e tuttavia i paesi europei non ha fatto nulla per impedirlo. In realtà, tutte le cosiddette Obamawars (Libia, Siria, Afghanistan, Iraq, Yemen, Somalia, Pakistan) hanno portato a enormi flussi di rifugiati. Si aggiunga anche il caos in Egitto, Mali e la povertà in tutta l’Africa. Assistiamo a un esodo di massa che nessun muro-frontiera, fosso di scavo o bombe lacrimogene fermeranno.

Se non bastasse, l’UE ha realizzato quello che può solo essere chiamato un suicidio politico ed economico, consentendo all’Ucraina di esplodere in una guerra civile che coinvolge 45 milioni di persone, che ha distrutto completamente un’economia e installato al potere un vero e proprio regime nazista. Anche questo risultato era facile da prevedere. Ma la reazione degli Euroburocrati è stata di imporre sanzioni economiche masochiste alla Russia. Il che che ha finito per creare esattamente le condizioni e l’incentivo necessario per l’economia russa a diversificare e a produrre localmente invece di importare tutto dall’estero.

La scelta di accogliere a prescindere è quella che rende l’Italia porta per l’immigrazione selvaggia verso l’Europa
Emergenza immigrati verso l’Europa che non c’è

Vale la pena di ricordare che alla fine della Seconda Guerra Mondiale l’Europa era praticamente un territorio occupato. I sovietici avevano la parte centro-orientale, mentre gli Stati Uniti/Regno Unito avevano la parte occidentale. Siamo stati condizionati a pensare che le persone che vivevano sotto “l’oppressione” di ciò che la propaganda degli Stati Uniti ha denominato il “Patto di Varsavia” (in realtà chiamato il Organizzazione del Trattato di Varsavia”) siano stati meno liberi rispetto a quelli che vivevano sotto la “protezione” del Trattato Nord Atlantico.

A parte il fatto che il termine “Nord Atlantico” è stato coniato deliberatamente per legare l’Europa occidentale agli Stati Uniti, la questione centrale è che mentre in molti modi le persone in Occidente hanno avuto più libertà rispetto a quelli in Oriente, gli Stati Uniti/Gran Bretagna occupavano parte di un’Europa che non si è mai ripresa la propria sovranità. E proprio come i sovietici hanno coltivato un’élite compradora locale in ogni paese dell’Europa orientale, così hanno fatto gli Stati Uniti in Occidente.

La grande differenza è apparsa solo alla fine degli anni ’80 e ai primi ’90, quando l’intero sistema a conduzione sovietica è crollato mentre il sistema gestito dagli Stati Uniti è uscito rafforzato a seguito del crollo sovietico. Sicché, a partire dal 1991, la morsa di ferro degli Stati Uniti sopra l’UE è diventata ancora più forte di prima.

La realtà è triste e semplice: l’Unione europea è una colonia degli Stati Uniti, gestita da marionette degli Stati Uniti che non sono in grado di lottare per gli interessi fondamentali ed evidenti degli europei.

L’Unione europea si trova in una profonda crisi politica

Fino alla fine degli anni ’80, c’era, più o meno ‘reale’, un’ opposizione di ‘sinistra’ in Europa. Infatti, in Italia e Francia i comunisti quasi salirono al potere. Ma non appena il sistema sovietico è crollato, tutti i partiti dell’opposizione europei, o sono scomparsi, o sono stati rapidamente cooptati dal sistema.

E, proprio come negli Stati Uniti, gli ex trotzkisti divennero dei neocon da un giorno all’altro. Di conseguenza, l’Europa ha perso la poca opposizione all’Impero Anglo-Sassone ed è diventata una terra ‘politicamente pacificata’.

L’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini
Crisi in Europa: mentre ognuno pensa a se, il vero problema non viene affrontato

Vale a dire si è instaurato quelli che i francesi chiamano “la pensée unique”” o il “pensiero unico” — trionfante, almeno a giudicare dai media di regime. La politica si è trasformata in un reality show nel quale i vari attori fingono di affrontare problemi reali quando in realtà sono inventati e creati artificialmente. “Problemi” che poi “risolvono” (il matrimonio tra omosessuali è l’esempio perfetto). L’unica forma di politica significativa rimasta nell’UE è il separatismo (scozzese, basco, catalano, ecc), ma fino ad ora, non si è vista alcuna alternativa.

In tale “nuovo mondo coraggioso” di finzione politica, nessuno si occupa di problemi reali, mai affrontati direttamente, ma spinti solo sotto il tappeto fino alle prossime elezioni — il che, provoca un peggioramento generale. Per quanto riguarda i super-signori AngloSassoni dell’UE, a loro quanto succede non importa, a meno che i loro interessi siano direttamente colpiti.

Si potrebbe dire che il Titanic sta affondando e l’orchestra continua a suonare, e l’immagine si approssima alla realtà. Tutti odiano il capitano e l’equipaggio, ma nessuno sa con chi sostituirli.

Articolo tratto da Sputnik

The Coudenhove-Kalergi plan – The genocide of the Peoples of Europe

sgstg__articleMass immigration is a phenomenon, the causes of which are still cleverly concealed by the system, and the multicultural propaganda is trying to falsely portray it as inevitable. With this article we intend to prove once and for all, that this is not a spontaneous phenomenon. What they want to present as an inevitable outcome of modern life, is actually a plan conceived around a table and prepared for decades, to completely destroy the face of the continent.

The Pan-Europe 

  Few people know that one of the main initiators of the process of European integration, was also the man who designed the genocide plan of the Peoples of Europe. It is a dark person, whose existence is unknown to the masses, but the elite considers him as the founder of the European Union. His name is Richard Coudenhove Kalergi. His father was an Austrian diplomat named Heinrich von Coudenhove-Kalergi (with connections to the Byzantine family of the Kallergis) and his mother the Japanese Mitsu Aoyama. Kalergi, thanks to his close contacts with all European aristocrats and politicians, due to the relationships of his nobleman-diplomat father, and by moving behind the scenes, away from the glare of publicity, he managed to attract the most important heads of state to his plan , making them supporters and collaborators for the “project of European integration”.

 In 1922 he founded the “Pan-European” movement in Vienna, which aimed to create a New World Order, based on a federation of nations led by the United States. European integration would be the first step in creating a world government. Among the first supporters, including Czech politicians Tomáš Masaryk and Edvard Beneš and the banker Max Warburg, who invested the first 60,000 marks. The Austrian Chancellor Ignaz Seipel and the next president of Austria, Karl Renner, took the responsibility for leading the “Pan-European” movement. Later, French politicians, such as Léon Bloum, Aristide Briand,  Alcide De Gasperi, etc will offer their help.

 With the rise of Fascism in Europe, the project was abandoned and the “Pan-European” movement was forced to dissolve, but after the Second World War, Kalergi, thanks to frantic and tireless activity and the support of Winston Churchill, the Jewish Masonic Lodge B’nai B’rith and major newspapers like the New York Times, the plan manages to be accepted by the United States Government. The CIA later undertakes the completion of the project.

The essence of the Kalergi plan

6 In his book «Praktischer Idealismus», Kalergi indicates that the residents of the future “United States of Europe” will not be the People of the Old Continent, but a kind of sub-humans, products of miscegenation. He clearly states that the peoples of Europe should interbreed with Asians and colored races, thus creating a multinational flock with no quality and easily controlled by the ruling elite.

 Kalergi proclaims the abolition of the right of self-determination and then the elimination of nations with the use of ethnic separatist movements and mass migration. In order for Europe to be controlled by an elite, he wants to turn people into one homogeneous mixed breed of Blacks, Whites and Asians. Who is is this elite however? Kalergi is particularly illuminating on this:  

 The man of the future will be of mixed race. The races and classes of today will gradually disappear due to the elimination of space, time, and prejudice. The Eurasian-negroid race of the future, similar in appearance to the Ancient Egyptians, will replace the diversity of peoples and the diversity of individuals. Instead of destroying European Judaism, Europe, against her will, refined and educated this people, driving them to their future status as a leading nation through this artificial evolutionary process. It’s not surprising that the people that escaped from the Ghetto-Prison, became the spiritual nobility of Europe. Thus, the compassionate care given by Europe created a new breed of aristocrats. This happened when the European feudal aristocracy crashed because of the emancipation of the Jews [due to the actions taken by the French Revolution]
 
 Although no textbook mentions Kalergi, his ideas are the guiding principles of the European Union. The belief that the peoples of Europe should be mixed with Africans and Asians, to destroy our identity and create a single mestizo race, is the basis of all community policies that aim to protect minorities. Not for humanitarian reasons, but because of the directives issued by the ruthless Regime that machinates the greatest genocide in history. The Coudenhove-Kalergi European Prize is awarded every two years to Europeans who have excelled in promoting this criminal plan. Among those awarded with such a prize are Angela Merkel and Herman Van Rompuy.
 
 The incitement to genocide, is also the basis of the constant appeals of the United Nations, that demands we accept millions of immigrants to help with the low birth rates of the EU. According to a report published on January 2000 in «Population division» Review of the United Nations in New York, under the title “Immigration replacement: A solution to declining and aging population,” Europe will need by 2025 159,000,000 migrants.

 One could wonder how there can be such accuracy on the estimates of immigration, although it was not a premeditated plan. It is certain that the low birth rate could easily be reversed with appropriate measures to support families. It is just as clear that it is the contribution of foreign genes do not protect our genetic heritage, but that it enables their disappearance. The sole purpose of these measures is to completely distort our people, to turn them into a group of people without national, historical and cultural cohesion. In short, the policies of the Kalergi plan was and still is, the basis of official government policies aimed at genocide of the Peoples of Europe, through mass immigration. G. Brock Chisholm, former director of the World Health Organization (OMS), proves that he has learned the lesson of Kalergi well when he says: “What people in all places have to do is to limit of birthrates and promote mixed marriages (between different races), this aims to create a single race in a world which will be directed by a central authority. “

Conclusions

 
41 If we look around us, the Kalergi plan seems to be fully realized. We face Europe’s fusion with the Third World. The plague of interracial marriage produces each year thousands of young people of mixed race: “The children of Kalergi». Under the dual pressures of misinformation and humanitarian stupefaction, promoted by the MSM, the Europeans are being taught to renounce their origin, to renounce their national identity.

 The servants of globalization are trying to convince us that to deny our identity, is a progressive and humanitarian act, that “racism” is wrong, because they want us all to be blind  consumers. It is necessary, now more than ever, to counter the lies of the System, to awaken the revolutionary spirit Europeans. Every one must see this truth, that European Integration amounts to genocide. We have no other option, the alternative is national suicide.

 Translator’s note: Although the reasons due to which Kalergi made the choices he made are of no particular interest to us, we will try to answer a question that will surely our readers have already asked: Why a European aristocrat with Flemish, Polish, Greek-Byzantine roots and even with some samurai blood in his veins (from his mother) was such body plans and organ in the hands of dark forces? The reasons, in our opinion, are multiple, idiosyncratic, psychological and … women. 

 We therefore observe a personality with strong snobbish attitudes, arrogance, and, allow me the term, “degenerate elitism.” Also, the fact that his mother was Asian, perhaps created internal conflicts and frustrations, something that can happen to people with such temperament. But the most decisive factor must have been the “proper teenager”, which incidentally of course, was beside him, and became his first woman (at age 13): The Jewess Ida Roland, who would later become a famous actress.

EUROPEAN COUNCIL

The award of the Coudenhove-Kalergi Prize to President Van Rompuy

 

2On November 16th 2012, the President of the European Council, Herman Van Rompuy, was awarded the Coudenhove-Kalergi Prize, during a special conference in Vienna, to celebrate 90 years of pan-European movement. The prize is awarded every two years to leading personalities for their outstanding contribution to the process of European integration.

 A  decisive factor that helped him win the prize was the balanced way in which President Van Rompuy executed his duties in the new position of President of the European Council, which was established by the Treaty of Lisbon. He handled this particularly sensitive leading and coordinating role with a spirit of determination and reconciliation, while emphasis was also given to his skilful arbitration on European affairs and unfailing commitment to European moral values.

During his speech, Mr Van Rompuy described the unification of Europe as a peace project. This idea, which was also the objective of the work of Coudenhove-Kalergi, after 90 years is still important. The award bears the name of Count Richard Nicolaus von Coudenhove-Kalergi (1894-1972), philosopher, diplomat, publisher and founder of the Pan-European Movement (1923). Coudenhove-Kalergi was the pioneer of European integration and popularized the idea of ​​a federal Europe with his work.

Among the winners of the award, the Federal Chancellor of Germany Angela Merkel (2010) and the President of Latvia Vaira Vike-Freiberga (2006), are included.

Il piano Kalergi: il genocidio dei popoli europei

L’immigrazione di massa è un fenomeno le cui cause sono tutt’oggi abilmente celate dal Sistema e che la propaganda  multietnica si sforza falsamente di rappresentare come inevitabile. Con questo articolo intendiamo dimostrare una volta per tutte che non si tratta di un fenomeno spontaneo. Ciò che si vorrebbe far apparire come un frutto ineluttabile della storia è in realtà un piano studiato a tavolino e preparato da decenni per distruggere completamente il volto del Vecchio continente.

LA PANEUROPA

41Pochi sanno che uno dei principali ideatori del processo d’integrazione europea fu anche colui che pianificò il genocidio programmato dei popoli europei. Si tratta di un oscuro personaggio di cui la massa ignora l’esistenza, ma che i potenti considerano come il padre fondatore dell’Unione Europea. Il suo nome è Richard Coudenhove Kalergi. Egli muovendosi dietro le quinte, lontano dai riflettori, riuscì ad attrarre nelle sue trame i più importanti capi di stato, che si fecero sostenitori e promotori del suo progetto di unificazione europea. [nbnote]Tra i suoi seguaci della prima ora si incontrano i politici cechi Masarik e Benes, così come il banchiere Max Warburg che ha messo a sua disposizione i primi 60.000 marchi. Il cancelliere austriaco Monsignor Ignaz Seipel e il successivo presidente austriaco Karl Renner si incaricarono successivamente di guidare il movimento Paneuropa. Kalergi stesso indicava che alti politici francesi approvavano il suo movimento per reprimere la ripresa della Germania. Così il primo ministro francese Edouard Herriot e il suo governo, come i leaders britannici di tutti gli ambiti politici e, tra loro, il redattore capo del Times, Noel Baker, caddero nelle macchinazioni di questo cospiratore. Infine riuscì ad attrarre Winston Churchill. Nello stesso anno, quello che più tardi si trasformerà nel genocida ceco di 300.000 tedeschi dei Sudeti, Edvard Benes, fu nominato presidente onorario. Egli ha finora quasi disconosciuto Kalergi, ma negoziava anche con Mussolini per restringere il diritto di autodeterminazione degli austriaci e favorire ancora di più le nazioni vittoriose, ma fallì. Nell’interminabile lista degli alti politici del XX secolo, c’è da menzionare particolarmente Konrad Adenauer, l’ex ministro della giustizia spagnolo, Rios, e John Foster Dulles (EEUU). Senza rispettare i fondamenti della democrazia e con l’aiuto del New York Times e del New York Herald Tribune, Kalergi presentò al Congresso Americano il suo piano. Il suo disprezzo per il governo popolare lo manifestò in una frase del 1966, nella quale ricorda la sua attività del dopoguerra: << I successivi cinque anni del movimento Paneuropeo furono dedicati principalmente a questa meta: con la mobilitazione dei parlamenti si trattava di forzare i governi a costruire la Paneuropa >>. Aiutato da Robert Schuman, ministro degli esteri francese, Kalergi riesce a togliere al popolo tedesco la gestione della sua produzione dell’acciaio, ferro e carbone e la trasferisce a sovranità sovranazionale, ossia antidemocratica. Appaiono altri nomi: De Gasperi, il traditore dell’autodeterminazione dei tirolesi del sud, e Spaak, il leader socialista belga. Finge di voler stabilire la pace tra il popolo tedesco e quello francese, attraverso gli eredi di Clemenceau, quelli che idearono il piano genocida di Versailles. E negli anni venti sceglie il colore azzurro per la bandiera dell’Unione Europea. Il ruolo guida di Kalergi nella creazione dell’Europa multiculturale e nella restrizione del potere esecutivo dei parlamenti e dei governi, è evidente ai giorni nostri, e si palesa col conferimento del premio “Coudenhove Kalergi” dal cancelliere Helmut Kohl come ringraziamento per seguire questo piano, così come l’elogio e l’adulazione del potente personaggio da parte del massone e polito europeo il primo ministro del Lussemburgo, Junker. Nel 1928 si aggiunsero celebri politici e massoni francesi: Leon Blum (più tardi primo ministro), Aristide Briand, E. M. Herriot, Loucheur. Tra i suoi associati si incontrava gente molto diversa come lo scrittore Thomas Mann e il figlio del Kaiser, Otto d’Asburgo.  Tra i suoi promotori, a parte i già menzionati Benes, Masarik e la banca Warburg, si incontrava anche il massone Churchill, la CIA, la loggia massonica B’nai B’rith, il “New York Times” e tutta la stampa americana. Kalergi fu il primo a cui fu assegnato il premio Carlomagno nella località di Aachen; e quando lo ricevette Adenauer, Kalergi era presente. Nel 1966 mantiene i contatti con i suoi collaboratori più importanti. Tutti coloro che sono stati insigniti di questo premio fanno parte del circolo di Kalergi e della massoneria, o si sforzarono di rappresentare gli interessi degli USA in Germania. Nell’anno 1948 Kalergi riesce a convertire il “Congresso degli europarlamentari” di Interlaken in uno strumento per obbligare i governi a tornare a occuparsi della “questione europea”, vale a dire, a realizzare il suo piano. Proprio allora si fonda il Consiglio europeo e in cima alla delegazione tedesca troviamo Konrad Adenauer appoggiato dalla CIA.
(Gerd Honsik, “Il Piano Kalergi”)
Nel 1922 fonda a Vienna il movimento “Paneuropa” che mira all’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale basato su una Federazione di Nazioni guidata dagli Stati Uniti. L’unificazione europea avrebbe costituito il primo passo verso un unico Governo Mondiale.
Con l’ascesa dei fascismi in Europa, il Piano subisce una battuta d’arresto, e l’unione Paneuropea è costretta a sciogliersi, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale Kalergi, grazie ad una frenetica e instancabile attività, nonché all’appoggio di Winston Churchill, della loggia massonica B’nai B’rith e di importanti quotidiani come il New York Times, riesce a far accettare il suo progetto al Governo degli Stati Uniti.

L’ESSENZA DEL PIANO KALERGI

6Nel suo libro «Praktischer Idealismus», Kalergi dichiara che gli abitanti dei futuri “Stati Uniti d’Europa” non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di subumanità resa bestiale dalla mescolanza razziale. Egli afferma senza mezzi termini che è necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’elite al potere.

«L’uomo del futuro sarà di sangue misto. La razza futura  eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli, con una molteplicità di personalità». (Kalergi, Praktischer Idealismus)

Ecco come Gerd Honsik descrive l’essenza del Piano Kalergi

Kalergi proclama l’abolizione del diritto di autodeterminazione dei popoli e, successivamente, l’eliminazione delle nazioni per mezzo dei movimenti etnici separatisti o l’immigrazione allogena di massa. Affinchè l’Europa sia dominabile dall‘elite, pretende di trasformare i popoli omogenei in una razza mescolata di bianchi, negri e asiatici. A questi meticci egli attribuisce crudeltà, infedeltà e altre caratteristiche che, secondo lui, devono essere create coscientemente perché sono indispensabili per conseguire la superiorità dell‘elite.
Eliminando per prima la democrazia, ossia il governo del popolo, e poi il popolo medesimo attraverso la mescolanza razziale, la razza bianca deve essere sostituita da una razza meticcia facilmente dominabile. Abolendo il principio dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge e evitando qualunque critica alle minoranze con leggi straordinarie che le proteggano, si riuscirà a reprimere la massa.
I politici del suo tempo diedero ascolto a Kalergi, le potenze occidentali si basarono sul suo piano e le banche, la stampa e i servizi segreti americani finanziarono i suoi progetti. I capi della politica europea sanno bene che è lui l’autore di questa Europa che si dirige a Bruxelles e a Maastricht. Kalergi, sconosciuto all’opinione pubblica, nelle classi di storia e tra i deputati è considerato come il padre di Maastricht e del multiculturalismo.
La novità del suo piano non è che accetta il genocidio come mezzo per raggiungere il potere, ma che pretende creare dei subumani, i quali grazie alle loro caratteristiche negative come l’incapacità e l’instabilità, garantiscano la tolleranza e l’accettazione di quella “razza nobile”. (Honsik, op.cit.)

DA KALERGI AI NOSTRI GIORNI

Interf_logoBenché nessun libro di scuola parli di Kalergi, le sue idee sono rimaste i principi ispiratori dell’odierna Unione Europea. La convinzione che i popoli d’Europa debbano essere mescolati con negri e asiatici per distruggerne l’identità e creare un’unica razza meticcia, sta alla base di tutte le politiche comunitarie volte all’integrazione e alla tutela delle minoranze. Non si tratta di principi umanitari, ma di direttive emanate con spietata determinazione per realizzare il più grande genocidio della storia.
Nel sito della european society si può leggere : The Coudenhove-Kalergi Foundation was established on 15 September 1978 by the Pan-Europa Union – six years after the death of this great European thinker. On 20 February 2008 it was transformed into the European Society Coudenhove-Kalergi.

In suo onore è stato istituito il premio europeo Coudenhove-Kalergi che ogni due anni premia gli europeisti che si sono maggiormente distinti nel perseguire il suo piano criminale. Tra di loro troviamo nomi del calibro di Angela Merkel o Herman Van Rompuy.

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La Società Europea Coudenhove-Kalergi ha assegnato alla Cancelliera Federale Angela Merkel il Premio europeo nel 2010

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Il 16 novembre 2012 è stato conferito al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy il premio europeo Coudenhove-Kalergi 2012 durante un convegno speciale svoltosi a Vienna per celebrare i novant’anni del movimento paneuropeo. Alla sue spalle compare il simbolo dell’unione paneuropea: una croce rossa che sovrasta il sole dorato, simbolo che era stato l’insegna dei Rosacroce.

L’incitamento al genocidio è anche alla base dei costanti inviti dell’ONU ad accogliere milioni di immigrati per compensare la bassa natalità europea. Secondo un rapporto diffuso all’inizio del nuovo millennio, gennaio 2000, nel rapporto della “Population division” (Divisione per la popolazione) delle Nazioni Unite a New York, intitolato: “Migrazioni di ricambio: una soluzione per le popolazioni in declino e invecchiamento, l’Europa avrebbe bisogno entro il 2025 di 159 milioni di immigrati. Ci si chiede come sarebbe possibile fare stime così precise se l’immigrazione non fosse un piano studiato a tavolino. È certo infatti che la bassa natalità di per sé potrebbe essere facilmente invertita con idonei provvedimenti di sostegno alle famiglie. È altrettanto evidente che non è attraverso l’apporto di un patrimonio genetico diverso che si protegge il patrimonio genetico europeo, ma che così facendo se ne accelera la scomparsa. L’unico scopo di queste misure è dunque quello di snaturare completamente un popolo, trasformarlo in un insieme di individui senza più alcuna coesione  etnica, storica e culturale. In breve, le tesi del Piano Kalergi hanno costituito e costituiscono tutt’oggi il fondamento delle politiche ufficiali dei governi volte al genocidio dei popoli europei attraverso l‘immigrazione di massa. G. Brock Chisholm, ex direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità  (OMS), dimosta di avere imparato bene la lezione di Kalergi quando afferma:

 «Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare la limitazione delle  nascite e i matrimoni misti (tra razze differenti), e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale»(«USA Magazine», 12/08/1955)

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CONCLUSIONE

Plan+KalergiSe ci guardiamo attorno il piano Kalergi sembra essersi pienamente realizzato. Siamo di fronte ad una vera terzomondializzazione dell’Europa. L’assioma portante della “Nuova civiltà” sostenuta dagli evangelizzatori del Verbo multiculturale, è l’adesione all’incrocio etnico forzato. Gli europei sono naufragati nel meticciato, sommersi da orde di immigrati afro-asiatici. La piaga dei matrimoni misti produce ogni anno migliaia di nuovi individui di razza mista: i “figli di Kalergi”. Sotto la duplice spinta della disinformazione e del rimbecillimento umanitario operato dai mezzi di comunicazione di massa si è insegnato agli europei a rinnegare le proprie origini, a disconoscere la propria identità etnica.
I sostenitori della Globalizzazione si sforzano di convincerci che rinunciare alla nostra identità è un atto progressista e umanitario, che il “razzismo” è sbagliato, ma solo perché vorrebbero farci diventare tutti come ciechi consumatori. È più che mai necessario in questi tempi reagire alle menzogne del Sistema, ridestare lo spirito di ribellione negli europei. Occorre mettere sotto gli occhi di tutti il fatto che l’integrazione equivale a un genocidio. Non abbiamo altra scelta, l’alternativa è il suicidio etnico: il piano Kalergi.

Il suicidio industriale dell’italia ha molti fans

finmeccanica-logoNell’articolo “Mosca rinuncia ai blindati “made in Italy“ abbiamo visto come il governo ha cancellato la commessa alla Russia dei carri leggeri Lince. In quello successivo, Veicolo Blindato Anfibio di Iveco e Oto Melara abbiamo visto come sia in pericolo la commessa agli USA dei blindati leggeri anfibi. La domanda che si si pone è : chi ha interesse a uccidere l’industria italiana?
I beneficiari di quello che pare in realtà più un “suicidio” di quel che resta dell’apparato industriale italiano competitivo nel mondo e ancora in grado di sconfiggere nelle gare internazionali i “big players” statunitensi, russi ed europei sono davvero tanti.
Senza voler entrare nel merito delle inchieste giudiziarie che coinvolgono i vertici di Saipem/Eni e Finmeccanica accusati di corruzione o che hanno determinato la chiusura delle acciaierie Ilva a Taranto è evidente che i guai dei grandi gruppi italiani avvantaggiano i rivali stranieri e Paesi che in modo spregiudicato, tenendo sempre ben presenti gli interessi nazionali, hanno gestito in passato con molta disinvoltura scandali e mazzette.
Solo negli ultimi dieci anni le aziende francesi sono state coinvolte in affari di corruzione per vendere navi da guerra a Taiwan e sottomarini al Pakistan, quelle britanniche per piazzare aerei da guerra in Arabia Saudita e altri prodotti in alcuni Paesi africani, per non parlare dello scandalo Lockheed che coinvolse leader politici in Europa e Giappone negli anni’70 e di quello della svedese Bofors che negli anni’80 venne coinvolta in un affare di mazzette per fornire cannoni all’India.
In tutti questi casi la politica intervenne a salvaguardia degli affari e delle aziende, Tony Blair bloccò addirittura le inchieste su Bae Systems adducendo il supremo interesse della nazione e i colossi del settore Difesa sono sempre sopravvissuti agli scandali.
Le difficoltà di Finmeccanica potrebbero invece rivelarsi fatali per il gruppo italiano già in difficoltà finanziarie e alle prese con la riduzione delle commesse nazionali ed europee dovute ai tagli ai bilanci della Difesa.
Nella vicenda Finmeccanica, azienda pubblica controllata dal Ministero del Tesoro, è stata proprio l’assenza dello Stato a peggiorare la situazione venutasi a creare in seguito alle inchieste della magistratura.
Perché il governo non ha sostituito Orsi al vertice del gruppo  fin dall’inizio dell’inchiesta sulle tangenti indiane? Un provvedimento da assumere per salvaguardare l’azienda e certo a titolo temporaneo, considerato che in Italia molte inchieste esplosive si sono concluse con archiviazioni e assoluzioni, ma forse necessario già alcuni mesi or sono per impedire il rischio di gravi ripercussioni sul titolo quotato in Borsa e sulla credibilità e affidabilità del gruppo.
La “latitanza” del governo Monti, che ha lasciato Orsi in un limbo senza togliergli la poltrona ma di fatto sfiduciandolo, sta facendo il gioco dei concorrenti di Finmeccanica (e dell’Italia) che oggi possono ragionevolmente sperare di liberarsi di un importante competitor o di poterne acquisire le aziende.
L’arresto di Orsi e la minaccia indiana di inserire Finmeccanica nella “black list” estromettendola da gare e commesse coincide per ironia della sorte con la visita del presidente francese Francois Hollande a Nuova Delhi per la firma di contratti che riguardano la vendita di reattori nucleari, cacciabombardieri Rafale ed elicotteri.
La tedesca Siemens sembra avere molte chanches di acquisire Ansaldo Energia, la francese Thales punta su Ansaldo STS e Selex mentre da almeno un anno sono “sotto attacco” anche le aziende del settore strettamente militare.
I francesi vorrebbero rilevare Oto Melara (armamenti terrestri) e WASS (siluri) e forse la quota italiana (25 per cento) della società missilistica MBDA ma sembrano interessati anche alle attività spaziali.
I britannici, partner in Agusta Westland, soffrono i condizionamenti e i rischi sui mercati determinati dall’attuale situazione e il colosso Bae Systems potrebbe essere tentata dal riprendere il controllo dell’azienda elicotteristica britannica.
Gli statunitensi sembra invece che puntino a ricomprare DRS (elettronica), acquisita dal gruppo italiano nel 2008 con l’amministrazione Bush, ma stanno facendo di tutto per mettere in difficoltà anche Alenia Aermacchi con la cancellazione improvvisa di due ordini per aerei da trasporto C-27 e G-222 destinati alle forze aeree a stelle e strisce e a quelle afghane.

Del resto il rischio che le aziende hi-tech italiane attive nei settori strategici (energia, difesa, farmaceutico, elettronica…) possano venire acquisiti a prezzi di saldo, complice anche la crisi di liquidità e il crollo dei valori azionari, era stato evidenziato l’anno scorso anche da un rapporto dell’intelligence trasmesso ai governo.
Solo la politica sembra non essersene accorta o comunque non ha fatto molto per scongiurare questo rischio.
A meno che svendere le nostre aziende non rientri in quel processo di “cessione di quote di sovranità nazionale” di cui spesso parlano negli ultimi tempi i massimi vertici istituzionali.
Forse dovremmo indagare un pò più a fondo su certi viaggetti a Berlino, Parigi, Bruxelles e Washington di certi nostri politici.

http://www.lanuovabq.it/it/home.htm

Critica alla dottrina coranica islamica

Anni addietro, ho assistito ad alcuni dibattiti ecumenici ove esponenti del clero cattolico affermarono essere l’Islam la religione del Dio comune. Data la mia ignoranza in materia a quel tempo, ho creduto vera l’affer-mazione, vista l’autorevolezza dei proponenti. Tuttavia poiché non si è data alcuna dimostrazione, rimuginavo tra me, ipotesi giustificative: sarà forse per la similitudine tra le opere di Cristo e quelle di Maometto, per la sintonia tra ciò che dice il Vangelo e quanto sta scritto nel Corano. La pigrizia m’impediva di metter mano alla biografia di Maometto e al Corano, archetipi Islamici, per fare un confronto con il Cristo ed il Vangelo, modelli Cristiani, e verificare se esiste un’equivalenza tra il magistero dei due, tanto da poter supporre un’ispi-razione, un sentire, una fonte comune, da giustificare l’asserzione: Islam religione del Dio comune.

L’attacco compiuto dai terroristi islamici, agli Stati Uniti d’America, l’undici settembre duemilauno, gli avvenimenti correlati che lo precedettero e quelli che ne seguirono, mi portò ad informarmi sulla vita di Maometto e sul contenuto del Corano, archetipi islamici, per sottoporli a critica e capire il fenomeno Bin Laden e relativo terrorismo Islamico fondato sull’insegnamento Coranico-Maomettano. Premessa necessaria alla comprensione delle conclusioni che seguono sono i versetti campione estratti dal Corano, raggruppati per argomento, ove si manifesta la natura del pensiero e dell’azione politico-religiosa di Maometto e di chi a lui s’ispira, nei confronti degli infedeli, degli islamici e delle scritture bibliche.

Nel Corano, tra l’altro, sta scritto (versetto, commento):

A) Come maltrattare gli infedeli (i non islamici), ossia dell’intolleranza religiosa:

2/191: ammazzateli ovunque essi s’incontrino! Fateli uscire da dove essi vi hanno cacciato! La persecuzione è più forte della strage. Non combatteteli presso la moschea, a meno che essi ci diano battaglia in quei paraggi: ché se in verità vi attaccano, uccideteli! Questa è la fine degli infedeli.

L’incalzare dei termini violenti (ammazzateli, persecuzione, strage, uccideteli e la chiusura) è chiara espressione del disprezzo di Maometto per gli infedeli; il disprezzo è la base della sua dottrina.

2/193: combatteteli fino a che non vi sia più ribellione, e che la religione sia quella del Dio. …

L’obiettivo? Costruire l’Islam sulla rovina fisica degli infedeli, non sulla loro libera e volontaria adesione.

Nella disposizione c’è un sottofondo imperialistico.

4/89: vorrebbero far di voi degli infedeli, come loro, vorrebbero che voi vi abbassaste al loro livello. Fate attenzione a non crearvi tra loro degli amici, se prima non emigrano nel sentiero del Dio. Se si girano indietro, prendeteli, fateli morire ammazzati ovunque essi si trovino, e tra loro non cercate né amico né soccorritore.

L’islamico che cambia fede è avvertito: sarà ammazzato. La libertà è di scandalo nell’Islam.

4/91: … Se non si mantengono in neutralità nei vostri riguardi, né vi offrono la pace, né abbassano le armi, assaliteli, ammazzateli là dov’essi si trovano: su di loro vi concediamo pieni poteri.

La vita degli infedeli è messa a disposizione degli islamici. Gli islamici possono fare ciò che vogliono degli infedeli: ammazzarli può non essere sufficiente a soddisfarne l’alterigia.

5/33: quella sarà la ricompensa dovuta a coloro che fanno guerra al Dio e al suo profeta e che ce la mettono tutta per creare disordini sulla terra. Moriranno di morte violenta. Saranno crocefissi. Gli sarà tagliatala una mano, gli sarà amputata la gamba della parte opposta a quella della mano. Saranno cacciati dal loro territorio. Destino crudele! Vergogna qui in terra, castigo tremendo nell’aldilà.

Maometto confessa di praticare la tortura e lo scempio dei corpi degli infedeli mentre li ammazza e sollecita gli islamici a fare altrettanto. Immaginate la scena.

8/7: allorquando il Dio vi faceva promessa di concedervi una delle fazioni in arresa voi bramavate di impadronirvi di quella che era disarmata, mentre il Dio intendeva manifestare la verità per mezzo del suo verbo e sterminare gli infedeli fino all’ultimo.

Maometto tramite il suo dio sollecita lo sterminio degli infedeli. E’ una ripetizione rafforzativa. Immaginate lo sterminio.

8/12: … Ecco, sto per lanciare l’angoscia nel cuore degli infedeli. Picchiateli sul collo, picchiateli su tutte le giunture delle dita.

Maometto scende nel dettaglio sul tipo di violenza da infliggere agli infedeli: è molto preciso nei comandi.

8/17: non voi li avete trucidati, è il Dio che li ha uccisi. …

Maometto lascia l’omicidio a carico del suo dio, sollevando l’islamico dalla responsabilità dell’azione malvagia. Allah diventa così il Malvagio.

8/67: non compete ad un inviato catturare prigionieri fino a che non avrà debellato in terra tutti gli infedeli. …

Maometto si ripete: non lascia alcuno scampo agli infedeli, che vuole debellati. La ripetizione è una conferma e un rafforzamento della disposizione. L’ambizione imperialistica è manifesta.

8/71: … Su di loro vi ha concesso il Dio potere assoluto. …

Disposizione già espressa prima e qui ribadita inequivocabilmente: difficile essere più chiari di così. Il disprezzo islamico per gli infedeli si manifesta pienamente con tutte le sue tragiche conseguenze.

9/5: terminati che siano i mesi haram, ammazzate i fabbricatori di condivinità dovunque li troviate; catturate, assediate, fateli cadere nelle imboscate. Se si pentono, però, e se pregano, se fanno elemosina, lasciateli liberi di andare per la loro strada. …

Maometto lascia all’infedele due sole alternative: la conversione all’islam o la morte. Immaginate come si svolge l’azione.

9/14: combatteteli andiamo. Li castigherà il Dio per mezzo delle vostre mani, li riempirà di vergogna, vi renderà vittoriosi su di loro e guarirà i cuori dei credenti

Gli atti malvagi degli islamici verso gli infedeli sono il castigo di dio per gli infedeli. Gli islamici sono irresponsabili. Allah è il Malvagio.

9/111: ha acquistato il Dio le persone e i beni dei credenti per regalare loro in cambio il paradiso. Combattono nel sentiero del Dio, ammazzano e sono ammazzati. E’ promessa di verità …

E’ l’omicidio–suicidio del kamikaze islamico, qui sollecitato.

47/4: se incontrate gli infedeli colpiteli alla nuca fino a domarli, poi serrate bene i ceppi, in seguito delibererete se gli dovrete concedere la grazia o se dovrete esigere il riscatto, fino a che …

Maometto insegna il maltrattamento degli infedeli fin nei dettagli, e ottimizzare il bottino con il riscatto. Immaginate la scena.

51/10: muoiono ammazzati coloro che formulano vane ipotesi.

Per gli infedeli non c’è scampo. L’intolleranza religiosa è manifesta.

B) Come ottenere la cieca obbedienza degli islamici, cioè la loro schiavitù ideologica:

2/196: … E abbiate paura del Dio. E ricordate che il Dio ha la mano pesante nel perseguitare.

Attraverso il terrore e la paura si soggiogano gli islamici.

2/207: c’è un altro, fra gli uomini, che ha venduto l’anima sua per piacere al Dio. Il Dio è amorevole con gli schiavi suoi.

Non servi, che suppone una certa libertà, ma schiavi senza libertà alcuna devono essere gli islamici.

3/32: insisti, siate obbedienti al Dio, siate obbedienti al suo profeta, ché se vi allontanate da lui, il Dio non ama gli infedeli.

Sollecitazione dell’obbedienza: chi non obbedisce diventa infedele, con tutte le conseguenze del caso (A).

4/144: o voi, o voi che credete! non fatevi degli amici tra gli infedeli, ma scegliete i credenti. Volete proprio concedere al Dio prova evidente contro di voi?

E’ proibito un rapporto d’amicizia con gli infedeli. L’amicizia con un infedele è prova di colpevolezza.

5/55: padrone per voi non c’è se non il Dio e il profeta suo: …

Siamo alle solite: l’islamico non ha dignità alcuna, se non quella dello schiavo. La ripetizione ne rafforza l’importanza e n’è una conferma. Nell’Islam non c’è libertà.

7/204: quando è recitato il Corano, ascoltate e tacete. Forse vi sarà usata misericordia.

Si ascolta tacendo, quando si recita il Corano; ciò può non essere sufficiente per aver pietà dal dio: quel “forse vi sarà usata misericordia” è terribile e disumano.

8/1: ti faranno domande sulle prede conquistate in battaglia e tu risponderai: le prede al Dio appartengono e al profeta. Il Dio temete … Al Dio obbedite e al profeta: questo proverà se siete credenti.

Le prede appunto. La preda, come il bottino, è il frutto di furti, rapine, razzie, saccheggi, cui segue, frequentemente l’omicidio del depredato. Allah e Maometto sono predoni omicidi. E’ un’esplicita confessione della professione di Maometto e dei suoi seguaci: predoni omicidi.

8/41: sappiate dunque che d’ogni cosa catturata come preda di guerra, la quinta parte appartiene al Dio e al profeta, ai suoi parenti prossimi, agli orfani, ai poveri al figlio della strada. …

La guerra è finalizzata alla predazione, il loro mestiere, di cui il 20% va a Maometto.

33/36: quando il Dio ha deciso qualcosa e il suo profeta pure, non si addice al credente, maschio o femmina, di avere un parere personale. Chi non obbedisce …

Siamo alle solite: l’islamico non ha dignità personale: non può avere un parere personale; tacere ubbidire e via andare, come uno schiavo appunto. Non c’è libertà alcuna nell’islam. L’”e” congiuntivo che lega Maometto al suo dio e il ” pure”, fa di Maometto il superiore di Allah; fa capolino la megalomania psicopatica di Maometto.

33/57: chi addolora il Dio e il suo profeta, è maledetto dal Dio in questa vita; e nell’altra troverà un castigo ignominioso

Terrificare e spaventare per soggiogare gli islamici. Ripetizione rafforzativa.

59/6: ciò che Dio ha elargito come bottino al profeta (prelevato agli avversari) non è costato a voi, per arraffarlo, né prestazioni di cammelli né d’animali da soma. Il Dio concede il potere ai suoi profeti, sopra a chi vuole: il Dio è infatti onnipotente.

Il bottino, frutto di furti, rapine e omicidi, è il dono di Allah. Visti i precedenti, qui il potere è da intendersi in senso assoluto, perciò Maometto può disporre secondo il suo capriccio.

59/7: … Ciò che il profeta vi regala, prendetelo. Ciò che non vi regala, astenetevi dal toccarlo. E abbiate terrore del Dio, violento nel castigo.

Maometto si premura di salvare la sua parte del bottino, dalla mano lesta, che in un altro versetto vuole amputata, dei suoi seguaci.

72/23: … A coloro che disobbediscono al Dio e al profeta, è riservato in sorte il fuoco dell’inferno, dove resteranno a bruciare eternamente…

Siamo alle solite: terrificare i seguaci e spaventarli con minacce sospese a mezz’aria per rafforzare il terrore e tenere a bada gli schiavi riottosi e mansueti. La ripetizione è una conferma e un rafforzamento della disposizione.

C) Sul Cristo ed il cristianesimo, vale a dire dell’avversione al Cristianesimo:

4/116: non perdona il Dio il fatto che gli siano associate condivinità: …

Posizione fortemente polemica verso il Cristianesimo Trinitario da lui osteggiato.

4/157: e per aver ripetutamente asserito: abbiamo ammazzato il Messia profeta del Dio! Orbene: essi non lo hanno affatto ammazzato, non lo hanno crocefisso, ché fu apportato qualcuno che gli assomigliava come una goccia d’acqua. … In realtà non lo hanno affatto ucciso.

Questo versione, fantasiosa e senza una prova documentale, della passione e morte del Cristo, rappresenta la negazione del fondamento del credo cristiano; fa del Cristo e degli apostoli degli imbroglioni; e ci va di mezzo un povero cristo. Nessuna morte del Cristo e quindi nessuna resurrezione.

4/171: …Smettetela di dire tre. Smettetela! sarà meglio per voi. Il Dio è un Dio solo. Ché? si sarebbe fatto un figlio? …

Ripetizione che conferma l’astio di Maometto al Cristianesimo.

5/17: sono infedeli coloro che affermano con sicumera che il Dio è il Messia! …

I cristiani sono definiti infedeli: le conseguenze sono drammatiche se non tragiche visto i precedenti (A).

19/35: certo è cosa sconveniente al Dio fare un figlio, ma gloria gli sia resa. …

Qui l’onnipotenza di dio va in frantumi, ma serve a ribadire la viscerale avversione al Cristianesimo.

61/6: Gesù annunciò: o popolo d’Israele, in verità io sono un profeta del Dio. Sono venuto per confermare ciò che era stato rivelato prima di me nel Testamento Antico. Sono venuto per apportare il lieto annuncio di un profeta che giungerà dopo di me: il suo nome sarà Maometto. Purtroppo quando quello arrivò, portando prove evidentissime, si scandalizzarono: è stregoneria evidente.

Qui Maometto si serve del Cristo come profeta che annuncia la buona novella della venuta di Maometto, mentre poco sopra (4/157) sembra che il Cristo sia un imbroglione. La megalomania psicopatica di Maometto si manifesta nuovamente ed il pensiero va alle sue tragiche conseguenze.

D) Le azioni di Maometto, ossia della sua qualifica:

33/50: oh tu, inviato! Abbiamo reso lecite per te, proprio per te, le donne alle quali avevi pagato quanto era loro dovuto; le schiave che il Dio ti ha concesso come bottino di guerra ; le figlie di tuo zio e le figlie delle tue zie dal lato paterno, le figlie di tuo zio e le figlie delle tue zie dal lato materno, emigrate con te. In più, ti abbiamo reso lecita la donna credente che si sia dedicata completamente all’inviato, a condizione che l’inviato la voglia prendere in moglie. E’ un privilegio che accordiamo a te, ad esclusione degli altri credenti. …

Esegesi del versetto:

1) … Abbiamo reso lecite per te … le donne …, le schiave …, le figlie …, implica la lussuria;

2) … bottino di guerra .., implica razzie, saccheggi, rapine, omicidi;

3) … le schiave…, implica la pratica della schiavitù;

4) … Abbiamo reso lecite per te … le figlie di tuo zio e … delle tue zie …, implica l’incesto;

5) … Abbiamo reso lecite per te… E’ un privilegio che accordiamo a te ad esclusione degli altri credenti…, implica l’esercizio cosciente della menzogna supponendo sciocchi gli altri.

Maometto confessa che praticò abitudinariamente: la lussuria, l’incesto, la rapina, il saccheggio, l’omicidio, la schiavitù, la menzogna. Sono azioni che bocciano Maometto come profeta, e lo nominano predone omicida.

E) L’essenza del Corano, l’Islam in sintesi:

48/29: Maometto è il profeta del Dio. Coloro che sono dalla sua parte sono duri con gli infedeli, ma pieni di bontà e compassione tra loro. …

In codesto versetto è condensata tutta l’ideologia coranica, chiaramente di stampo mafioso: duri con gli altri, pieni di bontà e compassione tra noi. Allah è il mandante, Maometto il suo braccio destro, gli altri i mandatari in quanto ai ruoli; gli infedeli, i non islamici, sono da depredare e mazziare, come s’è visto sopra (A).

Fin qui il Corano; l’estratto è un campione minimo che vuole essere rappresentativo della dottrina coranica, anche se non esaurisce il testo a cui si rimanda.

Seguono: prima una critica laica, con una lettura della storia di Maometto e del Corano fuori dal mito islamico, poi una teologica nel contesto del mito, con un confronto Cristo-Maometto, sulla base d’alcuni canoni religiosi, indi la conclusione.

1) Critica secondo il pensiero laico.

La lettura e la meditazione del Corano, nonché della biografia di Maometto mi porta alle seguenti conclusioni:

1) L’insegnamento coranico si può riassumere così: voi islamici vogliatevi bene e comportatevi bene tra voi, ma disprezzate, maltrattate, perseguitate e uccidete gli infedeli (i non islamici), perché Allah disprezza gli infedeli e li vuole debellare dalla faccia della terra;

2) Il testo coranico, insegna la violenza e l’intolleranza verso gli infedeli, e fa degli islamici, seguaci acritici, senza libertà, pronti a compiere qualsiasi atto criminale nei confronti degli infedeli. Ciò che Maometto scrive nel Corano di fare agli infedeli, egli lo ha messo in pratica sui suoi contemporanei, rei di non pensarla come lui. Maometto nei suoi comandi è chiaro, esplicito, inequivocabile e inappellabile, come ogni tiranno; egli usa la malia di Allah, per soggiogare gli accoliti e fargli compiere qualsiasi atto malvagio verso gli infedeli, come atto dovuto al culto del loro dio: una divinità malefica;

3) La moderazione non ha spazio nel Corano: l’islamico moderato è visto come colui che sta dalla parte degli infedeli e va trattato come infedele. La libertà è di scandalo nell’Islam e va conculcata.

4) L’intolleranza religiosa coranica è espressa in modo chiaro, esplicito, ed è pericolosa per la comunità umana. Maometto, dividendo l’umanità in due categorie – fedeli ed infedeli – violentemente contrapposte, crea la premessa per un conflittualità permanente a volte latente altre manifesta. Maometto ha elaborato una dottrina che genera masse fanatiche: le masse islamiche armate, imbandierate, agitate e vocianti, triste spettacolo di fanatismo endemico già visto, ricordano quelle comuniste e naziste con il loro tragico epilogo. L’intolleranza religiosa islamica precede, nel tempo, l’intolleranza di classe comunista e quella razziale nazista. Islam, Comunismo e Nazismo sono nei loro fondamenti simili: li accomuna l’intolleranza e la violenza ideologica e pratica;

5) Dalla realtà storica e dal Corano, Maometto emerge come un predone omicida che realizzò oltre misura i progetti; le sue azioni sono descritte dai termini propri del predone: bottino, prede, schiavi, razzie, imboscate, ammazzate, ammazzati, uccisi, battaglie, guerre. Egli usa la religione come mezzo, strumento, per raggiungere il proprio obiettivo politico: sottomettere l’Arabia al suo potere. La religione, scopiazzata sostanzialmente dall’Ebraismo e marginalmente dal Cristianesimo e riadattata ai suoi fini, è il mezzo per fomentare i propri seguaci e ottenere cieca obbedienza. I personaggi biblici che Maometto nomina nel Corano, sono finalizzati al serrare i ranghi, ad ottenere obbedienza, ad usurpare un’ascendenza;

6) Maometto ha ammazzato con le sue mani alcune persone, e ne ha fatto ammazzare altre a migliaia dai suoi seguaci; ha incominciato a far guerre d’aggressione a quarant’anni, ed ha smesso perché lo ha colto la morte: egli è una figura pluri omicida, violenta;

7) Allah è un’invenzione di Maometto, un artificio a giustificazione dei suoi crimini e di quelli degli accoliti. Preso da megalomania psicopatica, Maometto proietta su Allah il suo pensiero criminogeno, per farlo poi ridiscendere sui seguaci come rivelazione. Nessuna rivelazione. Allah e Maometto sono la stessa persona: Allah rappresenta il pensiero divinizzato di Maometto; Maometto chi lo attua; entrambi si scambiano reciprocamente la loro essenza criminogena;

Il Corano non è un testo profetico, né sacro, né dettato da Dio. Il Corano è un testo criminogeno; è un codice pseudoreligioso per predoni, maldestramente accozzato, ripetitivo e farraginoso, a tratti orrendo e raccapricciante, scritto da Maometto per condurre e amalgamare bande di predoni. Le bande sono così diventate un esercito che Maometto ha usato come unica banda per rapinare e saccheggiare alla grande, in nome e per conto d’Allah, divinità dai tratti criminali, inventata da Maometto a sua immagine e somiglianza.

2) Critica Teologica: confronto Cristo-Maometto

Le tradizioni religiose più diffuse ammettono l’esistenza di Dio e di Satana, a cui sono associati all’uno il bene, all’altro il male. La relazione che lega i due Enti e le rispettive categorie è l’antitesi; essa sottolinea la loro inconciliabilità, o contrapposizione.

Il confronto tra le opere di Maometto e quelle del Cristo, quello tra il Corano ed il Vangelo, manifesta l’antitesi esistente tra le opere ed il magistero di Maometto e quelle del Cristo. I comportamenti di Maometto furono antitetici a quelli del Cristo;

ecco alcuni esempi:

1) Cristo ha ridato la vita ai morti, resuscitando alcune persone; Maometto ha dato la morte ai vivi: ha ammazzato con le sue mani alcune persone e ne ha fatte ammazzare altre a migliaia dai suoi seguaci;

2) Cristo ha raddrizzato gli storpi e ha dato la vista ai cechi; con le sue guerre Maometto ha storpiato i dritti e accecato i vedenti;

3) Cristo s’è circondato di poche persone disarmate e le ha incitate ad amare il prossimo come se stesse, anche i propri nemici; Maometto s’è circondato di bande d’armati, i beduini, spronandoli ad amarsi tra loro, e disprezzare gli infedeli;

4) Maometto ha iniziato a far guerre d’aggressione a quarant’anni e solo la morte lo ha fermato; Cristo ha rifiutato le sollecitazioni alla violenza;

5) Cristo predica l’amore universale tra gli uomini: ha amato tanto gli uomini fino a restituire ad alcuni di loro la vita; Maometto insegna l’intolleranza e la violenza verso gli infedeli: ha disprezzato tanto gli infedeli fino ad ammazzarne migliaia.

6) Cristo sollecita una libera adesione alla sua dottrina, senza coercizione; Maometto sollecita un’adesione da schiavo e forzata dalla violenza.

L’antitesi esistente, in modo evidente, tra l’opera del Cristo e quella di Maometto e tra la parola dell’uno e quella dell’altro, fa sì che l’insegnamento del Cristo non può discendere dallo stesso Ente che ha ispirato Maometto; Dio non può essere in antitesi con se stesso, Dio e Satana si. Chi ispirò Maometto? Non il Dio del Cristo. Il Dio comune presuppone un magistero comune, come tra i profeti della Bibbia, non magisteri antitetici, contrapposti, come quelli di Gesù e Maometto.

L’antitesi rivela l’inconciliabilità eterna ed irrisolvibile tra le due dottrine, la Cristiana e l’Islamica, finché saranno fondate l’una sul binomio Cristo-Vangelo e l’altra su Maometto-Corano; le implicazioni hanno conseguenze drammatiche se non tragiche, sotto l’aspetto pratico, per la dichiarata ostilità dell’insegnamento maomettano al Cristianesimo. Maometto, con i suoi comportamenti opposti a quelli del Cristo, si pone, di fatto, in antitesi al Cristo, assumendo le caratteristiche dell’anti Cristo.

3) Conclusione.

L’Islam, nei suoi fondamenti coranici, è una dottrina politica, pseudo religiosa, di stampo imperialistico e mafioso, basata sull’intolleranza religiosa, la violenza, la sopraffazione, l’acrisia e la menzogna. Come il comunismo ed il nazismo, l’Islam è una dottrina criminogena d’impronta malefica, nemica dell’Uomo del quale sollecita il maltrattamento e l’omicidio. Per chi crede nell’esistenza di Dio e di Satana si può dire che “l’Islam è una dottrina criminogena d’ispirazione satanica“.

Esortazione

E’ accertato che il Corano esprime una dottrina criminogena d’impronta malefica che imbarbarisce l’umanità; prima imbarbarisce gli islamici, poi gli altri che, per reazione, usano la forza per resistere alle loro pretese. La conoscenza della realtà storica e coranica, fuori dal mito, è un mezzo per spezzare l’omertà e l’incantesimo islamico che avvolge milioni di persone d’ogni estrazione: religiosa, politica e sociale.

E’ necessario distinguere il mito dalla realtà. Occorre netta e chiara, senza compromessi, la presa di distanza dalla dottrina islamica. Basta affermazioni fondate sulle nebbie del mito; mai più soggezioni di sorta verso l’Islam. Affermiamo con coraggio e determinazione la realtà: Islam dottrina criminogena d’impronta malefica. La prova è nelle parole e nelle azioni di Maometto, il predone omicida, fondatore dell’Islam. Dopo la lettura della Critica, se ne condivide le finalità ed i contenuti, la diffonda tra i suoi conoscenti; contribuirà a sgretolare il falso mito islamico ed allontanare le masse dalla criminogena dottrina coranica.

In fine chiedo scusa per l’invadenza e l’anonimato, che sarà tolto al verificarsi di circostanze appropriate. Gli islamici condannano a morte con facilità chi critica la loro dottrina, mostrandone gli aspetti negativi; essi ne confermano così, inconsciamente, la natura criminogena.

Questo per rispondere alla critica che l’università di al Azhar (link all’articolo) si è permessa di fare al cristianesimo. NO ISLAM !!!

Il caso Eluana e la Costituzione

Sto qui a scrivere per cercare di chiarire a me stesso ed a chi volesse aiutarmi, dove sta la relazione tra il caso di questa ragazza e la costituzione italiana.

Si è sentito sbraitare da più parti che il decreto sottoposto al presidente della repubblica fosse in chiara violazione della costituzione.

Ecco il testo del decreto legge che avrebbe dovuto bloccare la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione ad Eluana Englaro:

“Disposizioni urgenti in materia di alimentazione ed idratazione”.

“In attesa dell’approvazione di una completa e organica disciplina legislativa in materia di fine vita l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi”.

Adesso analizziamo la costituzione iniziando dalll’art. 3 dei principi fondamentali :

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità  sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

àˆ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà  e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Non leggo o non riesco a leggere dove sia la violazione in questo articolo. Nella dignità  sociale? Nell’uguaglianza dinnanzi la legge? Negli ostacoli economici o sociali? Appellarsi a questo articolo per impedire l’approvazione del decreto legge è stato pretestuoso. Urlare come ossessi all’attentato alla costituzione è stato un modo per far “abboccare” tutti coloro che non conoscono la nostra costituzione (e sono tanti purtroppo).

La costituzione è composta da 3 parti con articoli correlati tra di loro per poter dare più ampia spiegazione al volere di chi l’ha redatta. Quindi al Art.3 ci sono nelle atre parti degli articoli che sono correlati ad esso.

Dall’enciclopedia online si legge :

Articoli connessi: 13, 16, 17, 18, 21, 24, 27, 29, 30, 31, 52, 53, 54

L’articolo 13 inaugura il meticoloso inventario dei diritti civili, detti anche diritti di libertà , tesi come sono a garantire ad ogni cittadino una sfera intangibile di libertà  dalla quale deve essere esclusa qualsiasi intromissione dello Stato, il cui compito, anzi, deve essere quello di limitarsi a garantire tali libertà  individuali dalle minacce che le possono compromettere.

Forse ci siamo, l’Art. 13 è quello che ci interessa visto che è tra gli articoli elencati dai detrattori del decreto. Tra l’altro l’Art.13 è il primo della prima parte della costituzione.

PARTE I

DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI

TITOLO I

RAPPORTI CIVILI

Art. 13.

La libertà  personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà  personale, se non per atto motivato dell’autorità  giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

In casi eccezionali di necessità  ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità  di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità  giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

àˆ punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà .

La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

A me sembra che il riferimento sia alla limitazione della libertà  individuale in relazione alla carcerazione, perquisizione o qualsiasi altra restizione della libertà  individuale. Cioè il relatore ha messo il cittadino al riparo di persecuzioni gratuite ma assoggetta questa libertà  alla legge e dall’uso di essa fatta dalla magistratura.

Continuo a non vedere il nesso con il caso Eluana.

Alcuni addirittura hanno riportato l’Art. 32 :

Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività , e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Potremmo esserci vicini, finalmente! 1 su 3 è un buon risultato se consideriamo che si sta sparacchiando alla cieca 🙂

Vediamo di analizzarne il contenuto :

1° capoverso – la Repubblica garantisce la tutela della salute assicurando cure gratuite
Non vedo il nesso con il DL

2° capoverso – Nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario.
Secondo voi mangiare e bere è un trattamento sanitario? Se per terminare una vita si sospendono queste due cose non è questo un attentato alla costituzione? Secondo me si perchè la costituzione all’Art.2 recita :

Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità , e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà  politica, economica e sociale.

Capoverso 1° – La repubblica garantisce i diritti inviolabili dell’uomo.
Abbiamo il diritto di essere nutriti? Credo di si altrimenti il capoverso 2° non avrebbe senso – doveri inderogabili di solidarità  sociale (il cavallo di battaglia della sinistra). Per poter rispettare il secondo capoverso si sono costituite associaziooni di sostentamento dei più deboli? Mandiamo in tutto il mondo aiuti umanitari per non far morire di fame e di sete tante persone? La risposta è ovviamente “si”.
Allora dico io perchè vietare a Eluana di essere nutrita? Perchè condannarla ad una morte atroce per sete?
Dove sta la solidarietà  che ci obbliga a sostenere chi non è nelle condizioni di farlo autonomamente?

Con questo caso si è creato un pericoloso precedente che potrà  essere usato da chi, seguendo una retorica di purezza umana, impedirà  il sostentamento e la vita di tutti coloro che non saranno in grado di farlo autonomamente.

Abbiamo aperto uno spiraglio al nazismo e non ce ne rendiamo conto. Ci stiamo allineando a quelle teologie che eliminano tutti quelli che non sono sani ed autonomi. Abbiamo aperto la porta alla selezione degli individui nel nome di un diritto alla morte che è esattamente il contrario di quello che recita e vuole la nostra Costituzione.

Questo si che è un attentato ai diritti dell’uomo. Questo si è un mancato rispetto dell’articolo 12 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che ad un capoverso recita :

Nessun individuo potrà  essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, nè a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni..

Spero che il buon senso prevalga e che il sacrificio di questa disgraziatissima ragazza serva a far riflettere e far nascere una legge sull’eutanasia che chiuda le porte alle aberrazioni che ho accennato prima.

PS. fate una ricerca su google mettendo queste parole chiave : “morire di sete” + “crimine contro l’umanità “. Avrete la conferma dell’incoerenza di “certa” sinistra.

Aggiornamento : Oggi 12 febbraio 2009 ho trovato questo :

Può una sentenza parlare, e per di più in maniera discutibile, di una sorta di testamento biologico, su cui ancora non esiste nessuna legge? Si può riconoscere il diritto di morire?
Antonio Baldassarre, presidente emerito della Corte Costituzionale, è convinto di no, e ritiene pertanto che la sentenza susciti “profondissimi dubbi di incostituzionalità “.

Presidente Baldassarre, la sentenza della Corte d’Appello di Milano salta in un colpo solo tutto il dibattito, che deve avvenire in sede legislativa, sul tema del testamento biologico: che problemi crea questo in termini di conflitto di attribuzione?

Non parlerei espressamente di conflitto di attribuzioni, che è materia molto complessa. Certamente però ci troviamo di fronte a una sentenza che si potrebbe definire “creativa”, e che assume delle decisioni senza base giuridica. Gli estensori di questa sentenza sostanzialmente si sono spinti troppo in là  rispetto a quello che dovrebbe essere il campo d’azione di un esponente del potere giudiziario.

Se Eluana morisse e la Cassazione rivedesse quella sentenza, che conseguenze ci sarebbero?

Quella non è una sentenza definitiva, e questo impone a tutti scelte molto ponderate. Se si dovesse procedere mettendo in atto l’interruzione dell’alimentazione, che porterebbe alla morte di Eluana, sulla base di questa sentenza e con un’impugnazione ancora pendente, si verrebbero a creare i presupposti per responsabilità  abbastanza gravi. Per sua cautela consiglierei dunque estrema prudenza al padre di Eluana, e quantomeno di attendere la sentenza definitiva.

Che valore ha dal punto di vista giuridico il riferimento al volere di Eluana? Può la testimonianza dell’amica di Eluana avere il valore di prova?

Questa è una sentenza che è stata fatta molto male, perchè si presume fondata sulla volontà  del soggetto interessato, il quale però non può parlare. La testimonianza su cui si basa poi il “ragionamento” della sentenza non ha alcun valore giuridico, per il semplice motivo che la materia non è regolata. àˆ una testimonianza che non prova nulla nel senso che non c’è nulla da provare, non essendoci materia giuridica. Il testamento biologico nel nostro ordinamento non è disciplinato, e non esiste certo la libertà  di decidere per il suicidio: se anche dovessi arrivare a dimostrare che una persona vuole farlo, questo non mi autorizzerebbe certo a metterlo in atto. Nella teoria, la testimonianza è una prova, ma in questo caso si prova che cosa? Si prova, o si proverebbe, una cosa che non ha alcuna rilevanza giuridica ai fini della decisione. Potrà  magari valere sul piano morale, ma non certo sul piano giuridico.

Bisognerebbe anche sapere se Eluana avrebbe accettato questo tipo di morte, che potrebbe durare diversi giorni e provocare molto dolore.

Certo, ci sono tutta una serie di cose che sfuggono e che non possono essere dedotte da questa testimonianza. Ma, ripeto, il punto essenziale è quello dell’insussistenza di tutto il discorso: se anche la prova fosse affidabilissima — e non lo è — non avremmo comunque l’autorizzazione a mettere in atto alcunchà©, non essendo la materia regolata. Prima deve esserci un pronunciamento su questa materia in sede legislativa, per quanto riguarda il cosiddetto testamento biologico. Oltretutto io mi auguro che quando il legislatore regolerà  questa materia non voglia affidarsi a simili mezzi di prova, che mi sembrano essere molto discutibili e decisamente aleatori.

Ha secondo lei una certa rilevanza anche dal punto di vista giuridico l’appello delle suore della clinica di Lecco, le quali dicono “lasciate Eluana a noi”?

No, direi che rimaniamo comunque nell’ambito etico-morale, non in quello giuridico. Sono i genitori a decidere della collocazione del corpo della figlia; resta però fuor di dubbio che non possono invece decidere della sua morte. E se dovessero farlo, non essendo la sentenza definitiva, ripeto che a mio avviso ci sarebbero serie responsabilità  penali. Non siamo certamente in presenza di un accanimento terapeutico, quindi interrompere il trattamento significherebbe compiere un atto di eutanasia, il che naturalmente non è ammesso.

La sentenza solleva dubbi anche in termini di incostituzionalità ?

La Cosituzione, all’articolo 2, riconosce il diritto alla vita, come ha chiaramente detto la Corte Costituzionale; non c’è invece il diritto a morire. Dal punto di vista costituzionale quindi la sentenza lascia profondissimi dubbi