Berlusconi voleva uscire dall’euro

Così adesso lo sappiamo: Silvio Berlusconi aveva proposto seriamente il ritiro dell’Italia fuori dall’euro a Ottobre/Novembre 2011, precipitandolo nella destituzione immediata dalla sua carica e attirandosi il siluramento da parte dei gendarmi della politica dell’Unione monetaria europea.L’ex insider della BCE, Lorenzo Bini Smaghi ha tranquillamente infilato alcune bombe nel suo ultimo libro Morire di Austerità, che vale la pensa di essere letto per chi conosce l’italiano.Bini Smaghi, fino a recentemente uno dei sei membri del Comitato esecutivo della BCE, e per molti anni l’italiano a Francoforte, dichiara che Silvio Berlusconi fu rovesciato dalla carica di primo ministro nel novembre 2011 non appena iniziò a sbattere le inferriate della gabbia dell’Unione economia e monetaria (UEM).Nello specifico ha discusso (o minacciato?) il ritiro italiano dall’euro in riunioni private con altri governi dell’UEM, presumibilmente con la Cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, poiché non negozia ai livelli più bassi (“L’ipotesi d’uscita dall’euro era stata ventilata in colloqui privati con i governi degli altri paesi dell’euro“).… Continua a leggere

Mosca rinuncia ai blindati “made in Italy“

Blindato Lince Russo Grazie ai nostri grandi “tecnici” ed a Monti, mosca rinuncia a ordinare i blindati Centauro e a completare la commessa per i veicoli protetti Iveco Lince.A indurre il Ministero della Difesa russo a recedere dall’accordo con l’Italia (a pochi mesi dagli scandali che hanno portato a fine novembre scorso al siluramento del ministro Anatolij Serdjukov) oltre alle esigenze di favorire l’industria nazionale, avrebbe contribuito anche il raffreddamento dei rapporti tra Roma e Mosca dopo l’epoca delle cordiali intese tra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin.Come fanno notare fonti vicine agli ambienti diplomatici Mosca ha giudicato la politica estera italiana del governo Monti eccessivamente appiattita sulle posizioni di Washington specie riguardo alle crisi in Iran e Siria ritenute strategicamente più rilevanti dai russi.Naturalmente dopo aver copiato le soluzioni tecnologiche italiane, il comandante in capo delle forze di terra, generale Vladimir Chirkin, ha annunciato nei giorni scorsi lo stop all’acquisizione dei mezzi italiani esortando l’esercito a “concentrarsi sui produttori nazionali”.L’industria militare russa aveva mal digerito la decisione di adottare veicoli militari italiani.I blindati pesanti Centauro sono sottoposti da mesi a test valutativi nella base di Kubinka mentre i Lince sono stati ordinati in due lotti per 1.775 esemplari che erano destinati a salire a 3.000 entro il 2015.Nei test il Lince si era rivelato superiore al GAZ-330 Tigr ma il ministro della Difesa, Sergey Shoigu, ha ordinato una nuova gara e nuovi test comparativi tra i due veicoli cedendo così alle pressioni di GAZ che ha sviluppato una nuova versione del suo veicolo nota come “Tigr M” che pare abbia adottato molte delle soluzioni tecnologiche già impiegate dal mezzo italiano.… Continua a leggere

Discount Italia

sessantamilioni di pecore Per decenni l’Italia è stato un Paese a “sovranità limitata” con una politica estera e di Difesa coordinata e in molti casi imposta dai nostri principali alleati e soprattutto dagli statunitensi. Dal dopoguerra non era però mai successo che il nostro Paese si trovasse guidato da un “governo d’occupazione” che rispondesse direttamente alle “potenze occupanti” come accade oggi con il cosiddetto governo tecnico imposto dai franco-tedeschi e dalla nomenklatura della Ue e messo insieme dal Quirinale consultandosi anche con la Casa Bianca che ha suggerito i ministri di Esteri e Difesa. Due figure di sicura fede atlantista come l’ambasciatore a Washington Giulio Terzi e il chairman del Comitato Militare della Nato, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola.… Continua a leggere

Effetto Monti lo spread oltre 520

spread Quello che ai più sfugge è che il differenziale tra Btp e Bundtedeschi oltre la soglia psicologica dei 500 punti base con rendimento al 7% non può far altro che obbligare il governo a varare entro breve un’altra manovra economica per riuscire a pagare quegli stessi interessi da capogiro che servono allo Stato per “piazzare” sul mercato i propri titoli Oggi come ad ottobre: nulla è cambiato. Basta dare un’occhiata al grafico dell’ultimo trimestre per capire che le dimissioni di Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi non sono servite a niente. Adesso, però, le cassandre della sinistra tacciono, i giornali progressisti volano bassi e l’intellighentia dei poteri forti rivede le proprie posizioni.… Continua a leggere

Campagna elettorale e l’Afganistan?

PDL e PD concordano sulla necessità  di mantenere le truppe a Kabul ma nessuno dei due partiti si è finora sbilanciato sulla necessità  di consentire ai soldati di combattere apertamente i talebani, come richiesto dagli alleati. Se Silvio Berlusconi si limita a ribadire lo stereotipato e logoro slogan delle “missioni di pace”, il PD sembra essere in imbarazzo come dimostra l’assordante silenzio con il quale sono state accolte le recenti affermazioni di Barak Obama, ormai un idolo del nostro centrosinistra. Carabinieri in Afganistan Peccato che Obama, con scarsa sensibilità  pacifista, abbia intenzione (se vincerà  le primarie e se sarà  eletto presidente) di aumentare gli sforzi bellici in Afghanistan e voglia che anche gli alleati facciano la loro parte.… Continua a leggere

Afganistan : perchè il CDX non ha votato unito

Sono state consultazioni discrete quelle che Richard Spogli, ambasciatore Usa in Italia e diplomatico quanto mai inviso a Romano Prodi, ha condotto con i leader del centrodestra. Ha incontrato Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. Il risultato potrebbe essere stato di dare una mano al premier, in cattivi rapporti con la Casa Bianca e ancora di più con l’ambasciatore, considerato tra gli ispiratori di questo incidente diplomatico . Al centro degli incontri di Spogli c’è stato il voto del Senato sul rifinanziamento delle missioni militari all’estero, a cominciare dall’Afghanistan. Se il governo fosse stato battuto Prodi sarebbe tornato a casa , ma con lui anche i militari impegnati in Afghanistan, Libano, Bosnia, nei Balcani e sugli altri scacchieri mondiali, quasi sempre a fianco degli americani.… Continua a leggere