L’ideologo di Putin: in Europa sarà presto caos, guerra civile, distruzione

di Giulio Meotti Europa e Stati Uniti hanno spesso ricambiato il favore ad Aleksandr Dugin. Un anno fa, il famoso politologo russo è stato messo alla porta in Grecia. Accompagnato dal patriarca di Mosca Kirill per una conferenza sul Monte Athos, Dugin è stato fermato all’aeroporto di Salonicco e gli è stato comunicato che il suo ingresso all’interno dei territori della Ue gli era interdetto. Un anno prima, il Dipartimento del tesoro degli Stati Uniti lo aveva inserito nella lista dei cittadini russi sotto sanzioni per la crisi ucraina. Un mese dopo è il Canada a mettere sotto embargo Dugin. Di lui hanno scritto tutti, da Foreign Policy, che lo chiama “il cervello di Putin”, al Sole 24 Ore, che la settimana scorsa lo ha definito il “Rasputin di Putin”.… Continua a leggere

La strage dei Cosacchi

Ricordiamo a chi urla che la Russia ha rubato la Crimea che i cosacchi sono già stati traditi una volta da quelli che hanno finto di fare qualcosa per loro. Il cimitero dei Cosacchi si trova a Lienz, nella località detta “Peggetz”, accanto alla Drau (Drava). Qui, nel 1945, si verificò una tragedia che molti dimenticano volentieri e molti non conoscono: la morte di 25.000 Cosacchi. Ogni anno, il 2 giugno, centinaia di Cosacchi provenienti da tutto il mondo ricordano questo dramma e si ritrovano in questo cimitero, dove i sepolti sono soltanto trecento. I Cosacchi sono una popolazione che viveva soprattutto nelle steppe meridionali della Russia e dell’Ucraina; possedevano una propria cultura ed una propria lingua, che è una lingua slava con interferenze linguistiche di altre lingue, turco compreso, da cui proviene la parola Cosacco: il guardiano.… Continua a leggere

Populismo

Perché Europa e Obama farebbero bene a cercare di capire i vari Putin e Orban anziché trattarli da mostriL’infornata di sanzioni Ue contro Mosca appena approvata dai governi europei era inevitabile ed è appropriata: a prescindere da ogni altra considerazione di politica e di diplomazia internazionali, chi destabilizza un paese confinante armandone i ribelli con sistemi bellici così sofisticati che costoro non sono capaci di usarli, e finiscono per abbattere un aereo civile uccidendo 300 innocenti, merita una punizione. Non ci sono giustificazioni per fatti del genere, come non ce ne sono quando l’artiglieria israeliana colpisce le scuole dell’Onu dove hanno cercato riparo i civili palestinesi e non ce ne sono quando i razzi palestinesi seminano il terrore nelle cittadine israeliane.… Continua a leggere

Il suicidio industriale dell’italia ha molti fans

Nell’articolo “Mosca rinuncia ai blindati “made in Italy“ abbiamo visto come il governo ha cancellato la commessa alla Russia dei carri leggeri Lince. In quello successivo, Veicolo Blindato Anfibio di Iveco e Oto Melara abbiamo visto come sia in pericolo la commessa agli USA dei blindati leggeri anfibi. La domanda che si si pone è : chi ha interesse a uccidere l’industria italiana?I beneficiari di quello che pare in realtà più un “suicidio” di quel che resta dell’apparato industriale italiano competitivo nel mondo e ancora in grado di sconfiggere nelle gare internazionali i “big players” statunitensi, russi ed europei sono davvero tanti.Senza voler entrare nel merito delle inchieste giudiziarie che coinvolgono i vertici di Saipem/Eni e Finmeccanica accusati di corruzione o che hanno determinato la chiusura delle acciaierie Ilva a Taranto è evidente che i guai dei grandi gruppi italiani avvantaggiano i rivali stranieri e Paesi che in modo spregiudicato, tenendo sempre ben presenti gli interessi nazionali, hanno gestito in passato con molta disinvoltura scandali e mazzette.Solo negli ultimi dieci anni le aziende francesi sono state coinvolte in affari di corruzione per vendere navi da guerra a Taiwan e sottomarini al Pakistan, quelle britanniche per piazzare aerei da guerra in Arabia Saudita e altri prodotti in alcuni Paesi africani, per non parlare dello scandalo Lockheed che coinvolse leader politici in Europa e Giappone negli anni’70 e di quello della svedese Bofors che negli anni’80 venne coinvolta in un affare di mazzette per fornire cannoni all’India.In tutti questi casi la politica intervenne a salvaguardia degli affari e delle aziende, Tony Blair bloccò addirittura le inchieste su Bae Systems adducendo il supremo interesse della nazione e i colossi del settore Difesa sono sempre sopravvissuti agli scandali.Le difficoltà di Finmeccanica potrebbero invece rivelarsi fatali per il gruppo italiano già in difficoltà finanziarie e alle prese con la riduzione delle commesse nazionali ed europee dovute ai tagli ai bilanci della Difesa.Nella vicenda Finmeccanica, azienda pubblica controllata dal Ministero del Tesoro, è stata proprio l’assenza dello Stato a peggiorare la situazione venutasi a creare in seguito alle inchieste della magistratura.Perché il governo non ha sostituito Orsi al vertice del gruppo  fin dall’inizio dell’inchiesta sulle tangenti indiane?… Continua a leggere

Mosca rinuncia ai blindati “made in Italy“

Blindato Lince Russo Grazie ai nostri grandi “tecnici” ed a Monti, mosca rinuncia a ordinare i blindati Centauro e a completare la commessa per i veicoli protetti Iveco Lince.A indurre il Ministero della Difesa russo a recedere dall’accordo con l’Italia (a pochi mesi dagli scandali che hanno portato a fine novembre scorso al siluramento del ministro Anatolij Serdjukov) oltre alle esigenze di favorire l’industria nazionale, avrebbe contribuito anche il raffreddamento dei rapporti tra Roma e Mosca dopo l’epoca delle cordiali intese tra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin.Come fanno notare fonti vicine agli ambienti diplomatici Mosca ha giudicato la politica estera italiana del governo Monti eccessivamente appiattita sulle posizioni di Washington specie riguardo alle crisi in Iran e Siria ritenute strategicamente più rilevanti dai russi.Naturalmente dopo aver copiato le soluzioni tecnologiche italiane, il comandante in capo delle forze di terra, generale Vladimir Chirkin, ha annunciato nei giorni scorsi lo stop all’acquisizione dei mezzi italiani esortando l’esercito a “concentrarsi sui produttori nazionali”.L’industria militare russa aveva mal digerito la decisione di adottare veicoli militari italiani.I blindati pesanti Centauro sono sottoposti da mesi a test valutativi nella base di Kubinka mentre i Lince sono stati ordinati in due lotti per 1.775 esemplari che erano destinati a salire a 3.000 entro il 2015.Nei test il Lince si era rivelato superiore al GAZ-330 Tigr ma il ministro della Difesa, Sergey Shoigu, ha ordinato una nuova gara e nuovi test comparativi tra i due veicoli cedendo così alle pressioni di GAZ che ha sviluppato una nuova versione del suo veicolo nota come “Tigr M” che pare abbia adottato molte delle soluzioni tecnologiche già impiegate dal mezzo italiano.… Continua a leggere

Gli USA prima potenza petrolifera

world-shale-gas-resources Gli Stati Uniti diverranno nei prossimi anni i maggiori produttori mondiali di petrolio e gas, materie prime di cui saranno presto anche esportatori.La notizia, destinata a modificare radicalmente gli equilibri geopolitici internazionali e probabilmente la percezione stessa dell’America nel mondo, è stata ufficializzata dal recente rapporto World Energy Outlook redatto dall’Agenzia Internazionale dell’Energia. “Il Nord America è in prima linea di una trasformazione radicale della produzione di petrolio e gas che interesserà tutte le regioni del mondo“ ha dichiarato il direttore esecutivo dell’AIE, Maria van der Hoeven.L’analisi evidenzia il culmine di un mutamento che in vent’anni ha visto Washington passare dal top della classifica mondiale dei consumatori di energia e importatori di petrolio al primo posto tra i produttori, anticamera della piena autosufficienza energetica.I primi a vedersi sorpassare dagli americani saranno i russi che nel 2015 scenderanno al secondo posto tra i produttori mondiali di gas ma due anni dopo toccherà ai sauditi perdere il primato tra i produttori di greggio.“Attorno al 2017, gli Stati Uniti diventeranno il principale produttore di petrolio, superando l’Arabia Saudita – ha sottolineato Fatih Birol, economista dell’agenzia.Le previsioni indicano che nel 2030 gli Stati Uniti produrranno petrolio sufficiente a soddisfare il fabbisogno interno e ne diventeranno esportatori.A premiare gli sforzi statunitensi sul fronte energetico non contribuiscono solo l’aumento della produzione interna e le tecniche estrattive improntate alla massima efficienza ricavando il metano dalle argille (shale gas) e combinando la perforazione orizzontale con la fratturazione idraulica.Anche le politiche di contenimento dei consumi e l’adozione di misure concrete per il risparmio energetico e lo sviluppo di biocarburanti per veicoli e aerei contribuiscono a ridurre il fabbisogno e la dipendenza dalle importazioni.… Continua a leggere