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In Francia voti in cambio di moschee

Flag_of_France_with_islam_symbol-300x199 Da Perpignan a Courbevoie passando per Strasburgo.

I sindaci socialisti svendono terreni del comune alle comunità musulmane che offrono loro consenso elettorale mentre a Parigi, all’Assemblea nazionale, il premier Valls faceva finta di fare il duro contro l’islam radicale, annunciando la chiusura se necessario delle moschee salafite (il 29 giugno, tanto per rendere l’idea dei proclami fuffa del primo ministro socialista, è successo che lo stesso Valls ha premiato con la Legione d’onore l’imam radicale della moschea di Evry-Courcouronnes, Khalil Merroun, adepto del wahabismo saudita.
A Perpignan, la scorsa settimana, il Consiglio municipale ha votato la vendita di un immenso terreno situato ad ovest della città, nel quartiere di Mailloles, all’Associazione arabo-turca de l’Ensoleillé (Assate), la quale costruirà una grande moschea e annesse sale di preghiera approfittando di una superficie di 2400 m2 (in realtà sarebbe meglio parlare di svendita, dato che l’associazione verserà la modica cifra di 144.000 euro, pari a appena 60 per metro quadrato).83d8c50e95eee90bfc6aafe4cc78786750de0d53
In concomitanza, nella città di Courbevoie, a nordovest di Parigi, l’Associazione culturale dei musulmani di Courbevoie (Acmc) ha ricevuto dal comune il placet (affitto enfiteutico per 80 anni) per l’innalzamento di un’altra monumentale moschea che si estenderà su 680 m2.
Niente di scandaloso, se non fosse che sia nel primo che nel secondo caso le delibere delle due giunte fanno seguito a una promessa elettorale dei due sindaci – un puro voto di scambio, insomma – e che una parte della costruzione delle due moschee sarà finanziata con i soldi dei contribuenti.
Il tutto, sullo sfondo delle dichiarazioni di Dalil Boubakeur, rettore della Grande Mosquée di Parigi, che ha gridato la necessità di raddoppiare il numero delle moschee in Francia, e di un recente rapporto dell’intelligence francese pubblicato dal Figaro, secondo cui 41 moschee considerate “moderate” stanno per passare sotto il controllo dei salafiti.81059568-p-2
Durante la campagna elettorale per le municipali 2014, il primo cittadino di Perpignan, Jean-Marc Pujol dei Républicains (centro-destra), aveva assicurato alla comunità islamica locale, che richiedeva a gran voce di sostituire la piccola sala di preghiera della città con un’area di preghiera più spaziosa, la messa a disposizione di un vasto terreno per un’altrettanto vasta moschea.
In cambio, naturalmente, la comunità islamica di Perpignan doveva votare compatta per il sindaco repubblicano. Detto fatto.Stessa storia per il sindaco neogollista di Courbevoie Jacques Kossowski, sollecitato già nel 2011 dall’Associazione culturale musulmana della città.
Vuoi avere il nostro voto ed essere riconfermato sindaco?
Allora concedici un terreno dove possiamo costruire una moschea. Richiesta accolta da Kossowski in accordo con il Partito socialista e contestata soltanto dai due consiglieri comunali del Front national, che hanno denunciato un «voto accordato ad occhi chiusi senza la consultazione degli abitanti di Courbevoie».Se il patto scellerato tra eletti Républicains/Ps e comunità islamiche si limitasse a questi due episodi, in fondo, non ci sarebbe troppo da preoccuparsi.
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Ma come ha rivelato il giornalista Joachim Véliocas, nella sua inchiesta esplosiva “Ces maires qui courtisent l’islamisme” (uscito da poco per le edizioni Tatamis) gli inciuci tra sindaci e imam sono diventati sport nazionale in Francia e a farne le spese naturalmente sono i contribuenti.
È successo a Nantes, con il sindaco ed ex premier socialista Jean-Marc Ayrault: 200.000 euro di finanziamento direttamente dalle casse del comune. Ed è successo nella ultraindebitata Parigi, quando l’amico storico del presidente Hollande, Bertrand Delanoë era primo cittadino: 16 milioni di euro per l’Institut islamique, che comprende anche delle sale di preghiera, in barba alla legge del 1905 sulla laicità.
E quando non si tratta della costruzione di una moschea ex novo, si tratta comunque del suo ampliamento.Come a Strasburgo, dove la scorsa settimana è stato ufficializzato lo sblocco dei finanziamenti da parte del sindaco socialista Roland Ries.

Nel menù 5 nuove sale per insegnare l’arabo e i principi della Sharia
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Foto AFP. Vignetta: 14 words e Islam veritè

di Mauro Zanon da Libero Quotidiano del 5 luglio 2015

Soldati italiani circondati da civili

Sconfitta in Afghanistan

Soldati italiani circondati da civili
Soldati italiani circondati da civili

Chi si occupa di conflitti evitando di mettersi le lenti deformanti imposte dalla cultura buonista post sessantottina se n’era già accorto da un pezzo, fin dal conflitto iracheno e forse addirittura da quello somalo dei primi anni ‘90. Ora però a spiegarci i motivi militari ma soprattutto culturali della sconfitta che l’Occidente sta rimediando in Afghanistan è intervenuto autorevolmente il professor Tawfik Hamid, 50 enne ex estremista islamico oggi ascoltato esperto nella lotta al terrorismo che ha insegnato in numerose università statunitensi (UCLA, Stanford, Georgetown, Miami) e docente di Radicalismo islamico al Potomac Institute for Policy Studies. In un ampio articolo pubblicato il 23 aprile sul sito Radicalislam.org  intitolato “I dieci motivi della sconfitta statunitense in Afghanistan” Hamid ricorda le difficoltà degli statunitensi a confrontarsi con la cultura e la società afghana e islamica in una guerra iniziata con l’obiettivo di cacciare al-Qaeda e talebani per portare la democrazia a Kabul e che si avvia a concludersi (con il ritiro della Nato) con il presidente Hamid Karzai che strizza l’occhio agli estremisti islamici e promuove leggi sociali di ispirazione fondamentalista rigidissime per le donne. Un chiaro esempio, secondo Hamid, di come Karzai si prepari a convivere con i Talebani considerati futuri vincitori (o almeno non sconfitti) e abbia già valutato come perdenti statunitensi e alleati che hanno addirittura annunciato con ampio preavviso la data del loro ritiro dall’Afghanistan. Il professor Hamid sottolinea dieci aspetti che hanno portato Washington e i suoi alleati verso la sconfitta o, quanto meno, la mancata vittoria. Li potete leggere tutti nell’articolo linkato ma mi limito a evidenziarne alcuni che mi pare ben rappresentino l’incapacità politica, sociale e culturale dell’Occidente afflitto da relativismo culturale e reso flaccido da decenni di terzomondismo e pacifismo di combattere e vincere conflitti presentando un modello culturale vincente.
Secondo Hamid, nell’intento di sembrare rispettosi della cultura locale gli statunitensi sono apparsi deboli agli occhi delle popolazioni afghane. Pronti a porgere scuse per ogni vittima civile (anche quelle inventate per incassare gli indennizzi pagati dalla Nato) gli alleati sono arrivati a far indossare il velo (hijab) alle soldatesse addette ai rapporti con la popolazione femminile locale. Un’idea assurda, tesa a mostrare sensibilità culturale ma che secondo Hamid ha solo indotto gli afghani a considerarci deboli, portatori di una cultura inferiore e subalterna a quella musulmana. Una considerazione ovvia: invece di portare e imporre la libertà di scelta alle donne afghane le soldatesse occidentali si vestono come loro.

Somalia missione Ibis2 agguato al checkpoint Pasta
Somalia missione Ibis2 agguato al checkpoint Pasta

Le raffinatezze culturali imposte dal politically correct faticano a fare breccia in una società dove gli analfabeti sono il quasi i tre quarti della popolazione.
Per questo gesti che noi consideriamo di rispetto culturale inducono gli afghani a percepirci come deboli aiutando così la propaganda talebana che, per ammissione degli stessi vertici militari di Washington, ha vinto la guerra delle idee e della comunicazione. Come ricorda Hamid “la mentalità tradizionale musulmana tende a rispettare la forza non la debolezza”. Così anche il frequente uso della parola “ritiro” da parte di Obama ha aiutato la percezione della debolezza dell’America poiché “ritiro” è un termine parente stretto di “sconfitta”.
Anche gli inchini eccessivi di Barack Obama davanti al monarca saudita o la difesa operata dalla Casa Bianca del diritto di un gruppo islamico di costruire una moschea nel Ground Zero di New York o la minaccia di punire gli uomini della Cia che avevano torturato i terroristi per ottenere informazioni hanno fatto apparire debole l’America.
C’è del vero in quanto afferma Hamid, basta ricordare che nel 1943-45 noi italiani (e gli altri europei) abbiamo acclamato come “liberatori” gli anglo-americani che hanno ucciso decine di migliaia di civili e distrutto le nostre città con pesanti bombardamenti (quelli si “a tappeto” a differenza dei raids mirati di oggi in Afghanistan) ma che erano portatori disinvolti di un modello culturale vincente ed esportato con una forza che non era solo insita nelle armi.
Nel luglio 1943 nessun soldato statunitense si sarebbe messo la coppola in testa per risultare più accattivante alla popolazione siciliana.
Hamid evidenzia poi che invece di preannunciare ritiri di truppe gli alleati avrebbero dovuto varare una politica di comunicazione tesa a spiegare agli afghani che ogni azione terroristica talebana avrebbe prolungato la loro presenza scoraggiando così il sostengono agli insorti e smentendo la propaganda talebana che ha sempre parlato di insurrezione per costringere gli infedeli ad andarsene. Al tempo stesso si sarebbe potuto influenzare (minacciare) il clero afghano per i sermoni che incitano all’odio e al sostegno ai talebani togliendo così legittimità religiosa agli insorti.
Un’iniziativa però difficile da attuare per chi non vuole rischiare di apparire nemico dell’Islam.
Alle valutazioni di Hamid occorre aggiungere un ulteriore elemento che denota la debolezza dell’Occidente e la sua incapacità di combattere conflitti prolungati: le perdite. In Iraq gli alleati hanno registrato tra il 2003 e il 2011 meno di 5 mila caduti, quasi 4.500 dei quali statunitensi. In Afghanistan a oggi i caduti in 11 anni sono meno di 3 mila, per due terzi americani. Di fatto dall’ottobre 2001 a oggi l’Occidente, cioè la più grande potenza planetaria con circa 4 milioni di militari professionisti in servizio, ha subito perdite pari a meno di 7.800 soldati dei quali solo 1.350 non americani. Un prezzo che nei conflitti dei decenni scorsi sarebbe stato considerato eccezionalmente contenuto (in dieci anni in Vietnam morirono 55mila statunitensi) giudicato invece oggi insostenibile dalla nostra società, su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Il prezioso contributo dell’islam alla civiltà

Mappa delle conquiste e delle civiltà cancellate o distrutte dall’islam

Mappa delle civiltà cancellate o distrutte dall'islam
Mappa delle civiltà cancellate o distrutte dall’islam

segue da Terrorism

632 d C       Morte di Maometto (8 giugno)

632-634       Conquista araba della Mesopotamia e della Palestina

635              Conquista araba di Damasco

638              Conquista araba di Gerusalemme

642              Conquista araba di Alessandria d’Egitto

647              Conquista araba della Tripolitania

649              Inizio delle guerre sul mare e conquista di Cipro

652              Prima spedizione contro la Sicilia

667              Occupazione araba di Calcedonia (Anatolia)

669              Attacco a Siracusa

670              Attacco ai berberi e conquista del Maghreb

674-680       Primo assedio arabo di Costantinopoli

698              Gli arabi prendono Cartagine ai bizantini

700              Assalto arabo a Pantelleria

704              L’emiro Musa proclama la guerra santa nel Mediterraneo occidentale; infesta il Tirreno e assale la Sicilia

710              Attacco arabo a Cagliari

711              Sbarco arabo nella Spagna meridionale Inizia la conquista della penisola iberica

715-717       Secondo assedio arabo di Costantinopoli

720              Attacco alle coste della Sicilia

727-731       Aggressioni alle coste della Sicilia

738              Liutprando sconfigge gli arabi ad Arles

740              Primo sbarco in Sicilia di un esercito saraceno

753              Ulteriore sbarco in Sicilia

778              Il giorno 8 settembre, Franchi e Longobardi sconfiggono gli arabi a Sabart, sui Pirenei

806              I mussulmani occupano Tyana, in Anatolia, e avanzano fino ad Ankara. Ademaro, conte franco di Genova, combatte i saraceni in Corsica

812-813       I saraceni attaccano Lampedusa, la Sicilia, Ischia, Reggio Calabria, la Sardegna, la Corsica e Nizza

819              Nuovo attacco alla Sicilia

827              Il 14 giugno, sbarco in Sicilia di un esercito, per la conquista dell’isola

829              I saraceni sbarcano a Civitavecchia

830              I saraceni invadono la campagna romana e saccheggiano le basiliche di San Paolo e di San Pietro

831              A settembre, Palermo si arrende agli arabi

838              Attacco saraceno a Marsiglia

839              Incursioni saracene in Calabria, sbarco e conquista di Taranto

840              Scontro navale, davanti a Taranto, tra saraceni e veneziani, che non riescono a fermare l’attacco. Saccheggio di Cherso, del Delta del Po e di Ancona

841              Gli arabi si spingono nel Quarnaro e distruggono la flotta veneziana all’isola di Sansego

842              Il 10 agosto Bari viene conquistata e vengono saccheggiate le coste della Puglia e della Campania

843              L’emiro di Palermo scaccia i bizantini da Messina

844              I normanni sbarcano in Spagna e occupano Siviglia

846              Spedizioni saracene a Ponza e a Capo Miseno. Il 23 agosto, gli arabi sbarcano alla foce del Tevere, assediano Ostia, saccheggiano nuovamente le basiliche di San Pietro e di San Paolo e l’entroterra fino a Subiaco, assediando poi Roma. Ritiratisi, depredano Terracina, Fondi, e assediano Gaeta

849              I saraceni saccheggiano Luni e Capo Teulada, in Sardegna

850              Attacco arabo contro Arles

852-853       Assalto alle coste calabresi e campane

856              Incursioni arabe a Isernia, Canosa, Capua e Teano

859              Gli arabi prendono Enna

867              Gli arabi saccheggiano il monastero di San Michele sul GarganoI saraceni occupano alcune città dalmate e assediano Ragusa. La flotta veneziana, guidata dal doge Orso, li insegue e li sbaraglia davanti a Taranto

868              Re Ludovico libera Matera, Venosa e parte della Calabria

869              Bande di saraceni invadono la Camargue

870              Gli arabi occupano Malta e saccheggiano Ravenna

879              Gli arabi prendono Taormina

879              I saraceni saccheggiano Teano, Caserta e la campagna romana

881              Il Papa scomunica il Vescovo di Napoli per la sua alleanza con i saraceni

885              I saraceni saccheggiano Montecassino e la Terra di Lavoro

890              I mori di Spagna attaccano la costa provenzale e stabiliscono una base a Frassineto (La Garde-Freinet)

898              Saccheggio saraceno della Badia di Farfa

912              Incursione saracena all’Abbazia di Novalesa

913              Attacco alla Calabria

914              Gli arabi stabiliscono basi a Trevi e a Sutri

916              Incursione saracena nella Moriana (Savoia)

922              Incursione e saccheggio di Taranto

924              Presa di Sant’Agata di Calabria

925              Incursioni saracene in tutta la Calabria, fino in terra d’Otranto; assedio e massacro di Oria

929              Saccheggio delle coste calabresi

930              Paestum viene saccheggiata

934              Assalto alla costa ligure

935              Saccheggio di Genova

936              Fallito attacco saraceno ad Acqui, difesa dal conte Aleramo

940              Incursione saracena al passo del San Bernardo

950              L’emiro di Palermo assale Reggio e Gerace e assedia Cassano Jonio

952              Gli arabi, alleati con Napoli, colonizzano la Calabria

960              San Bernardo da Mentone vince e insegue i saraceni in Val d’Aosta, fino a Vercelli

965              Gli arabi prendono Rametta, ultima roccaforte siciliana e in seguito sbarcano in Calabria

969              Saccheggi saraceni nell’Albesano

977              I saraceni prendono Reggio, Taranto, Otranto e Oria

978              I saraceni saccheggiano la Calabria

981              Ancora saccheggi in Calabria

986              I saraceni saccheggiano Gerace

987              I saraceni saccheggiano Cassano Jonio

988              Gli arabi prendono Cosenza e la terra di Bari

991              Presa di Taranto

994              Assedio e presa di Matera

1002            Incursioni a Benevento e nelle campagne napoletane, assedio di Capua

1003            Incursioni nell’entroterra di Taranto Attacco a Lérins, in Provenza

1009            Il califfo Al-Hakim tenta di distruggere il Santo Sepolcro

1029            Saccheggio delle coste pugliesi

1031            Saccheggio di Cassano Jonio

1047            Incursione saracena a Lérins

1071            Gli arabi vincono la battaglia di Manazkert e iniziano la conquista dell’Anatolia

1074            Sbarco di saraceni tunisini a Nicotera, in Calabria

1080            I saraceni saccheggiano Roma

1086            Gerusalemme cade in mano ai turchi

1096            Inizio della Prima crociata

1122            Scorreria saracena a Patti e a Siracusa

1127            Attacco a Catania e nuovo saccheggio di Siracusa

1144            L’atabeg di Mossul Zengi, con un colpo di mano, s’impadronisce di Edessa assumendo nel mondo islamico ruolo e fama di “difensore della fede”

1145            Papa Eugenio III bandisce la seconda crociata. A causa dei contrasti interni si rivelerà inutile

1187            Salah-ad-Din riconquista Gerusalemme

1190            Papa Clemente III organizza la terza crociata. Riccardo Cuor di Leone sconfigge per due volte Salah-ad-Din ma, sempre a causa dei dissensi interni alla coalizione, non poté liberare Gerusalemme Concluse però una tregua di tre anni, che prevedeva garanzie per i pellegrini (1192)

1195-1204   Si susseguono diversi tentativi pressoché inutili di organizzare una quarta crociata Anche in questo caso mancherà la necessaria coesione e le lotte interne la renderanno pressoché inutile

1213            Papa Innocenzo III tenta di bandire un’altra crociata che però non avrà luogo

1217-1221   Quinta crociata. Nel 1219 le cronache riportano la visita di Francesco d’Assisi al campo crociato Francesco predirà la sconfitta a causa delle faziosità e delle divisioni interne. La Chiesa non riconoscerà la quinta crociata

1221            Fallisce la conquista de Il Cairo e anche la quinta crociata si risolve con un nulla di fatto

1229            Federico II accordatosi con il sultano d’Egitto al-Kamil (Trattato di Giaffa) ottiene Gerusalemme, Betlemme, Nazaret e alcune località costiere fra San Giovanni d’Acri e Giaffa e tra Giaffa e Gerusalemme; e conclude anche una tregua decennale

1244            I mussulmani riconquistano Gerusalemme

1245            Papa Innocenzo IV bandisce la settima crociata Luigi IX, re di Francia, la organizza con le sue sole forze ma non riesce a conquistare Gerusalemme Ulteriori tentativi si concluderanno nel 1270 con pochi esiti.

Dalla seconda metà del sec XIV, la progressiva avanzata dei turchi ottomani verso il cuore dell’Europa ridiede una certa attualità alla crociata, intesa però in senso non di guerra santa per la riaffermazione del cristianesimo in Oriente, ma di guerra per la difesa dell’Occidente stesso dall’islamismo sulla via di sempre più ampie conquiste.

Le crociate fallirono quanto al loro scopo originario, cioè la liberazione dei Luoghi Santi dai mussulmani. Restano tuttavia un fenomeno storico di grande rilevanza non solo religiosa, ma politica, economico-sociale, culturale. Politicamente, impegnarono i mussulmani contenendone e ritardandone l’avanzata in Europa, e ciò permise lo sviluppo degli Stati centro-occidentali

1308            I turchi prendono Efeso e l’isola di Chio

1326            I turchi conquistano Brussa

1329            I turchi prendono Nicea (Urchan)

1330            I turchi sconfiggono i bulgari, a Velbuzhd

1337            I turchi conquistano Nicomedia e si installano sul Mar di Marmara

1356            I turchi prendono Gallipoli, sul Mar di Marmara

1371            I turchi sconfiggono i serbi sulla Martz

1382            I turchi occupano Sofia

1386            I turchi occupano Nis, in Macedonia

1423            I turchi prendono il Peloponneso e la Morea

1425            Abbandono dell’isola di Montecristo a causa delle continue incursioni saracene

1430            I turchi prendono Tessalonica, la Macedonia, l’Epiro e la città di Giannina

1453            Maometto II prende Costantinopoli

1455            I turchi prendono Focea, Tasso e Imbro, nell’Egeo

1458            Maometto II conquista tutte le terre cristiane in Grecia, tranne le colonie veneziane Dopo due anni di assedio, cade l’Acropoli di Atene

1459            La Serbia diventa provincia ottomana

1460            I turchi occupano tutto il Peloponneso

1461            Cade anche Trebisonda, ultimo Stato bizantino. I turchi occupano la colonia genovese di Salmastro

1462            Maometto II occupa la Valacchia e Prende Mitilene ai genovesi

1465            Costantinopoli diventa la capitale dell’impero ottomano. La cattedrale di Santa Sofia viene trasformata in moschea

1470            I turchi occupano la veneziana Negroponte

1471            Scorrerie ottomane in Carniola, in Istria, nel Monfalconese e nel Triestino

1472            Scorrerie ottomane in Croazia

1473            Scorrerie ottomane in Carniola e Corinzia

1474            Scorrerie ottomane in Croazia e Slavonia

1475            Incursioni turche in Stiria inferiore e Carniola I turchi prendono Kaffa e tutta la Crimea ai Genovesi

1476            Incursioni turche in Carniola, Stiria, e in Istria, fino a Gorizia e Trieste

1477            Incursione in Friuli

1478            Scorreria in Carniola, Istria e Dalmazia

1480-1481   I turchi conquistano Otranto e ne massacrano la popolazione compiendo un’orribile strage

1482            Incursione ottomana in Istria e Carniola

1483            Incursione in Carniola Annessione turca dell’Erzegovina

1484            Conquista turca dei porti sulla Moldava

1493            Scorrerie in Istria, Carniola e Corinzia

1498-1499   Scorrerie ottomane in Carniola, Istria e Corinzia

1499            Grande scorreria turca in Friuli, fino ai confini della Marca Trevigiana

1511            I turchi conquistano la Moldavia

1516            Saccheggio di Lavinio, sul litorale romano

1521            Suleiman II prende Belgrado

1522            I turchi prendono Rodi ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, che si trasferiscono a Malta, assumendo il nome di “Cavalieri di Malta”

1526            Suleiman II sconfigge gli ungheresi a Mohàcs

1528            I turchi assoggettano il Montenegro

1529            Suleiman II intraprende il primo assedio di Vienna. Occupazione della Georgia e dell’Armenia

1531            Khaireddin saccheggia le coste dell’Andalusia

1543            Suleiman II conquista gran parte dell’Ungheria

1551            Dragut saccheggia Augusta, in Sicilia

1554            Dragut saccheggia Vieste

1555            Dragut assale Paola, in Calabria

1556            Ivan IV conquista Astrachan

1558            Dragut saccheggia Sorrento e Massa Lubrense

1566            Una flotta turca entra in Adriatico e bombarda Ortona e Vasto. I turchi prendono Chio ai genovesi

1571            Il 6 agosto, i turchi prendono Famagosta, ultimo caposaldo veneziano di Cipro. Il 7 ottobre, la flotta turca, guidata da Selim II, è sconfitta, a Lepanto, da quella cristiana

1575-1600   I pirati moreschi attaccano sistematicamente le coste della Catalogna, dell’Andalusia, della Linguadoca, della Provenza, della Sicilia e della Sardegna

1582            Saccheggio di Villanova-Monteleone in Sardegna

1587            Gli arabi attaccano Porto Vecchio, in Corsica

1588            Hassan Aghà saccheggia il litorale laziale e Pratica di Mare

1591            Il Pascià di Bosnia invade la Croazia austriaca

1618-1672   Gli arabi attaccano sistematicamente le coste siciliane

1623            Gli arabi saccheggiano Sperlonga

1636            Gli arabi occupano Soltanto

1647            Gli arabi saccheggiano parte della Costa Azzurra

1672            I turchi attaccano la Polonia e conquistano la fortezza di Kamenez. Con il Trattato di Bucracz ottengono la Podolia

1680            I turchi saccheggiano Trani e Lecce

1683            I turchi assediano Vienna dal 14 luglio. L’imperatore Leopoldo I si allea con Giovanni Sobieski, re di Polonia. Vienna è liberata dall’esercito austro-polacco del duca Carlo Leopoldo V di Lorena, con la battaglia di Kalhenberg, del 12 settembre

1703            Ahmed III fa guerra a Pietro I e lo sconfigge sul Prut

1708            Algeri riprende Orano agli spagnoli

1714            I turchi saccheggiano la zona di Lecce

1727            I mussulmani saccheggiano San Felice al Circeo

1741            I Bey di Tunisi cacciano i genovesi dall’isola di Tabarca

1754            Saccheggio arabo di Montalto di Castro

1780            I mussulmani saccheggiano Castro, in Puglia

1799            Dopo la partenza di Napoleone, i turchi riprendono l’Egitto

Maggiori dettagli con le descrizioni prese da autori arabi le trovate da “inchiesta storica

1915-1916   Genocidio degli armeni da parte dei turchi

1920-1922   I turchi respingono il Trattato di Sèvres e cacciano i greci dall’Anatolia

1923            Con la Pace di Losanna, la Turchia si riprende la costa dell’Anatolia È una vera pulizia etnica con la deportazione di intere popolazioni

1928            Hassan al-Banna fonda l’Associazione dei “Fratelli mussulmani”

1944            Fondazione della “Lega degli Stati arabi” (Lega Araba dal 1945)

1948            Proclamazione dello Stato di Israele

1965            Inizio di forti migrazioni maghrebine e turche nell’Europa occidentale

1968            Inizio del terrorismo di Al Fatah

1974            I turchi occupano la parte settentrionale di Cipro. Massacri effettuati dai Palestinesi in Alta Galilea

1975            Inizio dello sterminio dei cristiani maroniti del Libano

1979            Rivoluzione islamica dell’Ayatollah Khomeini, in Iran Per anni rimase esiliato e al sicuro in Francia

1980            Aumento degli attentati islamici nel mondo Primi disordini nei quartieri islamici in Europa

1981            Un terrorista turco attenta alla vita di papa Giovanni Paolo II (13 maggio)

1990            Occupazione siriana del Libano Il generale Michel Aoun si oppone tenacemente all’inglobamento del Libano nella “grande Siria” La debole politica occidentale lo porterà a cedere

1991            Inizio delle guerre nel Caucaso Rivolte in Cecenia

1991            Inizio degli sbarchi clandestini di massa in Italia

1992            Formazione di uno stato islamico in Bosnia

1993            Primo attentato al “World Trade Center” di New York

1996            Numerosi attentati di Hamas, in Israele. Attentati anti-americani, in Arabia Saudita. I talebani prendono il potere in Afghanistan

1998            Rivolta anti-serba nel Kosovo

2001            L’undici settembre il “World Trade Center” di New York viene completamente distrutto

2003            Operazione “Enduring Freedom” Guerre in Afghanistan e in Iraq La dittatura di Saddam Hussein viene abbattuta Strage contro gli italiani a Nassiriya, in Iraq (12 novembre)

2004            Numerosi attentati in Iraq Stragi a Madrid (11 marzo) con 190 morti, e a Beslan (3 settembre): oltre 300 le vittime, per lo più bambini, vilmente assassinati in Ossezia del Nord Strage di Taba, in Egitto (8 ottobre) Numerosi altri attentati in tutto il mondo

2005            Numerosi Attentati in Iraq Strage nella metropolitana e negli autobus londinesi (7 luglio): oltre cinquanta morti e centinaia di feriti L’attentato avviene in contemporanea con l’assemblea del G8 in Scozia. Il 23 luglio seguono gli attentati di Sharm El-Sheik con oltre 60 morti e decine di feriti. Attentato a Bali (Indonesia) il 1° ottobre (23 morti e 150 feriti) Dal 27 ottobre al 16 novembre: violenze e rivolte delle comunità immigrate nelle periferie di Parigi e di altre città. L’8 novembre il governo impone misure d’emergenza, tra cui il coprifuoco. Due le vittime, circa 4500 arrestati, oltre 10000 le auto incendiate, distrutti 200 edifici pubblici. Il 9 novembre ad Amman (Giordania) tre attentati suicidi in tre alberghi frequentati da turisti provocano 60 morti e oltre 90 feriti. Il 10 novembre Al Qaeda rivendica la paternità degli attentati

E continua …

Islamic Terror Attacks for First Part of 2010

Islamic Terror Attacks for 2009

Islamic Terror Attacks for 2008

Islamic Terror Attacks for 2007

Islamic Terror Attacks for 2006

Islamic Terror Attacks for 2005

Islamic Terror Attacks for 2004

Islamic Attacks from September 11th, 2001 through 2003

La fonte e l’origine

(segue da : L’età d’oro dell’Islam)

Molti studiosi occidentali e orientali accettano la tesi che con l’avvento dell’Islam gli analfabeti della penisola arabica divennero improvvisamente scienziati e fanatici della cultura. Essi credono che con la religione islamica gli arabi diffusero il loro illuminante sapere per la gioia dei molti popoli determinando così una cosiddetta “età dell’oro dell’Islam”.
Niente di più falso.
La tesi muore sapendo che tutto è avvenuto come risultato di uno sviluppo armonioso e continuo dell’antica cultura e scienza persiana. Solo un elemento discordante interrompe questa catena di sviluppo: agli scienziati persiani fu ordinato dai conquistatori arabi di pubblicare i loro lavori solo in lingua araba. Così è stato per molti secoli. Quando questi libri scientifici arrivarono in Europa, gli occidentali presunsero e credettero che le opere erano state scritte da arabi musulmani. Ora, tutti gli scienziati autori dei libri, sono chiaramente identificabili come persiani come Ibn Sina (Avicenna), Zakaria Rasi (Rhases), Fakhr Razi, Biruni, Khayyam e molti altri.

Zakariya_al-Razi.jpg
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Rhases è stato un chimico e medico che andò oltre i confini della farmacologia basata sulle piante e introdusse per la prima volta al mondo sostanze di sintesi e quindi produsse prodotti farmaceutici importati.
Egli fu il primo farmacista a produrre alcool puro. Un altro scienziato persiano, Biruni, sviluppò un metodo per determinare il peso specifico di una sostanza inorganica, già nel 11° secolo. L’elenco degli scienziati persiani che hanno arricchito la chimica clinica, la farmacologia e la terapia medica e quindi la medicina, la matematica, la filosofia e l’architettura è quasi infinita. Purtroppo questo approfondimento va oltre la portata di questo articolo, basta solo sapere che si può scrivere una enciclopedia solo per gli scienziati persiani.
Facendo un’indagine approfondita delle più antiche letterature persiana e greca mettendo a confronto le metodologie della terapia medica e farmacologica dei due Paesi si dimostra che la medicina persiana era più sviluppata e progredita di quella greca già prima di Ippocrate. Gli scienziati odierni hanno concluso che i Greci, probabilmente, aggiunsero al loro patrimonio la scienza farmacologica persiana beneficiandone significativamente.

La situazione della scienza persiana durante l’occupazione araba

E’ sbagliato collegare i risultati scientifici dell’era persiana alla religione islamica. Non c’è nulla che possa giustificare un ‘”periodo d’oro dell’Islam”. In che modo l’Islam fu o è stato responsabile della fioritura della cultura e della scienza? Seguendo la logica degli inventori del cosiddetto “periodo d’oro dell’Islam”  la religione politeista greca dovrebbe essere eletta come la religione più elevata in occidente dato che le opere greche più sorprendenti in filosofia e architettura sono state scritte sotto il dominio di Zeus.
A nessuno passa per la mente di associare il pensiero e le realizzazioni dei filosofi greci, come Socrate e Aristotele, a degli dèi come Zeus e Afrodite.
Perché l’Islam dovrebbe essere il responsabile dei risultati scientifici nei territori islamici? Come mai improvvisamente, ad un certo punto storico, l’islam ha perso la sua capacità di definire la ricerca e non ha più prodotto pubblicazioni sui paradigmi scientifici?
La risposta è semplice semplice: l’inizio del “periodo d’oro dell’Islam” cade esattamente nel periodo che per 400 anni pongono la persia sotto la crudele occupazione araba dei califfati degli Omayyadi e Abbasidi. Quello che alcuni definiscono come “oro” non è altro che il furto di ciò Persiani hanno eseguito e realizzato in millenni di storia e cultura.
In quel periodo gli arabi non sapeva nulla di arte, ne di architettura e tanto meno di matematica, astronomia e cronologia. I conquistatori arabi restarono addirittura sorpresi quando rubarono le loro prime monete, non sapevano a cosa servissero. Così, dopo quattro secoli di islamizzazione la luce della scienza e della conoscenza persiana si è affievolita e lentamente è svanita.

Influenza araba sulla nascita dell’Islam

Gli storici del mondo islamico hanno a lungo dibattuto sulla questione se le loro conquiste furono basate su motivi religiosi o dalla necessità di espansione economica. Oggi, eventi famosi e innegabili degli arabi e del loro impero islamico possono essere capiti dagli scritti del famoso storico arabo Ibn Khaldun. Il più importante storico del 20° secolo, Arnold J. Toynbee, ritiene Ibn Khaldun come il vero fondatore della filosofia della storia araba. lo Scienziato Dr. Shojaedin Shafa cita Ibn Khaldun e il suo libro Al Moqaddama:
“Il talento naturale degli arabi è il saccheggio e lo sfruttamento degli altri. I Beni degli altri sono ispirazione di furto e rapina. Si alimentano attraverso le loro lance e le spade, rubano e saccheggiano, sul loro cammino, senza limiti morali. Essi, durante le loro conquiste, occupano un Paese senza prestare attenzione al patrimonio culturale di quel popolo, pertanto le proprietà degli occupati sono tutte violate e derubate. Questo processo riduce  la prosperità di un popolo e la civiltà si estingue. Essi sono il motivo per cui viene danneggiata la prosperità di una società, perché ignorano gli artisti, gli artigiani e li disprezzano […] la ricchezza di una società sparisce con la distruzione di queste professioni. Gli arabi non si sono mai preoccupati di applicare le leggi o le norme contro il furto o l’aggressione nei confronti dei cittadini. L’unica cosa di cui si sono curati è stato quello di ottenere la proprietà di altre persone attraverso l’estorsione e il ricatto. Non c’è mai stata l’intenzione di migliorare una comunità, ma di trovare nuovi modi per soddisfare la propria avidità e aumentare la propria ricchezza. In definitiva, una nazione controllata dagli arabi vive nel caos e nell’anarchia, come se non esistesse nessun potere legale. Caos e distruzione sono le cause della corruzione e dell’estinzione della salute cittadina, della ricchezza e della civiltà. La nazione occupata è naturalmente da saccheggiare e distruggere, tutto quello che trovano lo prendono come bottino […] A causa della loro natura è difficile per gli arabi accettare l’autorità poiché, in base delle loro caratteristiche, la legge e le regole dovrebbero avere la loro stessa brutalità, l’avidità e la rivalità che essi impongono agli altri. Accade raramente che essi siano d’accordo su qualcosa. Gli arabi si uniscono e lavorano insieme solo per questioni religiose, conquiste o per la vittoria. E così, questi arabi, che sono fieri di mangiare scorpioni e zecche, si sono riuniti sotto la bandiera del Profeta e si sono impegnati in conquiste in direzione dell’impero persiano e quello Bizantino. Dopo aver distrutto quegli imperi, gli arabi hanno raccolto enormi ricchezze. Ogni conquista araba ha automaticamente comportato la distruzione della sfortunata civiltà che li ha incontrati e così molte città sono state abbandonate dai loro abitanti. Campi coltivati si trasformarono in un deserto. Lo Yemen, un paese con una storia che risale ad almeno 3000 anni fa è stato ridotto in rovina dopo la conquista islamica. La civiltà persiana in Iraq è stata completamente distrutta. Lo stesso scenario si è svolto in Siria. Le tribù dell’Arabia del sud, la Banu Hilal e la Banu Sulaym, che penetrarono in Marocco e Tunisia combatterono tra di loro per più di 350 anni per ottenere l’egemonia locale. Essi distrussero completamente la vita agricola di quei luoghi riducendoli in deserto. Le aree tra il Mediterraneo e il Sudan, che erano state precedentemente costruite ed abitate, sono ormai solo un deserto dove restano solo rovine, terreni piatti e qualche villaggio a ricordarci che una volta l’ esisteva una civiltà.” (Al-Moqaddama di Ibn Khaldun, capitoli 27, 28 e 21).

Questi passi tratti dal “Al-Moqaddama” sono alcune delle critiche di Ibn Khaldun agli arabi. Nel Corano, in cui è riportata la parola del Profeta, è scritto, sulla natura degli arabi: “Quando vedono un commercio o un divertimento, si precipitano e ti lasciano ritto. Di’: “Quel che è presso Allah, è migliore del divertimento e del commercio e Allah è il Migliore dei sostentatori”. [Il versetto si riferisce ad un episodio avvenuto nel corso di una preghiera congregazionale. Mentre l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) stava ancora predicando, i musulmani furono distratti da uno strepito proveniente dall’esterno (un matrimonio secondo alcuni, l’arrivo di una carovana secondo altri). Spinti dalla curiosità corsero quasi tutti fuori dalla moschea per vedere cosa stava accadendo; solo dodici credenti rimasero ad ascoltare l’Inviato di Allah.]”

Gli arabi hanno imposto la loro ideologia di guerra, stupri, deportazioni, riduzione in schiavitù e omicidio sugli altri ed erano così arretrati, ignoranti e pieni di odio contro i Persiani civilizzati che non sapendo cosa fare con gli antichi tesori persiani, distrussero tutto. Il famoso tappeto Baharstan sarebbe oggi una delle meraviglie del mondo antico se non fosse stato fatto a pezzi e diviso come bottino di guerra.
Quei barbari non avevano né la capacità né la cultura né altro per motivare la nascita di una cosiddetta “età dell’oro”.
Gli arabi perseguitarono gli scienziati e gli studiosi persiani e li costrinsero a tradurre i loro libri in arabo. Ma obbligarono i persiani a tradurre i loro libri perchè riconobbero il valore dei testi scientifici solo dopo più di 100 anni di occupazione e distruzione. Leggere quei testi, nativi in persiano e tradotti in arabo ha prodotto la credenza che essi facessero parte del patrimonio islamico e arabo.

… continua su : Appropriazione della cultura persiana

Buckingham Palace sarà una moschea

Manifestanti della "religione di pace"
Manifestanti della “religione di pace”

L’islamizzazione della Gran Bretagna avanza con velocità impressionante. Tutto grazie al politicamente corretto ma sopratutto alla sinistra.
Così come da noi, in Italia ed in altre nazioni è ormai chiaro che la sinistra è alleata degli islamici. Ma dovrebbe essere stato chiaro da sempre : Connessione cubana e terrorismo. Quale sia il vantaggio per la sinistra non è facile da capire, forse lo scopriremo tra decenni ma dal mio punto di vista è solo la soddisfazione della distruzione dell’occidente così come lo conosciamo.
Bisogna reagire e non permettere che i nostri valori, la nostra civiltà costruita con millenni di sacrifici dai nostri antenati vengano distrutti a causa dei biechi giochi politici della sinistra.
Ci hanno mortificato facendoci sentire causa di tutti i mali del mondo. E adesso ci vogliono annichilire cancellando la Storia e la Civiltà di Roma, il Cristianesimo, l’illuminismo, valori che hanno portato alla più alta dimostrazione di civiltà con la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
Dichiarazione che è erede della Dichiarazione d’Indipendenza statunitense (4 luglio 1776), ma soprattutto della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino stesa nel 1789 durante la Rivoluzione Francese, i cui elementi di fondo (i diritti civili e politici dell’individuo) sono confluiti in larga misura in questa carta.
Leggetevi tutte le dichiarazioni e meditatele, compresa quella tutta musulmana dei diritti dell’uomo governati dalla sharia, con la sua pena di morte, mutilazioni, pene corporali.

Volete voi tornare al medioevo cancellando con un sol colpo millenni di storia di civiltà e del del diritto e far parte di un califfato?

Anjem Choudary leader del partito islamico inglese
Anjem Choudary leader del partito islamico inglese

Prima di rispondere a voi stessi guardate qui :

Critica alla dottrina coranica islamica

Anni addietro, ho assistito ad alcuni dibattiti ecumenici ove esponenti del clero cattolico affermarono essere l’Islam la religione del Dio comune. Data la mia ignoranza in materia a quel tempo, ho creduto vera l’affer-mazione, vista l’autorevolezza dei proponenti. Tuttavia poiché non si è data alcuna dimostrazione, rimuginavo tra me, ipotesi giustificative: sarà forse per la similitudine tra le opere di Cristo e quelle di Maometto, per la sintonia tra ciò che dice il Vangelo e quanto sta scritto nel Corano. La pigrizia m’impediva di metter mano alla biografia di Maometto e al Corano, archetipi Islamici, per fare un confronto con il Cristo ed il Vangelo, modelli Cristiani, e verificare se esiste un’equivalenza tra il magistero dei due, tanto da poter supporre un’ispi-razione, un sentire, una fonte comune, da giustificare l’asserzione: Islam religione del Dio comune.

L’attacco compiuto dai terroristi islamici, agli Stati Uniti d’America, l’undici settembre duemilauno, gli avvenimenti correlati che lo precedettero e quelli che ne seguirono, mi portò ad informarmi sulla vita di Maometto e sul contenuto del Corano, archetipi islamici, per sottoporli a critica e capire il fenomeno Bin Laden e relativo terrorismo Islamico fondato sull’insegnamento Coranico-Maomettano. Premessa necessaria alla comprensione delle conclusioni che seguono sono i versetti campione estratti dal Corano, raggruppati per argomento, ove si manifesta la natura del pensiero e dell’azione politico-religiosa di Maometto e di chi a lui s’ispira, nei confronti degli infedeli, degli islamici e delle scritture bibliche.

Nel Corano, tra l’altro, sta scritto (versetto, commento):

A) Come maltrattare gli infedeli (i non islamici), ossia dell’intolleranza religiosa:

2/191: ammazzateli ovunque essi s’incontrino! Fateli uscire da dove essi vi hanno cacciato! La persecuzione è più forte della strage. Non combatteteli presso la moschea, a meno che essi ci diano battaglia in quei paraggi: ché se in verità vi attaccano, uccideteli! Questa è la fine degli infedeli.

L’incalzare dei termini violenti (ammazzateli, persecuzione, strage, uccideteli e la chiusura) è chiara espressione del disprezzo di Maometto per gli infedeli; il disprezzo è la base della sua dottrina.

2/193: combatteteli fino a che non vi sia più ribellione, e che la religione sia quella del Dio. …

L’obiettivo? Costruire l’Islam sulla rovina fisica degli infedeli, non sulla loro libera e volontaria adesione.

Nella disposizione c’è un sottofondo imperialistico.

4/89: vorrebbero far di voi degli infedeli, come loro, vorrebbero che voi vi abbassaste al loro livello. Fate attenzione a non crearvi tra loro degli amici, se prima non emigrano nel sentiero del Dio. Se si girano indietro, prendeteli, fateli morire ammazzati ovunque essi si trovino, e tra loro non cercate né amico né soccorritore.

L’islamico che cambia fede è avvertito: sarà ammazzato. La libertà è di scandalo nell’Islam.

4/91: … Se non si mantengono in neutralità nei vostri riguardi, né vi offrono la pace, né abbassano le armi, assaliteli, ammazzateli là dov’essi si trovano: su di loro vi concediamo pieni poteri.

La vita degli infedeli è messa a disposizione degli islamici. Gli islamici possono fare ciò che vogliono degli infedeli: ammazzarli può non essere sufficiente a soddisfarne l’alterigia.

5/33: quella sarà la ricompensa dovuta a coloro che fanno guerra al Dio e al suo profeta e che ce la mettono tutta per creare disordini sulla terra. Moriranno di morte violenta. Saranno crocefissi. Gli sarà tagliatala una mano, gli sarà amputata la gamba della parte opposta a quella della mano. Saranno cacciati dal loro territorio. Destino crudele! Vergogna qui in terra, castigo tremendo nell’aldilà.

Maometto confessa di praticare la tortura e lo scempio dei corpi degli infedeli mentre li ammazza e sollecita gli islamici a fare altrettanto. Immaginate la scena.

8/7: allorquando il Dio vi faceva promessa di concedervi una delle fazioni in arresa voi bramavate di impadronirvi di quella che era disarmata, mentre il Dio intendeva manifestare la verità per mezzo del suo verbo e sterminare gli infedeli fino all’ultimo.

Maometto tramite il suo dio sollecita lo sterminio degli infedeli. E’ una ripetizione rafforzativa. Immaginate lo sterminio.

8/12: … Ecco, sto per lanciare l’angoscia nel cuore degli infedeli. Picchiateli sul collo, picchiateli su tutte le giunture delle dita.

Maometto scende nel dettaglio sul tipo di violenza da infliggere agli infedeli: è molto preciso nei comandi.

8/17: non voi li avete trucidati, è il Dio che li ha uccisi. …

Maometto lascia l’omicidio a carico del suo dio, sollevando l’islamico dalla responsabilità dell’azione malvagia. Allah diventa così il Malvagio.

8/67: non compete ad un inviato catturare prigionieri fino a che non avrà debellato in terra tutti gli infedeli. …

Maometto si ripete: non lascia alcuno scampo agli infedeli, che vuole debellati. La ripetizione è una conferma e un rafforzamento della disposizione. L’ambizione imperialistica è manifesta.

8/71: … Su di loro vi ha concesso il Dio potere assoluto. …

Disposizione già espressa prima e qui ribadita inequivocabilmente: difficile essere più chiari di così. Il disprezzo islamico per gli infedeli si manifesta pienamente con tutte le sue tragiche conseguenze.

9/5: terminati che siano i mesi haram, ammazzate i fabbricatori di condivinità dovunque li troviate; catturate, assediate, fateli cadere nelle imboscate. Se si pentono, però, e se pregano, se fanno elemosina, lasciateli liberi di andare per la loro strada. …

Maometto lascia all’infedele due sole alternative: la conversione all’islam o la morte. Immaginate come si svolge l’azione.

9/14: combatteteli andiamo. Li castigherà il Dio per mezzo delle vostre mani, li riempirà di vergogna, vi renderà vittoriosi su di loro e guarirà i cuori dei credenti

Gli atti malvagi degli islamici verso gli infedeli sono il castigo di dio per gli infedeli. Gli islamici sono irresponsabili. Allah è il Malvagio.

9/111: ha acquistato il Dio le persone e i beni dei credenti per regalare loro in cambio il paradiso. Combattono nel sentiero del Dio, ammazzano e sono ammazzati. E’ promessa di verità …

E’ l’omicidio–suicidio del kamikaze islamico, qui sollecitato.

47/4: se incontrate gli infedeli colpiteli alla nuca fino a domarli, poi serrate bene i ceppi, in seguito delibererete se gli dovrete concedere la grazia o se dovrete esigere il riscatto, fino a che …

Maometto insegna il maltrattamento degli infedeli fin nei dettagli, e ottimizzare il bottino con il riscatto. Immaginate la scena.

51/10: muoiono ammazzati coloro che formulano vane ipotesi.

Per gli infedeli non c’è scampo. L’intolleranza religiosa è manifesta.

B) Come ottenere la cieca obbedienza degli islamici, cioè la loro schiavitù ideologica:

2/196: … E abbiate paura del Dio. E ricordate che il Dio ha la mano pesante nel perseguitare.

Attraverso il terrore e la paura si soggiogano gli islamici.

2/207: c’è un altro, fra gli uomini, che ha venduto l’anima sua per piacere al Dio. Il Dio è amorevole con gli schiavi suoi.

Non servi, che suppone una certa libertà, ma schiavi senza libertà alcuna devono essere gli islamici.

3/32: insisti, siate obbedienti al Dio, siate obbedienti al suo profeta, ché se vi allontanate da lui, il Dio non ama gli infedeli.

Sollecitazione dell’obbedienza: chi non obbedisce diventa infedele, con tutte le conseguenze del caso (A).

4/144: o voi, o voi che credete! non fatevi degli amici tra gli infedeli, ma scegliete i credenti. Volete proprio concedere al Dio prova evidente contro di voi?

E’ proibito un rapporto d’amicizia con gli infedeli. L’amicizia con un infedele è prova di colpevolezza.

5/55: padrone per voi non c’è se non il Dio e il profeta suo: …

Siamo alle solite: l’islamico non ha dignità alcuna, se non quella dello schiavo. La ripetizione ne rafforza l’importanza e n’è una conferma. Nell’Islam non c’è libertà.

7/204: quando è recitato il Corano, ascoltate e tacete. Forse vi sarà usata misericordia.

Si ascolta tacendo, quando si recita il Corano; ciò può non essere sufficiente per aver pietà dal dio: quel “forse vi sarà usata misericordia” è terribile e disumano.

8/1: ti faranno domande sulle prede conquistate in battaglia e tu risponderai: le prede al Dio appartengono e al profeta. Il Dio temete … Al Dio obbedite e al profeta: questo proverà se siete credenti.

Le prede appunto. La preda, come il bottino, è il frutto di furti, rapine, razzie, saccheggi, cui segue, frequentemente l’omicidio del depredato. Allah e Maometto sono predoni omicidi. E’ un’esplicita confessione della professione di Maometto e dei suoi seguaci: predoni omicidi.

8/41: sappiate dunque che d’ogni cosa catturata come preda di guerra, la quinta parte appartiene al Dio e al profeta, ai suoi parenti prossimi, agli orfani, ai poveri al figlio della strada. …

La guerra è finalizzata alla predazione, il loro mestiere, di cui il 20% va a Maometto.

33/36: quando il Dio ha deciso qualcosa e il suo profeta pure, non si addice al credente, maschio o femmina, di avere un parere personale. Chi non obbedisce …

Siamo alle solite: l’islamico non ha dignità personale: non può avere un parere personale; tacere ubbidire e via andare, come uno schiavo appunto. Non c’è libertà alcuna nell’islam. L’”e” congiuntivo che lega Maometto al suo dio e il ” pure”, fa di Maometto il superiore di Allah; fa capolino la megalomania psicopatica di Maometto.

33/57: chi addolora il Dio e il suo profeta, è maledetto dal Dio in questa vita; e nell’altra troverà un castigo ignominioso

Terrificare e spaventare per soggiogare gli islamici. Ripetizione rafforzativa.

59/6: ciò che Dio ha elargito come bottino al profeta (prelevato agli avversari) non è costato a voi, per arraffarlo, né prestazioni di cammelli né d’animali da soma. Il Dio concede il potere ai suoi profeti, sopra a chi vuole: il Dio è infatti onnipotente.

Il bottino, frutto di furti, rapine e omicidi, è il dono di Allah. Visti i precedenti, qui il potere è da intendersi in senso assoluto, perciò Maometto può disporre secondo il suo capriccio.

59/7: … Ciò che il profeta vi regala, prendetelo. Ciò che non vi regala, astenetevi dal toccarlo. E abbiate terrore del Dio, violento nel castigo.

Maometto si premura di salvare la sua parte del bottino, dalla mano lesta, che in un altro versetto vuole amputata, dei suoi seguaci.

72/23: … A coloro che disobbediscono al Dio e al profeta, è riservato in sorte il fuoco dell’inferno, dove resteranno a bruciare eternamente…

Siamo alle solite: terrificare i seguaci e spaventarli con minacce sospese a mezz’aria per rafforzare il terrore e tenere a bada gli schiavi riottosi e mansueti. La ripetizione è una conferma e un rafforzamento della disposizione.

C) Sul Cristo ed il cristianesimo, vale a dire dell’avversione al Cristianesimo:

4/116: non perdona il Dio il fatto che gli siano associate condivinità: …

Posizione fortemente polemica verso il Cristianesimo Trinitario da lui osteggiato.

4/157: e per aver ripetutamente asserito: abbiamo ammazzato il Messia profeta del Dio! Orbene: essi non lo hanno affatto ammazzato, non lo hanno crocefisso, ché fu apportato qualcuno che gli assomigliava come una goccia d’acqua. … In realtà non lo hanno affatto ucciso.

Questo versione, fantasiosa e senza una prova documentale, della passione e morte del Cristo, rappresenta la negazione del fondamento del credo cristiano; fa del Cristo e degli apostoli degli imbroglioni; e ci va di mezzo un povero cristo. Nessuna morte del Cristo e quindi nessuna resurrezione.

4/171: …Smettetela di dire tre. Smettetela! sarà meglio per voi. Il Dio è un Dio solo. Ché? si sarebbe fatto un figlio? …

Ripetizione che conferma l’astio di Maometto al Cristianesimo.

5/17: sono infedeli coloro che affermano con sicumera che il Dio è il Messia! …

I cristiani sono definiti infedeli: le conseguenze sono drammatiche se non tragiche visto i precedenti (A).

19/35: certo è cosa sconveniente al Dio fare un figlio, ma gloria gli sia resa. …

Qui l’onnipotenza di dio va in frantumi, ma serve a ribadire la viscerale avversione al Cristianesimo.

61/6: Gesù annunciò: o popolo d’Israele, in verità io sono un profeta del Dio. Sono venuto per confermare ciò che era stato rivelato prima di me nel Testamento Antico. Sono venuto per apportare il lieto annuncio di un profeta che giungerà dopo di me: il suo nome sarà Maometto. Purtroppo quando quello arrivò, portando prove evidentissime, si scandalizzarono: è stregoneria evidente.

Qui Maometto si serve del Cristo come profeta che annuncia la buona novella della venuta di Maometto, mentre poco sopra (4/157) sembra che il Cristo sia un imbroglione. La megalomania psicopatica di Maometto si manifesta nuovamente ed il pensiero va alle sue tragiche conseguenze.

D) Le azioni di Maometto, ossia della sua qualifica:

33/50: oh tu, inviato! Abbiamo reso lecite per te, proprio per te, le donne alle quali avevi pagato quanto era loro dovuto; le schiave che il Dio ti ha concesso come bottino di guerra ; le figlie di tuo zio e le figlie delle tue zie dal lato paterno, le figlie di tuo zio e le figlie delle tue zie dal lato materno, emigrate con te. In più, ti abbiamo reso lecita la donna credente che si sia dedicata completamente all’inviato, a condizione che l’inviato la voglia prendere in moglie. E’ un privilegio che accordiamo a te, ad esclusione degli altri credenti. …

Esegesi del versetto:

1) … Abbiamo reso lecite per te … le donne …, le schiave …, le figlie …, implica la lussuria;

2) … bottino di guerra .., implica razzie, saccheggi, rapine, omicidi;

3) … le schiave…, implica la pratica della schiavitù;

4) … Abbiamo reso lecite per te … le figlie di tuo zio e … delle tue zie …, implica l’incesto;

5) … Abbiamo reso lecite per te… E’ un privilegio che accordiamo a te ad esclusione degli altri credenti…, implica l’esercizio cosciente della menzogna supponendo sciocchi gli altri.

Maometto confessa che praticò abitudinariamente: la lussuria, l’incesto, la rapina, il saccheggio, l’omicidio, la schiavitù, la menzogna. Sono azioni che bocciano Maometto come profeta, e lo nominano predone omicida.

E) L’essenza del Corano, l’Islam in sintesi:

48/29: Maometto è il profeta del Dio. Coloro che sono dalla sua parte sono duri con gli infedeli, ma pieni di bontà e compassione tra loro. …

In codesto versetto è condensata tutta l’ideologia coranica, chiaramente di stampo mafioso: duri con gli altri, pieni di bontà e compassione tra noi. Allah è il mandante, Maometto il suo braccio destro, gli altri i mandatari in quanto ai ruoli; gli infedeli, i non islamici, sono da depredare e mazziare, come s’è visto sopra (A).

Fin qui il Corano; l’estratto è un campione minimo che vuole essere rappresentativo della dottrina coranica, anche se non esaurisce il testo a cui si rimanda.

Seguono: prima una critica laica, con una lettura della storia di Maometto e del Corano fuori dal mito islamico, poi una teologica nel contesto del mito, con un confronto Cristo-Maometto, sulla base d’alcuni canoni religiosi, indi la conclusione.

1) Critica secondo il pensiero laico.

La lettura e la meditazione del Corano, nonché della biografia di Maometto mi porta alle seguenti conclusioni:

1) L’insegnamento coranico si può riassumere così: voi islamici vogliatevi bene e comportatevi bene tra voi, ma disprezzate, maltrattate, perseguitate e uccidete gli infedeli (i non islamici), perché Allah disprezza gli infedeli e li vuole debellare dalla faccia della terra;

2) Il testo coranico, insegna la violenza e l’intolleranza verso gli infedeli, e fa degli islamici, seguaci acritici, senza libertà, pronti a compiere qualsiasi atto criminale nei confronti degli infedeli. Ciò che Maometto scrive nel Corano di fare agli infedeli, egli lo ha messo in pratica sui suoi contemporanei, rei di non pensarla come lui. Maometto nei suoi comandi è chiaro, esplicito, inequivocabile e inappellabile, come ogni tiranno; egli usa la malia di Allah, per soggiogare gli accoliti e fargli compiere qualsiasi atto malvagio verso gli infedeli, come atto dovuto al culto del loro dio: una divinità malefica;

3) La moderazione non ha spazio nel Corano: l’islamico moderato è visto come colui che sta dalla parte degli infedeli e va trattato come infedele. La libertà è di scandalo nell’Islam e va conculcata.

4) L’intolleranza religiosa coranica è espressa in modo chiaro, esplicito, ed è pericolosa per la comunità umana. Maometto, dividendo l’umanità in due categorie – fedeli ed infedeli – violentemente contrapposte, crea la premessa per un conflittualità permanente a volte latente altre manifesta. Maometto ha elaborato una dottrina che genera masse fanatiche: le masse islamiche armate, imbandierate, agitate e vocianti, triste spettacolo di fanatismo endemico già visto, ricordano quelle comuniste e naziste con il loro tragico epilogo. L’intolleranza religiosa islamica precede, nel tempo, l’intolleranza di classe comunista e quella razziale nazista. Islam, Comunismo e Nazismo sono nei loro fondamenti simili: li accomuna l’intolleranza e la violenza ideologica e pratica;

5) Dalla realtà storica e dal Corano, Maometto emerge come un predone omicida che realizzò oltre misura i progetti; le sue azioni sono descritte dai termini propri del predone: bottino, prede, schiavi, razzie, imboscate, ammazzate, ammazzati, uccisi, battaglie, guerre. Egli usa la religione come mezzo, strumento, per raggiungere il proprio obiettivo politico: sottomettere l’Arabia al suo potere. La religione, scopiazzata sostanzialmente dall’Ebraismo e marginalmente dal Cristianesimo e riadattata ai suoi fini, è il mezzo per fomentare i propri seguaci e ottenere cieca obbedienza. I personaggi biblici che Maometto nomina nel Corano, sono finalizzati al serrare i ranghi, ad ottenere obbedienza, ad usurpare un’ascendenza;

6) Maometto ha ammazzato con le sue mani alcune persone, e ne ha fatto ammazzare altre a migliaia dai suoi seguaci; ha incominciato a far guerre d’aggressione a quarant’anni, ed ha smesso perché lo ha colto la morte: egli è una figura pluri omicida, violenta;

7) Allah è un’invenzione di Maometto, un artificio a giustificazione dei suoi crimini e di quelli degli accoliti. Preso da megalomania psicopatica, Maometto proietta su Allah il suo pensiero criminogeno, per farlo poi ridiscendere sui seguaci come rivelazione. Nessuna rivelazione. Allah e Maometto sono la stessa persona: Allah rappresenta il pensiero divinizzato di Maometto; Maometto chi lo attua; entrambi si scambiano reciprocamente la loro essenza criminogena;

Il Corano non è un testo profetico, né sacro, né dettato da Dio. Il Corano è un testo criminogeno; è un codice pseudoreligioso per predoni, maldestramente accozzato, ripetitivo e farraginoso, a tratti orrendo e raccapricciante, scritto da Maometto per condurre e amalgamare bande di predoni. Le bande sono così diventate un esercito che Maometto ha usato come unica banda per rapinare e saccheggiare alla grande, in nome e per conto d’Allah, divinità dai tratti criminali, inventata da Maometto a sua immagine e somiglianza.

2) Critica Teologica: confronto Cristo-Maometto

Le tradizioni religiose più diffuse ammettono l’esistenza di Dio e di Satana, a cui sono associati all’uno il bene, all’altro il male. La relazione che lega i due Enti e le rispettive categorie è l’antitesi; essa sottolinea la loro inconciliabilità, o contrapposizione.

Il confronto tra le opere di Maometto e quelle del Cristo, quello tra il Corano ed il Vangelo, manifesta l’antitesi esistente tra le opere ed il magistero di Maometto e quelle del Cristo. I comportamenti di Maometto furono antitetici a quelli del Cristo;

ecco alcuni esempi:

1) Cristo ha ridato la vita ai morti, resuscitando alcune persone; Maometto ha dato la morte ai vivi: ha ammazzato con le sue mani alcune persone e ne ha fatte ammazzare altre a migliaia dai suoi seguaci;

2) Cristo ha raddrizzato gli storpi e ha dato la vista ai cechi; con le sue guerre Maometto ha storpiato i dritti e accecato i vedenti;

3) Cristo s’è circondato di poche persone disarmate e le ha incitate ad amare il prossimo come se stesse, anche i propri nemici; Maometto s’è circondato di bande d’armati, i beduini, spronandoli ad amarsi tra loro, e disprezzare gli infedeli;

4) Maometto ha iniziato a far guerre d’aggressione a quarant’anni e solo la morte lo ha fermato; Cristo ha rifiutato le sollecitazioni alla violenza;

5) Cristo predica l’amore universale tra gli uomini: ha amato tanto gli uomini fino a restituire ad alcuni di loro la vita; Maometto insegna l’intolleranza e la violenza verso gli infedeli: ha disprezzato tanto gli infedeli fino ad ammazzarne migliaia.

6) Cristo sollecita una libera adesione alla sua dottrina, senza coercizione; Maometto sollecita un’adesione da schiavo e forzata dalla violenza.

L’antitesi esistente, in modo evidente, tra l’opera del Cristo e quella di Maometto e tra la parola dell’uno e quella dell’altro, fa sì che l’insegnamento del Cristo non può discendere dallo stesso Ente che ha ispirato Maometto; Dio non può essere in antitesi con se stesso, Dio e Satana si. Chi ispirò Maometto? Non il Dio del Cristo. Il Dio comune presuppone un magistero comune, come tra i profeti della Bibbia, non magisteri antitetici, contrapposti, come quelli di Gesù e Maometto.

L’antitesi rivela l’inconciliabilità eterna ed irrisolvibile tra le due dottrine, la Cristiana e l’Islamica, finché saranno fondate l’una sul binomio Cristo-Vangelo e l’altra su Maometto-Corano; le implicazioni hanno conseguenze drammatiche se non tragiche, sotto l’aspetto pratico, per la dichiarata ostilità dell’insegnamento maomettano al Cristianesimo. Maometto, con i suoi comportamenti opposti a quelli del Cristo, si pone, di fatto, in antitesi al Cristo, assumendo le caratteristiche dell’anti Cristo.

3) Conclusione.

L’Islam, nei suoi fondamenti coranici, è una dottrina politica, pseudo religiosa, di stampo imperialistico e mafioso, basata sull’intolleranza religiosa, la violenza, la sopraffazione, l’acrisia e la menzogna. Come il comunismo ed il nazismo, l’Islam è una dottrina criminogena d’impronta malefica, nemica dell’Uomo del quale sollecita il maltrattamento e l’omicidio. Per chi crede nell’esistenza di Dio e di Satana si può dire che “l’Islam è una dottrina criminogena d’ispirazione satanica“.

Esortazione

E’ accertato che il Corano esprime una dottrina criminogena d’impronta malefica che imbarbarisce l’umanità; prima imbarbarisce gli islamici, poi gli altri che, per reazione, usano la forza per resistere alle loro pretese. La conoscenza della realtà storica e coranica, fuori dal mito, è un mezzo per spezzare l’omertà e l’incantesimo islamico che avvolge milioni di persone d’ogni estrazione: religiosa, politica e sociale.

E’ necessario distinguere il mito dalla realtà. Occorre netta e chiara, senza compromessi, la presa di distanza dalla dottrina islamica. Basta affermazioni fondate sulle nebbie del mito; mai più soggezioni di sorta verso l’Islam. Affermiamo con coraggio e determinazione la realtà: Islam dottrina criminogena d’impronta malefica. La prova è nelle parole e nelle azioni di Maometto, il predone omicida, fondatore dell’Islam. Dopo la lettura della Critica, se ne condivide le finalità ed i contenuti, la diffonda tra i suoi conoscenti; contribuirà a sgretolare il falso mito islamico ed allontanare le masse dalla criminogena dottrina coranica.

In fine chiedo scusa per l’invadenza e l’anonimato, che sarà tolto al verificarsi di circostanze appropriate. Gli islamici condannano a morte con facilità chi critica la loro dottrina, mostrandone gli aspetti negativi; essi ne confermano così, inconsciamente, la natura criminogena.

Questo per rispondere alla critica che l’università di al Azhar (link all’articolo) si è permessa di fare al cristianesimo. NO ISLAM !!!