Guerra o terrorismo?

E’ inutile che l’Occidente perseveri nel declamare di non avere nemici. Sono altri, ben identificati attori della scena internazionale che hanno eletto l’Occidente a loro nemico. E lo attaccano, mirando a sconfiggerlo e a dominarlo. Ma lo spettro dei benpensanti è vastissimo. Se ne contano le tipologie più varie. Quelli che sono codardi o credono di essere furbi, pensando comunque di cavarsela e di continuare a godersi la propria rendita, tanto altri prima o poi si faranno carico della situazione e la risolveranno. Magari pensano agli Stati Uniti, che hanno abituato male gli Europei, ma Obama esprime ora un’ America ben diversa dal passato.… Continua a leggere

Governo inglese avvisa clandestini: “Andate via, o vi arrestiamo”

Londra – Mentre il cane da riporto della Kyenge accorre in riva all’Africa per non perdere la ‘priorità acquisita’ nel recupero di merce umana, il governo del Regno Unito ha scatenato una campagna pubblicitaria anti-clandestini invitandoli ad “andare a casa o ad affrontare l’arresto”.Due camion, ciascuno con un enorme poster sono stati trainati in sei distretti di Londra per una settimana in un progetto pilota promosso dal Ministero dell’Interno, mentre manifesti, volantini e annunci sui giornali locali verranno pubblicati per un altro mese. L’iniziativa e’ stata criticata dal ministro Vince Cable, membro del partito centrista democratico liberale – una sorta di Fini inglese – partner nel governo di coalizione con i conservatori di centro-destra del primo ministro David Cameron.… Continua a leggere

Clandestinità è reato: lo dice anche la Cassazione

In una rara dimostrazione di sanità mentale,  la Cassazione ha di fatto confermato che la clandestinità è reato.Questo nonostante gli schiamazzi di Boldrini e Kashetu Kyenge (Cécile Kyenge) ministri di questa repubblica [1]. I giudici della Corte infatti, con la sentenza n. 24877/13, hanno confermato la pronuncia di secondo grado che ha inflitto la pena pecuniaria di 5000,00 euro a un extracomunitario che, in violazione dell’art. 10bis del D.Lgs. n. 286/1998, dimorò in territorio italiano senza essere provvisto di permesso di soggiorno. Contro la sentenza di condanna in appello, vi fu, incredibilmente, l’impugnazione del Procuratore Generale – ovvero chi dovrebbe rappresentare in un certo senso la pubblica accusa – il quale argomentò contro la sentenza d’appello, che, secondo lui, la norma contrastava con la nostra Costituzione e le norme europee. … Continua a leggere

ius sanguinis e ius soli

Mappa delle nazioni con lo Jus soli Per l’ordinamento italiano la cittadinanza è automatica solo per i figli di cittadini italiani. Gli immigrati possono richiedere la cittadinanza dopo dieci anni di residenza mentre i figli di immigrati nati in Italia possono richiederla al compimento del 18° anno d’età. L’imposizione dello ius soli ”tout court”, come vorrebbe l’inguaribile logorroico Napolitano sarebbe un unicum nell’ordinamento politico europeo. Almeno che non si voglia una pulizia etnica tranite l’immigrazione selvaggia.Ebbene sì, nessun paese europeo basa la cittadinanza esclusivamente sullo ius soli, tutti i paesi europei si basano sullo ius sanguinis mentre lo ius soli è tipico dei paesi americani.… Continua a leggere

Caso maro’: i tecnici che il governo tecnico non ha ascoltato

La disastrosa gestione della crisi con l’India per la vicenda che vede protagonisti i fucilieri Salvatore Girone e Massimiliano Latorre copre di ridicolo il governo tecnico italiano, in modo definitivo.I suoi esponenti, a cominciare dal premier e ministro degli Esteri Mario Monti e dal viceministro degli Esteri Staffan De Mistura, non hanno neppure commentato la conferma che i due militari verranno indagati dall’antiterrorismo indiano e verranno incriminati in base ad una legge che punisce il terrorismo e la pirateria marittima prevedendo anche la pena di morte.Illustri tecnici (veri, non improvvisati) hanno commentato negli ultimi giorni gli sviluppi recenti della crisi con l’India.… Continua a leggere

Crisi maro’: perche’ non poteva che andare cosi’

Che la vicenda dei due marò italiani trattenuti in India da ormai 14 mesi sia stata una pièce  senza copione, recitata da attori improvvisati ed improvvisatori e con una regia pari alla recitazione, è chiaro a tutti. Che sulla tragicomica accelerazione delle ultime settimane abbiano pesato calcoli pre-elettorali è molto probabile. Che il giornalismo investigativo domestico sia stato a lungo un po’ pigro, contribuendo almeno per omissione a coprire la non-gestione della crisi, è un peccato. Ma oggi, mentre l’infinita partita di un nuovo Governo e di un nuovo Presidente della Repubblica ha di nuovo allontanato Salvatore Girone e Massimiliano La Torre dalle prime pagine, è più che mai necessario analizzare il sistema che ha reso possibile che un fatto circoscritto si trasformasse in una crisi diplomatica, di immagine e di sistema senza precedenti.… Continua a leggere