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Kyenge : genitore 1 e 2?

fra“Ma quale genitore 1 e genitore 2!
Non c’è altra definizione: è diabolico. Qualcosa di pervertito. La cancellazione dell’identità di genere nella genitorialità è una follia, ministro Kyenge”.
Così lo psichiatra e psicoterapeuta, criminologo e docente di psichiatria forense Alessandro Meluzzi al quotidiano online IntelligoNews.
“Negando la presenza del maschile e del femminile nel nome di una specie di delirio paranoico mascherato da politicamente corretto, si nega la realtà della realtà. Anche negando Dio, non cambia nulla.
In termini darwiniani: se la natura ha creato la meiosi, cioè la diversità tra maschile e femminile, avrà la sue ragioni.
Questo appiattimento e abbrutimento nel nome dell’uguaglianza ha qualcosa di pervertito che può portare danni irreparabili per la specie umana.

IN FAMIGLIA SECONDO LA DOTTRINA KYENGE:

Genitore n. 1, il Genitore n. 2 ha detto che Fratello n. 1 sta studiando la legge sull’omofobia, perchè quella sul femminicidio la conosce già grazie alla spiegazione di sorella n. 4, che – fidanzata con un operatore ecologico – ha scoperto che anche ai non vedenti piace copulare con generi femminili diversamente bianche.
Inoltre sai che quel rusticamente inclinato del parente n. 1, involontariamente provvisto di tempo libero, ha delle preferenze farmacologiche?
Oltreché diversamente attraente è davvero differentemente intelligente. Povera la parente n. 2, tecnica domestica.

TRADUZIONE:

Mamma, sai che Papà ha detto che Piero sta studiando una legge sui froci, perchè quella sui criminali la conosce già grazie a Tina che  fidanzata con uno spazzino ha scoperto che anche ai ciechi piace scopare le donne di colore. Inoltre, quel buzzurro dello zio, disoccupato, si fa le pere? Oltreché brutto è davvero stupido. Povera zia casalinga.

Se la sinistra continuerà a governare, della cultura Italiana non rimarrà nulla

 

Il codardo consenso

Ferrucci
Ferrucci

E’ brutto non riuscire a pensarsi in un paese perche’ lo si disprezza.
Non se, in servizio militare, si e’ giurato di difenderlo, e magari ci si credeva pure.
Non se hai avuto qualche speranza che potesse resistere come posto libero.
Non se credevi che ci fosse qualcuno disposto a battersi, a non farsi calpestare, ad ODIARE il piede straniero che calpesta il suolo italiano.
Hanno piazzato un “greco” a dirigere la Grecia e un “Italiano” a dirigere l’ Italia, e nessuno si chiede nulla.
Ma come , non c’era il Regime, con Berlusconi?
Non volevate la democrazia?
Non avete applaudito le rivoluzioni arabe perche’ il popolo riprendeva il potere e l’iniziativa?
Aha. E adesso, non avete ne’ potere ne’ iniziativa.
Dicevate di aver a cuore la Costituzione.
Fantastico: vi trovate con un governo che e’ li’ per le stesse ragioni per il quale nacque il governo di Salo’: qualcuni ha deciso cosi’.
Complimenti. Monti non e’ mai stato eletto. Non poteva essere neppure nominato.
Cosi’ lo si e’ fatto senatore a vita per aggirare l’ostacolo. Nel pieno spirito della costituzione, che raccomanda di portare al potere persone mai elette per garantire la democrazia, vero?
Ma voi avete la bocca piena della costituzione e la nominate senza averla mai letta.

No, non siete stupidi. E non siete neanche ignoranti. Non vi illudete che io caschi in questa manfrina autoassolutoria.

Siete solo CODARDI

Il motivo per il quale applaudite Monti e’ che sembra il vincitore e che e’ piu’ facile applaudirlo che andargli contro. Il motivo per cui applaudite gli stranieri che stanno per spolpare il paese e’ che e’ piu’ facile applaudirli che andargli contro.
Lo so gia’, cosa direte. Sento cosa dite. Vi state gia’ preparando a dire “ma come potevamo immaginare?”. Beh, potevate. Anzi, non serviva immaginare, avete gia’ i fatti di fronte a voi.
Guardatelo, il vostro Monti.
Neanche due ore dopo alla sua nomina sa gia’ che cosa fare. Vi parla delle misure necessarie, vi dice che sara’ un cammino lungo e che c’e’ molto lavoro, che lui sa gia’.
In pratica, ha gia’ un programma politico.
Aha. Secondo voi, Monti gira con un programma politico in tasca? Cosi’, perche’ gli aiuta l’erezione?  O se l’e’ scritto in due ore?
No, perche’ non e’ che qualsiasi burocrate europeo si occupi di economia nel tempo libero scrive programmi politici. Perche’ se Monti faceva un altro lavoro, del resto, non puo’ essere altro che un programma scritto nel tempo libero.
Oh, certo, le cose da fare sono evidenti.
Cosi’ evidenti che dopo tre anni, il PD ancora non sa bene di avere un programma, non sa se averlo, e ne sta ancora discutendo.
Monti, invece, ha un progrmma politico ed economico nel taschino, scritto nel tempo libero, e siete tutti sicuri che salvera’ il paese.
Ammesso che sia possibile scrivere un programma politico nel tempo libero, si intende.

Perche’ bisognerebbe sapere chi saranno i ministri

Certo si possono immaginare, ma come cavolo fai a sapere se Amato sarebbe disponibile? Ne hai parlato con lui? Aha? E quindi a Bruzelles la gente se ne va in giro parlando di come farebbe un governo italiano, di quale programma e di quali provvedimenti?
Immaginate la scena: “ehi Giuliano, ti va di fare il ministro degli esteri, invece di cazzeggiare li’ in Deutsche Bank?”
E amato: uhm… “per quando?
Beh, si comincia tra due giorni“.
… Almeno la cartolina del precetto militare ti dava una settimana, per presentarti.
No, non prendiamoci in giro.
QUALCUNO ha scritto un programma politico ed economico per Monti.
QUALCUNO ha consultato le parti per sapere se fossero disponibili o meno.
QUALCUNO ha disegnato un possibile governo italiano.
QUALCUNO ha preso accordi coi possibili ministri.
E no, non si fa in due ore o in due giorni.
Questa merda era EVIDENTEMENTE pronta da mesi. Era pianificata. Nessuno puo’ dire che non sapeva e non capiva: voi sapete, voi capite, ma preferite sembrare stupidi ed ignoranti per NASCONDERE LA VOSTRA CODARDIA.
Perche’ sapere vi rende responsabili. Capire vi rende responsabili di quel che avete fatto e di quel che NON avete fatto.

SIETE I RESPONSABILI ED I COLPEVOLI DI AVER
ACCETTATO ED APPLAUDITO UN GOVERNO FANTOCCIO

Molti di voi dicono “si, ma tanto dura solo 18 mesi”. Oh, si, poveri fessi. Uno dei problemi che i padroni avevano con Berlusconi era che poteva finanziarsi il partito da solo.
Voi , invece … i vostri partiti hanno bisogno di soldi stranieri per vivere.
DC e PCI vivevano di fondi americani e sovietici. Poi il flusso si e’ interrotto. Al posto degli americani per la destra e’ arrivato il portafogli di Berlusconi.
Al posto dei russi, invece, chi e’ arrivato? Ve lo siete mai chiesti?
Alle prossime elezioni potrete solo scegliere tra Herr Zentrum, Herr Linke ed Herr Rechts. Tutti finanziati, indovinate da chi? Avrete un solo programma unificato, il programma della potenza dominante europea.
Siete dei repubblichini che non hanno nemmeno il coraggio di indossare una divisa.
Almeno, i vostri predecessori l’avevano e ne erano orgogliosi.
Molti di voi si illudono che “ah, ma loro vengono qui per rimettere a posto le cose, e’ loro interesse che tutto torni a posto e vada bene”. Aha. Siete come alberi durante un’incendio: vedono arrivare i pompieri e dicono “ecco, loro spegneranno l’incendio”. Invece lo scopo dei pompieri non e’ di spegnerlo, ma di fermarlo. E sapete come lo fanno? TAGLIANDO ALBERI.
Monti non e’ qui per salvare il paese.
Del destino dell’italia se ne fotte, lui come la Merkel.
Maramaldo uccide Ferrucci
Maramaldo uccide Ferrucci

Tanto, nessuno dei due ha bisogno dei vostri voti.

Oh, certo, sputando soldi, o meglio facendoveli sputare, riusciranno a fare buyback del debito in mano alle banche tedesche e francesi. Dopodiche’, se anche si fallisce, cavoli vostri: gli italiani rimarranno gli unici a possedere debito italiano. A quel punto, l’interesse di Francia e Germania e’ fatto.
Dicono che vogliono abolire costosi privilegi. Ma cosa faranno di quei soldi non ve lo dicono. Semplicemente, faranno buyback del debito italiano. Ecco cosa faranno.
Ma quei privilegi, vedete, sono quelli che voi chiamate “diritti” quando sono vostri e “privilegi” quando li ha un altro. E appena ai negozianti toccheranno “i privilegi” , li vedrete in piazza a difendere “i diritti”. Oh, che tolgano pure le licenze, e lo vediamo come stanno bene le coop.
Elogiate Monti perche’ ha stoppato le pratiche monopoliste di Microsoft. Aha. Che strano: quando un industriale in italia viene fermato dal governo si chiama burocrazia, si chiama impossibile lavorare in Italia. Siete dalla parte di un tizio che ha impedito ad una azienda di vendere un prodotto e di espandere il suo mercato. Ma siete CERTI che non succedera’ alla VOSTRA azienda?.
Tutti credete che vengano qui a sistemare le cose. Sapete perche’? Perche’ non sono LE VOSTRE cose.
Se domani nella vostra azienda arrivasse un tizio, il vostro concorrente tedesco, a dire “ehi, la mia azienda va meglio della tua. Se mi lasci gestire la TUA azienda, la migliorero’ un sacco e tu avrai una nuova azienda migliore. GRATIS!” . Voi ci credereste?
No, perche’ sapete che NESSUNO da’ niente per niente. Invece siete disposti a credere che i tedeschi siano qui a trasformare l’ Italia in una nazione che funziona come la Germania, IN MODO DA AVERE IL PIU’ TERRIBILE CONCORRENTE DELLA STORIA MODERNA. Certo, certo, come no. “perche’ gli conviene, no?”. Oh, certo. Come no, gli conviene che le aziende italiane possano fare piu’ concorrenza a quelle tedesche, certo. Certo, certo. Serve un colosseo usato?
Monti e’ qui semplicemente per impedire che il vostro disastro danneggi gli altri paesi europei. Non deve risolvere i vostri problemi, deve impedire che siano di danno ai nuovi padroni. Per fare questo occorre che l’economia italiana diventi “mostly harmless”, cioe’ innocua, irrilevante, limitata ai propri confini.
Non serve a nessuno , in Europa, un’italia migliore , piu’ forte o piu’ competitiva: sono i nostri concorrenti, ricordate? Serve solo un’italia che se ne stia per i fatti propri e che non faccia cose che possano danneggiare altri. Monti e’ qui per iniziare un lento distacco, per guidare l’uscita.
comunisti italiani morti nel gulag sovietici
comunisti italiani morti nel gulag sovietici
Perche’ la cosa non mi fa felice? Non mi fa felice perche’ vedo che l’italia e’ un paese bamboccione, un paese che ha ancora bisogno di vivere con qualche mamma straniera , dopo 150 anni.
Ha ancora cittadini servi e codardi pronti ad applaudire un governo fantoccio, il primo di una lunga serie.
Potrei consolarmi pensando che era un governo fantoccio quello prima di Khomeini. Pensando che era un governo fantoccio quello prima di Castro, ovvero pensando che i governi fantocci lasciano sempre la strada ad un governo rivoluzionario.
Spero sia cosi’.

Ma non vedo in Italia questo orgoglio, del resto anche Khomeini torno’ esule dalla Francia, per fare la rivoluzione.

Ma mi chiedo cosa dovrebbe fare, il nuovo Khomeini, tornato in Italia alla caduta del governo fantoccio. Khomeini in Iran divise gli avversari e compagni di rivoluzione, e poi li spezzo’ uno ad uno. E fece uccidere moltissimi oppositori mandandoli a morire in guerra.
Beh, se lo fara’ anche l’ italiano che verra’ dopo questi governi fantocci, ricordate che non potrete dire “ma non non sapevamo” o “ma noi non potevamo capire”.
No, potete capire sino da oggi, e potete sapere sino da oggi, e il fatto che tanti come me lo stiano scrivendo sui loro blog sara’ la prova che vi inchioda: si puo’ SAPERE, si puo’ CAPIRE, OGGI.

E quindi, chi vi ammazzera’ come traditori e collaborazionisti non vorra’ sentire scuse.

Ecco, questo post serve a questo: togliervi di bocca la scusa dei codardi italiani, quel “io non potevo sapere”, quel “io non potevo capire”. Potevate. Posso io, e quindi potete voi.
E quando sarete giustamente accusati di tradimento, perseguitati ed ammazzati, non avrete scuse. E forse sentirete un tizio, che applaude da lontano. Saro’ io.
Rigrazio Uriel per questo strepitoso pezzo 😀
PS : studiate la storia asini! E se volete guardare in faccia la realtà fatevi un giro nel Castello

Razzismo e Xenofobia

Riporto un articolo dal quotidiano Il Foglio. In questo articolo si parla dei due grandi eroi dell’Europa.

Ayaan Hirsi Ali e Theo Van Gogh. Ne parleremo moltissimo.
Vorrei anche che leggiate questo articolo perché si accenna a Wilders. Wilders da cinque anni è un recluso. La sua morte, il suo assassinio è chiesto in ogni moschea di Olanda, senza nessuna eccezione. Wilders ha le stesse idee di Ayaan Hirsi Ali, hanno lavorato insieme. Sono insieme stati condannati a morte da una fatwa. Sono stati insieme nominati sullo scritto dell’assassino di Theo Van Gogh. Il partito di Wilders è arrivato secondo alle elezioni ed è per questo che qualcuno scrive: un partito nazista è arrivato secondo alle elezioni in Olanda. Wilders è l’autore del film Fitna, che potete trovare su internet.

Queste sono parole di Wilders

Ma allora perché rischiare tanto, non ha paura di morire?
«Certo – ci dice Wilders – che ho paura di morire. Non sono un eroe. Sono soltanto un uomo che ama il proprio Paese, il quale sta perdendo la sua identità. Per fortuna – aggiunge il leader del Pvv – ho l’appoggio di molti elettori. Purtroppo non quello del mio governo. Anche Ayaan Hirsi Ali ha dovuto lasciare l’Olanda dopo il film Submission e poi il nostro governo se ne è lavato le mani. Oggi è costretta a vivere negli Stati Uniti, senza scorta, perché in Olanda non vogliono più proteggerla. Eravamo tutti e due nella lista nera trovata dopo la morte del regista di Submission, Theo van Gogh, assassinato per strada ad Amsterdam il 2 novembre 2004, come un bestia da macello. Da quel momento è cominciato l’inferno anche per me. Sono stato costretto a nascondermi, a trascorrere con mia moglie mesi e mesi in una cella di pochi metri quadrati, da dove non potevamo uscire, ricevere telefonate, visite. E tutto questo soltanto per aver detto che l’Olanda si stava islamizzando».

Sì, ma lei ha anche affermato che il Corano è un libro nazista.
«Infatti vivo ancora sotto scorta. Ma non rinnego le mie idee. Io ce l’ho solo con gli estremisti islamici, non con i musulmani in generale. Questo deve essere ben chiaro. Il film si chiama “Fitna” perché intendo dire che chi semina il male è un assassino, un criminale. Ho pensato quindi di usare questa parola come uno specchio. E indica altrettanto bene che cosa è l’islam: un altro pericolo per la democrazia dopo il nazismo e il comunismo. Non dirò mai chi mi ha aiutato a realizzarlo, perché non voglio che queste persone rischino la vita. Io sono il solo responsabile. Pertanto solo io me ne assumo la responsabilità. Non per niente il mio partito si chiama il Partito della libertà, un valore per cui vale la pena di lottare».

Vi sembrano parole di un nazista? Esiste qualcuno talmente idiota, talmente immondamente in mala malafede da osare dire che in queste parole c’è del nazismo? Certamente sì: tutti i mass media politicamente corretti. Una volta fatta l’affermazione “Chi odia l’islam è un nazista” Wilder diventa automaticamente nazista e quando vince le elezioni ci si può stracciare le vesti. Aita, aita accorruomo, il nazismo ritorna. Come potete distrarvi a parlare male dell’islam, quando il nazismo è presente e odia l’islam? Persino l’uomo politico olandese Pim Fortuyn, socialista e omosessuale, ma anti islamico era stato accusato di essere nazista: è morto ammazzato anche lui per mano di un no global vegetariano sconvolto dalla sua cattiveria contro l’islam.

Nazismo vuol dire :

  • amore per Adolf Hither.
  • fede nelle teorie espresse nel Main Kanft, che non si scrive così ma Maurizio poi corregge. (infatti si scrive Mein Kampf)
  • odio per gli ebrei.
  • forte statalismo.
  • uso di alcuni simboli come la svastica.

Il vizietto della sinistra nazionale e internazionale di accusare di nazismo tutti quelli che le sono antipatici cerchiamo di perderlo, per favore. Wilders odia Hitler e ama gli ebrei al punto tale che è terrorizzato dalle minacce di olocausto nucleare iraniane.

Dove è il nazismo? Nel fatto che la sinistra filoislamica ha fatto l’equazione : Chi teme l’immigrazione è nazista.

Non si tratta di immigrazione, signori, piantatela di dire idiozie. C’è in atto un’invasione coloniale che ha lo scopo di stravolgere le culture europee e asservirle. Nell’immigrazione gli immigrati si integrano con la cultura ospitante, non ne stravolgono le leggi. Nessuno è contrario agli immigrati Filippini o Peruviani o Sikh o Induisti, persone che emigrano con il desiderio di integrarsi, anche se, certamente, desiderano salvaguardare le proprie tradizioni ed amarle. Nessuno si spaventa quando si apre un tempio buddista o induista. Piantatela di fingere di non capire.

Qualcuno è preoccupato che il partito di Wilders sia secondo in Olanda? Io ne sono estasiata. Non vi commuove che questo disgraziato, che è un recluso da cinque anni, abbia vinto le elezioni? Wilder è vittima del nazismo più assoluto, quello islamico. L’islam è nazismo. Ufficialmente.

Chi lo combatte viene condannato a morte dall’islam e condannato all’ostracismo dagli utili idioti che aspirano a diventarne servi. Persino alla staffetta partigiana Oriana Fallaci è stato dato della fascista e per di più da gente del tipo di Fo Dario, che al fascismo aveva aderito con tutta la forza della sua minuscola anima.

Wilders un nazista? Giudicate voi. Qui ci sono le sue parole. Qui è descritta la sua vita. Chi sono i nazisti? Ayaan Hirsi Ali è dalla parte di Wilders. Razzista e nazista anche lei? Lei no perché è somala e quindi lei che l’Islam è violenza e sopraffazione e sottometterà l’Europa se nessuno lo ferma, lei lo può dire. Chi non è di origine islamica non lo può dire perché, per essere vero è vero, ma se lo dice un non islamico pare brutto e fa razzista.

Quindi l’islam è intoccabile. Se un islamico lo attacca è automaticamente condannato a morte per apostasia. un occidentale è condannato a morte per islamofobia e mentre vive sotto scorta è attaccato come un mostro dai bravi intellettuali politicamente corretti.

L’Islam è nazismo. Il nazismo ha due anime, tedesca e islamica. ( Hitler 22 11 1941) Il Mein Kampf è il libro occidentale più venduto nell’Islam, insieme ai protocolli dei Savi di Sion. E chi lo combatte è antinazista.

Ecco l’articolo su Theo Van Gogh.

Amsterdam. Linnaeusstraat si trova in un quartiere popolato in maggioranza da musulmani. E’ qui che Mohammed Bouyeri tese un’imboscata a Theo van Gogh il 2 novembre del 2004. Il regista si fermò a un attraversamento pedonale della pista ciclabile. L’islamista gli sparò un colpo con una pistola di fabbricazione croata. Theo cadde dalla bicicletta, riuscì a sollevarsi e a trascinarsi dall’altra parte della strada. Bouyeri lo seguì fino al cestino delle immondizie a cui Van Gogh si era aggrappato, esplose altri due colpi, davanti al caffè “L’Olandese”, mentre la vittima lo implorava di non farlo. Estrasse un coltello per decapitarlo, prima di appuntargli una lettera al petto con una lama più piccola, simile a un machete ricurvo. La lettera conteneva minacce di morte contro Geert Wilders e la parlamentare di origine somala Ayaan Hirsi Ali. Addosso all’assassino fu trovata anche una poesia: “Agli ipocriti dico: se non volete morire, tenete chiusa la bocca”. Sulla Linnaeusstraat oggi nulla ricorda la macellazione rituale del regista. Non esiste un Ground Zero olandese. E’ un’assenza che si avverte molto in un paese che monumentalizza tutto ed è ossessionato dal passato. … Ogni anniversario dell’assassinio di Theo passa invece inosservato, senza cordoglio né retorica nazionale condivisa. Sulla pista ciclabile color rosso in Linnaeusstraat ci sono due piccole incisioni, gente del posto ci dice che sono i segni lasciati da due proiettili. E’ più facile che qualcuno vada a portare fiori sulla Pythagorasstraat, davanti all’ultima di una serie di villette di mattoni rossi tutte uguali, dove abitava Van Gogh. Il giorno della sua morte le bandiere rimasero a mezz’asta, un onore che per legge deve essere tributato solo alla regina. “Se avessero fatto di Theo un simbolo della libertà, i multiculturalisti avrebbero dovuto ammettere che aveva ragione”, racconta al Foglio Theodor Holman passeggiando per la Damrak, la squallida arteria di Amsterdam da cui partono i battelli turistici e dove si concentra gran parte della teppa giovanile. Holman è un cinquantenne grassoccio dall’aspetto spavaldo e trasandato, era il migliore amico del regista, nonché il suo storico sceneggiatore e l’editorialista del principale quotidiano di Amsterdam, Het Parool. “Se avessero fatto di Theo un simbolo, avrebbero dovuto cambiare politica, ma loro non vogliono cambiare. Theo non potrà diventare un eroe”. Con Holman andiamo negli studi della Column di Giys de Vestelaken, un fumatore incallito sulla cinquantina che guida auto d’epoca. Giys creò la Column dieci anni fa assieme a Van Gogh. E’ lui ad aver prodotto “Submission”, la pellicola sulla sottomissione della donna nell’islam che costò la vita a Theo. …Non lontano dagli studi di Theo van Gogh, una splendida mattina di sole di un anno fa sei ufficiali di polizia entravano in un piccolo appartamento. Erano lì per un vignettista con un crudo senso dell’umorismo, il preferito da Van Gogh. “Non mi sarei mai aspettato l’Inquisizione spagnola”, dice l’uomo che si firma Gregorius Nekschot e che tutela ossessivamente il proprio anonimato a causa delle minacce. Il 13 maggio 2008 il vignettista trascorse la notte in cella, mentre la polizia spulciava nel suo computer, accusandolo di violazione di un articolo della Costituzione olandese che proibisce la discriminazione. “La Danimarca protegge i vignettisti, noi li arrestiamo”, denuncia Geert Wilders, uno dei favoriti per le elezioni europee del prossimo 4 giugno con il suo “Partito per la libertà”. Il sito internet di Gregorius Nekschot, che in olandese significa “giustiziato alla nuca”, è preso ogni giorno d’assalto e le sue opere, spesso di pessimo gusto, sono esposte al Parlamento dell’Aia dove un politico liberale ha allestito uno “spazio dedicato alla libertà di pensiero”. Nekschot, che disegna per il settimanale HP/De Tijd, ha detto che l’arresto ricorda “i metodi dei fascisti e dei comunisti”. La sua vignetta più celebre ritrae la scritta “Islamsterdam” e un imam con un coltello fra i denti. Il caso Nekschot dimostra che l’Olanda è nel caos più totale di fronte alla campagna intimidatoria dichiarata contro giornalisti, studiosi, vignettisti, scrittori e cabarettisti in seguito all’assassinio del regista. Lo avevano promesso: “Questa da ora in poi sarà la tassa che dovrà pagare chiunque offenderà Allah”. Un anno fa alla pittrice olandese Ellen Vroegh sono stati ritirati i dipinti dalla galleria comunale di Huizen, perché “offensivi dell’islam”. Nei suoi quadri non c’erano imam con bombe in testa, ma donne nude. Quanto basta per far scattare la censura preventiva. Lo scettro di Van Gogh è oggi nelle mani del suo amico, Hans Teeuwen. Ma anche lui, guarda caso, ha scelto di non esibirsi più in Olanda per paura di fare la stessa fine di Theo. “E’ ancora difficile per me capire ciò che è successo”, spiega Nekschot al Foglio nella prima intervista a un quotidiano italiano. “Dopo un anno, c’è ancora un’inchiesta preliminare, sono vittima di un cinico gioco politico. Il ministro della Giustizia in Parlamento ha detto che, prima del mio arresto, c’erano stati sette incontri sul vignettista Nekshot. Il mio arresto è una specie di scambio: il governo dimostra di combattere i terroristi e arresta i vignettisti per placare i musulmani. In altre parole, ci sono importanti politici in Olanda disposti a sacrificare i nostri diritti costituzionali, come la libertà di parola, per mantenere la ‘pace’. La situazione oggi è molto pericolosa per accademici, scrittori, giornalisti, vignettisti. Una volta che mercanteggi la tua libertà di parola, sei finito”. Cosa sta diventando l’Olanda? “Il regno dell’autocensura”, dice il vignettista. Una settimana prima del nostro arrivo, l’apostata musulmano Mark Gabriel, docente di islamistica riparato negli Stati Uniti dopo anni di insegnamento all’università egiziana al Azhar, su sollecitazione del servizio segreto olandese ha dovuto abbandonare in fretta l’aeroporto di Amsterdam per il timore di attentati. La nostra inchiesta sull’Olanda multiculturale si chiude ad Amsterdam, Islamsterdam, la città dove tutto ha avuto inizio, sulle tracce di Theo van Gogh. Il grande rimosso. L’olandese dagli occhi azzurri, il bastian contrario e forsennato radicale, il columnist che non conosceva diplomazia, l’agitatore grassissimo che beveva molto e fumava Gauloises senza filtro. Con la sua gola squarciata e la lettera di invocazione ad Allah infilzata nel petto, Van Gogh avrebbe dovuto diventare un monito contro l’odio e l’intolleranza nella capitale mondiale della libertà. Ma ha ragione Daniel Schwammenthal quando sul Wall Street Journal scrive che “ogni senso dell’urgenza che gli olandesi possono aver provato dopo l’uccisione di Van Gogh è andato definitivamente perduto”.
Quando venne ucciso anche un timoroso speaker del Parlamento, Josiah van Arisen, disse: “Il jihad è arrivato in Olanda”. Nella folla riunita a piazza Dam c’era anche l’allora consigliere municipale Ahmed Aboutaleb, oggi sindaco di Rotterdam dove la sharia è stata portata persino nei teatri comunali. Migliaia di olandesi alzarono cartelli con scritto: “No alla sottomissione al fontamentalismo” e “Lunga vita all’Olanda e al mondo libero”. Fu a casa di Theodor Holman che Van Gogh conobbe Ayaan Hirsi Ali, con la quale avrebbe lavorato a “Submission”, girato proprio negli studi della “Column”. “La morte di Theo è stata la fine della libertà di parola in Olanda”, ci dice Holman. “Le nostre strade erano così tolleranti fino ad allora e a un tratto ti accorgi che non puoi dire quello che vuoi. Da allora non è più possibile dire quello che vogliamo. Theo era un columnist molto duro e i politici hanno detto che era per la sua durezza che è stato ucciso. Dopo la sua morte tutti hanno pianto, ma cinque anni dopo si sente dire che Van Gogh era un provocatore e un pessimo regista. Gli intellettuali olandesi soffrono della sindrome di Stoccolma”. “Quasi che avesse chiesto di morire”, interviene il produttore Gys de Westelaken. “E lo stesso vale per Pim Fortuyn, si ripete che era gay, che aveva due cani etc… come se la sua eccentricità giustificasse la morte”. “In aula Bouyeri ha invece detto di aver ucciso Theo per motivi religiosi e non perché fosse un cattivo ragazzo”, dice Holman. “Fino ad allora ero stato molto orgoglioso della storia del mio paese, ci troviamo a cinquanta metri dalla casa di Spinoza, non lontano c’è quella di Cartesio. E’ in corso una guerra in città, la gente non ne può più di tutto ciò che sentono sui musulmani. Questo divide la città, la politica, il paese, il giornalismo. Molti scrittori e intellettuali oggi sono ancora politicamente corretti perché questo conviene alla loro carriera.
Cinque anni dopo la morte di Theo la situazione è peggiorata e diventa sempre più oscura. Oggi c’è tanta paura, autocensura, continuano a dire ‘let’s debate’, dibattiamo, ho partecipato a una ventina di dibattiti dopo l’uccisione di Theo e non vedo soluzione.
La correttezza politica sta crescendo, la gente è confusa, chi era di sinistra sinistra oggi è di destra. Io che sono di sinistra l’ultima volta ho votato i liberali di Hirsi Ali”.
Chi era Theo? “Era prima di tutto uno scrittore, un regista, un columnist, giocava con le cose, era sempre tagliante, in un certo senso era un clown, diceva ‘chi vuole uccidere il pazzo del villaggio?’. Bouyeri ha scelto Theo per due motivi. Per ciò che aveva scritto nel libro ‘Allah knows better’, Bouyeri doveva ucciderlo perché Theo era un ‘kaffir’, un infedele. Theo poi era amico di Ayaan, il film lo abbiamo fatto qui in questo edificio, Theo era un simbolo della libertà di parola anche per i nostri nemici. Bouyeri ha detto di averlo ucciso per questo, non perché si sentiva offeso da Theo. Inoltre Theo e Bouyeri erano simili, erano due scrittori, Bouyeri era molto integrato, ottima istruzione, era nato qui e aveva avuto la possibilità di capire quel che voleva. L’islam divenne la sua ragione di vita. E una volta diventato fanatico, doveva trarne le conseguenze del suo fanatismo”.
Al processo Bouyeri confessò di essere pronto a “rifare la stessa cosa” se avesse avuto una seconda occasione.
In aula indossava una tunica araba e aveva una copia del Corano. Prese la parola dopo una preghiera islamica. “Voglio che sappiate che ho agito per convinzione e che non ho preso la sua vita perché era olandese o perché io sono marocchino e mi sono sentito insultato”.
E rivolto alla madre di Van Gogh, Anneke: “Non odiavo suo figlio, non era un ipocrita e non mi sono sentito offeso da lui. Non sento il suo dolore in quanto lei è un’infedele”.
“Ero seduto accanto alla mamma di Theo quando Bouyeri, in aula, le disse che non odiava suo figlio, ma che era un simbolo, che era orgoglioso di quello che aveva fatto e che se fosse uscito lo avrebbe fatto ancora e ancora”, prosegue Holman. “Dopo la morte di Theo abbiamo dovuto ritirare il film, ci sono state minacce di morte”, riprende De Westelaken. “La gente può vederlo su Internet, ma la smocking gun è stata rimossa dal pubblico. E’ un film proibito, in senso drammatico. All’epoca non ero orgoglioso di produrre ‘Submission’, era un film come un altro, anche molto facile, Theo diceva ‘non è il mio miglior film’. Potremmo trasmetterlo in televisione, ma c’è una regola non scritta che lo proibisce. Guarda cosa è successo al film di Wilders, ‘Fitna’, è così facile sedersi al computer e minacciare di morte qualcuno e non c’è più bisogno nemmeno di essere legati ad al Qaida. Nessuno immaginava cosa sarebbe successo con questa pellicola. Non è il film in sé che conta, è come le vignette danesi sul Profeta, è ciò che rappresentano e l’atmosfera che si crea attorno a queste opere. A me manca moltissimo l’energia e l’ironia di Theo, quando piombava nel mio ufficio e buttava all’aria tutto. Dopo Theo il servizio segreto ci proteggeva, chiunque fosse coinvolto era sotto tiro. Guarda quel che è successo al traduttore giapponese di Salman Rushdie, è stato accoltellato a morte”. Il giorno in cui è stato ammazzato Van Gogh stava andando a lavorare al suo film su Pim Fortuyn. “Theo e Pim erano amici, si vedevano, parlavano di politica, Theo ha scritto alcuni discorsi di Pim”, spiega Holman. “Fortuyn si diceva che fosse ‘pericoloso’ e un ‘fascista’, ma era tutto il contrario. Non aveva l’aspetto di un uomo di destra, era omosessuale, aveva un coiffeur personale, una macchina sportiva, aveva tanto humour, era pro libertà di parola contro l’islamismo. Il suo assassino lo ha ucciso perché Pim disturbava l’ordine olandese, dicono che era un ‘fascista’ perché non rientrava negli schemi. Theo e Pim, la loro morte, sono accomunata dal fatto che per primi sollevarono il tema dell’islam. Pim diceva sempre, ‘non ho niente contro i musulmani, possono anche succhiarmi il cazzo, ma l’islam vuole uccidere gli omosessuali, io sono un omosessuale e devo difendere la nostra cultura’.
Era fatto così. Theo diceva lo stesso, aveva girato film con giovani marocchini, ma sapeva che lo consideravano un ‘infedele’”. Hans Jansen insegna Pensiero islamico all’Università di Utrecht ed è un’istituzione in Olanda. Ha conosciuto Theo mentre girava “Najib and Julia”, la storia di una ragazza olandese che si fidanza con un marocchino. “Theo voleva essere sicuro che i suoi attori parlassero un arabo corretto, un dialetto vero. Mi chiese una consulenza e fui felice di lavorare con lui. Amava i dettagli e ci lavorammo sopra. La sua morte ha reso la gente impaurita, molti hanno smesso di parlare di islam. Theo era un eccentrico e molte persone non hanno maturato l’interesse nella libertà di espressione perché hanno pensato che ‘i musulmani hanno ucciso un folle’, ma si sbagliano.
C’è grande paura fra giornalisti, scrittori e artisti. In molti hanno smesso di parlare, soprattutto chi ha figli ha preferito una vita quieta.
Le uniche novità di rilievo sono ‘Fitna’ e l’ascesa di Wilders”. Jansen rigetta gli studi fino ad ora condotti sull’assassino di Van Gogh. “C’è la tentazione di spiegare Mohammed Bouyeri attraverso canoni materialisti e sociologistici. Io ho sempre pensato che il caso di Mohammed fosse tipico dell’odio che chi riceve un dono matura verso chi glielo ha donato.
Abbiamo dato tutto agli immigrati musulmani, ma loro hanno maturato odio per la democrazia.
Sono pessimista sull’Olanda, non abbiamo l’energia per resistere. La popolazione islamica qui è del tutto immune dalle forze del liberalismo, della scuola, persino della lingua olandese. Il fallimento del multiculturalismo è una tragedia disarmante, c’è un grande disorientamento nell’educazione, nell’esercito, nella società. Siamo prossimi alla barbarie”.
Jansen è legato anche alla sceneggiatrice somala di “Submission”. “Ayaan Hirsi Ali ha parlato agli olandesi come se fossero suoi pari. Ma questa élite olandese pensa che gli immigrati non siano uguali a noi, ma gente da accudire, il mio paese non ha mai capito i musulmani. Ayaan ripeteva che se gli apostati dell’islam non fossero stati difesi dalla democrazia olandese, l’Olanda si sarebbe avviata in una brutta direzione. Ed è quello che è successo, il destino di Ayaan è un esempio tragico per gli altri immigrati, sanno adesso che se parlano olandese e si comportano come dei secolaristi, non saranno difesi dagli olandesi e attaccati dai propri simili”. A Jansen chiedamo se ritiene oggi possibile un altro caso Van Gogh. “Non ho mai voluto rispondere a questa domanda, non voglio neanche pensarci”. Van de Westelaken interrompe la discussione: “Ayaan è stata cacciata dal paese”. Lo dice come se quel che è successo sia stato un momento di non ritorno. “L’Olanda è un paese piccolissimo senza Ayaan, da un punto di vista intellettuale”, dice Holman. “Una donna, una donna nera, ex musulmana, senza clitoride, che nasce a sinistra e passa con i liberali, odiatissima dalle donne olandesi, Ayaan era troppo bella per la politica.
Un diamante nero, parlava tante lingue, Theo adorava Ayaan, li ho fatti incontrare io nella mia casa. Ayaan disse subito: ‘Voglio fare un film con te’. Qui tutti pensavano che le cose potessero cambiare, avevamo un omosessuale cattolico come Pim, poi Ayaan, era strano averli in Olanda tutti e due, due persone così intelligenti e con una visione internazionale dei problemi. E’ un paese molto più piccolo senza di loro”. “L’omicidio di Theo è stato molto efficace”, dice Holman prima di concludere l’intervista. E’ come se uccidendo quel ragazzone che amava provocare, che era orgoglioso di avere uno zio ucciso dai nazisti e che si sentiva come investito di una missione sulla libera parola, l’islamismo sia riuscito a congelare l’anima dell’Olanda. “E’ stata una bomba intelligente”, dice Van de Westelaken porgendoci una copia di “Interview”, uno dei film di Theo di cui il celebre attore americano Steve Buscemi ha appena realizzato il remake. “Quell’omicidio ha cambiato la vita delle persone. La bomba di Madrid non ha avuto questo effetto, perché il giorno dopo, nonostante tutti quei morti, la gente doveva continuare a prendere il treno. Con Theo hanno ucciso una sola persona e la sua libertà di parola. Ma con lui molti altri hanno chiuso la bocca”. Due settimane prima di morire, Theo van Gogh doveva andare negli Stati Uniti. Aveva una paura matta di volare e a Holman diede disposizioni per il suo funerale. “Voglio tanta vodka, tutti devono fumare Gauloises, le donne devono indossare i tailleur e una collana di splendide perle bianche”. Aveva preparato anche il suo ultimo capolavoro. Al centro della sala rotonda del teatro, dove la sera dell’omicidio si riunirono gli amici e la famiglia, c’era la bara del regista, il suo cellulare, l’agenda e la bicicletta nera su cui pedalava anche il giorno della morte. “Piangemmo e ridemmo tutta la notte, come quando muore un amico”, dice Holman. Accanto alla bara anche una bottiglia di champagne. Sulla pancia di Theo una rosa bianca e un foglio con scritto “Maarty”. Una delle sue tante fidanzate. A mezzanotte, sotto le note di “A perfect day” di Lou Reed, una limousine entrò nella sala e se lo portò via. E’ stato il primo martirio multiculturale in Europa.

Post interamente copiato dall’originale della Sig. Silvana De Mari

Ammazziamoli tutti in nome del popolo italiano

Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà  politica, economica e sociale.

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità  sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà  e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Bella la nostra costituzione peccato che vale solo pochi e non per i 3500 disgraziati che attualmente si trovano in stato vegetativo senza cure, senza nulla!
3500 è una conta stimata sulle degenze ospedaliere ma la maggior parte è abbandonata a se stessa e curata in famiglia nelle case private. Una marea di persone senza voce che non ha il tempo di scendere in piazza per urlare perchè si deve prendere cura dei loro cari, perchè deve guadagnare per sopravvivere… Ma queste persone possono essere curate!

Di seguito alcune testimonianze prese da qui : http://www.salvatorecrisafulli.it/index.htm (sicuramente ci sarà qualche ignobile che leggendo la provenienza troverà il modo per imbrattare il blog con insulti)

Allora si può capire la disperazione della famiglia di Englaro. Come al solito, lo Stato, invece di impegnarsi per trovare una soluzione e fornire quei servizi che sono dovuti ai cittadini, sanciti dalla costituzione, ha preferito rimuovere il soggetto : in questo caso, Eluana.

Dove stanno i sinistri urlatori della solidarietà? Dove stanno i radicali che rivendicano la libertà individuale e la dignità dell’individuo? Dov’è la coerenza, l’onesta intellettuale? Dove sono i diritti costituzionali?

Dov’è, sopratutto, il rispetto di una costituzione che viene tirata come la pelle dello scroto solo per i propri interessi politici? Non dovrebbe essere il cittadino al di sopra di tutto? Non dovrebbe essere il cittadino al centro dell’interesse della politica?

Adesso, voi che avete urlato e che è stato soddisfatto il vostro diritto alla “morte” date spazio e voce a chi vuole il diritto alla “vita” se ne avete il coraggio e dimostrate che avete rispetto anche per i diritti altrui e non solo per i vostri.

Cristina Magrini

Cristina Magrini 42 anni, in Stato Vegetativo Permanente da 27 anni vittima di uno spaventoso incidente stradale vive a Sarzana (SP) solamente con il padre Romano di 75 anni, la madre morì 16 anni fà. La sua poca famiglia ne a viste di tutti i colori in questi lunghissimi 27 anni. Dicevamo è assistita dal padre -in questi anni abbiamo avuto massima solidarietà dalle persone comuni, al tutt’oggi non usufruisce della legge 162. La Asl gli passa un fisioterapista 2 ore al giorno Lu – Ve, non esiste l’infermiere. il Comune di Sarzana per 6 giorni la settimana gli a concesso per 3 ore al giorno (la mattina) una Assistente per pulirla. Invece la Cassa di Risparmio di La Spezia le concede una badante per 4 ore il pomeriggio per nutrirla. – Mesi addietro provai a portare mia figlia in un centro RSA rimase 20 giorni, ma poi fui costretto a riportarla via, perchè le case di riposo in generale prendono pazienti che portano la Peg, pertanto essendo che mia figlia si nutre per bocca non era un centro idoneo- “in linea di massima sono contrario all’eutanasia” – ma…. prima che mia figlia rimanga sola, quando io non ci sarò più, e se le cose rimarranno così (si riferisce alle leggi) sono favorevole al testamento biologico per farla morire.

Italo Triestino

italo Triestino, 41 anni, in Stato Vegetativo Permanente da 19 anni, vive a Fiesco (CR) con i genitori 71 e 66 anni. Si nutre dalla bocca, no tracheotomia, Tutti i familiari avendo appreso l’iniziativa dello sciopero della fame e la protesta in generale si associano -abbiamo avuto scarsissima assistenza, abbiamo rincorso tutti per ottenere le attrezzature necessarie, le assistenti sociali in cui abbiamo più volte avuto modo di parlare riferiscono che non esistono leggi e nessun sostegno lamentando spesso il reddito del nucleo (pensioni e reddito familiare complessivo). Non esiste nessun servizio da parte del Comune. Ci sentiamo abbandonati da tutto lo Stato Italiano, abbiamo avuta tanta solidarietà solo nelle persone civili. Per tre volte la settimana viene un fisioterapista per 20 minuti. Vogliamo rispetto e dignità sulla vita umana.

Lioce Vita Antonio

Lioce Vita Antonio 53 anni, vive a Ginosa (TA), da Ottobre del 2005 in Stato Vegetativo (post Anossico) portatore di Peg Tracheotomia e pompa Baclofen accudito solo dalla sua famiglia. La famiglia sentito l’appello avanzato da Salvatore Crisafulli ed altri familiari si associa a questa protesta. La ASL gli passa solamente un fisioterapista 1 volta al giorno, il Comune gli concede un ODA 1 ora al giorno per pulire la casa tutto qui. Questo è l’aiuto che ci passa lo Stato italiano, poi parlano di dignità alla vita ecc. ecc. Vi supplico aiutateci…….

Carmelo Spataro

Carmelo Spataro ha 70 anni, che vive in stato vegetativo prolungato da 15 anni a causa di un incidente sul lavoro. Vive a Castelfiorentino (FI). Mai avuta assistenza, ed ha pagato addirittura le visite specialistiche assistito dalla moglie con un figlio totalmente disabile perchè cieco vivendo tutti in una sola camera. All’appello lanciato da Crisafulli ha risposto subito, accettando anche lui di partecipare allo “sciopero della fame”, rischiando oggettivamente di morire da un giorno all’altro, visto che attualmente si trova in condizioni di salute molto delicate.

Emanuela Lia

Emanuela Lia, 36 anni, vive in stato vegetativo da 15 anni in seguito ad un violentissimo incidente stradale. Vive a Tricase (LE) assistita dai suoi familiari che si sono completamente dedicati a lei. La famiglia non si sente garantita dallo Stato ed è abbandonata a se stessa; addirittura si devono pagare per intero alcuni farmaci salvavita per Emanuela. Per quanto riguarda la fisioterapia (che in questo caso è vitale) ci mandano un fisioterapista due volte la settimana per 20 minuti. Non abbiamo, inoltre, nessun sostegno psicologico per affrontare questa lunga strada in salita, che alla lunga, logora i nervi. Non per la fatica che comporta, ma per l’ansia e la disperazione di sapere che la ragazza può anche -per un qualsiasi motivo- non arrivare a domani.

Carmela Galeota

Carmela Galeota 41 anni, vive in stato vegetativo dal 1993, a causa di un gravissimo incidente stradale. Vive a Ginosa (TA) solamente con la madre di 62 anni, senza assistenza senza le necessarie attrezzature “assistenza? chi la conosce? Dice la mamma- viene un fisioterapista una sola volta e per 20 minuti. Vorrei scappare via dall’Italia ma dove vado?”

Marcello Crisafulli

Marcello Crisafulli 20 anni figlio di Pietro (fratello di Salvatore), nato con asfissia neonatale, con esiti di grave ritardo mentale neuromotorio e psicomotorio, con difficoltà persistenti alla deambulazione e alla comunicazione, riconosciuto inabile totale al 100% e in possesso della legge 104 comma 3 (situazione di gravità). Mai dalla sua nascita avuto sostegno, ancora più grave nonostante il Tribunale dei Minori di Firenze abbia imposto alla Regione Toscana alle Asl ai servizi sociali di intervenire con tutti i supporti possibili. Ancor più pesante nonostante nello stesso nucleo esiste un altro figlio di 8 anni (disabile lieve), affetto dalla nascita da una malattia rara la Fenilchetonuria (PKU), una malattia che potrebbe essere anche fatale. Questa la storia personale-familiare di Pietro, che mai aveva esposto non avendo la forza di reagire non conoscendo che esistessero le leggi che mai vengono applicate. Ma che comunque è assolutamente ancor più grave quando negli anni 2004 / 2005 Salvatore viveva in Toscana durante la lunga lotta, nonostante tutte le gravi condizioni dei familiari i servizi sociali competenti, si! intervennero ma con un “buono alimentare” al mese per tre mesi da 100 euro, da spendere in un supermercato affiliato al Comune. Un angoscia tremenda nonostante esistessero tutte le esigenze primarie ed assolute per intervenire tempestivamente.

ASSOCIAZIONE UNITI PER I RISVEGLI DI BARI

L’associazione uniti per i risvegli di Bari, si è unita con noi scrivendo queste parole nel sito http://blog.libero.it/ComaPuglia da oggi parte lo sciopero della fame dei malati post coma e loro parenti. Uniti a tutti coloro che fanno parte dell’associazione, diciamo basta al silenzio ipocrita che vede malati gravissimi abbandonati senza assistenza e cure adeguate nelle famiglie, siamo costretti a vite d’inferno, soli con poco a disposizione, ci dobbiamo trasformare in esperti e sperare i nostri figli sopravvivano. Ora iniziamo lo sciopero della fame, ma se non verremmo ascoltati, e in Italia siamo tantissimi, procederemo con lo sciopero del voto! Siamo cittadini come gli altri, ma mentre voi vivete, noi preghiamo per sopravvivere. Dopo la rianimazione non c’è niente, solo i ricchi possono curarsi. Aiutateci e sosteneteci! Siamo disperati.

ND.

(Privacy) ND, una bambina di appena 9 anni, da 4 in gravi condizioni di salute, portatrice di Peg, e di cannula tracheale, (i genitori sono insegnanti) Soli contro uno stato fantasma per aiutare i gravi disabili.

Leonardo Colella

Leonardo Colella 30 anni da 9 in Stato Vegetativo vittima di un grave incidente stradale. Vive a Bari, con scarsissima assistenza sanitaria assistita costantemente dalla sua famiglia. Ne abbiamo viste di cotte e di crude siamo stanchissimi

ND.

(Privacy) ND, una ragazzina di 14 anni, da 13 in SVP vittima della deglutazione di una castagna andata di traverso, poco assistita la famiglia si sente stremata e soffocata. Vive a Bari

Angela Giovannelli

Angela Giovannelli 42 anni da 7 anni in Stato Vegetativo, vittima di un Aurisma (rottura di una vena), viene assistita solo dai familiari. Angela era un insegnante di sostegno per i disabili. Da svariati anni nessun sostegno psicologico sanitario e riabilitativo- La ASL le concede solo il fisioterapista per 45 minuti. Vive a Valenzano

Angelo Cervo

Angelo Cervo 43 anni da 8 in SVP è stato assistito solo dalla sua famiglia, vive a Erchie

Antonio Petrosino

Antonio Petrosino, 40 anni di Bari, da due anni in Stato Vegetativo, vittima di un incidente stradale in giugno 2006. Attualmente ricoverato in un centro di riabilitazione a Rimini. Fra qualche giorno sarà dimesso come già avvenuto negli altri centri, perchè c’è un limite massimo di ricovero!! Siamo all’ennesima ricerca di una struttura che possa ospitare un paziente in tali condizioni nella nostra regione (priva di centri di risveglio) e vista la situazione famigliare non idonea (mamma disabile). Da quel giorno tutta la nostra vita (Genitori, fratelli fidanzata) è cambiata senza ricevere aiuto e sostegno da parte di nessuno nonostante le varie richieste; continuiamo a rincorrere qualcuno che ci aiuti in un ricovero decente e non in case di riposo!! CERCHIAMO AIUTO PER SOSTENERE QUESTA GRANDE SOFFERENZA “DIAMO IL VERO VALORE ALLA VITA!” “Aiutatemi a trovare i mezzi per continuare a lottare per questo grande amore Concy”.

Pino Fraccalvieri

Pino Fraccalvieri per conto della moglie, Giulia 47 anni da 5 anni e 9 mesi in Stato Vegetativo per un emorragia Cerebrale. Mia moglie Giulia insieme a me, fa parte della schiera di “INVISIBILI”, ribadiamo la nostra completa disponibilità, per quanto riguarda la protesta che avete intrapreso, anche attraverso la nostra associazione “NovaVita” chi meglio di me non capisce i disagi? e l’abbandono che viviamo ogni giorno!!

Giovanni Martinello

Mio nipote Claudio 42 anni in SVP dal 12 Aprile del 2006, colpito da un emorragia cerebrale, e poichè stiamo vivendo una situazione simile, in cui non vediamo alcuna via di uscita, Claudio figlio unico i genitori non sanno più a che santo rivolgersi, Non sappiamo come comportarci con l’ammalato perchè nessuno ci da consigli. Vi prego cortesemente di aiutarci per darci delle possibilità di aiutare questo grave disabile.

Antonio Daloiso

Maurizio 28 anni, vittima di un incidente si trova in Coma Vegetativo da un anno, anche noi stiamo vivendo una situazione simile alla vostra mio cugino Maurizio. “La vita è bella” e deve essere vissuta al massimo.. ma dobbiamo essere aiutati sia per la ricerca delle strutture ed anche sostenere le famiglie che vivono questo dramma.

Vincenzo Marziano

Mio padre Vincenzo 62 anni, vittima di un grave incidente stradale dal Maggio 2007, l’impatto gli ha cagionato una emorragia all’addome e vari traumi nella testa e fratture sparse, son passati 11 mesi e si trova in Stato Vegetativo, soffro e mi sento impazzire, come del resto soffre tutta la mia famiglia. Adesso la cosa più preoccupante per noi è che tra poco terminerà il periodo di riabilitazione coperto dal SSN. Nessun altro centro lo vuole, ma credo che ormai tutti noi sappiamo la tristezza che dobbiamo sopportare. Sto contattando tutti i centri di riabilitazione neuromotoria d’italia, ma la risposta è sempre la stessa: non abbiamo i posti e che papà deve stare in casa. La nostra casa non è adatta ad una situazione del genere è troppo piccola, e credo di non aggiungere altro perche mi rendo conto che viviamo in un paese senza diritti. Un uomo come mio padre che per un intera vita ha lavorato onestamente e pagato tutte le stramaledette tasse che questo paese impone, alla fine della sua vita, quando le sue condizioni di salute sono disperate, non gli spetta nemmeno un posto letto in un centro di riabilitazione, eppure non chiediamo soldi, non chiediamo vacanze, non l’impossibile, solo un misero posto che garantisca a mio padre almeno la dignità fino a che il signore deciderà per lui.

Alfredo Ferrante

Alfredo Ferrante 57 anni, dal 04 /01 /2007 è in Stato Vegetativo, sono uno dei tanti disperati che hanno un proprio famigliare in Coma Vegetativo, la mia è una storia come tante altre fatta di speranze e di illusioni. Il mio adorato fratello era stato colpito da ictus emorragico all’ encefalo sinistro di vaste proporzioni ricoverato presso l’ ospedale CTO di Roma. Era un giorno come tanti altri, niente faceva presupporre che la mia vita precipitasse in un baratro senza fine. ho girato mezza Italia, conoscendo tanto dolore e poche risposte dai cosiddetti centri di riabilitazione che si fanno tanta pubblicità su internet, risvegli miracolosi con tecniche (fatte in casa ) solo per attirare pazienti nei loro centri, per avere più accrediti da parte di questa Sanità malata e corrotta. Nessun centro è autosufficiente non parlo di diagnostiche all’avanguardia comè la risonanza magnetica funzionale ma di macchinari ormai superati come la TAC o esami come l’elettromiografia o potenziali evocali. Esiste all’interno di essi solo un dott con anni di esperienza gli altri sono giovani neolaureati alle prime esperienze che non avendo superato concorsi pubblici vengono a bivaccare dal privato e messi a contatto con pazienti che per la loro difficile patologia avrebbero bisogno di dottori con tanta esperienza, con tanto amore e dedizione per il proprio lavoro, “AMORE E DEDIZIONE” queste sono le parole magiche che dovrebbero essere impresse nei loro cuori per dare la massima assistenza a coloro che loro definiscono bambole. Sono belle le parole che ha pronunciato il PAPA, ma io non voglio belle parole voglio i fatti perchè la chiesa non si fa carico a proprie spese di aprire centri di risveglio, se pensiamo che a Roma (città dalle mille chiese) ne esiste solo uno con sei posti letto Noi vogliamo stare vicino ai nostri cari gestendo noi la loro vita, ma dateci i mezzi e le strutture per farlo. In questo paese dove si creano commissioni per ogni stupidaggine, fatene una seria che faccia il giro di questi centri di psudo riabilitazione, o se preferite di lunga degenza e forse capirete di ciò che sto parlando. Sono pochi e molti di essi se ne fregano dei nostri cari abbandonandoli al proprio destino, anzi levando a loro anche la dignità, lasciandoli tra le feci e il vomito. In questo mio lungo calvario che dura da 14 mesi, sento il bisogno di ringraziare un grande uomo che nei momenti difficili mi è stato sempre vicino Pietro Crisafulli, e una grande donna signora VILLA Presidentessa dell’associazione Arco 92.

Fargnoli Ginevra

Fargnoli Ginevrra, 35 anni vive in provincia di Caserta. Mia moglie è in Stato vegetativo Persistente da ormai sei anni. Infatti il 25 gennaio 2002, nel corso di un travaglio da parto – presso il nosocomio di Cassino (FR) Gemma DE BOSISIS – per cause attualmente al vaglio della magistratura – penale e civile – ha avuto un arresto cardio respiratorio rimanendo per un lunghissimo periodo senza rianimazione (circa venti minuti). Dopo cinque giorni di agonia ho deciso, contro il parere dei medici, di trasportarla a Roma presso il Policlinico Gemelli, dove è stata operata d’urgenza per scongiurare la morte, con un intervento di cranotomia frontale decompressivo. Successivamente, dopo circa un mese, è stata ricoverata presso la Clinica di Hoczirl – Austria, dal Prof. SALTUARI. Nella struttura austriaca c’è stato un lieve miglioramento, le condizioni generali si sono stabilizzate, è stata chiusa la tracheteomia. Ciò ha consentito il trasporto a casa, dove è attualmente degente. L’assistenza sanitaria è pressocchè inesistente, Ginevra usufruisce di tre ore giornaliere di fisioterapia e logopedia, non vi sono infermieri che vengono a domicilio ne medici che la visitano. Tutto grave sulle spalle mie e dei miei familiari, sono allo stremo delle forze, psichiche e finanziarie. L’assistenza domiciliare è di due ore settimanali (sic) attualmente Ginevra soffre di una insufficienza respiratoria e di una forte tetraplegia. Vorrei ricoverarla presso un istituto specializzato, al fine di verificare meglio le condizioni generali di salute. mi associo a questa vostra angosciosa protesta. Sono anche alla ricerca di mezzi necessari per poter trovare un valido medico che possa farci ritornare il sorriso a tutti noi. F.to Angelo

Santoro Pasquale

Santoro Pasquale, 28 anni vive a Carovigno (BR) in Stato Vegetativo da 5 anni per un arresto cardio circolatorio, Vive con i genitori ed i fratelli totale 6 persone, con un reddito di 1300 Euro complessive (pensione e lavoro), è stato assistito in questi lunghi anni solo ed esclusivamente dalla famiglia. La famiglia si associa a questa protesta. L’assistenza Sanitaria è del solo fisioterapista per 45 minuti. Siamo stanchissimi stremati lasciati nella nostra disperazione e solitudine.

Maria Sapienza

Maria Sapienza 51 anni, da 5 anni in Stato Vegetativo, dopo un incidente stradale in cui persero la vita il marito ed il figlio di 19 anni. Oggi accudita in casa dalla sola mamma di quasi 80 anni.

Sebastiani Alessio

Sebastiani Alessio, 39 anni vive a Roma in Stato Vegetativo da 3 anni, vittima di un gravissimo incidente sul lavoro, vive con i soli genitori che si sono completamente dedicati a lui. Abbiamo fatto di tutto per trovare una soluzione ideale per mio figlio, abbiamo trovato tantissime porte chiuse, siamo disperati, siamo soli, non abbiamo la forza di continuare, adesso ci associamo a voi con la vostra protesta sperando che almeno possa terminare questo lunghissimo incubo, siamo stanchi.

Maria Calabrese

Maria Calabrese 31 anni da 6 anni per colpa di un incidente stradale si ritrova in Stato Vegetativo Persistente avvenuto a Napoli nel Gennaio del 2002. Viene assistita a casa dalla madre e dal fratello. La Asl ci concede un terapista 3 volte la settimana, lei si ritrova con peg e tracheotomia, no respiratore. Ci uniamo a questa vostra protesta, chiedendo allo stato italiano veramente di aiutarci, viviamo una vita che non e vita, spero ci ascoltate.

Toscano Alberto

Toscano Alberto di anni 49 vive a Reggio Calabria da 9 anni in SVP, lo stesso fù vittima di un incidente stradale avvenuto all’estero. Potrete ben capire il calvario che abbiamo dovuto subire sia dagli ospedali che per riportarlo in Italia. Siamo soli ed abbandonati, nessun tipo di sostegno avuto. Noi lo curiamo, noi lo assistiamo, noi gli diamo tutto l’amore possibile, anche noi siamo stremati dalla stanchezza che prima o poi crollerà.

Lazzari Pietro

vi scrivo per associarmi a questa dura protesta, mi chiamo Anna 51 anni sono la mamma di Pietro Lazzari di 25 anni, mio figlio viene curato solo da noi, abbiamo un assistenza a dir poco inesistente, Pietro da 4 anni si trova in Coma Vegetativo portatore di Peg, quando gli parlo lui piange tanto credo che lui mi capisce, sono sempre alla ricerca di un posto dove ricoverarlo in italia ti mettono in lista ti fanno riempire fogli a volontà, svariate telefonate inutili siamo stremati.

Papà  ci ha lasciati

Il 20 Maggio 2008 mio padre ci ha lasciati.
Vorrei scrivere per sfogarmi ma ancora non ho la mente così lucida per poterlo fare.
Non è mia abitudine abbattermi, sono un combattente ma questa volta non riesco a reagire il dolore è troppo grande. Unica mia consolazione è che lui non ha sofferto.
Lascio qui quello che ha scritto mia sorella riprendendo pensieri e frasi di noi figli e dei nipoti:

Ci hai insegnato i valori pieni e fondamentali della vita: il rispetto per gli altri e il senso del dovere delle responsabilità , l’umiltà  e la dignità , l’onestà  e la lealtà , ma soprattutto l’amore per la famiglia:” La famiglia sopra di tutto!”
Per questo motivo, quei momenti che potevi permetterti di passare con noi, cercavi di recuperare il tempo perduto “assetato” di conoscere i nostri pensieri e la nostra “vita”
Ti sei dedicato con amore e dedizione per il bene di tutti e della “Nazione”, sacrificandoti per darci una vita migliore sia come figli che come cittadini.
Fino alla fine sei stato guida, maestro e padre senza contraddire, anche nei momenti più difficili, i valori che con mamma ci avete insegnato.
Gli uomini sono immortali fintanto che qualcuno li ricorda, papà , zio e nonno, in questi ultimi tempi avevi donato l’immortalità  a tanti dei nostri cari, con i tuoi racconti, facendoci rivivere una parte della nostra storia.
I suoi ricordi sono l’eredità  che ha voluto lasciarci prima del meritato riposo anche nel suo ultimo saluto: “Allora chiudo. Sono veramente stanco: non si può essere sempre giovani!! Siamo veramente una Gran Famiglia. Siate sempre uniti fra di voi e coltivate e ravvivate sempre il Senso di Appartenenza della Famiglia! Mantenente sempre vivo il valore delle Tradizioni e del Ricordo.
Grazie per la vostra pazienza. E Dio vi benedica tutti

Questo era mio padre che a 84 anni ancora lavorava per il bene di tutti noi e della nazione

4° giorno di navigazione

Non siamo riusciti a sbarcare Livia e la bambina, non abbiamo potuto perchè le condizioni climatiche sono peggiorate e sarebbe stato pericoloso trasbordarle. Abbiamo navigato a zigzag cercando d’intercettare il cargo prima che uscisse dalle acque internazionali o dal quadrante nel quale operiamo.

La natura si è scatenata in tutta la sua potenza, il mare è blu-nero e si può distinguere dal cielo perchè ogni tanto i lampi illuminano l’orizzonte. Piove orizzontale, con un vento che spira a raffiche improvvise e di intensità incredibile, mitragliandoci la faccia. La massa nera che ci circonda è agitata come poche volte ho potuto vedere e ci scuote in tutte le direzioni.

Gli uomini terminano il turno di guardia completamente zuppi ed appena smontano corrono ad asciugarsi in sala macchine. I miei ragazzi fanno i doppi turni : guardia e nursey per Beatrice che stando al chiuso per tutto questo tempo ha iniziato ad innervosirsi. Livia passa il suo tempo tra la bimba ed il sonno ristoratore. I nostri incontri sono limitati al sincronismo del suo sonno con i miei turni di guardia ma nonostante la frequentazione saltuaria abbiamo acquisito un’ottima intesa e passiamo tutto il tempo disponibile a chiacchierare fitto fitto come due comari. Per il resto mi annoio, la vita monotona e ripetitiva mi uccide e non vedo l’ora di arrivare in porto e ricominciare la vita spericolata di sempre. Potrebbe anche non succedere perchè il comandante ha chiesto l’aggregazione della squadra per le operazioni di controllo dei mercantili sospetti.
Servire con il Sig. Stefanini non mi dispiacerebbe ma io amo gli ampi spazi e non so quanto reggerò su questa bagnarola. Già mi sono stancato di seguire l’ufficiale di macchina nelle sue operazioni giornaliere, ormai conosco tutto di questa unità e la mia curiosità è stata esaudita fin nei minimi particolari.
E’ora del cambio turno e mi vesto per salire in plancia. Infilo gli stivali, chiudo i pantaloni impermeabili sovrapponendo le strisce di velcro e li lego sotto la suola, vesto il giacchetto di montone rovesciato, quindi il pipistrello ed il berretto di lana.

Sono sotto la scaletta e mentre mi infilo i guanti urlo verso l’alto :
"Un uomo in plancia?"
"Venga tenente!"
Chi mi risponde è il sottufficiale di rotta, oggi il turno lo condivido con lui. Mi arrampico sulla scaletta ed arrivo sulla sommità giusto in tempo per beccarmi un’ondona che per poco non mi sbatte contro la murata. Mentre mi aggrappo alla battagliola con una mano e con l’altra cerco di agganciare la fune di ritegno, urlo "Cazzo, neanche il tempo di arrivare, che razza d’accoglienza!"
A sua volta il sottufficiale urla :
"Si tenga forte Signore, stasera si balla per davvero!"
Riesco a mettere il naso al di sopra del bordo della murata e vedo il mare in tempesta. Non è la prima volta che mi capita ma una cosa è osservarlo stando belli alti su una nave, un’altra cosa è vederlo così da vicino, praticamente siamo con il naso appiccicato alla superficie. Mugghia e ruggisce, va ovunque e viene da tutti i lati. Ci sferza in un turbinio di schizzi, ci passa sopra, ci colpisce con tonnellate d’acqua nel tentativo di strapparci dal guscio nel quale stiamo. E’ emozionante, eccitante direi … adrenalitico. E’ una lotta continua, non ti puoi rilassare e quando precipitiamo giù dall’onda, ifilando la la prua in acqua come se dovessimo immergerci mi viene da urlare : "UUUUUUUUUWWWWUUUUUUUOOOOOOOHHHHHHH!" Siamo su un gigantesco ottovolante, tremo dall’eccitazione, la natura ci sfida ed io non sono il tipo da tirarsi indietro, vediamo chi vince!.
Passa il tempo, ho le mani congelate e sono scosso da tremori di freddo. Batto i denti talmente forte che non riesco a tenere fermo il binocolo sugli occhi. Mentre sto tirando su con il naso una voce femminile ben conosciuta, dal basso urla :
"Posso salire?"
Con il sottufficiale ci guardiamo un attimo e poi faccio :
"No! E’ pericoloso! Qui fuori c’è l’inferno!"
E la vocina da sotto :
"A me piace l’inferno e poi … è pericoloso solo per me?"
"Livia, non fare la bambina, lo so che sei coraggiosa ma il rischio è che il mare possa portarti via"
"Io so nuotare!"
"Ma guarda che sei testarda un bel pò, se solo ti facessi un graffio il comandante ci spellerà vivi e qui è facile fracassarsi le ossa"
"Mi sono stufata di respirare aria riciclata … salgo lo stesso permesso o no, che il comandante vada il diavolo!"
Altra occhiata col sottufficiale che sghigazza sotto i baffetti.
Rassegnato, mentre mi stendo sul boccaporto le intimo :
"FERMATI! FERMA! Ok, fermati … ASPETTA che ti prendo … ASPETTAAAAA, ti dico io quando salire … aspetta … Adesso svelta, adesso che scendiamo dall’onda … SVELTA!"

Infilo il braccio destro nel boccaporto e la prendo per il colletto come fosse un collare. La tiro su fino a che esce con la testa e mi metto sulle ginocchia.
"HEEEE, ma che maniere! Si tratta così una signora?"
"Livia, guarda che stiamo su un vascello da guerra e non in crociera. Hai indossato la fune di sicurezza?"
Intanto che parlo le passo velocemente le mani attorno la vita cercando la sagola che serve per assicurarsi quando il mare è in tempesta e trovo il grosso moschettone penzoloni sui glutei.
"Tenente, ma come è audace!"
"Livia smetti di giocare, qui ci si rimette la pelle"
"Ma come siamo seri!"
"Ok, vieni che ti lego, mettiti qui tra me e Ruggieri, resta attaccata al bordo e quando arriva l’onda seguila con le gambe, come andassi a cavallo, non restare rigida che ti sbalza fuori e sopratutto quando urliamo – ONDA! – abbassati sotto il bordo e schiacciati contro la parete, mi hai capito? Devi cavalcare questo puledro imbizzarrito, chiaro?"
La asssicuro al passante di sicurezza, lei si aggrappa alla battagliola ed in silenzio osserva il mare che continua a spazzare il ponte con violenza.
E’ giunta l’ora del cambio e Ruggieri appena sente il familiare urlo dal basso, saluta e sparisce in un attimo. Al suo posto monta Santamaria che saluta, inforca il binocolo e si mette a scrutare il mare.
Il tempo passa …
"Tenente guardi,  … a ore 22!"

Ruoto il busto alla mia sinistra e portando il binocolo agli occhi guardo nella direzione indicata. Tra un piovasco e l’altro, mentre siamo sulla cresta di un’onda noto  un pennone o perlomeno quello che sembra un pennone. Pochi centimetri di un qualcosa messo in verticale in mezzo al mare e che sparisce appena scendiamo dall’onda per riapparire appena risaliamo.
Urlo : "Sarà il mercantile che il comandante sta inseguendo? La rotta è compatibile, giusto?"
A sua volta Santamaria urla : "Credo di si, Signore, la rotta dovrebbe corrispondere : 30° est … 30.000 metri circa"
"Ok, avverta di sotto"
Intanto, Livia ha seguito tutto il discorso. Mettendosi in punta dei piedi ed allungando il collo mi strilla nell’orecchio sinistro, a raffica :
"Cosa avete visto? Come avete fatto? Io non vedo nulla. Come fate a sapere che è una nave?"
"Livia è difficile da spiegare, esperienza, abitudine, addestramento"
"Mi fai vedere?"
"Ok, vieni qui"
Con un gran sorriso si infila tra me e la murata passando sotto il braccio sinistro.
Per tenere il binocolo deve staccare le mani dalla battagliola ed allora per bloccarla e controllarla meglio, con il corpo la schiaccio contro la parete.
"Ecco, guarda"
Ed intanto le giro testa e binocolo nella direzione giusta. "Guarda verso l’orizzonte"
"Orizzonte? E’ tutto uguale, io non vedo nulla!"
Le parlo tenendo la guancia appoggiata all’ orecchio :
"Livia, laggiù dove il mare sfuma sul nero … c’è una riga dritta …  orizzontale … lo vedi tra i lampi … loro fanno su e giù come facciamo noi, devi avere un pò di pazienza, aspettare che siamo entrambi in alto e che un lampo illumini il cielo"
Mentre dico queste parole un muro d’acqua si alza proprio davanti a noi.
Santamaria urla – ONDA! –
Chino la testa in avanti a proteggere gli occhi, il naso e la bocca, non posso chinare il busto perchè Livia è tra le mie braccia. Le urlo : "reggito più forte che puoi"
L’onda precipita Mugghiando e spumeggiando. Si avventa su di noi e Blamh! Siamo sott’acqua, investiti in pieno da un turbine che ci passa sopra. Stringo allo spasimo, con entrambe le mani, la battagliola e contemporaneamente cerco di schiacciare ancora di più la donna. Colpito in pieno petto e con il risucchio che mi sta portando via le gambe perdo il contatto dal corpo che tenevo schiacciato contro la murata. Con il mento cerco la sua testa per verificarne la presenza.
… Passata …, è passata lasciando dietro di se mille mulinelli ed il mare completamente spianato, piatto e liscio come l’olio.

Riprendo fiato a bocca aperta e soffio via l’acqua dal naso. Guardo con ansia sotto di me, tra le mie braccia, perchè non sento più Livia. Incredibile! Lei è lì ma non contro la parete. Non riesco a capire come sia potuto succedere o abbia fatto. E’ girata verso di me, ficcata sotto il pipistrello. Mi stringe in vita aggrappata alla cinta dei pantaloni e tiene il viso schiacciato contro il mio petto. Si è fatta piccola piccola.
"Stai bene?"
"Si! … Accidenti che botta, ho dato una stretta! Veniva dritta contro di noi"
Mi viene da ridere.
"Hai parlato con il naso, soffia via l’acqua!"
Non mi rendo conto di cosa sto facendo mi viene naturale, le carezzo i capelli e la stringo al petto premendola sulla nuca … è un attimo, il mondo esterno sparisce, gli elementi non esistono più, sono felicissimo di quel contatto e sono diventato di roccia.
"Heeeiiii, Tenente ma come è vigoroso, lei!"
"Oddio, Livia perdonami ma io sono un uomo e tu una donna … e mi piaci … perdonami non volevo mancarti di rispetto"
"Lo so che sono una donna carina … dai, non mi manchi di rispetto, anzi sono onorata … ma è tutto qui quello che hai da farmi sentire?"
Passano una ventina di secondi di silenzio durante i quali cerco di capire se il tono era sarcastico o interrogativo, quando con un gran sospiro fa :
"Senti, Tenente, visto che non ti decidi a parlare te lo dico io. Tanto tu non me lo dirai mai anche se provi gli stessi sentimenti che provo io, hai troppo rispetto."
Tira su col naso e prosegue :
"Ho perso la testa, Tenente, ho provato a scacciare questa cosa ma non c’è stato nulla da fare. Sono terribilmente attratta da te e adesso non mi importa di morire affogata basta che avvenga mentre sono tra le tue braccia … Ho bisogno di starti appiccicata come l’edera alla quercia mi capisci?"
Sono basito, immaginavo che fossimo ottimi amici ma non fino a questo punto. La guardo costernato, imbarazzato, non avevo pensato ad un’eventualità del genere o forse si ma l’avevo scacciata dai pensieri.
Un’altra onda ci investe con tutta la sua forza. Riemergiamo abbracciati e mentre sto per aprire bocca, da sotto il nuovo turno urla "cambio in plancia!".
"Non guardarmi così, sono stupita anch’io della mia audacia ed un pò mi vergogno"
Tira di nuovo su col naso e continua :
"Sono certa che non incontrerò mai più una persona speciale e d’animo nobile come te e non voglio perdere l’occasione perchè presto mi porteranno via e forse non ci rivedremo mai più".
Mentre parla le svincolo il moschettone e tenendola per la cinta di canapa la guido sul boccaporto. Siamo di sotto, in camera di manovra. O mamma! La luce illumina un pulcino bagnato fradicio. Ha i capelli appiccicati al viso e le labbra viola ma è radiosa. E’ lì con le mani giunte in grembo che mi guarda in attesa di una risposta. Le dico :
"Corri a cambiarti, ci vediamo in sala macchine per scaldarci e chiarire questa situazione"
Con un lampo negli occhi risponde :
"Si … mio Signore!"