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Guerra o terrorismo?

ARP4334450_MGZOOM E’ inutile che l’Occidente perseveri nel declamare di non avere nemici. Sono altri, ben identificati attori della scena internazionale che hanno eletto l’Occidente a loro nemico. E lo attaccano, mirando a sconfiggerlo e a dominarlo. Ma lo spettro dei benpensanti è vastissimo. Se ne contano le tipologie più varie. Quelli che sono codardi o credono di essere furbi, pensando comunque di cavarsela e di continuare a godersi la propria rendita, tanto altri prima o poi si faranno carico della situazione e la risolveranno. Magari pensano agli Stati Uniti, che hanno abituato male gli Europei, ma Obama esprime ora un’ America ben diversa dal passato.
497050572-001_MGZOOM1Quelli che hanno comunque interesse: mettersi prima o poi d’ accordo con l’Islam rende a chi ha posizioni o soldi da perdere, come alla fine arguisce il decadente protagonista di “Sottomissione”, il romanzo di Houellebecq che di recente ha scalato tutte le classifiche. O come taluni maggiorenti ebrei tragicamente pensarono rispetto ai nazisti, all’inizio dei pogrom. Quelli che fanno un ragionamento politico e si credono astuti, tanto da essere illusoriamente alla ricerca di un quinto stato da gettare in una prossima, improbabile lotta di classe e costruirci sopra una nuova casta di sacerdoti della rivoluzione. Quelli che sono più o meno apertamente conniventi. In particolare l’Europa, il continente più moderno ed avanzato, alimenta ed accarezza da tempo questa categoria di soggetti che si caratterizzano per l’ odio di sé e della società cui appartengono: qualunque estraneo, specie se selvaggio e primitivo, è per essi un mito anche perché non ne vivono la realtà, ma dai loro comodi salotti ne coltivano l’utopia. Non appartengono difatti per lo più ai gruppi meno agiati e fortunati e si collocano nella categoria dei mantenuti, o dai loro privilegi o dalle tasse che pagano le classi produttive.
2015-11-13T224504Z_1910309158_GF20000058453_RTRMADP_3_FRANCE-SHOOTING_MGZOOM1Quelli che sono genuinamente convinti che la civiltà dei diritti imponga la conciliazione ad ogni costo. Si tratta di una grande massa di individui, fortemente condizionata dai padroni dall’ attuale industria politica e culturale, che da un mutamento di rotta delle opinioni pubbliche potrebbe essere spazzata via. Costoro, i padroni, sono purtroppo i più efficaci e, dopo ogni evento terroristico clamoroso, si assumono la regia delle immancabili marce, talune anche sotto forma di adunate oceaniche, imponenti ma sterili; utili solo ad imbrigliare le inevitabili reazioni e le paure collettive, pilotandole verso esiti improduttivi e temporanee assuefazioni, in attesa della tragedia successiva. E’ altresì inutile asserire che l’Islam violento e fondamentalista è una minoranza rispetto all’enorme insieme del mondo musulmano. Già il fatto che siamo di fronte ad una religione composta da un miliardo e mezzo almeno di fedeli è sufficiente affinché anche una ridottissima componente debba essere considerata molto temibile. Vi sarebbe poi da esplorare l’ area grigia dell’ attendismo, che spesso simpatizza ma non rischia: i successi hanno sempre presa e convincono alla scelta. Certamente le imprese terroristiche, ultime quelle di Parigi, hanno un effetto galvanizzante che non deve essere trascurato.
LAPR0137_MGZOOMMa la teoria secondo cui una minoranza non potrebbe mai essere decisiva risiede in un adesione fideistica al metodo democratico, tanto da accettarne le forme anche quando sono esiziali per esso stesso, pur di salvarne la facciata. E’ il frutto di un’ inconsistente dimestichezza con la storia, anche recente. Forse che Lenin, Mussolini ed Hitler furono portati al potere da maggioranze popolari qualificate? Il consenso lo costruirono dopo aver abilmente manovrato le poche ma determinanti risorse di cui all’ inizio seppero disporre. Per avere qualche elemento di riflessione al riguardo basterebbe scorrere il saggio “Tecnica di un colpo di Stato” di Curzio Malaparte. Del resto, pur in un contesto dai tratti assai diversi dal periodo delle dittature, il nostro Presidente del Consiglio ha conquistato senza essere eletto la leadership nazionale, salvo provare a mantenerla attraverso ardite soluzioni di ingegneria elettorale. Hkg10230499_MGZOOMSe poi passiamo a parlare di cosa dobbiamo attenderci dopo gli ultimi fatti di Parigi, è prevedibile che non avverranno cambiamenti significativi. Le classi dirigenti delle nostre parti troveranno sicuramente un Chamberlain qualsiasi che potrà scendere dal’ aereo e dichiarare “Pace, pace, pace”. Rimpiangeremo di non avere politici almeno del calibro di Thatcher, Khol e Reagan. Nei fatti servirebbe un’ azione ben più realistica e risoluta di quella condotta nel recente passato. Si è civettato con le primavere arabe quando era evidente che non ne sarebbe scaturita alcuna estate, ma si andava diritti all’ inverno. In Libia ed in Siria sono stati commessi errori madornali: in quelle aree il caos non è mai preferibile ad un regime stabile, anche se purtroppo dispotico. La Turchia un giorno è nella NATO ed il giorno dopo pensa alla Sharia. Quanto ad Israele la diplomazia dell’Unione europea esiste solo per dichiarare l’embargo sui prodotti dei coloni. Putin è sempre guardato con maggior sospetto: pur di attaccarlo ed escluderlo va bene anche il doping. Perché allora non sciogliere la FIFA dopo i casi di Blatter e Platini, o metter fuori la Germania dai prossimi mondiali di calcio se avesse pagato per avere l’edizione del 2006?
LAPR0157_MGZOOMSul piano delle politiche e delle misure da adottare in ambito europeo, occorrerebbe maggiormente considerare che il terrorismo islamico combatte in primo luogo contro alcuni Stati dell’ area mediorientale e nordafricana. Perché non appoggiare in modo più sistematico queste nazioni, Egitto e Tunisia per primi? Sul piano interno sarebbe opportuno interrogarsi se i principi giustamente garantisti, specie in un contesto di criminalità agreste, possano seguitare a sussistere nella loro pienezza a fronte della minaccia portata da tagliagole o da eroici giustizieri di ragazzi in discoteca. In Italia potremmo arrivare ad avere nostalgia di certi Ministri dell’ Interno di democristiana memoria e di taluni ministri ombra del PCI. Avranno avuto i loro limiti, ma almeno possedevano il senso dello Stato e delle Istituzioni. Gli eventi potrebbero porci di fronte a scenari gravissimi.
1416083745336_wps_65_Jihadi_John_Alan_HenningIl terrore islamista è un fenomeno con caratteristiche belliche, ancorché asimmetriche. E’ molto diverso dalle Brigate rosse, nere ed altre aggregazioni del genere, che tutto sommato furono combattute e vinte con provvedimenti di polizia e con il codice penale. Nel caso dell’ ISIS e di Al Qaeda dovrebbe continuare a soccorrere l’ ombrello dell’ Onu. Ma se il nostro Parlamento fosse posto di fronte alla dichiarazione dello stato di guerra il Premier chiederebbe forse a Verdini di votarlo? E tuttavia l’ Italia, ad eccezione dell’ attentato al consolato nella capitale egiziana, non è stata finora oggetto di azioni terroristiche eclatanti. Anche se in numerosi siti siamo ben individuati come obiettivi specifici e dichiarazioni anche ufficiali delle autorità nazionali confermano la pericolosità e l’ attualità della minaccia. Avendo una certa familiarità in ambito forze di polizia, siamo portati ad ascrivere agli apparati di sicurezza il merito del risultato, conoscendone la professionalità, l’incisività dell’ azione e l’ attitudine all’ impegno costante.
Esecuzione-untitledSi potrebbe anche ritenere che abbiano per ora avuto effetti postivi una linea politica che riesce spesso a farsi percepire come autonoma ed originale, rispetto a quelle di altri paesi dell’ area occidentale, in ambito mediterraneo e mediorientale; ed anche un Vaticano, sebbene nel mirino di taluni proclami presenti nella rete, distante anni luce dal pur recente discorso di Ratisbona. Ad ogni buon conto non è sicuramente il caso che ci ha tenuto al riparo da iniziative efferate. Come pure è necessaria ogni consapevolezza rispetto a potenziali, più nefaste evoluzioni. In sostanza bisogna lavorare a piani di emergenza che consentano di affrontare al meglio ogni possibile situazione. Non sono problemi di protezione civile. Si tratta di ben altro. Auguriamoci che si riesca sempre a prevenire e che nulla accada. “Si vis pacem para bellum”: Vegezio la pensava così nel quarto secolo, ma il concetto è ancora attuale; salvo non si ritenga che di fronte ad un terrorista con la cintura esplosiva si debba chiedere la soluzione al sostituto procuratore di turno.

di Carlo Corbinelli Foto: Getty Images, Stato Islamico

Populismo

Perché Europa e Obama farebbero bene a cercare di capire i vari Putin e Orban anziché trattarli da mostri

Mondiali 2014, Finele: Germany Argentina

L’infornata di sanzioni Ue contro Mosca appena approvata dai governi europei era inevitabile ed è appropriata: a prescindere da ogni altra considerazione di politica e di diplomazia internazionali, chi destabilizza un paese confinante armandone i ribelli con sistemi bellici così sofisticati che costoro non sono capaci di usarli, e finiscono per abbattere un aereo civile uccidendo 300 innocenti, merita una punizione. Non ci sono giustificazioni per fatti del genere, come non ce ne sono quando l’artiglieria israeliana colpisce le scuole dell’Onu dove hanno cercato riparo i civili palestinesi e non ce ne sono quando i razzi palestinesi seminano il terrore nelle cittadine israeliane.

putin-assadTrovo invece patetica la crescente demonizzazione di Vladimir Putin, indicato sempre più come l’uomo da abbattere affinché tutto torni alla normalità, e la cooperazione fra Russia, Usa e Unione Europea in vista del trionfo universale della convivenza pacifica, della liberaldemocrazia e dell’economia di mercato globalizzata ricominci come ai bei tempi della presidenza Eltsin.

Le esperienze del passato sembrano non avere insegnato nulla: l’opinione pubblica occidentale ha creduto che bastasse sbarazzarsi di Saddam Hussein, di Mubarak o di Gheddafi per vedere trionfare la libertà e la democrazia nel mondo arabo, salvo poi scoprire che le cose erano meno semplici di quanto pareva dall’esterno. Il conflitto israelo-palestinese? Una volta fuori gioco Sharon e Arafat, nemici che si reggevano reciprocamente, israeliani e palestinesi più flessibili dei loro due capi avrebbero trovato la quadratura del cerchio. Infatti… Adesso si pensa la stessa cosa di Putin, di Bashar el Assad e persino di Erdogan, capo di governo turco eletto e rieletto ogni volta con maggioranze sempre più ampie.

L’idea che un dittatore o un leader autoritario o semi-autoritario siano espressione di una specifica e irripetibile costellazione storica, sociale, culturale, politica ed economica continua a non sfiorare le menti della maggior parte dei commentatori e della gente comune. Per l’americano e l’europeo medi, intrisi di cultura individualista, il dittatore o l’uomo forte sono espressione di se stessi e di una volontà di potenza individuale, niente di più. Quando il loro modo di fare politica crea dei problemi all’Occidente, la cosa da fare perché spariscano quei problemi è far sparire il disturbatore in persona. Certo, ci sono pur sempre politici e intellettuali di alto profilo – come Henry Kissinger, Mikhail Gorbaciov, Stephen Cohen – che spiegano che in realtà il leader del Cremlino fa quello che qualunque capo di Stato russo avrebbe fatto in circostanze analoghe, perché nessun governante moscovita può permettere che l’Ucraina scivoli nell’area politico-militare della Nato. Ma sono in minoranza e le loro idee non vengono prese in considerazione.

Viktor OrbanQualcosa però si sta muovendo, e merita attenzione e approfondimento, senza giudizi precipitosi: le situazioni si stanno evolvendo sotto i nostri occhi. Ha fatto scalpore un discorso del premier ungherese Viktor Orban (foto a sinistra) pronunciato il 26 luglio scorso. Dopo aver premesso che l’esperienza della crisi finanziaria internazionale dimostra che «gli stati liberaldemocratici non sono in grado di restare competitivi a livello globale», ha affondato un colpo sbalorditivo: «Non credo che la nostra appartenenza all’Unione Europea ci precluda la possibilità di edificare un nuovo stato illiberale, basato sulle nostre fondamenta nazionali», ha detto.

Il progetto avrebbe due motivazioni. Una di tipo identitario: «l’Ungheria non è un’ammucchiata di individui, è una nazione», ha detto il primo ministro. Mentre libertà e democrazia devono continuare a prevalere, l’ottica dei diritti individuali dovrebbe lasciare posto all’etica dei doveri verso il proprio popolo. Poi ci sono motivi economici. La globalizzazione economica e la liberaldemocrazia individualistica sono un binomio che sembra non funzionare: con la relativa eccezione degli Usa, che sono pur sempre la potenza dominante, e della Germania favorita dall’architettura dell’euro, i paesi che sembrano reggersi meglio non appartengono all’Occidente: «Oggi il mondo cerca di capire la natura di sistemi che non sono occidentali, che non sono liberali e fore non sono nemmeno democrazie, ma che hanno successo». I nomi? Orban menziona Singapore, Cina, India, Russia e Turchia. Sono alcuni dei paesi i cui leader sono maggiormente criticati nella stampa europea e statunitense.

A parte la disinvoltura con cui Orban mette insieme sistemi che si possono definire democratici con altri che non lo sono minimamente, è vero che un numero crescente di paesi che non appartengono all’Occidente e che spesso non condividono i suoi valori stanno ottenendo successi politici e/o economici. A volte anche quando l’economia rallenta, il consenso per i governi resta alto. Il tasso di approvazione di Vladimir Putin, il nuovo “uomo nero” dei media occidentali, all’inizio di giugno aveva toccato il massimo storico dell’83 per cento. Anche Erdogan, che nei mesi delle proteste di piazza Taksim era sceso dal 59 del 2013 al 39 per cento, è risalito oltre il 50 per cento ed è il favorito assoluto per le presidenziali del 10 agosto. Nell’aprile scorso Viktor Orban, la bestia nera della Commissione europea e del Parlamento europeo, ha vinto un nuovo mandato da primo ministro col 44,5 per cento dei voti.

Cena di gala per Merkel e Obama al castello di CharlottenburgEffettivamente siamo in presenza di due problemi. Il primo è che il modello politico occidentale, presentato come la sintesi perfetta di prosperità, giustizia sociale, economia di mercato, libertà pubbliche e private, sistema politico democratico non attira più come in passato. Gli europei per primi avvertono i suoi limiti. In un mondo dominato dai movimenti dei grandi capitali e dalla finanziarizzazione dell’economia, dove tutti i paesi sono costretti a praticare le stesse politiche economiche e sociali fin nei dettagli per non veder esplodere il debito sovrano, dove il margine di manovra dei parlamenti nazionali si fa sempre più stretto perché l’80-90 per cento delle norme viene decisa non democraticamente a Bruxelles, dove le sentenze dei tribunali costituzionali, delle Corti europee e delle Corti d’appello stabiliscono quali leggi possono essere approvate dalla volontà popolare e quali no, dove le varie leggi nazionali sulle varie “fobie” riducono costantemente lo spazio della libertà di parola, viene da interrogarsi se quella che vige sia democrazia sostanziale e se le libertà siano formali o reali.

Le leggi e la pressione del conformismo culturale ci obbligano a parlare in un certo modo e ci puniscono con l’emarginazione o con sanzioni penali se deroghiamo, i giudici cassano le leggi che abbiamo approvato votando per un certo partito (per esempio quella sulla fecondazione eterologa; e a Strasburgo stavano per mettere fuorilegge i crocefissi nelle scuole, se non fosse intervenuta la Grand Chambre), i mercati finanziari e i vincoli della moneta unica europea decidono al posto dei governi cosa si può fare e cosa non si può fare. È ancora democrazia questa? È ancora libertà?

Poi c’è l’altra grande questione: l’incapacità di guardare agli altri come altri, di dare un significato all’alterità. Così il russo è solo un euro-asiatico politicamente immaturo, che si è lasciato sedurre e manipolare dal proprio capo supremo. Liberiamo il minorenne russo, incline a credere a tutto ciò che la propaganda di Stato gli propina, dal suo tutore, e Mosca diventerà come Belgrado: una capitale di tradizione slavo-ortodossa desiderosa di omologarsi in tutto e per tutto ai canoni dell’Unione Europea.

milosevicIl paragone fra la Serbia di Milosevic e la Russia di Putin l’ho letto nelle pagine dell’autorevolissimo New York Times: secondo Roger Cohen bisogna trattare Putin come Milosevic, e la Russia farà lo stesso percorso che ha fatto la Serbia. Forse Cohen farebbe bene a ricordarsi come trattammo la Russia al tempo della crisi del Kosovo. A Mosca c’era Eltsin, che pur protestando molto di fatto dette il via libera ai bombardamenti Nato su Belgrado e sulle truppe serbe in Kosovo, perché non minacciò un intervento militare. Quando Belgrado capitolò, Mosca fece da mediatrice fra la Serbia e la Nato per le decisioni relative all’ingresso delle truppe euroatlantiche in Kosovo e chiese di potere avere un ruolo. Venne tenuta fuori come un lebbroso. Eltsin dovette mandare i suoi parà nottetempo all’aeroporto di Pristina, in una specie di blitz insensato – i parà russi erano un’isoletta circondata dai militari degli altri paesi- per dare al mondo l’impressione che la Russia stava sorvegliando le attività della Nato in Kosovo.

Con questi precedenti – oltre alle promesse tradite fatte a suo tempo a Gorbaciov di non accogliere nella Nato i paesi che uscivano dal Patto di Varsavia – non c’è da stupirsi della politica di Putin. L’ex ufficiale del Kgb ha fatto quello che qualunque altro presidente russo avrebbe fatto. Dopo avere rimesso un po’ in piedi la Russia dal punto di vista economico e del funzionamento delle istituzioni (al tempo di Eltsin c’era una bellissima libertà di parola e di stampa, ma più povertà che sotto il comunismo e la paralisi completa dei servizi pubblici) il nuovo leader ha cercato di restaurare la forza della Russia come grande potenza e di bloccare l’espansione della Ue e della Nato in direzione di Mosca.

In Ucraina sta perdendo la partita, come tutti capiscono sin dai giorni dell’occupazione della Crimea. Ma se Putin dovesse uscire di scena perché l’Ucraina scivola definitivamente verso Washington, le probabilità che a ciò corrisponda una democratizzazione e liberalizzazione della vita politica russa sono pari quasi a zero. Ha scritto George Friedman su Stratfor, il principale sito internet americano di geopolitica: «Coloro che pensano che Putin sia allo stesso tempo il più repressivo e il più aggressivo leader russo immaginabile dovrebbero riflettere che le cose non stanno così. Lenin, per esempio, faceva paura. Ma Stalin fu molto peggio. Potrebbe venire un tempo in cui il mondo guarderà a Putin come a un tempo di liberalità. Perché se la lotta di Putin per sopravvivere e dei suoi sfidanti interni per spodestarlo dovesse diventare più intensa, la disponibilità di tutti a diventare più brutali potrebbe ugualmente crescere».

isilLa Russia sta destabilizzando l’Ucraina, su questo non ci piove. Ma anche la Ue e la Nato stanno destabilizzando la Russia, consapevolmente o inconsapevolmente. Non stanno semplicemente osteggiando un leader autoritario: stanno mettendo in pericolo l’esistenza politica e istituzionale della Russia. Gli europei probabilmente sono in buona fede, e credono di poter fare della Russia un’altra Serbia, convertita all’europeismo dopo la caduta di Milosevic; ma gli americani pensano a una Russia serbizzata in un altro senso: un’entità politica smembrata di diritto o di fatto, gestita da oligarchi ai quali sarebbero affidati spazi territoriali specifici, la quale non costituirebbe più una minaccia geopolitica per gli Usa.

Insomma, all’amministrazione Obama non dispiacerebbe se la Russia andasse in pezzi, come ci stanno andando Siria e Iraq. Ai tempi di G.W. Bush la linea ufficiale consisteva nell’esportazione della democrazia, che avrebbe trasformato i nemici in amici. Al tempo di Obama, più realisticamente si mira a disintegrare dall’interno i nemici. Resteranno nemici, ma non nuoceranno più. Nella democrazia come sistema universale prima di tutto sembrano non crederci più gli americani, cioè quelli che l’hanno inventata.

EUSSR

Gli archivi segreti dell'URSS
Gli archivi segreti dell’URSS

Il  27. 02. 2006 Vladimir Bukovsky rilasciava alcune dichiarazioni che oggi sono più che mai attuali e profetiche :
“Per quasi 50 anni abbiamo vissuto insieme un grande pericolo, all’ombra dell’Unione Sovietica, un paese aggressore che voleva imporre il suo modello politico a tutto il mondo. Diverse volte nella mia vita ho visto per puro miracolo sventare il sogno dell’Urss. Poi abbiamo visto la bestia contorcersi e morire davanti ai nostri occhi.
Ma invece di esserne felici, siamo andati a crearci un altro mostro. Questo nuovo mostro è straordinariamente simile a quello che abbiamo appena seppellito.

Che cos’era l’URSS? Un’unione di repubbliche socialiste.
Che cos’è l’UE? Un’unione di repubbliche socialiste. Tutti i paesi dell’Unione europea tranne la Spagna e l’Austria hanno governi socialisti. E guardate cos’è successo all’Austria, quando non ha voluto un governo socialista.

Chi governava l’URSS? Quindici persone, non elette, che si sceglievano fra di loro
Chi governa l’UE? Venti persone non elette che si scelgono fra di loro

Come fu creata l’URSS? Soprattutto con la forza militare, ma anche costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente.
Come viene creata l’UE? Costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente.

Per la politica ufficiale dell’URSS le nazioni non esistevano, esistevano solo i “cittadini sovietici”. L’URSS Creò una nuova entità, chiamato popolo sovietico.
L’UE non vuole le nazioni, vuole solo i cosiddetti “europei”.

In teoria, ogni repubblica dell’URSS aveva il diritto di secessione. In pratica, non esisteva alcuna procedura che consentisse di uscirne.
Nessuno ha mai detto che non si può uscire dall’Europa. Ma se qualcuno dovesse cercare di uscirne, troverà che non è prevista nessuna procedura.

Nell’Urss esisteva la corruzione tipica di una repubblica socialista: una corruzione organizzata dall’alto.
Nell’UE i sintomi della corruzione sono uguali, tipicamente sovietici.

L’UE promette più uguaglianza, più equità, più giustizia. Questa è una promessa bolscevica.
Nell’Urss, che prometteva le stesse cose, si creò una classi di nomenklatura, e la disparità di condizioni era più grande che negli Stati Uniti.

L’Urss aveva i gulag.
L’UE non ha dei gulag che si vedono, non c’è persecuzione tangibile. Ma nonostante l’ideologia della sinistra di oggi sia “soft”, l’effetto è lo stesso: ci sono i gulag intellettuali. Gli oppositori sono completamente isolati e marchiati come intoccabili sociali. Sono messi a tacere, gli si impedisce di pubblicare, di fare carriera universitaria ecc. Questo è il loro modo di trattare con i dissidenti. I risultati del Gulag intellettuali sono gli stessi del Gulag visibile. E i loro piani prevedono che alla polizia europea sia concessa l’immunità, una cosa che non era garantita neanche al KGB!

Urss era aggressiva. Poteva sopravvivere solo annettendo nuovi paesi.
L’UE è lo stesso vicolo cieco. E non è a vantaggio dell’Europa.

Si tratta solo di somiglianze superficiali? Dopo aver fatto alcune ricerche sono arrivato alla decisa conclusione che non si tratta di coincidenze.
Semplicemente parlando, la storia dell’Europa del dopoguerra è una lotta di Bolscevichi contro Menscevichi, cioè di Comunisti contro Socialisti.
Ma i Comunisti/Bolscevichi vogliono da sempre reclutare i Menscevichi/Socialisti per farne la principale forza trainante e ottenere così finanziamenti e forza politica.
I Menscevichi/Socialisti hanno sempre lo stesso sogno, che un giorno i bolscevichi possano ammorbidirsi.
E quando i Bolscevichi si trovano in difficoltà danno sempre ad intendere che ritorneranno alla socialdemocrazia. Questo stratagemma ha sempre funzionato: sotto Lenin, Stalin, Kruscev, Breznev, Andropov.
E alla fine è diventata una teoria.
I comunisti e i socialisti hanno cospirato per attuare una “convergenza” dei due sistemi, per creare “una casa comune europea”.
Il piano era fallito prima, all’est con l’implosione dell’URSS ma è continuato all’ovest con la formazione di un’Unione europea così concepita.

Vladimir Bukovsky, un ex dissidente sovietico di 63 anni, teme che Unione Europea stia trasformandosi in un’altra Unione Sovietica. In un discorso tenuto a Bruxelles la scorsa settimana Bukovsky ha definito l’UE un “mostro” che deve essere abbattuto al più presto, prima che si trasformi in un vero e proprio stato totalitario.

Bukovsky ha fatto visita al Parlamento Europeo a seguito dell’invito del Fidesz, il maggior partito di opposizione ungherese. Il Fidesz, componente del gruppo Democratico Cristiano Europeo, aveva invitato l’ex dissidente sovietico dall’Inghilterra, dove vive, in occasione del cinquantesimo anniversario della rivolta ungherese del 1956. Dopo l ’incontro in mattinata con gli ungheresi, Bukovsky nel pomeriggio ha tenuto un discorso in un ristorante polacco ubicato in Trier straat, nei pressi della sede del Parlamento Europeo, dove in passato aveva già tenuto un altro discorso a seguito dell’invito del Partito per l’Indipendenza del Regno Unito, di cui è un attivista.

Nel suo discorso Bukovsky ha fatto riferimento a documenti classificati rinvenuti negli archivi segreti sovietici che ha potuto visionare nel 1992. Questi documenti confermerebbero l’esistenza di una “cospirazione” col fine di trasformare l’Unione Europea in una entità statuale di tipo socialista. Ero presente alla riunione ed ho registrato il suo discorso, la cui trascrizione è riportata di seguito. Inoltre ho avuto l’occasione di fargli una breve intervista. Anche la trascrizione dell’intervista è riportata di seguito. L’intervista sull’Unione Europea è stata bruscamente interrotta perché Bukovsky aveva altri impegni. Vladimir Bukovsky l’avevo già intervistato venti anni prima, nel 1986, quando l’Unione Sovietica, il primo “mostro” che così coraggiosamente aveva combattuto, era ancora vivo e vegeto.

Bukovsky è uno degli eroi del ventesimo secolo. Da giovane aveva denunciato l’uso del ricovero psichiatrico coatto dei prigionieri politici nell’ex URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, 1917-1991) ed è stato per ben dodici anni (dal 1964 al 1976), e cioè dall’età di 22 anni all’età di 34, nelle prigioni sovietiche, in campi di lavoro e in strutture ospedaliere psichiatriche. Nel 1976 i sovietici lo espulsero dal paese e si rifugiò in occidente. Nel 1992 fu invitato dal governo russo in qualità di esperto per testimoniare nel processo tenutosi a Mosca con lo scopo di stabilire se il partito comunista sovietico fosse stata un’istituzione criminale. Per dargli la possibilità di prepararsi per il processo, Bukovsky fu autorizzato ad accedere ad una notevole quantità di documenti presenti negli archivi segreti sovietici. Egli è pertanto uno dei pochi che hanno potuto visionare questi documenti, che ancora oggi sono segreti. Con un piccolo scanner e un computer portatile ne riuscì anche a copiare molti (alcuni “top secret”), compresi i rapporti del KGB allo stesso governo sovietico.

Professor Bukovskij, dieci anni fa, abbattuto il muro di Berlino, eravamo convinti che fosse stato inferto un colpo mortale allo statalismo e all’ideologia. Sembra però che le cose non siano andate così, le parole d’ordine saranno cambiate ma la sostanza resta quella. Per esempio, lei dice che l’Unione Europea altro non è che un’altra Unione Sovietica…

La mentalità comunista
La mentalità comunista

“Precisamente, e non è un’affermazione campata in aria. Ci sono motivazioni storiche precise: l’ideale europeista si afferma negli anni Sessanta, quando comincia ad arrivare in Occidente l’eco delle violazioni dei diritti umani compiute in nome del socialismo reale. Questo diede serissimi problemi, ovviamente, alla Sinistra, che rispose disegnando uno scenario inedito, e irrealizzabile. L’idea era di costruire una “casa comune europea” per i Paesi dell’Est e dell’Ovest: gli uni, i Paesi dell’Est, avrebbero nel frattempo dovuto abbracciare i diritti umani. Gli altri, i Paesi dell’Ovest, dovevano intanto incamminarsi sulla strada della socialdemocrazia. Quando entrambe queste previsioni si fossero avverate, sarebbe stato possibile dar vita a un’unica, grande Europa socialista. Però il vaticinio s’è realizzato a metà…”

Cioé?

“I Paesi dell’Est non si sono mai aperti ai diritti umani. E quando ci hanno provato, era ormai troppo tardi: compiuti settant’anni, il comunismo ha mostrato tutte le proprie, intrinseche debolezze. Tengo a precisare che l’era Gorbaciov, come ho scritto ne “Gli archivi segreti di Mosca”, rappresentò tutto fuorché un’apertura ai diritti civili, questa è solo un’altra falsificazione della stampa di sinistra… Morti di causa naturale i Paesi socialisti, la socialdemocrazia occidentale però non ha certo gettato la spugna: così oggi noi viviamo sì in un’Europa senza più il muro di Berlino, ma dove nella quasi totalità dei Paesi ci sono al governo dei politici comunisti! Che continuano a perseguire quegli ideali: l’Europa unita è disegnata a immagine e somiglianza dell’URSS.”

Quali sono le somiglianze più evidenti?

“Anzitutto, il sistema politico, che è accentrato e burocratico. Irrispettoso delle differenze fra Stati e individui. Oppressivo, nel suo concepire ogni possibile regolamentazione per strozzare gli uomini liberi. Ma soprattutto, l’UE ricorda l’Unione Sovietica nel controllo ideologico che gli eurocrati tentano di esercitare su di noi: il fatto che non esista una ‘Pravda’ non significa che il mondo dell’informazione, e quello della cultura, non siano condizionati al punto da esercitare alla fin fine la stessa funzione. Basti pensare al politicamente corretto, che è una specie di religione laica.”

Ecco, il fenomeno del politicamente corretto, se ci si pensa, è curioso. I luoghi comuni di questa nuova ideologia sono talmente radicati e “potenti” da arrivare a condizionare il lessico e la sintassi della comunicazione politica. Qualcuno in America ha azzardato: è un nuovo marxismo…

“Non penso che nessuno possa accusarmi di aver mai nutrito simpatie marxiste, ma se posso dirlo… è molto peggio. Almeno Marx era un pensatore con un capo e una coda, c’era una logica in quanto scriveva. Le idee erano sbagliate, ma c’era un filo conduttore. Il politicamente corretto invece non sta in piedi: nasce dall’esigenza della Sinistra di far convivere la proprietà privata con un’impostazione di fondo che resta socialista. Si sono accorti che senza proprietà privata non può esistere una società “civile”, però hanno preferito non ammettere il fallimento dell’intero edificio concettuale comunista. Così, adesso tentano di conciliare la proprietà con un’impostazione ‘di sinistra’, il che è assurdo, perché la proprietà ha bisogno di essere circondata e fortificata da altre istituzioni (la famiglia, per esempio). Comunque, la tattica del “politicamente corretto” è molto semplice: s’inventano delle “minoranze”, e poi per “difenderle”, sempre fra virgolette, riescono a giustificare ogni e qualsiasi intervento governativo.”

Per esempio?

“Basta guardare all’America, il femminismo dopotutto è questo. Una montagna di bugie declamate non in nome delle donne, ma per ampliare ancora una volta “la sfera pubblica”, l’interventismo statale. Perché la Sinistra è favorevole all’immigrazione selvaggia? Proprio per questo motivo, per coltivarsi “minoranze” sempre nuove, un ulteriore bacino elettorale. E poi c’è la madre di tutte le battaglie… quella contro il tabacco. L’isterismo anti-fumo non è una questione che abbia un particolare retroterra teorico. Però è stata il banco di prova della ‘political correctness’: l’hanno usata per vedere se era possibile imporre a tutto il mondo una nuova forma di controllo sugli individui. Ce l’hanno fatta, pensate che se devo andare Oltreoceano e voglio fumare in volo, l’unica compagnia aerea che me lo permette è la Cenerentola dei cieli, la Kuwait-air. Con il divampare del salutismo, la Sinistra ci ha dimostrato che oggi riesce (purtroppo) a condizionare tutto il mondo occidentale.

Lei è un ex dissidente sovietico conosciuto in tutto il mondo. Recentemente ha evidenziato una inquietante somiglianza dell’Unione Europea con l’ex Unione Sovietica. Può chiarirci meglio il suo pensiero?

Mi riferisco alle istituzioni, ad una certa ideologia, ai programmi, alla direzione intrapresa, all’inevitabile espansione, all’annullamento delle diverse nazionalità. Ciò è anche stato lo scopo della stessa Unione Sovietica. La maggior parte della gente non si rende conto di quanto sta accadendo. Gli europei non lo sanno, noi invece sì perché siamo stati educati in Unione Sovietica, in cui abbiamo dovuto studiare l’ideologia sovietica sia nelle scuole superiori sia all’università .  Lo scopo finale dell’Unione Sovietica era quello di generare una nuova entità storica, il “popolo sovietico”,  in tutto il mondo intero. Lo stesso scopo è oggi perseguito dall’UE. Stanno tentando di generare un nuovo popolo. Lo chiamano il “popolo europeo”, qualunque sia il significato attribuito a questa espressione.

Secondo la dottrina comunista così come in molte derivazioni del pensiero socialista, lo stato, lo stato-nazione, è destinato a scomparire. In URSS lo stato sovietico divenne molto potente e le diverse nazionalità che lo costituivano furono obliterate. Ma al momento del crollo avvenne il processo contrario. I sentimenti soffocati di identità nazionale riemersero nuovamente e hanno quasi distrutto il paese. E’ stato davvero terribile.

Pensa che la stessa cosa possa accadere quando l’Unione Europea collasserà?

Assolutamente si, la psicologia umana è come un elastico che può essere tirato, però non oltre un certo limite. Un elastico può essere tirato sempre di più, ma non bisogna mai dimenticare che nel frattempo sta accumulando l’energia per ritornare alla sua forma originaria. La psicologia umana è come un elastico che tende sempre a ritornare rapidamente alla sua forma originaria.

Però tutti questi paesi che si sono uniti nell’Unione Europea lo hanno fatto volontariamente.

No, non stanno così le cose. Si guardi per esempio alla Danimarca che ha votato due volte contro il trattato di Maastricht. Si guardi all’Irlanda [che ha votato contro il trattato di Nizza]. Si guardi a tutti gli altri paesi, sono tutti sotto pressione. E’ come una specie di ricatto. La Svizzera è stata costretta a votare cinque volte sullo stesso quesito referendario. Tutte e cinque le volte è stato respinto, ma non si sa cosa accadrà la sesta o la settima volta. E’ sempre la stessa storia. E’ un semplice trucchetto. L’elettorato viene fatto votare fino a quando non vota nel modo voluto. A questo punto non gli viene più chiesto di votare. Perché si fermano? Si continui a votare. L’Unione Europea sembra un matrimonio contratto sotto la minaccia di una pistola puntata alla tempia.

Cosa pensa che i giovani dovrebbero fare riguardo all’Unione Europea? Su cosa si dovrebbe puntare, sulla democratizzazione dell’istituzione o si dovrebbe invece cercare di eliminarla del tutto?

Penso che l’Unione Europea, come l’Unione Sovietica, non possa essere democratizzata. Gorbachev provò a farlo, e ciò malgrado si è dissolta. Questo genere di strutture politico-istituzionali non possono essere democratizzate.

Però abbiamo un Parlamento Europeo scelto dalla gente.

Il Parlamento Europeo è eletto sulla base di un sistema elettorale di tipo proporzionale, che non è però garanzia di rappresentatività. E poi su cosa vota? Sulla percentuale di grasso nello yogurt, quel genere di cose. E’ ridicolo. Ha le stesse funzioni del Soviet Supremo. Un parlamentare europeo in media parla sei minuti all’anno in Parlamento. Non è un vero e proprio Parlamento.

TRASCRIZIONE DEL DISCORSO DI BUKOVSKY TENUTO A BRUXELLES

Nel 1992 ho avuto una possibilità di accesso senza precedenti a documenti segreti del Comitato Centrale e del Politburo. Questi documenti, che da 30 anni sono ancora tenuti segreti, fanno molto chiaramente riferimento ad un “progetto comune” tra i partiti della sinistra europei e Mosca secondo il quale il mercato comune europeo si sarebbe trasformato in uno stato federale. Mikhail Gorbachev nel 1988-89 si riferiva ad esso come a “la nostra casa comune europea”.

L’idea era semplice. Venne alla luce negli anni 1985-86, quando i comunisti italiani fecero visita a Gorbachev, seguiti dai socialdemocratici tedeschi. Costoro temevano i mutamenti politici che stavano avvenendo nel mondo, specialmente dopo le privatizzazioni introdotte dalla Thatcher e le liberalizzazioni economiche. Questi mutamenti stavano minacciando le “conquiste” di generazioni di socialismo e di socialdemocrazia, stavano minacciando di invertire completamente il corso della storia. Di conseguenza si stabilì che l’unico modo per affrontare questo rigurgito di “capitalismo selvaggio” era quello di tentare di introdurre gli stessi obiettivi socialisti in tutti i paesi di colpo. Prima di ciò, i partiti della sinistra e l’Unione Sovietica si erano sempre fortemente opposti all’integrazione europea perché veniva percepita come un mezzo per frapporre un ostacolo al socialismo. Dal 1985 in poi cambiarono completamente opinione. I Sovietici giunsero infine ad un accordo con i partiti della sinistra dell’Europa occidentale: se avessero lavorato insieme avrebbero potuto assumere il controllo dell’intero progetto europeo e modificarlo completamente. L’area di libero scambio sarebbe stata trasformata in uno stato federale.

Secondo documenti segreti sovietici, gli anni 1985-86 rappresentarono il punto di svolta. Ho pubblicato la maggior parte di questi documenti. I colloqui trascritti in questi documenti sono davvero illuminanti. Si intuisce che ci fu una “cospirazione”, il che è abbastanza comprensibile, in quanto stavano cercando tutti di salvarsi politicamente la pelle. Nei paesi dell’est i sovietici avevano bisogno di un cambiamento dei rapporti con l’Europa perché stavano entrando in una crisi strutturale prolungata e molto profonda; in occidente i partiti di sinistra avevano timore di essere spazzati via e di perdere la loro influenza e prestigio. Così c’è stata una vera e propria cospirazione, evidentemente da loro stessi messa in piedi, nella quale tutti erano d’accordo e alla quale tutti hanno lavorato.

Nel gennaio del 1989, per esempio, una delegazione della Commissione Trilaterale fece visita a Gorbachev. C’era [l’ ex Primo Ministro giapponese Yasuhiro] Nakasone, [l’ex presidente francese Valèry] Giscard d’Estaing, [il banchiere americano David] Rockefeller e [l’ex Segretario di Stato USA Henry] Kissinger. Essi ebbero una conversazione molto schietta durante la quale fecero presente a Gorbachev che la Russia sovietica avrebbe dovuto integrarsi nelle istituzioni finanziarie del mondo, quale il GATT, l’FMI e la Banca Mondiale.

Nel bel mezzo dei colloqui Giscard d’ Estaing prese improvvisamente la parola e disse: “Signor presidente, non posso dirle esattamente quando accadrà – probabilmente fra 15 anni – ma l’Europa si sta avviando ad essere uno stato federale e dovete incominciare a prepararvi. Dovete lavorare con noi ed i leader politici europei sulla reazione che avrete quando ciò accadrà, su come consentirete ai paesi dell’est europeo di interagire con questo nuovo stato federale e su come voi stessi diventerete parte di esso. Dovete essere pronti”.

Era il gennaio 1989, un momento in cui il trattato di Maastricht [1992] neppure era stato abbozzato per sommi capi. Come diavolo ha potuto Giscard d’ Estaing sapere cosa sarebbe accaduto nei 15 anni successivi? E sorpresa, sorpresa, come mai è diventato l’estensore della costituzione europea [nel 2002-03]? Una domanda molto interessante. Si sente odore di cospirazione, è vero?

Fortunatamente per noi la parte sovietica di questa cospirazione è collassata prima e Mosca non si è trovata nel momento in cui avrebbe potuto influenzare il corso degli eventi. Ma l’idea originale fu di creare ciò che fu chiamata una “convergenza”, in base alla quale l’Unione Sovietica avrebbe dovuto ammorbidirsi verso posizioni più socialdemocratiche, mentre Europa occidentale sarebbe passata da un regime politico di tipo socialdemocratico ad un regime di tipo più rigidamente socialista. Allora si sarebbe realizzata la convergenza. Le strutture politiche delle due entità si sarebbero adattate con precisione l’una all’altra. Ecco come le istituzioni politiche dell’Unione Europea inizialmente furono progettate: allo scopo di adattarsi successivamente alle istituzioni sovietiche. Ecco anche perché sono così simili nella loro struttura e nel loro funzionamento.

Non è un caso che il Parlamento Europeo, per esempio, faccia venire alla mente il Soviet Supremo. Funziona come il Soviet Supremo perché è stato progettato nello stesso modo. Idem per quanto riguarda la Commissione Europea. che assomiglia al Politburo. Voglio dire che è simile in tutto e per tutto, tranne che per il fatto che la Commissione oggi ha 25 membri mentre il Politburo ne aveva 13/15. A parte questo hanno le medesime funzioni, non rispondono a nessuno, i membri che la compongono non sono scelti direttamente dai cittadini. Quando si esamina questa strana attività dell’Unione Europea con le sue 80.000 pagine di regolamentazioni sembra il Gosplan. Quest’ultima istituzione pianificava qualunque dettaglio in campo economico, anche la forma e la dimensione dei dadi e bulloni, fino a cinque anni prima. La stessa identica cosa sta avvenendo nell’UE. Quando guardate il tipo di decadimento della UE, si tratta esattamente dello stesso tipo sovietico di decadimento, che si propaga dall’alto al basso piuttosto che il contrario.

Se si esaminano le istituzioni e le caratteristiche di questo mostro europeo che sta emergendo si può notare che sempre più assomiglia all’Unione Sovietica. Naturalmente, è una versione più edulcorata dell’Unione Sovietica. Per favore, non fraintendetemi. Non sto dicendo che in Europa ci sono i Gulag. Non c’è nemmeno il KGB – non ancora – ma sono da osservare con molta attenzione strutture quali per esempio la Europol. Ciò che più preoccupa è che questa polizia avrà probabilmente maggiori poteri di quelli del KGB. Avrà l’immunità diplomatica. Immaginate un KGB con immunità diplomatica. Svolgerà la sua funzione poliziesca per reprimere e perseguire 32 tipi di reato – due dei quali sono particolarmente preoccupanti. Uno è il razzismo, l’altro è la xenofobia. Nessuna legislazione penale sulla terra considera perseguibili questi comportamenti [con l’eccezione del Belgio]. Quindi: questi sono due nuovi reati, e siamo avvertiti. Qualcuno del governo britannico ha già detto che coloro che faranno obiezioni all’immigrazione incontrollata dal terzo mondo saranno considerati razzisti. Coloro che si opporranno ad una ulteriore espansione ed integrazione europea saranno considerati xenofobi. E’ stata Patricia Hewitt che ha fatto queste dichiarazioni ed i fatti sono sotto gli occhi di tutti.

Quindi siamo avvertiti. Nel frattempo stanno ideologizzando sempre più il sistema. L’Unione Sovietica si è retta in piedi grazie all’ideologia. L’ideologia dell’Unione Europea è socialdemocratica, statalista, con una buona dose di “political correctness”. Si osservi come il “political correctness” si diffonde e si trasforma in un’ideologia oppressiva. Per non parlare poi del fatto che ormai è proibito fumare quasi dappertutto. Si consideri la persecuzione di persone come quel pastore svedese che è stato perseguito per parecchi mesi per aver detto che la Bibbia non approva l’omosessualità. La Francia ha approvato leggi contro l’istigazione all’odio nei confronti degli omosessuali. La Gran Bretagna si accinge a varare leggi che sanzionano penalmente espressioni del pensiero contrarie alle relazioni interrazziali e relative a questioni religiose e così via. Ciò che emerge, in prospettiva, è che questo tipo di ideologia viene sistematicamente inglobata nella legislazione penale. E’ questa ideologia che sarà quindi in futuro fatta rispettare coercitivamente. Questo sembra che sia lo scopo prevalente dell’Europol. A cosa servirebbe altrimenti ? l’Europol mi insospettisce molto. Guardo con molta attenzione quando c’è qualcuno che viene perseguito da essa. Mi chiedo quali siano i motivi e cosa sta davvero accadendo. E’ un campo in cui sono un esperto. So bene come si generano i Gulag.

Viviamo in un periodo di veloce, sistematico e costante smantellamento della democrazia. Si prenda per esempio questo Legislative and Regulatory Reform Bill [progetto di legge di riforma legislativa e normativa]. I ministri diventano legislatori che possono legiferare senza preoccuparsi di dare conto al Parlamento o a chicchessia. La mia reazione immediata è: perché tutto questo? La Gran Bretagna è sopravvissuta a due guerre mondiali, alla guerra con Napoleone, all’ Armata Spagnola, per non parlare della guerra fredda, di quel periodo in cui ci veniva detto che in qualsiasi momento sarebbe potuta scoppiare una guerra mondiale nucleare. Nel passato non è mai stata evidenziata l’esigenza di introdurre questo tipo di legislazione oppure di sospendere le libertà civili o di introdurre poteri di emergenza. Perché ne abbiamo bisogno proprio ora? Tutto questo può trasformarsi in una dittatura in qualunque momento.

La situazione attuale è molto seria. I partiti politici più importanti sono stati completamente cooptati nel progetto della nuova UE. Nessuno di essi realmente si oppone a questo progetto. I partiti sono diventate istituzioni decadenti. Chi difenderà le nostre libertà? Sembra che ci stiamo dirigendo verso il collasso, la crisi del sistema. Il risultato più probabile è che ci sarà un collasso economico in Europa, che avverrà a tempo debito e che accadrà a causa di questa crescita a dismisura delle spese e delle tasse. L’incapacità di generare un ambiente competitivo, la regolamentazione eccessiva dell’economia, la burocratizzazione, tutto questo porterà al collasso economico. Specialmente l’introduzione dell’euro è stata un’idea pazzesca. La moneta non dovrebbe essere mai politicamente imposta.

A tal proposito non ho alcun dubbio. Ci sarà un collasso della Unione Europea, così come è avvenuto per l’Unione Sovietica. Ma non dimentichiamoci che quando questi momenti della storia avvengono lasciano dietro di sè una tale devastazione che ci vuole una generazione affinché si richiudano le ferite. Pensiamo a cosa accadrà quando ci sarà la crisi del sistema. Emergeranno forti tensioni fra le nazioni. Potrebbe saltare tutto. Guardiamo all’enorme numero di immigranti dai paesi di terzo mondo che ora vivono in Europa. Tutto ciò è stato voluto dall’ Unione Europea. Cosa sarà di loro se ci sarà un crollo economico? Probabilmente alla fine ci saranno, come nell’Unione Sovietica, tante di quelle dispute etniche che il loro numero è oggi difficile da immaginare. In nessun altro paese ci sono state tante tensioni etniche come in Unione Sovietica, con l’eccezione probabilmente della ex Iugoslavia. Accadrà la stessa cosa qui. Dobbiamo tenerci pronti. Questa enorme struttura burocratica sta per crollarci addosso.

Voglio essere molto schietto a questo proposito: prima si chiude con l’UE, meglio è. Prima collasserà, meno danni farà a noi e agli altri paesi. Ma dobbiamo essere rapidi perché gli eurocrati stanno muovendosi molto velocemente. Sarà difficile affrontarli. Oggi è ancora relativamente più semplice. Se per esempio un milione di persone marcia su Bruxelles oggi questi individui se ne scapperanno via alle Bahamas. Se domani la metà della popolazione britannica si rifiuterà di pagare le tasse, non accadrà niente di drammatico e sicuramente nessuno andrà in prigione. Ancora oggi una iniziativa del genere si può abbastanza tranquillamente intraprendere. Ma non so cosa accadrà domani con una Europol che nel frattempo si sarà completamente sviluppata e riempita di ex agenti della Securitate o della Stasi. Può succedere di tutto.

Stiamo perdendo tempo. Dobbiamo batterli. Dobbiamo fermarci a riflettere ed elaborare la strategia più efficace per ottenere il massimo effetto. Altrimenti sarà troppo tardi. Cosa vi posso dire? Le mie conclusioni non sono ottimiste. Per adesso, nonostante ci siano alcuni movimenti anti-UE in quasi ogni paese, non sono sufficienti. Per adesso siamo perdenti e stiamo sprecando tempo.

Fonte: http://www.brusselsjournal.com

Link:  http://www.brusselsjournal.com/node/865″

 

40 anni di terrorismo

Dopo la conferenza tricontinentale tenutasi all’Avana dal 3 al 15 gennaio del 1966 (fondazione dell’OSPAAAL) , la Connessione cubana al terrorismo, dopo l’intervento di ernesto che guevara, scatenò la guerra contro l’occidente … quando l’invasione dell’Iraq e dell’Afganistan non erano ancora avvenute e non potevano essere prese come scusa.
… After tricontinental conference held in Havana from January 3-15, 1966 (foundation OSPAAAL), the Cuban connection to terrorism, after participation of ernesto che guevara, unleashed the war against the West … When the invasion of Iraq and Afghanistan had not yet occurred and could not be taken as an excuse

For whom the bell tolls…

July 23, 1968: An Israeli El Al flight en route from Rome to Tel Aviv, Israel with a crew of ten and thirty-eight passengers, was hijacked by four Popular Front for the Liberation of Palestine Islamic terrorists and forced to land in Algiers, Algeria – an OPEC, Marxist Muslim fiefdom.
August 10, 1968: While it was relatively meaningless by itself, it was part of a bigger campaign. In Turkey today, two firebombs were thrown into the USIS office in Izmir. The anti-American climate in Islamic Turkey would continue to fester and grow.
August 10, 1968: Yasser Arafat’s al-Fatah detonated three grenades in Jerusalem’s Jewish section, injuring eight Israelis and two Americans.
August 19, 1968: Yasser Arafat’s al-Fatahdetonated a bomb near the Parliament building in Jerusalem. No one was hurt.
August 21, 1968: Al Fatah terrorists bombed the U.S. Consulate building in East Jerusalem demonstrating their hatred for Americans.
September 4, 1968: Palestinian Muslims detonated three bombs in the Central Bus Station in Tel Aviv killing one Israeli and wounding 71 more. Attacking soft civilian targets was becoming a hallmark of Fatah terrorists.
September 13, 1968: Syrian al-Sa’iqa terrorists attacked the Israeli police headquarters in Baniyas in the Golan Heights. The facility was destroyed and all five Jews who were inside were killed.
October 26, 1968: In the Federal Republic of Germany, three prominent anti-Communist Croatians were assassinated in a Munich apartment. Throughout much of 1968, Communists in Croatia were attacking targets all across Europe.
October 26, 1968: Armed with a revolver, a member of the Black Panthers, Raymond Johnson hijacked a National Airlines flight to Cuba. The Black Panther was arrested and held by Cuba. No one was injured and there were no prisoner exchanges or ransoms.
October 26, 1968: Two Italians hijacked an Olympic Airways jet from Paris en route to Athens to publicize their opposition to the military junta in Greece. The terrorists brandished a pistol and a grenade. They gave the 130 passengers handbills telling them that they had just been punished for going to Greece. No one was injured and no prisoners were exchanged.
November 22, 1968: Islamic terrorists in Israel used a large bomb to kill 12 Jews and wound 52 more in Jerusalem’s most crowed open-air market.
December 26, 1968: Still basking in their July 23rd success, the Popular Front for the Liberation of Palestine attacked another El Al aircraft in Athens, shooting and killing one passenger. In response, Israel destroyed 14 Lebanese planes in Beirut. The two Palestinian hijackers who perpetrated the attack were freed in September of 1970 as the result of a quad hijacking by the PFLP and subsequent prisoner exchange.
December 29, 1968: Yasser Arafat’s al-Fatah claimed “credit” for shelling the Israeli town of Beisan in northeast Israel.
December 31, 1968: In Israel, al-Fatah Islamic terrorists attacked the Jewish settlement of Kiryat Shmona in the upper Galilee. The rockets they deployed had been fired from Lebanon. It was the beginning of a foreboding trend.
January 2, 1969: A lone Islamic terrorist hijacked an Olympic Airways flight that had departed from Crete en route to Athens. The plane was flown to Cairo, Egypt.
February 3, 1969: Yasser Arafat, in the afterglow of the Time Magazine cover story on his violent and victorious defeat at the village of Al-Karameh, and flush with OPEC funding and jihadist recruits, was appointed Director of the Palestinian Liberation Organization in their meeting in Cairo, Egypt. The ugly face of Islamic terror had a new “Commander-in-Chief of the Palestinian Revolutionary Forces.” The “Chairman of the PLO’s Political Department” was now Yasser Arafat.
February 18, 1969: Palestinian Muslims attacked an Israeli El Al airliner in Zurich, Switzerland as it was preparing to take off en route to Tel Aviv. The cockpit of the airliner was machine-gunned by the four Islamic terrorists who belonged to the Popular Front for the Liberation of Palestine.
The terrorists fired 200 bullets and lobbed incendiary grenades from their car as the plane taxied down the runway.
February 25, 1969: The Popular Front for the Liberation of Palestinian “claimed credit” for detonating a bomb inside the British Consulate in Jerusalem. .
March 1, 1969: In Germany, Islamic terrorists corrupted by the Muslim Brotherhood used a bomb to destroy an Ethiopian Airlines Boeing 707 jet at the Frankfurt Airport. Several cleaning women were injured in the blast.
The Government of Ethiopia blamed the attack on the Syrian-Egyptian Movement for the Liberation of Eritrea. The Islamic Eritrean Liberation Front claimed credit for the bombing.
March 6, 1969: Muslims belonging to the PFLP thought it would be a good idea to detonate a bomb in the Hebrew University cafeteria, so they did, mutilating and burning the bodies of 29 Jewish students.
May 22, 1969: The attempted assassination of the first Israeli Prime Minister, Ben-Gurion, failed but the would-be killers were freed by Denmark.
June 18, 1969: In Pakistan, three armed members of the Islamic Eritrean Liberation Front assaulted an Ethiopian airliner at the Karachi airport. The Boeing 707 was burned in the attack. The terrorists, all of whom were captured, told authorities that they carried out the attack to dramatize their opposition to Ethiopian rule in Eritrea. Since the Islamic Pakistani government was sympathetic to their cause the three men were jailed for less than one year.
July 17, 1969: In India, a bomb was detonated inside of a USIS reading room in the American Consulate in Calcutta, burning one employee.
July 18, 1969: In London, England, Popular Front for the Liberation of Palestine terrorists fire-bombed a department store owned by Jewish citizens of the U.K.. The PFLP claimed responsibility for the bombing and warned that there would be more bomb attacks on Jewish-owned establishments in London and in the United States.
PFLP leader George Habbash said, “We shall expand our operations everywhere, in all parts of the world. The enemy camp includes not only Israel but also the Zionist movement, world imperialism led by the United States.” As a Muslim Marxist, Habbash had to please his Islamic and Communist financiers. Terrorism is, after all, expensive.
July 19, 1969: Islamic jihadists associated with the Sudan government firebombed a United States Information Services library in Khartoum. The fundamentalist Islamic regime in control of the Sudan would soon unleash the most deadly genocide in modern history, killing 2.7 million African Animists and Christians.
July 22, 1969: Muslims in the Philippines threw hand grenades into a USIS library in the American Consulate building in Manila, killing one Filipino. They did this because Muslims are hostile to the truth. Honest, open, and informed discussion is the one thing that is lethal to their religion – and thus to the terror Islam inspires.
August 17, 1969: In London, England, PFLP Islamic terrorists planted several bombs inside the Marks and Spencers Department Store.
August 18, 1969: Six Islamic terrorists hijacked an Egyptian Misrair Anatov-24 flying from Cairo to the tourist destination of Aswan on the Nile River. The plane was forced to land in Jidda, Saudi Arabia.
August 18, 1969: The Israel Touristy Office in Copenhagen, Denmark was bombed by Muslim militants.
August 19, 1969: TWA flight 840 from Rome to Athens was hijacked to Syria, where President Assad was sympathetic to Islamic terrorism. The Palestinian terrorists destroyed the aircraft.
August 29, 1969: In France, a TWA Boeing 707 flight from Paris was hijacked by two Palestinian Front for the Liberation of Palestine terrorists and forced to land in Damascus, Syria. The plane carried a crew of 12 and 101 passengers.
After the hijack the Islamic terrorists announced to the passengers that the PFLP had taken command of the flight, and they ordered the plane flown to Damascus. Immediately upon landing, the passengers managed to jump from the plane before a bomb went off, destroying the aircraft. Four passengers were injured.
The PFLP said the hijacking and destruction of the TWA jet, along with the hijacking of an El Al Israeli Airlines plane to Algeria in July l968, the attacks on El Al planes in Athens in December 1968 and in Zurich in February 1969, were all part of their plan to strike at “imperialist interests within and outside the Arab world.” Acknowledging their Muslim overlords, they also asserted that “the action was in reprisal for American assistance to Israel.”.
September 8, 1969: Arafat’s al-Fatah recruited two teenage boys and motivated the young Muslims to throw hand grenades into the El Al Airlines offices in Brussels, Belgium. Four people were wounded in the blast.
What’s interesting is that while the perpetrators admitted that they had conducted their mission on behalf of Fatah, yet the PFLP claimed credit for the attack.
September 8, 1969: Two Islamic terrorists calling themselves “Palestinians,” bombed the Israeli Embassy in Bonn, Germany. The PFLP claimed credit.
September 8, 1969: In the Hague, Netherlands, Muslim militants threw hand grenades into the Israeli Embassy.
September 9, 1969: In Asmara, Ethiopia, the American Consul General Murray Jackson, was kidnapped along with a British businessman by Muslims corrupted in Cairo. After signing a document stating that he had been instructed in the terrorist’s objectives, and that he had not been mistreated, Mr. Jackson was released.
September 12, 1969: In Jordan, a bomb went off on the porch of the Amman home of the U.S. assistant army attaché.
September 13, 1969: Three armed members of the Islamic Eritrean Liberation Front hijacked an Ethiopian Airlines DC-6 with 66 passengers aboard. The flight, bound for Djibouti from Addis Ababa was forced by the Muslim militants to land at Aden, Southern Yemen. One of the hijackers, Muhammad Sayed, 18, was shot by an Ethiopian secret police official who had been a passenger on the flight.
October 7, 1969: An undisclosed group of Argentinean terrorists bombed a number of American businesses for reasons they never disclosed. Although there were nine attacks, no one was injured.
October 21, 1969: Marxist Muslim Muhammad Siad Barre assumed dictatorial power in a military coup d’etat following the assassination of Somalia’s second President, Abdi Rashid Ali Shermarke. Barre nationalized the economy with the help of Soviet advisers and Cuban troops. His Supreme Ruling Council formulated political and legal institutions based on the Qur’an, Marx, Mao, Lenin, and Mussolini. Siad Barre explained: “The official ideology consists of three elements: my own conception of community, a form of socialism based on Marxist principles, and Islam.”.
December 5, 1969: Four Muslim Militants were caught before they could attack an airliner in London. The subsequent plot on the 17th failed as a result.
December 12, 1969: Islamic terrorists bombed the West Berlin office of Israeli El Al Airlines. No one was injured in the blast.
December 12, 1969: Muslim militants associated with the Islamic Eritrean Liberation Front armed with pistols and explosives were killed by plainclothes security guards as they attempted to hijack an Ethiopian Airlines jet shortly after takeoff from Madrid on a flight to Addis Ababa.
In Damascus, Syria, the Eritrean Liberation Front admitted that the two slain men were members of their organization but claimed that they had not intended to hijack the airliner, merely to hand out leaflets. But on December 10, Spanish police had arrested a third ELF member at the Madrid airport for carrying explosives.
December 20, 1969: In Islamic Turkey, a bomb was detonated outside the United States Information Services building in Ankara.
December 21, 1969: Three Lebanese Muslims were caught as they tried to hijack a TWA plane in Athens. The flight was bound for Rome and then on to New York. The three Muslim militants, who used handguns and explosives, said that they were members of the PFLP, and that they had received orders to divert the airplane to Tunis where they were to evacuate the passengers and blow up the aircraft.
One of the hijackers confessed that he and his colleagues had planned to destroy the plane “to warn the Americans to stop providing air communications with Israel.” The three Islamic terrorists were freed after the hijacking of an Olympic Airways plane to Cairo on July 22, l970.
December 29, 1969: Philippine terrorists attempted to assassinate U.S. Vice President Spiro Agnew by bombing his car. No one claimed credit for the assault but these same tactics were deployed countless times by local Islamic groups such as the Abu Sayyaf, Jemaah Islamiyah, and the Moro Islamic Liberation Front.
January 1, 1970: In Turkey, an explosion occurred at the entrance of the U.S. Consulate in Istanbul. Islamic Turkey was becoming a dangerous place to be an American.
January 9, 1970: In France, a TWA 707 airliner en route from Paris to Rome with just 20 passengers and crew aboard was hijacked to Beirut by a lone French terrorist. He said that he wanted to spite Americans and Israelis for their aggression in the Middle East. Considered a hero by Muslims, when the hijacker was taken into custody in Lebanon he was only sentenced to nine months in jail essentially the time he served awaiting trial. He was promptly released and returned to France, where he was tried for illegal possession of weapons and sentenced to eight months in prison, once again, the length of the trial process.
The Popular Democratic Front for the Liberation of Palestine thought their criminal act was a good thing, so they claimed responsibility for the murder and mutilations. However, since the word has a problem understanding the benefits of being judgmental, and fails to appreciate the concept of responsibility, the murdering Muslim terrorists were set free after the September 6, 1970 hijacking of one Swiss and two U.S. airliners.
January 11, 1970: In Ethiopia, Islamic jihadists shot and killed a U.S. soldier. The Eritrean Islamic Jihad Movement was responsible for the shooting the American.
The Eritrean Islamic Jihad Movement was composed of Islamic terrorists who are financed, trained, and armed by the fundamentalist Islamic government in neighboring Sudan. The terrorist club sought to depose the current secular government in Eritrea and replace it with an Islamic theocracy based upon Sharia Law.
January 21, 1970: In the Philippines, a car bomb exploded behind the Joint U.S. Military Assistance Group headquarters in Manila. Three support staff were injured.
February 10, 1970: In Germany today, three Islamic terrorists killed an Israeli citizen and wounded 11 other Jewish passengers in a grenade attack on a bus at the Munich airport. The militants deployed guns and grenades in their assault on the El Al airport shuttle. The carnage was minimized because the Israeli pilots wrestled the weapons away from the Islamic terrorists.
February 17, 1970: The Germans foiled a PFLP hijacking of an El Al aircraft. However, their temporary success only served to encourage terrorism because the German government foolishly freed the kidnappers two months later.
February 21, 1970: A Swiss Air flight 330 from Zurich bound for Tel Aviv was bombed in mid-air nine minutes after takeoff by the PFLP General Command, a PFLP splinter group. Forty-seven innocent souls lost their lives to Islam, 15 of whom were Israelis. The bomb, placed in the cargo hold, was triggered by a change in atmospheric pressure. While the crew attempted to turn the plane back to the airport, smoke in the cockpit and the loss of electrical power thwarted their efforts,.
February 21, 1970: On the same day that the PFLP-General Command destroyed a Swiss aircraft, killing everyone aboard, the main branch of the Popular Front for the Liberation of Palestine exploded a bomb aboard an Austrian Airlines Caravelle flight from Frankfurt, Germany to Vienna, Austria. Fortunately, the damage was not catastrophic and the plane returned to Frankfurt safely with its 33 passengers.
The bomb was detonated twenty minutes after takeoff by an altimeter reading of fourteen thousand feet.
March 1, 1970: In Italy, a bomb was found in the luggage of an Islamic terrorist aboard an Ethiopian airliner in Rome. The device had been placed by members of the Eritrean Islamic Jihad Movement.
March 4, 1970: Two hours after a violent anti-American demonstration in the Philippines, a bomb rocked the embassy area and damaged a passing tanker truck carrying gasoline.
March 14, 1970: A United Arab Airlines Antonov 24 flight flying from Athens to Cairo via Alexandria was four minutes out of its stopover when a bomb exploded in the landing gear well of the rear of the left engine, causing extensive damage to the undercarriage and injuring two of the ten passengers.
March 20, 1970: In Ethiopia, five members of a National Geographic film crew, including an American producer, were taken hostage by members of the Eritrean Islamic Jihad Movement. They held the five hostages for 17 days.
March 28, 1970: The Popular Front for the Liberation of Palestine (PFLP) fired seven rockets into the U.S. Embassy in Beirut, Lebanon and into the JFK Library, also in Beirut. The PFLP later said that the attack was in retaliation for “plans of the U.S. Embassy in Beirut to foment religious strife and create civil massacres in Lebanon aimed at paralyzing the Palestine resistance movement.”
September 11, 1970: In India, a fifth jetliner, a BOAC VC-10, from Bombay to Beirut carrying 150 passengers, was hijacked by the PFLP sympathizer. The plane was also flown to Zarqa, Jordan. The passengers were held hostage pending the release of Miss Khaled from Briton and six other sub-human species. Once they were freed, the plane was blown up. No Islamic country has ever built an airplane, but their citizens became quite apt at destroying them.
September 16, 1970: In what was justified as retaliation for the plane hijackings the week before, but was actually a response to the three assassination attempts on the Jordanian King Hussein’s life, the Islamic nation’s Army attacked Palestinian communities within the kingdom. Since most Jordanian Arabs (70% of the total population) were related to those who call themselves “Palestinians,” and since the ruling monarchy wasn’t among them, this was a preemptive strike designed to keep the majority population subservient to the Hashemite minority. The armed assault on Palestinian refugee camps and communities would continue through July of 1971.
Late September, 1970: In Jordan, the terrorist organization known as Black_September was formed. An outgrowth of Arafat’s Fatah, the Arab League’s PLO, and Egypt’s Fedayeen, they claimed to be descendants of Hasan’s Hashshashin/Assassins of Persian and Crusade infamy.
February 2, 1971: In India, two armed Kashmiri Muslims hijacked an Indian Airlines plane to Pakistan. They demanded that the Indian government release 36 convicted Islamic terrorists held in Kashmir jails. When the government rejected their demands, they blew up the plane.
February 10, 1971: In Sweden, two Croatian Muslims seized control of the Yugoslav consulate in Gothenburg in an unsuccessful attempt to ransom its occupants in exchange for convicted terrorists held in Yugoslav jails. The Yugoslav government refused to meet their demands, and the terrorists surrendered the next day to the Swedish authorities. They were tried and sentenced to 3 years imprisonment. But on September 16, 1972, they were released and flown to Madrid after three Croatians hijacked a Scandinavian airliner and demanded their freedom, along with the release of five Croatians involved in the assassination of the Yugoslav ambassador on April 7, 1971.
April 8, 1971: In Sweden, Croatian terrorists assassinated the Yugoslav ambassador and wounded two Yugoslav diplomats in Stockholm. These murdering jihadists were released from jail when three Croatians militants hijacked a Scandinavian airliner on September 16, 1972, and demanded their freedom.
May 29, 1971: In their second attack since this timeline began, Basque nationalists attempted to kidnap Henri Wolimer, the French Consul in San Sebastian. He resisted and escaped. There were no injuries in either mission.
June 4, 1971: PFLP terrorists carried out an assault on the Liberian-registered oil tanker Coral Sea. Using a speedboat, the jihadists fired 10 bazooka shells at the tanker, causing some damage but no casualties. The attack occurred in the Strait of Bab el Mandeb at the entrance to the Red Sea. It was intended to deter tankers from using the Israeli port of Eilat.
August 24, 1971: In Madrid, Spain, a bomb placed by Al Fatah’s Black_September Organization exploded in a Boeing 707 owned by the Royal Jordanian Airline. The aircraft was parked at the Barajas Airport.
September 26, 1971: In Yemen, three bombs exploded at a U.S. Consular officer’s home. The bombing was believed to be part of an Islamic terrorist campaign against the government.
December 15, 1971: In London, the Black_September Organization attempted to assassinate Zaid Rifai, the Jordanian Ambassador.
December 16, 1971: Three people were injured by parcel bombs sent by the Black_September Organization to the Jordanian mission to the United Nations in Geneva, Switzerland.
Muslims first genocide in SudanDecember, 1971: The first Islamic war in the Sudan was nearing resolution. However, Arab Muslims trying to Sharia Law in all of the Sudan had already killed 500,000 Africans, 80% of them being unarmed civilians, leaving a million more homeless.
British bungling had set the stage for the slaughter in Sudan. As part of the UK’s strategy in the Middle East, the Arab Muslim north and the African animist and Christian south were merged into a single administrative protectorate. In 1953 Egypt and the UK granted “independence” to the Sudan because it was becoming impossible to control under these circumstances. Muslims don’t share power with anyone. When this happened, the Arab Muslims in the north immediately recanted the agreements they had made with the African south, and began attacking them. A succession of Islamic dominated administrations did nothing to stop the terror. It was only when a fundamentalist Muslim vs. Muslim Marxist rift in the north emerged, that the genocide temporarily lost momentum. In 1971, Joseph Lagu became the first to organize Africans in the south, providing a voice for the oppressed.
May 11, 1972: A series of bombs placed by the Baader-Meinhof Gang exploded at the Fifth U.S. Army Corps headquarters in West Germany, killing Colonel Paul Bloomquist and wounding 13 others.
The Baader-Meinhof Group was a violent communist association that acted in partnership with the PFLP. They emerged from the Federal Republic of Germany in the late 1960s. On April 2, 1968, Andreas Baader, the group’s founder, and his girlfriend Gudrun Ensslin, bombed a Frankfurt department store. The well-known German journalist Ulrike Meinhof, helped Baader flee custody. Following the prison break, Meinhof and Baader enrolled in a terrorist training camp run by the Popular Front for Liberation of Palestine (PFLP) and became infamous.
Returning from the Islamic terrorist training camp, Baader, Meinhof, and Ensslin engaged in a violent spree of bombings, abductions, and firearm attacks. They professed a hazy mix of Marxism, Maoism, and Muslim beliefs as the terrorized West Germany.
May 24, 1972: In Zimbabwe, a South African Airways Boeing 727 flying from Salisbury to Johannesburg with 66 passengers and crew on board was hijacked by two Lebanese Muslim terrorists who threatened to blow up the aircraft.
May 31, 1972: After receiving the $5 million ransom from the German government, the PLO/PFLP/BSO financed and dispatched members of the Japanese Red Army to attack Lod Airport in Tel Aviv. They bombed the terminal and used automatic weapons to gun down and kill 27 people milling in the crowd, wounding 75 to 80 more. Yes, Islam has always found soulmates in Communist, Socialist, and Fascist circles.
June 10, 1972: The West German embassy in Dublin, Ireland was damaged by a bomb that had been placed by supporters of the Baader-Meinhof Gang of Muslim-trained Marxists.
July 18, 1972: An attaché case containing fifteen pounds of explosives was discovered in the USIS Cultural Center in Manila. The device was set to explode at 1 AM Saturday. The guard did not check the case until Monday morning, and the building was spared only because of the failure of the timing device.
July 31, 1972: A group of hijackers, including George Edward Wright, George Brown, Melvin McNair, his wife Jean Allen McNair, and Joyce T. Burgess, who said they were Black Panther Party sympathizers, took over a Delta Air Lines jet over Florida and directed the plane to Algeria after collecting $1 million in ransom.
August 5, 1972: The PFLP/PLO/BSO attacked an oil refinery in Trieste, Italy. The damage they wrought in the ensuing fire in large oil storage tanks was considerable, estimated at over $7 million. The attack was justified because Germany and Austria allegedly supplied oil to Israel.
Attack on the Munich Airport, February 10, 1970: Three terrorists attacked El Al passengers in a bus at the Munich Airport with guns and grenades. One passenger was killed and 11 were injured. All three terrorists were captured by airport police. The Action Organization for the Liberation of Palestine and the Popular Democratic Front for the Liberation of Palestine claimed responsibility for the attack.
settembre nero attacco terroristico di monacoMunich Olympic Massacre, September 5, 1972: Eight Palestinian “Black September” terrorists seized eleven Israeli athletes in the Olympic Village in Munich, West Germany. In a bungled rescue attempt by West German authorities, nine of the hostages and five terrorists were killed.
Ambassador to Sudan Assassinated March 2, 1973: U.S. Ambassador to Sudan Cleo A. Noel and other diplomats were assassinated at the Saudi Arabian Embassy in Khartoum by members of the Black September organization.
Attack and Hijacking at the Rome Airport December 17, 1973: Five terrorists pulled weapons from their luggage in the terminal lounge at the Rome airport, killing two persons. They then attacked a Pan American 707 bound for Beirut and Tehran, destroying it with incendiary grenades and killing 29 persons, including 4 senior Moroccan officials and 14 American employees of ARAMCO. They then herded 5 Italian hostages into a Lufthansa airliner and killed an Italian customs agent as he tried to escape, after which they forced the pilot to fly to Beirut. After Lebanese authorities refused to let the plane land, it landed in Athens, where the terrorists demanded the release of 2 Arab terrorists. In order to make Greek authorities comply with their demands, the terrorists killed a hostage and threw his body onto the tarmac. The plane then flew to Damascus, where it stopped for two hours to obtain fuel and food. It then flew to Kuwait, where the terrorists released their hostages in return for passage to an unknown destination. The Palestine Liberation Organization disavowed the attack, and no group claimed responsibility for it.
Ambassador to Afghanistan Assassinated, February 14, 1979: Four Afghans kidnapped U.S. Ambassador Adolph Dubs in Kabul and demanded the release of various “religious figures.” Dubs was killed, along with four alleged terrorists, when Afghan police stormed the hotel room where he was being held.
ostaggi americani in iranIran Hostage Crisis, November 4, 1979: After President Carter agreed to admit the Shah of Iran into the US, Iranian radicals seized the U.S. Embassy in Tehran and took 66 American diplomats hostage. Thirteen hostages were soon released, but the remaining 53 were held until their release on January 20, 1981.
Grand Mosque Seizure, November 20, 1979: 200 Islamic terrorists seized the Grand Mosque in Mecca, Saudi Arabia, taking hundreds of pilgrims hostage. Saudi and French security forces retook the shrine after an intense battle in which some 250 people were killed and 600 wounded.
Threats from Libya
When intelligence reports surfaced that Libyan leader Muammar el-Qaddafi had plans to assassinate American diplomats in Rome and Paris, President Reagan expelled all Libyan diplomats from the U.S. (May 6, 1981) and closed Libya’s diplomatic mission in Washington, D.C. Three months later, Reagan ordered U.S. Navy jets to shoot down Libyan fighters if they ventured inside what was known as the “line of death.” (This was the line created by Qaddafi to demarcate Libya’s territorial waters, which he said extended more than 100 miles off the country’s shoreline; the U.S. and other maritime nations recognized Libyan territorial waters as extending only 12 miles from shore.) As expected, the Libyan Air Force counter-attacked and Navy jets shot down two SU-22 warplanes about 60 miles off the Libyan coast.

Bombing of U.S. Embassy in Beirut, April 18, 1983: Sixty-three people, including the CIA’s Middle East director, were killed and 120 were injured in a 400-pound suicide truck-bomb attack on the U.S. Embassy in Beirut, Lebanon. The Islamic Jihad claimed responsibility.
beirut attentato alla ceserme dei marines
Bombing of Marine Barracks, Beirut, October 23, 1983 : Simultaneous suicide truck-bomb attacks were made on American and French compounds in Beirut, Lebanon. A 12,000-pound bomb destroyed the U.S. compound, killing 242 Americans, while 58 French troops were killed when a 400-pound device destroyed a French base. Islamic Jihad claimed responsibility.
Bombing of the U.S. Embassy in Kuwait, Dec. 12, 1983
The American embassy in Kuwait was bombed in a series of attacks whose targets also included the French embassy, the control tower at the airport, the country’s main oil refinery, and a residential area for employees of the American corporation Raytheon. Six people were killed, including a suicide truck bomber, and more than 80 others were injured. The suspects were thought to be members of Al Dawa, or “The Call,” an Iranian-backed group and one of the principal Shiite groups operating against Saddam Hussein in Iraq.

Kidnapping of Embassy Official, March 16, 1984: The Islamic Jihad kidnapped and later murdered Political Officer William Buckley in Beirut, Lebanon. Other U.S. citizens not connected to the U.S. government were seized over a succeeding two-year period.

TWA Hijacking, June 14, 1985: A Trans-World Airlines flight was hijacked en route to Rome from Athens by two Lebanese Hizballah terrorists and forced to fly to Beirut. The eight crew members and 145 passengers were held for seventeen days, during which one American hostage, a U.S. Navy sailor, was murdered. After being flown twice to Algiers, the aircraft was returned to Beirut after Israel released 435 Lebanese and Palestinian prisoners.
Air India Bombing, June 23, 1985: A bomb destroyed an Air India Boeing 747 over the Atlantic, killing all 329 people aboard. Both Sikh and Kashmiri terrorists were blamed for the attack. Two cargo handlers were
killed at Tokyo airport, Japan, when another Sikh bomb exploded in an Air Canada aircraft en route to India.
Bombing in Copenhagen : July 22, 1985
Two near-simultaneous bombs in Copenhagen, at the Jewish synagogue and at the offices of Northwest Orient, explode, killing one and injuring 32. The bombers are interrupted while placing a third, more powerful, bomb, which they later dispose of in the city’s harbour. The bombs are later linked to Islamic Jihad.

Soviet Diplomats Kidnapped : September 30, 1985: In Beirut, Lebanon, Sunni terrorists kidnapped four Soviet diplomats. One was killed but three were later released.
Achille Lauro Hijacking, October 7, 1985: Four Palestinian Liberation Front terrorists seized the Italian cruise liner in the eastern Mediterranean Sea, taking more than 700 hostages. One U.S. passenger was murdered before the Egyptian government offered the terrorists safe haven in return for the hostages freedom.
Egyptian Airliner Hijacking November 23, 1985: An EgyptAir airplane bound from Athens to Malta and carrying several U.S. citizens was hijacked by the Abu Nidal Group.
Airport Attacks in Rome and Vienna December 27, 1985: Four gunmen belonging to the Abu Nidal Organization attacked the El Al and Trans World Airlines ticket counters at Rome’s Leonardo da Vinci Airport with grenades and automatic rifles. Thirteen persons were killed and 75 were wounded before Italian police and Israeli security guards killed three of the gunmen and captured the fourth. Three more Abu Nidal gunmen attacked the El Al ticket counter at Vienna’s Schwechat Airport, killing three persons and wounding 30. Austrian police killed one of the gunmen and captured the others.
Aircraft Bombing in Greece, March 30, 1986: A Palestinian splinter group detonated a bomb as TWA Flight 840 approached Athens airport, killing four U.S. citizens.
Berlin Discoteque Bombing, April 5, 1986: Two U.S. soldiers were killed and 79 American servicemen were injured in a Libyan bomb attack on a nightclub in West Berlin, West Germany. In retaliation U.S. military jets bombed targets in and around Tripoli and Benghazi.
Kidnapping of William Higgins February 17, 1988: U.S. Marine Corps Lieutenant Colonel W. Higgins was kidnapped and murdered by the Iranian-backed Hizballah group while serving with the United Nations Truce Supervisory Organization (UNTSO) in southern Lebanon.
Naples USO Attack, April 14, 1988: The Organization of Jihad Brigades exploded a car-bomb outside a USO Club in Naples, Italy, killing one U.S. sailor.
Pan Am 103 Bombing, December 21, 1988: Pan American Airlines Flight 103 was blown up over Lockerbie, Scotland, by a bomb believed to have been placed on the aircraft by Libyan terrorists in Frankfurt, West Germany. All 259 people on board were killed.
Bombing of UTA Flight 772, September 19, 1989: A bomb explosion destroyed UTA Flight 772 over the Sahara Desert in southern Niger during a flight from Brazzaville to Paris. All 170 persons aboard were killed. Six Libyans were later found guilty in absentia and sentenced to life imprisonment.
Bombing of the Israeli Embassy in Argentina, March 17, 1992: Hizballah claimed responsibility for a blast that leveled the Israeli Embassy in Buenos Aires, Argentina, causing the deaths of 29 and wounding 242.
Hotel bombing in Somalia Dec. 29, 1992
In the first al-Qaida attack against U.S. forces, operatives bomb a hotel where U.S. troops — on their way to a humanitarian mission in Somalia — had been staying. Two Austrian tourists are killed. Almost simultaneously, another group of al-Qaida operatives are caught at Aden airport, Yemen, as they prepare to launch rockets at U.S. military planes. U.S. troops quickly leave Aden.

World Trade Center Bombing, February 26, 1993: The World Trade Center in New York City was badly damaged when a car bomb planted by Islamic terrorists exploded in an underground garage. The bomb left 6 people dead and 1,000 injured. The men carrying out the attack were followers of Umar Abd al-Rahman, an Egyptian cleric who preached in the New York City area.
Attempted Assassination of President Bush by Iraqi Agent. April 14, 1993: The Iraqi intelligence service attempted to assassinate former U.S. President George Bush during a visit to Kuwait. In retaliation, the U.S. launched a cruise missile attack 2 months later on the Iraqi capital Baghdad.
Kashmiri Hostage-taking, July 4, 1995: In India six foreigners, including two U.S. citizens, were taken hostage by Al-Faran, a Kashmiri separatist group. One non-U.S. hostage was later found beheaded.
Jerusalem Bus Attack August 21, 1995: HAMAS claimed responsibility for the detonation of a bomb that killed 6 and injured over 100 persons, including several U.S. citizens.
Saudi Military Installation Attack November 13, 1995: The Islamic Movement of Change planted a bomb in a Riyadh military compound that killed one U.S. citizen, several foreign national employees of the U.S. government, and over 40 others.
Egyptian Embassy Attack November 19, 1995: A suicide bomber drove a vehicle into the Egyptian Embassy compound in Islamabad, Pakistan, killing at least 16 and injuring 60 persons. Three militant Islamic groups claimed responsibility.
HAMAS Bus Attack February 26, 1996: In Jerusalem, a suicide bomber blew up a bus, killing 26 persons, including three U.S. citizens, and injuring some 80 persons, including three other US citizens.
Dizengoff Center Bombing March 4, 1996: HAMAS and the Palestine Islamic Jihad (PIJ) both claimed responsibility for a bombing outside of Tel Aviv’s largest shopping mall that killed 20 persons and injured 75 others, including 2 U.S. citizens.
West Bank Attack May 13, 1996: Arab gunmen opened fire on a bus and a group of Yeshiva students near the Bet El settlement, killing a dual U.S./Israeli citizen and wounding three Israelis. No one claimed responsibility for the attack, but HAMAS was suspected.
Empire State Building Sniper Attack February 23, 1997: A Palestinian gunman opened fire on tourists at an observation deck atop the Empire State Building in New York City, killing a Danish national and wounding visitors from the United States, Argentina, Switzerland, and France before turning the gun on himself. A handwritten note carried by the gunman claimed this was a punishment attack against the “enemies of Palestine.”
Israeli Shopping Mall Bombing September 4, 1997: Three suicide bombers of HAMAS detonated bombs in the Ben Yehuda shopping mall in Jerusalem, killing eight persons, including the bombers, and wounding nearly 200 others. A dual U.S./Israeli citizen was among the dead, and 7 U.S. citizens were wounded.
Murder of U.S. Businessmen in Pakistan November 12, 1997: Two unidentified gunmen shot to death four U.S. auditors from Union Texas Petroleum Corporation and their Pakistani driver after they drove away from the Sheraton Hotel in Karachi. The Islami Inqilabi Council, or Islamic Revolutionary Council, claimed responsibility in a call to the U.S. Consulate in Karachi. In a letter to Pakistani newspapers, the Aimal Khufia Action Committee also claimed responsibility.
Tourist Killings in Egypt November 17, 1997: Al-Gama’at al-Islamiyya (IG) gunmen shot and killed 58 tourists and four Egyptians and wounded 26 others at the Hatshepsut Temple in the Valley of the Kings near Luxor. Thirty-four Swiss, eight Japanese, five Germans, four Britons, one French, one Colombian, a dual Bulgarian/British citizen, and four unidentified persons were among the dead. Twelve Swiss, two Japanese, two Germans, one French, and nine Egyptians were among the wounded.
Attack on U.S.S. Cole, October 12, 2000: In Aden, Yemen, a small dingy carrying explosives rammed the destroyer U.S.S. Cole, killing 17 sailors and injuring 39 others. Supporters of Usama Bin Laden were suspected.
Bus Stop Bombing, April 22, 2001: A member of HAMAS detonated a bomb he was carrying near a bus stop in Kfar Siva, Israel, killing one person and injuring 60.
Philippines Hostage Incident, May 27, 2001: Muslim Abu Sayyaf guerrillas seized 13 tourists and 3 staff members at a resort on Palawan Island and took their captives to Basilan Island. The captives included three U.S. citizens: Guellermo Sobero and missionaries Martin and Gracia Burnham. Philippine troops fought a series of battles with the guerrillas between June 1 and June 3 during which 9 hostages escaped and two were found dead. The guerrillas took additional hostages when they seized the hospital in the town of Lamitan. On June 12, Abu Sayyaf spokesman Abu Sabaya claimed that Sobero had been killed and beheaded; his body was found in October. The Burnhams remained in captivity until June 2002.
Tel-Aviv Nightclub Bombing, June 1, 2001: HAMAS claimed responsibility for the suicide bombing of a popular Israeli nightclub that caused over 140 casualties.
HAMAS Restaurant Bombing, August 9, 2001: A HAMAS-planted bomb detonated in a Jerusalem pizza restaurant, killing 15 people and wounding more than 90. The Israeli response included occupation of Orient House, the Palestine Liberation Organization’s political headquarters in East Jerusalem.
Suicide Bombing in Israel, September 9, 2001: The first suicide bombing carried out by an Israeli Arab killed 3 persons in Nahariya. HAMAS claimed responsibility.
Death of “the Lion of the Panjshir”, September 9, 2001: Two suicide bombers fatally wounded Ahmed Shah Massoud, a leader of Afghanistan’s Northern Alliance, which had opposed both the Soviet occupation and the post-Soviet Taliban government. The bombers posed as journalists and were apparently linked to al-Qaida. The Northern Alliance did not confirm Massoud’s death until September 15.
Terrorist Attacks on U.S. Homeland, September 11, 2001: Two hijacked airliners crashed into the twin towers of the World Trade Center. Soon thereafter, the Pentagon was struck by a third hijacked plane. A fourth hijacked plane, suspected to be bound for a high-profile target in Washington, crashed into a field in southern Pennsylvania. The attacks killed 3,025 U.S. citizens and other nationals. President Bush and Cabinet officials indicated that Usama Bin Laden was the prime suspect and that they considered the United States in a state of war with international terrorism. In the aftermath of the attacks, the United States formed the Global Coalition Against Terrorism.

… and we know terrorism has not stopped…. it continues and we must be vigilant. We must not forget. We must not put our heads in the sand. We must demand that our elected officials stop playing politics. This isn’t a game. The common thread in all the attacks is that there is a deep seeded hatred for us.

According to them, we must submit or die. That is their goal- it is just that simple… What is our goal? I hope it is live free or die… All preceding information is an incomplete sampling of terrorist activity pulled directly from:
U.S. Department of State – Significant Terrorist Incidents, 1961-2003: A Brief Chronology

Additional sources:
Terrorism Awareness Project : What everybody needs to know about Jihad
Terrorism Awareness Project : The Islamic Mein Kampf
Prophet of Doom
Religion of Peace
Steve Spak

Palestine Facts
Wikipedia

** please note: many of the “old” organizations have morphed or simply changed their name. FBI’s Most Wanted Terrorists!

Terrorist logos
List of Current Terrorist Organizations
islamic Terrorism goal
By Cathy

OBSESSION

Timeline of islamic Terrorism since 1966

Dopo la conferenza tricontinentale tenutasi all’Avana dal 3 al 15 gennaio del 1966 (fondazione dell’OSPAAAL) , la Connessione cubana al terrorismo, dopo l’intervento di ernesto che guevara, scatenò la guerra contro l’occidente … quando l’invasione dell’Iraq e dell’Afganistan non erano ancora avvenute e non potevano essere prese come scusa.
… After tricontinental conference held in Havana from January 3-15, 1966 (foundation OSPAAAL), the Cuban connection to terrorism, after participation of ernesto che guevara, unleashed the war against the West … When the invasion of Iraq and Afghanistan had not yet occurred and could not be taken as an excuse

For whom the bell tolls…

July 23, 1968: An Israeli El Al flight en route from Rome to Tel Aviv, Israel with a crew of ten and thirty-eight passengers, was hijacked by four Popular Front for the Liberation of Palestine Islamic terrorists and forced to land in Algiers, Algeria – an OPEC, Marxist Muslim fiefdom.
August 10, 1968: While it was relatively meaningless by itself, it was part of a bigger campaign. In Turkey today, two firebombs were thrown into the USIS office in Izmir. The anti-American climate in Islamic Turkey would continue to fester and grow.
August 10, 1968: Yasser Arafat’s al-Fatah detonated three grenades in Jerusalem’s Jewish section, injuring eight Israelis and two Americans.
August 19, 1968: Yasser Arafat’s al-Fatahdetonated a bomb near the Parliament building in Jerusalem. No one was hurt.
August 21, 1968: Al Fatah terrorists bombed the U.S. Consulate building in East Jerusalem demonstrating their hatred for Americans.
September 4, 1968: Palestinian Muslims detonated three bombs in the Central Bus Station in Tel Aviv killing one Israeli and wounding 71 more. Attacking soft civilian targets was becoming a hallmark of Fatah terrorists.
September 13, 1968: Syrian al-Sa’iqa terrorists attacked the Israeli police headquarters in Baniyas in the Golan Heights. The facility was destroyed and all five Jews who were inside were killed.
October 26, 1968: In the Federal Republic of Germany, three prominent anti-Communist Croatians were assassinated in a Munich apartment. Throughout much of 1968, Communists in Croatia were attacking targets all across Europe.
October 26, 1968: Armed with a revolver, a member of the Black Panthers, Raymond Johnson hijacked a National Airlines flight to Cuba. The Black Panther was arrested and held by Cuba. No one was injured and there were no prisoner exchanges or ransoms.
October 26, 1968: Two Italians hijacked an Olympic Airways jet from Paris en route to Athens to publicize their opposition to the military junta in Greece. The terrorists brandished a pistol and a grenade. They gave the 130 passengers handbills telling them that they had just been punished for going to Greece. No one was injured and no prisoners were exchanged.
November 22, 1968: Islamic terrorists in Israel used a large bomb to kill 12 Jews and wound 52 more in Jerusalem’s most crowed open-air market.
December 26, 1968: Still basking in their July 23rd success, the Popular Front for the Liberation of Palestine attacked another El Al aircraft in Athens, shooting and killing one passenger. In response, Israel destroyed 14 Lebanese planes in Beirut. The two Palestinian hijackers who perpetrated the attack were freed in September of 1970 as the result of a quad hijacking by the PFLP and subsequent prisoner exchange.
December 29, 1968: Yasser Arafat’s al-Fatah claimed “credit” for shelling the Israeli town of Beisan in northeast Israel.
December 31, 1968: In Israel, al-Fatah Islamic terrorists attacked the Jewish settlement of Kiryat Shmona in the upper Galilee. The rockets they deployed had been fired from Lebanon. It was the beginning of a foreboding trend.
January 2, 1969: A lone Islamic terrorist hijacked an Olympic Airways flight that had departed from Crete en route to Athens. The plane was flown to Cairo, Egypt.
February 3, 1969: Yasser Arafat, in the afterglow of the Time Magazine cover story on his violent and victorious defeat at the village of Al-Karameh, and flush with OPEC funding and jihadist recruits, was appointed Director of the Palestinian Liberation Organization in their meeting in Cairo, Egypt. The ugly face of Islamic terror had a new “Commander-in-Chief of the Palestinian Revolutionary Forces.” The “Chairman of the PLO’s Political Department” was now Yasser Arafat.
February 18, 1969: Palestinian Muslims attacked an Israeli El Al airliner in Zurich, Switzerland as it was preparing to take off en route to Tel Aviv. The cockpit of the airliner was machine-gunned by the four Islamic terrorists who belonged to the Popular Front for the Liberation of Palestine.
The terrorists fired 200 bullets and lobbed incendiary grenades from their car as the plane taxied down the runway.
February 25, 1969: The Popular Front for the Liberation of Palestinian “claimed credit” for detonating a bomb inside the British Consulate in Jerusalem. .
March 1, 1969: In Germany, Islamic terrorists corrupted by the Muslim Brotherhood used a bomb to destroy an Ethiopian Airlines Boeing 707 jet at the Frankfurt Airport. Several cleaning women were injured in the blast.
The Government of Ethiopia blamed the attack on the Syrian-Egyptian Movement for the Liberation of Eritrea. The Islamic Eritrean Liberation Front claimed credit for the bombing.
March 6, 1969: Muslims belonging to the PFLP thought it would be a good idea to detonate a bomb in the Hebrew University cafeteria, so they did, mutilating and burning the bodies of 29 Jewish students.
May 22, 1969: The attempted assassination of the first Israeli Prime Minister, Ben-Gurion, failed but the would-be killers were freed by Denmark.
June 18, 1969: In Pakistan, three armed members of the Islamic Eritrean Liberation Front assaulted an Ethiopian airliner at the Karachi airport. The Boeing 707 was burned in the attack. The terrorists, all of whom were captured, told authorities that they carried out the attack to dramatize their opposition to Ethiopian rule in Eritrea. Since the Islamic Pakistani government was sympathetic to their cause the three men were jailed for less than one year.
July 17, 1969: In India, a bomb was detonated inside of a USIS reading room in the American Consulate in Calcutta, burning one employee.
July 18, 1969: In London, England, Popular Front for the Liberation of Palestine terrorists fire-bombed a department store owned by Jewish citizens of the U.K.. The PFLP claimed responsibility for the bombing and warned that there would be more bomb attacks on Jewish-owned establishments in London and in the United States.
PFLP leader George Habbash said, “We shall expand our operations everywhere, in all parts of the world. The enemy camp includes not only Israel but also the Zionist movement, world imperialism led by the United States.” As a Muslim Marxist, Habbash had to please his Islamic and Communist financiers. Terrorism is, after all, expensive.
July 19, 1969: Islamic jihadists associated with the Sudan government firebombed a United States Information Services library in Khartoum. The fundamentalist Islamic regime in control of the Sudan would soon unleash the most deadly genocide in modern history, killing 2.7 million African Animists and Christians.
July 22, 1969: Muslims in the Philippines threw hand grenades into a USIS library in the American Consulate building in Manila, killing one Filipino. They did this because Muslims are hostile to the truth. Honest, open, and informed discussion is the one thing that is lethal to their religion – and thus to the terror Islam inspires.
August 17, 1969: In London, England, PFLP Islamic terrorists planted several bombs inside the Marks and Spencers Department Store.
August 18, 1969: Six Islamic terrorists hijacked an Egyptian Misrair Anatov-24 flying from Cairo to the tourist destination of Aswan on the Nile River. The plane was forced to land in Jidda, Saudi Arabia.
August 18, 1969: The Israel Touristy Office in Copenhagen, Denmark was bombed by Muslim militants.
August 19, 1969: TWA flight 840 from Rome to Athens was hijacked to Syria, where President Assad was sympathetic to Islamic terrorism. The Palestinian terrorists destroyed the aircraft.
August 29, 1969: In France, a TWA Boeing 707 flight from Paris was hijacked by two Palestinian Front for the Liberation of Palestine terrorists and forced to land in Damascus, Syria. The plane carried a crew of 12 and 101 passengers.
After the hijack the Islamic terrorists announced to the passengers that the PFLP had taken command of the flight, and they ordered the plane flown to Damascus. Immediately upon landing, the passengers managed to jump from the plane before a bomb went off, destroying the aircraft. Four passengers were injured.
The PFLP said the hijacking and destruction of the TWA jet, along with the hijacking of an El Al Israeli Airlines plane to Algeria in July l968, the attacks on El Al planes in Athens in December 1968 and in Zurich in February 1969, were all part of their plan to strike at “imperialist interests within and outside the Arab world.” Acknowledging their Muslim overlords, they also asserted that “the action was in reprisal for American assistance to Israel.”.
September 8, 1969: Arafat’s al-Fatah recruited two teenage boys and motivated the young Muslims to throw hand grenades into the El Al Airlines offices in Brussels, Belgium. Four people were wounded in the blast.
What’s interesting is that while the perpetrators admitted that they had conducted their mission on behalf of Fatah, yet the PFLP claimed credit for the attack.
September 8, 1969: Two Islamic terrorists calling themselves “Palestinians,” bombed the Israeli Embassy in Bonn, Germany. The PFLP claimed credit.
September 8, 1969: In the Hague, Netherlands, Muslim militants threw hand grenades into the Israeli Embassy.
September 9, 1969: In Asmara, Ethiopia, the American Consul General Murray Jackson, was kidnapped along with a British businessman by Muslims corrupted in Cairo. After signing a document stating that he had been instructed in the terrorist’s objectives, and that he had not been mistreated, Mr. Jackson was released.
September 12, 1969: In Jordan, a bomb went off on the porch of the Amman home of the U.S. assistant army attaché.
September 13, 1969: Three armed members of the Islamic Eritrean Liberation Front hijacked an Ethiopian Airlines DC-6 with 66 passengers aboard. The flight, bound for Djibouti from Addis Ababa was forced by the Muslim militants to land at Aden, Southern Yemen. One of the hijackers, Muhammad Sayed, 18, was shot by an Ethiopian secret police official who had been a passenger on the flight.
October 7, 1969: An undisclosed group of Argentinean terrorists bombed a number of American businesses for reasons they never disclosed. Although there were nine attacks, no one was injured.
October 21, 1969: Marxist Muslim Muhammad Siad Barre assumed dictatorial power in a military coup d’etat following the assassination of Somalia’s second President, Abdi Rashid Ali Shermarke. Barre nationalized the economy with the help of Soviet advisers and Cuban troops. His Supreme Ruling Council formulated political and legal institutions based on the Qur’an, Marx, Mao, Lenin, and Mussolini. Siad Barre explained: “The official ideology consists of three elements: my own conception of community, a form of socialism based on Marxist principles, and Islam.”.
December 5, 1969: Four Muslim Militants were caught before they could attack an airliner in London. The subsequent plot on the 17th failed as a result.
December 12, 1969: Islamic terrorists bombed the West Berlin office of Israeli El Al Airlines. No one was injured in the blast.
December 12, 1969: Muslim militants associated with the Islamic Eritrean Liberation Front armed with pistols and explosives were killed by plainclothes security guards as they attempted to hijack an Ethiopian Airlines jet shortly after takeoff from Madrid on a flight to Addis Ababa.
In Damascus, Syria, the Eritrean Liberation Front admitted that the two slain men were members of their organization but claimed that they had not intended to hijack the airliner, merely to hand out leaflets. But on December 10, Spanish police had arrested a third ELF member at the Madrid airport for carrying explosives.
December 20, 1969: In Islamic Turkey, a bomb was detonated outside the United States Information Services building in Ankara.
December 21, 1969: Three Lebanese Muslims were caught as they tried to hijack a TWA plane in Athens. The flight was bound for Rome and then on to New York. The three Muslim militants, who used handguns and explosives, said that they were members of the PFLP, and that they had received orders to divert the airplane to Tunis where they were to evacuate the passengers and blow up the aircraft.
One of the hijackers confessed that he and his colleagues had planned to destroy the plane “to warn the Americans to stop providing air communications with Israel.” The three Islamic terrorists were freed after the hijacking of an Olympic Airways plane to Cairo on July 22, l970.
December 29, 1969: Philippine terrorists attempted to assassinate U.S. Vice President Spiro Agnew by bombing his car. No one claimed credit for the assault but these same tactics were deployed countless times by local Islamic groups such as the Abu Sayyaf, Jemaah Islamiyah, and the Moro Islamic Liberation Front.
January 1, 1970: In Turkey, an explosion occurred at the entrance of the U.S. Consulate in Istanbul. Islamic Turkey was becoming a dangerous place to be an American.
January 9, 1970: In France, a TWA 707 airliner en route from Paris to Rome with just 20 passengers and crew aboard was hijacked to Beirut by a lone French terrorist. He said that he wanted to spite Americans and Israelis for their aggression in the Middle East. Considered a hero by Muslims, when the hijacker was taken into custody in Lebanon he was only sentenced to nine months in jail essentially the time he served awaiting trial. He was promptly released and returned to France, where he was tried for illegal possession of weapons and sentenced to eight months in prison, once again, the length of the trial process.
The Popular Democratic Front for the Liberation of Palestine thought their criminal act was a good thing, so they claimed responsibility for the murder and mutilations. However, since the word has a problem understanding the benefits of being judgmental, and fails to appreciate the concept of responsibility, the murdering Muslim terrorists were set free after the September 6, 1970 hijacking of one Swiss and two U.S. airliners.
January 11, 1970: In Ethiopia, Islamic jihadists shot and killed a U.S. soldier. The Eritrean Islamic Jihad Movement was responsible for the shooting the American.
The Eritrean Islamic Jihad Movement was composed of Islamic terrorists who are financed, trained, and armed by the fundamentalist Islamic government in neighboring Sudan. The terrorist club sought to depose the current secular government in Eritrea and replace it with an Islamic theocracy based upon Sharia Law.
January 21, 1970: In the Philippines, a car bomb exploded behind the Joint U.S. Military Assistance Group headquarters in Manila. Three support staff were injured.
February 10, 1970: In Germany today, three Islamic terrorists killed an Israeli citizen and wounded 11 other Jewish passengers in a grenade attack on a bus at the Munich airport. The militants deployed guns and grenades in their assault on the El Al airport shuttle. The carnage was minimized because the Israeli pilots wrestled the weapons away from the Islamic terrorists.
February 17, 1970: The Germans foiled a PFLP hijacking of an El Al aircraft. However, their temporary success only served to encourage terrorism because the German government foolishly freed the kidnappers two months later.
February 21, 1970: A Swiss Air flight 330 from Zurich bound for Tel Aviv was bombed in mid-air nine minutes after takeoff by the PFLP General Command, a PFLP splinter group. Forty-seven innocent souls lost their lives to Islam, 15 of whom were Israelis. The bomb, placed in the cargo hold, was triggered by a change in atmospheric pressure. While the crew attempted to turn the plane back to the airport, smoke in the cockpit and the loss of electrical power thwarted their efforts,.
February 21, 1970: On the same day that the PFLP-General Command destroyed a Swiss aircraft, killing everyone aboard, the main branch of the Popular Front for the Liberation of Palestine exploded a bomb aboard an Austrian Airlines Caravelle flight from Frankfurt, Germany to Vienna, Austria. Fortunately, the damage was not catastrophic and the plane returned to Frankfurt safely with its 33 passengers.
The bomb was detonated twenty minutes after takeoff by an altimeter reading of fourteen thousand feet.
March 1, 1970: In Italy, a bomb was found in the luggage of an Islamic terrorist aboard an Ethiopian airliner in Rome. The device had been placed by members of the Eritrean Islamic Jihad Movement.
March 4, 1970: Two hours after a violent anti-American demonstration in the Philippines, a bomb rocked the embassy area and damaged a passing tanker truck carrying gasoline.
March 14, 1970: A United Arab Airlines Antonov 24 flight flying from Athens to Cairo via Alexandria was four minutes out of its stopover when a bomb exploded in the landing gear well of the rear of the left engine, causing extensive damage to the undercarriage and injuring two of the ten passengers.
March 20, 1970: In Ethiopia, five members of a National Geographic film crew, including an American producer, were taken hostage by members of the Eritrean Islamic Jihad Movement. They held the five hostages for 17 days.
March 28, 1970: The Popular Front for the Liberation of Palestine (PFLP) fired seven rockets into the U.S. Embassy in Beirut, Lebanon and into the JFK Library, also in Beirut. The PFLP later said that the attack was in retaliation for “plans of the U.S. Embassy in Beirut to foment religious strife and create civil massacres in Lebanon aimed at paralyzing the Palestine resistance movement.”
September 11, 1970: In India, a fifth jetliner, a BOAC VC-10, from Bombay to Beirut carrying 150 passengers, was hijacked by the PFLP sympathizer. The plane was also flown to Zarqa, Jordan. The passengers were held hostage pending the release of Miss Khaled from Briton and six other sub-human species. Once they were freed, the plane was blown up. No Islamic country has ever built an airplane, but their citizens became quite apt at destroying them.
September 16, 1970: In what was justified as retaliation for the plane hijackings the week before, but was actually a response to the three assassination attempts on the Jordanian King Hussein’s life, the Islamic nation’s Army attacked Palestinian communities within the kingdom. Since most Jordanian Arabs (70% of the total population) were related to those who call themselves “Palestinians,” and since the ruling monarchy wasn’t among them, this was a preemptive strike designed to keep the majority population subservient to the Hashemite minority. The armed assault on Palestinian refugee camps and communities would continue through July of 1971.
Late September, 1970: In Jordan, the terrorist organization known as Black_September was formed. An outgrowth of Arafat’s Fatah, the Arab League’s PLO, and Egypt’s Fedayeen, they claimed to be descendants of Hasan’s Hashshashin/Assassins of Persian and Crusade infamy.
February 2, 1971: In India, two armed Kashmiri Muslims hijacked an Indian Airlines plane to Pakistan. They demanded that the Indian government release 36 convicted Islamic terrorists held in Kashmir jails. When the government rejected their demands, they blew up the plane.
February 10, 1971: In Sweden, two Croatian Muslims seized control of the Yugoslav consulate in Gothenburg in an unsuccessful attempt to ransom its occupants in exchange for convicted terrorists held in Yugoslav jails. The Yugoslav government refused to meet their demands, and the terrorists surrendered the next day to the Swedish authorities. They were tried and sentenced to 3 years imprisonment. But on September 16, 1972, they were released and flown to Madrid after three Croatians hijacked a Scandinavian airliner and demanded their freedom, along with the release of five Croatians involved in the assassination of the Yugoslav ambassador on April 7, 1971.
April 8, 1971: In Sweden, Croatian terrorists assassinated the Yugoslav ambassador and wounded two Yugoslav diplomats in Stockholm. These murdering jihadists were released from jail when three Croatians militants hijacked a Scandinavian airliner on September 16, 1972, and demanded their freedom.
May 29, 1971: In their second attack since this timeline began, Basque nationalists attempted to kidnap Henri Wolimer, the French Consul in San Sebastian. He resisted and escaped. There were no injuries in either mission.
June 4, 1971: PFLP terrorists carried out an assault on the Liberian-registered oil tanker Coral Sea. Using a speedboat, the jihadists fired 10 bazooka shells at the tanker, causing some damage but no casualties. The attack occurred in the Strait of Bab el Mandeb at the entrance to the Red Sea. It was intended to deter tankers from using the Israeli port of Eilat.
August 24, 1971: In Madrid, Spain, a bomb placed by Al Fatah’s Black_September Organization exploded in a Boeing 707 owned by the Royal Jordanian Airline. The aircraft was parked at the Barajas Airport.
September 26, 1971: In Yemen, three bombs exploded at a U.S. Consular officer’s home. The bombing was believed to be part of an Islamic terrorist campaign against the government.
December 15, 1971: In London, the Black_September Organization attempted to assassinate Zaid Rifai, the Jordanian Ambassador.
December 16, 1971: Three people were injured by parcel bombs sent by the Black_September Organization to the Jordanian mission to the United Nations in Geneva, Switzerland.
Muslims first genocide in SudanDecember, 1971: The first Islamic war in the Sudan was nearing resolution. However, Arab Muslims trying to Sharia Law in all of the Sudan had already killed 500,000 Africans, 80% of them being unarmed civilians, leaving a million more homeless.
British bungling had set the stage for the slaughter in Sudan. As part of the UK’s strategy in the Middle East, the Arab Muslim north and the African animist and Christian south were merged into a single administrative protectorate. In 1953 Egypt and the UK granted “independence” to the Sudan because it was becoming impossible to control under these circumstances. Muslims don’t share power with anyone. When this happened, the Arab Muslims in the north immediately recanted the agreements they had made with the African south, and began attacking them. A succession of Islamic dominated administrations did nothing to stop the terror. It was only when a fundamentalist Muslim vs. Muslim Marxist rift in the north emerged, that the genocide temporarily lost momentum. In 1971, Joseph Lagu became the first to organize Africans in the south, providing a voice for the oppressed.
May 11, 1972: A series of bombs placed by the Baader-Meinhof Gang exploded at the Fifth U.S. Army Corps headquarters in West Germany, killing Colonel Paul Bloomquist and wounding 13 others.
The Baader-Meinhof Group was a violent communist association that acted in partnership with the PFLP. They emerged from the Federal Republic of Germany in the late 1960s. On April 2, 1968, Andreas Baader, the group’s founder, and his girlfriend Gudrun Ensslin, bombed a Frankfurt department store. The well-known German journalist Ulrike Meinhof, helped Baader flee custody. Following the prison break, Meinhof and Baader enrolled in a terrorist training camp run by the Popular Front for Liberation of Palestine (PFLP) and became infamous.
Returning from the Islamic terrorist training camp, Baader, Meinhof, and Ensslin engaged in a violent spree of bombings, abductions, and firearm attacks. They professed a hazy mix of Marxism, Maoism, and Muslim beliefs as the terrorized West Germany.
May 24, 1972: In Zimbabwe, a South African Airways Boeing 727 flying from Salisbury to Johannesburg with 66 passengers and crew on board was hijacked by two Lebanese Muslim terrorists who threatened to blow up the aircraft.
May 31, 1972: After receiving the $5 million ransom from the German government, the PLO/PFLP/BSO financed and dispatched members of the Japanese Red Army to attack Lod Airport in Tel Aviv. They bombed the terminal and used automatic weapons to gun down and kill 27 people milling in the crowd, wounding 75 to 80 more. Yes, Islam has always found soulmates in Communist, Socialist, and Fascist circles.
June 10, 1972: The West German embassy in Dublin, Ireland was damaged by a bomb that had been placed by supporters of the Baader-Meinhof Gang of Muslim-trained Marxists.
July 18, 1972: An attaché case containing fifteen pounds of explosives was discovered in the USIS Cultural Center in Manila. The device was set to explode at 1 AM Saturday. The guard did not check the case until Monday morning, and the building was spared only because of the failure of the timing device.
July 31, 1972: A group of hijackers, including George Edward Wright, George Brown, Melvin McNair, his wife Jean Allen McNair, and Joyce T. Burgess, who said they were Black Panther Party sympathizers, took over a Delta Air Lines jet over Florida and directed the plane to Algeria after collecting $1 million in ransom.
August 5, 1972: The PFLP/PLO/BSO attacked an oil refinery in Trieste, Italy. The damage they wrought in the ensuing fire in large oil storage tanks was considerable, estimated at over $7 million. The attack was justified because Germany and Austria allegedly supplied oil to Israel.
Attack on the Munich Airport, February 10, 1970: Three terrorists attacked El Al passengers in a bus at the Munich Airport with guns and grenades. One passenger was killed and 11 were injured. All three terrorists were captured by airport police. The Action Organization for the Liberation of Palestine and the Popular Democratic Front for the Liberation of Palestine claimed responsibility for the attack.
settembre nero attacco terroristico di monacoMunich Olympic Massacre, September 5, 1972: Eight Palestinian “Black September” terrorists seized eleven Israeli athletes in the Olympic Village in Munich, West Germany. In a bungled rescue attempt by West German authorities, nine of the hostages and five terrorists were killed.
Ambassador to Sudan Assassinated March 2, 1973: U.S. Ambassador to Sudan Cleo A. Noel and other diplomats were assassinated at the Saudi Arabian Embassy in Khartoum by members of the Black September organization.
Attack and Hijacking at the Rome Airport December 17, 1973: Five terrorists pulled weapons from their luggage in the terminal lounge at the Rome airport, killing two persons. They then attacked a Pan American 707 bound for Beirut and Tehran, destroying it with incendiary grenades and killing 29 persons, including 4 senior Moroccan officials and 14 American employees of ARAMCO. They then herded 5 Italian hostages into a Lufthansa airliner and killed an Italian customs agent as he tried to escape, after which they forced the pilot to fly to Beirut. After Lebanese authorities refused to let the plane land, it landed in Athens, where the terrorists demanded the release of 2 Arab terrorists. In order to make Greek authorities comply with their demands, the terrorists killed a hostage and threw his body onto the tarmac. The plane then flew to Damascus, where it stopped for two hours to obtain fuel and food. It then flew to Kuwait, where the terrorists released their hostages in return for passage to an unknown destination. The Palestine Liberation Organization disavowed the attack, and no group claimed responsibility for it.
Ambassador to Afghanistan Assassinated, February 14, 1979: Four Afghans kidnapped U.S. Ambassador Adolph Dubs in Kabul and demanded the release of various “religious figures.” Dubs was killed, along with four alleged terrorists, when Afghan police stormed the hotel room where he was being held.
ostaggi americani in iranIran Hostage Crisis, November 4, 1979: After President Carter agreed to admit the Shah of Iran into the US, Iranian radicals seized the U.S. Embassy in Tehran and took 66 American diplomats hostage. Thirteen hostages were soon released, but the remaining 53 were held until their release on January 20, 1981.
Grand Mosque Seizure, November 20, 1979: 200 Islamic terrorists seized the Grand Mosque in Mecca, Saudi Arabia, taking hundreds of pilgrims hostage. Saudi and French security forces retook the shrine after an intense battle in which some 250 people were killed and 600 wounded.
Threats from Libya
When intelligence reports surfaced that Libyan leader Muammar el-Qaddafi had plans to assassinate American diplomats in Rome and Paris, President Reagan expelled all Libyan diplomats from the U.S. (May 6, 1981) and closed Libya’s diplomatic mission in Washington, D.C. Three months later, Reagan ordered U.S. Navy jets to shoot down Libyan fighters if they ventured inside what was known as the “line of death.” (This was the line created by Qaddafi to demarcate Libya’s territorial waters, which he said extended more than 100 miles off the country’s shoreline; the U.S. and other maritime nations recognized Libyan territorial waters as extending only 12 miles from shore.) As expected, the Libyan Air Force counter-attacked and Navy jets shot down two SU-22 warplanes about 60 miles off the Libyan coast.

Bombing of U.S. Embassy in Beirut, April 18, 1983: Sixty-three people, including the CIA’s Middle East director, were killed and 120 were injured in a 400-pound suicide truck-bomb attack on the U.S. Embassy in Beirut, Lebanon. The Islamic Jihad claimed responsibility.
beirut attentato alla ceserme dei marines
Bombing of Marine Barracks, Beirut, October 23, 1983 : Simultaneous suicide truck-bomb attacks were made on American and French compounds in Beirut, Lebanon. A 12,000-pound bomb destroyed the U.S. compound, killing 242 Americans, while 58 French troops were killed when a 400-pound device destroyed a French base. Islamic Jihad claimed responsibility.
Bombing of the U.S. Embassy in Kuwait, Dec. 12, 1983
The American embassy in Kuwait was bombed in a series of attacks whose targets also included the French embassy, the control tower at the airport, the country’s main oil refinery, and a residential area for employees of the American corporation Raytheon. Six people were killed, including a suicide truck bomber, and more than 80 others were injured. The suspects were thought to be members of Al Dawa, or “The Call,” an Iranian-backed group and one of the principal Shiite groups operating against Saddam Hussein in Iraq.

Kidnapping of Embassy Official, March 16, 1984: The Islamic Jihad kidnapped and later murdered Political Officer William Buckley in Beirut, Lebanon. Other U.S. citizens not connected to the U.S. government were seized over a succeeding two-year period.

TWA Hijacking, June 14, 1985: A Trans-World Airlines flight was hijacked en route to Rome from Athens by two Lebanese Hizballah terrorists and forced to fly to Beirut. The eight crew members and 145 passengers were held for seventeen days, during which one American hostage, a U.S. Navy sailor, was murdered. After being flown twice to Algiers, the aircraft was returned to Beirut after Israel released 435 Lebanese and Palestinian prisoners.
Air India Bombing, June 23, 1985: A bomb destroyed an Air India Boeing 747 over the Atlantic, killing all 329 people aboard. Both Sikh and Kashmiri terrorists were blamed for the attack. Two cargo handlers were
killed at Tokyo airport, Japan, when another Sikh bomb exploded in an Air Canada aircraft en route to India.
Bombing in Copenhagen : July 22, 1985
Two near-simultaneous bombs in Copenhagen, at the Jewish synagogue and at the offices of Northwest Orient, explode, killing one and injuring 32. The bombers are interrupted while placing a third, more powerful, bomb, which they later dispose of in the city’s harbour. The bombs are later linked to Islamic Jihad.

Soviet Diplomats Kidnapped : September 30, 1985: In Beirut, Lebanon, Sunni terrorists kidnapped four Soviet diplomats. One was killed but three were later released.
Achille Lauro Hijacking, October 7, 1985: Four Palestinian Liberation Front terrorists seized the Italian cruise liner in the eastern Mediterranean Sea, taking more than 700 hostages. One U.S. passenger was murdered before the Egyptian government offered the terrorists safe haven in return for the hostages freedom.
Egyptian Airliner Hijacking November 23, 1985: An EgyptAir airplane bound from Athens to Malta and carrying several U.S. citizens was hijacked by the Abu Nidal Group.
Airport Attacks in Rome and Vienna December 27, 1985: Four gunmen belonging to the Abu Nidal Organization attacked the El Al and Trans World Airlines ticket counters at Rome’s Leonardo da Vinci Airport with grenades and automatic rifles. Thirteen persons were killed and 75 were wounded before Italian police and Israeli security guards killed three of the gunmen and captured the fourth. Three more Abu Nidal gunmen attacked the El Al ticket counter at Vienna’s Schwechat Airport, killing three persons and wounding 30. Austrian police killed one of the gunmen and captured the others.
Aircraft Bombing in Greece, March 30, 1986: A Palestinian splinter group detonated a bomb as TWA Flight 840 approached Athens airport, killing four U.S. citizens.
Berlin Discoteque Bombing, April 5, 1986: Two U.S. soldiers were killed and 79 American servicemen were injured in a Libyan bomb attack on a nightclub in West Berlin, West Germany. In retaliation U.S. military jets bombed targets in and around Tripoli and Benghazi.
Kidnapping of William Higgins February 17, 1988: U.S. Marine Corps Lieutenant Colonel W. Higgins was kidnapped and murdered by the Iranian-backed Hizballah group while serving with the United Nations Truce Supervisory Organization (UNTSO) in southern Lebanon.
Naples USO Attack, April 14, 1988: The Organization of Jihad Brigades exploded a car-bomb outside a USO Club in Naples, Italy, killing one U.S. sailor.
Pan Am 103 Bombing, December 21, 1988: Pan American Airlines Flight 103 was blown up over Lockerbie, Scotland, by a bomb believed to have been placed on the aircraft by Libyan terrorists in Frankfurt, West Germany. All 259 people on board were killed.
Bombing of UTA Flight 772, September 19, 1989: A bomb explosion destroyed UTA Flight 772 over the Sahara Desert in southern Niger during a flight from Brazzaville to Paris. All 170 persons aboard were killed. Six Libyans were later found guilty in absentia and sentenced to life imprisonment.
Bombing of the Israeli Embassy in Argentina, March 17, 1992: Hizballah claimed responsibility for a blast that leveled the Israeli Embassy in Buenos Aires, Argentina, causing the deaths of 29 and wounding 242.
Hotel bombing in Somalia Dec. 29, 1992
In the first al-Qaida attack against U.S. forces, operatives bomb a hotel where U.S. troops — on their way to a humanitarian mission in Somalia — had been staying. Two Austrian tourists are killed. Almost simultaneously, another group of al-Qaida operatives are caught at Aden airport, Yemen, as they prepare to launch rockets at U.S. military planes. U.S. troops quickly leave Aden.

World Trade Center Bombing, February 26, 1993: The World Trade Center in New York City was badly damaged when a car bomb planted by Islamic terrorists exploded in an underground garage. The bomb left 6 people dead and 1,000 injured. The men carrying out the attack were followers of Umar Abd al-Rahman, an Egyptian cleric who preached in the New York City area.
Attempted Assassination of President Bush by Iraqi Agent. April 14, 1993: The Iraqi intelligence service attempted to assassinate former U.S. President George Bush during a visit to Kuwait. In retaliation, the U.S. launched a cruise missile attack 2 months later on the Iraqi capital Baghdad.
Kashmiri Hostage-taking, July 4, 1995: In India six foreigners, including two U.S. citizens, were taken hostage by Al-Faran, a Kashmiri separatist group. One non-U.S. hostage was later found beheaded.
Jerusalem Bus Attack August 21, 1995: HAMAS claimed responsibility for the detonation of a bomb that killed 6 and injured over 100 persons, including several U.S. citizens.
Saudi Military Installation Attack November 13, 1995: The Islamic Movement of Change planted a bomb in a Riyadh military compound that killed one U.S. citizen, several foreign national employees of the U.S. government, and over 40 others.
Egyptian Embassy Attack November 19, 1995: A suicide bomber drove a vehicle into the Egyptian Embassy compound in Islamabad, Pakistan, killing at least 16 and injuring 60 persons. Three militant Islamic groups claimed responsibility.
HAMAS Bus Attack February 26, 1996: In Jerusalem, a suicide bomber blew up a bus, killing 26 persons, including three U.S. citizens, and injuring some 80 persons, including three other US citizens.
Dizengoff Center Bombing March 4, 1996: HAMAS and the Palestine Islamic Jihad (PIJ) both claimed responsibility for a bombing outside of Tel Aviv’s largest shopping mall that killed 20 persons and injured 75 others, including 2 U.S. citizens.
West Bank Attack May 13, 1996: Arab gunmen opened fire on a bus and a group of Yeshiva students near the Bet El settlement, killing a dual U.S./Israeli citizen and wounding three Israelis. No one claimed responsibility for the attack, but HAMAS was suspected.
Empire State Building Sniper Attack February 23, 1997: A Palestinian gunman opened fire on tourists at an observation deck atop the Empire State Building in New York City, killing a Danish national and wounding visitors from the United States, Argentina, Switzerland, and France before turning the gun on himself. A handwritten note carried by the gunman claimed this was a punishment attack against the “enemies of Palestine.”
Israeli Shopping Mall Bombing September 4, 1997: Three suicide bombers of HAMAS detonated bombs in the Ben Yehuda shopping mall in Jerusalem, killing eight persons, including the bombers, and wounding nearly 200 others. A dual U.S./Israeli citizen was among the dead, and 7 U.S. citizens were wounded.
Murder of U.S. Businessmen in Pakistan November 12, 1997: Two unidentified gunmen shot to death four U.S. auditors from Union Texas Petroleum Corporation and their Pakistani driver after they drove away from the Sheraton Hotel in Karachi. The Islami Inqilabi Council, or Islamic Revolutionary Council, claimed responsibility in a call to the U.S. Consulate in Karachi. In a letter to Pakistani newspapers, the Aimal Khufia Action Committee also claimed responsibility.
Tourist Killings in Egypt November 17, 1997: Al-Gama’at al-Islamiyya (IG) gunmen shot and killed 58 tourists and four Egyptians and wounded 26 others at the Hatshepsut Temple in the Valley of the Kings near Luxor. Thirty-four Swiss, eight Japanese, five Germans, four Britons, one French, one Colombian, a dual Bulgarian/British citizen, and four unidentified persons were among the dead. Twelve Swiss, two Japanese, two Germans, one French, and nine Egyptians were among the wounded.
Attack on U.S.S. Cole, October 12, 2000: In Aden, Yemen, a small dingy carrying explosives rammed the destroyer U.S.S. Cole, killing 17 sailors and injuring 39 others. Supporters of Usama Bin Laden were suspected.
Bus Stop Bombing, April 22, 2001: A member of HAMAS detonated a bomb he was carrying near a bus stop in Kfar Siva, Israel, killing one person and injuring 60.
Philippines Hostage Incident, May 27, 2001: Muslim Abu Sayyaf guerrillas seized 13 tourists and 3 staff members at a resort on Palawan Island and took their captives to Basilan Island. The captives included three U.S. citizens: Guellermo Sobero and missionaries Martin and Gracia Burnham. Philippine troops fought a series of battles with the guerrillas between June 1 and June 3 during which 9 hostages escaped and two were found dead. The guerrillas took additional hostages when they seized the hospital in the town of Lamitan. On June 12, Abu Sayyaf spokesman Abu Sabaya claimed that Sobero had been killed and beheaded; his body was found in October. The Burnhams remained in captivity until June 2002.
Tel-Aviv Nightclub Bombing, June 1, 2001: HAMAS claimed responsibility for the suicide bombing of a popular Israeli nightclub that caused over 140 casualties.
HAMAS Restaurant Bombing, August 9, 2001: A HAMAS-planted bomb detonated in a Jerusalem pizza restaurant, killing 15 people and wounding more than 90. The Israeli response included occupation of Orient House, the Palestine Liberation Organization’s political headquarters in East Jerusalem.
Suicide Bombing in Israel, September 9, 2001: The first suicide bombing carried out by an Israeli Arab killed 3 persons in Nahariya. HAMAS claimed responsibility.
Death of “the Lion of the Panjshir”, September 9, 2001: Two suicide bombers fatally wounded Ahmed Shah Massoud, a leader of Afghanistan’s Northern Alliance, which had opposed both the Soviet occupation and the post-Soviet Taliban government. The bombers posed as journalists and were apparently linked to al-Qaida. The Northern Alliance did not confirm Massoud’s death until September 15.
Terrorist Attacks on U.S. Homeland, September 11, 2001: Two hijacked airliners crashed into the twin towers of the World Trade Center. Soon thereafter, the Pentagon was struck by a third hijacked plane. A fourth hijacked plane, suspected to be bound for a high-profile target in Washington, crashed into a field in southern Pennsylvania. The attacks killed 3,025 U.S. citizens and other nationals. President Bush and Cabinet officials indicated that Usama Bin Laden was the prime suspect and that they considered the United States in a state of war with international terrorism. In the aftermath of the attacks, the United States formed the Global Coalition Against Terrorism.

… and we know terrorism has not stopped…. it continues and we must be vigilant. We must not forget. We must not put our heads in the sand. We must demand that our elected officials stop playing politics. This isn’t a game. The common thread in all the attacks is that there is a deep seeded hatred for us.

According to them, we must submit or die. That is their goal- it is just that simple… What is our goal? I hope it is live free or die… All preceding information is an incomplete sampling of terrorist activity pulled directly from:
U.S. Department of State – Significant Terrorist Incidents, 1961-2003: A Brief Chronology

Additional sources:
Terrorism Awareness Project : What everybody needs to know about Jihad
Terrorism Awareness Project : The Islamic Mein Kampf
Prophet of Doom
Religion of Peace
Steve Spak

Palestine Facts
Wikipedia

** please note: many of the “old” organizations have morphed or simply changed their name. FBI’s Most Wanted Terrorists!

Terrorist logos
List of Current Terrorist Organizations
islamic Terrorism goal
By Cathy

OBSESSION

 

L'Europa sulla via della dittatura?

Vladimir Bukowski

Nella settimana dal 29 novembre al 6 dicembre 2000, gli austriaci si sono visti confrontati con una decisione fondamentale. Si trattava della petizione per un nuovo scrutinio sull’adesione all’UE. Il 26 ottobre l’ex-dissidente sovietico Vladimir Bukowski ha tenuto una relazione a Salisburgo in cui dimostra la necessità  di una nuova consultazione sull’adesione all’UE. Il cammino dell’UE verso una dittatura e le evidenti parallelità  tra la struttura dell’Unione sovietica e quella attuale dell’Unione europea non sono casuali. Bukowski nella sua relazione menziona numerosi paralleli e li interpreta come risultati d’una strategia a lungo termine: la coalizione fra i comunisti sovietici e i socialisti dell’Europa occidentale. Nel suo libro “La resa dei conti con Mosca”, con l’aiuto di innumerevoli documenti mostra i crimini dei comunisti e il cambiamento della loro strategia a partire dalla metà  degli anni ottanta. Si tratta di un’avvertenza evidente nei confronti dell’Unione europea e di un appello a non più parteciparci. In seguito riproduciamo il testo di Bukowski.

Durante quasi cinquant’anni – gli anni consecutivi alla seconda guerra mondiale – abbiamo vissuto in un grande pericolo, in una grande tensione, all’ombra dell’immenso mostro dell’Unione sovietica che poteva divorare l’Europa ad ogni momento. A parecchie riprese c’è mancato poco che lo facesse. Il fatto che recentemente abbiamo potuto assistere alla morte di questo mostro rappresenta un miracolo. Ma dopo la sua scomparsa, in Europa abbiamo inventato un nuovo mostro.

L’Unione delle republiche socialiste

Più osservo lo sviluppo dell’UE, più scopro delle caratteristiche che assomigliano a quelle del vecchio mostro. Lasciate che mi spieghi con l’aiuto di un semplice paragone: chi era l’Unione sovietica? Un’unione di repubbliche socialiste. E cos’è l’Unione europea? Un’unione di repubbliche socialiste. Chi governava l’Unione sovietica? Quindici persone che si designavano loro stesse, senza che noi avvessimo potuto eleggerle. E chi governa l’Unione europea? Sono circa due dozzine di persone che non abbiamo eletto, che non possiamo destituire e che nei nostri confronti non assumono nessuna responsabilità . E come è nata l’Unione sovietica? Sovente le diverse repubbliche venivano costrette con la forza militare a diventare membri. E come è nata l’Unione europea? I paesi vengono costretti all’adesione tramite intimidazioni e minacce di tipo finanziario.

Secondo la Costituzione ogni stato sovietico possedeva il diritto di uscirne. In pratica però non esisteva una procedura per farlo. E così nessun paese era in grado di mettere in atto un processo di separazione. Mi sono spaventato nel constatare che anche l’UE non abbia previsto nessuna procedura per uscirne, sebbene nessuno abbia mai detto che non lo si possa fare.

Un paese corrotto e aggresivo

L’Unione sovietica era un paese incredibilmente corrotto. La corruzione era organizzata dall’alto. Si trattava di una corruzione tipicamente sovietica e socialista. Esiste una corruzione che penetra per così dire nel vivo dell’organismo. E c’è una corruzione che viene organizzata dall’alto e che fa parte del sistema. Grazie ai sintomi posso riconoscere di quale corruzione si tratta. Nell’Unione europea questi sintomi sono tipicamente socialisti.

L’Unione sovietica era uno stato aggresivo. Secondo la sua propria definizione, egli non poteva sopravvivere senza integrare continuamente altri paesi e regioni. Dal momento in cui ha smesso di crescere, ha avuto inizio la sua caduta. Nell’UE si osserva la stessa dinamica: sebbene non corrisponda nè all’interesse finanziario nè a quello economico dei paesi europei d’integrare sempre nuovi Stati, d’aiutare sempre più economie nazionali, cosa che esige enormi investizioni, ciononostante l’UE continua a cercare nuovi membri. Per mezzo di pressioni e approfittando della loro dipendenza finanziaria, un paese europeo dopo l’altro viene costretto ad aderire all’UE.

Sono semplicemente casuali o superficiali queste somiglianze, oppure esistono delle ragioni più profonde che spiegano il perchè della somiglianza così evidente di queste due strutture? Dopo aver effettuato ricerche negli archivi del Comitato centrale dell’Unione sovietica come pure nell’Unione europea, devo concludere che queste somiglianze non sono affatto casuali.

I bolscevichi e i menscevichi

Semplificando un po’, la storia dell’Europa del dopoguerra è definita dai rapporti tra i comunisti e i socialdemocratici o, direi, tra i bolscevichi e menscevichi. E questi rapporti caratterizzano la maggior parte degli avvenimenti degli ultimi cinquant’anni in Europa. L’intenzione dei bolscevichi è sempre stata quella di indurre i menscevichi ad eseguire i loro programmi e di trasferire il potenziale finanziario dell’Europa nella sfera socialista, per farne il motore principale dell’edificazione del mondo socialista. I menscevichi non hanno smesso di sognare che un giorno i bolscevichi si uniranno sazi al gruppo dei socialdemocratici. E ogni volta i bolscevichi sono ricorsi allo stesso trucco. Hanno fatto credere di ritornare alla socialdemocrazia ed i socialdemocratici ne erano felici. Quest’astuzia ha funzionato sotto Lenin, sotto Stalin, sotto Cruscev, sotto Brejnev e soprattutto sotto Gorbacev. E nel corso degli anni, se ne è fatta una teoria, una teoria dell’avvicinamento che fu popolare soprattutto all’inizio degli anni 60 e specialmente in circoli socialisti. Questo teoria presupponeva un approccio fra i due mondi nel quale i comunisti sarebbero diventati meno aggresivi e l’Europa sarebbe diventata socialdemocratica. Così finalmente non ci sarebbero più state nè frontiere, nè guerre, nè nemici, ma soltanto felicità  universale.

La svolta storica del 1985

All’inizio l’idea di un’Europa unita o di un Mercato comune non aveva niente a che vedere con la teoria dell’approccio. Era un concetto del tutto diverso. Si trattava unicamente di creare un mercato comune. E la prima reazione della sinistra dell’Europa occidentale come pure quella dell’Unione sovietica era stata negativa. Fino al 1985 la linea ufficiale sovietica era contro l’integrazione europea. L’Unione sovietica la considerava come una forza ostile.

Tutto cominciò attorno al 1985. I socialisti europei ebbero un’idea: potrebbero adottare l’intero progetto, modificandolo in modo tale da poterlo utlizzare per realizzare i propri obiettivi. Esattamente nello stesso tempo, cioè nel 1985, il comportamento dell’Unione sovietica nei confronti dell’ integrazione europea ha cambiato considerevolmente. Da questo momento l’Unione sovietica non considera più l’integrazione come un’impresa ostile e comicia a parlare della “casa comune europea”. Questo significa che c’è stato un accordo tra i comunisti di Mosca, e i socialisti europei, sopratutto l’Internazionale socialista con i suoi membri, i partiti. La creazione in Europa della stessa struttura dell’Unione sovietica, avrebbe loro permesso di governarela in modo socialista.

Un’operazione sovietica

Queste sono le ragioni perchè tutti noi nel 1989 abbiamo assistito ad un cambiamento spettacolare in Europa. Ad un tratto tutti i dittatori dell’Europa dell’est crollarono.

Si parlava di “rivoluzione di velluto”. Ma in effetti si trattava di un’operazione sovietica. C’è da chiedersi per quale ragione volevano una rivoluzione. Normalmente nell’Unione sovietica bastava una telefonata per cambiare un governo, per esempio in Pologna o in Ungheria. La spiegazione sta nel fatto che si doveva simulare una rivoluzione per imporre alla popolazione il modello superato del socialismo dal volto umano. Volevano in un certo senso attualizzare la primavera di Praga del 1968 per provocare un entusiasmo di massa. Doveva aver l’aspetto di una rivoluzione popolare, cosa che all’epoca è servita a stabilizzare la situazione.

E questo non è soltanto una supposizione. Esistono i documenti che provano tutto. Ricerche fatte nella Repubblica ceca del governo di Vaclav Havel mostrano in modo evidente che gli avvenimenti di Praga del 1989 furono operazioni sovietiche. Probabilmente vi ricordate che cominciarono con delle enormi manifestazioni studentesche che vennero soffocate brutalmente dalla polizia e delle quali fu vittima uno studente. Le ricerche del governo ceco hanno rivelato che le manifestazioni erano state organizzate dal KGB e che la presunta vittima studentesca è tutt’ora in vita: si è trattato d’un giovane collaboratore della polizia di sicurezza. L’operazione è stata diretta dal capo dei Servizi segreti cechi, il Generale Alois Lorens, anche lui tutt’oggi in buona salute. L’ho visto alla televisione confermare che si era trattato di una operazione sovietica: “Noi l’abbiamo gestita brillantemente, ma fortunatamente alla fine non abbiamo ottenuto i risultati da noi previsti. Infatti noi volevamo come presidente un comunista liberale, e non Vaclav Havel. Ma non ha funzionato.

L’Europa verso la dittatura

Quasi la stessa cosa è avvenuta nella Germania dell’est. La prima manifestazione contro Honegger era stata organizzata da Krenz su ordine di Mosca. Gorbacev ha dichiarato molto chiaramente che voleva liberarsi di Honegger e le prime agitazioni erano state tutte controllate e organizzate da Mosca. La Stasi obbediva agli ordini del Cremlino. L’unico paese in cui il piano sovietico ha funzionato è la Romania. Si trattava di sostituire Ceausescu con Illescu ed è esattamente ciò che è avvenuto. In tutti gli altri paesi gli esiti delle operazioni sono stati del tutto diversi rispetto a quanto previsto. Le analisi più recenti hanno mostrato che le popolazioni volevano una cosa del tutto diversa da ciò che Mosca aveva immaginato. Non si voleva un “socialismo dal volto umano”. Non si voleva nemmeno un socialismo diverso da quello esistente. Non si voleva nessun socialismo e nemmeno un comunismo liberale. Così quando i cittadini hanno potuto votare – non fosse che per pochissimo tempo – si sono opposti a ciò che veniva loro offerto dal nuovo governo.

Secondo i progetti sovietici la riunificazione della Germania non avrebbe dovuto avere luogo se non nell’ambito dell’integrazione europea. Era la politica sovietica ufficiale. E i sovietici sapevano che potevano confidare nei loro alleati, i socialdemocratici europei. Proviamo a immaginare per un momento ciò che sarebbe accaduto se la riunificazione della Germania non avesse avuto luogo nel 1990, ma alcuni anni più tardi. Essa avrebbe avuto luogo proprio ora o un po’ più tardi, quando l’Europa si fosse stabilizzata un po’di più. Ciò avrebbe loro consentito di avere una Germania unificata sotto un controllo permanente socialista, smilitarizzata, non più annessa alla Nato, ecc. Lo stesso progetto prevedeva un consolidamento della Polonia, stretta fra l’Unione sovietica e la Germania, ma non è riuscito semplicemente perchè i cittadini dell’Europa dell’est non l’hanno voluto. Essi non hanno aspettato. In Germania hanno deciso di procedere subito alla riunificazione e avevano completamente ragione. Se avessero aspettato ancora qualche anno non avrebbero più ottenuto ciò che essi hanno adesso.

L’Unione europea – la metà  del progetto

Gli avvenimenti, dei quali ho appena parlato, hanno avuto per consequenza che la parte sovietica del progetto è fallita. E un anno più tardi pure l’Unione sovietica è crollata. Ma la parte occidentale del progetto continua a esistere.

Quello che oggi è rappresentato dall’UE non è altro che la metà  del progetto. Ma anche solo questa metà  è già  sufficentemente orribile. Infatti è concepita più o meno secondo i concetti dell’Unione sovietica. Io posso dirvi precisamente ciò che avverrà , perchè in un certo senso ho già  vissuto nel vostro avvenire. Per esempio posso predirvi che i risultati del progetto saranno esattamente l’opposto di quello che proclamano, cioè esattamente quello che noi abbiamo conosciuto nell’Unione sovietica. Oggi ci dicono che abbiamo bisogno dell’Unione europea per evitare la guerra e garantire la pace, benchè attualmente nessuno minacci la pace in Europa.

Vi posso predire che in alcuni anni la maggior parte degli Stati europei saranno in discordia. I disaccordi saranno tali da non poter escludere dei conflitti. Oggi ci promettono che grazie all’Unione europea i popoli supereranno le lore diversità  nazionali e sotterreranno per sempre le divergenze razziali, etniche e nazionali. Avverrà  esattamente il contrario. Nell’Unione sovietica si supponeva che eravamo una famiglia felice di nazioni e dopo 73 anni c’erano più conflitti etnici che in nessuna altra parte del mondo. Attualmente ci si dice che le nostre economie prospereranno, che l’Unione rinforzerà  economicamente i paesi dell’Europa e che così faranno concorrenza all’America, cioè che l’Europa unita sarà  un guadagno per i nostri interessi economici. Avverrà  esattamente il contrario. Non solo diventeremo poveri, incapaci e superregolamentati, ma dipenderemo ancora di più dall’America.

Dei gulag in Europa

So talmente bene quello che succederà  che se trovassi chi scommette con me, potrei diventare molto ricco. Ma nessuno vuole scomettere con me. Poco tempo fa ho proposto una scomessa a un mio amico inglese. Ero pronto a scomettere con lui che tra alcuni anni avremo un’imposta europea, un’imposta speciale per pagare tutte queste strutture costosissime. Purtroppo non voleva. Se avesse accettato, entro pochi anni sarei diventato un uomo ricco. Anche altri amici inglesi non sono d’accordo con il mio paragone. Sostengono che l’Unione sovietica è impensabile senza i gulag e che in Europa non ce ne sono e non ce ne saranno mai. Ma devo contraddirli anche in questo punto. Abbiamo già  l’inizio di un gulag. Abbiamo già  il gulag intellettuale. C’è già  della gente che viene disprezzata, che perde il lavoro, che non può più esprimersi pubblicamente, semplicemente per il fatto che non segue la linea ufficiale riguardo certe questioni, quali la razza, la donna, la sessualità  o qualsiasi altro tema, perfino il fumo. Io stesso sono un fumatore e so che sono già  in un gulag. Ma non è ancora tutto. Ci sarà  un gulag. Ho letto il progetto sul contratto di Nizza che verrà  firmato in dicembre 2000. Chi non l’avesse ancora letto, si sbrighi a leggerlo! Si vuole creare una polizia europea! Una polizia europea! Si vuole dunque instaurare un nuovo KGB. E questa polizia avrà  delle competenze incredibili. Sono delle competenze che attualmente nessuna polizia in nessun paese europeo possiede. Come primo questa polizia goderà  di immunità . Che carino, vero? Un poliziotto-diplomatico! Può venire e bastonarmi e io non potrei citarlo davanti al giudice. Merviglioso! Nemmeno il KGB godeva di tale potere. Inoltre non ci sarà  procedura ben precisa. Potranno venire ad arrestarti nel tuo paese e portarti in un altro. E non sarà  possibile un’udienza prima dell’estradizione. Se dunque questa gente ti dichiara un criminale, nessuna legge locale ti proteggerà .

Le buone novità 

Basta con le brutte notizie, veniamo a quelle buone. Trattandosi di una struttura che conosco talmente bene, posso predire con certezza che crollerà . Questo crollo comporterà  difficoltà  economiche. Inoltre l’Unione europea lascierà  un’eredità  di disaccordi e di ostilità . I tempi che seguiranno al suo crollo non saranno particolarmente piacevoli. Ma l’Unione europea crollerà .

Un’altra buona novità  è che sarà  più facile combatterla che l’ex-Unione sovietica. Gli eurocrati sono deboli. Non sono tanto privi di scrupoli quanto lo erano i dirigenti sovietici. Hanno meno esperienza di loro. Per la maggior parte non sono altro che intellettuali che amano parlare del loro grande amore per l’umanità .

Fondiamo movimenti popolari

Posso anche dirvi come condurre la battaglia. à© quello che abbiamo fatto con successo nell’Unione sovietica. àˆ necessario capire che parlo dell’elite corrotta e non di questo o quell’altro partito, di questa o quell’altra parte della società . No, parlo invece delle elite corrotte europee. L’unica risposta adeguata è un movimento di massa. Andate nelle università  e nelle scuole, semestre dopo semestre e cercate di formare delle piccole cellule. La giovent๠deve farsi avanti, abbiamo bisogno di movimenti di massa. I funzionari di Bruxelles riveleranno la loro debolezza, non vi sapranno rispondere. Non erano nemmeno in grado di fare qualcosa contro la piccola Austria. Hanno semplicemente decretato delle stupide sanzioni che sono stati costretti ad annullare dopo solo sei mesi. Questo dimostra che quella gente è debole, stupida e incapace. Se un vero movimento popolare combatterà  in prima linea, la maggior parte di loro se la squaglierà . Quando all’inizio degli anni sessanta abbiamo cominciato il nostro movimento contro l’Unione sovietica e contro il comunismo, nessuno di noi s’immaginava di vivere abbastanza a lungo per assistere al crollo del sistema. Ci vedevamo davanti un nemico molto potente: il KGB senza scrupoli che in qualsiasi momento poteva uccidere ognuno di noi. Tuttavia il punteggio è a nostro favore. Loro sono morti, noi viviamo. Sono convinto che le vostre probabilità  per combattere questi resti di sovietismo in Europa siano di gran lunga migliori di quelle che avevamo noi, quarant’anni fa.