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In Germania è scoppiato l’Inferno: Invasione di delinquenza senza freni

“L’Inferno è scoppiato” in Germania, registriamo una invasione di criminalità di massa nelle forme più gravi come i furti, le rapine, gli stupri, la riduzione in schiavitù, l’imposizione della sharia”, questo è stato il drammatico avvertimento che ha fatto il Presidente Federale della polizia tedesca, Rainer Wendt.

 

In una significativa intervista fatta la canale N24 del servizio della Televisione tedesca, Wendt ha inoltre avvertito che le attività delittuose non sono state il risultato di invasori di colore stretti in luoghi angusti, ma piuttosto opera di fanatici religiosi e di lotte di alcuni gruppi per ottenere il sopravvento sugli altri.

“Le situazioni devono sempre arrivare ad incendiarsi prima che i politici reagiscano”.

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© AFP 2015/ ATTILA KISBENEDEK Germania, migranti: errore politico senza precedenti

“Nei nostri accampamenti per dare asilo ai rifugiati è scoppiata tutta una situazione infernale, nella frontiera con il sud della Germania e nello Stato federale della Baviera in particolare. E’ un girone infernale ed i nostri colleghi da quelle parti devono lavorare interrottamente senza neanche potersi più togliere gli stivali”, ha detto riferedosi al lavoro costante e senza interruzioni che deve svolgere la polizia tedesca per cercare di fare fronte alle altre invasioni di masse di rifugiati.

“Da mesi le forze di polizia sono state sopraffatte da questa invasione ed adesso i politici stanno mostrandosi come se ne fossero totalmente sorpresi, questo però non può essere”.

“Abbiamo dovuto constatare le risse fra immigrati nei campi di accoglienza, abbiamo dovuto verificare una quantità di furti nelle tende di generi alimentari. C’è una forte criminalità tra i rifugiati, il che significa che avvengono stupri di donne e bambini, uso massiccio di violenza, attività delittive come sfruttamento e schiavitù, vediamo che tutto questo avviene in quei posti. Non si tratta certo di piccoli alterchi fra persone che stanno vivendo in uno spazio ridotto, questi sono piuttosto conflitti territoriali, lotte per il dominio. Ci sono fanatici e gruppi religiosi che non si possono facilmente separare. Il nostro personale di sicurezza è del tutto sovrastato da queste situazioni”.

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© REUTERS/ Soe Zeya Tun Attenzione agli immigrati che vogliono adottare la shariah in Italia e nell’intera Europa

Rispetto all’enorme numero di invasori, migranti e profughi che si sono sparsi in Germania, dopo che la cancelliera Angela Merkel li ha invitati a venire, Wendt ha detto che quelli che sono arrivati hanno portato con loro la “sharia” (legge islamica).

“Loro non ripettano le nostre leggi. Per istinto sanno che le nostre leggi sono deboli sanno che non importa come si comportano male, perchè questo non apporta nessuna conseguenza sul loro status di diritto di asilo. Possono fare più o meno quello che gli piace e lo stato appena reagisce”.

Il potere giudiziale e la parte politica dello Stato dovrebbero rendere molto chiaro a questa gente, fin dal principio, che in questo paese, la sharia come legge non si applica, o qualsiasi altra norma religiosa, ma qui si deve applicare l’obbligo delle leggi tedesche e che noi siamo pronti per far rispettare questo principio”.

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© AFP 2015/ JEAN-CHRISTOPHE MAGNENET In Repubblica Ceca tendenze fasciste a seguito dell’emergenza profughi in Europa

“Queste non sono dispute familiari; stiamo parlando di crimini gravi, delitti penali di estrema gravità, dobbiamo dimostrare che coloro che commettono tali azioni cambiano il loro status da rifugiati in persecutori ed il nostro stato di diritto deve reagire. Queste persone devono essere mandate fuori immediatamente e per questo dobbiamo riaprire un’altra volta le astrutture di deportazione. Queste persone devono essere rinviate da dove sono venute e non devono avere il diritto di attendere l’esito della procedura di asilo in libertà”.

E’ stato inoltre chiesto a Wendt se può essere una buona idea separare (in base al gruppo religioso/etnico) gli invasori, profughi e richiedenti asilo per cercare di ridurre la violenza: Wendt ha risposto che il ragionamento che sottintende a questa proposta è, secondo lui, un segno di impotenza della società. Sarebbe appena possibile praticare una separazione anche se per motivi religiosi.
“Chi vorreste separare? I sunniti separati dagli sciiti, i salafiti moderati dai salafiti radicali? Quando alla fine sono tutti seguaci delle credenze mussulmane, questo non risulta possibile”, ha dichiarato Wendt.

Nota: Questa intervista non è stata divulgata dalla maggior parte dei media intenti a dare una versione “buonista” e caritatevole dell’arrivo delle masse di profughi in Europa dei quali, una buona parte si professano siriani, anche se è noto che i documenti siriani si acquistano sul mercato nero ad un prezzo fra i 500 ed i 1500 dollari (secondo il tipo di documento) e questo permette a molti pakistani, Afghani e di altre etnie, di farsi passare per siriani.

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Flusso di migranti gestito dagli USA? In Europa alcuni ne sono convinti

Quello che dice fuori dai denti il responsabile della Polizia Federale tedesca è molto indicativo ed attesta quello che si sapeva: l’invasione non è casuale ma è pianificata, con la complicità della Turchia e di varie organizzazioni ONG che finanziano ed incentivano i viaggi, vi sono prove documentate di questo ed hanno indagato su tale aspetto anche i servizi di intelligence dell’Austria che hanno documentato queste complicità. L’invasione non è pacifica ma finalizzata a prendere piede per un futuro di dominio di masse islamiche wahabite e salafite, radicalizzate su parti del territorio dei paesi europei, come già si riscontra in vari paesi del Nord Europa dove, in alcune zone, è vigente la saharia come norma applicata di fatto fra gli immigrati. Vedi: InfoDirekt, Vienna: gli Usa finanziano il traffico di migranti

Dietro questa invasione ci sono i finanziamenti dell’Arabia Saudita, paese da sempre ispiratore e istigatore del radicalismo islamico di impronta wahabita, intollerante e assolutista, portatore di violenza e sopraffazione verso le altre confessioni. L’Arabia Saudita si è già offerta di finanziare la realizzazione di altre 200 moschee in Germania. L’Arabia S. è un paese alleato di ferro con gli Stati Uniti e con Israele ed al centro di tutte le trame (incluso il finanziamento dei gruppi terroristi) nel Medio Oriente per rovesciare i regimi laici, nazionalisti o di fede sciita ed alawita (vedi Libia, Iraq, Siria). “I paesi occidentali si sono inchinati al potere ed al denaro della dinastia dei Saud (detto dal patriarca cattolico siriano,Ignatius Joseph III Younan).

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Shengen addio, welcome migranti!

La cancelliera Angela Merkel, la stessa che pochi mesi prima aveva negato (durante una diretta TV) ad una profuga palestinese radicata in Germania, la possibilità di rimanere, provocando il pianto della ragazzina, ha deciso improvvisamente di aprire le porte all’invasione dichiarando che la Germania avrebbe accolto tutti i siriani, scatenando una invasione di massa che ha messo in crisi paesi come la Serbia, l’Ungheria, la Croazia e la Slovenia. Un comportamento apparentemente strano ma che trova la sua spiegazione in un preciso ordine o direttiva a cui la Merkel ha voluto obbedire ed adeguarsi.
Possiamo indovinare da quale centrale sia arrivata tale direttiva. Niente avviene per caso.

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AFP 2015/ LEHTIKUVA/Panu Pohjola Intesa tra UE e Turchia per limitare l’afflusso di migranti

La stessa cancelliera Merkel si è recata, la scorsa settimana, ad Ankara dal presidente turco Erdogan (il nuovo “sultano”) per trattare con lui di detenere il flusso dei migranti in cambio di concessioni, aiuti finanziari ed il possibile ingresso della Turchia nella UE.
Naturalmente tratta la questione lei per conto di tutti i “sudditi” europei che non hanno voce in capitolo. Anche di queste eventuali decisioni se ne vedranno presto gli esiti negli stessi paesi europei.

Originariamente pubblicato sul sito Controinformazione.info

In Francia voti in cambio di moschee

Flag_of_France_with_islam_symbol-300x199 Da Perpignan a Courbevoie passando per Strasburgo.

I sindaci socialisti svendono terreni del comune alle comunità musulmane che offrono loro consenso elettorale mentre a Parigi, all’Assemblea nazionale, il premier Valls faceva finta di fare il duro contro l’islam radicale, annunciando la chiusura se necessario delle moschee salafite (il 29 giugno, tanto per rendere l’idea dei proclami fuffa del primo ministro socialista, è successo che lo stesso Valls ha premiato con la Legione d’onore l’imam radicale della moschea di Evry-Courcouronnes, Khalil Merroun, adepto del wahabismo saudita.
A Perpignan, la scorsa settimana, il Consiglio municipale ha votato la vendita di un immenso terreno situato ad ovest della città, nel quartiere di Mailloles, all’Associazione arabo-turca de l’Ensoleillé (Assate), la quale costruirà una grande moschea e annesse sale di preghiera approfittando di una superficie di 2400 m2 (in realtà sarebbe meglio parlare di svendita, dato che l’associazione verserà la modica cifra di 144.000 euro, pari a appena 60 per metro quadrato).83d8c50e95eee90bfc6aafe4cc78786750de0d53
In concomitanza, nella città di Courbevoie, a nordovest di Parigi, l’Associazione culturale dei musulmani di Courbevoie (Acmc) ha ricevuto dal comune il placet (affitto enfiteutico per 80 anni) per l’innalzamento di un’altra monumentale moschea che si estenderà su 680 m2.
Niente di scandaloso, se non fosse che sia nel primo che nel secondo caso le delibere delle due giunte fanno seguito a una promessa elettorale dei due sindaci – un puro voto di scambio, insomma – e che una parte della costruzione delle due moschee sarà finanziata con i soldi dei contribuenti.
Il tutto, sullo sfondo delle dichiarazioni di Dalil Boubakeur, rettore della Grande Mosquée di Parigi, che ha gridato la necessità di raddoppiare il numero delle moschee in Francia, e di un recente rapporto dell’intelligence francese pubblicato dal Figaro, secondo cui 41 moschee considerate “moderate” stanno per passare sotto il controllo dei salafiti.81059568-p-2
Durante la campagna elettorale per le municipali 2014, il primo cittadino di Perpignan, Jean-Marc Pujol dei Républicains (centro-destra), aveva assicurato alla comunità islamica locale, che richiedeva a gran voce di sostituire la piccola sala di preghiera della città con un’area di preghiera più spaziosa, la messa a disposizione di un vasto terreno per un’altrettanto vasta moschea.
In cambio, naturalmente, la comunità islamica di Perpignan doveva votare compatta per il sindaco repubblicano. Detto fatto.Stessa storia per il sindaco neogollista di Courbevoie Jacques Kossowski, sollecitato già nel 2011 dall’Associazione culturale musulmana della città.
Vuoi avere il nostro voto ed essere riconfermato sindaco?
Allora concedici un terreno dove possiamo costruire una moschea. Richiesta accolta da Kossowski in accordo con il Partito socialista e contestata soltanto dai due consiglieri comunali del Front national, che hanno denunciato un «voto accordato ad occhi chiusi senza la consultazione degli abitanti di Courbevoie».Se il patto scellerato tra eletti Républicains/Ps e comunità islamiche si limitasse a questi due episodi, in fondo, non ci sarebbe troppo da preoccuparsi.
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Ma come ha rivelato il giornalista Joachim Véliocas, nella sua inchiesta esplosiva “Ces maires qui courtisent l’islamisme” (uscito da poco per le edizioni Tatamis) gli inciuci tra sindaci e imam sono diventati sport nazionale in Francia e a farne le spese naturalmente sono i contribuenti.
È successo a Nantes, con il sindaco ed ex premier socialista Jean-Marc Ayrault: 200.000 euro di finanziamento direttamente dalle casse del comune. Ed è successo nella ultraindebitata Parigi, quando l’amico storico del presidente Hollande, Bertrand Delanoë era primo cittadino: 16 milioni di euro per l’Institut islamique, che comprende anche delle sale di preghiera, in barba alla legge del 1905 sulla laicità.
E quando non si tratta della costruzione di una moschea ex novo, si tratta comunque del suo ampliamento.Come a Strasburgo, dove la scorsa settimana è stato ufficializzato lo sblocco dei finanziamenti da parte del sindaco socialista Roland Ries.

Nel menù 5 nuove sale per insegnare l’arabo e i principi della Sharia
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Foto AFP. Vignetta: 14 words e Islam veritè

di Mauro Zanon da Libero Quotidiano del 5 luglio 2015

Convertiti e ignoranti

Questa è la risposta data da una convertita ad alcune domande fatte da una ragazza :

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menare le donne si può lo dicono i musulmani stessi

ciao,sono musulmana e se vuoi posso aiutarti io!
allora per prima cosa ti dico di lasciar perdere il sito sufi che ti ha presentato l’ultima risposta…
ora per prima cosa ti dico che la religione islamica è fondata sul Tawhid ovvero la testimonianza che non vi è altra divinità eccetto Dio (Allah=Dio in arabo) a cui appartengono lodi,grazie…
la seconda cosa che bisogna precisare è che il profeta Muhamad (Maometto) per noi musulmani è il sigillo dei profeti, l’ultimo inviato di Dio all’umanita, non si venera Maometto ma anzi si prega Allah affinché gli faccia scendere su di lui pace e benedizioni e anche sulla sua famiglia e i suoi compagni…
ora la società….ti dico bene di riguardarti dalle società arabe a maggioranza islamica perché purtroppo la maggior parte delle persone che ci vivono non seguono un islam corretto, per via di sette che si sono venute a creare o anche per via del volersi integrare per forza in una società che non ci appartiene quale quella cosidetta occidentale. la vera società islamica si basa sulla Legge di Allah ovvero nella Sharia espressa nel Corano (Libro Sacro islamico) e nella Sunna (detti e vita del Profeta Muhamad).
la famiglia è un organo molto importante della società islamica,i figli sono il futuro, la madre educa i figli nel miglior modo possibile (il padre anche lui ma dato che deve andare a lavorare, maggior tempo lo usa la madre),l’esempio viene dato dai genitori e se il genitore non è un bravo musulmano cosa mai potrebbe essere un bambino cresciuto vedendo il padre o la madre che commettono azioni illecite? inoltre la famiglia è assai tutelata dall’islam e inoltre e incoraggiato il matrimonio (a volte anche poligamo) e la procreazione (non si devono usare anticoncezionali salvo rarissimi casi).
la donna islamica…mmm….argomento assai assai difficile,per parlare dell’islam non basterebbe una vita credimi! e per un non musulmano capire la donna nell’islam non è facile ma da musulmana quale sono ti posso dire che la donna islamica è la più tutelata della donne nel mondo, si copre con un velo i capelli(il viso sarebbe meglio) e con un abito lungo il corpo per essere casta,pura,timida….sempre…e per non cadere o far cadere in fitna ovvero tentazione….
ma detto così non si capisce molto…
se hai bisogni di altre spiegazioni fammelo sapere!
buona serata

le sottolineature sono mie e non dovrebbe essere difficile capire perchè. Bella risposta davvero! Perfettamente in linea con l’articolo da me scritto su “Kitman e Taqiyya” e cioè sull’arte della dissimulazione e dell’ipocrisia.
Questa benedetta ragazza avrebbe potuto fare una ricerca migliore perchè su internet ci sono tantissimi siti che mettono a nudo le bugie che quotidianamente sono raccontate dalla/sulla religione di pace amore , fratellanza e tolleranza.
A parte gli articoli scritti da me e che sono i bell’evidenza divisi per argomenti, sulla barra del blog, bastava leggere le altre risposte ed in particolare questa :
http://www.italian.faithfreedom.org/read… , http://www.diavolineri.net/ospitalieri/j…  , http://www.europaoggi.it/content/view/18… (l’autrice  ha l’account sospeso per … non si conosco le motivazioni ma si possono immaginare).

Lascio i commenti e le conclusioni all’intelligenza delle persone che leggeranno questo articolo e questo sito : Il Corano e l’Islam tra fede e fanatismo

Sartori: l’intelligenza non ha schieramento

Giovanni Sartori, storico politologo, e unica testa pensante a scrivere come opinionista sul Corriere della Sera – interessanti le sue analisi sulla demografia – attacca il ministro della dis-integrazione.

“Nata in Congo, si è laureata in Italia in medicina e si è specializzata in oculistica. Cosa ne sa di integrazione, di ius soli e correlativamente di ius sanguinis?”.

giovanni-sartori“La brava Ministra ha anche scoperto che il nostro è un Paese meticcio. Se lo Stato italiano le dà i soldi si compri un dizionarietto, e scoprirà che meticcio significa persona nata da genitore di razze (etnie) diverse. Per esempio il Brasile è un Paese molto meticcio. Ma l’Italia proprio no. La saggezza contadina insegnava moglie e buoi dei paesi tuoi. E oggi, da noi, i matrimoni misti sono in genere ferocemente osteggiati proprio dagli islamici. Ma la più bella di tutte è che la nostra presunta esperta di immigrazione dà per scontato che i ragazzini africani e arabi nati in Italia sono eo ipso cittadini integrati”.

Poi sull’impossibilità dell’integrazione: “Questa è da premio Nobel. Mai sentito parlare, signora Ministra, del sultanato di Delhi, che durò dal XIII al XVI secolo, e poi dell’Impero Moghul che controllò quasi tutto il continente Indiano tra il XVI secolo e l’arrivo delle Compagnie occidentali? All’ingrosso, circa un millennio di importante presenza e di dominio islamico. Eppure indù e musulmani non si sono mai integrati. Quando gli inglesi dopo la seconda guerra mondiale se ne andarono dall’India, furono costretti (controvoglia) a creare uno Stato islamico (il Pakistan) e a massicci e sanguinosi trasferimenti di popolazione. E da allora i due Stati sono sul piede di guerra l’uno contro l’altro”. “Più disintegrati di così si muore”.

Domani il corrierino organizzerà una sorta di messa riparatrice. Una selva di opinionisti a cottimo seppellirà Sartori sotto la solita melassa buonista. Ma intanto, per un giorno, qualcosa di intelligente è apparso su quel giornale. C’è vita intelligente anche in via Solferino.

Sartori ha scritto cose ovvie, semplici nozioni di buonsenso. Ma nell’idiozia generale degli intellò da bordello italiani, pare qualcosa di rivoluzionario.

Sartori ha addirittura parlato di razze/etnie, cosa che avrà scioccato le vestali del politicamente corretto, ma non sarà facile dipingerlo come nazista. Intanto è già partita la caccia all’uomo sui siti oikofobici.

Lo stesso studioso scrisse, mesi fa, il suo pensiro anche riguardo alle terze generazioni, quelle degli sgozzatori di Londra per intenderci:

“…una parte significativa di questa terza generazione non si è affatto ‘integrata’. Vive in periferie ribelli e ridiventa, o sempre più diventa, islamica. Si contava di assorbirli e invece si scopre che i valori etico politici dell’Occidente sono più che mai rifiutati. Che senso ha, allora, trasformare automaticamente in cittadini tutti coloro che nascono in Italia, oppure, dopo qualche anno, chi risiede in Italia”.

Buon senso. Merce rara nel mondo congo-friendly.

Parigi come Londra: soldato sgozzato da nordafricano

ar_image_544_lA pochi giorni dall’uccisione del militare inglese a Londra, un soldato francese in servizio è stato pugnalato alla gola nel quartiere de La Defense a Parigi attorno alle 18 di oggi. Il soldato è sopravvissuto all’assalto.

Lo riferisce il quotidiano Le Parisien sul suo sito online. L’aggressore è nordafricano di circa 30 anni. L’uomo ha la barba e una tunica tradizionale islamica di colore chiaro.
 

Imparare dagli omicidi di boston

maratona-boston-bomba-tuttacronacaQuale sarà l’impatto a lungo termine dell’attentato alla maratona di Boston e della conseguente caccia all’uomo in stile film d’azione svoltasi fra il 15 e il 19 aprile, in cui hanno perso la vita quattro persone e 265 sono rimaste ferite? Cominciamo con quelli che non saranno gli effetti di quest’atto terroristico. Esso non unificherà l’opinione pubblica americana; se lo slogan”United We Stand”, “restiamo uniti”, è durato pochi mesi dopo l’11 settembre, il consenso dopo quanto accaduto a Boston sarà ancor più irraggiungibile. La violenza non spingerà gli Stati Uniti a prendere delle misure di sicurezza simili a quelle israeliane. Né indurrà a una maggiore preparazione nel gestire una letale violenza scoppiata a causa di “un’improvvisa sindrome da jihad instinct”. Non porrà fine alla disputa sulle motivazioni che si celano dietro la violenza musulmana indiscriminata contro i non-musulmani. E di certo non aiuterà a risolvere gli attuali dibattiti sull’immigrazione o sulla vendita delle armi.  Quello che farà è molto importante: quanto accaduto indurrà alcuni occidentali ad arguire che l’islamismo è una minaccia al loro modo di vivere. Infatti, ogni atto di aggressione musulmana contro i non-musulmani, sia esso violento o culturale, recluta un maggior numero di attivisti a favore della causa anti-jihad, porta più voti ai partiti riottosi, mobilita più manifestanti ai cortei contro l’immigrazione e più donatori alle cause anti-islamiste. “Imparare dagli omicidi” è come ho definito nel 2002 questo processo; noi che viviamo in Paesi democratici impariamo meglio la lezione sull’islamismo quando il sangue scorre nelle strade. I musulmani hanno cominciato col beneficiare di un’enorme dose di benevolenza, perché nel Dna degli occidentali è presente la solidarietà per gli stranieri, le minoranze, i poveri e per la gente di colore. Gli islamisti poi hanno vanificato questa benevolenza lasciandosi andare alle atrocità o mostrando atteggiamenti di supremazia. Gli atti terroristici eclatanti in Occidente – come gli attentati dell’11 settembre, di Bali, di Madrid, di Beslan e di Londra – scuotono l’opinione pubblica più di qualunque altra cosa.

Io lo so perché ho avuto modo di esperire direttamente questo processo. Seduto a un tavolo di un ristorante in Svizzera, nel 1990, Bat Ye’or mi parlò dei suoi timori riguardo alle ambizioni islamiste in Europa ma io pensai che fosse allarmista. Nel 1994, Steven Emerson mi telefonò per raccontarmi del Council on American-Islamic Relations, ma inizialmente concessi al Cair il beneficio del dubbio. Come gli altri, anch’io ho avuto bisogno di tempo per rendermi perfettamente conto della portata della minaccia islamista in Occidente. Gli occidentali stanno davvero prendendo coscienza di questa minaccia. Lo si può capire guardando gli sviluppi nei Paesi europei, che in fatto di immigrazione, Islam, musulmani, islamismo e Shari’a (legge islamica) sono più avanti dell’America del Nord e dell’Australia di circa vent’anni. Un segnale di questo cambiamento è la crescita dei partiti politici focalizzata su tali questioni, come nel caso del Partito per l’indipendenza del Regno Unito (Ukip), il Fronte nazionale in Francia, il Partito del Popolo in Svizzera, il Partito per la Libertà fondato da Geert Wilder nei Paesi Bassi, il Partito del progresso in Norvegia e i Democratici svedesi. Nelle recenti elezioni suppletive di Eastleigh, l’Ukip è arrivato secondo, aumentando la sua porzione di voti e passando dal 4 al 28 per cento, creando così una crisi nel partito conservatore.

Nel 2009, l’elettorato svizzero approvò un referendum che vieta i minareti con un margine di 58 a 42, un voto più significativo per il suo risultato piuttosto che per le sue implicazioni politiche, che furono quasi nulle. A quell’epoca, i sondaggi d’opinione rilevarono che altri europei condividevano questi punti di vista pressappoco nelle stesse percentuali. I sondaggi registrano altresì nel corso degli anni un marcato inasprimento delle posizioni su quegli stessi argomenti. Qui di seguito (e ringrazio Maxime Lépante) alcuni sondaggi recenti condotti in Francia:
•    Il 67 per cento degli intervistati ritiene che i valori islamici siano incompatibili con quelli della società francese.
•    Il 70 per cento sostiene che ci sono troppi stranieri.
•    Il 73 per cento vede l’Islam in modo negativo.
•    Il 74 per cento considera l’Islam intollerante.
•    L’84 per cento è contrario all’uso dell’hijab in spazi privati aperti al pubblico.
•    L’86 per cento è favorevole a inasprire il divieto sul burqa.

Come osserva Soeren Kern, opinioni simili sull’Islam sono state espresse anche in Germania. Un recente rapporto diffuso dall’Institut für Demoskopie Allensbach ha chiesto agli intervistati quali sono le caratteristiche che i tedeschi associano all’Islam:
•    Il 56 per cento ha risposto: la lotta per l’influenza politica.
•    Il 60 per cento: la vendetta e le ritorsioni.
•    Il 64 per cento: la violenza.
•    Il 68 per cento: l’intolleranza verso le altre fedi religiose.
•    Il 70 per cento: il fanatismo e il radicalismo.
•    L’83 per cento: la discriminazione contro le donne.

Al contrario, solo il 7 per cento dei tedeschi associa l’Islam all’apertura, alla tolleranza o al rispetto dei diritti umani.Queste percentuali sono più alte rispetto agli anni precedenti, il che denota in Europa un inasprimento delle posizioni che diventeranno ancor più ostili all’islamismo col passare del tempo. In questo modo, l’aggressione islamista garantisce che l’anti-islamismo in Occidente vinca la sua corsa con l’islamismo. Gli eclatanti attacchi di matrice islamica come l’attentato che ha sconvolto Boston esacerbano questa tendenza. È proprio questa la sua importanza strategica. Il che spiega il mio cauto ottimismo riguardo al fatto di respingere la minaccia islamista.

di Daniel Pipes da The Washington Times 24 aprile 2013 http://it.danielpipes.org/12824/imparare-dagli-omicidi-di-boston
Pezzo in lingua originale inglese: “Education by Murder in Boston”