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Convertiti e ignoranti

Questa è la risposta data da una convertita ad alcune domande fatte da una ragazza :

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menare le donne si può lo dicono i musulmani stessi

ciao,sono musulmana e se vuoi posso aiutarti io!
allora per prima cosa ti dico di lasciar perdere il sito sufi che ti ha presentato l’ultima risposta…
ora per prima cosa ti dico che la religione islamica è fondata sul Tawhid ovvero la testimonianza che non vi è altra divinità eccetto Dio (Allah=Dio in arabo) a cui appartengono lodi,grazie…
la seconda cosa che bisogna precisare è che il profeta Muhamad (Maometto) per noi musulmani è il sigillo dei profeti, l’ultimo inviato di Dio all’umanita, non si venera Maometto ma anzi si prega Allah affinché gli faccia scendere su di lui pace e benedizioni e anche sulla sua famiglia e i suoi compagni…
ora la società….ti dico bene di riguardarti dalle società arabe a maggioranza islamica perché purtroppo la maggior parte delle persone che ci vivono non seguono un islam corretto, per via di sette che si sono venute a creare o anche per via del volersi integrare per forza in una società che non ci appartiene quale quella cosidetta occidentale. la vera società islamica si basa sulla Legge di Allah ovvero nella Sharia espressa nel Corano (Libro Sacro islamico) e nella Sunna (detti e vita del Profeta Muhamad).
la famiglia è un organo molto importante della società islamica,i figli sono il futuro, la madre educa i figli nel miglior modo possibile (il padre anche lui ma dato che deve andare a lavorare, maggior tempo lo usa la madre),l’esempio viene dato dai genitori e se il genitore non è un bravo musulmano cosa mai potrebbe essere un bambino cresciuto vedendo il padre o la madre che commettono azioni illecite? inoltre la famiglia è assai tutelata dall’islam e inoltre e incoraggiato il matrimonio (a volte anche poligamo) e la procreazione (non si devono usare anticoncezionali salvo rarissimi casi).
la donna islamica…mmm….argomento assai assai difficile,per parlare dell’islam non basterebbe una vita credimi! e per un non musulmano capire la donna nell’islam non è facile ma da musulmana quale sono ti posso dire che la donna islamica è la più tutelata della donne nel mondo, si copre con un velo i capelli(il viso sarebbe meglio) e con un abito lungo il corpo per essere casta,pura,timida….sempre…e per non cadere o far cadere in fitna ovvero tentazione….
ma detto così non si capisce molto…
se hai bisogni di altre spiegazioni fammelo sapere!
buona serata

le sottolineature sono mie e non dovrebbe essere difficile capire perchè. Bella risposta davvero! Perfettamente in linea con l’articolo da me scritto su “Kitman e Taqiyya” e cioè sull’arte della dissimulazione e dell’ipocrisia.
Questa benedetta ragazza avrebbe potuto fare una ricerca migliore perchè su internet ci sono tantissimi siti che mettono a nudo le bugie che quotidianamente sono raccontate dalla/sulla religione di pace amore , fratellanza e tolleranza.
A parte gli articoli scritti da me e che sono i bell’evidenza divisi per argomenti, sulla barra del blog, bastava leggere le altre risposte ed in particolare questa :
http://www.italian.faithfreedom.org/read… , http://www.diavolineri.net/ospitalieri/j…  , http://www.europaoggi.it/content/view/18… (l’autrice  ha l’account sospeso per … non si conosco le motivazioni ma si possono immaginare).

Lascio i commenti e le conclusioni all’intelligenza delle persone che leggeranno questo articolo e questo sito : Il Corano e l’Islam tra fede e fanatismo

Gli inglesi? Sempre più scemi

image-01-smallGli abitanti dell’Inghilterra di oggi sono più scemi dei propri concittadini dell’epoca vittoriana. O meno intelligenti, dipende se vedete il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.

Il tempo di reazione – un marcatore affidabile nella misurazione dell’intelligenza generale – in Inghilterra è costantemente salito dall’epoca vittoriana da circa 183 millisecondi a 250 negli uomini, e da 187ms a 277ms nelle donne.

Il rallentamento dei riflessi negli inglesi equivale ad una diminuzione generale dell’intelligenza pari a 1.23 punti di QI per decennio.

In totale, circa 14 punti di QI persi dal 1880 ad oggi.

I tempi di reazione indicano che la componente genetica dell’intelligenza generale – ovvero non influenzata da alimentazione o ambiente – che conduce al tipo di creatività e invenzione tipica dell’epoca vittoriana, è in costante diminuzione dal secolo scorso.

Michael Woodley, che ha condotto lo studio pubblicato sulla rivista Intelligence di questo mese, ha identificato la tendenza confrontando i tempi di reazione di studi condotti da scienziati vittoriani rispetto a quelle effettuate negli ultimi decenni.

L’intelligenza degli inglesi è in calo probabilmente per un processo di selezione naturale inversa, ha spiegato.

Le persone più intelligenti ora hanno meno figli, in media, rispetto ai decenni precedenti, mentre ci sono tassi di sopravvivenza più elevati tra le persone con i geni meno favorevoli.

La modernità pare privilegiare gli idioti, come ben evidenziato dallo stupendo film Idiocracy.

Ovviamente guai a citare l’immigrazione e il fatto che questi “meno intelligenti” che fanno più figli, non sono mica inglesi.

Oggi le popolazioni meno intelligenti sono supportate nell’allevamento dei propri figli dal welfare state delle società ospitanti: loro fanno figli, noi li manteniamo.

E la società subisce un inesorabile declino intellettivo.

Sarebbe interessante uno studio del genere in Italia. Scommettiamo che l’imbecillimento dai primi anni ’90 ad oggi ha subito una “sorprendente” accelerazione?

Sartori: l’intelligenza non ha schieramento

Giovanni Sartori, storico politologo, e unica testa pensante a scrivere come opinionista sul Corriere della Sera – interessanti le sue analisi sulla demografia – attacca il ministro della dis-integrazione.

“Nata in Congo, si è laureata in Italia in medicina e si è specializzata in oculistica. Cosa ne sa di integrazione, di ius soli e correlativamente di ius sanguinis?”.

giovanni-sartori“La brava Ministra ha anche scoperto che il nostro è un Paese meticcio. Se lo Stato italiano le dà i soldi si compri un dizionarietto, e scoprirà che meticcio significa persona nata da genitore di razze (etnie) diverse. Per esempio il Brasile è un Paese molto meticcio. Ma l’Italia proprio no. La saggezza contadina insegnava moglie e buoi dei paesi tuoi. E oggi, da noi, i matrimoni misti sono in genere ferocemente osteggiati proprio dagli islamici. Ma la più bella di tutte è che la nostra presunta esperta di immigrazione dà per scontato che i ragazzini africani e arabi nati in Italia sono eo ipso cittadini integrati”.

Poi sull’impossibilità dell’integrazione: “Questa è da premio Nobel. Mai sentito parlare, signora Ministra, del sultanato di Delhi, che durò dal XIII al XVI secolo, e poi dell’Impero Moghul che controllò quasi tutto il continente Indiano tra il XVI secolo e l’arrivo delle Compagnie occidentali? All’ingrosso, circa un millennio di importante presenza e di dominio islamico. Eppure indù e musulmani non si sono mai integrati. Quando gli inglesi dopo la seconda guerra mondiale se ne andarono dall’India, furono costretti (controvoglia) a creare uno Stato islamico (il Pakistan) e a massicci e sanguinosi trasferimenti di popolazione. E da allora i due Stati sono sul piede di guerra l’uno contro l’altro”. “Più disintegrati di così si muore”.

Domani il corrierino organizzerà una sorta di messa riparatrice. Una selva di opinionisti a cottimo seppellirà Sartori sotto la solita melassa buonista. Ma intanto, per un giorno, qualcosa di intelligente è apparso su quel giornale. C’è vita intelligente anche in via Solferino.

Sartori ha scritto cose ovvie, semplici nozioni di buonsenso. Ma nell’idiozia generale degli intellò da bordello italiani, pare qualcosa di rivoluzionario.

Sartori ha addirittura parlato di razze/etnie, cosa che avrà scioccato le vestali del politicamente corretto, ma non sarà facile dipingerlo come nazista. Intanto è già partita la caccia all’uomo sui siti oikofobici.

Lo stesso studioso scrisse, mesi fa, il suo pensiro anche riguardo alle terze generazioni, quelle degli sgozzatori di Londra per intenderci:

“…una parte significativa di questa terza generazione non si è affatto ‘integrata’. Vive in periferie ribelli e ridiventa, o sempre più diventa, islamica. Si contava di assorbirli e invece si scopre che i valori etico politici dell’Occidente sono più che mai rifiutati. Che senso ha, allora, trasformare automaticamente in cittadini tutti coloro che nascono in Italia, oppure, dopo qualche anno, chi risiede in Italia”.

Buon senso. Merce rara nel mondo congo-friendly.

La Cristianofobia in Occidente: strategie e modalità

Persecuzioni+Anticristiane
Persecuzioni Anticristiane

Il termine cristianofobia ha fatto molta strada. Partito dal niente, sta raggiungendo picchi preoccupanti, anche in Europa. Esso indica l’odio nei confronti del Cristianesimo, che va crescendo in Oriente e in Occidente. Mentre in Oriente la cristianofobia si esprime nel tentativo di soffocare il cristianesimo nel sangue, in Occidente si cerca di estirparne le radici attraverso una persecuzione culturale, psicologica e morale. L’ordine naturale e cristiano è violato dalle leggi e dai costumi e coloro che si levano per difenderlo vengono perseguitati sul piano mediatico e giudiziario, giungendo talvolta all’aggressione fisica. L’autore di questo articolo mostra come vengono preparate campagne di demonizzazione dei cattolici: si prende un crimine odioso, si associa un colpevole al crimine, si estende la colpevolezza del crimine al gruppo, che in questo caso sono i cristiani. È la stessa strategia che fu usata durante le persecuzioni dell’Impero romano e che oggi si rinnova con gli strumenti sofisticati delle nuove tecnologie mediatiche.

La nuova persecuzione descritta da René Guitton e Bat Ye’or
Quando nel 2009 uscì Cristianofobia, tradotto in Italia nel 2010 da Lindau, molti lo intesero come un appello lontano. Troppo lontano. Il libro affrontava in circa 300 pagine la situazione dei cristiani al di fuori dell’Europa, con rapporti dettagliati e spesso drammatici, suddivisi geograficamente. «Anche gli ebrei e i musulmani sono perseguitati», è scritto sin dalle prime pagine «ma il riconoscimento delle loro sofferenze non deve avvenire al prezzo della negazione di quelle dei cristiani». Lo schema è evidente: laddove il cristianesimo non raggiunge la maggioranza della popolazione, ci si trova di fronte a discriminazioni di ogni sorta: nella vita quotidiana, nelle amministrazioni, nel lavoro. In diversi casi il vandalismo e il sacrilegio sono all’ordine del giorno. L’accusa di proselitismo può aprire le porte del carcere. Certo non è così dappertutto, ma a volte è ancora peggio. Attentati terroristici verso chiese cristiane gremite di fedeli, in occasione delle feste liturgiche, sono ormai azioni sistematiche. Stragi di uomini, donne, bambini in preghiera, indifesi, sono sempre più frequenti.

Lo studio di Guitton risulta ancora più allarmante se lo si accosta al libro del 2006 di Bat Ye’or: Eurabia. Come l’Europa è diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana, antisemita, sempre edito da Lindau. Qui viene analizzata la situazione europea, imbarazzata dalla propria cultura biblica, in costante lotta per apparire sempre più laica. Ma del tutto permissiva nei confronti dell’Islam. Strumenti come «l’occultamento del jihad»[1], ad opera di intellettuali, di politici europei, e di rappresentanti religiosi anglicani, venivano presentati per la prima volta al grande pubblico. Modalità di predominio come la dhimma, che permette all’Islam di richiedere ad un popolo suddito un riscatto per «la pace a prezzo della sua umiliazione»[2], sembravano adattarsi perfettamente alla situazione europea. A fronte di una vera e propria persecuzione extra-europea denunciata da Guitton, Bat Ye’or presentava un quadro di sconfortante debolezza ideologica intra-europea. Tanto da indurre ad una riflessione seria sulla cristianofobia europea, e alla formulazione di una domanda. Si tratta di Cristiano-fobia o di Catto-fobia?
La risposta dipende dal contesto. In un territorio dove convivono religioni diverse, allora è possibile trovare una generale Cristiano-fobia. Nei luoghi a maggioranza cristiana, c’è una più precisa Catto-fobia. Da notare anche un altro aspetto: nel primo caso c’è uno scontro diretto (impedimento aggressivo); nel secondo, in Europa, è più evidente una lotta mediatica per far allontanare i cristiani dalla fede (allontanamento ideologico). Si può anche pensare che la prima sia un peggioramento dell’altra, come una fase avanzata dello stesso processo.
In ogni caso, contesti diversi richiedono strumenti diversi. Secondo la grammatica che abbiamo illustrato prima, si gioca inizialmente sulla svalutazione dell’avversario. E il modo migliore, per togliere terreno ai cattolici, in Europa si chiama laicismo. È quella stessa laïcité che Guitton definisce il «principio legislativo che gode di un consenso quasi unanime […] ormai sul punto di diventare quasi un testo sacro, almeno a giudicare dagli strepiti che provengono da certi ambienti dell’integralismo laicista quando si affronta l’argomento». Il laicismo è pronto a mettere in discussione tutto, tranne il proprio approccio laico e «chi commette il sacrilegio di non pensarla come loro è regolarmente denunciato come un novello inquisitore»[3].

Nuovo ordine mondiale

Agnelli nel 1975 disse : “I regimi tecnocrati di domani ridurranno la libertà, ma non sarà un male”

E’ giunto il momento di prendere in considerazione alcuni fenomeni che negli ultimi anni hanno subito un’accelerazione incredibile (attenzione alle date) minacciando di cambiare radicalmente il mondo e la nostra vita, così come la conosciamo oggi.
Non si tratta di religione, superstizione o complottismo ma si tratta di affrontare con intelligenza gli strumenti che la storia ci ha dato. Tante coincidenze e quando le coincidenze sono troppe c’è motivo di avere un sospetto.
Qualche centinaio di anni fà un tipo chiamato Giovanni scrisse un libro ,l’ultimo delle sacre scritture.
Al di là delle credenze  e delle superstizioni è stupefacente come in un passato tanto remoto, una persona tutto sommato ignorante abbia descritto fenomeni che stanno avvenendo oggi.
Riporto per chi non conosce alcuni passi in cui si parla del Marchio della Bestia è citato per 7 volte e tutte nel Libro dell’Apocalisse di San Giovanni Apostolo:

Apocalisse 13:16-18
Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.

Chi ha intelligenza CALCOLI il numero della bestia…

… Se prendete un qualsiasi codice a barre vi accorgerete che esistono diversi tipi di barre che corrispondono ad un numero, sono tutti uguali e tutti fatti nello stesso modo, cambiano solo i numeri.
All’inizio, al centro e alla fine di ogni codice a barre noterete una barretta più lunga delle altre. Il numero corrispondente a quella barretta è il 6. Prendento le tre barrette si ottiene 666.

Codice a barre
Codice a barre

 Complottismo? Superstizione?
Strano ma quel numeretto è presente in tutti i codici a barre. Incredibile che abbiano scelto come “virgola” il numero sei. E perchè non il cinque o il sette?
Cerchiamo di analizzare l’anatomia del barcode UPC (Universal Product Code).
Guardando quindi l’immagine , soffermiamoci sulle 3 barre di controllo, ad occhio sono identiche, giusto?
Detto questo, come si rappresenta il numero “6” nel codice “UPC”?
E’ di questi giorni la notizia che entro il 2013 tutti gli americani avranno impiantato nella mano un microcip. Dicono per motivi strettamente sanitari ma dato che lavoro nel campo dell’elettronica posso affermare con certezza che l’utilizzo è molteplice.
Con la tecnologia che abbiamo a disposizione sarà anche possibile comprare e vendere senza l’utilizzo di banconote, ma accreditando il denaro in un conto nel microchip. Naturalmente nel microchip sarà presente il codice a barre, ovvero il marchio della bestia.
In buona sostanza, un numero (perchè i codici a barre sono numerici) viene sempre codificato con una sequenza di 7 “bit”, per così dire.
Un segno nero equivale ad un “uno” ed uno spazio bianco ad uno “zero”. Il nostro beneamato “6” quindi, sarà “101”.
Le barre di controllo iniziali e finali, (estrema sinistra ed estrema destra) anche se non sembra, a livello di dati contano come un “101”. Il marker mediano è uno “01010”… quindi dato che lo zero vale zero abbiamo 3 volte un numero intero 101=6. Strano vero? Un pò come la carica dei 101 🙂
Torniamo un’attimo indietro e cerchiamo di spiegare sbrigativamente il perchè il 6 è il numero della bestia.
Nella Bibbia il numero sei è messo in relazione con i nemici di Geova (ok, ok, se non avete mai letto e meditato la Bibbia, prendetelo per buono).
Il 6 è inferiore al sette ma il sette rappresenta la completezza dal punto di vista di Dio (il creato, finito, ha richiesto 7 giorni, prendete per buono anche questo). Quindi il triplice sei è simbolo di grossa imperfezione.
Il che dà risalto all’imperfezione e alle carenze di ciò che la bestia rappresenta o raffigura (ricordate che la Bibbia è scritta per essere capita da tutti quindi non critichiamo ma cerchiamo di capire con la nostra intelligenza).
Il numero della bestia, 666 è chiamato un numero d’uomo ad indicare che ha a che fare con l’uomo imperfetto, decaduto, debole e sembra simboleggiare l’imperfezione di ciò che è rappresentato dalla bestia.
Perciò il nome serve a ribadire che la bestia è terrena e simboleggia il governo umano.
Quindi niente diavoli, complotti o superstizioni. In fin dei conti quando conosciamo una persona … che non ci piace diciamo … quello è una bestia!
Adesso saltiamo ad un tempo più vicino a noi ed esattamente nel 2005.
Dal 1° gennaio 2005, in Italia è obbligatorio, inserire negli animali che debbono essere registrati, un microchip per il loro riconoscimento. L’inserimento è sotto cutaneo. Questo è servito come test e collaudo per poterlo inserire nelle persone. E’ stato un test tecnico, sanitario e psicologico ma anche di preparazione mentale per questo metodo infallibile di riconoscimento.

barcellona chip sottopelle per pagamenti
barcellona chip sottopelle per pagamenti

Perchè dico così? Perchè nel lontano 1990 succedeva che in Europa l’impianto giuridico era già pronto, mediante direttive e rapporti ufficiali, come ad esempio la direttiva 385/CEE del 1990 del Consiglio Europeo, sull’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri sulla legislazione dei dispositivi medici impiantabili, destinati all’identificazione, alla raccolta di informazioni e alla localizzazione delle persone. L’Europa già decenni parla di dispositivi RFID e chip sottopelle per accumulare le informazioni del paziente.
La VeriChip, utilizzata come una carta intelligente, per automatizzare gli acquisti o controllare i delinquenti in libertà vigilata, per le notizie finanziarie, la sicurezza dei trasporti pubblici, l’accesso agli edifici o installazioni sensibili è già in uso ma voi non lo sapevate, vero?
Tra i tanti meccanismi classici contemplati dalla Commissione Europea figurano anche i “dispositivi scatenanti un orgasmo femminile con la semplice pressione su un bottone”, con brevetto depositato in USA nel gennaio 2004. Sull’onda di tali direttive arriviamo al 2007 e leggiamo sul sito della banca d’italia che l’europa ha emanato una normativa, la SEPA, sui pagamenti europei.
La realizzazione del progetto SEPA è un obiettivo prioritario dell eurosistema per permettere di sfruttare appieno nei pagamenti al dettaglio, i vantaggi della moneta unica.
Si tratta di consentire agli oltre 300 milioni di cittadini dell’area dell’euro di effettuare o ricevere pagamenti con strumenti diversi dal contante in tutta l’area, da un singolo conto e alle stesse condizioni di base, indipendentemente dal luogo in cui si risiede, utilizzando i diversi strumenti con la stessa facilità, efficienza e sicurezza su cui si può contare nel contesto nazionale. Il superamento delle segmentazioni fra mercati nazionali, la migliore fruibilità degli strumenti di pagamento più avanzati contribuiranno ad accrescere la concorrenza, ad abbassare i costi unitari dei servizi bancari, a ridurre i costi di transazione delle attività produttive.
In parole povere uno strumento che non sia una moneta, funzioni come essa e che funzioni ovunque. A voi cosa viene in mente?
Tutto bello, tutto stupendo ed atto invogliare a far dire alle persone : che ficata!
Ed infatti già dal 2004/2005 immediatamente c’è chi si è adeguato facendo pagare l’ingresso nei locali notturni a persone che hanno un chip sottopelle dal quale possono scaricare l’importo dovuto. Non ci credete? In Spagna e Francia già accade, fate una ricerchina sul web e ve ne accorgerete.
Così come scoprirete che per motivi di sicurezza tutti i messicani sono stati indotti a farsi “inoculare” un chip sottopelle.
Nuovo ordine mondiale? Chissà però a scremare le dichiarazioni di banchieri e politici c’è da riflettere sul nostro futuro.

Ok, così comè il post è già abbastanza lungo ma se volete, continuo ma me lo dovete chiedere altrimenti tutto resta così, appeso a metà e non saprete mai chi c’è dietro al nuovo ordine mondiale ed ai loro collegamenti ai riferimenti biblici 🙂

Taqiyya o Kitman: mentire nell’interesse dell’Islam (alcuni punti di contatto con il comunismo)

Taqiyya

taqiyya_for_dummies_4Nell’Islam è la pratica di nascondere la propria fede e tralasciare i doveri religiosi ordinari sotto la minaccia di morte o di danni a sè o ad alcuno dei propri compagni Musulmani. Le sue basi si possono trovare nel Corano, e si dice che Muhammad abbia messo in pratica il suo primo esempio quando ha deciso di effettuare la Hijrah. Da allora è stata praticata principalmente dai gruppi minoritari, particolarmente da quelli di componente Sciita. Varie regole riguardanti la sua applicazione hanno lo scopo di assicurare che la Taqiyya non diventi una scusa per la codardia o per il non essere in grado di agire appropriatamente. Generalmente viene ribadita la priorità  del bene comune rispetto a quello privato.

Questi brani sono tratti dall’Internet Toolbox for Islam Critics di Frodo Baggins, in inglese, sul forum internazionale di FFI. I pezzi da tradurre sono molti, tutti molto curati e documentati.
http://www.oocities.org/bharatvarsha1947/January_2003/destroykafirs.htm – è un mirror di https://smallbusiness.yahoo.com/geocities

Il concetto Islamico di Al-Taqiyah per infiltrare e distruggere i paesi Kafir.

Secondo la Taqiyah, ai Musulmani viene garantita la possibilità  legittima di infiltrarsi in Dar-ul-Harb (la casa della guerra, l’insieme di tutti i paesi non Islamici del mondo), insediandosi nelle città  e nei luoghi vitali nemici per piantare il seme della discordia e della sedizione. Questi agenti agiscono per conto delle autorità  militari Musulmane, e di conseguenza non sono da considerarsi come apostati o come nemici dei principi Islamici. Costoro sono legittimi mujaheddin, la cui missione è quella di fiaccare la resistenza del nemico e il loro livello di mobilitazione.
Uno dei principali obiettivi è quello di causare divisioni tra gli avversari mentre al contempo si sminuiscono le responsabilità  dell’Islam (Oh, ma io non sono religioso. Oh, ma quello non è il vero Islam, ti stai sbagliando, c’è così tanta disinformazione. Oh, ma quella è un’interpretazione. Fratello, l’Islam significa pace e amore e musica proprio come negli anni 60. Quante volte abbiamo sentito queste frasi anche dai sinistri?).
In molti casi, riuscivano a convincere la loro platea che la Jihad non era diretta verso di loro, che gli abitanti del posto non sono il vero bersaglio. Nel frattempo i (presunti) Musulmani non Islamici continuavano i loro attacchi contro le proprietà  e la vita del bersaglio.
http://www.studytoanswer.net/myths_ch8.html#ch8-7
Questi sono esempi di una pratica nota come Taqiya, che essenzialmente significa mentire nell’interesse dell’Islam.
Lo scopo è quello di ingannare i miscredenti riguardo all’Islam, con l’esplicita intenzione di instillare dubbi e preoccupazioni riguardo all’Islam, e incoraggiare le conversioni. La Taqiya è alla base della propaganda Musulmana presente oggi in Occidente, a partire dall’affermazione secondo cui l?Islam promuoverebbe l?uguaglianza di diritti per le donne, fino ai tentativi di incrementare il numero percepito di Musulmani.
Tutto questo è concepito con lo scopo di portare più persone possibili all’Islam, con la carota o con il bastone. L’esempio precedentemente illustrato dell’Imam Durham che arriva ad affermare di sentirsi obbligato dalla sua religione a impedire a un vandalo di distruggere le proprietà  di una chiesa o di una sinagoga è un classico esempio di taqiya. Questo genere di affermazioni vengono diffuse in pubblico con l’esplicito intento di presentare aspetti della religione Islamica che non riflettono la realtà . Certamente l’atteggiamento storico dei Musulmani verso le chiese o le sinagoghe NON E’’stato quello di proteggerle dal vandalismo, anzi, piuttosto è stato il contrario. Ma simili menzogne devono essere proferite in pubblico per presentare l’Islam in una luce positiva e tollerante in modo da risultare appetibile agli Occidentali, in modo da far loro credere che l’immagine dell’Islam come religione intollerante e violenta è soltanto un mito creato dai nemici per diffamare la Vera Fede.
Non si può altrimenti spiegare l’assurda affermazione del presidente dell’UCOII Mohammed Nour Dachan, secondo cui “magari i Musulmani fossero trattati nei paesi che si rifanno a Dio come i Cristiani sono trattati nei paesi Musulmani”. link sul forum dei GMI. (leggete i commenti dei partecipanti, e notate quanti sono stati censurati) .
Questa sorta di santificazione della disonestà  è anche giustificata agli occhi di molti Musulmani sulla base della diffusa convinzione che chiunque si opponga all’Islam sta mentendo. Per molti Musulmani, è assolutamente inconcepibile che chiunque, possa rifiutare l’Islam sulla base di ragionamenti logici o razionali, di conseguenza l’insistere denota una mancanza di intelligenza o di moralità  da parte dell’infedele.
Schuon ci illumina significativamente su quest’atteggiamento dei Musulmani: Le basi intellettuali e quindi razionali – dell’Islam hanno l’effetto nel Musulmano medio di provocare la curiosa tendenza a credere che i non Musulmani o sappiano che l’Islam è la verità  e che quindi la rifiutino per pura ostinazione, o siano semplicemente ignoranti riguardo ad esso e che possano essere convertiti da spiegazioni elementari; il fatto che qualcuno possa volersi opporre all’Islam con coscienza pulita eccede di gran lunga l’immaginazione Musulmana, precisamente perchè l’Islam coincide nella loro mente con l’irresistibile logica delle cose.
Questa testimonianza ci elucida su molte cose che costoro che hanno regolarmente a che fare con i Musulmani possono facilmente osservare da soli. Spiega perchè la difesa degli apologeti dell’Islam è così spesso molto elementare, quasi fanciullesca, e spesso si riduce ad insultare l’infedele che ha confutato gli argomenti Islamici (anche i rossi). Ci illumina sul perchè molti Musulmani lodino pomposamente la “logica” e la “razionalità ” dell’Islam mentre allo stesso tempo difendono la loro fede con ragionamenti circolari ed altri errori di logica. E’ per questo che i Musulmani possono, senza alcuna apparente ironia, affermare che l’Islam è una “religione di pace”, anche quando la testimonianza sia della Storia che delle cronache di questi anni ne è una prova contraria.
Per molti Musulmani, l’idea che un infedele possa rifiutare l’Islam a causa di una sincera ricerca della verità  è assolutamente inconcepibile. Di conseguenza, l’infedele deve star mentendo quando lui o lei presentano fatti ed argomenti contro l’Islam e l’infedele deve essere particolarmente abile e bravo a mentire quando i fatti e gli argomenti non possono essere controbattuti dal Musulmani. Ergo, ecco il ricorso alla Taqiya per deviare le menzogne dell’infedele così che la logica della verità , definita a priori come esclusivamente Islamica, possa prevalere. (stesso concetto comunista)

La Taqiya va al di la del semplice scopo di propaganda.

L’origine etimologica della parola significa per proteggersi da, per mantenere (se stessi). Include quindi anche la dissimulazione da parte dei Musulmani nel dare l’apparenza di non essere religiosi, in modo da non creare sospetti. Sotto queste mentite spoglie un Musulmano, se necessario, può mangiare carne di maiale, bere alcolici, e persino rinnegare verbalmente la fede Islamica, fintanto che “non lo intenda nel suo cuore”. Se il risultato ultimo di una menzogna è percepito dai Musulmani come utile per l’Islam o utile a portare qualcuno alla sottomissione ad Allah, allora la menzogna può essere permessa attraverso la Taqiya. Come al-Tabbarah scrive, Mentire non è sempre un male; vi sono occasioni in cui dire una menzogna è utile e contribuisce maggiormente al benessere generale, o alla riconciliazione tra le persone, che non dire la verità .
Riguardo a ciò il Profeta diceva: Non è falsa una persona che (attraverso le menzogne) facilita la conciliazione tra le genti, supporta il bene o dice ciò che è buono.
il vero islam Il concetto di Taqiyah si trova anche nel Corano:
Corano 3:2
Che i fedeli non prendano per amici o protettori gli Infedeli al posto dei fedeli: se qualcuno lo facesse, in nulla vi sarà  aiuto da Allah: eccetto come precauzione, così che possiate guardarvi da loro. Ma Allah vi avverte di ricordarLo; perchè l’obiettivo finale è Allah.
Qui, ai Musulmani si sconsiglia di prendere infedeli per amici, a meno che questo non possa beneficiare i Musulmani con il fine di difendere l’Islam contro i suoi nemici (o percepiti come tali), o prevenire perdite, o proteggere i Musulmani da chi li minacci per la loro fede. In altre parole, il fine giustifica i mezzi. Se un Musulmano deve dare l’apparenza esterna di non esserlo, o deve andare contro il principio generale di non avere infedeli per amici, allora questo è accettabile secondo la dottrina della taqiya. Tenete a mente che ciò che viene definito come “buono” da un Musulmano serio sarà  qualsiasi cosa che aiuti la diffusione e l’eventuale trionfo dell’Islam sopra le altre ideologie o religioni. (stessa aspirazione dei comunisti)
In quanto tale, questo qualcosa tenderà  ad avvantaggiare l’infiltrazione dei paesi non-Musulmani e delle istituzioni che potrebbero pretendere di supportare il paese di cui fanno parte, ma che in effetti stanno lavorando alle loro spalle con lo scopo ultimo di far trionfare la religione Mohammediana.
Degli ovvi indici dello stadio di avanzamento di questo genere di attività  potrebbero essere il numero e la posizione dei membri Musulmani delle forze armate Americane, alcuni dei quali sono stati arrestati mentre cercavano di trasmettere informazioni ad al-Qaeda e altre organizzazioni terroristiche Islamiche.
Forse un altro fattore relativo alla dissimulazione di sé è la tendenza Islamica volta a scoraggiare l’aperta ricerca su di essa (la fede Islamica), o qualsiasi ricerca che non sia condotta da una qualche sorta di autorità  religiosa Musulmana o da un Musulmano già  edotto sui dogmi Islamici. Questo appare chiaramente nella diffusa convinzione secondo cui il Corano non possa essere tradotto in una lingua diversa dall’Arabo.
In accordo ai più rigidi insegnamenti Islamici, quando il Corano viene tradotto in un’altra lingua, esso cessa immediatamente di essere il vero Corano, diventando piuttosto un documento che possiede un miscuglio di pensieri e parole umane inframmezzate ad esso (presumibilmente come risultato del processo di traduzione). Solo il Corano in Arabo, secondo l’Islam, è la vera parola di Allah. Di conseguenza, vi sono milioni di Musulmani in tutto il mondo che non conoscono l’Arabo, e che, quando rispondo alla chiamata alla preghiera dei muezzin e ascoltano il Corano cantato in Arabo, non hanno la più pallida idea di cosa venga davvero detto. Queste persone devono affidarsi a un Imam o altro capo religioso per sapere cosa dice il Corano, e cosa davvero significa. Attraverso ciò, l’Islam mantiene il controllo di milioni di Musulmani non-Arabi che devono affidarsi a persone che parlano l’Arabo per sapere che cosa insegna la loro religione e cosa dice il loro libro sacro. A causa di questi insegnamenti, l’Islam può essere paragonati ad altri culti del controllo come i Testimoni di Geova (che vengono incoraggiati a leggere solo quello che pubblica la Società  Watchtower) o altri culti dove l’esame indipendente delle dottrine della religione è scoraggiato o proibito. Questo atteggiamento è esattamente quello che viene presentato nei testi Islamici. (bisogna anche domandarsi in base a cosa avvengono le conversioni se il “soggetto” non ha la possibilità  di studiare e verificare da se stesso. Che siano “forzate” come avveniva per il cristianesimo 600 anni fa?)
Nel Corano, scopriamo che i Musulmani vengono scoraggiati dal presentare domande difficili sulla loro stessa religione e il motivo è, che se lo facessero potrebbero perdere la fede nell’Islam:
Corano 5:102-103
O voi che credete! Non ponetevi domande su ciò che vi è stato reso chiaro, ciò può crearvi problemi. Alcuni prima di voi si sono posti queste domande, e per causa di esse hanno perso la loro fede.
Tra le Hadith, abbiamo questo episodio citato in quest’articolo:
Sahih Bukhari Volume 5, Libro 59, Numero 369:
Narrato da Jabir Abdullah: Il Messaggero di Allah disse, ‘Chi è pronto ad uccidere Ka’b bin al-Ashraf? Ha proferito parole ingiuriose e ha danneggiato Allah e il Suo Apostolo.’ Maslamah si alzò e disse, ‘Vuoi che sia io ad ucciderlo?’ Il Profeta proclamò, ‘Si.’ Maslamah disse, ‘Quindi permettimi di mentire così che io sia in grado di ingannarlo.’ Muhammad disse, ‘Puoi farlo.’”
Questa tendenza contraria al mettere in discussione e alla volontà  di studiare i principi dell’Islam ci suggerisce che l’Islam non sia sinceramente interessato alla ricerca della verità  (contrariamente a quanto Musulmani che praticano dawah possano dire). Piuttosto, ci fa capire, invece, che l’Islam cerca di sopprimere le sue inconsistenze esterne ed insegnamenti imbarazzanti, cose che potrebbero far dubitare ai Musulmani della loro fede e persino apostatizzare se dovessero insistervi a sufficienza.
http://www.standard.co.uk/news/londonnews/articles/10329634/?version=1
Ma Sayful e i suoi amici ridono all’idea di essere i pariah locali. “Le moschee dicono una cosa al pubblico, e qualcos’altro a noi. Diciamo che la faccia che voi vedete e quella che noi vediamo sono diverse”, dice Abdul Haq. “Credimi”, aggiunge Musa, “a porte chiuse, non esistono Musulmani moderati”.
http://www.memri.org/report/en/0/0/0/0/0/0/1108.htm
“La prova migliore di ciò che sto dicendo è il congresso mondiale del 1984 su “Gli Sforzi Politici Arabi Non-violenti” in Amman, che non è stato nient’altro che ipocrisia e propaganda. Nei documenti del congresso in Inglese è stato pubblicato il mio discorso, che poi è stato rimosso nell’edizione in Arabo!!! Tutto questo è stato un tentativo di ingannare gli Occidentali, e contemporaneamente non educare gli Arabi alla pace.
http://www.faithfreedom.org/forum2/viewtopic.php?t=1036
Nell’Islam, l’autorità  dell’Imam Ghazali è indisputabile. Egli dice: “La parola è un mezzo per ottenere obiettivi. Se uno scopo lodevole è raggiungibile tanto mediante la parola corretta che la menzogna, è illegale ricorrere al falso perchè non ve ne è bisogno.
Quando invece è possibile ottenere questo scopo mentendo ma non dicendo la verità , è permesso mentire se è possibile raggiungere quell’obiettivo” (Rif.: Ahmad Ibn Naqib al-Misri, “La fiducia del Viaggiatore, tradotto da Nuh Ha Mim Keller, pubblicazioni Amana, 1997, sezione r8.2, pagina 745). Enciclopedia Britannica coincisa:
http://www.britannica.com/EBchecked/topic/583227/taqiyyah

Taqiya in azione

alcuni Musulmani sembrerebbero essere giustiziati a Srebrenica. Il film ha scioccato il mondo intero quando è stato trasmesso quasi ovunque. In questa “edizione speciale” potete vedere gli ultimi 45 secondi in cui le “vittime” si rialzano, vengono slegate e addirittura una si lava le mani. (un’atteggiamento già  visto nei recenti combattimenti in Libano con foto contraffatte e con la propaganda in palestina ed Iraq)


Oppure, sette bosniaci giustiziati dai serbi ed inseriti nell’elenco delle vittime sono improvvisamente risorti : Srebrenica  Genocidie or Hoax?
3010 musulmani “dispersi” votano : la lista dei nomi
Quando i morti scompaiono e ricompaiono anche dalle/nelle liste dell’ONU