In Francia voti in cambio di moschee

Da Perpignan a Courbevoie passando per Strasburgo. I sindaci socialisti svendono terreni del comune alle comunità musulmane che offrono loro consenso elettorale mentre a Parigi, all’Assemblea nazionale, il premier Valls faceva finta di fare il duro contro l’islam radicale, annunciando la chiusura se necessario delle moschee salafite (il 29 giugno, tanto per rendere l’idea dei proclami fuffa del primo ministro socialista, è successo che lo stesso Valls ha premiato con la Legione d’onore l’imam radicale della moschea di Evry-Courcouronnes, Khalil Merroun, adepto del wahabismo saudita. A Perpignan, la scorsa settimana, il Consiglio municipale ha votato la vendita di un immenso terreno situato ad ovest della città, nel quartiere di Mailloles, all’Associazione arabo-turca de l’Ensoleillé (Assate), la quale costruirà una grande moschea e annesse sale di preghiera approfittando di una superficie di 2400 m2 (in realtà sarebbe meglio parlare di svendita, dato che l’associazione verserà la modica cifra di 144.000 euro, pari a appena 60 per metro quadrato).… Continua a leggere

Populismo

Perché Europa e Obama farebbero bene a cercare di capire i vari Putin e Orban anziché trattarli da mostriL’infornata di sanzioni Ue contro Mosca appena approvata dai governi europei era inevitabile ed è appropriata: a prescindere da ogni altra considerazione di politica e di diplomazia internazionali, chi destabilizza un paese confinante armandone i ribelli con sistemi bellici così sofisticati che costoro non sono capaci di usarli, e finiscono per abbattere un aereo civile uccidendo 300 innocenti, merita una punizione. Non ci sono giustificazioni per fatti del genere, come non ce ne sono quando l’artiglieria israeliana colpisce le scuole dell’Onu dove hanno cercato riparo i civili palestinesi e non ce ne sono quando i razzi palestinesi seminano il terrore nelle cittadine israeliane.… Continua a leggere

Come i “radical chic” distruggono la società

Analizzando l’attuale situazione delle galere, abbiamo un’occasione per comprendere appieno quanto gli autodefinitesi “intellettuali”, danneggino la società, prima creando continui problemi, e poi proponendo soluzioni ancora peggiori dei problemi di partenza.Ma procediamo con ordine.Oggigiorno, si fa un gran parlare nei media, delle “inumane” situazioni dei detenuti, del sovraffollamento carcerario; diversi personaggi “illuminati”, dall’alto del loro magistero morale, ci narrano dell’evento con toni struggenti.Quello che ovviamente dimenticano sempre di menzionare, è che tale sovraffollamento è frutto di quell’immgirazione che tanto decantano.Difatti, il numero di detenuti in Italia, attualmente, è poco meno di 67.500; di questi, 20.000 sono di troppo http://voxnews.info/2013/02/02/pd-indulto-amnistia-e-pene-piu-miti/.Ebbene, il tasso di immigrati tra i detenuti ( e visto il loro influsso sulla criminalità non poteva essere altrimenti http://xn--identit-fwa.com/blog/2013/02/01/criminalita-limpatto-devastante-dellimmigrazione-dati-e-numeri/è intorno al 40% ( con punte anche dell’85% nelle carceri del nord Italia) http://luccanews.tv/carceri_superaffollateil_40_per_cento_dei_detenuti_e_straniero-5841.html e http://www.programmaintegra.it/modules/news/article.php?storyid=3234.Facendo quindi un semplice calcolo aritmetico, il numero di immigrati detenuti è intorno a 27.000 ; ergo, se essi non ci fossero, le carceri tornerebbero (guarda caso) ad essere utilizzate anche al di sotto della propria capienza.Ora, appurato che il sovraffollamento carcerario ( che ovviamente è anche economicamente costoso) è un altro regalo dell’immigrazione, cosa propongono i vari radical chic per risolvere tale problema, da loro creato?Interrompere i flussi migratori?Espellere e bandire dall’Italia i vari “migranti” stupratori e spacciatori?No, ovviamente; riconoscere i propri errori e far qualcosa di giusto, non fa parte della loro “forma mentis”.Decidono dunque di sfruttare un problema da loro creato, per tentare di compiere altre assurdità, degne della loro ideologia.… Continua a leggere

Immigrazione e Svezia 3

Ancora disordini in Svezia che ormai è accertato non è più quel paradiso che era una volta. La politica d’immigrazione dei governi di sinistra ha ormai distrutto il tessuto sociale della nazione “esempio” dell’integrazione.Tutto ha funzionato bene fino al momento in cui la popolazione di una certa religione non ha raggiunto la massa critica del 6%. Svedesi naturalizzati ai quali è stata data la cittadinanza, adesso impongono il loro volere religioso con la violenza. In “Immigrazione e Svezia” ed in “Immigrazione e Svezia 2” abbiamo affrontato i problemi che l’immigrazione ha creato alla nazione considerata tra le più avanzate al mondo, un modello per tutto l’occidente.Oggi parliamo di Husby.… Continua a leggere

Inutile dialogare con l’islam

Intervista a Edward Luttwak di Andrea Cuomo michigan protesters – no democracy we want just islam Professor Edward Luttwak, l’attentato di Bengasi ria­pre il conflitto tra l’islam e gli Stati Uniti? «Il conflitto non è tra il mondo islamico e gli Stati Uniti, ma tra il mondo islami­co e l’intero mondo non islamico. A Mindanao attaccano i filippini cristiani, il Paki­stan è in conflit­to con l’India, ovunque c’è l’islam in contatto con il non-islam, l’incitamento alla violenza da par­te dei predicatori ha il suo effetto. Per fortuna in pochi ricorrono al­la violenza, ma tutti gli altri stan­no a guardare, compresi eserciti e forze dell’ordine».… Continua a leggere

Allarme su diffusione radicalismo islamico nelle carceri europee

Dietro le sbarre cresce il proselitismo islamico. A evidenziarlo è lo studio ‘La radicalizzazione del terrorismo islamico. Elementi per uno studio del fenomeno di proselitismo in carcere‘, condotto dal magistrato Francesco Cascini, direttore dell’Ufficio per l’attività ispettiva e di controllo presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e dai vice commissari che hanno partecipato al 2° corso di formazione dell’Issp (Istituto superiore di studi penitenziari). Dalla ricerca, spiega rivista ‘Le Due Citta”, mensile ufficiale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ‘‘emerge una situazione allarmante -descritta dall’Europool e da altri osservatori europei- nel Regno Unito dove la radicalizzazione avviene grazie all’influenza di altri detenuti o i colloqui con familiari e visitatori autorizzati per l’assistenza religiosa”.… Continua a leggere