La Ue vuole sabotare South Stream

Vox aveva lanciato l’allarme durante i ‘giorni’ della Crimea. L’Unione europea è pronta a fare l’ennesimo danno all’Italia (dopo il bombardamento della Libia con la scusa della primavera araba), alla sua economia e alla sua sicurezza energetica. La Ue infatti è pronta a congelare i piani per il completamento del gasdotto da 40 miliardi di euro South Stream per ‘punire’ il Cremlino. I dettagli sono emersi in un briefing trapelato tra il capo della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, e politici bulgari, nei quali minacciava il paese di non ostacolare la nuova linea dura dell’UE sul progetto e minare l’unanimita: “Stiamo dicendo alla Bulgaria di stare molto attenta”, la minaccia mafiosa, secondo quanto riportato nella stampa bulgara.… Continua a leggere

Così la fragile Europa ha venduto all’emiro il voto per la Palestina

monti svende l’Italia e Israele STRATEGIA DI SCAMBIO Gli investimenti del Qatar Dall’Italia alla Spagna: pioggia di dollari ai Paesi che poi all’Onu hanno voltato le spalle a Israele Prima si son comprati l’Eu­ropa, poi il suo voto.Die­tr­o il terremoto diploma­tico che ha portato Italia ed Eu­ropa ad ap­poggiare il ri­conoscimen­to della Pale­stina come Stato osserva­tore all’Onu c’è l’ombra de­gli investi­menti miliar­dari del Qa­tar. Investi­menti capaci, complice la perdurante crisi, di far per­dere la testa al Vecchio Con­tinente ­e spin­gerlo ad accet­tare le incogni­te del fonda­mentalismo.Il prologo del­l’imminente rivolgimento erano state la crisi libica e quella siria­na. In entram­bi i casi molti Paesi europei hanno appog­gia­to gruppi ri­belli legati a doppio filo al­l’­integrali­smo islamico, fidandosi esclusivamen­te delle «ga­ranzie » di Doha.Il voto di giovedì al Palaz­zo di Vetro è la dimostrazione più eclatante di come i 326 trilio­ni di metri cubi di gas (terza ri­serva del pianeta) su cui galleg­gia il Qatar siano ormai la vera leva capace di manovrare un’Europa piegata da una crisi economica, politica e ideale.… Continua a leggere

L’occidente si arrende ai jihadisti

E’ sotto gli occhi di tutti il cambiamento portato dalle cosiddette primavere arabe, alle quali l’Occidente, con l’Unione europea in prima fila, ha contribuito.Quanta libertà, democrazia e tolleranza religiosa ci sono nel nuovo Egitto?E in Tunisia, dove sarebbe in atto una campagna di islamizzazione del Paese svelata da un’intercettazione, in cui il leader del partito al governo  incoraggia i fondamentalisti salafiti a fondare radio, tv e scuole coraniche?E in Libia, dove hanno trucidato l’ambasciatore americano e continuano a uccidere o a imprigionare per motivi politici o religiosi? Verificato sul campo il fallimento del progresso democratico in questi Paesi, perché mai dovremmo favorire, magari con un impegno militare,il rovesciamento del regime siriano?In Europa continuano a sparlare di diritti umani e di un ipotetico cammino verso la libertà.… Continua a leggere

Allarme su diffusione radicalismo islamico nelle carceri europee

Dietro le sbarre cresce il proselitismo islamico. A evidenziarlo è lo studio ‘La radicalizzazione del terrorismo islamico. Elementi per uno studio del fenomeno di proselitismo in carcere‘, condotto dal magistrato Francesco Cascini, direttore dell’Ufficio per l’attività ispettiva e di controllo presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e dai vice commissari che hanno partecipato al 2° corso di formazione dell’Issp (Istituto superiore di studi penitenziari). Dalla ricerca, spiega rivista ‘Le Due Citta”, mensile ufficiale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ‘‘emerge una situazione allarmante -descritta dall’Europool e da altri osservatori europei- nel Regno Unito dove la radicalizzazione avviene grazie all’influenza di altri detenuti o i colloqui con familiari e visitatori autorizzati per l’assistenza religiosa”.… Continua a leggere

Duemila turchi nelle fila di al quaeda

Bulent Yildirim – fondatore della ong IHH Tra gli uomini della rete terroristica islamica al-Qaeda destinati a compiere attentati in Europa ci sono almeno 2.000 turchi che si stanno addestrando in campi paramilitari in Pakistan al confine con l’Afghanistan. La notizia e’ rimbalzata oggi sulle prime pagine dei quotidiani di Ankara all’indomani della rivelazione che degli otto terroristi uccisi in Pakistan da un drone (aereo senza pilota) Usa. Cinque erano tedeschi di origine turca che facevano parte di un gruppo chiamato ‘Jihad Islami’. Nel definire ”scioccanti” tali rivelazioni, la stampa turca – che le attribuisce a non meglio precisati ”specialisti occidentali” – scrive inoltre che il contingente di militanti islamici turchi presente in Pakistan (tra i quali anche un ex pilota di caccia F-16 di cui non si dice il nome) e’ guidato da un turco e ricorda che da tempo al Qaida trasmette via internet propaganda in lingua turca per arruolare ribelli provenienti dal paese della Mezzaluna.… Continua a leggere

Mavi Marmara

La copertina del libro di Sefik Dinc Il 24 settembre, il giornalista turco Sefik Dinc ha concesso un’intervista al Canale televisivo 1. Dinc ha personalmente assistito al confronto che c’è stato sulla Mavi Marmara ed ha descritto l’incidente in un libro intitolato Kanli Mavi Marmara. Il suo racconto è abbastanza equilibrato, dando un peso considerevole agli eventi che personalmente ha visto e vissuto (1). Nell’intervista concessa a Channel 1, Dinc ribadito un punto fondamentale che ha riportato nel suo libro. Ha detto che aveva visto con i propri occhi che i soldati dell’IDF discesi dagli elicotteri non hanno sparato sui passeggeri.… Continua a leggere