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Le armi di distruzione di massa di Saddam?

halabja poison gas attack
halabja poison gas attack

BY IRA STOLL – Staff Reporter of the Sun
January 26, 2006
URL: http://www.nysun.com/pf.php?id=26514

The man who served as the no. 2 official in Saddam Hussein’s air force says Iraq moved weapons of mass destruction into Syria before the war by loading the weapons into civilian aircraft in which the passenger seats were removed.

The Iraqi general, Georges Sada, makes the charges in a new book, “Saddam’s Secrets,” released this week. He detailed the transfers in an interview yesterday with The New York Sun.

There are weapons of mass destruction gone out from Iraq to Syria, and they must be found and returned to safe hands,” Mr. Sada said. “I am confident they were taken over.”

Mr. Sada’s comments come just more than a month after Israel’s top general during Operation Iraqi Freedom, Moshe Yaalon, told the Sun that Saddam “transferred the chemical agents from Iraq to Syria.”

Continua a leggere dall’URL

Saddam le aveva e le ha usate ad Halabija. Da Barbara troverete altre foto e qui la storia

Falluja e l’uso delle armi di distruzione di massa

Lancio con artiglieria di fumogeni al fosforo
Lancio con artiglieria di fumogeni al fosforo

Dei dilettanti della guerra hanno messo in onda su RAINEWS un documento sconcertante, montato con filmati e foto in giro su internet ormai da anni cercando di insinuare l’uso di armi di distruzione di massa da parte delle forze alleate in Iraq.

Gli USA hanno e usano il fosforo come nebbiogeno, incendiario e marcatore

Le penultime immagini che si vedono nel filmato della RAI sono in effetti fosforo bianco, il modo in cui viene lanciato è una cortina fumogena. Il punto è che il fosforo non è espressamente vietato da nessuna convenzione, solo ne è limitato l’uso (in una convenzione che gli USA non hanno firmato). Il napalm ti si appiccica addosso ed è quasi impossibile da spegnere (l’acqua è inutile), quello che si “appiccica” è il polistirene, che funge anche da ritardante (nei vecchi modelli di napalm erano acidi NAftenici PALmitici) Per incendiare una vampata di kerosene è inutile, ci deve essere qualcosa che trattiene il liquido e continua a bruciare: è lo stesso motivo per cui nelle molotov ci si mette l’ammorbidente o il sapone di marsiglia.

Una bomba al napalm altro non è se un’enorme bomba molotov

. Ii punto fondamentale che sfugge è che queste NON SONO armi chimiche. I corpi “misteriosamente bruciati, con i vestiti intatti”: erano cadaveri in avanzato stato di decomposizione. Necrosi dell’epidermide (diventa grigio-nerastra), membra gonfie (dovute alla decomposizione e all’azione di batteri), parti “sottili” come labbra, naso, orecchie consumate o cadute. La comica finale è che su alcuni cadaveri c’erano persino dei “cagnotti” (larve di mosca), che hanno qualche difficoltà  a metabolizzare tessuti carbonizzati (come qualsiasi altro essere vivente). Il medico iracheno dice che il “mistero” è che non ci sono ferite da armi da fuoco. Chiunque muoia, se lasciato all’aperto, in meno di una settimana è ridotto così, armi da fuoco o non armi da fuoco. Non ci sono armi misteriose che bruciano i corpi lasciando intatti i vestiti, tranne il forno a microonde.

Riprendo un commento di Grendel

: Ll’uso del WP non è vietato da nessuna convenzione. L’uso del WP è solamente ristretto da un protocollo di una data convenzione. Protocollo che gli USA non hanno firmato (per alcuni trattati è possibile firmare alcune parti e altre no). Il WP NON è un’arma chimica. Il WP NON è un’arma di distruzione di massa. Il WP è un nebbiogeno/incendiario usato anche come marcatore e illuminante. Il WP è stato usato a Falluja.

Una convenzione del 1997, dell ‘agenzia OPCW (organizzazione per la proibizione delle armi chimiche), promossa dall’Onu per affrontare queste problematiche, firmata anche dagli Stati Uniti, vieta l’uso la produzione, lo sviluppo e lo stoccaggio delle armi chimiche. Definisce arma chimica ogni sostanza che attraverso un “processo chimico” provoca in modo indiscriminato la morte, l’ inabilita’ temporanea o definitiva, di uomini e animali.

Convenzione sulla limitazione e divieto delle bombe incendiarie

Il 10 ottobre del 1980 la convenzione di Ginevra limita o vieta l’uso di alcune tipologie di armi che possono colpire in modo indiscriminato o possono essere causa di effetti traumatici eccessivi. Il protocollo III limita l’uso degli ordigni incendiari, ad esempio il napalm, agli obiettivi militari, li vieta assolutamente in zone dove sono presenti civili. Qui convention on the chemical weapons_eng.pdf

Una mia consideazione – I razzi che si usano per segnalare il pericolo sono di WP allora anche quelli dovrebbero essere banditi e iscritti tra le armi di distruzione di massa?

fosforo bianco usato come fumogeno
fosforo bianco usato come fumogeno (secondo i sinistri gli americani sono così idioti da tirarsi addosso qualcosa che brucia i corpi lasciando intatti i vestiti)

Qui il filmato di un supporto aereo ravvicinato per eliminare un cecchino (ascoltate il proiettile che colpisce il carro)

Qui il filmato di un bombardamento aereo mirato ad un solo edificio

Di seguito il filmato dell’elicottero che spara ai terroristi

Qui combattimenti a Falluja

Qui altri combattimenti a Falluja

Qui altri combattimenti a Falluja
http://www.youtube.com/watch?v=zJKS1uzYviI&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=6h87pnMfemg http://www.youtube.com/watch?v=6hLrpRIgnTw

Qui un articolo sui militari a Falluja

Qui un interessante articolo sulle malformazioni fisiche in seguito ad un attacco chimico

Un attacco portato con un Ac130 Cannoniera volante

Ommioddio questo carro si tira in testa il fosforo bianco!

Ancora fosforo bianco sulla testa!

Qui un’ interessante descrizione medica

Qui finalmente scoprite come sono fatte fisicamente le bombe al fosforo

Qui c’è il documento mostrato nel filmato

Qui il racconto di un capitano che ha partecipato alla battaglia di Falluja

Qui un’interessante critica alle convenzioni di Ginevra

Qui un articolo americano di Captain Marlw sul filmato di rainews

Qui un articolo in americano di FabioC

Qui un articolo dell’ Oggettivista

Qui l’uso di armi chimiche Halabja Iraq 1988

Qui Chemical weapons and International Cooperation

Qui la MK77

Aggiornamenti 1 – 2 – 3 – 4

Fumogeni in ricaduta
Fumogeni in ricaduta

Vorrei che prestiate attenzione alla dichiarazione del marine – egli afferma di aver sentito per radio che avrebbero usato il fosforo bianco. Per quello che si sa nei combattimenti, soprattutto quelli notturni, si avverte sempre dell’uso di armi che provocano effetti luminescenti. Il motivo è semplice : di notte l’uso dei visori notturni che amplificano la luce 10.000 volte, diventa un pericolo se la retina viene esposta al flash degli illuminanti. Per farvi capire quanto può essere pericoloso, i piloti d’aeronautica spengono i display del cruscotto per non essere accecati. Poi una piccola precisazione, sentire non è uguale a vedere, anche la legge fà  distinzione nei due casi. Aver sentito non significa che il WP sia stato usato.

Stralcio dell’inchiesta sulla strage di Beslan (Qui il link originale) . Dopo l’uso di una carica incendiaria, il cui componente principale è il napalm, sul luogo del delitto[18] si devono trovare tracce di fosforo. Stanislav Kesaev, presidente della commissione d’indagine dell’Ossezia Settentrionale sull’atto terroristico compiuto a Beslan, ha detto in un’intervista alla “Novaja Gazeta”, che sui corpi delle persone uccise estratti dalla palestra sono state trovate tracce di fosforo. Gli stessi abitanti di Beslan più di una volta hanno testimoniato che dopo il blitz i muri della scuola apparivano fosforescenti durante la notte. Gli specialisti ci hanno confermato che quando si usa il napalm le tracce di fosforo restano per lungo tempo. E visto che a Beslan restano ancora dei lanciafiamme non consegnati agli inquirenti, i parenti delle vittime chiederanno tramite il tribunale che sia condotta un’indagine indipendente per chiarire finalmente quali altri tipi di cariche da RPO “Å mel'”, a parte quelle termobariche, sono state usate durante il cosiddetto blitz della scuola

Con tutto il rispetto, con quale segretissima arma sono state uccise queste persone?

Bruciature da esplosione. Notare come sia evidente la disidratazione dovuta alla vampata
Bruciature da esplosione. Notare come sia evidente la disidratazione dovuta alla vampata

 

Effetti del fosforo sul corpo umano

Bruciature da fosforo. Notare la colorazione bluastra e la corrosione delle ossa nonchè l'essudato sulla pelle
Bruciature da fosforo. Notare la colorazione bluastra e la corrosione delle ossa nonchè l’essudato sulla pelle

 

corpo carbonizzato
corpo carbonizzato in seguito ad un bombardamento con Napalm

 

carbonizzazione effetti di agenti incendiari
carbonizzazione effetti di agenti incendiari

Qui da Globalsecurity.org un interessantissimo articolo da leggere assolutamente

Qui un articolo su Jeff Englehart, il marine interrogato nel filmato di RAINEWS, Che qui è clamorosamente sputtanato insieme a RAINEWS24

Qui una mappa satellitare di Falluja 04 novembre 2004

Qui una mappa satellitare di Falluja 15 settembre 2002

Qui la lista di tutte le persone uccise nella guerra

Qui un racconto della battaglia

Qui un sito con la descrizione delle postazioni difensive dei terroristi

Qui dichiarazione dell’ambasciata USA in Italia

Qui le caratteristiche di lancio dei vettori WP

Qui granate al fosforo

. Questo è l’articolo che conferma tutto quello che ho ripetuto dal primo giorno, se volete seguite anche i link alla sinistra del documento

A questo punto la stoccata finale : dove sono i certificati medico legali che attestano la morte di quelle persone a causa degli effetti del WP? E dove sono i certificati dove è attestato che al test della paraffina quelle persone morte non avevano mai imbracciato un fucile o impugnato una bomba? RAINEWS non ce li fornisce, fa solo chiacchiere

Mi sembra che siano domande legittime o non dobbiamo farcele perchè siamo considerati di destra? O siamo considerati di destra perchè ci facciamo simili domande?

Questo è un link a un documento sulle lesioni da agenti chimici, cose serie non le puttanate riportate da tutti i siti di imbecilli di sinistra.

Grazie a Wellington autore di un post magnifico

Grazie a Heracleitos autore di una relazione eccellente

Grazie a Grendel per la profonda cultura e infinita pazienza

Armi di distruzione di massa

Halabja 16 marzo 1988
Halabja, dove il 16 marzo 1988 – le truppe di saddam usaro gas nervini sulla popolazione civile

Gli episodi delle lettere all’antrace negli Stati Uniti hanno portato alla ribalta la minaccia del superterrorismo – o megaterrorismo – come da qualcuno è stato chiamato, vale a dire del terrorismo, specie quello di matrice etnica e religiosa, che colpisce in forme distruttive attraverso l’impiego di armi di distruzione di massa. Il concetto di arma di sterminio è stato definito precisamente dalla comunità  internazionale solo all’indomani del secondo conflitto mondiale. E’ nel 1948, infatti, che la Commissione delle Nazioni Unite sulle armi convenzionali equipara le armi nucleari, biologiche e chimiche (NBC) sotto la comune definizione di “armi di distruzione di massa”. Le armi chimiche sono considerate come “la bomba atomica dei Paesi poveri” per sottolineare la facilità  con la quale Paesi in via di sviluppo senza speranza di entrare a breve termine nel club nucleare possono dotarsi di questo tipo di armi nonchè per il loro valore dissuasivo simile a quello delle armi nucleari. Sulla base di quanto stabilisce la Convenzione di Parigi del 1993, la nozione di “arma chimica” comprende sia i prodotti chimici tossici che possono provocare la morte, o anche solo danni permanenti o incapacità  temporanea, ad animali ed esseri umani, sia qualsiasi equipaggiamento destinato al loro impiego. Malgrado si parli comunemente di “gas”, il termine appare improprio dato che gran parte degli agenti chimici, oltre ad essere incolori ed inodori, sono liquidi, una caratteristica che ne rende più semplice lo stoccaggio e il trasporto nonchè facilita il confezionamento di munizioni o testate missilistiche. Quando impiegati, tali composti si disperdono nell’atmosfera, per mezzo di dispositivi meccanici o per azione del calore, come spray di finissime goccioline che possono penetrare attraverso i tessuti cutanei oppure sotto forma di nube di vapore, causando seri disturbi respiratori. Il compito di accertare se uno Stato sia impegnato nella produzione di armamento chimico non è facile, neanche per i migliori apparati d’intelligence.

Non a caso, impianti e apparecchiature per la produzione di pesticidi, insetticidi o agenti antincendio possono essere convertiti per usi militari, così come le attrezzature e la tecnologia per l’irrorazione di tali aggressivi sono comuni anche per l’impiego civile (si pensi ai “crop duster planes” utilizzati negli USA per l’agricoltura e, come l’esperienza irachena dimostra, facilmente convertibili in UAV). Ciò senza dubbio si presta ad un impiego terroristico di agenti chimici su zone relativamente estese (fra cui centri abitati), assegnando a questi una chiara funzione strategica. Se invece il loro uso è limitato al campo di battaglia, la loro funzione di interdizione d’area si realizza con pesanti limitazioni alla mobilità  di reparti e truppe. Gli agenti chimici possono essere del tipo persistente e non persistente: i primi sono idonei per la contaminazione di un’area per una durata prolungata che varia da poche ore ad alcuni giorni, mentre i secondi hanno un effetto la cui durata oscilla da pochi minuti a poche ore e sembrano più adatti per assalti tattici diretti a causa della loro rapida evaporazione. Una fondamentale distinzione riguarda la letalità  delle varie armi chimiche. Al livello più basso, troviamo i gas molestanti, aggressivi non persistenti che vengono usati dalle polizie di tutto il mondo per il mantenimento dell’ordine pubblico e che provocano invalidità  temporanee attraverso disturbi fisici. In questa categoria rientrano i lacrimogeni (CN, CS, CR), gli urticanti ecc.. Sempre sul confine più basso si collocano gli agenti incapacitanti o invalidanti, concepiti allo scopo di inabilitare gli esseri umani per una durata limitata (poche ore o giorni) senza provocare, nella maggioranza dei casi, conseguenze letali o menomazioni persistenti. Possono agire a livello psichico (psicotropi) e a livello fisico. I più noti di tali agenti sono il BZ e l’LSD. Accanto a queste due categorie va affiancata anche quella dei defolianti, che sono sostanze chimiche che distruggono la vegetazione e che possono avere, in alcuni casi, effetti mortali sull’uomo. La più celebre di queste è senza dubbio l’agente arancione, a cui hanno fatto ricorso gli americani in Vietnam. Le armi chimiche vere e proprie sono quelle che possono produrre effetti letali e sono suddivise a seconda del loro livello di letalità :

– agenti asfissianti o soffocanti, armi chimiche di prima generazione, sono aggressivi non persistenti che attaccano l’apparato respiratorio. Possono essere sotto forma di gas o di vapori e si caratterizzano per la loro volatilità . I più conosciuti sono il fosgene (Cg), che è un aggressivo che provoca lesioni a livello degli alveoli polmonari di difficile trattamento medico, il difosgene (Dp) e la cloropicrina (Ps); – agenti vescicanti, armi chimiche della seconda generazione, sono liquidi oleosi persistenti che provocano ustioni cutanee, degli occhi e dei polmoni oltre che lesioni delle mucose. Possono anche avere un’azione endotossica. I più noti di questa categoria sono il gas mostarda, o iprite (H) – denominazione che deriva dalla città  belga di Ypres, teatro di una battaglia in cui i tedeschi fecero ricorso per la prima volta a questo gas contro le truppe inglesi – e la lewisite (L);

– agenti nervini o neurotossici, armi chimiche della seconda generazione, sono composti organofosforati che attaccano il sistema nervoso (bloccano o inibiscono la trasmissione dell’influsso nervoso) e si distinguono dagli altri aggressivi per la loro elevata letalità . Si dividono in due gruppi: 1) agenti G di natura non persistenti ed assorbiti per inalazione, quali il Tabun (Ga), Sarin (Gb) e il Soman (Gd); 2) agenti V di carattere persistente suscettibili di essere assorbiti tramite la pelle, il più noto e virulento dei quali è il Vx. Si presume che le dosi mediamente letali per l’uomo siano di circa un milligrammo di Gb, 0.4 di Vx, mentre la dose letale di Gd è intermedia;

– agenti emotossici o antimetabolizzanti, agenti non persistenti, causano un avvelenamento del sangue. Si tratta dell’acido cianidrico e del cloruro di cianogeno;

– tossine, classificate come armi chimiche, secondo alcuni apparterrebbero alla categoria delle armi biologiche. Sono molecole di origine naturale che, non potendo riprodursi nell’organismo attaccato, si distinguono dagli agenti biologici e potrebbero quindi essere impiegate come armi chimiche. Tra queste figurano, tra gli altri, la tossina dello staffilococco, la botulina (la più letale) e vari tipi di veleni.

Gli agenti chimici sono simili a quelli biologici per il fatto che le vie d’ingresso comprendono parimenti inalazione, ingestione o la via dermica. Essi differiscono invece dalle loro controparti biologiche per via del fatto che non sono contagiosi (come invece lo sono alcuni patogeni) e dell’effetto immediato indotto dalla maggior parte dei composti chimici, cosicchà© è molto meno difficile distinguere tra un attacco chimico ed un “fenomeno naturale”. Per essere efficaci, infatti, gli aggressivi biologici necessitano di un periodo d’incubazione di qualche giorno o di qualche settimana perchè possano moltiplicarsi nell’organismo colpito (sia esso una persona, un animale o una pianta), visto che l’efficacia di un’arma biologica è funzione di questa sua capacità  riproduttiva. Ciò costituisce un punto di forza, poichà© rende difficile l’attribuzione dell’attacco, soprattutto se l’agente usato provoca gli stessi effetti di una malattia endemica già  esistente. Tale peculiarità  rende le armi biologiche adatte ad essere utilizzate per attacchi clandestini, dal livello della guerra tra spie ad impieghi tattici più ampi, nel quadro di guerre convenzionali o nel contesto di eventuali guerre non dichiarate. Armi del genere si prestano ad operazioni puntuali di sabotaggio o di terrorismo servendosi dell’acqua, degli stock alimentari, dei condotti dell’aerazione, dei tunnel della metropolitana ecc., anche se non è agevole maneggiarle, per via della difficoltà  di controllare l’epidemia che può rappresentare una minaccia per lo stesso attaccante. Un attacco di bioterrorismo contro popolazioni civili non può, comunque, non avere un forte impatto psicologico e, nel caso in cui venga realizzato in grande stile, può ostacolare persino le operazioni di soccorso. Le armi biologiche – così ribattezzate negli anni Settanta (prima si parlava di armi batteriologiche) – non sono una novità  dei nostri giorni: la guerra biologica risale all’alba dei tempi, dato che vi hanno fatto ricorso i Romani ed altri popoli prima di loro. Anche in questo caso è complesso distinguere impianti militari da infrastrutture civili (centri ospedalieri radioterapeutici, strutture per la ricerca biomedica), tanto che da un rapporto della CIA del 1997 emerge che qualsiasi microorganismo patogeno può oggi essere riprodotto in laboratorio ed in quantitativi industriali.

Gli aggressivi così prodotti possono essere disseminati sull’obiettivo secondo diverse modalità : mediante vettori vivi (ad esempio, insetti, uccelli, topi), la contaminazione di riserve idriche e alimentari oppure attraverso il tradizionale metodo dell’aerosol.

Gli agenti biologici letali sono suddivisi in quattro categorie:

– virus, i più piccoli microorganismi viventi, sono in grado di riprodursi nelle cellule viventi che essi parassitano. Il solo mezzo di difesa in tal caso è il vaccino. Alcuni virus sono responsabili di malattie gravi o mortali come il vaiolo, la febbre gialla (questi due in particolare suscitano interesse per fini militari) o le febbri emorragiche di Lhassa, Marburg o di Ebola;

– batteri, organismi unicellulari che possono essere coltivati in assenza di cellule viventi, richiedono procedure analoghe alle tecniche in uso nelle industrie dei prodotti fermentanti – si parla allora di tecnologie e tecniche “dual use” o bivalenti. Si possono citare, oltre all’ormai famoso bacillus anthracis che causa il carbonchio – identificato per abbreviazione nei documenti dell’UNSCOM come “agente B” – gli agenti della morva, della tularemia, della tubercolosi e del colera. Il più virulento è il bacillo responsabile della peste (Pasteurella pestis), dato che questa malattia è trasmissibile all’uomo direttamente attraverso un colpo di tosse;

– rickettsie, microorganismi che si riproducono solo nei tessuti viventi, come i virus. Tra le infezioni più note si ricordano il tifo e particolari forme febbrili, quali quella delle Montagne Rocciose e quella del Queensland;

– funghi, che provocano infezioni i cui effetti sono essenzialmente incapacitanti. Tra queste le infezioni provocate da champignon e ruggini ecc..

La nuova frontiera delle armi biologiche potrebbe essere quella rappresentata dalle armi “etniche”, ossia quelle destinate a colpire specifici gruppi umani o razziali (si parla, a questo proposito, di guerra genetica). Tale possibilità , basata sulle provate differenze genetiche esistenti tra le varie popolazioni, si serve dei progressi della microbiologia, in particolare di quelli dell’ingegneria genetica, per conseguire lo scopo di accrescere il grado di letalità  e virulenza degli aggressivi biologici tale da renderne pressochà© impossibile la scoperta ed il trattamento. E’ verosimile che programmi di ricerca in questo settore siano in corso in alcune Nazioni “fuorilegge” (rogue States o, usando un termine invocato più dagli europei, threshold States), come Libia, Siria, Iran e Iraq, grazie soprattutto all'”assunzione” di cervelli ex sovietici precedentemente impiegati nella Biopreparat. Un ultimo accenno è ad una questione rimbalzata recentemente sulla stampa: quella delle cosiddette Suitcase Atomic Bombs (Sab), ordigni nucleari di dimensioni così ridotte da poter essere collocati e trasportati in una valigia. Il caso era scoppiato già  nel 1997, quando l’ex capo del Consiglio di sicurezza russo generale Lebed aveva riferito di fronte al Congresso degli Stati Uniti della mancanza nell’arsenale russo di un certo numero di Sab. Nonostante la secca smentita delle autorità  di Mosca, le dichiarazioni di Lebed trovarono conforto nelle affermazioni di un altro esponente dello staff di Eltsin, l’ex consigliere per la sicurezza ambientale Yablokov, secondo cui, tra l’altro, le Sab erano state costruite per il Kgb (Komitet Gosudarstvennoye Bezopasnosti, il potente servizio segreto sovietico) negli anni Settanta per scopi terroristici. Ad ogni modo, qualora se ne confermasse con certezza l’esistenza, queste armi potrebbero costituire un obiettivo appetibile per i terroristi. Il rischio che armi di distruzione di massa possano cadere in mani sbagliate non potrà  risolversi solo con gli accordi internazionali di disarmo. Si dovrà  provvedere, prima o poi, a sottrarre ai terroristi il loro terreno più fertile, ossia quello delle “aree grigie” (in particolare in Asia centrale, Balcani e Sud America) dove non c’è uno Stato che impone delle regole e dove, grazie a connubi con gruppi criminali di diversa natura – entrambi dotati di eserciti privati che sostituiscono, in tutto o in parte, le strutture ufficiali di potere – avvengono i più svariati traffici illeciti, che spesso coinvolgono armamenti “sensibili” e/o loro componenti (ad esempio precursori chimici). Forse l’attenzione rivolta all’Afghanistan è solo l’inizio.

Alcuni commenti dei fatti di Falluja si trovano nel post : Terrorismo : L’Europa pensa a difendersi