Tag: gulag

EUSSR

Gli archivi segreti dell'URSS
Gli archivi segreti dell’URSS

Il  27. 02. 2006 Vladimir Bukovsky rilasciava alcune dichiarazioni che oggi sono più che mai attuali e profetiche :
“Per quasi 50 anni abbiamo vissuto insieme un grande pericolo, all’ombra dell’Unione Sovietica, un paese aggressore che voleva imporre il suo modello politico a tutto il mondo. Diverse volte nella mia vita ho visto per puro miracolo sventare il sogno dell’Urss. Poi abbiamo visto la bestia contorcersi e morire davanti ai nostri occhi.
Ma invece di esserne felici, siamo andati a crearci un altro mostro. Questo nuovo mostro è straordinariamente simile a quello che abbiamo appena seppellito.

Che cos’era l’URSS? Un’unione di repubbliche socialiste.
Che cos’è l’UE? Un’unione di repubbliche socialiste. Tutti i paesi dell’Unione europea tranne la Spagna e l’Austria hanno governi socialisti. E guardate cos’è successo all’Austria, quando non ha voluto un governo socialista.

Chi governava l’URSS? Quindici persone, non elette, che si sceglievano fra di loro
Chi governa l’UE? Venti persone non elette che si scelgono fra di loro

Come fu creata l’URSS? Soprattutto con la forza militare, ma anche costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente.
Come viene creata l’UE? Costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente.

Per la politica ufficiale dell’URSS le nazioni non esistevano, esistevano solo i “cittadini sovietici”. L’URSS Creò una nuova entità, chiamato popolo sovietico.
L’UE non vuole le nazioni, vuole solo i cosiddetti “europei”.

In teoria, ogni repubblica dell’URSS aveva il diritto di secessione. In pratica, non esisteva alcuna procedura che consentisse di uscirne.
Nessuno ha mai detto che non si può uscire dall’Europa. Ma se qualcuno dovesse cercare di uscirne, troverà che non è prevista nessuna procedura.

Nell’Urss esisteva la corruzione tipica di una repubblica socialista: una corruzione organizzata dall’alto.
Nell’UE i sintomi della corruzione sono uguali, tipicamente sovietici.

L’UE promette più uguaglianza, più equità, più giustizia. Questa è una promessa bolscevica.
Nell’Urss, che prometteva le stesse cose, si creò una classi di nomenklatura, e la disparità di condizioni era più grande che negli Stati Uniti.

L’Urss aveva i gulag.
L’UE non ha dei gulag che si vedono, non c’è persecuzione tangibile. Ma nonostante l’ideologia della sinistra di oggi sia “soft”, l’effetto è lo stesso: ci sono i gulag intellettuali. Gli oppositori sono completamente isolati e marchiati come intoccabili sociali. Sono messi a tacere, gli si impedisce di pubblicare, di fare carriera universitaria ecc. Questo è il loro modo di trattare con i dissidenti. I risultati del Gulag intellettuali sono gli stessi del Gulag visibile. E i loro piani prevedono che alla polizia europea sia concessa l’immunità, una cosa che non era garantita neanche al KGB!

Urss era aggressiva. Poteva sopravvivere solo annettendo nuovi paesi.
L’UE è lo stesso vicolo cieco. E non è a vantaggio dell’Europa.

Si tratta solo di somiglianze superficiali? Dopo aver fatto alcune ricerche sono arrivato alla decisa conclusione che non si tratta di coincidenze.
Semplicemente parlando, la storia dell’Europa del dopoguerra è una lotta di Bolscevichi contro Menscevichi, cioè di Comunisti contro Socialisti.
Ma i Comunisti/Bolscevichi vogliono da sempre reclutare i Menscevichi/Socialisti per farne la principale forza trainante e ottenere così finanziamenti e forza politica.
I Menscevichi/Socialisti hanno sempre lo stesso sogno, che un giorno i bolscevichi possano ammorbidirsi.
E quando i Bolscevichi si trovano in difficoltà danno sempre ad intendere che ritorneranno alla socialdemocrazia. Questo stratagemma ha sempre funzionato: sotto Lenin, Stalin, Kruscev, Breznev, Andropov.
E alla fine è diventata una teoria.
I comunisti e i socialisti hanno cospirato per attuare una “convergenza” dei due sistemi, per creare “una casa comune europea”.
Il piano era fallito prima, all’est con l’implosione dell’URSS ma è continuato all’ovest con la formazione di un’Unione europea così concepita.

Vladimir Bukovsky, un ex dissidente sovietico di 63 anni, teme che Unione Europea stia trasformandosi in un’altra Unione Sovietica. In un discorso tenuto a Bruxelles la scorsa settimana Bukovsky ha definito l’UE un “mostro” che deve essere abbattuto al più presto, prima che si trasformi in un vero e proprio stato totalitario.

Bukovsky ha fatto visita al Parlamento Europeo a seguito dell’invito del Fidesz, il maggior partito di opposizione ungherese. Il Fidesz, componente del gruppo Democratico Cristiano Europeo, aveva invitato l’ex dissidente sovietico dall’Inghilterra, dove vive, in occasione del cinquantesimo anniversario della rivolta ungherese del 1956. Dopo l ’incontro in mattinata con gli ungheresi, Bukovsky nel pomeriggio ha tenuto un discorso in un ristorante polacco ubicato in Trier straat, nei pressi della sede del Parlamento Europeo, dove in passato aveva già tenuto un altro discorso a seguito dell’invito del Partito per l’Indipendenza del Regno Unito, di cui è un attivista.

Nel suo discorso Bukovsky ha fatto riferimento a documenti classificati rinvenuti negli archivi segreti sovietici che ha potuto visionare nel 1992. Questi documenti confermerebbero l’esistenza di una “cospirazione” col fine di trasformare l’Unione Europea in una entità statuale di tipo socialista. Ero presente alla riunione ed ho registrato il suo discorso, la cui trascrizione è riportata di seguito. Inoltre ho avuto l’occasione di fargli una breve intervista. Anche la trascrizione dell’intervista è riportata di seguito. L’intervista sull’Unione Europea è stata bruscamente interrotta perché Bukovsky aveva altri impegni. Vladimir Bukovsky l’avevo già intervistato venti anni prima, nel 1986, quando l’Unione Sovietica, il primo “mostro” che così coraggiosamente aveva combattuto, era ancora vivo e vegeto.

Bukovsky è uno degli eroi del ventesimo secolo. Da giovane aveva denunciato l’uso del ricovero psichiatrico coatto dei prigionieri politici nell’ex URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, 1917-1991) ed è stato per ben dodici anni (dal 1964 al 1976), e cioè dall’età di 22 anni all’età di 34, nelle prigioni sovietiche, in campi di lavoro e in strutture ospedaliere psichiatriche. Nel 1976 i sovietici lo espulsero dal paese e si rifugiò in occidente. Nel 1992 fu invitato dal governo russo in qualità di esperto per testimoniare nel processo tenutosi a Mosca con lo scopo di stabilire se il partito comunista sovietico fosse stata un’istituzione criminale. Per dargli la possibilità di prepararsi per il processo, Bukovsky fu autorizzato ad accedere ad una notevole quantità di documenti presenti negli archivi segreti sovietici. Egli è pertanto uno dei pochi che hanno potuto visionare questi documenti, che ancora oggi sono segreti. Con un piccolo scanner e un computer portatile ne riuscì anche a copiare molti (alcuni “top secret”), compresi i rapporti del KGB allo stesso governo sovietico.

Professor Bukovskij, dieci anni fa, abbattuto il muro di Berlino, eravamo convinti che fosse stato inferto un colpo mortale allo statalismo e all’ideologia. Sembra però che le cose non siano andate così, le parole d’ordine saranno cambiate ma la sostanza resta quella. Per esempio, lei dice che l’Unione Europea altro non è che un’altra Unione Sovietica…

La mentalità comunista
La mentalità comunista

“Precisamente, e non è un’affermazione campata in aria. Ci sono motivazioni storiche precise: l’ideale europeista si afferma negli anni Sessanta, quando comincia ad arrivare in Occidente l’eco delle violazioni dei diritti umani compiute in nome del socialismo reale. Questo diede serissimi problemi, ovviamente, alla Sinistra, che rispose disegnando uno scenario inedito, e irrealizzabile. L’idea era di costruire una “casa comune europea” per i Paesi dell’Est e dell’Ovest: gli uni, i Paesi dell’Est, avrebbero nel frattempo dovuto abbracciare i diritti umani. Gli altri, i Paesi dell’Ovest, dovevano intanto incamminarsi sulla strada della socialdemocrazia. Quando entrambe queste previsioni si fossero avverate, sarebbe stato possibile dar vita a un’unica, grande Europa socialista. Però il vaticinio s’è realizzato a metà…”

Cioé?

“I Paesi dell’Est non si sono mai aperti ai diritti umani. E quando ci hanno provato, era ormai troppo tardi: compiuti settant’anni, il comunismo ha mostrato tutte le proprie, intrinseche debolezze. Tengo a precisare che l’era Gorbaciov, come ho scritto ne “Gli archivi segreti di Mosca”, rappresentò tutto fuorché un’apertura ai diritti civili, questa è solo un’altra falsificazione della stampa di sinistra… Morti di causa naturale i Paesi socialisti, la socialdemocrazia occidentale però non ha certo gettato la spugna: così oggi noi viviamo sì in un’Europa senza più il muro di Berlino, ma dove nella quasi totalità dei Paesi ci sono al governo dei politici comunisti! Che continuano a perseguire quegli ideali: l’Europa unita è disegnata a immagine e somiglianza dell’URSS.”

Quali sono le somiglianze più evidenti?

“Anzitutto, il sistema politico, che è accentrato e burocratico. Irrispettoso delle differenze fra Stati e individui. Oppressivo, nel suo concepire ogni possibile regolamentazione per strozzare gli uomini liberi. Ma soprattutto, l’UE ricorda l’Unione Sovietica nel controllo ideologico che gli eurocrati tentano di esercitare su di noi: il fatto che non esista una ‘Pravda’ non significa che il mondo dell’informazione, e quello della cultura, non siano condizionati al punto da esercitare alla fin fine la stessa funzione. Basti pensare al politicamente corretto, che è una specie di religione laica.”

Ecco, il fenomeno del politicamente corretto, se ci si pensa, è curioso. I luoghi comuni di questa nuova ideologia sono talmente radicati e “potenti” da arrivare a condizionare il lessico e la sintassi della comunicazione politica. Qualcuno in America ha azzardato: è un nuovo marxismo…

“Non penso che nessuno possa accusarmi di aver mai nutrito simpatie marxiste, ma se posso dirlo… è molto peggio. Almeno Marx era un pensatore con un capo e una coda, c’era una logica in quanto scriveva. Le idee erano sbagliate, ma c’era un filo conduttore. Il politicamente corretto invece non sta in piedi: nasce dall’esigenza della Sinistra di far convivere la proprietà privata con un’impostazione di fondo che resta socialista. Si sono accorti che senza proprietà privata non può esistere una società “civile”, però hanno preferito non ammettere il fallimento dell’intero edificio concettuale comunista. Così, adesso tentano di conciliare la proprietà con un’impostazione ‘di sinistra’, il che è assurdo, perché la proprietà ha bisogno di essere circondata e fortificata da altre istituzioni (la famiglia, per esempio). Comunque, la tattica del “politicamente corretto” è molto semplice: s’inventano delle “minoranze”, e poi per “difenderle”, sempre fra virgolette, riescono a giustificare ogni e qualsiasi intervento governativo.”

Per esempio?

“Basta guardare all’America, il femminismo dopotutto è questo. Una montagna di bugie declamate non in nome delle donne, ma per ampliare ancora una volta “la sfera pubblica”, l’interventismo statale. Perché la Sinistra è favorevole all’immigrazione selvaggia? Proprio per questo motivo, per coltivarsi “minoranze” sempre nuove, un ulteriore bacino elettorale. E poi c’è la madre di tutte le battaglie… quella contro il tabacco. L’isterismo anti-fumo non è una questione che abbia un particolare retroterra teorico. Però è stata il banco di prova della ‘political correctness’: l’hanno usata per vedere se era possibile imporre a tutto il mondo una nuova forma di controllo sugli individui. Ce l’hanno fatta, pensate che se devo andare Oltreoceano e voglio fumare in volo, l’unica compagnia aerea che me lo permette è la Cenerentola dei cieli, la Kuwait-air. Con il divampare del salutismo, la Sinistra ci ha dimostrato che oggi riesce (purtroppo) a condizionare tutto il mondo occidentale.

Lei è un ex dissidente sovietico conosciuto in tutto il mondo. Recentemente ha evidenziato una inquietante somiglianza dell’Unione Europea con l’ex Unione Sovietica. Può chiarirci meglio il suo pensiero?

Mi riferisco alle istituzioni, ad una certa ideologia, ai programmi, alla direzione intrapresa, all’inevitabile espansione, all’annullamento delle diverse nazionalità. Ciò è anche stato lo scopo della stessa Unione Sovietica. La maggior parte della gente non si rende conto di quanto sta accadendo. Gli europei non lo sanno, noi invece sì perché siamo stati educati in Unione Sovietica, in cui abbiamo dovuto studiare l’ideologia sovietica sia nelle scuole superiori sia all’università .  Lo scopo finale dell’Unione Sovietica era quello di generare una nuova entità storica, il “popolo sovietico”,  in tutto il mondo intero. Lo stesso scopo è oggi perseguito dall’UE. Stanno tentando di generare un nuovo popolo. Lo chiamano il “popolo europeo”, qualunque sia il significato attribuito a questa espressione.

Secondo la dottrina comunista così come in molte derivazioni del pensiero socialista, lo stato, lo stato-nazione, è destinato a scomparire. In URSS lo stato sovietico divenne molto potente e le diverse nazionalità che lo costituivano furono obliterate. Ma al momento del crollo avvenne il processo contrario. I sentimenti soffocati di identità nazionale riemersero nuovamente e hanno quasi distrutto il paese. E’ stato davvero terribile.

Pensa che la stessa cosa possa accadere quando l’Unione Europea collasserà?

Assolutamente si, la psicologia umana è come un elastico che può essere tirato, però non oltre un certo limite. Un elastico può essere tirato sempre di più, ma non bisogna mai dimenticare che nel frattempo sta accumulando l’energia per ritornare alla sua forma originaria. La psicologia umana è come un elastico che tende sempre a ritornare rapidamente alla sua forma originaria.

Però tutti questi paesi che si sono uniti nell’Unione Europea lo hanno fatto volontariamente.

No, non stanno così le cose. Si guardi per esempio alla Danimarca che ha votato due volte contro il trattato di Maastricht. Si guardi all’Irlanda [che ha votato contro il trattato di Nizza]. Si guardi a tutti gli altri paesi, sono tutti sotto pressione. E’ come una specie di ricatto. La Svizzera è stata costretta a votare cinque volte sullo stesso quesito referendario. Tutte e cinque le volte è stato respinto, ma non si sa cosa accadrà la sesta o la settima volta. E’ sempre la stessa storia. E’ un semplice trucchetto. L’elettorato viene fatto votare fino a quando non vota nel modo voluto. A questo punto non gli viene più chiesto di votare. Perché si fermano? Si continui a votare. L’Unione Europea sembra un matrimonio contratto sotto la minaccia di una pistola puntata alla tempia.

Cosa pensa che i giovani dovrebbero fare riguardo all’Unione Europea? Su cosa si dovrebbe puntare, sulla democratizzazione dell’istituzione o si dovrebbe invece cercare di eliminarla del tutto?

Penso che l’Unione Europea, come l’Unione Sovietica, non possa essere democratizzata. Gorbachev provò a farlo, e ciò malgrado si è dissolta. Questo genere di strutture politico-istituzionali non possono essere democratizzate.

Però abbiamo un Parlamento Europeo scelto dalla gente.

Il Parlamento Europeo è eletto sulla base di un sistema elettorale di tipo proporzionale, che non è però garanzia di rappresentatività. E poi su cosa vota? Sulla percentuale di grasso nello yogurt, quel genere di cose. E’ ridicolo. Ha le stesse funzioni del Soviet Supremo. Un parlamentare europeo in media parla sei minuti all’anno in Parlamento. Non è un vero e proprio Parlamento.

TRASCRIZIONE DEL DISCORSO DI BUKOVSKY TENUTO A BRUXELLES

Nel 1992 ho avuto una possibilità di accesso senza precedenti a documenti segreti del Comitato Centrale e del Politburo. Questi documenti, che da 30 anni sono ancora tenuti segreti, fanno molto chiaramente riferimento ad un “progetto comune” tra i partiti della sinistra europei e Mosca secondo il quale il mercato comune europeo si sarebbe trasformato in uno stato federale. Mikhail Gorbachev nel 1988-89 si riferiva ad esso come a “la nostra casa comune europea”.

L’idea era semplice. Venne alla luce negli anni 1985-86, quando i comunisti italiani fecero visita a Gorbachev, seguiti dai socialdemocratici tedeschi. Costoro temevano i mutamenti politici che stavano avvenendo nel mondo, specialmente dopo le privatizzazioni introdotte dalla Thatcher e le liberalizzazioni economiche. Questi mutamenti stavano minacciando le “conquiste” di generazioni di socialismo e di socialdemocrazia, stavano minacciando di invertire completamente il corso della storia. Di conseguenza si stabilì che l’unico modo per affrontare questo rigurgito di “capitalismo selvaggio” era quello di tentare di introdurre gli stessi obiettivi socialisti in tutti i paesi di colpo. Prima di ciò, i partiti della sinistra e l’Unione Sovietica si erano sempre fortemente opposti all’integrazione europea perché veniva percepita come un mezzo per frapporre un ostacolo al socialismo. Dal 1985 in poi cambiarono completamente opinione. I Sovietici giunsero infine ad un accordo con i partiti della sinistra dell’Europa occidentale: se avessero lavorato insieme avrebbero potuto assumere il controllo dell’intero progetto europeo e modificarlo completamente. L’area di libero scambio sarebbe stata trasformata in uno stato federale.

Secondo documenti segreti sovietici, gli anni 1985-86 rappresentarono il punto di svolta. Ho pubblicato la maggior parte di questi documenti. I colloqui trascritti in questi documenti sono davvero illuminanti. Si intuisce che ci fu una “cospirazione”, il che è abbastanza comprensibile, in quanto stavano cercando tutti di salvarsi politicamente la pelle. Nei paesi dell’est i sovietici avevano bisogno di un cambiamento dei rapporti con l’Europa perché stavano entrando in una crisi strutturale prolungata e molto profonda; in occidente i partiti di sinistra avevano timore di essere spazzati via e di perdere la loro influenza e prestigio. Così c’è stata una vera e propria cospirazione, evidentemente da loro stessi messa in piedi, nella quale tutti erano d’accordo e alla quale tutti hanno lavorato.

Nel gennaio del 1989, per esempio, una delegazione della Commissione Trilaterale fece visita a Gorbachev. C’era [l’ ex Primo Ministro giapponese Yasuhiro] Nakasone, [l’ex presidente francese Valèry] Giscard d’Estaing, [il banchiere americano David] Rockefeller e [l’ex Segretario di Stato USA Henry] Kissinger. Essi ebbero una conversazione molto schietta durante la quale fecero presente a Gorbachev che la Russia sovietica avrebbe dovuto integrarsi nelle istituzioni finanziarie del mondo, quale il GATT, l’FMI e la Banca Mondiale.

Nel bel mezzo dei colloqui Giscard d’ Estaing prese improvvisamente la parola e disse: “Signor presidente, non posso dirle esattamente quando accadrà – probabilmente fra 15 anni – ma l’Europa si sta avviando ad essere uno stato federale e dovete incominciare a prepararvi. Dovete lavorare con noi ed i leader politici europei sulla reazione che avrete quando ciò accadrà, su come consentirete ai paesi dell’est europeo di interagire con questo nuovo stato federale e su come voi stessi diventerete parte di esso. Dovete essere pronti”.

Era il gennaio 1989, un momento in cui il trattato di Maastricht [1992] neppure era stato abbozzato per sommi capi. Come diavolo ha potuto Giscard d’ Estaing sapere cosa sarebbe accaduto nei 15 anni successivi? E sorpresa, sorpresa, come mai è diventato l’estensore della costituzione europea [nel 2002-03]? Una domanda molto interessante. Si sente odore di cospirazione, è vero?

Fortunatamente per noi la parte sovietica di questa cospirazione è collassata prima e Mosca non si è trovata nel momento in cui avrebbe potuto influenzare il corso degli eventi. Ma l’idea originale fu di creare ciò che fu chiamata una “convergenza”, in base alla quale l’Unione Sovietica avrebbe dovuto ammorbidirsi verso posizioni più socialdemocratiche, mentre Europa occidentale sarebbe passata da un regime politico di tipo socialdemocratico ad un regime di tipo più rigidamente socialista. Allora si sarebbe realizzata la convergenza. Le strutture politiche delle due entità si sarebbero adattate con precisione l’una all’altra. Ecco come le istituzioni politiche dell’Unione Europea inizialmente furono progettate: allo scopo di adattarsi successivamente alle istituzioni sovietiche. Ecco anche perché sono così simili nella loro struttura e nel loro funzionamento.

Non è un caso che il Parlamento Europeo, per esempio, faccia venire alla mente il Soviet Supremo. Funziona come il Soviet Supremo perché è stato progettato nello stesso modo. Idem per quanto riguarda la Commissione Europea. che assomiglia al Politburo. Voglio dire che è simile in tutto e per tutto, tranne che per il fatto che la Commissione oggi ha 25 membri mentre il Politburo ne aveva 13/15. A parte questo hanno le medesime funzioni, non rispondono a nessuno, i membri che la compongono non sono scelti direttamente dai cittadini. Quando si esamina questa strana attività dell’Unione Europea con le sue 80.000 pagine di regolamentazioni sembra il Gosplan. Quest’ultima istituzione pianificava qualunque dettaglio in campo economico, anche la forma e la dimensione dei dadi e bulloni, fino a cinque anni prima. La stessa identica cosa sta avvenendo nell’UE. Quando guardate il tipo di decadimento della UE, si tratta esattamente dello stesso tipo sovietico di decadimento, che si propaga dall’alto al basso piuttosto che il contrario.

Se si esaminano le istituzioni e le caratteristiche di questo mostro europeo che sta emergendo si può notare che sempre più assomiglia all’Unione Sovietica. Naturalmente, è una versione più edulcorata dell’Unione Sovietica. Per favore, non fraintendetemi. Non sto dicendo che in Europa ci sono i Gulag. Non c’è nemmeno il KGB – non ancora – ma sono da osservare con molta attenzione strutture quali per esempio la Europol. Ciò che più preoccupa è che questa polizia avrà probabilmente maggiori poteri di quelli del KGB. Avrà l’immunità diplomatica. Immaginate un KGB con immunità diplomatica. Svolgerà la sua funzione poliziesca per reprimere e perseguire 32 tipi di reato – due dei quali sono particolarmente preoccupanti. Uno è il razzismo, l’altro è la xenofobia. Nessuna legislazione penale sulla terra considera perseguibili questi comportamenti [con l’eccezione del Belgio]. Quindi: questi sono due nuovi reati, e siamo avvertiti. Qualcuno del governo britannico ha già detto che coloro che faranno obiezioni all’immigrazione incontrollata dal terzo mondo saranno considerati razzisti. Coloro che si opporranno ad una ulteriore espansione ed integrazione europea saranno considerati xenofobi. E’ stata Patricia Hewitt che ha fatto queste dichiarazioni ed i fatti sono sotto gli occhi di tutti.

Quindi siamo avvertiti. Nel frattempo stanno ideologizzando sempre più il sistema. L’Unione Sovietica si è retta in piedi grazie all’ideologia. L’ideologia dell’Unione Europea è socialdemocratica, statalista, con una buona dose di “political correctness”. Si osservi come il “political correctness” si diffonde e si trasforma in un’ideologia oppressiva. Per non parlare poi del fatto che ormai è proibito fumare quasi dappertutto. Si consideri la persecuzione di persone come quel pastore svedese che è stato perseguito per parecchi mesi per aver detto che la Bibbia non approva l’omosessualità. La Francia ha approvato leggi contro l’istigazione all’odio nei confronti degli omosessuali. La Gran Bretagna si accinge a varare leggi che sanzionano penalmente espressioni del pensiero contrarie alle relazioni interrazziali e relative a questioni religiose e così via. Ciò che emerge, in prospettiva, è che questo tipo di ideologia viene sistematicamente inglobata nella legislazione penale. E’ questa ideologia che sarà quindi in futuro fatta rispettare coercitivamente. Questo sembra che sia lo scopo prevalente dell’Europol. A cosa servirebbe altrimenti ? l’Europol mi insospettisce molto. Guardo con molta attenzione quando c’è qualcuno che viene perseguito da essa. Mi chiedo quali siano i motivi e cosa sta davvero accadendo. E’ un campo in cui sono un esperto. So bene come si generano i Gulag.

Viviamo in un periodo di veloce, sistematico e costante smantellamento della democrazia. Si prenda per esempio questo Legislative and Regulatory Reform Bill [progetto di legge di riforma legislativa e normativa]. I ministri diventano legislatori che possono legiferare senza preoccuparsi di dare conto al Parlamento o a chicchessia. La mia reazione immediata è: perché tutto questo? La Gran Bretagna è sopravvissuta a due guerre mondiali, alla guerra con Napoleone, all’ Armata Spagnola, per non parlare della guerra fredda, di quel periodo in cui ci veniva detto che in qualsiasi momento sarebbe potuta scoppiare una guerra mondiale nucleare. Nel passato non è mai stata evidenziata l’esigenza di introdurre questo tipo di legislazione oppure di sospendere le libertà civili o di introdurre poteri di emergenza. Perché ne abbiamo bisogno proprio ora? Tutto questo può trasformarsi in una dittatura in qualunque momento.

La situazione attuale è molto seria. I partiti politici più importanti sono stati completamente cooptati nel progetto della nuova UE. Nessuno di essi realmente si oppone a questo progetto. I partiti sono diventate istituzioni decadenti. Chi difenderà le nostre libertà? Sembra che ci stiamo dirigendo verso il collasso, la crisi del sistema. Il risultato più probabile è che ci sarà un collasso economico in Europa, che avverrà a tempo debito e che accadrà a causa di questa crescita a dismisura delle spese e delle tasse. L’incapacità di generare un ambiente competitivo, la regolamentazione eccessiva dell’economia, la burocratizzazione, tutto questo porterà al collasso economico. Specialmente l’introduzione dell’euro è stata un’idea pazzesca. La moneta non dovrebbe essere mai politicamente imposta.

A tal proposito non ho alcun dubbio. Ci sarà un collasso della Unione Europea, così come è avvenuto per l’Unione Sovietica. Ma non dimentichiamoci che quando questi momenti della storia avvengono lasciano dietro di sè una tale devastazione che ci vuole una generazione affinché si richiudano le ferite. Pensiamo a cosa accadrà quando ci sarà la crisi del sistema. Emergeranno forti tensioni fra le nazioni. Potrebbe saltare tutto. Guardiamo all’enorme numero di immigranti dai paesi di terzo mondo che ora vivono in Europa. Tutto ciò è stato voluto dall’ Unione Europea. Cosa sarà di loro se ci sarà un crollo economico? Probabilmente alla fine ci saranno, come nell’Unione Sovietica, tante di quelle dispute etniche che il loro numero è oggi difficile da immaginare. In nessun altro paese ci sono state tante tensioni etniche come in Unione Sovietica, con l’eccezione probabilmente della ex Iugoslavia. Accadrà la stessa cosa qui. Dobbiamo tenerci pronti. Questa enorme struttura burocratica sta per crollarci addosso.

Voglio essere molto schietto a questo proposito: prima si chiude con l’UE, meglio è. Prima collasserà, meno danni farà a noi e agli altri paesi. Ma dobbiamo essere rapidi perché gli eurocrati stanno muovendosi molto velocemente. Sarà difficile affrontarli. Oggi è ancora relativamente più semplice. Se per esempio un milione di persone marcia su Bruxelles oggi questi individui se ne scapperanno via alle Bahamas. Se domani la metà della popolazione britannica si rifiuterà di pagare le tasse, non accadrà niente di drammatico e sicuramente nessuno andrà in prigione. Ancora oggi una iniziativa del genere si può abbastanza tranquillamente intraprendere. Ma non so cosa accadrà domani con una Europol che nel frattempo si sarà completamente sviluppata e riempita di ex agenti della Securitate o della Stasi. Può succedere di tutto.

Stiamo perdendo tempo. Dobbiamo batterli. Dobbiamo fermarci a riflettere ed elaborare la strategia più efficace per ottenere il massimo effetto. Altrimenti sarà troppo tardi. Cosa vi posso dire? Le mie conclusioni non sono ottimiste. Per adesso, nonostante ci siano alcuni movimenti anti-UE in quasi ogni paese, non sono sufficienti. Per adesso siamo perdenti e stiamo sprecando tempo.

Fonte: http://www.brusselsjournal.com

Link:  http://www.brusselsjournal.com/node/865″

 

Il codardo consenso

Ferrucci
Ferrucci

E’ brutto non riuscire a pensarsi in un paese perche’ lo si disprezza.
Non se, in servizio militare, si e’ giurato di difenderlo, e magari ci si credeva pure.
Non se hai avuto qualche speranza che potesse resistere come posto libero.
Non se credevi che ci fosse qualcuno disposto a battersi, a non farsi calpestare, ad ODIARE il piede straniero che calpesta il suolo italiano.
Hanno piazzato un “greco” a dirigere la Grecia e un “Italiano” a dirigere l’ Italia, e nessuno si chiede nulla.
Ma come , non c’era il Regime, con Berlusconi?
Non volevate la democrazia?
Non avete applaudito le rivoluzioni arabe perche’ il popolo riprendeva il potere e l’iniziativa?
Aha. E adesso, non avete ne’ potere ne’ iniziativa.
Dicevate di aver a cuore la Costituzione.
Fantastico: vi trovate con un governo che e’ li’ per le stesse ragioni per il quale nacque il governo di Salo’: qualcuni ha deciso cosi’.
Complimenti. Monti non e’ mai stato eletto. Non poteva essere neppure nominato.
Cosi’ lo si e’ fatto senatore a vita per aggirare l’ostacolo. Nel pieno spirito della costituzione, che raccomanda di portare al potere persone mai elette per garantire la democrazia, vero?
Ma voi avete la bocca piena della costituzione e la nominate senza averla mai letta.

No, non siete stupidi. E non siete neanche ignoranti. Non vi illudete che io caschi in questa manfrina autoassolutoria.

Siete solo CODARDI

Il motivo per il quale applaudite Monti e’ che sembra il vincitore e che e’ piu’ facile applaudirlo che andargli contro. Il motivo per cui applaudite gli stranieri che stanno per spolpare il paese e’ che e’ piu’ facile applaudirli che andargli contro.
Lo so gia’, cosa direte. Sento cosa dite. Vi state gia’ preparando a dire “ma come potevamo immaginare?”. Beh, potevate. Anzi, non serviva immaginare, avete gia’ i fatti di fronte a voi.
Guardatelo, il vostro Monti.
Neanche due ore dopo alla sua nomina sa gia’ che cosa fare. Vi parla delle misure necessarie, vi dice che sara’ un cammino lungo e che c’e’ molto lavoro, che lui sa gia’.
In pratica, ha gia’ un programma politico.
Aha. Secondo voi, Monti gira con un programma politico in tasca? Cosi’, perche’ gli aiuta l’erezione?  O se l’e’ scritto in due ore?
No, perche’ non e’ che qualsiasi burocrate europeo si occupi di economia nel tempo libero scrive programmi politici. Perche’ se Monti faceva un altro lavoro, del resto, non puo’ essere altro che un programma scritto nel tempo libero.
Oh, certo, le cose da fare sono evidenti.
Cosi’ evidenti che dopo tre anni, il PD ancora non sa bene di avere un programma, non sa se averlo, e ne sta ancora discutendo.
Monti, invece, ha un progrmma politico ed economico nel taschino, scritto nel tempo libero, e siete tutti sicuri che salvera’ il paese.
Ammesso che sia possibile scrivere un programma politico nel tempo libero, si intende.

Perche’ bisognerebbe sapere chi saranno i ministri

Certo si possono immaginare, ma come cavolo fai a sapere se Amato sarebbe disponibile? Ne hai parlato con lui? Aha? E quindi a Bruzelles la gente se ne va in giro parlando di come farebbe un governo italiano, di quale programma e di quali provvedimenti?
Immaginate la scena: “ehi Giuliano, ti va di fare il ministro degli esteri, invece di cazzeggiare li’ in Deutsche Bank?”
E amato: uhm… “per quando?
Beh, si comincia tra due giorni“.
… Almeno la cartolina del precetto militare ti dava una settimana, per presentarti.
No, non prendiamoci in giro.
QUALCUNO ha scritto un programma politico ed economico per Monti.
QUALCUNO ha consultato le parti per sapere se fossero disponibili o meno.
QUALCUNO ha disegnato un possibile governo italiano.
QUALCUNO ha preso accordi coi possibili ministri.
E no, non si fa in due ore o in due giorni.
Questa merda era EVIDENTEMENTE pronta da mesi. Era pianificata. Nessuno puo’ dire che non sapeva e non capiva: voi sapete, voi capite, ma preferite sembrare stupidi ed ignoranti per NASCONDERE LA VOSTRA CODARDIA.
Perche’ sapere vi rende responsabili. Capire vi rende responsabili di quel che avete fatto e di quel che NON avete fatto.

SIETE I RESPONSABILI ED I COLPEVOLI DI AVER
ACCETTATO ED APPLAUDITO UN GOVERNO FANTOCCIO

Molti di voi dicono “si, ma tanto dura solo 18 mesi”. Oh, si, poveri fessi. Uno dei problemi che i padroni avevano con Berlusconi era che poteva finanziarsi il partito da solo.
Voi , invece … i vostri partiti hanno bisogno di soldi stranieri per vivere.
DC e PCI vivevano di fondi americani e sovietici. Poi il flusso si e’ interrotto. Al posto degli americani per la destra e’ arrivato il portafogli di Berlusconi.
Al posto dei russi, invece, chi e’ arrivato? Ve lo siete mai chiesti?
Alle prossime elezioni potrete solo scegliere tra Herr Zentrum, Herr Linke ed Herr Rechts. Tutti finanziati, indovinate da chi? Avrete un solo programma unificato, il programma della potenza dominante europea.
Siete dei repubblichini che non hanno nemmeno il coraggio di indossare una divisa.
Almeno, i vostri predecessori l’avevano e ne erano orgogliosi.
Molti di voi si illudono che “ah, ma loro vengono qui per rimettere a posto le cose, e’ loro interesse che tutto torni a posto e vada bene”. Aha. Siete come alberi durante un’incendio: vedono arrivare i pompieri e dicono “ecco, loro spegneranno l’incendio”. Invece lo scopo dei pompieri non e’ di spegnerlo, ma di fermarlo. E sapete come lo fanno? TAGLIANDO ALBERI.
Monti non e’ qui per salvare il paese.
Del destino dell’italia se ne fotte, lui come la Merkel.
Maramaldo uccide Ferrucci
Maramaldo uccide Ferrucci

Tanto, nessuno dei due ha bisogno dei vostri voti.

Oh, certo, sputando soldi, o meglio facendoveli sputare, riusciranno a fare buyback del debito in mano alle banche tedesche e francesi. Dopodiche’, se anche si fallisce, cavoli vostri: gli italiani rimarranno gli unici a possedere debito italiano. A quel punto, l’interesse di Francia e Germania e’ fatto.
Dicono che vogliono abolire costosi privilegi. Ma cosa faranno di quei soldi non ve lo dicono. Semplicemente, faranno buyback del debito italiano. Ecco cosa faranno.
Ma quei privilegi, vedete, sono quelli che voi chiamate “diritti” quando sono vostri e “privilegi” quando li ha un altro. E appena ai negozianti toccheranno “i privilegi” , li vedrete in piazza a difendere “i diritti”. Oh, che tolgano pure le licenze, e lo vediamo come stanno bene le coop.
Elogiate Monti perche’ ha stoppato le pratiche monopoliste di Microsoft. Aha. Che strano: quando un industriale in italia viene fermato dal governo si chiama burocrazia, si chiama impossibile lavorare in Italia. Siete dalla parte di un tizio che ha impedito ad una azienda di vendere un prodotto e di espandere il suo mercato. Ma siete CERTI che non succedera’ alla VOSTRA azienda?.
Tutti credete che vengano qui a sistemare le cose. Sapete perche’? Perche’ non sono LE VOSTRE cose.
Se domani nella vostra azienda arrivasse un tizio, il vostro concorrente tedesco, a dire “ehi, la mia azienda va meglio della tua. Se mi lasci gestire la TUA azienda, la migliorero’ un sacco e tu avrai una nuova azienda migliore. GRATIS!” . Voi ci credereste?
No, perche’ sapete che NESSUNO da’ niente per niente. Invece siete disposti a credere che i tedeschi siano qui a trasformare l’ Italia in una nazione che funziona come la Germania, IN MODO DA AVERE IL PIU’ TERRIBILE CONCORRENTE DELLA STORIA MODERNA. Certo, certo, come no. “perche’ gli conviene, no?”. Oh, certo. Come no, gli conviene che le aziende italiane possano fare piu’ concorrenza a quelle tedesche, certo. Certo, certo. Serve un colosseo usato?
Monti e’ qui semplicemente per impedire che il vostro disastro danneggi gli altri paesi europei. Non deve risolvere i vostri problemi, deve impedire che siano di danno ai nuovi padroni. Per fare questo occorre che l’economia italiana diventi “mostly harmless”, cioe’ innocua, irrilevante, limitata ai propri confini.
Non serve a nessuno , in Europa, un’italia migliore , piu’ forte o piu’ competitiva: sono i nostri concorrenti, ricordate? Serve solo un’italia che se ne stia per i fatti propri e che non faccia cose che possano danneggiare altri. Monti e’ qui per iniziare un lento distacco, per guidare l’uscita.
comunisti italiani morti nel gulag sovietici
comunisti italiani morti nel gulag sovietici
Perche’ la cosa non mi fa felice? Non mi fa felice perche’ vedo che l’italia e’ un paese bamboccione, un paese che ha ancora bisogno di vivere con qualche mamma straniera , dopo 150 anni.
Ha ancora cittadini servi e codardi pronti ad applaudire un governo fantoccio, il primo di una lunga serie.
Potrei consolarmi pensando che era un governo fantoccio quello prima di Khomeini. Pensando che era un governo fantoccio quello prima di Castro, ovvero pensando che i governi fantocci lasciano sempre la strada ad un governo rivoluzionario.
Spero sia cosi’.

Ma non vedo in Italia questo orgoglio, del resto anche Khomeini torno’ esule dalla Francia, per fare la rivoluzione.

Ma mi chiedo cosa dovrebbe fare, il nuovo Khomeini, tornato in Italia alla caduta del governo fantoccio. Khomeini in Iran divise gli avversari e compagni di rivoluzione, e poi li spezzo’ uno ad uno. E fece uccidere moltissimi oppositori mandandoli a morire in guerra.
Beh, se lo fara’ anche l’ italiano che verra’ dopo questi governi fantocci, ricordate che non potrete dire “ma non non sapevamo” o “ma noi non potevamo capire”.
No, potete capire sino da oggi, e potete sapere sino da oggi, e il fatto che tanti come me lo stiano scrivendo sui loro blog sara’ la prova che vi inchioda: si puo’ SAPERE, si puo’ CAPIRE, OGGI.

E quindi, chi vi ammazzera’ come traditori e collaborazionisti non vorra’ sentire scuse.

Ecco, questo post serve a questo: togliervi di bocca la scusa dei codardi italiani, quel “io non potevo sapere”, quel “io non potevo capire”. Potevate. Posso io, e quindi potete voi.
E quando sarete giustamente accusati di tradimento, perseguitati ed ammazzati, non avrete scuse. E forse sentirete un tizio, che applaude da lontano. Saro’ io.
Rigrazio Uriel per questo strepitoso pezzo 😀
PS : studiate la storia asini! E se volete guardare in faccia la realtà fatevi un giro nel Castello

Foibe : per non dimenticare

Ines Gozzi presunta Ausiliaria Rsi
Ines Gozzi presunta Ausiliaria Rsi

Ne è stato parlato tanto e tanto è stato fatto per far passare sotto silenzio il dramma dei nostri connazionali “epurati per motivi etnici” dai Titini.

Ma gli assassini di Tito avevano dei fiancheggiatori tra gli italiani stessi che hanno partecipato attivamente nei massacri dei loro connazionali giuliano-dalmati.

La nostra sinistra ha sempre evitato di affrontare il discorso ed ogni volta che se ne è presentata l’occasione ha cercato di nascondere, minimizzare, negare.

Ines Gozzi
Ines Gozzi

Queste sono le verità delle quali non vogliono si parli :

Crimini del comunismo italiano

Friuli 1945: partigiani della Osoppo Fucilati da comunisti

Foibe, I protetti del partito comunista

Le vittime italiane dei gulag di Tito

Porzus

L'Europa sulla via della dittatura?

Vladimir Bukowski

Nella settimana dal 29 novembre al 6 dicembre 2000, gli austriaci si sono visti confrontati con una decisione fondamentale. Si trattava della petizione per un nuovo scrutinio sull’adesione all’UE. Il 26 ottobre l’ex-dissidente sovietico Vladimir Bukowski ha tenuto una relazione a Salisburgo in cui dimostra la necessità  di una nuova consultazione sull’adesione all’UE. Il cammino dell’UE verso una dittatura e le evidenti parallelità  tra la struttura dell’Unione sovietica e quella attuale dell’Unione europea non sono casuali. Bukowski nella sua relazione menziona numerosi paralleli e li interpreta come risultati d’una strategia a lungo termine: la coalizione fra i comunisti sovietici e i socialisti dell’Europa occidentale. Nel suo libro “La resa dei conti con Mosca”, con l’aiuto di innumerevoli documenti mostra i crimini dei comunisti e il cambiamento della loro strategia a partire dalla metà  degli anni ottanta. Si tratta di un’avvertenza evidente nei confronti dell’Unione europea e di un appello a non più parteciparci. In seguito riproduciamo il testo di Bukowski.

Durante quasi cinquant’anni – gli anni consecutivi alla seconda guerra mondiale – abbiamo vissuto in un grande pericolo, in una grande tensione, all’ombra dell’immenso mostro dell’Unione sovietica che poteva divorare l’Europa ad ogni momento. A parecchie riprese c’è mancato poco che lo facesse. Il fatto che recentemente abbiamo potuto assistere alla morte di questo mostro rappresenta un miracolo. Ma dopo la sua scomparsa, in Europa abbiamo inventato un nuovo mostro.

L’Unione delle republiche socialiste

Più osservo lo sviluppo dell’UE, più scopro delle caratteristiche che assomigliano a quelle del vecchio mostro. Lasciate che mi spieghi con l’aiuto di un semplice paragone: chi era l’Unione sovietica? Un’unione di repubbliche socialiste. E cos’è l’Unione europea? Un’unione di repubbliche socialiste. Chi governava l’Unione sovietica? Quindici persone che si designavano loro stesse, senza che noi avvessimo potuto eleggerle. E chi governa l’Unione europea? Sono circa due dozzine di persone che non abbiamo eletto, che non possiamo destituire e che nei nostri confronti non assumono nessuna responsabilità . E come è nata l’Unione sovietica? Sovente le diverse repubbliche venivano costrette con la forza militare a diventare membri. E come è nata l’Unione europea? I paesi vengono costretti all’adesione tramite intimidazioni e minacce di tipo finanziario.

Secondo la Costituzione ogni stato sovietico possedeva il diritto di uscirne. In pratica però non esisteva una procedura per farlo. E così nessun paese era in grado di mettere in atto un processo di separazione. Mi sono spaventato nel constatare che anche l’UE non abbia previsto nessuna procedura per uscirne, sebbene nessuno abbia mai detto che non lo si possa fare.

Un paese corrotto e aggresivo

L’Unione sovietica era un paese incredibilmente corrotto. La corruzione era organizzata dall’alto. Si trattava di una corruzione tipicamente sovietica e socialista. Esiste una corruzione che penetra per così dire nel vivo dell’organismo. E c’è una corruzione che viene organizzata dall’alto e che fa parte del sistema. Grazie ai sintomi posso riconoscere di quale corruzione si tratta. Nell’Unione europea questi sintomi sono tipicamente socialisti.

L’Unione sovietica era uno stato aggresivo. Secondo la sua propria definizione, egli non poteva sopravvivere senza integrare continuamente altri paesi e regioni. Dal momento in cui ha smesso di crescere, ha avuto inizio la sua caduta. Nell’UE si osserva la stessa dinamica: sebbene non corrisponda nè all’interesse finanziario nè a quello economico dei paesi europei d’integrare sempre nuovi Stati, d’aiutare sempre più economie nazionali, cosa che esige enormi investizioni, ciononostante l’UE continua a cercare nuovi membri. Per mezzo di pressioni e approfittando della loro dipendenza finanziaria, un paese europeo dopo l’altro viene costretto ad aderire all’UE.

Sono semplicemente casuali o superficiali queste somiglianze, oppure esistono delle ragioni più profonde che spiegano il perchè della somiglianza così evidente di queste due strutture? Dopo aver effettuato ricerche negli archivi del Comitato centrale dell’Unione sovietica come pure nell’Unione europea, devo concludere che queste somiglianze non sono affatto casuali.

I bolscevichi e i menscevichi

Semplificando un po’, la storia dell’Europa del dopoguerra è definita dai rapporti tra i comunisti e i socialdemocratici o, direi, tra i bolscevichi e menscevichi. E questi rapporti caratterizzano la maggior parte degli avvenimenti degli ultimi cinquant’anni in Europa. L’intenzione dei bolscevichi è sempre stata quella di indurre i menscevichi ad eseguire i loro programmi e di trasferire il potenziale finanziario dell’Europa nella sfera socialista, per farne il motore principale dell’edificazione del mondo socialista. I menscevichi non hanno smesso di sognare che un giorno i bolscevichi si uniranno sazi al gruppo dei socialdemocratici. E ogni volta i bolscevichi sono ricorsi allo stesso trucco. Hanno fatto credere di ritornare alla socialdemocrazia ed i socialdemocratici ne erano felici. Quest’astuzia ha funzionato sotto Lenin, sotto Stalin, sotto Cruscev, sotto Brejnev e soprattutto sotto Gorbacev. E nel corso degli anni, se ne è fatta una teoria, una teoria dell’avvicinamento che fu popolare soprattutto all’inizio degli anni 60 e specialmente in circoli socialisti. Questo teoria presupponeva un approccio fra i due mondi nel quale i comunisti sarebbero diventati meno aggresivi e l’Europa sarebbe diventata socialdemocratica. Così finalmente non ci sarebbero più state nè frontiere, nè guerre, nè nemici, ma soltanto felicità  universale.

La svolta storica del 1985

All’inizio l’idea di un’Europa unita o di un Mercato comune non aveva niente a che vedere con la teoria dell’approccio. Era un concetto del tutto diverso. Si trattava unicamente di creare un mercato comune. E la prima reazione della sinistra dell’Europa occidentale come pure quella dell’Unione sovietica era stata negativa. Fino al 1985 la linea ufficiale sovietica era contro l’integrazione europea. L’Unione sovietica la considerava come una forza ostile.

Tutto cominciò attorno al 1985. I socialisti europei ebbero un’idea: potrebbero adottare l’intero progetto, modificandolo in modo tale da poterlo utlizzare per realizzare i propri obiettivi. Esattamente nello stesso tempo, cioè nel 1985, il comportamento dell’Unione sovietica nei confronti dell’ integrazione europea ha cambiato considerevolmente. Da questo momento l’Unione sovietica non considera più l’integrazione come un’impresa ostile e comicia a parlare della “casa comune europea”. Questo significa che c’è stato un accordo tra i comunisti di Mosca, e i socialisti europei, sopratutto l’Internazionale socialista con i suoi membri, i partiti. La creazione in Europa della stessa struttura dell’Unione sovietica, avrebbe loro permesso di governarela in modo socialista.

Un’operazione sovietica

Queste sono le ragioni perchè tutti noi nel 1989 abbiamo assistito ad un cambiamento spettacolare in Europa. Ad un tratto tutti i dittatori dell’Europa dell’est crollarono.

Si parlava di “rivoluzione di velluto”. Ma in effetti si trattava di un’operazione sovietica. C’è da chiedersi per quale ragione volevano una rivoluzione. Normalmente nell’Unione sovietica bastava una telefonata per cambiare un governo, per esempio in Pologna o in Ungheria. La spiegazione sta nel fatto che si doveva simulare una rivoluzione per imporre alla popolazione il modello superato del socialismo dal volto umano. Volevano in un certo senso attualizzare la primavera di Praga del 1968 per provocare un entusiasmo di massa. Doveva aver l’aspetto di una rivoluzione popolare, cosa che all’epoca è servita a stabilizzare la situazione.

E questo non è soltanto una supposizione. Esistono i documenti che provano tutto. Ricerche fatte nella Repubblica ceca del governo di Vaclav Havel mostrano in modo evidente che gli avvenimenti di Praga del 1989 furono operazioni sovietiche. Probabilmente vi ricordate che cominciarono con delle enormi manifestazioni studentesche che vennero soffocate brutalmente dalla polizia e delle quali fu vittima uno studente. Le ricerche del governo ceco hanno rivelato che le manifestazioni erano state organizzate dal KGB e che la presunta vittima studentesca è tutt’ora in vita: si è trattato d’un giovane collaboratore della polizia di sicurezza. L’operazione è stata diretta dal capo dei Servizi segreti cechi, il Generale Alois Lorens, anche lui tutt’oggi in buona salute. L’ho visto alla televisione confermare che si era trattato di una operazione sovietica: “Noi l’abbiamo gestita brillantemente, ma fortunatamente alla fine non abbiamo ottenuto i risultati da noi previsti. Infatti noi volevamo come presidente un comunista liberale, e non Vaclav Havel. Ma non ha funzionato.

L’Europa verso la dittatura

Quasi la stessa cosa è avvenuta nella Germania dell’est. La prima manifestazione contro Honegger era stata organizzata da Krenz su ordine di Mosca. Gorbacev ha dichiarato molto chiaramente che voleva liberarsi di Honegger e le prime agitazioni erano state tutte controllate e organizzate da Mosca. La Stasi obbediva agli ordini del Cremlino. L’unico paese in cui il piano sovietico ha funzionato è la Romania. Si trattava di sostituire Ceausescu con Illescu ed è esattamente ciò che è avvenuto. In tutti gli altri paesi gli esiti delle operazioni sono stati del tutto diversi rispetto a quanto previsto. Le analisi più recenti hanno mostrato che le popolazioni volevano una cosa del tutto diversa da ciò che Mosca aveva immaginato. Non si voleva un “socialismo dal volto umano”. Non si voleva nemmeno un socialismo diverso da quello esistente. Non si voleva nessun socialismo e nemmeno un comunismo liberale. Così quando i cittadini hanno potuto votare – non fosse che per pochissimo tempo – si sono opposti a ciò che veniva loro offerto dal nuovo governo.

Secondo i progetti sovietici la riunificazione della Germania non avrebbe dovuto avere luogo se non nell’ambito dell’integrazione europea. Era la politica sovietica ufficiale. E i sovietici sapevano che potevano confidare nei loro alleati, i socialdemocratici europei. Proviamo a immaginare per un momento ciò che sarebbe accaduto se la riunificazione della Germania non avesse avuto luogo nel 1990, ma alcuni anni più tardi. Essa avrebbe avuto luogo proprio ora o un po’ più tardi, quando l’Europa si fosse stabilizzata un po’di più. Ciò avrebbe loro consentito di avere una Germania unificata sotto un controllo permanente socialista, smilitarizzata, non più annessa alla Nato, ecc. Lo stesso progetto prevedeva un consolidamento della Polonia, stretta fra l’Unione sovietica e la Germania, ma non è riuscito semplicemente perchè i cittadini dell’Europa dell’est non l’hanno voluto. Essi non hanno aspettato. In Germania hanno deciso di procedere subito alla riunificazione e avevano completamente ragione. Se avessero aspettato ancora qualche anno non avrebbero più ottenuto ciò che essi hanno adesso.

L’Unione europea – la metà  del progetto

Gli avvenimenti, dei quali ho appena parlato, hanno avuto per consequenza che la parte sovietica del progetto è fallita. E un anno più tardi pure l’Unione sovietica è crollata. Ma la parte occidentale del progetto continua a esistere.

Quello che oggi è rappresentato dall’UE non è altro che la metà  del progetto. Ma anche solo questa metà  è già  sufficentemente orribile. Infatti è concepita più o meno secondo i concetti dell’Unione sovietica. Io posso dirvi precisamente ciò che avverrà , perchè in un certo senso ho già  vissuto nel vostro avvenire. Per esempio posso predirvi che i risultati del progetto saranno esattamente l’opposto di quello che proclamano, cioè esattamente quello che noi abbiamo conosciuto nell’Unione sovietica. Oggi ci dicono che abbiamo bisogno dell’Unione europea per evitare la guerra e garantire la pace, benchè attualmente nessuno minacci la pace in Europa.

Vi posso predire che in alcuni anni la maggior parte degli Stati europei saranno in discordia. I disaccordi saranno tali da non poter escludere dei conflitti. Oggi ci promettono che grazie all’Unione europea i popoli supereranno le lore diversità  nazionali e sotterreranno per sempre le divergenze razziali, etniche e nazionali. Avverrà  esattamente il contrario. Nell’Unione sovietica si supponeva che eravamo una famiglia felice di nazioni e dopo 73 anni c’erano più conflitti etnici che in nessuna altra parte del mondo. Attualmente ci si dice che le nostre economie prospereranno, che l’Unione rinforzerà  economicamente i paesi dell’Europa e che così faranno concorrenza all’America, cioè che l’Europa unita sarà  un guadagno per i nostri interessi economici. Avverrà  esattamente il contrario. Non solo diventeremo poveri, incapaci e superregolamentati, ma dipenderemo ancora di più dall’America.

Dei gulag in Europa

So talmente bene quello che succederà  che se trovassi chi scommette con me, potrei diventare molto ricco. Ma nessuno vuole scomettere con me. Poco tempo fa ho proposto una scomessa a un mio amico inglese. Ero pronto a scomettere con lui che tra alcuni anni avremo un’imposta europea, un’imposta speciale per pagare tutte queste strutture costosissime. Purtroppo non voleva. Se avesse accettato, entro pochi anni sarei diventato un uomo ricco. Anche altri amici inglesi non sono d’accordo con il mio paragone. Sostengono che l’Unione sovietica è impensabile senza i gulag e che in Europa non ce ne sono e non ce ne saranno mai. Ma devo contraddirli anche in questo punto. Abbiamo già  l’inizio di un gulag. Abbiamo già  il gulag intellettuale. C’è già  della gente che viene disprezzata, che perde il lavoro, che non può più esprimersi pubblicamente, semplicemente per il fatto che non segue la linea ufficiale riguardo certe questioni, quali la razza, la donna, la sessualità  o qualsiasi altro tema, perfino il fumo. Io stesso sono un fumatore e so che sono già  in un gulag. Ma non è ancora tutto. Ci sarà  un gulag. Ho letto il progetto sul contratto di Nizza che verrà  firmato in dicembre 2000. Chi non l’avesse ancora letto, si sbrighi a leggerlo! Si vuole creare una polizia europea! Una polizia europea! Si vuole dunque instaurare un nuovo KGB. E questa polizia avrà  delle competenze incredibili. Sono delle competenze che attualmente nessuna polizia in nessun paese europeo possiede. Come primo questa polizia goderà  di immunità . Che carino, vero? Un poliziotto-diplomatico! Può venire e bastonarmi e io non potrei citarlo davanti al giudice. Merviglioso! Nemmeno il KGB godeva di tale potere. Inoltre non ci sarà  procedura ben precisa. Potranno venire ad arrestarti nel tuo paese e portarti in un altro. E non sarà  possibile un’udienza prima dell’estradizione. Se dunque questa gente ti dichiara un criminale, nessuna legge locale ti proteggerà .

Le buone novità 

Basta con le brutte notizie, veniamo a quelle buone. Trattandosi di una struttura che conosco talmente bene, posso predire con certezza che crollerà . Questo crollo comporterà  difficoltà  economiche. Inoltre l’Unione europea lascierà  un’eredità  di disaccordi e di ostilità . I tempi che seguiranno al suo crollo non saranno particolarmente piacevoli. Ma l’Unione europea crollerà .

Un’altra buona novità  è che sarà  più facile combatterla che l’ex-Unione sovietica. Gli eurocrati sono deboli. Non sono tanto privi di scrupoli quanto lo erano i dirigenti sovietici. Hanno meno esperienza di loro. Per la maggior parte non sono altro che intellettuali che amano parlare del loro grande amore per l’umanità .

Fondiamo movimenti popolari

Posso anche dirvi come condurre la battaglia. à© quello che abbiamo fatto con successo nell’Unione sovietica. àˆ necessario capire che parlo dell’elite corrotta e non di questo o quell’altro partito, di questa o quell’altra parte della società . No, parlo invece delle elite corrotte europee. L’unica risposta adeguata è un movimento di massa. Andate nelle università  e nelle scuole, semestre dopo semestre e cercate di formare delle piccole cellule. La giovent๠deve farsi avanti, abbiamo bisogno di movimenti di massa. I funzionari di Bruxelles riveleranno la loro debolezza, non vi sapranno rispondere. Non erano nemmeno in grado di fare qualcosa contro la piccola Austria. Hanno semplicemente decretato delle stupide sanzioni che sono stati costretti ad annullare dopo solo sei mesi. Questo dimostra che quella gente è debole, stupida e incapace. Se un vero movimento popolare combatterà  in prima linea, la maggior parte di loro se la squaglierà . Quando all’inizio degli anni sessanta abbiamo cominciato il nostro movimento contro l’Unione sovietica e contro il comunismo, nessuno di noi s’immaginava di vivere abbastanza a lungo per assistere al crollo del sistema. Ci vedevamo davanti un nemico molto potente: il KGB senza scrupoli che in qualsiasi momento poteva uccidere ognuno di noi. Tuttavia il punteggio è a nostro favore. Loro sono morti, noi viviamo. Sono convinto che le vostre probabilità  per combattere questi resti di sovietismo in Europa siano di gran lunga migliori di quelle che avevamo noi, quarant’anni fa.

Corsi e ricorsi storici, appunto.

stal.

Quando l’ineffabile prodino , tra un bofonchiamento ,un rutto e un peto, parlò di “organizzare la felicità“, al sottoscritto queste parole suonarono come già sentite…

Cominciai a cercare tra i miei libri (perchè era appunto una cosa che mi sembrava di aver letto, più che sentito) e trovai questo manifesto sul secondo volume di “Arcipelago GuLag” di Solzenicyn, un libro ancora all’indice.

Notare che questo manifesto furoreggiava nel periodo del “terrore silenzioso”, quello in cui la gente semplicemente spariva per venire ingoiata nel sistema concentrazionistico sovietico….

lungi da me attribuire a prodino la statura morale di uno stalin (cioè qualcosa tra il burocrate imbecille e la sanguisuga) ma perlomeno mi sembra che ci sia una certa affinità, ovvero il credere che il bene sia qualcosa che lui pensa che sia il bene , soprattutto per gli altri….

un mau storicizzante

Le vittime italiane dei gulag di Tito

Questo articolo è il seguito di quelli già fatti sui gulag comunisti, buona lettura

Premessa

-Giuseppe Spano aveva 24 anni e molta fame. In poco più di un mese aveva perso oltre 20 chili ed era diventato pelle e ossa. Quel 14 giugno 1945 non resistette e rubò un po’ di burro. Fu fucilato al petto per furto.
-Ferdinando Ricchetti aveva 25 anni ed era pallido, emaciato. Il 15 giugno 1945 si avvicinò al reticolato per raccogliere qualche ciuffo d’erba da inghiottire. Fu fucilato al petto per tentata fuga.
-Pietro Fazzeri aveva 22 anni e la sua fame era pari a quella di centinaia di altri compagni. Ma aveva paura di rubare e terrore di avvicinarsi al reticolato. Il 15 luglio 1945 morì per deperimento organico.
In quale campo della morte sono state scritte queste storie? A Dachau, a Buchenvald oppure a Treblinka? No, siamo fuori strada: da uno di questi lager di Tito.
Borovnica, Skofja Loka, Osseh. E ancora Stara Gradiska, Siska, e poi Goh Otok, l’Isola Calva. Pochi conoscono il significato di questi nomi. Dachau e Buchenvald sono certamente più noti, eppure sono la stessa cosa. Solo che i primi erano in Jugoslavia e gli internati erano migliaia di italiani, deportati dalla Venezia Giulia alla fine del secondo conflitto mondiale e negli anni successivi, a guerra finita, durante l’occupazione titina.

I deportati dimenticati in nome della politica “atlantica”

Una verità negata sempre, per ovvi motivi, dal regime di Belgrado, ma inspiegabilmente tenuta nascosta negli archivi del nostro ministero della Difesa. Oggi il Borghese è entrato in possesso dei documenti segreti che, oltre a fornire l’ennesima prova dell’Olocausto italiano sui confini orientali, sono un terribile atto di accusa non solo nei confronti di Tito, ma soprattutto verso tutti i governi che si sono succeduti dal 1945 in poi. Partendo da quello di Alcide De Gasperi e Palmiro Togliatti, per finire con gli ultimi di Silvio Berlusconi., Lamberto Dini e Romano Prodi. Perchè nessuno ha parlato? Perché nessuno ha tolto il segreto ai documenti che provano (con tanto di fotografie) il massacro e le torture di migliaia di italiani? Semplice: la verità è stata sacrificata alla ragion di Stato. Vediamo perché.

Belgrado, nell’immediato dopoguerra, si avvia sulla strada dello strappo con Mosca ed il nascente blocco occidentale vuole a ogni costo che quel divorzio si consumi. Ma il costo l’ha pagato solo il nostro Paese il cui governo, per codardia, accetta supinamente di sacrificare sull’altare della politica atlantica migliaia di giuliani, istriani, fiumani, dalmati. Colpevoli solo di essere italiani.

“Condizioni degli internati italiani in Jugoslavia con particolare riferimento al campo di Borovnica (40B-D2802) e all’ospedale di Skofjia Loka (11-D-2531) ambedue denominati della morte” titola il rapporto del 5 ottobre 1945, con sovrastampato “Segreto”, dei Servizi speciali del ministero della Marina. Il documento, composto di una cinquantina di pagine, contiene le inedite testimonianze e le agghiaccianti fotografie dei sopravvissuti, accompagnate da referti medici e dichiarazioni dell’Ospedale della Croce Rossa di Udine, in cui questi ultimi erano stati ricoverati dopo la liberazione, e da un elenco di prigionieri deceduti a Borovnica. Il colonnello medico Manlio Cace, che in quel periodo ha collaborato con la Marina nel redigere la relazione che, se non è stata distrutta, è ancora gelosamente custodita negli archivi del ministero della Difesa, lasciò fotografie e copia del documento al figlio Guido, il quale lo ha consegnato alle redazioni del Borghese e di Storia Illustrata.

Orrore: il carabiniere Damiano Scocca, classe 1921 fotografato all’ospedale di Udine nell’agosto del 1945 dopo la liberazione dal lager jugoslavo.

 

Manca il cibo ma abbondano le frustate.

“Le condizioni fisiche degli ex internati”, premette il rapporto, “costituiscono una prova evidente delle condizioni di vita nel campi Jugoslavi ove sono ancora rinchiusi numerosi italiani, molti dei quali possono rimproverarsi solamente di aver militato nelle fila dei partigiani di Tito in fraterna collaborazione con i loro odierni aguzzini…”

Ai primi di maggio del ’45, dopo la capitolazione tedesca, i partigiani di Tito controllano l’intera Istria, giungendo a Trieste e Gorizia prima degli anglo-americani. Sono i giorni del terrore, del calvario delle foibe, ma anche dell’altra terribile faccia della “pulizia etnica”: le deportazioni. Sono migliaia gli italiani internati nei lager jugoslavi e poche centinaia faranno ritorno a casa, dopo aver subito terribili sofferenze.

“Il vitto era pessimo e insufficiente”, racconta nel rapporto il carabiniere Damiano Scocca, 24 anni, preso dai titini il 1° marzo 1945 nella caserma del Cln di Trieste, “e consisteva in due pasti giornalieri composti da due mestoli di acqua calda con poca verdura secca bollita… A Borovnica non si faceva economia di bastonate; durante il lavoro sul ponte ferroviario nelle vicinanze del campo chi non aveva la forza di continuare a lavorare vi veniva costretto con frustate … “.

Il soldato Elio Sandri fotografato all’ospedale di Udine.

“…Durante tali lavori”, afferma il finanziere Roberto Gribaldo, in servizio alla Legione di Trieste e “prelevato” il 2 maggio, “capitava sovente che qualche compagno in seguito alla grande debolezza cadesse a terra e allora si vedevano scene che ci facevano piangere. lì guardiano, invece di permettere al compagno caduto di riposarsi, gli somministrava ancora delle bastonate e tante volte di ritorno al campo gli faceva anche saltare quella specie di rancio”.
Le mire di Tito sul finire del conflitto sono molto chiare: ripulire le zone conquistate dalla presenza italiana e costituire la settima repubblica jugoslava annettendosi la Venezia Giulia e il Friuli orientale fino al fiume Tagliamento.

Il soldato Mario Palmarin (estate 1945).

Notare il particolare del braccio

martoriato (a destra).

Antonio Garbin, classe 1918, é soldato di sanità a Skilokastro, in Grecia. L’8 settembre 1943 viene internato dai tedeschi e attende la “liberazione” da parte delle truppe jugoslave a Velika Gorica. Ma si accorge presto di essere nuovamente prigioniero. “Eravamo circa in 250. Incolonnati e scortati da sentinelle armate che ci portarono a Lubiana dove, dicevano, una Commissione apposita avrebbe provveduto per il rimpatrio a mezzo ferrovia. Giunti a Lubiana ci avvertirono che la commissione si era spostata…”. I prigionieri inseguono la fantomatica commissione marciando di città in città fino a Belgrado.

Prigionieri uccisi perché incapaci di rialzarsi.

“In 20 giorni circa avevamo coperto una distanza di circa 500 chilometri, sempre a piedi”, racconta ancora Garbin ai Servizi speciali della Marina italiana. “La marcia fu dura, estenuante e per molti mortale. Durante tutto il periodo non ci fu mai distribuita alcuna razione di viveri. Ciascuno doveva provvedere per conto proprio, chiedendo un pezzo di pane ai contadini che si incontravano… Durante la marcia vidi personalmente uccidere tre prigionieri italiani, svenuti e incapaci di rialzarsi. I morti però sono stati molti di più… Ci internarono nel campo di concentramento di Osseh (vicino Belgrado, ndr). Avevamo già raggiunto la cifra di 5 mila fra italiani, circa un migliaio, tedeschi, polacchi, croati…”.
Chi appoggia Tito nel perseguire il suo obiettivo di egemonia sulla Venezia Giulia? Naturalmente il leader del Pci Palmiro Togliatti, che il 30 aprile 1945, quando i partigiani titini sono alle porte di Trieste, firma un manifesto fatto affiggere nel capoluogo giuliano:

Lavoratori di Trieste, il vostro dovere è accogliere le truppe di Tito come liberatrici e di collaborare con loro nel modo più assoluto“.

A confermare che la pulizia etnica é continuata anche a guerra finita sono le affermazioni di Milovan Gilas, segretario della Lega comunista jugoslava, che, in un’intervista di sei anni fa a un settimanale italiano, ammette senza giri di parole: “Nel 1946 io ed Edvard Kardelj andammo in Istria a organizzare la propaganda anti-italiana… bisognava indurre gli italiani ad andare via con pressioni di ogni tipo. Cosi fu fatto”.

Il soldato Mario Cena,

classe 1924.

Skofja Loka, l’ospedale chiamato “cimitero”.

E nei campi di concentramento finiscono anche i civili, come Giacomo Ungaro, prelevato dai titini a Trieste il 10 maggio 1945. “Un certo Raso che attualmente trovasi al campo di Borovnica”, è la dichiarazione di Ungaro, “per aver mandato fuori un biglietto è stato torturato per un’intera nottata; è stato poi costretto a leccare il sangue che perdeva dalla bocca e dal naso; gli hanno bruciacchiato il viso e il petto così che aveva tutto il corpo bluastro. Sigari accesi ci venivano messi in bocca e ci costringevano ad ingoiarli”.
I deperimenti organici, la dissenteria, le infezioni diventano presto compagni inseparabili dei prigionieri. “…Fui trasferito all’ospedale di Skotja Loka. Ero in gravissime condizioni”, è il lucido resoconto del soldato di sanità Alberto Guarnaschelli, “ma dovetti fare egualmente a piedi i tre chilometri che separano la stazione ferroviaria dall’ospedale. Eravamo 150, ammassati uno accanto all’altro, senza pagliericcio, senza coperte. Nella stanza ve ne potevano stare, con una certa comodità, 60 o 70. Dalla stanza non si poteva uscire neppure per fare i bisogni corporali. A tale scopo vi era un recipiente di cui tutti si dovevano servire. Eravamo affetti da diarrea, con porte e finestre chiuse. Ogni notte ne morivano due, tre, quattro. Ricordo che nella mia stanza in tre giorni ne morirono 25. Morivano e nessuno se ne accorgeva…”.

il soldato Ezio Vito.

“Non dimenticherò mali maltrattamenti subiti”, è la testimonianza del soldato Giuseppe Fino, 31 anni, deportato a Borovnica ai primi di giugno 1945, “le scudisciate attraverso le costole perché sfinito dalla debolezza non ce la facevo a lavorare. Ricorderò sempre con orrore le punizioni al palo e le grida di quei poveri disgraziati che dovevano stare un’ora o anche due legati e sospesi da terra; ricorderò sempre con raccapriccio le fucilazioni di molti prigionieri, per mancanze da nulla, fatte la mattina davanti a tutti…”.
“Le fucilazioni avvenivano anche per motivi futili…”, scrive il rapporto segreto riportando il racconto dei soldati Giancarlo Bozzarini ed Enrico Radrizzali, entrambi catturati a Trieste il 1° maggio 1945 e poi internati a Borovnica.

Per ore legati ad un palo con il filo di ferro.

«La tortura al palo consisteva nell’essere legato con filo di ferro ad ambedue le braccia dietro la schiena e restare sospeso a un’altezza di 50 cm da terra, per delle ore. Un genovese per fame rubò del cibo a un compagno, fu legato al palo per più di tre ore. Levato da quella posizione non fu più in grado di muovere le braccia giacché, oltre ad avere le braccia nere come il carbone, il filo di ferro gli era entrato nelle carni fino all’osso causandogli un’infezione. Senza cura per tre giorni le carni cominciarono a dar segni di evidente materia e quindi putrefazione. Fu portato a una specie di ospedale e precisamente a Skoija Loka. Ma ormai non c’era più niente da fare, nel braccio destro già pul­lulavano i vermi… Al campo questo ospedale veniva denominato il Cimitero…»

Antonio Foschi

visto di spalle.

Nel lager di Borovnica furono internati circa 3 mila italiani, meno di mille faranno ritorno a casa. A questi ultimi i soldati di Tito imposero di firmare una dichiarazione attestante il «buon trattamento» ricevuto. «I prigionieri (liberati, ndr) venivano diffidati a non parlare», racconta ancora Giacomo Ungaro, liberato nell’agosto 1945 «e a non denunziare le guardie agli Alleati perché in tal caso quelli che rimanevano al campo avrebbero scontato per gli altri».

Il bersagliere

Gino Santamaria.

I principali sistemi di tortura.

Per conoscere gli orrori di un campo di concentramento titino è opportuno riassumere i vari tipi di punizione, come emergono dai racconti dei sopravvissuti. La prima è la fucilazione decretata per la tentata fuga o per altri fatti ritenuti gravi da chi comanda il campo, il quale commina pena sommarie. Spesso il solo avvicinarsi al reticolato viene considerato un tentativo d’evasione. L’esecuzione avviene al mattino, di fronte a tutti gli internati.
C’è poi il “palo” che è un’asta verticale con una sbarra fissata in croce: ai prigionieri vengono legate le braccia con un fil di ferro alla sbarra in modo da non toccare terra con i piedi. Perdono così l’uso degli arti superiori per un lungo tempo se la punizione non dura troppo a lungo. Altrimenti per sempre.
Altra pena è il “triangolo” che consiste in tre legni legati assieme al suolo a formare la figura geometrica al centro della quale il prigioniero è obbligato a stare ritto sull’attenti pungolato dalle guardie finché non sviene per lo sfinimento.
Infine, c’è la “fossa“, una punizione forse meno violenta ma sempre terribile, che consiste in una stretta buca scavata nel terreno dell’esatta misura di un uomo. Il condannato, che vi deve rimanere per almeno mezza giornata, non ha la possibilità né di piegarsi né di fare alcun movimento.

Uno dei tanti militari internati nei campi di concentramento titini.

QUESTO ERA IL TRATTAMENTO CHE I PACIFICI COMUNISTI RISERVAVANO AI PRIGIONIERI NEI LORO LAGER!

Queste persone, questi martiri, non hanno avuto (stranamente) una Anna Frank o un Primo Levi che li ricordasse, che testimoniasse l’orrore dei campi di concentramento comunisti. Alle vittime dei Nazisti non manca un solo quartiere che non abbia una strada a loro dedicata.
Le vittime dei regimi Comunisti passano da sempre inosservate… E già, Anna Frank e Primo Levi erano ebrei, quindi le vittime delle guerre sono sempre e unicamente loro: gli ebrei.
Le foto che seguono sono la testimonianza che le Stragi e le Deportazioni di massa, ad opera dei post-titini (Milosevic per citare il nome più conosciuto), esistono ancora:

massac1.jpg (85789 byte)

RICORDATEVI: NON C’E’ STATA SOLO AUSCHWITZ

Articolo tratto da : Musagetenero