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La scomparsa dei cristiani in Medio Oriente

Pezzo in lingua originale inglese: Disappearing Christians in the Middle East

Il trasferimento dei poteri su Betlemme da Israele all’Autorità palestinese, poco prima del Natale 1995, ispirò una serie di articoli [1] sul calo della presenza cristiana a Betlemme. In questi articoli si rileva che in un luogo in cui non molto tempo fa si registrava la presenza dell’80 per cento di cristiani, oggi solo un terzo degli abitanti è di fede cristiana. Per la prima volta in quasi due millenni, la città che rappresenta la culla del cristianesimo non è più a maggioranza cristiana. E lo stesso dicasi per altre due città come Nazareth e Gerusalemme. A Nazareth, i cristiani sono passati dal 60 per cento del 1946 al 40 per cento nel 1983. Nel 1922, i cristiani di Gerusalemme superavano di poco i musulmani (15.000 contro 13.000); [2] oggi, essi costituiscono meno del 2 per cento dell’intera popolazione urbana.

La situazione non è diversa in altre zone di Israele. Un pezzo riguardante Turan, un villaggio della Galilea, riporta quanto asserito da un commerciante cristiano: “La maggior parte dei cristiani se ne andrà presto da qui, non appena riusciremo a vendere le nostre case e i nostri negozi. Non possiamo più vivere tra questa gente [i musulmani]”.[3] Un giornalista trae le seguenti conclusioni: “La comunità cristiana in Cisgiordania è in via di estinzione”.[4]

Ed anche i territori che rientrano nello Stato di Israele devono fare i conti con questa situazione. I cristiani stanno abbandonando tutto il Medio Oriente. Il processo migratorio ebbe inizio subito dopo la Prima guerra mondiale, per poi subire un incremento lo scorso decennio. Nel 1920, in Turchia, i cristiani erano 2 milioni, oggi se ne contano solo poche migliaia. Il problema è così preoccupante che il Patriarcato ortodosso di Istanbul rischia di sparire per la mancanza di un adeguato numero di candidati. Prima dell’inizio di questo secolo i cristiani costituivano circa un terzo della popolazione siriana; oggi, sono meno del 10 per cento. Nel 1932, essi costituivano il 55 per cento della popolazione libanese; oggi, la loro percentuale è inferiore al 30 per cento. Più della metà dei cristiani ha abbandonato l’Iraq. Dopo la rivoluzione del 1952, i copti presero massicciamente a lasciare l’Egitto.

Sono due le principali cause del declino della popolazione cristiana: l’emigrazione e il calo demografico.

L’Emigrazione rappresenta la fine di un lungo processo di esclusione e persecuzione. In Cisgiordania, il problema risiede in un pressoché costante boicottaggio degli esercizi commerciali gestiti da cristiani da parte dei musulmani. In Egitto, i fondamentalisti musulmani prendono costantemente di mira i cristiani. In sintesi, la guerra civile libanese del 1975-90 fu un tentativo fruttuoso da parte dei musulmani di ridurre il potere esercitato dai cristiani nel paese. Ma la situazione di gran lunga peggiore è quella del Sudan, dove la guerra civile scatenatasi a partire dal 1956 ha portato a delle atrocità di massa.

In tutta la regione si può rilevare un calo demografico. Ad esempio, in Israele il tasso di natalità tra i musulmani si attesta al 37 per mille e tra i cristiani a un mero 22 per mille. [5] Inoltre, un piccolo numero di cristiani arriva a sposare dei musulmani, il che di fatto significa che essi perdono i contatti con la loro comunità.

Andando avanti di questo passo, i 12 milioni di cristiani oggi presenti in Medio Oriente nel 2020 saranno probabilmente scesi a 6 milioni. Col passare del tempo, i cristiani finiranno per sparire dalla regione come forza culturale e politica. Come riportato da un articolo “vivono più palestinesi a Bayt Jala in Cile che nella stessa Bayt Jala [in Cisgiordania]”. [6] Perfino il Principe El-Hassan bin Talal ravvisa tale problema poiché “vi sono oggi più cristiani di Gerusalemme (…) che vivono a Sidney, in Australia, piuttosto che nella stessa Gerusalemme”.

Per parecchi anni, il mondo esterno non ha prestato molta attenzione alla difficile situazione in cui versano i cristiani del Medio Oriente. Coloro che in passato avevano preso a cuore i loro interessi – i governi britannico, francese, russo e greco, come pure il Vaticano – hanno distolto lo sguardo dai problemi attuali.

Di recente, però, delle organizzazioni americane hanno sposato la causa dei cristiani perseguitati nel mondo, in particolar modo nel mondo musulmano e nei paesi comunisti. Ovunque, in America vi sono segnali a riguardo. Il Senato americano conduce udienze su questo argomento [7] e nel 1999 il Dipartimento di Stato ha iniziato a pubblicare studi sulla persecuzione religiosa nel mondo attraverso l’Annual Report on International Religious Freedom. Un politico di spicco ha proposto che la città di New York non acquisti merci dalle grandi imprese che intrattengono rapporti commerciali coi paesi in cui i cristiani sono perseguitati. [8] Una schiera di organizzazioni [9] e di individui [10] si occupano di questo problema.

Ciò è tanto di guadagnato perché portare l’attenzione internazionale e americana verso questa triste situazione potrebbe essere un significativo passo per apportare miglioramenti. Ma nessuno di questi gruppi è esperto di Medio Oriente o islam. Per contribuire a fornire ad essi e ad altri ragguagli in merito, il Middle East Quarterly dedica una particolare attenzione alla questione della scomparsa dei cristiani dal Medio Oriente.

[1] Si veda ad esempio: Andrew Aciman, “In the Muslim City of Bethlehem”, The New York Times Magazine, Dec. 24, 1995, e Sue Fishkoff, “A Prayer in Bethlehem”, The Jerusalem Post International Edition, Dec. 30, 1997.
[2] Anglo-American Commettee of Inquiry, A Survey of Palestine (reprinted, Washington: Institute for Palestine Studies, 1991), vol.1, p.148.
[3] The Jerusalem Report, July 10, 1997.
[4] David Rosenberg, “The Christian Exodus”, The Jerusalem Report, Nov. 15, 1990.
[5] The Jerusalem Report, Dec. 26, 1991; cfr. Abraham Ashkenasi, Palestinian Identities and Preferences: Israel’s and Jerusalem’s Arabs (New York: Praeger, 1992), p. 46.
[6] Ha’aretz, Aug. 12, 1994.
[7] Per gli estratti della testimonianza resa da Steven Coffey, cfr. Middle East Quarterly, Sept. 1997, pp. 77-80.
[8] The New York Times, June 15, 1997.
[9] Tra esse spiccano: Christian Solidarity International, la Coalition for the Defence of Human Rights under Islamization, Freedom House, la International Fellowship of Christians and Jews, il Puebla Institute of Freedom House, e il Rutherford Institute.
[10] In particolar modo: Sam Brownback, Michael Horowitz, A. M. Rosenthal, Arlen Specter, Frank Wolf e Bat Ye’or

Aggiornato al 17 dicembre 2006: Secondo un articolo apparso nel Daily Mail di Londra, “O città musulmana di Betlemme…” la città natale di Gesù ha visto sempre più diminuire la proporzione della sua popolazione cristiana passando “dall’85 per cento nel 1948 al 12 per cento dei suoi 60.000 abitanti nel 2006. Ci sono dei rapporti sulle persecuzioni religiose, sotto forma di omicidi, percosse e appropriazioni di terreni”.

Aggiornato al 22 dicembre 2006: In un articolo titolato “Tutti i membri del mio personale sono stati uccisi in chiesa: sono scomparsi”, il Times di Londra pubblica un grafico tratto dal sito web DanielPipes.org:

1472811441-7231-largeIl crollo delle popolazioni cristiane in Medio Oriente: dal sito web DanielPipes.org.

Aggiornato al 31 marzo 2007: La stessa storia in Libano:

In un sondaggio che verrà pubblicato il mese prossimo in esclusiva sul The Sunday Telegraph, quasi la metà della popolazione di tutti i maroniti, la più vasta confessione cristiana nel Paese, afferma di aver preso in considerazione la possibilità di emigrare. Di questi, oltre 100.000 hanno presentato domanda di visto alle ambasciate straniere. Il loro esodo potrebbe avere un effetto devastante sul Paese, privandolo di una minoranza influente che agisce da importante contrappeso alle forze dell’estremismo islamico. Circa 60.000 cristiani hanno già abbandonato il Libano da quando la scorsa estate è scoppiata la guerra tra Israele e Hezbollah.

Aggiornato al 4 dicembre 2007: In un’intervista al Jerusalem Post, Justus Reid Weiner del Jerusalem Center for Public Affairs si dice molto pessimista in merito al futuro dei cristiani che vivono sotto l’Autorità palestinese. Egli prevede che, se non si farà qualcosa rapidamente, nell’arco di 15 anni non ci saranno più comunità cristiane nei territori palestinesi. “I leader cristiani sono costretti ad abbandonare i loro discepoli alle forze dell’Islam radicale”.

 

di Daniel Pipes
Middle East Quarterly
Inverno 2001

Gli USA prima potenza petrolifera

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Gli Stati Uniti diverranno nei prossimi anni i maggiori produttori mondiali di petrolio e gas, materie prime di cui saranno presto anche esportatori.
La notizia, destinata a modificare radicalmente gli equilibri geopolitici internazionali e probabilmente la percezione stessa dell’America nel mondo, è stata ufficializzata dal recente rapporto World Energy Outlook redatto dall’Agenzia Internazionale dell’Energia. “Il Nord America è in prima linea di una trasformazione radicale della produzione di petrolio e gas che interesserà tutte le regioni del mondo“ ha dichiarato il direttore esecutivo dell’AIE, Maria van der Hoeven.
L’analisi evidenzia il culmine di un mutamento che in vent’anni ha visto Washington passare dal top della classifica mondiale dei consumatori di energia e importatori di petrolio al primo posto tra i produttori, anticamera della piena autosufficienza energetica.
I primi a vedersi sorpassare dagli americani saranno i russi che nel 2015 scenderanno al secondo posto tra i produttori mondiali di gas ma due anni dopo toccherà ai sauditi perdere il primato tra i produttori di greggio.
“Attorno al 2017, gli Stati Uniti diventeranno il principale produttore di petrolio, superando l’Arabia Saudita – ha sottolineato Fatih Birol, economista dell’agenzia.
Le previsioni indicano che nel 2030 gli Stati Uniti produrranno petrolio sufficiente a soddisfare il fabbisogno interno e ne diventeranno esportatori.
A premiare gli sforzi statunitensi sul fronte energetico non contribuiscono solo l’aumento della produzione interna e le tecniche estrattive improntate alla massima efficienza ricavando il metano dalle argille (shale gas) e combinando la perforazione orizzontale con la fratturazione idraulica.
Anche le politiche di contenimento dei consumi e l’adozione di misure concrete per il risparmio energetico e lo sviluppo di biocarburanti per veicoli e aerei contribuiscono a ridurre il fabbisogno e la dipendenza dalle importazioni.
I dati di oggi rivelano la tendenza definita dal rapporto: nei primi nove mesi di quest’anno  gli Stati Uniti hanno estratto circa 6,2 milioni di barili di greggio, 1,2 milioni in più del 2008.
“Nel 2011, per la prima volta dal 1949, gli Stati Uniti sono divenuti esportatori netti di prodotti raffinati, mentre la dipendenza dalle importazioni di petrolio greggio ha conosciuto un’inattesa inversione, scendendo in cinque anni dal 60 al 42 per cento grazie all’aumento della produzione (20 per cento dal 2008) e al declino dei consumi dopo il picco toccato nel 2007 ” ha scritto su “Affari Internazionali”  Alberto Clò, professore ordinario di Economia industriale all’Università di Bologna e Direttore della Rivista Energia.
“L’aumento della produzione di shale gas, salita al 40% della complessiva offerta, ha reso il paese sostanzialmente indipendente, creando oltre un milione di posti di lavoro e generando un surplus d’offerta che ha fatto crollare i prezzi interni del metano a livelli 3-4 volte inferiori a quelli del 2008 e a quelli oggi praticati in Europa” ha aggiunto Clò.”
La produzione americana di greggio è prevista aumentare entro il 2020 da 9,0 sino a quasi 16,0 milioni barili/giorno e quella di gas metano da 575 sino a 709 miliardi metri cubi nel 2030.
Citigroup ne stima il complessivo impatto incrementale sulla ricchezza americana nell’ordine di 2-3 punti percentuali, con un drastico taglio dell’energy bill con l’estero, che conta per oltre la metà delle complessive importazioni; un ulteriore rafforzamento del dollaro; forte crescita dell’industria e dell’occupazione.”
Nello stesso periodo in cui gli Stati Uniti raggiungeranno la piena autosufficienza energetica, l’AIE prevede che l’Asia continui a sostenere la domanda globale di petrolio, destinata a crescere di 7 milioni di barili al giorno entro il 2020 e a raggiungere i 100 milioni di barili al giorno nel 2035 contro  gli 87 milioni di barili del 2011.
I cambiamenti sul mercato dell’oro nero indicati dall’agenzia non riguardano solo gli Stati Uniti. L’Iraq ad esempio è destinato ad aumentare del 45 per cento la sua produzione entro il 2035 superando la Russia per livello di esportazioni.
Difficile valutare l’impatto sui prezzi poiché i fattori che lo determinano possono variare rapidamente e non dipendere solo dal nuovo ruolo degli Stati Uniti,  ma secondo l’AIE il costo del greggio salirà dai 108 dollari al barile di oggi a circa 125 dollari  (in termini di valore costante al netto dell’inflazione, pari a 215 dollari in termini reali) anche se negli ultimi tempi gli sbalzi sono stati vertiginosi: da un dollaro e mezzo al barile del 1970 agli 8 dollari del 1974,  dai 147 dollari del 2008 ai 50 dell’anno successivo.
Le stime sui prezzi dei prossimi 20 anni non tengono conto infatti delle variabili rappresentate da conflitti e tensioni nelle aree di maggior produzione di petrolio e gas che, dal Medio Oriente all’Asia Centrale all’Africa, sono in buona parte ben poco stabili o già destabilizzate.
Sui prezzi dipenderà inoltre il mantenimento di accordi tra i produttori come quelli in vigore oggi nell’ambito dell’Organizzazione dei Paesi produttori di petrolio (OPEC) o quello stipulato tra Stati Uniti e Arabia Saudita per garantire stabilità nelle forniture e nei prezzi ai mercati internazionali.
Il primato statunitense potrebbe cambiare radicalmente gli equilibri del mercato energetico portando i produttori a dirigere i flussi sempre di più verso l’Asia che con i suoi colossi economici e industriali avranno sempre più bisogno di energia.
L’AIE valuta che Cina, India e Medio Oriente assorbiranno oltre il 60 per cento dell’aumento del fabbisogno di energia nei prossimi anni. Un processo del resto previsto da tempo e in parte già in atto mentre il ruolo degli Stati Uniti tra i produttori di gas e petrolio potrebbe rendere più improbabile il distacco delle quotazioni energetiche dal dollaro propugnato oggi da Iran e Cina.
Al di là dell’impatto benefico sull’economia nazionale e sulla bilancia dei pagamenti, l’autonomia energetica potrebbe influire pesantemente sulle priorità strategiche di Washington e sulla percezione e difesa dei suoi interessi nazionali.

L’occidente si arrende ai jihadisti

primavera-arabaE’ sotto gli occhi di tutti il cambiamento portato dalle cosiddette primavere arabe, alle quali l’Occidente, con l’Unione europea in prima fila, ha contribuito.
Quanta libertà, democrazia e tolleranza religiosa ci sono nel nuovo Egitto?
E in Tunisia, dove sarebbe in atto una campagna di islamizzazione del Paese svelata da un’intercettazione, in cui il leader del partito al governo  incoraggia i fondamentalisti salafiti a fondare radio, tv e scuole coraniche?
E in Libia, dove hanno trucidato l’ambasciatore americano e continuano a uccidere o a imprigionare per motivi politici o religiosi? Verificato sul campo il fallimento del progresso democratico in questi Paesi, perché mai dovremmo favorire, magari con un impegno militare,il rovesciamento del regime siriano?
In Europa continuano a sparlare di diritti umani e di un ipotetico cammino verso la libertà. E fanno finta di non vedere quello che accade sull’altra sponda del Mediterraneo.
La Siria è stata definita un paese canaglia per il suo sostegno e la sua nefasta influenza sul Libano degli hezbollah, sugli integralisti palestinesi di Hamas e per l’abbraccio mortale con l’Iran. D’accordo, ma lasciateci essere un po’ scettici sul futuro di una ”Damasco liberata”.
Non vorremmo abbracciare le tesi della Russia, che ha notevoli interessi economici e strategici in questa delicata area, ma visto l’epilogo delle “primavere” non possiamo certo chiudere gli occhi.
Assad è un dittatore e la repressione del regime è sanguinosa? Bella scoperta. Ma guardiamo in faccia la realtà: era meglio l’Egitto di Mubarak o quello di oggi?
Era meglio la Tunisia di Ben Ali o quella di oggi?
Era meglio la Libia di Gheddafi o quella di oggi?
E quando diciamo meglio, lo intendiamo sia per le popolazioni sia per i riflessi sul nostro Paese e sull’Europa. E non è solo una questione di libertà religiosa.
Sia in Siria sia negli altri regimi arabi caduti, le minoranze religiose, come quella cristiana, erano tutelate. Ora non più. Quindi c’è poco da sbraitare contro le dittature arabe, perché sono proprio quelle dittature che, finché ci ha fatto comodo, hanno garantito la stabilità nel Mediterraneo.
Quello che ci fa sorridere è la posizione della diplomazia italiana e del nostro ministro Giulio Terzi, che auspica una convergenza di Mosca sulle posizioni europee.
La Russia, come sappiamo, considera le primavere arabe un segno di instabilità regionale e non un passo verso la democrazia. Possiamo darle torto?
Ma Terzi, di cui ricordiamo l’incisivo contributo per la liberazione dei nostri marò prigionieri in India (sono ancora là dopo otto mesi), si dà la risposta da solo: “C’è un rischio jihad nel Nord Africa. Queste formazioni si sono avvantaggiate dalla diminuita capacità di controllo di alcuni paesi.” Chissà chi ha contribuito a diminuirla. E ancora: “Il rischio al-Qaeda c’è.”
Come in Siria, dove non solo è preponderante la componente fondamentalista, ma c’è anche una forte presenza di qaedisti tra gli insorti.
Le cancellerie europee perciò hanno poco da meravigliarsi se la Russia sia poco propensa a consegnare Damasco agli integralisti incontrollabili. Un epilogo, poi, che dovrebbe preoccupare anche Israele. Certo, la Siria di Assad è per Gerusalemme un nemico acerrimo, con cui non è mai riuscita a firmare un trattato di pace. Ma è meglio avere alla porta un nemico che conosci o un nemico imprevedibile?

di Riccardo Pelliccetti

Desideri

junio valerio borghese
Comandante Junio Valerio Borghese

Lista dei libri che mi piacerebbe avere

“I Mezzi D’assalto ” Anno2001 (Uff.Storico Marina Militare)
“La Mia Avventura A Ivrea” Anno 2003 Di Mario Giglio (Stampacolor)
“90 Uomini In Fila Allineati Sul Mirino Della 37 ” Anno1989 Di Sergio Bozza (Greco E Greco)
“Affondate Borghese” Anno1991 Di Angelo Faccia (Associazione Culturale Uno Dicembre Di Perugia)
“All’ultimo Quarto Di Luna” Anno 2005 Di Luigi Romersa (Mursia)
“Attivita’ In Mar Nero E Lago Ladoga” Anno 1972 (Uff.Storico Marina Militare)
“Battaglione Lupo 1943-45” Anno 2002 Di Guido Bonvicini (Ed. Del Senio)
“Breve Sogno “Anno 2005 Di Franco Martinelli (Liguori Editore)
“Breve Storia Dei Siluri A Lenta Corsa” Anno2002 (Uff.Storico Marina Militare)
“Buscando Per Mare Con La Decima Mas” Anno 2001 Di Luciano Barca (Editori Riuniti)
“Come La Fenice” Anno 2003 Di Perissinotto-Panzarasa (Ed. Lupo)
“Con Il Barbarigo A Nettuno” Anno 2005 Di Luciano Luci Chiariti ( Effepi)
“Dalla X Mas Alla Rivolta Di Algeri” Anno 2002 Di Franco Grazioli (Settimo Sigillo)
“Decima Flottiglia Mas” Anno 2005 Di J.V. Borghese (Lo Scarabeo)
“Decima Flottiglia Nostra” Anno 2001 Di Sergio Nesi (Mursia)
“Decima Marinai Decima Comandante” Anno 2002 Di Guido Bonvicini (Mursia)
“Decima Mas.I Mezzi D’assalto Della Marina Italiana” Anno1995 (Italia Editrice)
“Decima|.Ennepi Si Raccontano” Anno 1997 Di Sergio Bozza (Greco E Greco)
“Diario Di Un Fascista Alla Corte Di Gerusalemme” Anno 2002 Di Fiorenzo Capriotti (Ed In Proprio)
“Due Della Decima” Anno 2002 Di Bedeschi-Maluta (Ed In Proprio)
“Fascisti Dopo Mussolini” Anno 1996 Di Mario Tedeschi (Settimo Sigillo)
“Fascisti Senza Mussolini” Anno 2006 Di Giuseppe Parlato (Il Saggio)
“Gli Arditi Del Mare” Anno 1934 Di Corrado Rossi
“Gli Assaltatori Del Mare” Anno 2002 Di Luis De La Sierra (Mursia)
“Guerra Negli Abissi” Anno 1998 Di Pietro Caporilli (Settimo Sigillo)
“I Fantasmi Di Nettunia” Anno 2000 Di Daniele Lembo (Settimo Sigillo)
“I Mezzi D’assalto Della X Flottiglia Mas 1940-1945″Anno 1991di Bagnasco-Spertini (Albertelli Editore)
“I Nuotaturi Paracadutisti” Anno? Di Armando Zarotti (Auriga)
“I Ragazzi Di Capo Bottero.Btg Risoluti Della X Flottiglia Mas” Anno 2007 (Novantico)
“I Reparti Speciali Italiani Nella Seconda Guerra Mondiale” Anno 2001 Di Luigi E. Longo (Mursia)
“I Vinti Di Salo'” Anno 1995 Di Ugo Franzolin (Settimo Sigillo)
“Il Battaglione Guastatori Alpini Valanga Della Decima Flottiglia Mas” Anno 2001 A Cura Di Raffaele Della Serra
“Il Bel Battaglione” Anno 2002 (C.D.L. Edizioni)
“Il Btg Risoluti Della X Mas” Anno1998 Di Pierfranco Malfettani (Novantico)
“Il Comandante Bardelli” Anno 2005 Di Andrea Lombardi (Effepi)
“Il Comandante Salvatore Todaro” Anno1970 Di Armando Boscolo ( G,Volpe Editore)
“Il Golpe Borghese” Anno 2006 Di Adriano Monti (Lo Scarabeo)
“Il Prigioniero Di Wanda” Anno 2002 Di Daniele Lembo (Ma.Ro)
“Il Principe Nero” Anno 2007 Di Greene-Massignani (Mondadori)
“Il Servizio Ausiliario Femminile Della Decima Mas” Anno 2003 Di Marino Perissinotto (Ermano Albertelli)
“Inseguendo Un Sogno.Noi,I Ragazzi Della Decima” Anno 2006 Di Walter Jonna (Ritter)
“Italia Uber Alles” Anno 2006 Di Lapo Mazza Fontana (Boroli Editore)
“Junio Valerio Borghese E La X Flottiglia Mas” Anno 2003 Di Mario Bordogna (Mursia)
“Junio Valerio Borghese.Un Principe,Un Comandante,Un Italiano” Anno2005 Di Sergio Nesi (Lo Scarabeo)
“La Decima Flottiglia Mas E La Venezia Giulia” Anno 2003 Di Sole De Felice (Settimo Sigillo)
“La Decima Mas” Anno 1984 Di Ricciotti Lazzero (Rizzoli)
“La Generazione Che Non Si E Arresa” Anno1993 Di Giorgio Pisano’ (C.D.L. Edizioni)
“La Guerra Nel Dopo Guerra In Italia” Anno 2007 Di Daniele Lembo (Ma.Ro)
“La Guerra Segreta Oltre La Linee” Anno 2001 Di Aldo Bertuzzi (Mursia)
“La Mia Decima Da Malta Alle Hawai” Anno2000 Di Fiorenzo Capriotti (Italia Editrice)
“La Repubblica Di Salo’| (Fascicolo)” Anno 1980 (Rizzoli-Corriere Della Sera)
“La Resistenza Fascista| .Fascisti E Agenti Speciali Dietro Le Linee” Anno 2004 Di Daniele Lembo (Ma.Ro)
“La Scelta” Anno 1990 Di Attilio Bonvicini (Edizioni Virgilio)
“Le Audaci Imprese Dei Mas” Anno 1931 Di Ettore Bravetta (Edizioni Agnelli Milano)
“Le Streghe Di Mare” Anno2003 Di Vittorio G. Rossi (Il Castello)
“Luigi Ferraro Un Italiano”Anno 2000 Di Gaetano”Nin㬔 Cafiero ( Edizioni Ireco)
“Maro Della Decima Flottiglia Mas” Anno 2002 Di P. Calamai N.Pancaldi M.Fusco (Lo Scarabeo)
“Maro’ Gli Ultimi Eroi” Anno 2005 Di Vito Bianchini Ciampoli (Lo Scarabeo)
“Mio Fratello Maro’ Della X” Anno 2004 Di Pier Domenico Rossi (Lo Scarabeo)
“Morte A Partita Doppia” Anno 2003 Di Ferrucio Buonaprole (Lo Scarabeo)
“Per L’onore” Anno 2003 Di Napoleone Bianchini Ciampoli (Settimo Sigillo)
“Questa E La Decima” Annio 2005 (Italia Living History Group)
“R.S.I.” Uniformi. Distintivi,Equipaggiamenti E Armi 1943-45″ Anno1989 Di Guido Rosignoli (Albertelli Editore)
“Rivisitando Storie Gia’ Note Di Una Nota Flottiglia” 1-2 Anno 2000 Di Sergio Nesi (Lo Scarabeo)
“Senio.Primavera 1945 ” Anno 1991 Si Sergio Bozza ( Greco E Greco)
“Si Bella E Perduta + Elenco Caduti Del Btg Barbarigo” Anno 2004 Di Mario Tedeschi (Tedeschi C. Ed.)
“Solo Per La Bandiera” Anno 2002 Di Nino Buttazzoni (Mursia)
“Sotto Tre Bandiere” Anno 2005 Di Giorgio Farotti (Effepi)
“Taranto.Fate Saltare Quel Ponte” Anno 2002 Di Daniele Lembo (Ma.Ro)
“Teseo Tesei E Gli Assaltatori Della Regia Marina” Anno 2006 Di Gianni Bianchi (Locman)
“Ufficio Stampa E Propaganda Della Decima Mas” Anno 2003 Di Pasca Piredda (Lo Scarabeo)
“Un Alcione Dalle Ali Spezzate” Anno 2003 Di Sergio Nesi ( Lo Scarabeo)
“Volontari Di Francia” Anno2006 Di Carlo Panzarasa (Ass Culturale Novecento)
“Missione Segreta Mar Nero” Di Renato Cepparo.Edizioni Istituto Europa 1972
“Odysseus” Di Alberto Fazio.Edizioni Occidentale 1997
Campo X Il Campo Dell’onore(Due Volumi)
Cento Uomini Contro Due Flotte.Di Virgilio Spigai Ristampa,Edizioni 2008
Colpo Di Stato Di Camillo Arcuri.Edizioni Bur 2004
Con Onore Per L’onore Di Giuseppe Rocco.Greco E Greco 1998
Decima Tarnova Di Giorgio Giombini, Antonio Delfino Editore 2006
Eroismo Italiano Sotto I Mari Di R.B. Nelli.De Vecchi Editore 1968
Fascist Criminal Camp Di Roberto Mieville.Tipografia L’artistica 2003
Fino Alla Fine Di Marino Perissinotto,Edizioni In Proprio1996
Gli Arditi Del Mare Di Marc’antonio Bragadin,Ministero Della Marina 1942
I Mezzi D’assalto Della Marina Italiana Di Alfredo Brauzzi.Rivista Marittima 1991
I Sommergibili Tascabili Italiani.Di Daniele Lembo
Il Bocia Va In Guerra Di Pierluigi Tajana.Edizioni Italia 2008
Il Campo Della Memoria Del Gen.Farotti.Edizioni Italia 2007
Il Gruppo Esplorante Della Divisione “San Marco” Nelle Langhe Durante La Rsi Di R.La Mura.Ritter Edizioni 2007
Il Mare Nel Bosco(Nuova Edizione) Di Luigi Del Bono.Edizioni Italia 2007
In Fuga Oltre L’himalaya.Elios Toschi
In Mediterraneo Potevamo Mettere In Ginocchio L’inghilterra Di Teucle Meneghini.Schena Editore 1999
Io Fascista Di Giorgio Pisano’.Edizioni Net 2003
La Beffa Di Buccari Di Gabriele D’annunzio,Edizioni Treves 1918
Landa Giudone Mas All’attacco Di Nino Bixio Lo Martire.Schena Editore 1986
Lo Sbarco Di Anzio.Di Ugo Franzolin
Lo Sprecato Di Raffaele La Serra,Marvia Edizioni1989
L’un Contro L’altri Armati.Di Nicola Rao
Operazione C3 (Seconda Edizione) Di Mariano Gabriele.Ufficio Storico Marina Militare 1997
Panerai Historia
Panerai Orologi Da Polso
Pirati E Corsari Del Xx Secolo Di M.Izzo,De Vecchi Editore 1972
Rapidi E Invisibili A Cura Di Alessandro Marzo Magno,Edizioni Il Saggiatore 2007
Rinascita A Cura Del Reparto Stampa Della X Flottiglia Mas.Associazione Culturale Novecento.2003
Salvatore Todaro.Di Gianni Bianchi
Scire’ Di Sergio Nesi.Lo Scarabeo 2007
Servizio Segreto Di Carla Costa.Edizioni Europa 1998
Torpedini Umane Di Marino Cassini,Edizioni Mursia 1971
Una Sola Era La Via Di Marino Perissinotto,Aurora Edizioni
Una Vita Per L’italia Di Rodolfo Graziani.Mursia 1998
Uomini Contro Navi Di Beppe Pegolotti.Edizioni Vallecchi 1967
X Mas Di Daniele Lembo.(War Set)

Il prezioso contributo dell’islam alla civiltà

Mappa delle conquiste e delle civiltà cancellate o distrutte dall’islam

Mappa delle civiltà cancellate o distrutte dall'islam
Mappa delle civiltà cancellate o distrutte dall’islam

segue da Terrorism

632 d C       Morte di Maometto (8 giugno)

632-634       Conquista araba della Mesopotamia e della Palestina

635              Conquista araba di Damasco

638              Conquista araba di Gerusalemme

642              Conquista araba di Alessandria d’Egitto

647              Conquista araba della Tripolitania

649              Inizio delle guerre sul mare e conquista di Cipro

652              Prima spedizione contro la Sicilia

667              Occupazione araba di Calcedonia (Anatolia)

669              Attacco a Siracusa

670              Attacco ai berberi e conquista del Maghreb

674-680       Primo assedio arabo di Costantinopoli

698              Gli arabi prendono Cartagine ai bizantini

700              Assalto arabo a Pantelleria

704              L’emiro Musa proclama la guerra santa nel Mediterraneo occidentale; infesta il Tirreno e assale la Sicilia

710              Attacco arabo a Cagliari

711              Sbarco arabo nella Spagna meridionale Inizia la conquista della penisola iberica

715-717       Secondo assedio arabo di Costantinopoli

720              Attacco alle coste della Sicilia

727-731       Aggressioni alle coste della Sicilia

738              Liutprando sconfigge gli arabi ad Arles

740              Primo sbarco in Sicilia di un esercito saraceno

753              Ulteriore sbarco in Sicilia

778              Il giorno 8 settembre, Franchi e Longobardi sconfiggono gli arabi a Sabart, sui Pirenei

806              I mussulmani occupano Tyana, in Anatolia, e avanzano fino ad Ankara. Ademaro, conte franco di Genova, combatte i saraceni in Corsica

812-813       I saraceni attaccano Lampedusa, la Sicilia, Ischia, Reggio Calabria, la Sardegna, la Corsica e Nizza

819              Nuovo attacco alla Sicilia

827              Il 14 giugno, sbarco in Sicilia di un esercito, per la conquista dell’isola

829              I saraceni sbarcano a Civitavecchia

830              I saraceni invadono la campagna romana e saccheggiano le basiliche di San Paolo e di San Pietro

831              A settembre, Palermo si arrende agli arabi

838              Attacco saraceno a Marsiglia

839              Incursioni saracene in Calabria, sbarco e conquista di Taranto

840              Scontro navale, davanti a Taranto, tra saraceni e veneziani, che non riescono a fermare l’attacco. Saccheggio di Cherso, del Delta del Po e di Ancona

841              Gli arabi si spingono nel Quarnaro e distruggono la flotta veneziana all’isola di Sansego

842              Il 10 agosto Bari viene conquistata e vengono saccheggiate le coste della Puglia e della Campania

843              L’emiro di Palermo scaccia i bizantini da Messina

844              I normanni sbarcano in Spagna e occupano Siviglia

846              Spedizioni saracene a Ponza e a Capo Miseno. Il 23 agosto, gli arabi sbarcano alla foce del Tevere, assediano Ostia, saccheggiano nuovamente le basiliche di San Pietro e di San Paolo e l’entroterra fino a Subiaco, assediando poi Roma. Ritiratisi, depredano Terracina, Fondi, e assediano Gaeta

849              I saraceni saccheggiano Luni e Capo Teulada, in Sardegna

850              Attacco arabo contro Arles

852-853       Assalto alle coste calabresi e campane

856              Incursioni arabe a Isernia, Canosa, Capua e Teano

859              Gli arabi prendono Enna

867              Gli arabi saccheggiano il monastero di San Michele sul GarganoI saraceni occupano alcune città dalmate e assediano Ragusa. La flotta veneziana, guidata dal doge Orso, li insegue e li sbaraglia davanti a Taranto

868              Re Ludovico libera Matera, Venosa e parte della Calabria

869              Bande di saraceni invadono la Camargue

870              Gli arabi occupano Malta e saccheggiano Ravenna

879              Gli arabi prendono Taormina

879              I saraceni saccheggiano Teano, Caserta e la campagna romana

881              Il Papa scomunica il Vescovo di Napoli per la sua alleanza con i saraceni

885              I saraceni saccheggiano Montecassino e la Terra di Lavoro

890              I mori di Spagna attaccano la costa provenzale e stabiliscono una base a Frassineto (La Garde-Freinet)

898              Saccheggio saraceno della Badia di Farfa

912              Incursione saracena all’Abbazia di Novalesa

913              Attacco alla Calabria

914              Gli arabi stabiliscono basi a Trevi e a Sutri

916              Incursione saracena nella Moriana (Savoia)

922              Incursione e saccheggio di Taranto

924              Presa di Sant’Agata di Calabria

925              Incursioni saracene in tutta la Calabria, fino in terra d’Otranto; assedio e massacro di Oria

929              Saccheggio delle coste calabresi

930              Paestum viene saccheggiata

934              Assalto alla costa ligure

935              Saccheggio di Genova

936              Fallito attacco saraceno ad Acqui, difesa dal conte Aleramo

940              Incursione saracena al passo del San Bernardo

950              L’emiro di Palermo assale Reggio e Gerace e assedia Cassano Jonio

952              Gli arabi, alleati con Napoli, colonizzano la Calabria

960              San Bernardo da Mentone vince e insegue i saraceni in Val d’Aosta, fino a Vercelli

965              Gli arabi prendono Rametta, ultima roccaforte siciliana e in seguito sbarcano in Calabria

969              Saccheggi saraceni nell’Albesano

977              I saraceni prendono Reggio, Taranto, Otranto e Oria

978              I saraceni saccheggiano la Calabria

981              Ancora saccheggi in Calabria

986              I saraceni saccheggiano Gerace

987              I saraceni saccheggiano Cassano Jonio

988              Gli arabi prendono Cosenza e la terra di Bari

991              Presa di Taranto

994              Assedio e presa di Matera

1002            Incursioni a Benevento e nelle campagne napoletane, assedio di Capua

1003            Incursioni nell’entroterra di Taranto Attacco a Lérins, in Provenza

1009            Il califfo Al-Hakim tenta di distruggere il Santo Sepolcro

1029            Saccheggio delle coste pugliesi

1031            Saccheggio di Cassano Jonio

1047            Incursione saracena a Lérins

1071            Gli arabi vincono la battaglia di Manazkert e iniziano la conquista dell’Anatolia

1074            Sbarco di saraceni tunisini a Nicotera, in Calabria

1080            I saraceni saccheggiano Roma

1086            Gerusalemme cade in mano ai turchi

1096            Inizio della Prima crociata

1122            Scorreria saracena a Patti e a Siracusa

1127            Attacco a Catania e nuovo saccheggio di Siracusa

1144            L’atabeg di Mossul Zengi, con un colpo di mano, s’impadronisce di Edessa assumendo nel mondo islamico ruolo e fama di “difensore della fede”

1145            Papa Eugenio III bandisce la seconda crociata. A causa dei contrasti interni si rivelerà inutile

1187            Salah-ad-Din riconquista Gerusalemme

1190            Papa Clemente III organizza la terza crociata. Riccardo Cuor di Leone sconfigge per due volte Salah-ad-Din ma, sempre a causa dei dissensi interni alla coalizione, non poté liberare Gerusalemme Concluse però una tregua di tre anni, che prevedeva garanzie per i pellegrini (1192)

1195-1204   Si susseguono diversi tentativi pressoché inutili di organizzare una quarta crociata Anche in questo caso mancherà la necessaria coesione e le lotte interne la renderanno pressoché inutile

1213            Papa Innocenzo III tenta di bandire un’altra crociata che però non avrà luogo

1217-1221   Quinta crociata. Nel 1219 le cronache riportano la visita di Francesco d’Assisi al campo crociato Francesco predirà la sconfitta a causa delle faziosità e delle divisioni interne. La Chiesa non riconoscerà la quinta crociata

1221            Fallisce la conquista de Il Cairo e anche la quinta crociata si risolve con un nulla di fatto

1229            Federico II accordatosi con il sultano d’Egitto al-Kamil (Trattato di Giaffa) ottiene Gerusalemme, Betlemme, Nazaret e alcune località costiere fra San Giovanni d’Acri e Giaffa e tra Giaffa e Gerusalemme; e conclude anche una tregua decennale

1244            I mussulmani riconquistano Gerusalemme

1245            Papa Innocenzo IV bandisce la settima crociata Luigi IX, re di Francia, la organizza con le sue sole forze ma non riesce a conquistare Gerusalemme Ulteriori tentativi si concluderanno nel 1270 con pochi esiti.

Dalla seconda metà del sec XIV, la progressiva avanzata dei turchi ottomani verso il cuore dell’Europa ridiede una certa attualità alla crociata, intesa però in senso non di guerra santa per la riaffermazione del cristianesimo in Oriente, ma di guerra per la difesa dell’Occidente stesso dall’islamismo sulla via di sempre più ampie conquiste.

Le crociate fallirono quanto al loro scopo originario, cioè la liberazione dei Luoghi Santi dai mussulmani. Restano tuttavia un fenomeno storico di grande rilevanza non solo religiosa, ma politica, economico-sociale, culturale. Politicamente, impegnarono i mussulmani contenendone e ritardandone l’avanzata in Europa, e ciò permise lo sviluppo degli Stati centro-occidentali

1308            I turchi prendono Efeso e l’isola di Chio

1326            I turchi conquistano Brussa

1329            I turchi prendono Nicea (Urchan)

1330            I turchi sconfiggono i bulgari, a Velbuzhd

1337            I turchi conquistano Nicomedia e si installano sul Mar di Marmara

1356            I turchi prendono Gallipoli, sul Mar di Marmara

1371            I turchi sconfiggono i serbi sulla Martz

1382            I turchi occupano Sofia

1386            I turchi occupano Nis, in Macedonia

1423            I turchi prendono il Peloponneso e la Morea

1425            Abbandono dell’isola di Montecristo a causa delle continue incursioni saracene

1430            I turchi prendono Tessalonica, la Macedonia, l’Epiro e la città di Giannina

1453            Maometto II prende Costantinopoli

1455            I turchi prendono Focea, Tasso e Imbro, nell’Egeo

1458            Maometto II conquista tutte le terre cristiane in Grecia, tranne le colonie veneziane Dopo due anni di assedio, cade l’Acropoli di Atene

1459            La Serbia diventa provincia ottomana

1460            I turchi occupano tutto il Peloponneso

1461            Cade anche Trebisonda, ultimo Stato bizantino. I turchi occupano la colonia genovese di Salmastro

1462            Maometto II occupa la Valacchia e Prende Mitilene ai genovesi

1465            Costantinopoli diventa la capitale dell’impero ottomano. La cattedrale di Santa Sofia viene trasformata in moschea

1470            I turchi occupano la veneziana Negroponte

1471            Scorrerie ottomane in Carniola, in Istria, nel Monfalconese e nel Triestino

1472            Scorrerie ottomane in Croazia

1473            Scorrerie ottomane in Carniola e Corinzia

1474            Scorrerie ottomane in Croazia e Slavonia

1475            Incursioni turche in Stiria inferiore e Carniola I turchi prendono Kaffa e tutta la Crimea ai Genovesi

1476            Incursioni turche in Carniola, Stiria, e in Istria, fino a Gorizia e Trieste

1477            Incursione in Friuli

1478            Scorreria in Carniola, Istria e Dalmazia

1480-1481   I turchi conquistano Otranto e ne massacrano la popolazione compiendo un’orribile strage

1482            Incursione ottomana in Istria e Carniola

1483            Incursione in Carniola Annessione turca dell’Erzegovina

1484            Conquista turca dei porti sulla Moldava

1493            Scorrerie in Istria, Carniola e Corinzia

1498-1499   Scorrerie ottomane in Carniola, Istria e Corinzia

1499            Grande scorreria turca in Friuli, fino ai confini della Marca Trevigiana

1511            I turchi conquistano la Moldavia

1516            Saccheggio di Lavinio, sul litorale romano

1521            Suleiman II prende Belgrado

1522            I turchi prendono Rodi ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, che si trasferiscono a Malta, assumendo il nome di “Cavalieri di Malta”

1526            Suleiman II sconfigge gli ungheresi a Mohàcs

1528            I turchi assoggettano il Montenegro

1529            Suleiman II intraprende il primo assedio di Vienna. Occupazione della Georgia e dell’Armenia

1531            Khaireddin saccheggia le coste dell’Andalusia

1543            Suleiman II conquista gran parte dell’Ungheria

1551            Dragut saccheggia Augusta, in Sicilia

1554            Dragut saccheggia Vieste

1555            Dragut assale Paola, in Calabria

1556            Ivan IV conquista Astrachan

1558            Dragut saccheggia Sorrento e Massa Lubrense

1566            Una flotta turca entra in Adriatico e bombarda Ortona e Vasto. I turchi prendono Chio ai genovesi

1571            Il 6 agosto, i turchi prendono Famagosta, ultimo caposaldo veneziano di Cipro. Il 7 ottobre, la flotta turca, guidata da Selim II, è sconfitta, a Lepanto, da quella cristiana

1575-1600   I pirati moreschi attaccano sistematicamente le coste della Catalogna, dell’Andalusia, della Linguadoca, della Provenza, della Sicilia e della Sardegna

1582            Saccheggio di Villanova-Monteleone in Sardegna

1587            Gli arabi attaccano Porto Vecchio, in Corsica

1588            Hassan Aghà saccheggia il litorale laziale e Pratica di Mare

1591            Il Pascià di Bosnia invade la Croazia austriaca

1618-1672   Gli arabi attaccano sistematicamente le coste siciliane

1623            Gli arabi saccheggiano Sperlonga

1636            Gli arabi occupano Soltanto

1647            Gli arabi saccheggiano parte della Costa Azzurra

1672            I turchi attaccano la Polonia e conquistano la fortezza di Kamenez. Con il Trattato di Bucracz ottengono la Podolia

1680            I turchi saccheggiano Trani e Lecce

1683            I turchi assediano Vienna dal 14 luglio. L’imperatore Leopoldo I si allea con Giovanni Sobieski, re di Polonia. Vienna è liberata dall’esercito austro-polacco del duca Carlo Leopoldo V di Lorena, con la battaglia di Kalhenberg, del 12 settembre

1703            Ahmed III fa guerra a Pietro I e lo sconfigge sul Prut

1708            Algeri riprende Orano agli spagnoli

1714            I turchi saccheggiano la zona di Lecce

1727            I mussulmani saccheggiano San Felice al Circeo

1741            I Bey di Tunisi cacciano i genovesi dall’isola di Tabarca

1754            Saccheggio arabo di Montalto di Castro

1780            I mussulmani saccheggiano Castro, in Puglia

1799            Dopo la partenza di Napoleone, i turchi riprendono l’Egitto

Maggiori dettagli con le descrizioni prese da autori arabi le trovate da “inchiesta storica

1915-1916   Genocidio degli armeni da parte dei turchi

1920-1922   I turchi respingono il Trattato di Sèvres e cacciano i greci dall’Anatolia

1923            Con la Pace di Losanna, la Turchia si riprende la costa dell’Anatolia È una vera pulizia etnica con la deportazione di intere popolazioni

1928            Hassan al-Banna fonda l’Associazione dei “Fratelli mussulmani”

1944            Fondazione della “Lega degli Stati arabi” (Lega Araba dal 1945)

1948            Proclamazione dello Stato di Israele

1965            Inizio di forti migrazioni maghrebine e turche nell’Europa occidentale

1968            Inizio del terrorismo di Al Fatah

1974            I turchi occupano la parte settentrionale di Cipro. Massacri effettuati dai Palestinesi in Alta Galilea

1975            Inizio dello sterminio dei cristiani maroniti del Libano

1979            Rivoluzione islamica dell’Ayatollah Khomeini, in Iran Per anni rimase esiliato e al sicuro in Francia

1980            Aumento degli attentati islamici nel mondo Primi disordini nei quartieri islamici in Europa

1981            Un terrorista turco attenta alla vita di papa Giovanni Paolo II (13 maggio)

1990            Occupazione siriana del Libano Il generale Michel Aoun si oppone tenacemente all’inglobamento del Libano nella “grande Siria” La debole politica occidentale lo porterà a cedere

1991            Inizio delle guerre nel Caucaso Rivolte in Cecenia

1991            Inizio degli sbarchi clandestini di massa in Italia

1992            Formazione di uno stato islamico in Bosnia

1993            Primo attentato al “World Trade Center” di New York

1996            Numerosi attentati di Hamas, in Israele. Attentati anti-americani, in Arabia Saudita. I talebani prendono il potere in Afghanistan

1998            Rivolta anti-serba nel Kosovo

2001            L’undici settembre il “World Trade Center” di New York viene completamente distrutto

2003            Operazione “Enduring Freedom” Guerre in Afghanistan e in Iraq La dittatura di Saddam Hussein viene abbattuta Strage contro gli italiani a Nassiriya, in Iraq (12 novembre)

2004            Numerosi attentati in Iraq Stragi a Madrid (11 marzo) con 190 morti, e a Beslan (3 settembre): oltre 300 le vittime, per lo più bambini, vilmente assassinati in Ossezia del Nord Strage di Taba, in Egitto (8 ottobre) Numerosi altri attentati in tutto il mondo

2005            Numerosi Attentati in Iraq Strage nella metropolitana e negli autobus londinesi (7 luglio): oltre cinquanta morti e centinaia di feriti L’attentato avviene in contemporanea con l’assemblea del G8 in Scozia. Il 23 luglio seguono gli attentati di Sharm El-Sheik con oltre 60 morti e decine di feriti. Attentato a Bali (Indonesia) il 1° ottobre (23 morti e 150 feriti) Dal 27 ottobre al 16 novembre: violenze e rivolte delle comunità immigrate nelle periferie di Parigi e di altre città. L’8 novembre il governo impone misure d’emergenza, tra cui il coprifuoco. Due le vittime, circa 4500 arrestati, oltre 10000 le auto incendiate, distrutti 200 edifici pubblici. Il 9 novembre ad Amman (Giordania) tre attentati suicidi in tre alberghi frequentati da turisti provocano 60 morti e oltre 90 feriti. Il 10 novembre Al Qaeda rivendica la paternità degli attentati

E continua …

Islamic Terror Attacks for First Part of 2010

Islamic Terror Attacks for 2009

Islamic Terror Attacks for 2008

Islamic Terror Attacks for 2007

Islamic Terror Attacks for 2006

Islamic Terror Attacks for 2005

Islamic Terror Attacks for 2004

Islamic Attacks from September 11th, 2001 through 2003

Distrutta la base dei missili shahab-3 iraniani

Shahab3
Shahab3

Agenti segreti e incursori americani, israeliani oppure sauditi, kuwaitiani ed emiratini. O forse una forza congiunta tra tutti questi elementi uniti dalla lotta contro il comune nemico iraniano in procinto di dotarsi di armi nucleari. Dopo l’attacco alla centrale atomica di Busher con il virus informatico noto come virus Stuxnet, che in settembre ha mandato i tilt le reti informatiche nazionali e dei centri di ricerca nucleare, sembra essere ripresa la guerra segreta ma combattuta con armi molto letali contro le armi strategiche di Teheran.
Guerra che aveva già visto in agosto l’uccisione di Reza Baruni, l’ingegnere aeronautico padre del programma di velivoli teleguidati iraniani che tanto preoccupano il Pentagono, eliminato con una triplice esplosione che devastato la sua villa blindata ad Ahwaz. Teheran parlò di una “fuga di gas” ma dietro a un simile colpo di mano si ipotizzò ci fosse lo zampino di Israele o degli Usa che proprio in aprile avevano varato un inasprimento delle operazione segrete di Cia e “special forces” in Iran, Yemen e Somalia autorizzato dal presidente Barack Obama.
L’ultimo blitz di cui si ha notizia, firmato forse dalla stessa mano, considerato che si è trattato ancora di una triplice esplosione, ha devastato il 12 ottobre la base missilistica sotterranea di Imam Ali, sui monti Zagros nei pressi di Khorramabad, nella provincia iraniana occidentale del Lorestan.
Nell’incendio provocato dalle forti esplosioni sarebbero morti 18 pasdaran più altri 14 rimasti feriti. L’arsenale di missili balistici così come tute le armi strategiche iraniane sono gestite dai Guardiani della Rivoluzione Islamica, fedelissimi al regime e la base di Imam Alì è nota per essere il principale sito di lancio dei missli balistici Shahab-3, l’arma più importante dell’arsenale strategico iraniano.
Il missile a raggio intermedio è stato sviluppato in Iran sviluppando il missile nordcoreano Nodong con la cooperazione dei tecnici di Pyongyang. Queste armi sono in grado di colpire con testate convenzionali, chimiche ed eventualmente atomiche obiettivi situati fino a 1.500/2 mila chilometri a seconda delle versioni.

Iranian Missile Ranges
Iranian Missile Ranges

 

Il sito israeliano di intelligence Debka, vicino ai servizi segreti di Gerusalemme, ha citato fonti iraniane nel raccontare che l’esplosione ha distrutto le rampe della base predisposte per il lancio di missili contro Israele e contro le installazioni statunitensi in Iraq. Si tratta quindi delle armi da impiegare in risposta a un attacco contro i siti atomici iraniani, missili Shahab-3 nascosti in una base sotterranea difficile da distruggere con bombardamenti aerei e missilistici rivelatasi invece vulnerabile ad un’azione di sabotaggio.
La base di Imam Alì dista circa 400 km da Baghdad e da alcune delle più importanti basi Usa in Iraq, meno di mille dalle installazioni statunitensi negli emirati del Golfo Persico e appena 1.250 chilometri da Tel Aviv, probabile bersaglio prioritario di una ritorsione iraniana contro lo stato ebraico.
Le tre esplosioni sono avvenute nei tunnel che porta alle rampe di lancio distruggendone un gran numero e rendendo inutilizzabile l’intera struttura. Ancora una volta Teheran ha smentito l’ipotesi di un attacco parlando di un incendio divampato accidentalmente in un deposito di munizioni. Debka parla di una “mano misteriosa” dietro al blitz e i sospetti cadono, oltre che sugli Stati Uniti, su Israele che avrebbe così neutralizzato una minaccia diretta al suo territorio nazionale. Del resto gli israeliani sembrano poter contare su una vasta rete di agenti e collaboratori attivi in Iran e lo stesso vale per gli agenti del Mukhabarrat, i servizi segreti militari sauditi e degli emirati del Golfo che vogliono evitare che ‘Iran si doti di armi atomiche e hanno forti legami con alcuni movimenti di opposizione al regime di Teheran, specie quelli arabi attivi nelle province di confine con l’Iraq.
Non si può escludere anche una cooperazione tra arabi e israeliani con la supervisione di Washington. Del resto, secondo indiscrezioni mai smentite, gli F-16 con la Stella di David si addestrano da tempo a colpire i siti atomici iraniani utilizzando una base aerea nel deserto saudita messa gentilmente a disposizione da Ryadh.

La distruzione della base di Imam Alì rientra quindi nella guerra segreta in atto tra Teheran e i suoi nemici ma la neutralizzazione delle capacità di ritorsione iraniana potrebbe anche indicare l’imminente via libera ai raids contro i siti del programma nucleare iraniano.

di Gianandrea Gaiani

Leggere anche la serie Iran una minaccia 1, Iran una minaccia 2, Iran una minaccia 3

LINK
Base missilistica di Imam Alì
http://www.globalsecurity.org/wmd/world/iran/khorramabad.htm

Articolo Debka
http://www.debka.com/article/9087/

Missili Shahab-3
http://www.globalsecurity.org/wmd/world/iran/shahab-3.htm