Tag: genocidio

Quando il male si mette in posa

blogdiattualita_4bfbb78d7c225ccd5a2574fce113f432Dall’Isis, il Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi, giungono di continuo racconti e filmati di violenze estreme, inaudite: persone crocifisse, sepolte vive, mutilate, sequestrate e vendute, decapitate a coltellate, torturate a morte, costrette a scavare la propria fossa prima di essere uccise. Una brutalità selvaggia, esibita, compiaciuta ne è diventata il tratto distintivo. Come spiegare tanto spietato e sanguinario accanimento?

«In quel mondo comanda chi uccide», è stato il commento dello studioso statunitense Edward Luttwak durante un’intervista rilasciata a un giornalista italiano. Le atrocità dell’Isis, ha ragione Luttwa, in effetti ci ricordano che esiste un mondo in cui il potere si detiene uccidendo, torturando, abusando di chiunque, anche solo per capriccio; in cui i leader si impongono mostrandosi crudeli e feroci, capaci di seviziare e uccidere, con le loro stesse mani, e di trarne piacere; in cui è convinzione generale che non usa la forza solo chi è impotente e che la grandezza effettiva del potere si dimostra esercitandolo arbitrariamente e con sfrenata violenza. Le vittime sono prima e soprattutto gli avversari, tali per diversità di stirpe, etnia, religione, ma nessuno può e deve sentirsi al sicuro. Tutto sembra dimostrare il vantaggio di schierarsi dalla parte del male, in quel mondo.

savekesab3A renderlo possibile sono valori e istituzioni antichi, di cui i jihadisti, e non loro soltanto, approfittano per costruire la loro civiltà di morte: valori e istituzioni propri di società arcaiche, composte da linee di discendenza invalicabili che confluiscono in lignaggi, clan, tribù i quali, procedendo da una appartenenza carnale, insostituibile, formano comunità impermeabili, che si consolidano educando all’esclusione degli estranei, alla diffidenza e all’ostilità nei loro confronti. Bisogna essere fedeli a oltranza, se si vuole vivere. Sterminare un’altra comunità è sempre ammesso e può diventare necessario, eroico, se è fatto nell’interesse della propria discendenza. Allora i termini “genocidio”e “pulizia etnica” perdono ogni valenza negativa.

Di “quel mondo” il Califfato non è che un esempio tra tanti. Quasi impallidisce la figura di al-Baghdadi al confronto con tanti leader prima di lui. Idi Amin Dada in Uganda, Ahmed Sekou Touré in Guinea Conakry, Jean-Bédel Bokassa nella Repubblica Centrafricana: sono alcuni dei tiranni che hanno fatto dell’uso ostentato e illimitato della forza uno strumento di potere spinto fino a rasentare la follia. Con il loro comportamento hanno reso persino credibile l’accusa, che è stata rivolta a tutti e tre, di praticare il cannibalismo: a tal punto si pensava che potesse arrivare la loro efferatezza. Può apparire, ed essere, anche espressione di deliri di onnipotenza e di perversioni incontrollate, ma la violenza terrificante, come quella esercitata oggi dall’Isis, è prima di tutto una lucida e calcolata arma per indebolire la determinazione a combattere degli avversari e per sottomettere le popolazioni che vivono nei territori controllati, forzarle al consenso e alla complicità.

2011_10_19_13_27_37I ribelli del Ruf, protagonisti della guerra civile che ha insanguinato la Sierra Leone tra il 1991 e il 2002, sono uno degli esempi più atroci di crudeltà sistematica impiegata con queste intenzioni. Almeno 30.000 sierraleonesi, mutilati, portano impresso sul corpo il loro segno permanente. Il Ruf, a dimostrazione esemplare della propria potenza, amputava infatti mani, piedi, braccia, gambe. Per abituare i bambini soldato a farlo, ricorreva a una sorta di “gioco” in cui la vittima era costretta a scegliere uno dei biglietti raccolti in un berretto o in un cesto, su ognuno dei quali era stato scritto o disegnato il nome di una parte del corpo umano. Quella estratta veniva amputata. Inoltre il Ruf marchiava a fuoco il proprio acronimo sul viso dei bambini, imitato in questo da un altro gruppo armato, il Consiglio rivoluzionario delle forze armate. Marchiatura e mutilazione rientravano in una strategia di “visibilità”: si può immaginare quanto efficace.

In Uganda, dal 1987 al 2005, il movimento antigovernativo l’Lra, Lord Resistance Army, mentre usava migliaia di bambini rapiti come combattenti, portatori, scudi umani e schiavi sessuali, annichiliva la popolazione mantenendola in uno stato costante di paura. Anche l’Lra aveva scelto come mezzo esemplare di punizione, per chi disobbediva e rifiutava di collaborare, la mutilazione di parti del corpo. Nel periodo in cui aveva proibito l’uso della bicicletta nel territorio sotto il suo controllo, a chi trasgrediva venivano amputi piedi e gambe. A chi era sospettato di aver collaborato con le autorità governative riferendo notizie sulle attività e i movimenti dei ribelli, tagliava labbra o orecchie.

MinoriSoldato01In Liberia, durante la prima guerra civile (1989-1995), si è verificato uno degli esempi più agghiaccianti di ostentazione di ferocia. Nel settembre del 1990 il presidente Samuel Doe fu catturato nella capitale Monrovia da Prince Johnson, capo di una delle milizie antigovernative. Johnson ordinò che fosse torturato a morte e volle che il supplizio, durato diverse ore, venisse registrato su nastro: ancora non esisteva Youtube. Il video fu poi riprodotto e fatto circolare: mostra, tra l’altro, lo stesso Johnson intento a bere birra mentre i suoi uomini tagliano un orecchio a Doe ancora vivo.

L’Isis dispone di ben altri mezzi oggi per far sapere al mondo quanto male è disposto infliggere. Immagini e video raccapriccianti invadono il web, riprodotti all’infinito. Trova peraltro conferma quanto l’impiego della violenza estrema, oltre a servire da deterrente, possa costituire un fattore di attrazione. Da quando è alla guida del jihad iracheno, al-Baghdadi ha infatti reclutato almeno 12.000 combattenti, 3.000 dei quali occidentali.

Kyenge : “Sostituire gli italiani con giovani immigrati”

373033_178560228973871_107891661_n«Il reato di ingresso clandestino e di soggiorno illegale dovrebbe essere abolito in sede di revisione del Testo Unico sull’immigrazione da parte dei ministeri dell’Interno – calabraghe Alfano già prende appunti – e della Giustizia e dal Parlamento”.
È quanto ha chiesto il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge, intervenendo a Roma, a palazzo Giustiniani, alla presentazione del Rapporto su “La criminalizzazione dell’immigrazione irregolare».
Solita marchetta.
Non basta, i clandestini devono essere liberi di gozzovigliare per l’Italia – stile Kabobo per intenderci – per la congolese infatti «il trattenimento delle persone da espellere nei Cie dovrebbe rappresentare solo l’estrema ratio e comunque 18 mesi sono un periodo eccessivamente lungo».
Ma attenzione, perché il suo obiettivo ‘finale’, è la soppressione etnica del popolo italiano: « La priorità, è il ringiovanimento demografico dell’Italia».
Tradotto: l’Italia è da considerarsi un paese di vecchi e per ringiovanirla occorrono altri milioni di immigrati, che però con le leggi vigenti faticherebbero ad entrare. Per la sostituzione rapida del vecchio col nuovo (il ringiovanimento) occorre aprire le frontiere a tutti.
Chi critica è un egoista razzista da mettere al bando.
Dicasi, ‘sostituzione etnica‘. Anche detto: genocidio.
E’ la stessa strategia utilizzata da Stalin, lo usano i cinesi in Tibet per la distruzione etnica del popolo tibetano attraverso l’immigrazione di Cinesi etnici, gli Han e dai laburisti nel regno unito con l’immigrazione massiccia e da tutte le nazioni europee con governi di sinistra.
E’ la strategia de Il piano Kalergi: il genocidio dei popoli europei
conclude il ministro “L’immigrazione deve essere vista in un’ottica europea”… appunto, come già riportato sopra!
Abbiamo visto gli effetti dell’immigrazione e dell’integrazione nella ex jugoslavia, in sudan, in Ruanda, in nigeria.
Adesso è il turno dell’Italia.
Quando si dimette, la ministra che vuole la ‘rivoluzione demografica in Italia’?

densità popolazione

img1024-700_dettaglio2_Densita-popolazione-italiana-provinceQuando si pensa alla sovrappopolazione, di solito l’Italia, se paragonata all’America centrale e del sud, all’Africa e al Medio Oriente, non viene considerata fra i paesi più popolosi del mondo; anzi, stando ai mass-media l’Italia avrebbe una natalità in costante diminuzione.
Niente di più falso.

Stando ai dati dell’Atlante Geografico DeAgostini del 2003 (quindi la popolazione e la densità attuali saranno maggiori):

ITALIA
Superficie: 301.338 kmq
Popolazione: 57.056.000 ab.
Densità: 189 ab./kmq

Ora passerò in rassegna alcuni stati del mondo, tenete d’occhio il rapporto superficie/popolazione e la densità.

AMERICA DEL SUD

ARGENTINA
Superficie: 2.780.272 kmq
Popolazione: 36.695.000 ab.
Densità: 13 ab./kmq

CILE
Superficie: 756.096 kmq
Popolazione: 15.116.435 ab.
Densità: 20 ab./kmq

COLOMBIA
Superficie: 1.141.748 kmq
Popolazione: 43.616.000 ab.
Densità: 38 ab./kmq

L’Italia non avrebbe problemi a passare per una nazione fra le più popolose dell’America Latina.

AMERICA CENTRALE E DEL NORD

MESSICO
Superficie: 1.958.201 kmq
Popolazione: 101.223.000 ab.
Densità: 52 ab./kmq

CANADA
Superficie: 9.970.610 kmq
Popolazione: 30.277.000 ab.
Densità: 3 ab./kmq

Il Messico, che è circa sei volte l’Italia, ha una popolazione poco più del doppio di quella Italiana! Per non parlare del fatto che ci sono più italiani in Italia che canadesi in Canada, tenendo presente che il Canada e circa trentatre volte l’Italia…

AFRICA

CONGO
Superficie: 342.000 kmq
Popolazione: 3.205.000 ab.
Densità: 9 ab./kmq

ETIOPIA
Superficie: 1.133.882 kmq
Popolazione: 66.039.000 ab.
Densità: 58 ab./kmq

MAROCCO
Superficie: 458.730 kmq
Popolazione: 29.355.000 ab.
Densità: 64 ab./kmq

Si parla tanto dell’Africa come se fosse “la regina indiscussa della sovrappopolazione” quando in realtà l’Italia non è da meno, anzi…

MEDIO ORIENTE

ARABIA SAUDITA
Superficie: 2.248.000 kmq
Popolazione: 23.102.000 ab.
Densità: 10 ab./kmq

IRAN
Superficie: 1.645.258 kmq
Popolazione: 64.540.000 ab.
Densità: 40 ab./kmq

PAKISTAN
Superficie: 796.096 kmq
Popolazione: 143.768.000 ab.
Densità: 181 ab./kmq

Anche nei confronti dei paesi arabi, che hanno la fama di essere super-affollati, l’Italia non sfigura.

EUROPA

FRANCIA
Superficie: 543.965 kmq
Popolazione: 59.183.000 ab.
Densità: 109 ab./kmq

SVEZIA
Superficie: 449.964 kmq
Popolazione: 8.925.000 ab.
Densità: 20 ab./kmq

POLONIA
Superficie: 312.685 kmq
Popolazione: 38.626.000 ab.
Densità: 124 ab./kmq

Anche in Europa siamo in “buona” posizione.

SUD EST ASIATICO E ESTREMO ORIENTE

MYANMAR (BIRMANIA)
Superficie: 676.577 kmq
Popolazione: 46.298.000 ab.
Densità: 68 ab./kmq

VIET NAM
Superficie: 331.690 kmq
Popolazione: 79.759.000 ab.
Densità: 240 ab./kmq

GIAPPONE
Superficie: 372.824 kmq
Popolazione: 127.435.000 ab.
Densità: 342 ab./kmq

Se siete stati attenti, il Viet Nam e il Giappone sono gl’unici paesi che hanno una densità superiore a quella italiana. Nel caso del Giappone, la sua densità supera perfino quella della Cina (134 ab./kmq) e dell’ India (317 ab.kmq). Questo significa che se il Giappone fosse grande come la Cina sarebbe circa tre volte più popoloso.

OCEANIA

AUSTRALIA
Superficie: 7.703.429 kmq
Popolazione: 19.704.500 ab.
Densità: 3 ab./kmq

NUOVA ZELANDA
Superficie: 268.021 kmq
Popolazione: 3.942.000 kmq
Densità: 15 ab./kmq

PAPUA NUOVA GUINEA
Superficie: 462.840 kmq
Popolazione: 5.491.000 ab.
Densità: 12 ab./kmq

Dopo questo mastodontico post, sfido chiunque a dire che la sovrappopolazione è “un problema dei paesi poveri” o “del Terzo Mondo” e non italiano.

ius sanguinis e ius soli

Jus_soli_world2
Mappa delle nazioni con lo Jus soli

Per l’ordinamento italiano la cittadinanza è automatica solo per i figli di cittadini italiani. Gli immigrati possono richiedere la cittadinanza dopo dieci anni di residenza mentre i figli di immigrati nati in Italia possono richiederla al compimento del 18° anno d’età.

L’imposizione dello ius soli ”tout court”, come vorrebbe l’inguaribile logorroico Napolitano sarebbe un unicum nell’ordinamento politico europeo.
Almeno che non si voglia una pulizia etnica tranite l’immigrazione selvaggia.

Ebbene sì, nessun paese europeo basa la cittadinanza esclusivamente sullo ius soli, tutti i paesi europei si basano sullo ius sanguinis mentre lo ius soli è tipico dei paesi americani. Lo ius sanguinis è quindi tipico dei paesi e dei popoli caratterizzati da solide basi storiche e culturali, lo ius soli è invece tipico di popoli di recente formazione e di incerta cultura ed identità. Diamo comunque un’occhiata a come funziona da altre parti nel nostro continente.

Francia

Nell’Esagono la cittadinanza è concessa dallo ius sanguinis. E’ francese il cittadino nato da uno o ambo i genitori di cittadinanza francese. Quando si dice nel dibattito comune che in Francia vige lo “ius soli” si dice una cosa non vera. Lo ius soli è previsto dall’ordinamento francese solo se almeno uno dei genitori è nato sul suolo francese. In Francia quindi non esiste quindi il diritto alla cittadinanza per nascita “tout court” e la normativa sullo ius soli rende de facto totale lo ius sanguinis dato che per scattare è necessario che almeno uno dei due genitori sia nato in Francia. In sostanza a parole Sarkozy la cittadinanza te la concede pure ma nei fatti non è così. De iure c’è una possibilità di far scattare lo ius soli, ma è una possibilità assai remota, se sei figlio di immigrati non nati in Francia (cioè quasi tutti) e vuoi la cittadinanza francese devi pedalare.

Germania

Anche in Germania il principio della cittadinanza si basa sullo ius sanguinis. E’ cittadino tedesco il figlio di cittadini tedeschi. Nel 2.000 è stata introdotta una correzione allo ius sanguinis stabilendo che la cittadinanza è automatica per i figli di immigrati nati in Germania ma solo se almeno uno dei genitori risiede in Germania da almeno otto anni (che in Germania è il limite minimo per poter far richiesta di cittadinanza, e ottenerla non è semplice per nulla, anzi). La normativa dello ius soli comunque è soggetta a una restrizione abbastanza pesante. Difatti il figlio nato da immigrati che acquisisca la cittadinanza dei genitori per ius sanguinis ha tempo massimo cinque anni per decidere se mantenere la cittadinanza dei genitori o tenere quella tedesca. Insomma, per i tedeschi la cittadinanza la puoi acquisire ma non puoi tenere il piede in due scarpe ed è tua responsabilità individuale decidere se vuoi quella tedesca o quella del paese d’origine dei tuoi genitori, Frau Merkel nella sua infinità magnanimità accoglie chi si vuole integrare ma non sopporta chi tiene il piede in due scarpe e in ogni caso chi vuole i diritti deve pedalare.

Regno Unito

Nel Regno Unito vige lo ius sanguinis. Fino agli anni ’80 vigeva lo ius soli, ma dal 1981 lo ius soli è stato abolito per passare allo ius sanguinis. Un figlio di stranieri nato nel Regno Unito che non hanno ottenuto la cittadinanza può acquisire la cittadinanza ma deve richiederlo espressamente e deve dimostrare di aver risieduto nel Regno Unito per almeno 10 anni successivi alla sua nascita senza essersi assentato per periodi superiori ai 90 giorni. In ogni caso nel Regno Unito, come in Italia e in Germania la concessione non è automatica ma deve essere richiesta dalla persona in questione. Il richiedente deve prendersi la responsabilità e chiedere la cittadinanza. Sua altezza regale Elisabetta II nella sua infinita magnanimità è contenta di accogliere nuovi sudditi tra le sue braccia, ma la cittadinanza del Regno Unito non la regala per beneficenza se la vuoi devi pedalare.

Spagna

Chiudiamo con la Spagna. In Spagna vige una legge simile a quella francese, ovvero è spagnolo il figlio di genitori spagnoli o chi è nato in Spagna da genitori non spagnoli ma nati in Spagna. Una norma particolare riguarda i figli di cittadini il cui paese non riconosce lo ius sanguinis ma solo lo ius soli, questi sono automaticamente spagnoli. Comunque chi nasce in Spagna può richiedere la cittadinanza, ma anche in questo caso vale la norma di cui sopra. Sua altezza regale Juan Carlos nella sua infinita magnanimità accoglie nuovi sudditi a braccia aperte ma non regala niente a nessuno e chi vuole i diritti deve pedalare.

In sostanza l’applicazione dello ius soli tout court sarebbe un unicum nel panorama europeo e la rottura di una tradizione del nostro intero continente che vuole l’acquisizione della cittadinanza come un’assunzione di responsabilità individuale del singolo che si impegna per avere i requisiti necessari e che, se interessato alla stessa pedala e chiede di poter essere accolto ed integrato definitivamente nella comunità che è assolutamente disposta ad accogliere chi si impegna per integrarsi del tutto. Nessun paese del nostro continente applica norme di questo genere e la nostra sarebbe una vistosa eccezione tra l’altro, credo, non ben vista dalle autorità europee a cui, nonostante i proclami verbali e le lezioncine spocchiose sul politicamente corretto, già il doversi sobbarcare gli ex galeotti di Ben Alì con permessi temporanei non ha fatto proprio piacere. Lo ius soli come abbiamo detto è tipico dei paesi americani e proprio negli Stati Uniti s’è ormai scoperto che lo ius soli per l’immigrazione è come il miele per le mosche. Già il Canada a suo tempo ha posto un vistoso limite allo ius soli togliendo la possibilità di acquisizione della cittadinanza per diritto di nascita ai figli di irregolari e clandestini e ora anche gli Stati Uniti stanno cominciando a muoversi in questo senso. Lo ius soli ha prodotto in Canada e negli Stati Uniti un triste fenomeno, quello dell’immigrazione delle puerpere che varcano il confine per partorire. Una volta partorito il figlio questi diventa cittadino et voilà, la puerpera può chiedere il ricongiungimento familiare. Il Canada come abbiam detto la pezza l’ha già messa da qualche anno chiudendo la pratica dello ius soli per i figli di irregolari e clandestini. Negli Stati Uniti la questione è sul tavolo da tempo. Diversi stati confinanti col Messico come ad esempio l’Arizona e il Texas stanno valutando di adottare la norma canadese nell’ordinamento statale e pure Mitt Romney ha velatamente lasciato intendere di poter procedere in tal senso a livello federale se eletto. Tenete poi presente che la questione dello ius soli è alla base del surreale dibattito che per anni ha caratterizzato la politica statunitense sul certificato di nascita di Barack Obama. Se la questione dell’eleggibilità del presidente fosse disciplinata dallo ius sanguinis e non dallo ius soli tutta la polemica sul certificato di nascita di Obama non avrebbe nemmeno avuto ragione di esistere, ha avuto ragione di esistere solo per il fatto che l’eleggibilità del presidente è legata allo ius soli.

Chi vuole cambiare la norma italiana per permettere lo ius soli deve tenere ben presente quanto accaduto in Nordamerica con la migrazione delle puerpere e tenere ben presente che saremo presi d’assalto pure noi se procedessimo in tal senso. Tenete ben presente che questo paese ha 60 milioni di abitanti e una densità di 202 abitanti al km/quadrato, tasso di disoccupazione al 12%, un tasso di disoccupazione giovanile al 40%, un debito pubblico che da vent’anni è oltre il 100% del PIL ed è in piena crisi economica (confronto con altre nazioni). Secondo la vostra modesta opinione è tollerabile cambiare la norma dello ius sanguinis per attuare lo ius soli, rendendo così l’Italia un polo d’attrazione per una potenziale migrazione in massa di puerpere tra l’altro rompendo così la secolare tradizione europea che si basa quasi esclusivamente sullo ius sanguinis?

Perché care le mie prefiche del politicamente corretto, puerpere e nascituri che arriveranno come mosche sul miele qualora passassimo allo ius soli qualcuno li dovrà mantenere. Perché le strutture per l’assistenza a puerpere e nascituri qualcuno le dovrà pur pagare, non sono gratuite. Perché i nascituri da qualche parte li dovremmo mettere, e a spese di chi secondo voi? Bene, ho detto la mia, ora care le mie prefiche del politicamente corretto linciatemi pure, ma questa è la realtà dei fatti, checchè ne dicano nella loro sconfinata ignoranza e malafede i politici di sinistra ed i loro ministri africani.

Quindi miei cari amanti del meticciato a tutti i costi, insistendo, non fate altro che confermare che esiste un piano per distruggere la popolazione autoctona a tutto vantaggio de Il piano Kalergi: il genocidio dei popoli europei

The Coudenhove-Kalergi plan – The genocide of the Peoples of Europe

sgstg__articleMass immigration is a phenomenon, the causes of which are still cleverly concealed by the system, and the multicultural propaganda is trying to falsely portray it as inevitable. With this article we intend to prove once and for all, that this is not a spontaneous phenomenon. What they want to present as an inevitable outcome of modern life, is actually a plan conceived around a table and prepared for decades, to completely destroy the face of the continent.

The Pan-Europe 

  Few people know that one of the main initiators of the process of European integration, was also the man who designed the genocide plan of the Peoples of Europe. It is a dark person, whose existence is unknown to the masses, but the elite considers him as the founder of the European Union. His name is Richard Coudenhove Kalergi. His father was an Austrian diplomat named Heinrich von Coudenhove-Kalergi (with connections to the Byzantine family of the Kallergis) and his mother the Japanese Mitsu Aoyama. Kalergi, thanks to his close contacts with all European aristocrats and politicians, due to the relationships of his nobleman-diplomat father, and by moving behind the scenes, away from the glare of publicity, he managed to attract the most important heads of state to his plan , making them supporters and collaborators for the “project of European integration”.

 In 1922 he founded the “Pan-European” movement in Vienna, which aimed to create a New World Order, based on a federation of nations led by the United States. European integration would be the first step in creating a world government. Among the first supporters, including Czech politicians Tomáš Masaryk and Edvard Beneš and the banker Max Warburg, who invested the first 60,000 marks. The Austrian Chancellor Ignaz Seipel and the next president of Austria, Karl Renner, took the responsibility for leading the “Pan-European” movement. Later, French politicians, such as Léon Bloum, Aristide Briand,  Alcide De Gasperi, etc will offer their help.

 With the rise of Fascism in Europe, the project was abandoned and the “Pan-European” movement was forced to dissolve, but after the Second World War, Kalergi, thanks to frantic and tireless activity and the support of Winston Churchill, the Jewish Masonic Lodge B’nai B’rith and major newspapers like the New York Times, the plan manages to be accepted by the United States Government. The CIA later undertakes the completion of the project.

The essence of the Kalergi plan

6 In his book «Praktischer Idealismus», Kalergi indicates that the residents of the future “United States of Europe” will not be the People of the Old Continent, but a kind of sub-humans, products of miscegenation. He clearly states that the peoples of Europe should interbreed with Asians and colored races, thus creating a multinational flock with no quality and easily controlled by the ruling elite.

 Kalergi proclaims the abolition of the right of self-determination and then the elimination of nations with the use of ethnic separatist movements and mass migration. In order for Europe to be controlled by an elite, he wants to turn people into one homogeneous mixed breed of Blacks, Whites and Asians. Who is is this elite however? Kalergi is particularly illuminating on this:  

 The man of the future will be of mixed race. The races and classes of today will gradually disappear due to the elimination of space, time, and prejudice. The Eurasian-negroid race of the future, similar in appearance to the Ancient Egyptians, will replace the diversity of peoples and the diversity of individuals. Instead of destroying European Judaism, Europe, against her will, refined and educated this people, driving them to their future status as a leading nation through this artificial evolutionary process. It’s not surprising that the people that escaped from the Ghetto-Prison, became the spiritual nobility of Europe. Thus, the compassionate care given by Europe created a new breed of aristocrats. This happened when the European feudal aristocracy crashed because of the emancipation of the Jews [due to the actions taken by the French Revolution]
 
 Although no textbook mentions Kalergi, his ideas are the guiding principles of the European Union. The belief that the peoples of Europe should be mixed with Africans and Asians, to destroy our identity and create a single mestizo race, is the basis of all community policies that aim to protect minorities. Not for humanitarian reasons, but because of the directives issued by the ruthless Regime that machinates the greatest genocide in history. The Coudenhove-Kalergi European Prize is awarded every two years to Europeans who have excelled in promoting this criminal plan. Among those awarded with such a prize are Angela Merkel and Herman Van Rompuy.
 
 The incitement to genocide, is also the basis of the constant appeals of the United Nations, that demands we accept millions of immigrants to help with the low birth rates of the EU. According to a report published on January 2000 in «Population division» Review of the United Nations in New York, under the title “Immigration replacement: A solution to declining and aging population,” Europe will need by 2025 159,000,000 migrants.

 One could wonder how there can be such accuracy on the estimates of immigration, although it was not a premeditated plan. It is certain that the low birth rate could easily be reversed with appropriate measures to support families. It is just as clear that it is the contribution of foreign genes do not protect our genetic heritage, but that it enables their disappearance. The sole purpose of these measures is to completely distort our people, to turn them into a group of people without national, historical and cultural cohesion. In short, the policies of the Kalergi plan was and still is, the basis of official government policies aimed at genocide of the Peoples of Europe, through mass immigration. G. Brock Chisholm, former director of the World Health Organization (OMS), proves that he has learned the lesson of Kalergi well when he says: “What people in all places have to do is to limit of birthrates and promote mixed marriages (between different races), this aims to create a single race in a world which will be directed by a central authority. “

Conclusions

 
41 If we look around us, the Kalergi plan seems to be fully realized. We face Europe’s fusion with the Third World. The plague of interracial marriage produces each year thousands of young people of mixed race: “The children of Kalergi». Under the dual pressures of misinformation and humanitarian stupefaction, promoted by the MSM, the Europeans are being taught to renounce their origin, to renounce their national identity.

 The servants of globalization are trying to convince us that to deny our identity, is a progressive and humanitarian act, that “racism” is wrong, because they want us all to be blind  consumers. It is necessary, now more than ever, to counter the lies of the System, to awaken the revolutionary spirit Europeans. Every one must see this truth, that European Integration amounts to genocide. We have no other option, the alternative is national suicide.

 Translator’s note: Although the reasons due to which Kalergi made the choices he made are of no particular interest to us, we will try to answer a question that will surely our readers have already asked: Why a European aristocrat with Flemish, Polish, Greek-Byzantine roots and even with some samurai blood in his veins (from his mother) was such body plans and organ in the hands of dark forces? The reasons, in our opinion, are multiple, idiosyncratic, psychological and … women. 

 We therefore observe a personality with strong snobbish attitudes, arrogance, and, allow me the term, “degenerate elitism.” Also, the fact that his mother was Asian, perhaps created internal conflicts and frustrations, something that can happen to people with such temperament. But the most decisive factor must have been the “proper teenager”, which incidentally of course, was beside him, and became his first woman (at age 13): The Jewess Ida Roland, who would later become a famous actress.

EUROPEAN COUNCIL

The award of the Coudenhove-Kalergi Prize to President Van Rompuy

 

2On November 16th 2012, the President of the European Council, Herman Van Rompuy, was awarded the Coudenhove-Kalergi Prize, during a special conference in Vienna, to celebrate 90 years of pan-European movement. The prize is awarded every two years to leading personalities for their outstanding contribution to the process of European integration.

 A  decisive factor that helped him win the prize was the balanced way in which President Van Rompuy executed his duties in the new position of President of the European Council, which was established by the Treaty of Lisbon. He handled this particularly sensitive leading and coordinating role with a spirit of determination and reconciliation, while emphasis was also given to his skilful arbitration on European affairs and unfailing commitment to European moral values.

During his speech, Mr Van Rompuy described the unification of Europe as a peace project. This idea, which was also the objective of the work of Coudenhove-Kalergi, after 90 years is still important. The award bears the name of Count Richard Nicolaus von Coudenhove-Kalergi (1894-1972), philosopher, diplomat, publisher and founder of the Pan-European Movement (1923). Coudenhove-Kalergi was the pioneer of European integration and popularized the idea of ​​a federal Europe with his work.

Among the winners of the award, the Federal Chancellor of Germany Angela Merkel (2010) and the President of Latvia Vaira Vike-Freiberga (2006), are included.

Il piano Kalergi: il genocidio dei popoli europei

L’immigrazione di massa è un fenomeno le cui cause sono tutt’oggi abilmente celate dal Sistema e che la propaganda  multietnica si sforza falsamente di rappresentare come inevitabile. Con questo articolo intendiamo dimostrare una volta per tutte che non si tratta di un fenomeno spontaneo. Ciò che si vorrebbe far apparire come un frutto ineluttabile della storia è in realtà un piano studiato a tavolino e preparato da decenni per distruggere completamente il volto del Vecchio continente.

LA PANEUROPA

41Pochi sanno che uno dei principali ideatori del processo d’integrazione europea fu anche colui che pianificò il genocidio programmato dei popoli europei. Si tratta di un oscuro personaggio di cui la massa ignora l’esistenza, ma che i potenti considerano come il padre fondatore dell’Unione Europea. Il suo nome è Richard Coudenhove Kalergi. Egli muovendosi dietro le quinte, lontano dai riflettori, riuscì ad attrarre nelle sue trame i più importanti capi di stato, che si fecero sostenitori e promotori del suo progetto di unificazione europea. [nbnote]Tra i suoi seguaci della prima ora si incontrano i politici cechi Masarik e Benes, così come il banchiere Max Warburg che ha messo a sua disposizione i primi 60.000 marchi. Il cancelliere austriaco Monsignor Ignaz Seipel e il successivo presidente austriaco Karl Renner si incaricarono successivamente di guidare il movimento Paneuropa. Kalergi stesso indicava che alti politici francesi approvavano il suo movimento per reprimere la ripresa della Germania. Così il primo ministro francese Edouard Herriot e il suo governo, come i leaders britannici di tutti gli ambiti politici e, tra loro, il redattore capo del Times, Noel Baker, caddero nelle macchinazioni di questo cospiratore. Infine riuscì ad attrarre Winston Churchill. Nello stesso anno, quello che più tardi si trasformerà nel genocida ceco di 300.000 tedeschi dei Sudeti, Edvard Benes, fu nominato presidente onorario. Egli ha finora quasi disconosciuto Kalergi, ma negoziava anche con Mussolini per restringere il diritto di autodeterminazione degli austriaci e favorire ancora di più le nazioni vittoriose, ma fallì. Nell’interminabile lista degli alti politici del XX secolo, c’è da menzionare particolarmente Konrad Adenauer, l’ex ministro della giustizia spagnolo, Rios, e John Foster Dulles (EEUU). Senza rispettare i fondamenti della democrazia e con l’aiuto del New York Times e del New York Herald Tribune, Kalergi presentò al Congresso Americano il suo piano. Il suo disprezzo per il governo popolare lo manifestò in una frase del 1966, nella quale ricorda la sua attività del dopoguerra: << I successivi cinque anni del movimento Paneuropeo furono dedicati principalmente a questa meta: con la mobilitazione dei parlamenti si trattava di forzare i governi a costruire la Paneuropa >>. Aiutato da Robert Schuman, ministro degli esteri francese, Kalergi riesce a togliere al popolo tedesco la gestione della sua produzione dell’acciaio, ferro e carbone e la trasferisce a sovranità sovranazionale, ossia antidemocratica. Appaiono altri nomi: De Gasperi, il traditore dell’autodeterminazione dei tirolesi del sud, e Spaak, il leader socialista belga. Finge di voler stabilire la pace tra il popolo tedesco e quello francese, attraverso gli eredi di Clemenceau, quelli che idearono il piano genocida di Versailles. E negli anni venti sceglie il colore azzurro per la bandiera dell’Unione Europea. Il ruolo guida di Kalergi nella creazione dell’Europa multiculturale e nella restrizione del potere esecutivo dei parlamenti e dei governi, è evidente ai giorni nostri, e si palesa col conferimento del premio “Coudenhove Kalergi” dal cancelliere Helmut Kohl come ringraziamento per seguire questo piano, così come l’elogio e l’adulazione del potente personaggio da parte del massone e polito europeo il primo ministro del Lussemburgo, Junker. Nel 1928 si aggiunsero celebri politici e massoni francesi: Leon Blum (più tardi primo ministro), Aristide Briand, E. M. Herriot, Loucheur. Tra i suoi associati si incontrava gente molto diversa come lo scrittore Thomas Mann e il figlio del Kaiser, Otto d’Asburgo.  Tra i suoi promotori, a parte i già menzionati Benes, Masarik e la banca Warburg, si incontrava anche il massone Churchill, la CIA, la loggia massonica B’nai B’rith, il “New York Times” e tutta la stampa americana. Kalergi fu il primo a cui fu assegnato il premio Carlomagno nella località di Aachen; e quando lo ricevette Adenauer, Kalergi era presente. Nel 1966 mantiene i contatti con i suoi collaboratori più importanti. Tutti coloro che sono stati insigniti di questo premio fanno parte del circolo di Kalergi e della massoneria, o si sforzarono di rappresentare gli interessi degli USA in Germania. Nell’anno 1948 Kalergi riesce a convertire il “Congresso degli europarlamentari” di Interlaken in uno strumento per obbligare i governi a tornare a occuparsi della “questione europea”, vale a dire, a realizzare il suo piano. Proprio allora si fonda il Consiglio europeo e in cima alla delegazione tedesca troviamo Konrad Adenauer appoggiato dalla CIA.
(Gerd Honsik, “Il Piano Kalergi”)
Nel 1922 fonda a Vienna il movimento “Paneuropa” che mira all’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale basato su una Federazione di Nazioni guidata dagli Stati Uniti. L’unificazione europea avrebbe costituito il primo passo verso un unico Governo Mondiale.
Con l’ascesa dei fascismi in Europa, il Piano subisce una battuta d’arresto, e l’unione Paneuropea è costretta a sciogliersi, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale Kalergi, grazie ad una frenetica e instancabile attività, nonché all’appoggio di Winston Churchill, della loggia massonica B’nai B’rith e di importanti quotidiani come il New York Times, riesce a far accettare il suo progetto al Governo degli Stati Uniti.

L’ESSENZA DEL PIANO KALERGI

6Nel suo libro «Praktischer Idealismus», Kalergi dichiara che gli abitanti dei futuri “Stati Uniti d’Europa” non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di subumanità resa bestiale dalla mescolanza razziale. Egli afferma senza mezzi termini che è necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’elite al potere.

«L’uomo del futuro sarà di sangue misto. La razza futura  eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli, con una molteplicità di personalità». (Kalergi, Praktischer Idealismus)

Ecco come Gerd Honsik descrive l’essenza del Piano Kalergi

Kalergi proclama l’abolizione del diritto di autodeterminazione dei popoli e, successivamente, l’eliminazione delle nazioni per mezzo dei movimenti etnici separatisti o l’immigrazione allogena di massa. Affinchè l’Europa sia dominabile dall‘elite, pretende di trasformare i popoli omogenei in una razza mescolata di bianchi, negri e asiatici. A questi meticci egli attribuisce crudeltà, infedeltà e altre caratteristiche che, secondo lui, devono essere create coscientemente perché sono indispensabili per conseguire la superiorità dell‘elite.
Eliminando per prima la democrazia, ossia il governo del popolo, e poi il popolo medesimo attraverso la mescolanza razziale, la razza bianca deve essere sostituita da una razza meticcia facilmente dominabile. Abolendo il principio dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge e evitando qualunque critica alle minoranze con leggi straordinarie che le proteggano, si riuscirà a reprimere la massa.
I politici del suo tempo diedero ascolto a Kalergi, le potenze occidentali si basarono sul suo piano e le banche, la stampa e i servizi segreti americani finanziarono i suoi progetti. I capi della politica europea sanno bene che è lui l’autore di questa Europa che si dirige a Bruxelles e a Maastricht. Kalergi, sconosciuto all’opinione pubblica, nelle classi di storia e tra i deputati è considerato come il padre di Maastricht e del multiculturalismo.
La novità del suo piano non è che accetta il genocidio come mezzo per raggiungere il potere, ma che pretende creare dei subumani, i quali grazie alle loro caratteristiche negative come l’incapacità e l’instabilità, garantiscano la tolleranza e l’accettazione di quella “razza nobile”. (Honsik, op.cit.)

DA KALERGI AI NOSTRI GIORNI

Interf_logoBenché nessun libro di scuola parli di Kalergi, le sue idee sono rimaste i principi ispiratori dell’odierna Unione Europea. La convinzione che i popoli d’Europa debbano essere mescolati con negri e asiatici per distruggerne l’identità e creare un’unica razza meticcia, sta alla base di tutte le politiche comunitarie volte all’integrazione e alla tutela delle minoranze. Non si tratta di principi umanitari, ma di direttive emanate con spietata determinazione per realizzare il più grande genocidio della storia.
Nel sito della european society si può leggere : The Coudenhove-Kalergi Foundation was established on 15 September 1978 by the Pan-Europa Union – six years after the death of this great European thinker. On 20 February 2008 it was transformed into the European Society Coudenhove-Kalergi.

In suo onore è stato istituito il premio europeo Coudenhove-Kalergi che ogni due anni premia gli europeisti che si sono maggiormente distinti nel perseguire il suo piano criminale. Tra di loro troviamo nomi del calibro di Angela Merkel o Herman Van Rompuy.

11

La Società Europea Coudenhove-Kalergi ha assegnato alla Cancelliera Federale Angela Merkel il Premio europeo nel 2010

2

Il 16 novembre 2012 è stato conferito al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy il premio europeo Coudenhove-Kalergi 2012 durante un convegno speciale svoltosi a Vienna per celebrare i novant’anni del movimento paneuropeo. Alla sue spalle compare il simbolo dell’unione paneuropea: una croce rossa che sovrasta il sole dorato, simbolo che era stato l’insegna dei Rosacroce.

L’incitamento al genocidio è anche alla base dei costanti inviti dell’ONU ad accogliere milioni di immigrati per compensare la bassa natalità europea. Secondo un rapporto diffuso all’inizio del nuovo millennio, gennaio 2000, nel rapporto della “Population division” (Divisione per la popolazione) delle Nazioni Unite a New York, intitolato: “Migrazioni di ricambio: una soluzione per le popolazioni in declino e invecchiamento, l’Europa avrebbe bisogno entro il 2025 di 159 milioni di immigrati. Ci si chiede come sarebbe possibile fare stime così precise se l’immigrazione non fosse un piano studiato a tavolino. È certo infatti che la bassa natalità di per sé potrebbe essere facilmente invertita con idonei provvedimenti di sostegno alle famiglie. È altrettanto evidente che non è attraverso l’apporto di un patrimonio genetico diverso che si protegge il patrimonio genetico europeo, ma che così facendo se ne accelera la scomparsa. L’unico scopo di queste misure è dunque quello di snaturare completamente un popolo, trasformarlo in un insieme di individui senza più alcuna coesione  etnica, storica e culturale. In breve, le tesi del Piano Kalergi hanno costituito e costituiscono tutt’oggi il fondamento delle politiche ufficiali dei governi volte al genocidio dei popoli europei attraverso l‘immigrazione di massa. G. Brock Chisholm, ex direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità  (OMS), dimosta di avere imparato bene la lezione di Kalergi quando afferma:

 «Ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare la limitazione delle  nascite e i matrimoni misti (tra razze differenti), e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale»(«USA Magazine», 12/08/1955)

5a

CONCLUSIONE

Plan+KalergiSe ci guardiamo attorno il piano Kalergi sembra essersi pienamente realizzato. Siamo di fronte ad una vera terzomondializzazione dell’Europa. L’assioma portante della “Nuova civiltà” sostenuta dagli evangelizzatori del Verbo multiculturale, è l’adesione all’incrocio etnico forzato. Gli europei sono naufragati nel meticciato, sommersi da orde di immigrati afro-asiatici. La piaga dei matrimoni misti produce ogni anno migliaia di nuovi individui di razza mista: i “figli di Kalergi”. Sotto la duplice spinta della disinformazione e del rimbecillimento umanitario operato dai mezzi di comunicazione di massa si è insegnato agli europei a rinnegare le proprie origini, a disconoscere la propria identità etnica.
I sostenitori della Globalizzazione si sforzano di convincerci che rinunciare alla nostra identità è un atto progressista e umanitario, che il “razzismo” è sbagliato, ma solo perché vorrebbero farci diventare tutti come ciechi consumatori. È più che mai necessario in questi tempi reagire alle menzogne del Sistema, ridestare lo spirito di ribellione negli europei. Occorre mettere sotto gli occhi di tutti il fatto che l’integrazione equivale a un genocidio. Non abbiamo altra scelta, l’alternativa è il suicidio etnico: il piano Kalergi.