Kyenge : genitore 1 e 2?

“Ma quale genitore 1 e genitore 2!Non c’è altra definizione: è diabolico. Qualcosa di pervertito. La cancellazione dell’identità di genere nella genitorialità è una follia, ministro Kyenge”.Così lo psichiatra e psicoterapeuta, criminologo e docente di psichiatria forense Alessandro Meluzzi al quotidiano online IntelligoNews.“Negando la presenza del maschile e del femminile nel nome di una specie di delirio paranoico mascherato da politicamente corretto, si nega la realtà della realtà. Anche negando Dio, non cambia nulla.In termini darwiniani: se la natura ha creato la meiosi, cioè la diversità tra maschile e femminile, avrà la sue ragioni.Questo appiattimento e abbrutimento nel nome dell’uguaglianza ha qualcosa di pervertito che può portare danni irreparabili per la specie umana.… Continua a leggere

Ammazziamoli tutti in nome del popolo italiano

Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà  politica, economica e sociale. Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità  sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà  e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.Continua a leggere

C'è una missione da compiere

Sono quasi 9000 i nostri soldati, impegnati in 13 Paesi. Con obiettivi diversi ma molto in comune: un nuovo modo intelligente di fare il militare, qualche problema di soldi e un’esperienza che non è sempre facile portarsi a casa. àˆ ora di occuparsi meglio di loro di Alessandra Baduel e Luca RastelloNon c’era abituata, l’Italia, ad avere soldati in giro per il mondo, là  dove si fa, bene o male, la storia. E non si può dire che ci si stia abituando in fretta: così, intorno a quegli 8875 uomini e donne, 1223 in Bosnia, 2601 in Kossovo, 165 in Macedonia, 570 in Afghanistan e soprattutto 3024 nell’occhio del ciclone in Iraq, va in scena da settimane un teatro degli equivoci in Parlamento, degli affetti e dei dispetti a Sanremo, della retorica patriottica e del pacifismo nelle piazze.… Continua a leggere