Il trattato di Osimo

confini orientali nei periodi 1866 – 1918 – 1975 L’articolo 5 della Costituzione recita «la Repubblica è una e indivisibile». Allora perché è bastato un passaggio parlamentare ordinario e non speciale per ratificare il distacco della “Zona B” previsto da quel Trattato, avallando di fatto una modifica alla Costituzione stessa? Altro che Osimo in dubbio per la fine dell’ex Jugoslavia, cioè uno dei due soggetti firmatari, come si dibatteva dopo il ’92. MA andiamo per ordine.  10 Febbraio 1947: firma, a Parigi, del Trattato di Pace tra l’Italia e le nazioni vincitrici della seconda guerra mondiale. Un atto fortemente contestato, anche da personalità non certo accusabili di filofascismo (per tutte Benedetto Croce), un trattato che viene imposto all’Italia senza alcuna possibilità negoziale (sarà definito, per tale ragione, “Diktat”) e che segna in maniera drammatica le sorti del confine orientale italiano: cessione alla Jugoslavia di Zara, di Fiume e di gran parte dell’Istria, costituzione di uno stato cuscinetto, tra Italia e Jugoslavia, definito T.L.T.… Continua a leggere

Porzus

Articolo giornale con esortazione agli Italiani di unirsi alla Jugoslavia Lo studio e l’insegnamento della Resistenza hanno celebrato il primato comunista nella costruzione della democrazia italiana. Ciò al prezzo di una deformazione della realtà storica che è diventata «storia ufficiale». Il nome dei «veri» capi della Resistenza, cioè di Alfredo Pizzoni, presidente del Cln Alta Italia, e del generale Raffaele Cadorna, comandante del Corpo dei Volontari che raggruppava le brigate partigiane, sono sconosciuti agli studenti italiani e quando si celebrano le Fosse Ardeatine si commemora una sorta di «fossa comune» dato che non vi morirono esponenti del Pci e non si ricorda che tra le vittime c’era il capo della Resistenza romana catturato e torturato dai tedeschi, il colonnello Giuseppe Cordero di Montezemolo.… Continua a leggere

Razzismo e Xenofobia

Riporto un articolo dal quotidiano Il Foglio. In questo articolo si parla dei due grandi eroi dell’Europa. Ayaan Hirsi Ali e Theo Van Gogh. Ne parleremo moltissimo. Vorrei anche che leggiate questo articolo perché si accenna a Wilders. Wilders da cinque anni è un recluso. La sua morte, il suo assassinio è chiesto in ogni moschea di Olanda, senza nessuna eccezione. Wilders ha le stesse idee di Ayaan Hirsi Ali, hanno lavorato insieme. Sono insieme stati condannati a morte da una fatwa. Sono stati insieme nominati sullo scritto dell’assassino di Theo Van Gogh. Il partito di Wilders è arrivato secondo alle elezioni ed è per questo che qualcuno scrive: un partito nazista è arrivato secondo alle elezioni in Olanda.… Continua a leggere

Sulla destra sociale

Roma fu «la chiamata di genti diverse ed inizialmente ostili a fare qualcosa di grande assieme» (Ortega y Gasset) Il lettore Fabio A. mi scrive dalla Svizzera a proposito della diatriba con Giulietto Chiesa: «Tale ‘scontro di penne’ mi ha posto in una inizialmente scomoda situazione: Conosco Giulietto Chiesa da anni, come giornalista e scrittore, da quando militavo nella sinistra radicale e lo stimavo parecchio, mentre lei direttore é ‘entrato’ nella mia vita molto dopo, quando le mie vedute hanno cominciato ad abbandonare il dogma sovietico per guardarsi intorno alla ricerca di qualcosa di migliore, di più umano e completo. Ed ecco spuntare Blondet con la sua ‘destra sociale’ (mi piace identificare cosi il suo pensiero, mi smentisca se non é d’accordo) che, devo ammettere, mi ha rapito parecchio soprattutto sui temi economici e di politica estera in generale e che non può assolutamente essere identificata col pensiero di forzanuova come suggeriva un seguace di Chiesa che, evidentemente, non la conosce affatto…».… Continua a leggere

In Algeria non servono gli amerikani per scatenare il jihad

di Carlo Panella La terribile successione tra gli attentati di Casablanca, Algeri e dentro il parlamento di Baghdad, concatenati un giorno dopo l’altro, obbliga a prendere atto di qualcosa di molto più grave e preoccupante della evidente capacità di coordinamento e di iniziativa dell’arcipelago terrorista di al Qaida. E’ straordinario, ormai, il livello tecnico militare di cui danno prova gli attentatori: ad Algeri sono riusciti a colpire addirittura la sede ufficiale del capo del governo Abdulaziz Belkacem, nonostante la capitale sia da 16 anni sottoposta ad un ferreo controllo poliziesco e militare, nonostante in quelle stesse ore l’esercito stesse effettuando un rastrellamento a tappeto di santuari terroristi nel paese, nonostante le migliaia di arresti.… Continua a leggere

Un problema di credibilità 

d’alema sulla sua barca L’aspro confronto interno alla maggioranza di governo si è allargato a macchia d’olio a tutti i temi relativi alla Difesa, alla Sicurezza e alla politica estera nazionale con un pesante impatto sulla credibilità dell’Italia. Il dibattito sul rinnovo della missione in Afghanistan, la manifestazione di Vicenza e soprattutto lo scivolone in Senato con la bocciatura della politica estera del governo e le conseguenti dimissioni di Romano Prodi hanno evidenziato la spaccatura tra una sinistra che non ha nulla di moderato e un centro-sinistra che sui temi internazionali è molto più simile all’opposizione di centrodestra che ai suoi alleati.… Continua a leggere