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Settantatre’ risoluzioni dell’Onu di condanna a Israele

E’ il titolo di un’articolo che va per la maggiore su internet. Addirittura è distribuito come documento comprovante la criminale politica dello stato d’Israele che non rispetta le risoluzioni dell’ONU.

Ma questo articolo dice il vero? Le sue affermazioni e riferimenti sono obiettive o faziose?

Come manipolare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu :

Si immagini di assistere a una partita a scacchi e di cercare di capire le mosse dei pezzi neri senza poter vedere i pezzi bianchi. O di assistere alla differita di una partita di calcio dalla quale siano stati tagliati i fischi dell’arbitro verso una squadra per dare l’impressione che il gioco dell’altra sia inutilmente aggressivo e scorretto. Questa piu’ o meno e’ l’operazione che hanno fatto gli autori (anonimi) di un documento che ultimamente va per la maggiore su internet.

Titolo: “Settantatre’ risoluzioni dell’Onu di condanna a Israele”. Sottotitolo (insinuante): “Nessun ispettore, nessuna guerra per farle rispettare”. Segue un nudo elenco di risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che “esprimono condanna all’operato di Israele”, citate per numero e data e accompagnate da brevi “estratti che ne illustrano il contenuto”. Insomma: un documento che parla da se’, che non ha bisogno di commenti tanto e’ evidente il torto di Israele.

E invece di commenti ha bisogno eccome. Per questo ci sentiamo costretti a tornare, con maggiore dettaglio, su un tema gia’ affrontato su queste pagine (Vedi NES ott. 2002: Il falso parallelo).

Innanzitutto le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza non sono tutte uguali. Vi sono quelle approvate sulla base del Capitolo 6 della Carta delle Nazioni Unite e quelle sulla base del Capitolo 7.

Il Capitolo 6 si intitola “Composizione pacifica dei conflitti” e afferma (art. 33) che “le parti in causa in un conflitto […] dovranno innanzitutto cercare una soluzione […] con mezzi pacifici”. Quando il Consiglio vota sulla base del Capitolo 6 e’ come se dicesse agli Stati in guerra fra loro: “Dovete negoziare per comporre il conflitto e dovete farlo sulla base delle linee che vi indico”. Il Capitolo 7, invece, si intitola “Azioni in caso di minacce alla pace, violazioni della pace e atti di aggressione”. Gli articoli di questo Capitolo conferiscono al Consiglio la responsabilita’ di individuare le minacce alla pace mondiale e gli danno facolta’ di varare risoluzioni con valore esecutivo e vincolante, autorizzando la comunita’ internazionale a ricorrere a varie forme di coercizione per ottenere la loro applicazione, dalle sanzioni fino all’uso della forza militare. Quando il Consiglio vota sulla base del Capitolo 7 e’ come se dicesse a uno Stato: “Il tuo comportamento mette in pericolo la pace del mondo: o ti adegui a quanto di dico di fare o interveniamo con la forza”.

Ora, come ricordava qualche mese fa anche l’Economist (10.10.02), “nessuna delle risoluzioni a proposito del conflitto arabo-israeliano e’ stata emanata ai sensi del Capitolo 7. Imponendo sanzioni anche militari contro l’Iraq, ma non contro Israele, l’Onu non fa che rispettare le sue stesse regole interne”. E aggiungeva: “Che le risoluzioni ai sensi del Capitolo 7 siano diverse, e che nessuna di esse sia stata approvata contro Israele, e’ un fatto riconosciuto dagli stessi diplomatici palestinesi”, che infatti se ne lamentano. Quella irresponsabile minaccia nel titolo del documento (”nessuna guerra per farle rispettare”) puo’ essere stata scritta solo da una persona molto ignorante o in mala fede.

Vale la pena sottolineare che la distinzione fra Capitolo 6 e Capitolo 7 non e’ puramente formale. Essa riflette due situazioni politiche completamente diverse. In un caso, infatti, il Consiglio di Sicurezza individua nel regime iracheno e nei suoi comportamenti una minaccia alla stabilia’à e alla pace regionale e mondiale. Pertanto il Consiglio esige da quel regime comportamenti diversi, pena il ricorso alla forza. Nell’altro caso, invece, il Consiglio di Sicurezza deve promuovere la composizione di un conflitto arabo-israeliano pluri-decennale che vede coinvolte piu’ parti, ognuna con le proprie responsabilita’. Ma gli autori del documento vogliono che le responsabilita’ siano solo di Israele e dunque riportano, di molte risoluzione, solo la parte che si rivolge a Israele, convenientemente scordando l’altra parte, quella che si rivolge agli arabi. Appunto, come una partita truccata.

Cosi’ ad esempio, e’ vero – come dice il documento – che le risoluzioni 1402 e 1403 (2002) chiedevano “alle truppe israeliane di ritirarsi dalle citta’ palestinesi”. Ma chiedevano anche e contemporaneamente “l’immediata cessazione di tutti gli atti di violenza, compresi tutti gli atti di terrore, provocazione, istigazione”. In sostanza il Consiglio di Sicurezza ribadiva che solo un cessate il fuoco “significativo” (meaningful, nel testo originale), cioe’ non a parole, unito a un ritiro israeliano dalle ultime posizioni rioccupate, avrebbe permesso la ripresa del negoziato di pace. Tacendo mezza risoluzione, gli autori del documento fanno dire al Consiglio che Israele doveva ritirarsi senza se e senza ma, mentre i palestinesi potevano continuare con spari e attentati. Giudichi il lettore se e’ la stessa cosa.

Allo stesso modo, e’ vero – come dice il documento – che la risoluzione 1435 (2002) chiedeva a Israele “la fine immediatamente delle misure prese a Ramallah e dintorni” e “il rapido ritiro delle forze di occupazione israeliane dalle citta’ palestinesi”. Ma e’ vero anche che essa ribadiva “la richiesta di una completa cessazione di tutti gli atti di violenza, terrorismo, provocazione istigazione”, e faceva “appello all’Autorita’ Palestinese affinche’ adempia al suo esplicito impegno di garantire che i responsabili di atti terroristici vengano da essa assicurati alla giustizia”. Ma di nuovo, questa parte della risoluzione e’ scomparsa.

Il piu’ delle volte il Consiglio di Sicurezza, quando chiama in causa Israele, formula anche contemporaneamente precise richieste alle controparti arabe, e cio’ per la ovvia considerazione che la pace in Medio Oriente non puo’ essere fatta da una parte soltanto. Ma questo e’ appunto cio’ che gli autori del documento non vogliono capire (o farci capire).

Non basta. Gli autori non omettono solo pezzi di risoluzione. Omettono anche intere risoluzioni. Ad esempio, per restare nel 2002, non viene citata la 1397. Come mai? Forse perche’ esprimeva “grave preoccupazione […] per i recenti attentati”, chiedeva “l’immediata cessazione di tutti gli atti di violenza, terrorismo, provocazione, istigazione” ed esortava “le parti israeliana e palestinese e i loro dirigenti a cooperare nella realizzazione del piano Tenet e del Rapporto Mitchell, allo scopo di riavviare i negoziati per una composizione politica”: tutte cose che la parte palestinese, non quella israeliana, si e’ rifiutata di fare.

Vistosa, poi, l’assenza di una delle piu’ importanti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza di tutta la storia del conflitto: la 242 del 1967. Di nuovo, come mai? Forse perche’ chiedeva (agli arabi, ovviamente) la “fine di ogni stato di belligeranza” e il “riconoscimento del diritto [di Israele] di vivere in pace entro confini sicuri e riconosciuti, libero da minacce o atti di forza”?

Della 425 (1978) si dice che “ingiungeva a Israele di ritirare le sue forze dal Libano”. Ma non si ricorda che chiedeva anche il ripristino della pace al confine israelo-libanese e un “rigoroso rispetto della integrita’ territoriale, sovranita’ e indipendenza politica del Libano”, tutte cose che truppe siriane, milizie palestinesi, agenti iraniani e terroristi Hezbollah non si sognano minimamente di fare. Ne’ viene riportata la Dichiarazione del 18 giugno 2000 con cui il Consiglio di Sicurezza certificava che “Israele ha ritirato le sue forze dal Libano in conformita’ con la risoluzione 425″.

Ancora piu’ curioso il fatto che l’elenco delle risoluzioni viene fatto iniziare con la n. 93 del 18 maggio 1951. Eppure il conflitto arabo-israeliano scoppia almeno tre anni e mezzo prima, con il rifiuto arabo della risoluzione di spartizione 181 dell’Assemblea Generale dell’Onu (29.11.47) e l’attacco degli eserciti arabi a Israele. Prima della 93 (1951) a noi risultano non meno di 21 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, tra cui quelle – ufficialmente respinte dai governi arabi – che chiedevano il cessate il fuoco e il rispetto della 181.

Non manca, invece, la risoluzione 487 del 19 giugno 1981: quella che condannava “con forza” la distruzione del reattore nucleare iracheno di Osirak da parte dell’aviazione israeliana. Una risoluzione che, riletta oggi, basta da sola a screditare l’Onu agli occhi degli israeliani e di chiunque abbia a cuore la pace e la stabilita’ internazionali.

Resta da fare un’ultima considerazione, di carattere storico-politico. Tutti sanno che i paesi arabi, ripetutamente sconfitti in campo aperto, hanno fatto costantemente ricorso al terrorismo (dai feddayin degli anni ‘50 fino agli Hezbollah degli anni ‘80 e ‘90) per esercitare una continua pressione militare ai confini e all’interno dello Stato di Israele. L’hanno fatto organizzando, finanziando, addestrando, capeggiando varie formazioni “guerrigliere” palestinesi, nella consapevolezza che l’Onu avrebbe dovuto per forza condannare le “violazioni” delle linee d’armistizio fatte da uno Stato (Israele), ma non avrebbe mai potuto condannare allo stesso modo le “violazioni” (infiltrazioni, attentati, stragi di civili) fatte da formazioni irregolari (i terroristi) che provocavano la reazione d’Israele. Un trucco palese, persino dichiarato, che non inganna piu’ nessuno. Salvo i “volonterosi” autori del documento e i loro sfortunati lettori.

Israele.net

Ammazziamoli tutti in nome del popolo italiano

Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà  politica, economica e sociale.

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità  sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà  e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Bella la nostra costituzione peccato che vale solo pochi e non per i 3500 disgraziati che attualmente si trovano in stato vegetativo senza cure, senza nulla!
3500 è una conta stimata sulle degenze ospedaliere ma la maggior parte è abbandonata a se stessa e curata in famiglia nelle case private. Una marea di persone senza voce che non ha il tempo di scendere in piazza per urlare perchè si deve prendere cura dei loro cari, perchè deve guadagnare per sopravvivere… Ma queste persone possono essere curate!

Di seguito alcune testimonianze prese da qui : http://www.salvatorecrisafulli.it/index.htm (sicuramente ci sarà qualche ignobile che leggendo la provenienza troverà il modo per imbrattare il blog con insulti)

Allora si può capire la disperazione della famiglia di Englaro. Come al solito, lo Stato, invece di impegnarsi per trovare una soluzione e fornire quei servizi che sono dovuti ai cittadini, sanciti dalla costituzione, ha preferito rimuovere il soggetto : in questo caso, Eluana.

Dove stanno i sinistri urlatori della solidarietà? Dove stanno i radicali che rivendicano la libertà individuale e la dignità dell’individuo? Dov’è la coerenza, l’onesta intellettuale? Dove sono i diritti costituzionali?

Dov’è, sopratutto, il rispetto di una costituzione che viene tirata come la pelle dello scroto solo per i propri interessi politici? Non dovrebbe essere il cittadino al di sopra di tutto? Non dovrebbe essere il cittadino al centro dell’interesse della politica?

Adesso, voi che avete urlato e che è stato soddisfatto il vostro diritto alla “morte” date spazio e voce a chi vuole il diritto alla “vita” se ne avete il coraggio e dimostrate che avete rispetto anche per i diritti altrui e non solo per i vostri.

Cristina Magrini

Cristina Magrini 42 anni, in Stato Vegetativo Permanente da 27 anni vittima di uno spaventoso incidente stradale vive a Sarzana (SP) solamente con il padre Romano di 75 anni, la madre morì 16 anni fà. La sua poca famiglia ne a viste di tutti i colori in questi lunghissimi 27 anni. Dicevamo è assistita dal padre -in questi anni abbiamo avuto massima solidarietà dalle persone comuni, al tutt’oggi non usufruisce della legge 162. La Asl gli passa un fisioterapista 2 ore al giorno Lu – Ve, non esiste l’infermiere. il Comune di Sarzana per 6 giorni la settimana gli a concesso per 3 ore al giorno (la mattina) una Assistente per pulirla. Invece la Cassa di Risparmio di La Spezia le concede una badante per 4 ore il pomeriggio per nutrirla. – Mesi addietro provai a portare mia figlia in un centro RSA rimase 20 giorni, ma poi fui costretto a riportarla via, perchè le case di riposo in generale prendono pazienti che portano la Peg, pertanto essendo che mia figlia si nutre per bocca non era un centro idoneo- “in linea di massima sono contrario all’eutanasia” – ma…. prima che mia figlia rimanga sola, quando io non ci sarò più, e se le cose rimarranno così (si riferisce alle leggi) sono favorevole al testamento biologico per farla morire.

Italo Triestino

italo Triestino, 41 anni, in Stato Vegetativo Permanente da 19 anni, vive a Fiesco (CR) con i genitori 71 e 66 anni. Si nutre dalla bocca, no tracheotomia, Tutti i familiari avendo appreso l’iniziativa dello sciopero della fame e la protesta in generale si associano -abbiamo avuto scarsissima assistenza, abbiamo rincorso tutti per ottenere le attrezzature necessarie, le assistenti sociali in cui abbiamo più volte avuto modo di parlare riferiscono che non esistono leggi e nessun sostegno lamentando spesso il reddito del nucleo (pensioni e reddito familiare complessivo). Non esiste nessun servizio da parte del Comune. Ci sentiamo abbandonati da tutto lo Stato Italiano, abbiamo avuta tanta solidarietà solo nelle persone civili. Per tre volte la settimana viene un fisioterapista per 20 minuti. Vogliamo rispetto e dignità sulla vita umana.

Lioce Vita Antonio

Lioce Vita Antonio 53 anni, vive a Ginosa (TA), da Ottobre del 2005 in Stato Vegetativo (post Anossico) portatore di Peg Tracheotomia e pompa Baclofen accudito solo dalla sua famiglia. La famiglia sentito l’appello avanzato da Salvatore Crisafulli ed altri familiari si associa a questa protesta. La ASL gli passa solamente un fisioterapista 1 volta al giorno, il Comune gli concede un ODA 1 ora al giorno per pulire la casa tutto qui. Questo è l’aiuto che ci passa lo Stato italiano, poi parlano di dignità alla vita ecc. ecc. Vi supplico aiutateci…….

Carmelo Spataro

Carmelo Spataro ha 70 anni, che vive in stato vegetativo prolungato da 15 anni a causa di un incidente sul lavoro. Vive a Castelfiorentino (FI). Mai avuta assistenza, ed ha pagato addirittura le visite specialistiche assistito dalla moglie con un figlio totalmente disabile perchè cieco vivendo tutti in una sola camera. All’appello lanciato da Crisafulli ha risposto subito, accettando anche lui di partecipare allo “sciopero della fame”, rischiando oggettivamente di morire da un giorno all’altro, visto che attualmente si trova in condizioni di salute molto delicate.

Emanuela Lia

Emanuela Lia, 36 anni, vive in stato vegetativo da 15 anni in seguito ad un violentissimo incidente stradale. Vive a Tricase (LE) assistita dai suoi familiari che si sono completamente dedicati a lei. La famiglia non si sente garantita dallo Stato ed è abbandonata a se stessa; addirittura si devono pagare per intero alcuni farmaci salvavita per Emanuela. Per quanto riguarda la fisioterapia (che in questo caso è vitale) ci mandano un fisioterapista due volte la settimana per 20 minuti. Non abbiamo, inoltre, nessun sostegno psicologico per affrontare questa lunga strada in salita, che alla lunga, logora i nervi. Non per la fatica che comporta, ma per l’ansia e la disperazione di sapere che la ragazza può anche -per un qualsiasi motivo- non arrivare a domani.

Carmela Galeota

Carmela Galeota 41 anni, vive in stato vegetativo dal 1993, a causa di un gravissimo incidente stradale. Vive a Ginosa (TA) solamente con la madre di 62 anni, senza assistenza senza le necessarie attrezzature “assistenza? chi la conosce? Dice la mamma- viene un fisioterapista una sola volta e per 20 minuti. Vorrei scappare via dall’Italia ma dove vado?”

Marcello Crisafulli

Marcello Crisafulli 20 anni figlio di Pietro (fratello di Salvatore), nato con asfissia neonatale, con esiti di grave ritardo mentale neuromotorio e psicomotorio, con difficoltà persistenti alla deambulazione e alla comunicazione, riconosciuto inabile totale al 100% e in possesso della legge 104 comma 3 (situazione di gravità). Mai dalla sua nascita avuto sostegno, ancora più grave nonostante il Tribunale dei Minori di Firenze abbia imposto alla Regione Toscana alle Asl ai servizi sociali di intervenire con tutti i supporti possibili. Ancor più pesante nonostante nello stesso nucleo esiste un altro figlio di 8 anni (disabile lieve), affetto dalla nascita da una malattia rara la Fenilchetonuria (PKU), una malattia che potrebbe essere anche fatale. Questa la storia personale-familiare di Pietro, che mai aveva esposto non avendo la forza di reagire non conoscendo che esistessero le leggi che mai vengono applicate. Ma che comunque è assolutamente ancor più grave quando negli anni 2004 / 2005 Salvatore viveva in Toscana durante la lunga lotta, nonostante tutte le gravi condizioni dei familiari i servizi sociali competenti, si! intervennero ma con un “buono alimentare” al mese per tre mesi da 100 euro, da spendere in un supermercato affiliato al Comune. Un angoscia tremenda nonostante esistessero tutte le esigenze primarie ed assolute per intervenire tempestivamente.

ASSOCIAZIONE UNITI PER I RISVEGLI DI BARI

L’associazione uniti per i risvegli di Bari, si è unita con noi scrivendo queste parole nel sito http://blog.libero.it/ComaPuglia da oggi parte lo sciopero della fame dei malati post coma e loro parenti. Uniti a tutti coloro che fanno parte dell’associazione, diciamo basta al silenzio ipocrita che vede malati gravissimi abbandonati senza assistenza e cure adeguate nelle famiglie, siamo costretti a vite d’inferno, soli con poco a disposizione, ci dobbiamo trasformare in esperti e sperare i nostri figli sopravvivano. Ora iniziamo lo sciopero della fame, ma se non verremmo ascoltati, e in Italia siamo tantissimi, procederemo con lo sciopero del voto! Siamo cittadini come gli altri, ma mentre voi vivete, noi preghiamo per sopravvivere. Dopo la rianimazione non c’è niente, solo i ricchi possono curarsi. Aiutateci e sosteneteci! Siamo disperati.

ND.

(Privacy) ND, una bambina di appena 9 anni, da 4 in gravi condizioni di salute, portatrice di Peg, e di cannula tracheale, (i genitori sono insegnanti) Soli contro uno stato fantasma per aiutare i gravi disabili.

Leonardo Colella

Leonardo Colella 30 anni da 9 in Stato Vegetativo vittima di un grave incidente stradale. Vive a Bari, con scarsissima assistenza sanitaria assistita costantemente dalla sua famiglia. Ne abbiamo viste di cotte e di crude siamo stanchissimi

ND.

(Privacy) ND, una ragazzina di 14 anni, da 13 in SVP vittima della deglutazione di una castagna andata di traverso, poco assistita la famiglia si sente stremata e soffocata. Vive a Bari

Angela Giovannelli

Angela Giovannelli 42 anni da 7 anni in Stato Vegetativo, vittima di un Aurisma (rottura di una vena), viene assistita solo dai familiari. Angela era un insegnante di sostegno per i disabili. Da svariati anni nessun sostegno psicologico sanitario e riabilitativo- La ASL le concede solo il fisioterapista per 45 minuti. Vive a Valenzano

Angelo Cervo

Angelo Cervo 43 anni da 8 in SVP è stato assistito solo dalla sua famiglia, vive a Erchie

Antonio Petrosino

Antonio Petrosino, 40 anni di Bari, da due anni in Stato Vegetativo, vittima di un incidente stradale in giugno 2006. Attualmente ricoverato in un centro di riabilitazione a Rimini. Fra qualche giorno sarà dimesso come già avvenuto negli altri centri, perchè c’è un limite massimo di ricovero!! Siamo all’ennesima ricerca di una struttura che possa ospitare un paziente in tali condizioni nella nostra regione (priva di centri di risveglio) e vista la situazione famigliare non idonea (mamma disabile). Da quel giorno tutta la nostra vita (Genitori, fratelli fidanzata) è cambiata senza ricevere aiuto e sostegno da parte di nessuno nonostante le varie richieste; continuiamo a rincorrere qualcuno che ci aiuti in un ricovero decente e non in case di riposo!! CERCHIAMO AIUTO PER SOSTENERE QUESTA GRANDE SOFFERENZA “DIAMO IL VERO VALORE ALLA VITA!” “Aiutatemi a trovare i mezzi per continuare a lottare per questo grande amore Concy”.

Pino Fraccalvieri

Pino Fraccalvieri per conto della moglie, Giulia 47 anni da 5 anni e 9 mesi in Stato Vegetativo per un emorragia Cerebrale. Mia moglie Giulia insieme a me, fa parte della schiera di “INVISIBILI”, ribadiamo la nostra completa disponibilità, per quanto riguarda la protesta che avete intrapreso, anche attraverso la nostra associazione “NovaVita” chi meglio di me non capisce i disagi? e l’abbandono che viviamo ogni giorno!!

Giovanni Martinello

Mio nipote Claudio 42 anni in SVP dal 12 Aprile del 2006, colpito da un emorragia cerebrale, e poichè stiamo vivendo una situazione simile, in cui non vediamo alcuna via di uscita, Claudio figlio unico i genitori non sanno più a che santo rivolgersi, Non sappiamo come comportarci con l’ammalato perchè nessuno ci da consigli. Vi prego cortesemente di aiutarci per darci delle possibilità di aiutare questo grave disabile.

Antonio Daloiso

Maurizio 28 anni, vittima di un incidente si trova in Coma Vegetativo da un anno, anche noi stiamo vivendo una situazione simile alla vostra mio cugino Maurizio. “La vita è bella” e deve essere vissuta al massimo.. ma dobbiamo essere aiutati sia per la ricerca delle strutture ed anche sostenere le famiglie che vivono questo dramma.

Vincenzo Marziano

Mio padre Vincenzo 62 anni, vittima di un grave incidente stradale dal Maggio 2007, l’impatto gli ha cagionato una emorragia all’addome e vari traumi nella testa e fratture sparse, son passati 11 mesi e si trova in Stato Vegetativo, soffro e mi sento impazzire, come del resto soffre tutta la mia famiglia. Adesso la cosa più preoccupante per noi è che tra poco terminerà il periodo di riabilitazione coperto dal SSN. Nessun altro centro lo vuole, ma credo che ormai tutti noi sappiamo la tristezza che dobbiamo sopportare. Sto contattando tutti i centri di riabilitazione neuromotoria d’italia, ma la risposta è sempre la stessa: non abbiamo i posti e che papà deve stare in casa. La nostra casa non è adatta ad una situazione del genere è troppo piccola, e credo di non aggiungere altro perche mi rendo conto che viviamo in un paese senza diritti. Un uomo come mio padre che per un intera vita ha lavorato onestamente e pagato tutte le stramaledette tasse che questo paese impone, alla fine della sua vita, quando le sue condizioni di salute sono disperate, non gli spetta nemmeno un posto letto in un centro di riabilitazione, eppure non chiediamo soldi, non chiediamo vacanze, non l’impossibile, solo un misero posto che garantisca a mio padre almeno la dignità fino a che il signore deciderà per lui.

Alfredo Ferrante

Alfredo Ferrante 57 anni, dal 04 /01 /2007 è in Stato Vegetativo, sono uno dei tanti disperati che hanno un proprio famigliare in Coma Vegetativo, la mia è una storia come tante altre fatta di speranze e di illusioni. Il mio adorato fratello era stato colpito da ictus emorragico all’ encefalo sinistro di vaste proporzioni ricoverato presso l’ ospedale CTO di Roma. Era un giorno come tanti altri, niente faceva presupporre che la mia vita precipitasse in un baratro senza fine. ho girato mezza Italia, conoscendo tanto dolore e poche risposte dai cosiddetti centri di riabilitazione che si fanno tanta pubblicità su internet, risvegli miracolosi con tecniche (fatte in casa ) solo per attirare pazienti nei loro centri, per avere più accrediti da parte di questa Sanità malata e corrotta. Nessun centro è autosufficiente non parlo di diagnostiche all’avanguardia comè la risonanza magnetica funzionale ma di macchinari ormai superati come la TAC o esami come l’elettromiografia o potenziali evocali. Esiste all’interno di essi solo un dott con anni di esperienza gli altri sono giovani neolaureati alle prime esperienze che non avendo superato concorsi pubblici vengono a bivaccare dal privato e messi a contatto con pazienti che per la loro difficile patologia avrebbero bisogno di dottori con tanta esperienza, con tanto amore e dedizione per il proprio lavoro, “AMORE E DEDIZIONE” queste sono le parole magiche che dovrebbero essere impresse nei loro cuori per dare la massima assistenza a coloro che loro definiscono bambole. Sono belle le parole che ha pronunciato il PAPA, ma io non voglio belle parole voglio i fatti perchè la chiesa non si fa carico a proprie spese di aprire centri di risveglio, se pensiamo che a Roma (città dalle mille chiese) ne esiste solo uno con sei posti letto Noi vogliamo stare vicino ai nostri cari gestendo noi la loro vita, ma dateci i mezzi e le strutture per farlo. In questo paese dove si creano commissioni per ogni stupidaggine, fatene una seria che faccia il giro di questi centri di psudo riabilitazione, o se preferite di lunga degenza e forse capirete di ciò che sto parlando. Sono pochi e molti di essi se ne fregano dei nostri cari abbandonandoli al proprio destino, anzi levando a loro anche la dignità, lasciandoli tra le feci e il vomito. In questo mio lungo calvario che dura da 14 mesi, sento il bisogno di ringraziare un grande uomo che nei momenti difficili mi è stato sempre vicino Pietro Crisafulli, e una grande donna signora VILLA Presidentessa dell’associazione Arco 92.

Fargnoli Ginevra

Fargnoli Ginevrra, 35 anni vive in provincia di Caserta. Mia moglie è in Stato vegetativo Persistente da ormai sei anni. Infatti il 25 gennaio 2002, nel corso di un travaglio da parto – presso il nosocomio di Cassino (FR) Gemma DE BOSISIS – per cause attualmente al vaglio della magistratura – penale e civile – ha avuto un arresto cardio respiratorio rimanendo per un lunghissimo periodo senza rianimazione (circa venti minuti). Dopo cinque giorni di agonia ho deciso, contro il parere dei medici, di trasportarla a Roma presso il Policlinico Gemelli, dove è stata operata d’urgenza per scongiurare la morte, con un intervento di cranotomia frontale decompressivo. Successivamente, dopo circa un mese, è stata ricoverata presso la Clinica di Hoczirl – Austria, dal Prof. SALTUARI. Nella struttura austriaca c’è stato un lieve miglioramento, le condizioni generali si sono stabilizzate, è stata chiusa la tracheteomia. Ciò ha consentito il trasporto a casa, dove è attualmente degente. L’assistenza sanitaria è pressocchè inesistente, Ginevra usufruisce di tre ore giornaliere di fisioterapia e logopedia, non vi sono infermieri che vengono a domicilio ne medici che la visitano. Tutto grave sulle spalle mie e dei miei familiari, sono allo stremo delle forze, psichiche e finanziarie. L’assistenza domiciliare è di due ore settimanali (sic) attualmente Ginevra soffre di una insufficienza respiratoria e di una forte tetraplegia. Vorrei ricoverarla presso un istituto specializzato, al fine di verificare meglio le condizioni generali di salute. mi associo a questa vostra angosciosa protesta. Sono anche alla ricerca di mezzi necessari per poter trovare un valido medico che possa farci ritornare il sorriso a tutti noi. F.to Angelo

Santoro Pasquale

Santoro Pasquale, 28 anni vive a Carovigno (BR) in Stato Vegetativo da 5 anni per un arresto cardio circolatorio, Vive con i genitori ed i fratelli totale 6 persone, con un reddito di 1300 Euro complessive (pensione e lavoro), è stato assistito in questi lunghi anni solo ed esclusivamente dalla famiglia. La famiglia si associa a questa protesta. L’assistenza Sanitaria è del solo fisioterapista per 45 minuti. Siamo stanchissimi stremati lasciati nella nostra disperazione e solitudine.

Maria Sapienza

Maria Sapienza 51 anni, da 5 anni in Stato Vegetativo, dopo un incidente stradale in cui persero la vita il marito ed il figlio di 19 anni. Oggi accudita in casa dalla sola mamma di quasi 80 anni.

Sebastiani Alessio

Sebastiani Alessio, 39 anni vive a Roma in Stato Vegetativo da 3 anni, vittima di un gravissimo incidente sul lavoro, vive con i soli genitori che si sono completamente dedicati a lui. Abbiamo fatto di tutto per trovare una soluzione ideale per mio figlio, abbiamo trovato tantissime porte chiuse, siamo disperati, siamo soli, non abbiamo la forza di continuare, adesso ci associamo a voi con la vostra protesta sperando che almeno possa terminare questo lunghissimo incubo, siamo stanchi.

Maria Calabrese

Maria Calabrese 31 anni da 6 anni per colpa di un incidente stradale si ritrova in Stato Vegetativo Persistente avvenuto a Napoli nel Gennaio del 2002. Viene assistita a casa dalla madre e dal fratello. La Asl ci concede un terapista 3 volte la settimana, lei si ritrova con peg e tracheotomia, no respiratore. Ci uniamo a questa vostra protesta, chiedendo allo stato italiano veramente di aiutarci, viviamo una vita che non e vita, spero ci ascoltate.

Toscano Alberto

Toscano Alberto di anni 49 vive a Reggio Calabria da 9 anni in SVP, lo stesso fù vittima di un incidente stradale avvenuto all’estero. Potrete ben capire il calvario che abbiamo dovuto subire sia dagli ospedali che per riportarlo in Italia. Siamo soli ed abbandonati, nessun tipo di sostegno avuto. Noi lo curiamo, noi lo assistiamo, noi gli diamo tutto l’amore possibile, anche noi siamo stremati dalla stanchezza che prima o poi crollerà.

Lazzari Pietro

vi scrivo per associarmi a questa dura protesta, mi chiamo Anna 51 anni sono la mamma di Pietro Lazzari di 25 anni, mio figlio viene curato solo da noi, abbiamo un assistenza a dir poco inesistente, Pietro da 4 anni si trova in Coma Vegetativo portatore di Peg, quando gli parlo lui piange tanto credo che lui mi capisce, sono sempre alla ricerca di un posto dove ricoverarlo in italia ti mettono in lista ti fanno riempire fogli a volontà, svariate telefonate inutili siamo stremati.

40 anni di terrorismo

Dopo la conferenza tricontinentale tenutasi all’Avana dal 3 al 15 gennaio del 1966 (fondazione dell’OSPAAAL) , la Connessione cubana al terrorismo, dopo l’intervento di ernesto che guevara, scatenò la guerra contro l’occidente … quando l’invasione dell’Iraq e dell’Afganistan non erano ancora avvenute e non potevano essere prese come scusa.
… After tricontinental conference held in Havana from January 3-15, 1966 (foundation OSPAAAL), the Cuban connection to terrorism, after participation of ernesto che guevara, unleashed the war against the West … When the invasion of Iraq and Afghanistan had not yet occurred and could not be taken as an excuse

For whom the bell tolls…

July 23, 1968: An Israeli El Al flight en route from Rome to Tel Aviv, Israel with a crew of ten and thirty-eight passengers, was hijacked by four Popular Front for the Liberation of Palestine Islamic terrorists and forced to land in Algiers, Algeria – an OPEC, Marxist Muslim fiefdom.
August 10, 1968: While it was relatively meaningless by itself, it was part of a bigger campaign. In Turkey today, two firebombs were thrown into the USIS office in Izmir. The anti-American climate in Islamic Turkey would continue to fester and grow.
August 10, 1968: Yasser Arafat’s al-Fatah detonated three grenades in Jerusalem’s Jewish section, injuring eight Israelis and two Americans.
August 19, 1968: Yasser Arafat’s al-Fatahdetonated a bomb near the Parliament building in Jerusalem. No one was hurt.
August 21, 1968: Al Fatah terrorists bombed the U.S. Consulate building in East Jerusalem demonstrating their hatred for Americans.
September 4, 1968: Palestinian Muslims detonated three bombs in the Central Bus Station in Tel Aviv killing one Israeli and wounding 71 more. Attacking soft civilian targets was becoming a hallmark of Fatah terrorists.
September 13, 1968: Syrian al-Sa’iqa terrorists attacked the Israeli police headquarters in Baniyas in the Golan Heights. The facility was destroyed and all five Jews who were inside were killed.
October 26, 1968: In the Federal Republic of Germany, three prominent anti-Communist Croatians were assassinated in a Munich apartment. Throughout much of 1968, Communists in Croatia were attacking targets all across Europe.
October 26, 1968: Armed with a revolver, a member of the Black Panthers, Raymond Johnson hijacked a National Airlines flight to Cuba. The Black Panther was arrested and held by Cuba. No one was injured and there were no prisoner exchanges or ransoms.
October 26, 1968: Two Italians hijacked an Olympic Airways jet from Paris en route to Athens to publicize their opposition to the military junta in Greece. The terrorists brandished a pistol and a grenade. They gave the 130 passengers handbills telling them that they had just been punished for going to Greece. No one was injured and no prisoners were exchanged.
November 22, 1968: Islamic terrorists in Israel used a large bomb to kill 12 Jews and wound 52 more in Jerusalem’s most crowed open-air market.
December 26, 1968: Still basking in their July 23rd success, the Popular Front for the Liberation of Palestine attacked another El Al aircraft in Athens, shooting and killing one passenger. In response, Israel destroyed 14 Lebanese planes in Beirut. The two Palestinian hijackers who perpetrated the attack were freed in September of 1970 as the result of a quad hijacking by the PFLP and subsequent prisoner exchange.
December 29, 1968: Yasser Arafat’s al-Fatah claimed “credit” for shelling the Israeli town of Beisan in northeast Israel.
December 31, 1968: In Israel, al-Fatah Islamic terrorists attacked the Jewish settlement of Kiryat Shmona in the upper Galilee. The rockets they deployed had been fired from Lebanon. It was the beginning of a foreboding trend.
January 2, 1969: A lone Islamic terrorist hijacked an Olympic Airways flight that had departed from Crete en route to Athens. The plane was flown to Cairo, Egypt.
February 3, 1969: Yasser Arafat, in the afterglow of the Time Magazine cover story on his violent and victorious defeat at the village of Al-Karameh, and flush with OPEC funding and jihadist recruits, was appointed Director of the Palestinian Liberation Organization in their meeting in Cairo, Egypt. The ugly face of Islamic terror had a new “Commander-in-Chief of the Palestinian Revolutionary Forces.” The “Chairman of the PLO’s Political Department” was now Yasser Arafat.
February 18, 1969: Palestinian Muslims attacked an Israeli El Al airliner in Zurich, Switzerland as it was preparing to take off en route to Tel Aviv. The cockpit of the airliner was machine-gunned by the four Islamic terrorists who belonged to the Popular Front for the Liberation of Palestine.
The terrorists fired 200 bullets and lobbed incendiary grenades from their car as the plane taxied down the runway.
February 25, 1969: The Popular Front for the Liberation of Palestinian “claimed credit” for detonating a bomb inside the British Consulate in Jerusalem. .
March 1, 1969: In Germany, Islamic terrorists corrupted by the Muslim Brotherhood used a bomb to destroy an Ethiopian Airlines Boeing 707 jet at the Frankfurt Airport. Several cleaning women were injured in the blast.
The Government of Ethiopia blamed the attack on the Syrian-Egyptian Movement for the Liberation of Eritrea. The Islamic Eritrean Liberation Front claimed credit for the bombing.
March 6, 1969: Muslims belonging to the PFLP thought it would be a good idea to detonate a bomb in the Hebrew University cafeteria, so they did, mutilating and burning the bodies of 29 Jewish students.
May 22, 1969: The attempted assassination of the first Israeli Prime Minister, Ben-Gurion, failed but the would-be killers were freed by Denmark.
June 18, 1969: In Pakistan, three armed members of the Islamic Eritrean Liberation Front assaulted an Ethiopian airliner at the Karachi airport. The Boeing 707 was burned in the attack. The terrorists, all of whom were captured, told authorities that they carried out the attack to dramatize their opposition to Ethiopian rule in Eritrea. Since the Islamic Pakistani government was sympathetic to their cause the three men were jailed for less than one year.
July 17, 1969: In India, a bomb was detonated inside of a USIS reading room in the American Consulate in Calcutta, burning one employee.
July 18, 1969: In London, England, Popular Front for the Liberation of Palestine terrorists fire-bombed a department store owned by Jewish citizens of the U.K.. The PFLP claimed responsibility for the bombing and warned that there would be more bomb attacks on Jewish-owned establishments in London and in the United States.
PFLP leader George Habbash said, “We shall expand our operations everywhere, in all parts of the world. The enemy camp includes not only Israel but also the Zionist movement, world imperialism led by the United States.” As a Muslim Marxist, Habbash had to please his Islamic and Communist financiers. Terrorism is, after all, expensive.
July 19, 1969: Islamic jihadists associated with the Sudan government firebombed a United States Information Services library in Khartoum. The fundamentalist Islamic regime in control of the Sudan would soon unleash the most deadly genocide in modern history, killing 2.7 million African Animists and Christians.
July 22, 1969: Muslims in the Philippines threw hand grenades into a USIS library in the American Consulate building in Manila, killing one Filipino. They did this because Muslims are hostile to the truth. Honest, open, and informed discussion is the one thing that is lethal to their religion – and thus to the terror Islam inspires.
August 17, 1969: In London, England, PFLP Islamic terrorists planted several bombs inside the Marks and Spencers Department Store.
August 18, 1969: Six Islamic terrorists hijacked an Egyptian Misrair Anatov-24 flying from Cairo to the tourist destination of Aswan on the Nile River. The plane was forced to land in Jidda, Saudi Arabia.
August 18, 1969: The Israel Touristy Office in Copenhagen, Denmark was bombed by Muslim militants.
August 19, 1969: TWA flight 840 from Rome to Athens was hijacked to Syria, where President Assad was sympathetic to Islamic terrorism. The Palestinian terrorists destroyed the aircraft.
August 29, 1969: In France, a TWA Boeing 707 flight from Paris was hijacked by two Palestinian Front for the Liberation of Palestine terrorists and forced to land in Damascus, Syria. The plane carried a crew of 12 and 101 passengers.
After the hijack the Islamic terrorists announced to the passengers that the PFLP had taken command of the flight, and they ordered the plane flown to Damascus. Immediately upon landing, the passengers managed to jump from the plane before a bomb went off, destroying the aircraft. Four passengers were injured.
The PFLP said the hijacking and destruction of the TWA jet, along with the hijacking of an El Al Israeli Airlines plane to Algeria in July l968, the attacks on El Al planes in Athens in December 1968 and in Zurich in February 1969, were all part of their plan to strike at “imperialist interests within and outside the Arab world.” Acknowledging their Muslim overlords, they also asserted that “the action was in reprisal for American assistance to Israel.”.
September 8, 1969: Arafat’s al-Fatah recruited two teenage boys and motivated the young Muslims to throw hand grenades into the El Al Airlines offices in Brussels, Belgium. Four people were wounded in the blast.
What’s interesting is that while the perpetrators admitted that they had conducted their mission on behalf of Fatah, yet the PFLP claimed credit for the attack.
September 8, 1969: Two Islamic terrorists calling themselves “Palestinians,” bombed the Israeli Embassy in Bonn, Germany. The PFLP claimed credit.
September 8, 1969: In the Hague, Netherlands, Muslim militants threw hand grenades into the Israeli Embassy.
September 9, 1969: In Asmara, Ethiopia, the American Consul General Murray Jackson, was kidnapped along with a British businessman by Muslims corrupted in Cairo. After signing a document stating that he had been instructed in the terrorist’s objectives, and that he had not been mistreated, Mr. Jackson was released.
September 12, 1969: In Jordan, a bomb went off on the porch of the Amman home of the U.S. assistant army attaché.
September 13, 1969: Three armed members of the Islamic Eritrean Liberation Front hijacked an Ethiopian Airlines DC-6 with 66 passengers aboard. The flight, bound for Djibouti from Addis Ababa was forced by the Muslim militants to land at Aden, Southern Yemen. One of the hijackers, Muhammad Sayed, 18, was shot by an Ethiopian secret police official who had been a passenger on the flight.
October 7, 1969: An undisclosed group of Argentinean terrorists bombed a number of American businesses for reasons they never disclosed. Although there were nine attacks, no one was injured.
October 21, 1969: Marxist Muslim Muhammad Siad Barre assumed dictatorial power in a military coup d’etat following the assassination of Somalia’s second President, Abdi Rashid Ali Shermarke. Barre nationalized the economy with the help of Soviet advisers and Cuban troops. His Supreme Ruling Council formulated political and legal institutions based on the Qur’an, Marx, Mao, Lenin, and Mussolini. Siad Barre explained: “The official ideology consists of three elements: my own conception of community, a form of socialism based on Marxist principles, and Islam.”.
December 5, 1969: Four Muslim Militants were caught before they could attack an airliner in London. The subsequent plot on the 17th failed as a result.
December 12, 1969: Islamic terrorists bombed the West Berlin office of Israeli El Al Airlines. No one was injured in the blast.
December 12, 1969: Muslim militants associated with the Islamic Eritrean Liberation Front armed with pistols and explosives were killed by plainclothes security guards as they attempted to hijack an Ethiopian Airlines jet shortly after takeoff from Madrid on a flight to Addis Ababa.
In Damascus, Syria, the Eritrean Liberation Front admitted that the two slain men were members of their organization but claimed that they had not intended to hijack the airliner, merely to hand out leaflets. But on December 10, Spanish police had arrested a third ELF member at the Madrid airport for carrying explosives.
December 20, 1969: In Islamic Turkey, a bomb was detonated outside the United States Information Services building in Ankara.
December 21, 1969: Three Lebanese Muslims were caught as they tried to hijack a TWA plane in Athens. The flight was bound for Rome and then on to New York. The three Muslim militants, who used handguns and explosives, said that they were members of the PFLP, and that they had received orders to divert the airplane to Tunis where they were to evacuate the passengers and blow up the aircraft.
One of the hijackers confessed that he and his colleagues had planned to destroy the plane “to warn the Americans to stop providing air communications with Israel.” The three Islamic terrorists were freed after the hijacking of an Olympic Airways plane to Cairo on July 22, l970.
December 29, 1969: Philippine terrorists attempted to assassinate U.S. Vice President Spiro Agnew by bombing his car. No one claimed credit for the assault but these same tactics were deployed countless times by local Islamic groups such as the Abu Sayyaf, Jemaah Islamiyah, and the Moro Islamic Liberation Front.
January 1, 1970: In Turkey, an explosion occurred at the entrance of the U.S. Consulate in Istanbul. Islamic Turkey was becoming a dangerous place to be an American.
January 9, 1970: In France, a TWA 707 airliner en route from Paris to Rome with just 20 passengers and crew aboard was hijacked to Beirut by a lone French terrorist. He said that he wanted to spite Americans and Israelis for their aggression in the Middle East. Considered a hero by Muslims, when the hijacker was taken into custody in Lebanon he was only sentenced to nine months in jail essentially the time he served awaiting trial. He was promptly released and returned to France, where he was tried for illegal possession of weapons and sentenced to eight months in prison, once again, the length of the trial process.
The Popular Democratic Front for the Liberation of Palestine thought their criminal act was a good thing, so they claimed responsibility for the murder and mutilations. However, since the word has a problem understanding the benefits of being judgmental, and fails to appreciate the concept of responsibility, the murdering Muslim terrorists were set free after the September 6, 1970 hijacking of one Swiss and two U.S. airliners.
January 11, 1970: In Ethiopia, Islamic jihadists shot and killed a U.S. soldier. The Eritrean Islamic Jihad Movement was responsible for the shooting the American.
The Eritrean Islamic Jihad Movement was composed of Islamic terrorists who are financed, trained, and armed by the fundamentalist Islamic government in neighboring Sudan. The terrorist club sought to depose the current secular government in Eritrea and replace it with an Islamic theocracy based upon Sharia Law.
January 21, 1970: In the Philippines, a car bomb exploded behind the Joint U.S. Military Assistance Group headquarters in Manila. Three support staff were injured.
February 10, 1970: In Germany today, three Islamic terrorists killed an Israeli citizen and wounded 11 other Jewish passengers in a grenade attack on a bus at the Munich airport. The militants deployed guns and grenades in their assault on the El Al airport shuttle. The carnage was minimized because the Israeli pilots wrestled the weapons away from the Islamic terrorists.
February 17, 1970: The Germans foiled a PFLP hijacking of an El Al aircraft. However, their temporary success only served to encourage terrorism because the German government foolishly freed the kidnappers two months later.
February 21, 1970: A Swiss Air flight 330 from Zurich bound for Tel Aviv was bombed in mid-air nine minutes after takeoff by the PFLP General Command, a PFLP splinter group. Forty-seven innocent souls lost their lives to Islam, 15 of whom were Israelis. The bomb, placed in the cargo hold, was triggered by a change in atmospheric pressure. While the crew attempted to turn the plane back to the airport, smoke in the cockpit and the loss of electrical power thwarted their efforts,.
February 21, 1970: On the same day that the PFLP-General Command destroyed a Swiss aircraft, killing everyone aboard, the main branch of the Popular Front for the Liberation of Palestine exploded a bomb aboard an Austrian Airlines Caravelle flight from Frankfurt, Germany to Vienna, Austria. Fortunately, the damage was not catastrophic and the plane returned to Frankfurt safely with its 33 passengers.
The bomb was detonated twenty minutes after takeoff by an altimeter reading of fourteen thousand feet.
March 1, 1970: In Italy, a bomb was found in the luggage of an Islamic terrorist aboard an Ethiopian airliner in Rome. The device had been placed by members of the Eritrean Islamic Jihad Movement.
March 4, 1970: Two hours after a violent anti-American demonstration in the Philippines, a bomb rocked the embassy area and damaged a passing tanker truck carrying gasoline.
March 14, 1970: A United Arab Airlines Antonov 24 flight flying from Athens to Cairo via Alexandria was four minutes out of its stopover when a bomb exploded in the landing gear well of the rear of the left engine, causing extensive damage to the undercarriage and injuring two of the ten passengers.
March 20, 1970: In Ethiopia, five members of a National Geographic film crew, including an American producer, were taken hostage by members of the Eritrean Islamic Jihad Movement. They held the five hostages for 17 days.
March 28, 1970: The Popular Front for the Liberation of Palestine (PFLP) fired seven rockets into the U.S. Embassy in Beirut, Lebanon and into the JFK Library, also in Beirut. The PFLP later said that the attack was in retaliation for “plans of the U.S. Embassy in Beirut to foment religious strife and create civil massacres in Lebanon aimed at paralyzing the Palestine resistance movement.”
September 11, 1970: In India, a fifth jetliner, a BOAC VC-10, from Bombay to Beirut carrying 150 passengers, was hijacked by the PFLP sympathizer. The plane was also flown to Zarqa, Jordan. The passengers were held hostage pending the release of Miss Khaled from Briton and six other sub-human species. Once they were freed, the plane was blown up. No Islamic country has ever built an airplane, but their citizens became quite apt at destroying them.
September 16, 1970: In what was justified as retaliation for the plane hijackings the week before, but was actually a response to the three assassination attempts on the Jordanian King Hussein’s life, the Islamic nation’s Army attacked Palestinian communities within the kingdom. Since most Jordanian Arabs (70% of the total population) were related to those who call themselves “Palestinians,” and since the ruling monarchy wasn’t among them, this was a preemptive strike designed to keep the majority population subservient to the Hashemite minority. The armed assault on Palestinian refugee camps and communities would continue through July of 1971.
Late September, 1970: In Jordan, the terrorist organization known as Black_September was formed. An outgrowth of Arafat’s Fatah, the Arab League’s PLO, and Egypt’s Fedayeen, they claimed to be descendants of Hasan’s Hashshashin/Assassins of Persian and Crusade infamy.
February 2, 1971: In India, two armed Kashmiri Muslims hijacked an Indian Airlines plane to Pakistan. They demanded that the Indian government release 36 convicted Islamic terrorists held in Kashmir jails. When the government rejected their demands, they blew up the plane.
February 10, 1971: In Sweden, two Croatian Muslims seized control of the Yugoslav consulate in Gothenburg in an unsuccessful attempt to ransom its occupants in exchange for convicted terrorists held in Yugoslav jails. The Yugoslav government refused to meet their demands, and the terrorists surrendered the next day to the Swedish authorities. They were tried and sentenced to 3 years imprisonment. But on September 16, 1972, they were released and flown to Madrid after three Croatians hijacked a Scandinavian airliner and demanded their freedom, along with the release of five Croatians involved in the assassination of the Yugoslav ambassador on April 7, 1971.
April 8, 1971: In Sweden, Croatian terrorists assassinated the Yugoslav ambassador and wounded two Yugoslav diplomats in Stockholm. These murdering jihadists were released from jail when three Croatians militants hijacked a Scandinavian airliner on September 16, 1972, and demanded their freedom.
May 29, 1971: In their second attack since this timeline began, Basque nationalists attempted to kidnap Henri Wolimer, the French Consul in San Sebastian. He resisted and escaped. There were no injuries in either mission.
June 4, 1971: PFLP terrorists carried out an assault on the Liberian-registered oil tanker Coral Sea. Using a speedboat, the jihadists fired 10 bazooka shells at the tanker, causing some damage but no casualties. The attack occurred in the Strait of Bab el Mandeb at the entrance to the Red Sea. It was intended to deter tankers from using the Israeli port of Eilat.
August 24, 1971: In Madrid, Spain, a bomb placed by Al Fatah’s Black_September Organization exploded in a Boeing 707 owned by the Royal Jordanian Airline. The aircraft was parked at the Barajas Airport.
September 26, 1971: In Yemen, three bombs exploded at a U.S. Consular officer’s home. The bombing was believed to be part of an Islamic terrorist campaign against the government.
December 15, 1971: In London, the Black_September Organization attempted to assassinate Zaid Rifai, the Jordanian Ambassador.
December 16, 1971: Three people were injured by parcel bombs sent by the Black_September Organization to the Jordanian mission to the United Nations in Geneva, Switzerland.
Muslims first genocide in SudanDecember, 1971: The first Islamic war in the Sudan was nearing resolution. However, Arab Muslims trying to Sharia Law in all of the Sudan had already killed 500,000 Africans, 80% of them being unarmed civilians, leaving a million more homeless.
British bungling had set the stage for the slaughter in Sudan. As part of the UK’s strategy in the Middle East, the Arab Muslim north and the African animist and Christian south were merged into a single administrative protectorate. In 1953 Egypt and the UK granted “independence” to the Sudan because it was becoming impossible to control under these circumstances. Muslims don’t share power with anyone. When this happened, the Arab Muslims in the north immediately recanted the agreements they had made with the African south, and began attacking them. A succession of Islamic dominated administrations did nothing to stop the terror. It was only when a fundamentalist Muslim vs. Muslim Marxist rift in the north emerged, that the genocide temporarily lost momentum. In 1971, Joseph Lagu became the first to organize Africans in the south, providing a voice for the oppressed.
May 11, 1972: A series of bombs placed by the Baader-Meinhof Gang exploded at the Fifth U.S. Army Corps headquarters in West Germany, killing Colonel Paul Bloomquist and wounding 13 others.
The Baader-Meinhof Group was a violent communist association that acted in partnership with the PFLP. They emerged from the Federal Republic of Germany in the late 1960s. On April 2, 1968, Andreas Baader, the group’s founder, and his girlfriend Gudrun Ensslin, bombed a Frankfurt department store. The well-known German journalist Ulrike Meinhof, helped Baader flee custody. Following the prison break, Meinhof and Baader enrolled in a terrorist training camp run by the Popular Front for Liberation of Palestine (PFLP) and became infamous.
Returning from the Islamic terrorist training camp, Baader, Meinhof, and Ensslin engaged in a violent spree of bombings, abductions, and firearm attacks. They professed a hazy mix of Marxism, Maoism, and Muslim beliefs as the terrorized West Germany.
May 24, 1972: In Zimbabwe, a South African Airways Boeing 727 flying from Salisbury to Johannesburg with 66 passengers and crew on board was hijacked by two Lebanese Muslim terrorists who threatened to blow up the aircraft.
May 31, 1972: After receiving the $5 million ransom from the German government, the PLO/PFLP/BSO financed and dispatched members of the Japanese Red Army to attack Lod Airport in Tel Aviv. They bombed the terminal and used automatic weapons to gun down and kill 27 people milling in the crowd, wounding 75 to 80 more. Yes, Islam has always found soulmates in Communist, Socialist, and Fascist circles.
June 10, 1972: The West German embassy in Dublin, Ireland was damaged by a bomb that had been placed by supporters of the Baader-Meinhof Gang of Muslim-trained Marxists.
July 18, 1972: An attaché case containing fifteen pounds of explosives was discovered in the USIS Cultural Center in Manila. The device was set to explode at 1 AM Saturday. The guard did not check the case until Monday morning, and the building was spared only because of the failure of the timing device.
July 31, 1972: A group of hijackers, including George Edward Wright, George Brown, Melvin McNair, his wife Jean Allen McNair, and Joyce T. Burgess, who said they were Black Panther Party sympathizers, took over a Delta Air Lines jet over Florida and directed the plane to Algeria after collecting $1 million in ransom.
August 5, 1972: The PFLP/PLO/BSO attacked an oil refinery in Trieste, Italy. The damage they wrought in the ensuing fire in large oil storage tanks was considerable, estimated at over $7 million. The attack was justified because Germany and Austria allegedly supplied oil to Israel.
Attack on the Munich Airport, February 10, 1970: Three terrorists attacked El Al passengers in a bus at the Munich Airport with guns and grenades. One passenger was killed and 11 were injured. All three terrorists were captured by airport police. The Action Organization for the Liberation of Palestine and the Popular Democratic Front for the Liberation of Palestine claimed responsibility for the attack.
settembre nero attacco terroristico di monacoMunich Olympic Massacre, September 5, 1972: Eight Palestinian “Black September” terrorists seized eleven Israeli athletes in the Olympic Village in Munich, West Germany. In a bungled rescue attempt by West German authorities, nine of the hostages and five terrorists were killed.
Ambassador to Sudan Assassinated March 2, 1973: U.S. Ambassador to Sudan Cleo A. Noel and other diplomats were assassinated at the Saudi Arabian Embassy in Khartoum by members of the Black September organization.
Attack and Hijacking at the Rome Airport December 17, 1973: Five terrorists pulled weapons from their luggage in the terminal lounge at the Rome airport, killing two persons. They then attacked a Pan American 707 bound for Beirut and Tehran, destroying it with incendiary grenades and killing 29 persons, including 4 senior Moroccan officials and 14 American employees of ARAMCO. They then herded 5 Italian hostages into a Lufthansa airliner and killed an Italian customs agent as he tried to escape, after which they forced the pilot to fly to Beirut. After Lebanese authorities refused to let the plane land, it landed in Athens, where the terrorists demanded the release of 2 Arab terrorists. In order to make Greek authorities comply with their demands, the terrorists killed a hostage and threw his body onto the tarmac. The plane then flew to Damascus, where it stopped for two hours to obtain fuel and food. It then flew to Kuwait, where the terrorists released their hostages in return for passage to an unknown destination. The Palestine Liberation Organization disavowed the attack, and no group claimed responsibility for it.
Ambassador to Afghanistan Assassinated, February 14, 1979: Four Afghans kidnapped U.S. Ambassador Adolph Dubs in Kabul and demanded the release of various “religious figures.” Dubs was killed, along with four alleged terrorists, when Afghan police stormed the hotel room where he was being held.
ostaggi americani in iranIran Hostage Crisis, November 4, 1979: After President Carter agreed to admit the Shah of Iran into the US, Iranian radicals seized the U.S. Embassy in Tehran and took 66 American diplomats hostage. Thirteen hostages were soon released, but the remaining 53 were held until their release on January 20, 1981.
Grand Mosque Seizure, November 20, 1979: 200 Islamic terrorists seized the Grand Mosque in Mecca, Saudi Arabia, taking hundreds of pilgrims hostage. Saudi and French security forces retook the shrine after an intense battle in which some 250 people were killed and 600 wounded.
Threats from Libya
When intelligence reports surfaced that Libyan leader Muammar el-Qaddafi had plans to assassinate American diplomats in Rome and Paris, President Reagan expelled all Libyan diplomats from the U.S. (May 6, 1981) and closed Libya’s diplomatic mission in Washington, D.C. Three months later, Reagan ordered U.S. Navy jets to shoot down Libyan fighters if they ventured inside what was known as the “line of death.” (This was the line created by Qaddafi to demarcate Libya’s territorial waters, which he said extended more than 100 miles off the country’s shoreline; the U.S. and other maritime nations recognized Libyan territorial waters as extending only 12 miles from shore.) As expected, the Libyan Air Force counter-attacked and Navy jets shot down two SU-22 warplanes about 60 miles off the Libyan coast.

Bombing of U.S. Embassy in Beirut, April 18, 1983: Sixty-three people, including the CIA’s Middle East director, were killed and 120 were injured in a 400-pound suicide truck-bomb attack on the U.S. Embassy in Beirut, Lebanon. The Islamic Jihad claimed responsibility.
beirut attentato alla ceserme dei marines
Bombing of Marine Barracks, Beirut, October 23, 1983 : Simultaneous suicide truck-bomb attacks were made on American and French compounds in Beirut, Lebanon. A 12,000-pound bomb destroyed the U.S. compound, killing 242 Americans, while 58 French troops were killed when a 400-pound device destroyed a French base. Islamic Jihad claimed responsibility.
Bombing of the U.S. Embassy in Kuwait, Dec. 12, 1983
The American embassy in Kuwait was bombed in a series of attacks whose targets also included the French embassy, the control tower at the airport, the country’s main oil refinery, and a residential area for employees of the American corporation Raytheon. Six people were killed, including a suicide truck bomber, and more than 80 others were injured. The suspects were thought to be members of Al Dawa, or “The Call,” an Iranian-backed group and one of the principal Shiite groups operating against Saddam Hussein in Iraq.

Kidnapping of Embassy Official, March 16, 1984: The Islamic Jihad kidnapped and later murdered Political Officer William Buckley in Beirut, Lebanon. Other U.S. citizens not connected to the U.S. government were seized over a succeeding two-year period.

TWA Hijacking, June 14, 1985: A Trans-World Airlines flight was hijacked en route to Rome from Athens by two Lebanese Hizballah terrorists and forced to fly to Beirut. The eight crew members and 145 passengers were held for seventeen days, during which one American hostage, a U.S. Navy sailor, was murdered. After being flown twice to Algiers, the aircraft was returned to Beirut after Israel released 435 Lebanese and Palestinian prisoners.
Air India Bombing, June 23, 1985: A bomb destroyed an Air India Boeing 747 over the Atlantic, killing all 329 people aboard. Both Sikh and Kashmiri terrorists were blamed for the attack. Two cargo handlers were
killed at Tokyo airport, Japan, when another Sikh bomb exploded in an Air Canada aircraft en route to India.
Bombing in Copenhagen : July 22, 1985
Two near-simultaneous bombs in Copenhagen, at the Jewish synagogue and at the offices of Northwest Orient, explode, killing one and injuring 32. The bombers are interrupted while placing a third, more powerful, bomb, which they later dispose of in the city’s harbour. The bombs are later linked to Islamic Jihad.

Soviet Diplomats Kidnapped : September 30, 1985: In Beirut, Lebanon, Sunni terrorists kidnapped four Soviet diplomats. One was killed but three were later released.
Achille Lauro Hijacking, October 7, 1985: Four Palestinian Liberation Front terrorists seized the Italian cruise liner in the eastern Mediterranean Sea, taking more than 700 hostages. One U.S. passenger was murdered before the Egyptian government offered the terrorists safe haven in return for the hostages freedom.
Egyptian Airliner Hijacking November 23, 1985: An EgyptAir airplane bound from Athens to Malta and carrying several U.S. citizens was hijacked by the Abu Nidal Group.
Airport Attacks in Rome and Vienna December 27, 1985: Four gunmen belonging to the Abu Nidal Organization attacked the El Al and Trans World Airlines ticket counters at Rome’s Leonardo da Vinci Airport with grenades and automatic rifles. Thirteen persons were killed and 75 were wounded before Italian police and Israeli security guards killed three of the gunmen and captured the fourth. Three more Abu Nidal gunmen attacked the El Al ticket counter at Vienna’s Schwechat Airport, killing three persons and wounding 30. Austrian police killed one of the gunmen and captured the others.
Aircraft Bombing in Greece, March 30, 1986: A Palestinian splinter group detonated a bomb as TWA Flight 840 approached Athens airport, killing four U.S. citizens.
Berlin Discoteque Bombing, April 5, 1986: Two U.S. soldiers were killed and 79 American servicemen were injured in a Libyan bomb attack on a nightclub in West Berlin, West Germany. In retaliation U.S. military jets bombed targets in and around Tripoli and Benghazi.
Kidnapping of William Higgins February 17, 1988: U.S. Marine Corps Lieutenant Colonel W. Higgins was kidnapped and murdered by the Iranian-backed Hizballah group while serving with the United Nations Truce Supervisory Organization (UNTSO) in southern Lebanon.
Naples USO Attack, April 14, 1988: The Organization of Jihad Brigades exploded a car-bomb outside a USO Club in Naples, Italy, killing one U.S. sailor.
Pan Am 103 Bombing, December 21, 1988: Pan American Airlines Flight 103 was blown up over Lockerbie, Scotland, by a bomb believed to have been placed on the aircraft by Libyan terrorists in Frankfurt, West Germany. All 259 people on board were killed.
Bombing of UTA Flight 772, September 19, 1989: A bomb explosion destroyed UTA Flight 772 over the Sahara Desert in southern Niger during a flight from Brazzaville to Paris. All 170 persons aboard were killed. Six Libyans were later found guilty in absentia and sentenced to life imprisonment.
Bombing of the Israeli Embassy in Argentina, March 17, 1992: Hizballah claimed responsibility for a blast that leveled the Israeli Embassy in Buenos Aires, Argentina, causing the deaths of 29 and wounding 242.
Hotel bombing in Somalia Dec. 29, 1992
In the first al-Qaida attack against U.S. forces, operatives bomb a hotel where U.S. troops — on their way to a humanitarian mission in Somalia — had been staying. Two Austrian tourists are killed. Almost simultaneously, another group of al-Qaida operatives are caught at Aden airport, Yemen, as they prepare to launch rockets at U.S. military planes. U.S. troops quickly leave Aden.

World Trade Center Bombing, February 26, 1993: The World Trade Center in New York City was badly damaged when a car bomb planted by Islamic terrorists exploded in an underground garage. The bomb left 6 people dead and 1,000 injured. The men carrying out the attack were followers of Umar Abd al-Rahman, an Egyptian cleric who preached in the New York City area.
Attempted Assassination of President Bush by Iraqi Agent. April 14, 1993: The Iraqi intelligence service attempted to assassinate former U.S. President George Bush during a visit to Kuwait. In retaliation, the U.S. launched a cruise missile attack 2 months later on the Iraqi capital Baghdad.
Kashmiri Hostage-taking, July 4, 1995: In India six foreigners, including two U.S. citizens, were taken hostage by Al-Faran, a Kashmiri separatist group. One non-U.S. hostage was later found beheaded.
Jerusalem Bus Attack August 21, 1995: HAMAS claimed responsibility for the detonation of a bomb that killed 6 and injured over 100 persons, including several U.S. citizens.
Saudi Military Installation Attack November 13, 1995: The Islamic Movement of Change planted a bomb in a Riyadh military compound that killed one U.S. citizen, several foreign national employees of the U.S. government, and over 40 others.
Egyptian Embassy Attack November 19, 1995: A suicide bomber drove a vehicle into the Egyptian Embassy compound in Islamabad, Pakistan, killing at least 16 and injuring 60 persons. Three militant Islamic groups claimed responsibility.
HAMAS Bus Attack February 26, 1996: In Jerusalem, a suicide bomber blew up a bus, killing 26 persons, including three U.S. citizens, and injuring some 80 persons, including three other US citizens.
Dizengoff Center Bombing March 4, 1996: HAMAS and the Palestine Islamic Jihad (PIJ) both claimed responsibility for a bombing outside of Tel Aviv’s largest shopping mall that killed 20 persons and injured 75 others, including 2 U.S. citizens.
West Bank Attack May 13, 1996: Arab gunmen opened fire on a bus and a group of Yeshiva students near the Bet El settlement, killing a dual U.S./Israeli citizen and wounding three Israelis. No one claimed responsibility for the attack, but HAMAS was suspected.
Empire State Building Sniper Attack February 23, 1997: A Palestinian gunman opened fire on tourists at an observation deck atop the Empire State Building in New York City, killing a Danish national and wounding visitors from the United States, Argentina, Switzerland, and France before turning the gun on himself. A handwritten note carried by the gunman claimed this was a punishment attack against the “enemies of Palestine.”
Israeli Shopping Mall Bombing September 4, 1997: Three suicide bombers of HAMAS detonated bombs in the Ben Yehuda shopping mall in Jerusalem, killing eight persons, including the bombers, and wounding nearly 200 others. A dual U.S./Israeli citizen was among the dead, and 7 U.S. citizens were wounded.
Murder of U.S. Businessmen in Pakistan November 12, 1997: Two unidentified gunmen shot to death four U.S. auditors from Union Texas Petroleum Corporation and their Pakistani driver after they drove away from the Sheraton Hotel in Karachi. The Islami Inqilabi Council, or Islamic Revolutionary Council, claimed responsibility in a call to the U.S. Consulate in Karachi. In a letter to Pakistani newspapers, the Aimal Khufia Action Committee also claimed responsibility.
Tourist Killings in Egypt November 17, 1997: Al-Gama’at al-Islamiyya (IG) gunmen shot and killed 58 tourists and four Egyptians and wounded 26 others at the Hatshepsut Temple in the Valley of the Kings near Luxor. Thirty-four Swiss, eight Japanese, five Germans, four Britons, one French, one Colombian, a dual Bulgarian/British citizen, and four unidentified persons were among the dead. Twelve Swiss, two Japanese, two Germans, one French, and nine Egyptians were among the wounded.
Attack on U.S.S. Cole, October 12, 2000: In Aden, Yemen, a small dingy carrying explosives rammed the destroyer U.S.S. Cole, killing 17 sailors and injuring 39 others. Supporters of Usama Bin Laden were suspected.
Bus Stop Bombing, April 22, 2001: A member of HAMAS detonated a bomb he was carrying near a bus stop in Kfar Siva, Israel, killing one person and injuring 60.
Philippines Hostage Incident, May 27, 2001: Muslim Abu Sayyaf guerrillas seized 13 tourists and 3 staff members at a resort on Palawan Island and took their captives to Basilan Island. The captives included three U.S. citizens: Guellermo Sobero and missionaries Martin and Gracia Burnham. Philippine troops fought a series of battles with the guerrillas between June 1 and June 3 during which 9 hostages escaped and two were found dead. The guerrillas took additional hostages when they seized the hospital in the town of Lamitan. On June 12, Abu Sayyaf spokesman Abu Sabaya claimed that Sobero had been killed and beheaded; his body was found in October. The Burnhams remained in captivity until June 2002.
Tel-Aviv Nightclub Bombing, June 1, 2001: HAMAS claimed responsibility for the suicide bombing of a popular Israeli nightclub that caused over 140 casualties.
HAMAS Restaurant Bombing, August 9, 2001: A HAMAS-planted bomb detonated in a Jerusalem pizza restaurant, killing 15 people and wounding more than 90. The Israeli response included occupation of Orient House, the Palestine Liberation Organization’s political headquarters in East Jerusalem.
Suicide Bombing in Israel, September 9, 2001: The first suicide bombing carried out by an Israeli Arab killed 3 persons in Nahariya. HAMAS claimed responsibility.
Death of “the Lion of the Panjshir”, September 9, 2001: Two suicide bombers fatally wounded Ahmed Shah Massoud, a leader of Afghanistan’s Northern Alliance, which had opposed both the Soviet occupation and the post-Soviet Taliban government. The bombers posed as journalists and were apparently linked to al-Qaida. The Northern Alliance did not confirm Massoud’s death until September 15.
Terrorist Attacks on U.S. Homeland, September 11, 2001: Two hijacked airliners crashed into the twin towers of the World Trade Center. Soon thereafter, the Pentagon was struck by a third hijacked plane. A fourth hijacked plane, suspected to be bound for a high-profile target in Washington, crashed into a field in southern Pennsylvania. The attacks killed 3,025 U.S. citizens and other nationals. President Bush and Cabinet officials indicated that Usama Bin Laden was the prime suspect and that they considered the United States in a state of war with international terrorism. In the aftermath of the attacks, the United States formed the Global Coalition Against Terrorism.

… and we know terrorism has not stopped…. it continues and we must be vigilant. We must not forget. We must not put our heads in the sand. We must demand that our elected officials stop playing politics. This isn’t a game. The common thread in all the attacks is that there is a deep seeded hatred for us.

According to them, we must submit or die. That is their goal- it is just that simple… What is our goal? I hope it is live free or die… All preceding information is an incomplete sampling of terrorist activity pulled directly from:
U.S. Department of State – Significant Terrorist Incidents, 1961-2003: A Brief Chronology

Additional sources:
Terrorism Awareness Project : What everybody needs to know about Jihad
Terrorism Awareness Project : The Islamic Mein Kampf
Prophet of Doom
Religion of Peace
Steve Spak

Palestine Facts
Wikipedia

** please note: many of the “old” organizations have morphed or simply changed their name. FBI’s Most Wanted Terrorists!

Terrorist logos
List of Current Terrorist Organizations
islamic Terrorism goal
By Cathy

OBSESSION

Il comunista liberale

Il titolo vi sembrerà un’insulsa stupidaggine. Tranquillizzatevi è vero, l’ho scritto proprio così. Sono impazzito? No, adesso vi spiego cosa mi ha fatto pensare e crivere questa idiozia.

Giorni fa passo da un’amico blogger e leggo il commento di un’altro amico blogger che ci esortava ad andare a leggere su un’altro blog alcune eresie scritte da una comunista liberale dell’ultima ora.
La ragazza, con la tipica puzza sotto il naso di chi si sente superiore in tutto e per tutto a chiunque altro che non sia un adoratore dell’ideologia alla quale è votata (ricordate d’alemallah quando disse che i sinistri sono antropologicamente superiori?) ha dato lezione di liberalismo a chi lo studia e ne mastica da quando è nato.
Copiando, incollando e citando dal “Two Treatises of Government” di Locke e spacciando per comunista l’illustre personaggio, alla fine la signorina per rispondere alle contestazioni fa queste affermazioni (vi risparmio tutte quelle precedenti, se volete andatevele a leggere) :
Chi crede solo nell’economia e non sa niente di storia, di scienza e ignora i principi elementari che regolano l’equilibrio del mondo si accorgerà del disastro che l’economia sta compiendo solo quando sarà troppo tardi“.
E continua :
In nome del guadagno produciamo solo RIFIUTI, mentre, immersi nel lusso si pensa soltanto a distruggere il principio stesso della vita“.

Notiamo la notevole capacità di chiamare in causa Locke, distorcendone il pensiero per adeguarlo al proprio credo, per poi sfuggire dal nocciolo della questione rifugiandosi nell’ambientalismo (cavallo da battaglia per tutte le occasioni).

Al che Jinzo, con notevole sarcasmo risponde :
Sì, e Cicciolina è vergine. Non sapevo fossi una storica, comunque. Ma credo che difficilmente tu possa esserlo, altrimenti ti saresti resa conto che nella storia umana il benessere delle società è proporzionale alla libertà economica. Ma non credo che ci voglia la laurea per questo. Semmai la laurea ci vuole per parlare di scienza. Quindi, direi: occhio.
… In tutti i casi denoto che continuate a negare il valore dell’economia in nome di principi religiosi e paradigmi aprioristici. Toglimi una curiosità: se mi invento una religione in base alla quale le mele cadono verso l’alto, le mele cadono verso l’alto? Oltre al marxismo pure l’ecofondamentalismo adesso …?

Naturalmente da queste poche frasi è difficile capire il vero motivo della discussione ma vi spiego : tutto inizia da questo discorso di chiarissimo stampo “comunista liberale” :

riguardo la proprietà secondo Locke non mi pare che corrisponda esattamente alla “proprietà” comunemente intesa. Secondo Locke i beni naturali non possono appartenere a nessuno. L’unica cosa che può diventare proprietà è il frutto del proprio lavoro, ovvero ciò che si riesce a trasformare. La proprietà è la distanza tra il bene naturale e il prodotto finale. Tenendo conto del prinicipio lockiano la materia prima non può essere commercializzata e venduta, perché non esiste un proprietario. L’unica cosa che può essere commercializzata è il prodotto del proprio lavoro.  Mi pare una visione molto più vicina al comunismo piuttosto che al liberalismo di matrice neocoloniale

Capite dove sta l’impropria interpretazione del pensiero di Locke che invece è questo? .

…Tuttavia, poiché la principale questione concernente la proprietà oggi riguarda non i frutti della terra, e gli animali che vivono in essa, ma la terra stessa, come cosa che tutte le comprende e porta con sé; penso sia chiaro che anche la proprietà della terra si acquisisce allo stesso modo. Quanta terra un uomo lavora, semina, migliora, coltiva e può usarne i prodotti, tanta è di sua proprietà. Con il suo lavoro, egli l’ha, per così dire, recintata dalla terra comune. Non invaliderà il suo titolo a essa dire che chiunque altro ha un uguale titolo e quindi egli non può appropriarsela, non può recintarla, senza il consenso di tutti i membri della comunità, di tutta l’umanità. Dio, quando diede il mondo in comune a tutta l’umanità, ordinò all’uomo anche di lavorare, e lo stesso esigeva da lui la sua condizione di penuria. Dio e la ragione gli ordinarono di coltivare la terra, cioè di migliorarla a beneficio della vita, e quindi di estendere su di essa qualcosa di proprio, il suo lavoro. Colui che in obbedienza a questo comando di Dio, coltiva, lavora e semina una parte della terra, con ciò aggiunge a essa qualcosa di sua proprietà, su cui un altro non ha alcun titolo, e che non potrebbe togliergli senza violare un suo diritto.”
John Locke – II trattatto sul governo. Cap V – Della proprietà.

Realtà esattamente contraria a quanto interpretato, distorto da chi non è abituato a masticare liberismo e che non ha rispetto (comuni, soviet) per chi vuole vedere il frutto del proprio lavoro e soprattutto goderne. Non vi porto il discorso alla lunga che potrebbe diventare noioso. Faccio parlare alcune immagini per me.

Come ben sapete la Russia è la nazione più grande al mondo. Una nazione ricchissima alla quale non manca nulla, totalmente autosufficente. Bene dopo 70 anni di comunismo, quella che potenzialmente poteva essere gli USA dell’europa era ridotta così :

Posta centrale di S.Pietroburgo
Posta centrale di S.Pietroburgo

Lo so che non avete capito di cosa si tratta ed allora vi mostro un’ingrandimento

Pallottoliere alla posta centrale di S.Pietroburgo
Pallottoliere alla posta centrale di S.Pietroburgo

Questa è una foto del 1994 ed è stata presa alle poste centrali di S.Pietroburgo. Non una cittadina di provincia, S.Pietroburgo, avete letto bene : S.Pietroburgo, quella che si gioca con Mosca il ruolo di città più importante della Russia.
Naturalmente si può contestare che i sovietici mandavano in orbita i satelliti. Certo che avevano i missili e tutto il resto ma a discapito della soddisfazione della popolazione lavoratrice.
Pochi, pochissimi potevano accedere alla ricchezza, anche quella tecnologica, perchè tutte le risorse della nazione non venivano distribuite a tutta la popolazione come si vuol far credere ma a pochi ologarchi che decidevano come,quando utilizzarle ed a chi distribuirle. Risorse economiche che voglio ricordare erano il frutto del lavoro di milioni di persone che non hanno mai goduto del risultato del proprio sudore.
Tutto il contrario di quello che dovrebbe essere : io mi spacco la schiena e come premio mi compro un cavallo, tu non hai voglia di fare nulla ed il cavallo non lo avrai mai. Sappiamo tutti che per il comunismo così non è : i bambini viziati si mettono ad urlare perchè vogliono quello che hai tu senza neanche provare a guadagnarselo e nel caso che non possono raggiungere il loro obiettivo allora : nulla per tutti.

Ma a chi vogliono prendere in giro questi tomi francazzisti che fanno la spesa proletaria e vogliono mettere limiti alla ricchezza altrui.

Qualcun altro potrebbe obiettare, si ma il loro ambiente è integro, pulito, a dimensione umana mentre i capitalisti hanno distrutto e stanno distruggendo tutta la natura. Falso anche questo. I paesi comunisti non hanno nessun rispetto per la natura, prova ne sono gli immani disastri ecologici che hanno provocato, ma questo sarà argomento di un prossimo post sui grandi laghi russi.

E non è finita qui. Continuando a ragionare come la pulzella che scopre Locke e quindi un mondo meraviglioso (come tutta la sinistra) andiamo a fare un confronto tra una nazione comunista ed una moderatamente liberista che le sta immediatamente dietro il confine : La Corea del Nord

Ecco, questa è la nazione culla del comunismo, baluardo della peggior religione ideologica che sia esistita su questa terra, messa a confronto con la Corea del Sud

penisola corea politica
penisola corea politica
penisola corea
penisola corea
penisola corea di notte
penisola corea di notte

Belle foto? Sopratutto quella notturna è stupenda, notate nulla di strano? No? Osservate bene, lì dove dovrebbe eserci la Corea del Nord c’è un buco nero

Ho voluto esagerare sovrapponendo l’immagine notturna satellitare alle altre due ed ecco il risultato.

Notate la differenza? Osservate bene l’illuminazione delle città. Magari fate un confronto anche con la Cina, poco più a nord o con le regioni a Sud della corea del Sud. Confermando che quello che dice Jinzo è la realtà : … nella storia umana il benessere delle società è proporzionale alla libertà economica.

Morale : i comunisti invece di prendere in giro la gente con le liberalizzazioni dei fornai, dei parrucchieri e compagnia cantando (spingendo tutti alla collettivizzazione. Leggi cooperative), se proprio vogliono farci credere che hanno capito tutto del liberismo che liberalizzino le banche, le assicurazioni etc, permettano la libera circolazione del denaro invece di controllarlo e la smettano di rapinare il cittadino con tasse assurde ed inique.

Un’ultima cosa, e che la smettessero di essere superbi e presuntuosi perchè non sono gli unici ad avere il bene dell’intelletto, anzi. Dopo i disatri che hanno combinato e continuano a fare un pò di modestia ed una attenta lettura dei padri del liberismo non gli farebbe male … sia mai che si vaccinino contro il comunismo

Memento : Il liberismo è una teoria economica che prevede la libera iniziativa e il libero commercio (abolizione dei dazi) mentre l’intervento dello Stato nell’economia si limita al massimo alla costruzione di adeguate infrastrutture (strade, ferrovie ecc.) che possano favorire il commercio. Non è proprio quello che sta facendo la sinstra in Italia, anzi ficca il naso ovunque ci sia odore di spartizione e di potere politico.

Afghanistan, leader dei talebani: riarmati e pronti alla guerra

Riarmati con nuovi fucili, i talebani hanno assicurato che questo sarà  l’anno più letale per le truppe straniere presenti in Afghanistan da quando il movimento islamico è stato cacciato dal potere nel 2001. “Quest’anno sarà  il più sanguinario per le truppe straniere. Non è solo una minaccia, e lo dimostreremo”, ha detto a Reuters uno dei comandanti dei talebani, il mullah Dadullah, in una telefonata via satellite. “I nostri preparativi per la guerra stanno andando avanti nelle grotte e nelle montagne. Abbiamo 6.000 uomini pronti per attaccare le truppe straniere appena cambierà  il tempo, che sta già  diventando più caldo”.

I commenti del leader talebano arrivano subito dopo l’approvazione da parte della Gran Bretagna di un piano per inviare altri soldati in Afghanistan per prepararsi alla controffensiva talebana, secondo quanto rivelato da fonti del governo britannico. I talebani dicono di poter disporre di circa 10.000 soldati, dopo che l’anno scorso hanno dato prova di una rinnovata forza con un aumento significativo degli attentati suicidi che hanno in parte compensato le ingenti perdite subite dai ribelli negli scontri con le forze Isaf.

Dadullah ha detto che le nuove armi che i talebani stanno ricevendo – senza specificare da chi (leggi Iran, Russia, Cina e cCorea del Nord) – danno ai suoi uomini la capacità  di abbattere gli elicotteri della Nato e degli Usa, che sono strumenti fondamentali per consentire alle truppe straniere di muoversi in questo paese montagnoso. I ribelli dicono di aver già  abbattuto diversi elicotteri della coalizione ma solo in un caso la notizia ha trovato conferma nei vertici militari delle forze straniere.

Più di 400 persone, di cui un quarto civili, sono morte nei combattimenti dell’anno scorso. Oggi più di 30.000 persone, tra cui parlamentari e membri del governo, hanno manifestato in Afghanistan per chiedere un’amnistia generale per tutti i criminali di guerra. Il Parlamento insiste nel dire che un’amnistia è necessaria per favorire il processo di riconciliazione in un paese che ha attraversato più di 30 anni di guerra.

Fonte: Reuters (Saeed Ali Achakzai)

 

E La Gran Bretagna annuncia l’invio di altri 1.400 soldati in Afghanistan

Londra, 26 febbraio – La Gran Bretagna ha annunciato l’invio di un contingente supplementare di 1.400 soldati in Afghanistan, 400 in più rispetto a quanto era stato anticipato la settimana scorsa. La decisione è stata comunicata dal segretario alla Difesa, Des Browne, in un discorso davanti alla Camera dei Comuni. Le nuove truppe si andranno ad aggiungere ai 5.600 soldati di Sua Maestà  già  presenti in Afghanistan e saranno schierate nella provincia sud-orientale di Helmand.

I nuovi rinforzi rientrano in una strategia complessiva di Londra tesa a ridurre progressivamente il contingente in Iraq per assumere un maggiore impegno sullo scacchiere afghano in vista della temuta offensiva di primavera dei talebani. La scorsa settimana era stato annunciato il ritiro dei 1.600 soldati dall’Iraq. In Afghanistan sono già  morti quasi 50 soldati britannici dal rovesciamento del regime dei talebani a fine 2001.

Fonte: Agi

 

Anche la guerra ai papaveri nella offensiva di primavera in Afghanistan (chissa  come mai c’è qualcuno che vuole lo spaccio libero)

Da quando il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice l’ha usata alla ministeriale Nato del 26 gennaio scorso, l’espressione “offensiva di primavera” è diventata ricorrente nel parlare di Afghanistan. Come tutte le frasi a effetto è andata però oltre il significato originale che pure la Rice aveva chiarito. Sul piano militare si trattava di contrastare la ripresa delle operazioni annunciata dagli stessi Talebani dopo la stasi fisiologica del periodo invernale. La Rice però aveva anche detto che l’offensiva avrebbe dovuto tradursi in “una campagna politica, una campagna economica, una campagna diplomatica e — sì — una campagna militare”.

In questa strategia definita “comprensiva” al primo posto della lista venivano accomunati gli sforzi militari a quelli “counter-narcotic”. La principale sfida da vincere per la normalizzazione del Paese consiste proprio nell’interrompere la spirale perversa oppio-insorgenza-criminalità -corruzione. L’economia di sussistenza di buona parte della popolazione è legata alla coltivazione del papavero da oppio, il commercio dei derivati alimenta ogni forma di insorgenza – dai Talebani ai signori della guerra – e questo stato di cose porta la corruzione anche nelle istituzioni.

Lo scorso 20 febbraio il dipartimento di Stato Usa ha pubblicato uno studio (U.S. Opposes Efforts to Legalize Opium in Afghanistan) per confutare la tesi secondo cui la legalizzazione della coltivazione dell’oppio potrebbe rappresentare una soluzione accettabile del problema. I sostenitori della legalizzazione affermano che il mercato mondiale legale dei farmaci antidolorifici derivati dall’oppio sarebbe in grado di assorbire la produzione afgana, soddisfacendo così le esigenze sempre crescenti di quei farmaci proprio nei paesi più poveri. Sarebbe sufficiente compensare i contadini afgani per il guadagno inferiore rispetto a quello che oggi ottengono con il commercio illegale.

Il documento del dipartimento di Stato afferma che l’attuale produzione mondiale legale è già  rispondente alle esigenze e che il surplus afgano metterebbe in crisi il sistema. Inoltre i costi effettivi del compenso da offrire ai contadini sarebbero elevati e i processi di coltivazione e trasformazione richiederebbero strutture di controllo attualmente inesistenti e quasi impossibili da realizzare nell’attuale situazione del Paese. Nella conclusione si dice che non esistono scorciatoie e che il problema può essere risolto soprattutto con lo sviluppo economico e con la distruzione (eradication) delle coltivazioni di papavero.

Nello stesso giorno in cui il documento veniva pubblicato, Isn Security Watch dava notizia della nomina di William Wood come ambasciatore Usa in Afghanistan. Wood dalla metà  del 2003 era stato ambasciatore in Colombia dove avrebbe diretto la campagna di distruzione delle piantagioni di coca promossa dagli Usa. L’articolo (Plan Afghanistan: Another Colombia mistake) parla di “fumigation”, trattamento con erbicidi che danneggerebbe anche le coltivazioni legali circostanti. L’irrorazione è fatta da aerei che volano in quota per sfuggire alle armi portatili dei guerriglieri delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia). In quelle condizioni sono colpite indistintamente tutte le coltivazioni che si trovano nell’area.

L’autore dell’articolo afferma che dai circa 114mila ettari coltivati a coca in Colombia a metà  del 2003 si è passati a 144mila alla fine del 2005. Ciò dimostrerebbe che il sistema usato non funziona. Si teme ora che l’applicazione di metodi analoghi in Afghanistan – così come avrebbe già  suggerito il generale Pace capo degli stati maggiori congiunti Usa – possa replicare i risultati negativi ottenuti in Colombia. L’autore sostiene che distruggere semplicemente le coltivazioni di papavero indurrebbe i contadini a unirsi alla guerriglia per garantire la sopravvivenza delle loro famiglie.

Sia il documento del dipartimento di Stato sia l’articolo di Isn Security Watch sostengono le loro argomentazioni con cifre e statistiche, peraltro non comparabili tra loro. Secondo il dipartimento la produzione di oppio in Afghanistan costituirebbe il 31,6 per cento del Pil del Paese. Isn cita cifre attribuite all’Onu secondo cui i trafficanti di eroina guadagnerebbero annualmente 2,8 milioni di dollari, pari al 65 per cento del Pil realizzato nel 2005.

Le cifre e le statistiche possono sempre essere lette e interpretate in contesti diversi, quindi non meraviglia che ognuno le usi per sostenere le proprie tesi. Ciò che lascia perplessi è il ripetersi, anche in questa situazione che non avrebbe nulla di politico, della contrapposizione di schemi preconcetti: legalizzazione contro distruzione. Il problema è molto più complesso e non può essere risolto unicamente con uno dei due metodi. La radicalizzazione del contrasto tra le due posizioni che emerge dalla lettura dei testi può solo peggiorare la situazione. Resta da sperare che l’approccio “comprensivo” annunciato dalla Rice da buona intenzione venga tradotto in pratica.

 


PACS di paglia

Come sapete , questo blog si occupa abitualmente di argomenti seri e importanti. Per una volta tanto deroghiamo da questa regola e parliamo di una cosa che non ha assolutamente valore e senso, sebbene nel sinistro panorama politico italiano se ne parli molto.

ovvero dei PACS.

E prendo a prestito le parole del caro BERLIC, che si è espresso su questo argomento con il massimo di laicità e di femminismo che abbia mai sentito (anche di logica, ma quello era ovvio.)

Sulla inutilità sociale di leggi pro-"coppie di fatto"

Ah! Niente da fare. Non sono capace di scrivere un articolo così. Quello che scriverei io sarebbe certo impubblicabile. Capite, io ci vado giù pesante. In questi tempi a dire "maschio" e "femmina" uno rischia la galera. E allora facciamo in questa maniera: io lo scrivo e poi qualcuno mi sostituisce tutte le espressioni un po’ forti con quelle politicamente corrette tra parentesi. Facciamo così? Allora, via.
Cosa sono le "Coppie di fatto"? Innanzi tutto non certo una novità.
Quando Gesù va al pozzo e incontra la samaritana, questa di fatto convive con un tizio e Gesù non è che se ne scandalizza ("Di mariti ne hai avuti cinque, e quello che hai ora non è tuo marito…"). S.Agostino, prima di diventare cristiano, ha una allegra relazione e da questa ha un figlio. In tempi più recenti Galileo Galilei, proprio lui, di figlie ne aveva due e non è che a sposarsi abbia pensato…ma a metterle in convento sì.
Uomini e donne fanno i loro  [seguono in maniera libera le rispettive inclinazioni del loro orientamento sessuale]  da che tempo è tempo. Convivono, [compiono attività per la realizzazione del loro piacere sessuale],fanno figli – un tempo si chiamava magari concubinato – senza sposarsi, per un motivo o per l’altro.
Perchè non ci sono soldi. Perchè non c’è lavoro. Perchè sono di classi sociali diverse. Perchè è più comodo [compiere suddette attività sessuali] senza responsabilità che dovere accettare tutti i doveri che dal matrimonio provengono. Eppure, in tutti questi secoli, mai c’è stato un – chiamamolo movimento d’opinione – che mirasse in qualche maniera a codificare questa antichissima consuetudine. Antichissima anche più del matrimonio, perchè ci sono state le coppie di fatto ben prima del matrimonio, se i nostri amici darwinisti hanno ragione. Si stava tra noialtri scimmioni là nella savana e si [soddisfaceva alle nostre voglie primigenie] la prima [partner di diverso orientamento sessuale] che passava. Non è che si pensava a sposarsi, proprio no.
Poi, un pochetto ci siamo evoluti. Diamo merito alle scimmiette su questo. Le [creature primigenie con la responsabilità della crescita della prole] – pardon le donne – si sono rese conto che questa storia del concubinato era una gran fregatura. Perchè noi scimmioni tendevamo a [soddisfare gli appetiti sessuali] e poi cacciarle via in mezzo alla savana, loro e scimmiottini, quando non le reggevamo più. E si è quindi fatto un contratto che avesse come scopo la protezione dei più deboli. Il matrimonio.
Che lo Stato ha preso e fatto proprio. Perchè allo Stato conviene proteggere la famiglia. Chi lavora, chi dà quel segno più sui grafici sono le famiglie solide. Senza una famiglia solida a tirare su dei figli solidi qualche problema c’è. Per esempio, come provano i dati del Bureau of Census americano, il 60% degli stupratori, ed il 72% degli adolescenti omicidi è cresciuto in case senza padre. Su 12 studenti violenti, 11 sono cresciuti senza il padre, contro 1 che ce l’aveva. E quindi, investire in famiglie probabilmente conviene di più che investire in poliziotti e carceri.
Dicevamo, mai c’è stato un movimento di opinione che mirasse ad equiparare il concubinato al matrimonio. Non perchè i nostri antichi fossero [incapaci di ragionamenti di senso compiuto], ma perchè i due si muovono su piani differenti. In uno ci sono doveri (verso i figli, verso il coniuge); nell’altro no.
Perchè diciamolo: perchè due convivono? O lo fanno perchè non hanno le risorse per sposarsi, ed allora farci una regolamentazione sopra è inutile: facciamo piuttosto in modo che si possano sposare. Oppure non hanno nessuna intenzione di farlo. O, ancora, non possono perchè non possono farlo neanche se volessero.
Esaminiamo prima il caso "non vogliono". Non vogliono perchè non vogliono responsabilità? E quindi, lo Stato dovrebbe dare loro quella responsabilità che non vogliono? In tal caso è chiaro che la suddetta coppia di fronte a un tal contratto [declinerebbe la sua sottoscrizione con espressioni tipiche della tradizione popolare italiana]. Oppure dovrebbe dare loro i vantaggi che il matrimonio dà senza chiedere assunzione di responsabilità? Ma in tal caso, non sarebbe un [assumere un atteggiamento di derisione o tentativo di truffare una persona terza, assimilabile gergalmente con l’afferrare parti corporee della persona stessa] chi si sposa a "costo pieno"?
Passiamo al caso "non possono". Perchè non si può? O c’è qualche vincolo – tipo essere già coniugati con qualcun altro, essere più che minorenni, essere fratello e sorella (non sbuffate, non sto parlando di casi irreali…) o si è dello stesso sesso. Ah, ecco qui il casus belli. In fondo, i soli che abbiano qualche motivo di urlare e pretendere sono i conviventi dello stesso sesso.
Forse è inutile far notare che, anche qui, nihil sub sole novi. Ai tempi dei romani gli imperatori stessi, Adriano e Caligola ad esempio, convivevano con leggiadri giovinetti. E nessuno che si sia mai sognato di paragonare questo al matrimonio. Perchè diciamolo, [soddisfare i proprii appetiti sessuali in modo conforme al proprio orientamento] è una cosa e il matrimonio è un altro. Il matrimonio è un promettersi fedeltà e onore tra un uomo e una donna e la disponibilità ad accettare ed educare i figli. Punto. Se le cose stessero diversamente, non si vede perchè non si dovrebbe poter sposare una [oggetto in gomma di lattice gonfiabile simulante una figura femminile]. O il cane fedele. O la vecchia tata che ci vuole tanto bene.
E perchè poi lo Stato dovrebbe ratificare e spendere soldi dietro a unità familiari improduttive, sterili per definizione?
Quando ci ripete con gli amplificatori che di soldi per quelle produttive – le famiglie vere, i figli veri – non ce ne sono?
La mia opinione quindi non è che le coppie di fatto siano inutili socialmente. Quello che penso è che, a prescindere dal motivo per cui si sono formate e dalle persone stesse che le compongono (che possono essere anche in sè meravigliose) le coppie di fatto siano un peso sociale. E che lo Stato dovrebbe fare di tutto per aiutare quelli che vorrebbero smetterne di farne parte per passare a qualcosa di più solido. Dicendo poi agli altri di usare quello che già il diritto mette a disposizione, e cominciare ad essere [seri con la vita].

berlic

Come vedete, è già stato detto tutto. Mi permetto di aggiungere che in alcuni comuni progressisti (o regressi? mah) è già stato instaurato il registro delle coppie di fatto , propedeutico ai pacs, ed in un anno o più di esistenza il numero di iscritti è stato bassissimo. La cosa evidente dal punto di vista dei numeri è che una infima parte delle coppie omosessuali vorrebbe regolarizzare la propria  condizione….