Delle condanne pelose e della difficoltà  a fare i conti con il proprio passato…

Questo post di Jeanne ed Emile De la Penne  e tutti i riferimenti che sono in esso vanno assolutamente letti.Si parla di 40 anni della storia d’Italia. Scrive Zanzara sul suo blog: «Liberazione 1. Titolo in prima. “Usa. 999 giustiziati in 30 anni. Oggi tocca al numero mille”. Cari Comunisti Rifondati e pure strabici, nella Cina Comunista sono 10.000 all’anno i giustiziati, stima per difetto. In 30 anni sarebbero 300mila. E’ evidente che siete rimasti fedeli alla linea di pensiero di quel gran pezzo di democratico del non compianto Stalin. “Una morte è una tragedia, un milione di morti è statistica”.… Continua a leggere

Libertà  di espressione

Vista la misera affluenza di bloggers ai miei post : Ballando con i lupi (situazione politica in palestina) e XINJIANG: IL FRONTE CINESE DELLA GUERRA AL TERRORISMO (islamico) e all’allarme lanciato da Celentano che denunciava la caduta dell’Italia nella particolare classifica della libertà  di stampa al 70° posto, ho pensato che il problema era nella mancanza di libertà  espressione. Allora sono andato sul sito universalmente conosciuto dei giornalisti senza frontiere http://www.rsf.org/rubrique.php3?id_rubrique=554 ed ho scoperto che : Su 167 paesi al mondo l’Italia si piazza al 42° posto col punteggio di 8,67 e non al 70° come pubblicamente detto in televisione dal conduttore ; la Francia al 30° con 6,25 ; la Gran Bretagna 24° con 5,17.… Continua a leggere

Xinjiang: Il fronte cinese della guerra al terrorismo

La questione dello Xinjiang, regione autonoma della Cina nord-occidentale con capitale Urumqi, dimostra come la politica estera possa mettersi al servizio di priorità  strategiche di natura prettamente domestica. Le mosse di Pechino in Asia Centrale sono infatti condizionate dalla guerra al separatismo uiguro, considerato una minaccia all’integrità  territoriale della Cina al pari -se non più- di quello tibetano e mongolo. Da due secoli lo Xinjiang è teatro dello scontro tra il potere centrale, prima imperiale e poi comunista, e gli uiguri, indigeni turcofoni convertitisi anticamente all’Islam sunnita. Lo schema della contrapposizione è, per così dire, classico e trova un suo omologo, ad esempio, nel caso del Kosovo: una regione di uno stato in cui prevalga per numero un’etnia eteroclita rispetto a quella dominante, viene sottoposta coercitivamente a un graduale processo di sostituzione delle strutture socio-culturali vigenti, tipiche della popolazione maggioritaria a livello locale, con quelle adottate nel resto del paese.… Continua a leggere