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Governo inglese avvisa clandestini: “Andate via, o vi arrestiamo”

Londra – Mentre il cane da riporto della Kyenge accorre in riva all’Africa per non perdere la ‘priorità acquisita’ nel recupero di merce umana, il governo del Regno Unito ha scatenato una campagna pubblicitaria anti-clandestini invitandoli ad “andare a casa o ad affrontare l’arresto”.
Due camion, ciascuno con un enorme poster sono stati trainati in sei distretti di Londra per una settimana in un progetto pilota promosso dal Ministero dell’Interno, mentre manifesti, volantini e annunci sui giornali locali verranno pubblicati per un altro mese.

L’iniziativa e’ stata criticata dal ministro Vince Cable, membro del partito centrista democratico liberale – una sorta di Fini inglese – partner nel governo di coalizione con i conservatori di centro-destra del primo ministro David Cameron. Il ministro ha definito la campagna “stupida e offensiva”.
Perché Cable è parte della cricca che dei clandestini sfrutta lavoro a basso costo, ovviamente.

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Il portavoce di Cameron, invece, ha difeso il progetto, dicendo che era “chiaro che questo stava gia’ funzionando” e che spingere clandestini a lasciare volontariamente il paese era la soluzione piu’ conveniente.
Il ministero degli interni, ha aggiunto il portavoce, aveva gia’ riscontrato un “grande interesse” sulla campagna.
Il governo decidera’ se estendere la circolazione dei furgoni a livello nazionale, dopo che i ministri avranno raccolto tutte le informazioni necessarie.
I manifesti mostrano la foto di un paio di manette insieme ad una cifra che rappresenta il numero di arresti avvenuti in ambito locale con le parole: “Nel Regno Unito illegalmente? Vai a casa o affronta l’arresto. “, sollecitando gli illegali a digitare il testo “home” ad un numero telefonico per ottenere aiuto.
Un portavoce del Ministero ha detto che il costo di tutta la campagna (circa 12.000 euro) e’ inferiore al costo (18.000 euro), per espellere un (uno, 1, solo uno) immigrato clandestino dalla Gran Bretagna, ma a chi mangia sull’immigrazuione questo non ha importanza.
La campagna segue il provvedimento, un mese fa, di una cauzione d’ingresso per i visitatori adulti da Nigeria, India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka e Ghana con un bond di 3.000 sterline per un visto turistico di sei mesi. Perché, come avviene in Italia, entrano da turisti, e poi diventano clandestini e poi trovano i politici marxisti del bildenberg che li coccolano.
E’ evidente la difficoltà di avviare uno stesso progetto in Italia da parte dell’attuale governo: il primo cartellone dovrebbero appenderlo a Palazzo Chigi, ben in vista alla Kyenge. Il ministro della dis-integrazione clandestino.

I minori immigrati delinquono 12 volte più di quelli italiani

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Stiamo allevando la vipera in seno

Non è esattamente uno ‘spot’ per lo Ius Soli. Secondo uno studio dell’associazione Antigone, nel 2012 i detenuti nei 16 carceri minorili italiani erano 1.252. Abnorme la quota di stranieri – moltissimi nati in italia – con picchi del 70% negli istituti del Nordest, del 66% in quelli del Centro e del 57% nel Nordovest.
Con una media quindi, di circa il 65%, a fronte di una presenza nella popolazione generale che non supera il 10%: i minori immigrati delinquono oltre 6 volte quanto sarebbe ‘normale’, con la loro presenza sul territorio. E circa dodici volte più dei minori italiani. Esclusi gli zingari, ovviamente.
Sono dati ancora più scioccanti di quelli degli immigrati adulti, a dimostrazione che l’impatto sulla criminalità degli immigrati, non scema, anzi, peggiora, dalle prime alle seconde generazioni. Dato già osservato in paesi con immigrazione di lunga data come Francia e Regno Unito.
I dati emergono da un rapporto di Antigone, nota associazione svuotacarceri.

Una panoramica dell’incidenza di detenuti stranieri presenti nelle carceri minorili del centronord:

TREVISO: Stranieri oltre il 70%, spesso di seconda generazione nati in Italia. I ragazzi stranieri pongono particolari problemi: età (spesso difficile da definire), salute, famiglia assente. Nazionalità: 2 italiani, gli altri provengono da Marocco, Romania, Kosovo, Santo Domingo.

BOLOGNA: Sono presenti 20 persone. L’80% della popolazione detenuta è straniera. Il 60% di questi è in custodia cautelare. Negli ultimi due anni l’età è aumentata, prima la media era di 16 anni, adesso quasi 18.

TORINO: Detenuti presenti in istituto, 21, tutti maschi. Italiani il 30% dei presenti, gli stranieri il 51% e zingari il 19%. Da segnalare in particolare un aumento della percentuale degli italiani – aumento di ‘nomadi’ con cittadinanza regalata – rispetto agli stranieri (nel 2009 gli italiani erano il 16%, gli stranieri il 60%; i nomadi il 24%).

FIRENZE: Presenti 19 minori, di cui solo 6 italiani.

ROMA: Il 7 marzo RISULTANO 3 femmine (tutte rom, di cui una in stato interessante), il numero preciso dei maschi non è stato rilevato, comunque circa 25. Sul totale, in assoluta maggioranza (80%) sono stranieri (a prevalenza rumena)
Reati perpetrati: furti, rapine, violenza sessuale di gruppo (perpetrati prevalentemente da stranieri) con pena orientativa di appena 6 mesi.

E c’è la ministra di sinistra che vuole sostituire gli Italiani con giovani immigrati.

I ‘profughi’ di Lampedusa, costano 100€ ad ogni famiglia italiana

GUARDIACOSTIERADall’inizio dell’anno, sono sbarcati circa 6.500 clandestini – meglio dire: invasori – come saprete ad ognuno di questi personaggi ‘spetta’ quello che invece non spetta ai nostri giovani disoccupati: 45€ al giorno.
Il calcolo è semplice, e lo abbiamo ripetuto molte volte, ma repetita iuvant: 1.350€ al mese.
Un ottimo stipendio, non c’è che dire.
Ed è uno stipendio che paghiamo noi tutti.
Un anno di mantenimento di questi 6.500, senza contare quelli ancora nelle strutture dall’anno precedente, ci costa oltre 100 milionidi euro.
E questo escludendo costi sanitari e di soccorso.
Mettiamo questo numero in prospettiva: significa che ogni famiglia italiana verserà 5€ di tasse in più, solo per mantenere questi 6.500 nuovi arrivati.
Queste si sommano ai circa 90€ a famiglia versati per mantenere i famosi 60mila ‘profughi’ delle ‘primavere arabe’, dal 2011 ad oggi.
Alla fine del 2013, il sostentamento dei nuovi più i precedenti – ed escludendo il quasi certo arrivo di altri – sarà costato ad ogni famiglia oltre 100€.
Ve li avranno sottratti con aumenti delle accise sulla benzina, con l’aumento dell’Iva, un modo lo trovano sempre, per reperire ‘risorse’.
Pensate ad un nucleo familiare di due anziani pensionati al minimo: circa 1.000 euro in due al mese. Circa 12mila euro l’anno. E sottraete 100€ al mese.
Significa togliere il pane di bocca ai nostri vecchi, per far gozzovigliare giovani invasori africani.
Questo ha da terminare. E i fautori di questo sfascio dovranno pagare per i crimini da loro commessi.

Kyenge : “Sostituire gli italiani con giovani immigrati”

373033_178560228973871_107891661_n«Il reato di ingresso clandestino e di soggiorno illegale dovrebbe essere abolito in sede di revisione del Testo Unico sull’immigrazione da parte dei ministeri dell’Interno – calabraghe Alfano già prende appunti – e della Giustizia e dal Parlamento”.
È quanto ha chiesto il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge, intervenendo a Roma, a palazzo Giustiniani, alla presentazione del Rapporto su “La criminalizzazione dell’immigrazione irregolare».
Solita marchetta.
Non basta, i clandestini devono essere liberi di gozzovigliare per l’Italia – stile Kabobo per intenderci – per la congolese infatti «il trattenimento delle persone da espellere nei Cie dovrebbe rappresentare solo l’estrema ratio e comunque 18 mesi sono un periodo eccessivamente lungo».
Ma attenzione, perché il suo obiettivo ‘finale’, è la soppressione etnica del popolo italiano: « La priorità, è il ringiovanimento demografico dell’Italia».
Tradotto: l’Italia è da considerarsi un paese di vecchi e per ringiovanirla occorrono altri milioni di immigrati, che però con le leggi vigenti faticherebbero ad entrare. Per la sostituzione rapida del vecchio col nuovo (il ringiovanimento) occorre aprire le frontiere a tutti.
Chi critica è un egoista razzista da mettere al bando.
Dicasi, ‘sostituzione etnica‘. Anche detto: genocidio.
E’ la stessa strategia utilizzata da Stalin, lo usano i cinesi in Tibet per la distruzione etnica del popolo tibetano attraverso l’immigrazione di Cinesi etnici, gli Han e dai laburisti nel regno unito con l’immigrazione massiccia e da tutte le nazioni europee con governi di sinistra.
E’ la strategia de Il piano Kalergi: il genocidio dei popoli europei
conclude il ministro “L’immigrazione deve essere vista in un’ottica europea”… appunto, come già riportato sopra!
Abbiamo visto gli effetti dell’immigrazione e dell’integrazione nella ex jugoslavia, in sudan, in Ruanda, in nigeria.
Adesso è il turno dell’Italia.
Quando si dimette, la ministra che vuole la ‘rivoluzione demografica in Italia’?

Clandestinità è reato: lo dice anche la Cassazione

clandestinità-no-reatoIn una rara dimostrazione di sanità mentale,  la Cassazione ha di fatto confermato che la clandestinità è reato.
Questo nonostante gli schiamazzi di Boldrini e Kashetu Kyenge (Cécile Kyenge) ministri di questa repubblica [1].

I giudici della Corte infatti, con la sentenza n. 24877/13, hanno confermato la pronuncia di secondo grado che ha inflitto la pena pecuniaria di 5000,00 euro a un extracomunitario che, in violazione dell’art. 10bis del D.Lgs. n. 286/1998, dimorò in territorio italiano senza essere provvisto di permesso di soggiorno.

Contro la sentenza di condanna in appello, vi fu, incredibilmente, l’impugnazione del Procuratore Generale – ovvero chi dovrebbe rappresentare in un certo senso la pubblica accusa – il quale argomentò contro la sentenza d’appello, che, secondo lui, la norma contrastava con la nostra Costituzione e le norme europee.  Con questa sentenza la Cassazione dà ragione alla Corte d’Appello e torto al Procuratore Generale, affermando una volta per tutte che il reato di ingresso e permanenza illegale sul territorio italiano è conforme alla nostra Costituzione (come affermato dalla stessa Corte Costituzionale con sent n. 250/10) e non contrasta nemmeno con la Direttiva UE 115/2008 (così come anche esplicitamente sancito dalla Corte di Giustizia Europea con la decisione del 6/12/12).

Secondo la Cassazione infatti, la norma che prevede il reato di immigrazione clandestina “non punisce una condizione ontologica” (la condizione di straniero), ma una precisa condotta penalmente rilevante: l’essere, lo straniero, penetrato nel territorio nazionale illegalmente, e cioè in violazione delle norme che regolano i flussi migratori, che lo Stato italiano è legittimato a controllare.

Insomma, le frontiere esistono, e lo Stato ha il diritto – e il dovere – di farle rispettare in nome della comunità dei cittadini italiani.

Resistono, anche nella magistratura, sacche di buon senso mentre i ministri di sinistra (vedi fotografia) se ne infischiano della costituzione e delle leggi italiane mentendo sapendo di mentire.

[1] è ancora possibile condannare qualcuno che sia presente sul territorio dello Stato senza permesso di soggiorno.
Ciò perché la sentenza della Corte di Giustizia dell’UE nulla cambia in merito al reato di clandestinità, previsto dall’art. 10 bis. Infatti, la sentenza parla di arresto e reclusione, mentre il reato di clandestinità prevede una contravvenzione.
Il reato di clandestinità, previsto e punito dall’art. 10 bis, consiste in una semplice contravvenzione pecuniaria, cioè in pratica in una sorta di “multa” in denaro, e non nell’arresto e nella reclusione com’è il caso del diverso reato di inottemperanza all’ordine del Questore p. e p. dall’art. 14, comma 5 ter.

Il problema nasce, quindi, non dalla pena del reato di clandestinità in sé, che è lieve, ma dalle conseguenze comunque derivanti da una condanna penale: in particolare, dall’art. 361 del codice penale.

Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 361 codice penale viene punito, con la multa da euro 30 a euro 516,“Il pubblico ufficiale, il quale omette o ritarda di denunciare all’Autorità giudiziaria, o ad un’altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, un reato di cui ha avuto notizia nell’esercizio o a causa delle sue funzioni”. Ai sensi del 2° comma dello stesso articolo, la pena è anche più grave per gli agenti delle forze dell’ordine: “la pena è della reclusione fino ad un anno, se il colpevole è un ufficiale o un agente di polizia giudiziaria, che ha avuto comunque notizia di un reato del quale doveva fare rapporto”
Ora, sono pubblici ufficiali moltissime persone con le quali abbiamo tutti quotidianamente a che fare: ad esempio, chi deve celebrare un matrimonio, o la persona che trovate davanti all’anagrafe o stato civile. o i cancellieri del tribunale: pertanto, se una di queste persone, nell’esercizio delle proprie funzioni, si trova davanti un immigrato in posizione irregolare, DEVE denunciarlo prontamente, altrimenti rischia a sua volta una denuncia (ciò perché l’immigrato in questione è, per legge, un criminale, in quanto reo del reato di clandestinità previsto dall’art. 10 bis).
Unica eccezione, espressamente prevista dalla legge, è quella delle cure mediche: un immigrato, anche irregolare, ha diritto alle cure di primo soccorso.

ministro dell’integrazione Cécile Kyenge

Scandalo a Modena: ministro dell’integrazione fece liberare delinquente

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Cécile Kyenge

Un anno fa Senad Seferovic, oggi 25enne, era diventato il simbolo di chi vuole un’immigrazione senza controlli, insieme con suo fratello vittima – secondo loro – di un’ingiusta reclusione al Cie: i due fratelli di origini bosniache “cresciuti” a Sassuolo erano stati liberati dopo un mese a causa della dissennata sentenza del giudice di pace di Modena che aveva considerato il fatto che fossero privi di qualsiasi documento come un motivo per liberarli. Tale è la mente degli xenofili.

Di questa vicenda si occupò l’attuale ministro dell’integrazione Cécile Kyenge e la “sua” rete Primo Marzo che lotta per la chiusura dei Cie. Sul caso intervenne anche il senatore Pdl Carlo Giovanardi: questi ricordò le pendenze giudiziarie dei due fratelli e, appoggiando la Questura, chiedeva la loro espulsione dall’Italia. Alla fine i due fratelli furono fatti uscire dal Cie grazie ai “buoni uffici” del ministro.
Da allora si persero le loro tracce. Fino a mercoledì mattina, quando in Tribunale i carabinieri di Anzola (Bologna) hanno portato una banda di cinque nomadi sorpresa a Fiorano mentre trasportava un carico di rame appena rubato del valore di 40mila euro. Nel gruppo c’era anche Senad. Per tutti il giudice ha convalidato l’arresto con custodia cautelare in carcere (uno solo ai domiciliari). Senad ora è a Sant’Anna per furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale in attesa del processo.

Uno scandalo: un ministro che è stato responsabile della scarcerazione di un delinquente.

Per Giovanardi è una rivincita personale: «Sono stato coperto di insulti da un comitato che si era mobilitato per due “innocenti” che stavano al Cie chissà perché. La Questura mi aveva confermato che avevano una sfilza impressionante di denunce. Quanto alla vicenda burocratica, se volevano potevano diventare italiani e invece hanno preferito restare apolidi. È chiaro che loro erano al Cie in attesa di espulsione. Non avevano patria? Ricordo solo che il Cie si chiama Centro di identificazione perché lì devono essere identificati, non fuori. Bisognava espellerli; invece un giudice di pace di Modena ha preferito non applicare la legge e appellarsi alla sua coscienza». Conclude il senatore Pdl: «Parliamo chiaro: a Modena la gente è preoccupata per i reati predatori. Se polizia e magistrati mettono in carcere o al Cie, un giudice di pace può prendere simili decisioni? Se fossero stati innocenti o vittime di un errore sarei stato il primo a chiedere la loro liberazione. Sono per l’integrazione tra modenesi e immigrati onesti ma non quando c’è di mezzo il crimine».

La domanda: può, chi si è reso responsabile di un fatto del genere fare il ministro della Repubblica?