Tag: boston

La Ue vuole sabotare South Stream

sourth_stream_eng_11

Vox aveva lanciato l’allarme durante i ‘giorni’ della Crimea. L’Unione europea è pronta a fare l’ennesimo danno all’Italia (dopo il bombardamento della Libia con la scusa della primavera araba), alla sua economia e alla sua sicurezza energetica.

La Ue infatti è pronta a congelare i piani per il completamento del gasdotto da 40 miliardi di euro South Stream per ‘punire’ il Cremlino.

I dettagli sono emersi in un briefing trapelato tra il capo della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, e politici bulgari, nei quali minacciava il paese di non ostacolare la nuova linea dura dell’UE sul progetto e minare l’unanimita: “Stiamo dicendo alla Bulgaria di stare molto attenta”, la minaccia mafiosa, secondo quanto riportato nella stampa bulgara.

Se sono vere le cose apparse sui media bulgari, si dimostra che il governo italiano non si sta opponendo al blocco del progetto essenziale per l’Italia e la sua economia. Come al solito, e più del solito con Renzi, una politica a novanta gradi.

E con il congelamento, anche dei nostri sedere i prossimi inverni, andrà a farsi benedire la commessa del valore di circa 2 miliardi di euro affidata a Saipem Italia per costruire il tratto off-shore del percorso sotto il Mar Nero dalla Russia alla Bulgaria. La costruzione era prevista per il mese di giugno.

001Secondo i media, Barroso avrebbe detto che ci sono “persone in Bulgaria , che sono agenti della Russia “, un riferimento alle figure del partito socialista al governo , che hanno cercato di concludere un accordo bilaterale con il Cremlino .
Nella Ue invece, gli agenti americani sono a Bruxelles, direttamente a capo della Commissione.

Ufficialmente, Bruxelles è stato evasivo circa il progetto South Stream. La linea ufficiale è che i piani sono ancora vivi , ma i commenti trapelati  confermano che gli agenti americani nella Ue, dei quali Barroso è un esponente di spicco, stanno alacremente lavorando perché sia politicamente ucciso, a favore del progetto antagonista “Nabucco” con al centro la Turchia.

tap_image

Il TAP, gasdotto che metterebbe l’Europa nelle mani turche, disegno geopolitico americano da decenni. Così dipenderemo sempre di più dalle economie islamiche.

Il gruppo tedesco Siemens, come Saipem, ha firmato un contratto con Gazprom la scorsa settimana per la fornitura di sistemi di controllo per South Stream. In questo caso Italia e Germania hanno interessi convergenti da far valere.

Il progetto South Stream – già ben avviato e destinato a produrre gas entro il 2015 –  dalla Siberia al Caucaso e poi verso i Balcani, aggirerebbe completamente l’Ucraina ed il Kosovo, mettendo di fatto le nazioni dell’Europa occidentale al riparo dei ricatti di Kiev e do Boston come invece avvenuto qualche anno fa, e come potrebbe accadere ancora.

Imparare dagli omicidi di boston

maratona-boston-bomba-tuttacronacaQuale sarà l’impatto a lungo termine dell’attentato alla maratona di Boston e della conseguente caccia all’uomo in stile film d’azione svoltasi fra il 15 e il 19 aprile, in cui hanno perso la vita quattro persone e 265 sono rimaste ferite? Cominciamo con quelli che non saranno gli effetti di quest’atto terroristico. Esso non unificherà l’opinione pubblica americana; se lo slogan”United We Stand”, “restiamo uniti”, è durato pochi mesi dopo l’11 settembre, il consenso dopo quanto accaduto a Boston sarà ancor più irraggiungibile. La violenza non spingerà gli Stati Uniti a prendere delle misure di sicurezza simili a quelle israeliane. Né indurrà a una maggiore preparazione nel gestire una letale violenza scoppiata a causa di “un’improvvisa sindrome da jihad instinct”. Non porrà fine alla disputa sulle motivazioni che si celano dietro la violenza musulmana indiscriminata contro i non-musulmani. E di certo non aiuterà a risolvere gli attuali dibattiti sull’immigrazione o sulla vendita delle armi.  Quello che farà è molto importante: quanto accaduto indurrà alcuni occidentali ad arguire che l’islamismo è una minaccia al loro modo di vivere. Infatti, ogni atto di aggressione musulmana contro i non-musulmani, sia esso violento o culturale, recluta un maggior numero di attivisti a favore della causa anti-jihad, porta più voti ai partiti riottosi, mobilita più manifestanti ai cortei contro l’immigrazione e più donatori alle cause anti-islamiste. “Imparare dagli omicidi” è come ho definito nel 2002 questo processo; noi che viviamo in Paesi democratici impariamo meglio la lezione sull’islamismo quando il sangue scorre nelle strade. I musulmani hanno cominciato col beneficiare di un’enorme dose di benevolenza, perché nel Dna degli occidentali è presente la solidarietà per gli stranieri, le minoranze, i poveri e per la gente di colore. Gli islamisti poi hanno vanificato questa benevolenza lasciandosi andare alle atrocità o mostrando atteggiamenti di supremazia. Gli atti terroristici eclatanti in Occidente – come gli attentati dell’11 settembre, di Bali, di Madrid, di Beslan e di Londra – scuotono l’opinione pubblica più di qualunque altra cosa.

Io lo so perché ho avuto modo di esperire direttamente questo processo. Seduto a un tavolo di un ristorante in Svizzera, nel 1990, Bat Ye’or mi parlò dei suoi timori riguardo alle ambizioni islamiste in Europa ma io pensai che fosse allarmista. Nel 1994, Steven Emerson mi telefonò per raccontarmi del Council on American-Islamic Relations, ma inizialmente concessi al Cair il beneficio del dubbio. Come gli altri, anch’io ho avuto bisogno di tempo per rendermi perfettamente conto della portata della minaccia islamista in Occidente. Gli occidentali stanno davvero prendendo coscienza di questa minaccia. Lo si può capire guardando gli sviluppi nei Paesi europei, che in fatto di immigrazione, Islam, musulmani, islamismo e Shari’a (legge islamica) sono più avanti dell’America del Nord e dell’Australia di circa vent’anni. Un segnale di questo cambiamento è la crescita dei partiti politici focalizzata su tali questioni, come nel caso del Partito per l’indipendenza del Regno Unito (Ukip), il Fronte nazionale in Francia, il Partito del Popolo in Svizzera, il Partito per la Libertà fondato da Geert Wilder nei Paesi Bassi, il Partito del progresso in Norvegia e i Democratici svedesi. Nelle recenti elezioni suppletive di Eastleigh, l’Ukip è arrivato secondo, aumentando la sua porzione di voti e passando dal 4 al 28 per cento, creando così una crisi nel partito conservatore.

Nel 2009, l’elettorato svizzero approvò un referendum che vieta i minareti con un margine di 58 a 42, un voto più significativo per il suo risultato piuttosto che per le sue implicazioni politiche, che furono quasi nulle. A quell’epoca, i sondaggi d’opinione rilevarono che altri europei condividevano questi punti di vista pressappoco nelle stesse percentuali. I sondaggi registrano altresì nel corso degli anni un marcato inasprimento delle posizioni su quegli stessi argomenti. Qui di seguito (e ringrazio Maxime Lépante) alcuni sondaggi recenti condotti in Francia:
•    Il 67 per cento degli intervistati ritiene che i valori islamici siano incompatibili con quelli della società francese.
•    Il 70 per cento sostiene che ci sono troppi stranieri.
•    Il 73 per cento vede l’Islam in modo negativo.
•    Il 74 per cento considera l’Islam intollerante.
•    L’84 per cento è contrario all’uso dell’hijab in spazi privati aperti al pubblico.
•    L’86 per cento è favorevole a inasprire il divieto sul burqa.

Come osserva Soeren Kern, opinioni simili sull’Islam sono state espresse anche in Germania. Un recente rapporto diffuso dall’Institut für Demoskopie Allensbach ha chiesto agli intervistati quali sono le caratteristiche che i tedeschi associano all’Islam:
•    Il 56 per cento ha risposto: la lotta per l’influenza politica.
•    Il 60 per cento: la vendetta e le ritorsioni.
•    Il 64 per cento: la violenza.
•    Il 68 per cento: l’intolleranza verso le altre fedi religiose.
•    Il 70 per cento: il fanatismo e il radicalismo.
•    L’83 per cento: la discriminazione contro le donne.

Al contrario, solo il 7 per cento dei tedeschi associa l’Islam all’apertura, alla tolleranza o al rispetto dei diritti umani.Queste percentuali sono più alte rispetto agli anni precedenti, il che denota in Europa un inasprimento delle posizioni che diventeranno ancor più ostili all’islamismo col passare del tempo. In questo modo, l’aggressione islamista garantisce che l’anti-islamismo in Occidente vinca la sua corsa con l’islamismo. Gli eclatanti attacchi di matrice islamica come l’attentato che ha sconvolto Boston esacerbano questa tendenza. È proprio questa la sua importanza strategica. Il che spiega il mio cauto ottimismo riguardo al fatto di respingere la minaccia islamista.

di Daniel Pipes da The Washington Times 24 aprile 2013 http://it.danielpipes.org/12824/imparare-dagli-omicidi-di-boston
Pezzo in lingua originale inglese: “Education by Murder in Boston”

11/9

Bloggers honor the innocent victims of that awful day…

For some people, it’s about the numbers: 4 planes. 4 targets. 2,996 victims. 4 years and 10 months. 1,763 days. 42,312 hours. 2,538,720 minutes. For others, like me, it’s about the people. Every victim was, at the very least, a son or daughter. Many were parents, grandparents, siblings, etc… Many of the victims themselves were related to each other. Each one represents a void in many lives, where new memories aren’t made and old ones are the only thing that stands in the way of insanity.

Our dearest friends lost their daughter, Heather Lee Smith, on Flight 11. These people live with a grief that is so vastly different, in a world that has been forever changed. Their loss is marked every year by an entire nation – that can be a great comfort but also a terrible intrusion. But in the 9/11 memorial services they have organized all over the Northeast, they honor their losses while celebrating the lives of their loved ones. I have had the privilege of attending these ceremonies in Boston and I’ve seen the youth and potential that was lost. Yet I’ve also seen the powerful resilience of the families, capable of laughter in the midst of great sorrow.

They possess the ability to turn their tragedy into community action and they have, in immeasurable ways. Memorial scholarships will pave the way for hundreds of students to pursue an educational path they might not otherwise have been able to afford. Foundations have been set up to shepherd a victim’s dearest cause to a higher profile. Charitable organizations will benefit from the largesse of friends and family for generations to come. In their grief, these families and friends are ensuring that the memories of their loved ones are not lost to time, but rather that they endure thru the lives of countless others.

As our great nation moves further away from the events of 9/11/01, I see us forgetting what we felt in the days and weeks that immediately followed. That sense of unity of purpose, that feeling of brotherhood, of belonging to something larger than ourselves. And I worry that in the process of forgetting, we will lose part of what makes us a great nation – our ability to be compassionate for our fellow man, to extend ourselves past our immediate world and recognize that sometimes we need to make sacrifices to ensure our safety.

We can’t afford to forget 9/11/01 – for the sake of our country’s future. The victims of 9/11 deserve the same respect from all of us that their families and friends give to them. They are, and should remain, a reminder of what the world could look like. Their deaths should not divide us they should unite us as they did in the days and months after 9/11. So that we never forget their sacrifice; so that we make certain the world we caught a glimpse of that horrible morning will never become a reality. We must honor them and remember them.

Frank V Moccia age 57
Frank Vincent Moccia age 57

Place killed: World Trade Center. Resident of Hauppauge, N.Y. (USA).

Frank V. Moccia will be honored by Carlo at the blog I diavoli neri. This was the 1012th blogger to sign up for the 2,996 Tribute project.

By filling out and submitting this form, you are agreeing to create a tribute to a 9/11 victim on your blog. Your tribute can take any form you like — but please remember that the purpose is to honor the victim. You must fill out all the fields in the form above with valid information. Once you’ve completed and submitted the form, the system will randomly select one of the unassigned 9/11 victims. The key information about this victim will then be presented to you, and a copy will be emailed to you. Please record this information (or save the page). If you lose the information, you can always get it again by visiting the assigned victims page on the site.

I Remember
Frank V. Moccia, age 57
Resident of Hauppauge, N.Y. (USA)

Ring da Il Castello a Cecilia

Bloggers honor the innocent victims of that awful day…

For some people, it’s about the numbers: 4 planes. 4 targets. 2,996 victims. 4 years and 10 months. 1,763 days. 42,312 hours. 2,538,720 minutes.

For others, like me, it’s about the people. Every victim was, at the very least, a son or daughter. Many were parents, grandparents, siblings, etc… Many of the victims themselves were related to each other. Each one represents a void in many lives, where new memories aren’t made and old ones are the only thing that stands in the way of insanity.

Our dearest friends lost their daughter, Heather Lee Smith, on Flight 11. These people live with a grief that is so vastly different, in a world that has been forever changed. Their loss is marked every year by an entire nation – that can be a great comfort but also a terrible intrusion. But in the 9/11 memorial services they have organized all over the Northeast, they honor their losses while celebrating the lives of their loved ones. I have had the privilege of attending these ceremonies in Boston and I’ve seen the youth and potential that was lost. Yet I’ve also seen the powerful resilience of the families, capable of laughter in the midst of great sorrow.

They possess the ability to turn their tragedy into community action and they have, in immeasurable ways. Memorial scholarships will pave the way for hundreds of students to pursue an educational path they might not otherwise have been able to afford. Foundations have been set up to shepherd a victim’s dearest cause to a higher profile. Charitable organizations will benefit from the largesse of friends and family for generations to come. In their grief, these families and friends are ensuring that the memories of their loved ones are not lost to time, but rather that they endure thru the lives of countless others.

As our great nation moves further away from the events of 9/11/01, I see us forgetting what we felt in the days and weeks that immediately followed. That sense of unity of purpose, that feeling of brotherhood, of belonging to something larger than ourselves. And I worry that in the process of forgetting, we will lose part of what makes us a great nation – our ability to be compassionate for our fellow man, to extend ourselves past our immediate world and recognize that sometimes we need to make sacrifices to ensure our safety.

We can’t afford to forget 9/11/01 – for the sake of our country’s future. The victims of 9/11 deserve the same respect from all of us that their families and friends give to them. They are, and should remain, a reminder of what the world could look like. Their deaths should not divide us they should unite us as they did in the days and months after 9/11. So that we never forget their sacrifice; so that we make certain the world we caught a glimpse of that horrible morning will never become a reality. We must honor them and remember them.

Frank V. Moccia, age 57

Place killed: World Trade Center. Resident of Hauppauge, N.Y. (USA).

Frank V. Moccia will be honored by Carlo at the blog I diavoli neri. This was the 1012th blogger to sign up for the 2,996 Tribute project.

 

Frank V Moccia, age 57
Frank V Moccia, age 57

By filling out and submitting this form, you are agreeing to create a tribute to a 9/11 victim on your blog. Your tribute can take any form you like — but please remember that the purpose is to honor the victim. You must fill out all the fields in the form above with valid information. Once you’ve completed and submitted the form, the system will randomly select one of the unassigned 9/11 victims. The key information about this victim will then be presented to you, and a copy will be emailed to you. Please record this information (or save the page). If you lose the information, you can always get it again by visiting the assigned victims page on the site.