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Imparare dagli omicidi di boston

maratona-boston-bomba-tuttacronacaQuale sarà l’impatto a lungo termine dell’attentato alla maratona di Boston e della conseguente caccia all’uomo in stile film d’azione svoltasi fra il 15 e il 19 aprile, in cui hanno perso la vita quattro persone e 265 sono rimaste ferite? Cominciamo con quelli che non saranno gli effetti di quest’atto terroristico. Esso non unificherà l’opinione pubblica americana; se lo slogan”United We Stand”, “restiamo uniti”, è durato pochi mesi dopo l’11 settembre, il consenso dopo quanto accaduto a Boston sarà ancor più irraggiungibile. La violenza non spingerà gli Stati Uniti a prendere delle misure di sicurezza simili a quelle israeliane. Né indurrà a una maggiore preparazione nel gestire una letale violenza scoppiata a causa di “un’improvvisa sindrome da jihad instinct”. Non porrà fine alla disputa sulle motivazioni che si celano dietro la violenza musulmana indiscriminata contro i non-musulmani. E di certo non aiuterà a risolvere gli attuali dibattiti sull’immigrazione o sulla vendita delle armi.  Quello che farà è molto importante: quanto accaduto indurrà alcuni occidentali ad arguire che l’islamismo è una minaccia al loro modo di vivere. Infatti, ogni atto di aggressione musulmana contro i non-musulmani, sia esso violento o culturale, recluta un maggior numero di attivisti a favore della causa anti-jihad, porta più voti ai partiti riottosi, mobilita più manifestanti ai cortei contro l’immigrazione e più donatori alle cause anti-islamiste. “Imparare dagli omicidi” è come ho definito nel 2002 questo processo; noi che viviamo in Paesi democratici impariamo meglio la lezione sull’islamismo quando il sangue scorre nelle strade. I musulmani hanno cominciato col beneficiare di un’enorme dose di benevolenza, perché nel Dna degli occidentali è presente la solidarietà per gli stranieri, le minoranze, i poveri e per la gente di colore. Gli islamisti poi hanno vanificato questa benevolenza lasciandosi andare alle atrocità o mostrando atteggiamenti di supremazia. Gli atti terroristici eclatanti in Occidente – come gli attentati dell’11 settembre, di Bali, di Madrid, di Beslan e di Londra – scuotono l’opinione pubblica più di qualunque altra cosa.

Io lo so perché ho avuto modo di esperire direttamente questo processo. Seduto a un tavolo di un ristorante in Svizzera, nel 1990, Bat Ye’or mi parlò dei suoi timori riguardo alle ambizioni islamiste in Europa ma io pensai che fosse allarmista. Nel 1994, Steven Emerson mi telefonò per raccontarmi del Council on American-Islamic Relations, ma inizialmente concessi al Cair il beneficio del dubbio. Come gli altri, anch’io ho avuto bisogno di tempo per rendermi perfettamente conto della portata della minaccia islamista in Occidente. Gli occidentali stanno davvero prendendo coscienza di questa minaccia. Lo si può capire guardando gli sviluppi nei Paesi europei, che in fatto di immigrazione, Islam, musulmani, islamismo e Shari’a (legge islamica) sono più avanti dell’America del Nord e dell’Australia di circa vent’anni. Un segnale di questo cambiamento è la crescita dei partiti politici focalizzata su tali questioni, come nel caso del Partito per l’indipendenza del Regno Unito (Ukip), il Fronte nazionale in Francia, il Partito del Popolo in Svizzera, il Partito per la Libertà fondato da Geert Wilder nei Paesi Bassi, il Partito del progresso in Norvegia e i Democratici svedesi. Nelle recenti elezioni suppletive di Eastleigh, l’Ukip è arrivato secondo, aumentando la sua porzione di voti e passando dal 4 al 28 per cento, creando così una crisi nel partito conservatore.

Nel 2009, l’elettorato svizzero approvò un referendum che vieta i minareti con un margine di 58 a 42, un voto più significativo per il suo risultato piuttosto che per le sue implicazioni politiche, che furono quasi nulle. A quell’epoca, i sondaggi d’opinione rilevarono che altri europei condividevano questi punti di vista pressappoco nelle stesse percentuali. I sondaggi registrano altresì nel corso degli anni un marcato inasprimento delle posizioni su quegli stessi argomenti. Qui di seguito (e ringrazio Maxime Lépante) alcuni sondaggi recenti condotti in Francia:
•    Il 67 per cento degli intervistati ritiene che i valori islamici siano incompatibili con quelli della società francese.
•    Il 70 per cento sostiene che ci sono troppi stranieri.
•    Il 73 per cento vede l’Islam in modo negativo.
•    Il 74 per cento considera l’Islam intollerante.
•    L’84 per cento è contrario all’uso dell’hijab in spazi privati aperti al pubblico.
•    L’86 per cento è favorevole a inasprire il divieto sul burqa.

Come osserva Soeren Kern, opinioni simili sull’Islam sono state espresse anche in Germania. Un recente rapporto diffuso dall’Institut für Demoskopie Allensbach ha chiesto agli intervistati quali sono le caratteristiche che i tedeschi associano all’Islam:
•    Il 56 per cento ha risposto: la lotta per l’influenza politica.
•    Il 60 per cento: la vendetta e le ritorsioni.
•    Il 64 per cento: la violenza.
•    Il 68 per cento: l’intolleranza verso le altre fedi religiose.
•    Il 70 per cento: il fanatismo e il radicalismo.
•    L’83 per cento: la discriminazione contro le donne.

Al contrario, solo il 7 per cento dei tedeschi associa l’Islam all’apertura, alla tolleranza o al rispetto dei diritti umani.Queste percentuali sono più alte rispetto agli anni precedenti, il che denota in Europa un inasprimento delle posizioni che diventeranno ancor più ostili all’islamismo col passare del tempo. In questo modo, l’aggressione islamista garantisce che l’anti-islamismo in Occidente vinca la sua corsa con l’islamismo. Gli eclatanti attacchi di matrice islamica come l’attentato che ha sconvolto Boston esacerbano questa tendenza. È proprio questa la sua importanza strategica. Il che spiega il mio cauto ottimismo riguardo al fatto di respingere la minaccia islamista.

di Daniel Pipes da The Washington Times 24 aprile 2013 http://it.danielpipes.org/12824/imparare-dagli-omicidi-di-boston
Pezzo in lingua originale inglese: “Education by Murder in Boston”

Il prezioso contributo dell’islam alla civiltà

Mappa delle conquiste e delle civiltà cancellate o distrutte dall’islam

Mappa delle civiltà cancellate o distrutte dall'islam
Mappa delle civiltà cancellate o distrutte dall’islam

segue da Terrorism

632 d C       Morte di Maometto (8 giugno)

632-634       Conquista araba della Mesopotamia e della Palestina

635              Conquista araba di Damasco

638              Conquista araba di Gerusalemme

642              Conquista araba di Alessandria d’Egitto

647              Conquista araba della Tripolitania

649              Inizio delle guerre sul mare e conquista di Cipro

652              Prima spedizione contro la Sicilia

667              Occupazione araba di Calcedonia (Anatolia)

669              Attacco a Siracusa

670              Attacco ai berberi e conquista del Maghreb

674-680       Primo assedio arabo di Costantinopoli

698              Gli arabi prendono Cartagine ai bizantini

700              Assalto arabo a Pantelleria

704              L’emiro Musa proclama la guerra santa nel Mediterraneo occidentale; infesta il Tirreno e assale la Sicilia

710              Attacco arabo a Cagliari

711              Sbarco arabo nella Spagna meridionale Inizia la conquista della penisola iberica

715-717       Secondo assedio arabo di Costantinopoli

720              Attacco alle coste della Sicilia

727-731       Aggressioni alle coste della Sicilia

738              Liutprando sconfigge gli arabi ad Arles

740              Primo sbarco in Sicilia di un esercito saraceno

753              Ulteriore sbarco in Sicilia

778              Il giorno 8 settembre, Franchi e Longobardi sconfiggono gli arabi a Sabart, sui Pirenei

806              I mussulmani occupano Tyana, in Anatolia, e avanzano fino ad Ankara. Ademaro, conte franco di Genova, combatte i saraceni in Corsica

812-813       I saraceni attaccano Lampedusa, la Sicilia, Ischia, Reggio Calabria, la Sardegna, la Corsica e Nizza

819              Nuovo attacco alla Sicilia

827              Il 14 giugno, sbarco in Sicilia di un esercito, per la conquista dell’isola

829              I saraceni sbarcano a Civitavecchia

830              I saraceni invadono la campagna romana e saccheggiano le basiliche di San Paolo e di San Pietro

831              A settembre, Palermo si arrende agli arabi

838              Attacco saraceno a Marsiglia

839              Incursioni saracene in Calabria, sbarco e conquista di Taranto

840              Scontro navale, davanti a Taranto, tra saraceni e veneziani, che non riescono a fermare l’attacco. Saccheggio di Cherso, del Delta del Po e di Ancona

841              Gli arabi si spingono nel Quarnaro e distruggono la flotta veneziana all’isola di Sansego

842              Il 10 agosto Bari viene conquistata e vengono saccheggiate le coste della Puglia e della Campania

843              L’emiro di Palermo scaccia i bizantini da Messina

844              I normanni sbarcano in Spagna e occupano Siviglia

846              Spedizioni saracene a Ponza e a Capo Miseno. Il 23 agosto, gli arabi sbarcano alla foce del Tevere, assediano Ostia, saccheggiano nuovamente le basiliche di San Pietro e di San Paolo e l’entroterra fino a Subiaco, assediando poi Roma. Ritiratisi, depredano Terracina, Fondi, e assediano Gaeta

849              I saraceni saccheggiano Luni e Capo Teulada, in Sardegna

850              Attacco arabo contro Arles

852-853       Assalto alle coste calabresi e campane

856              Incursioni arabe a Isernia, Canosa, Capua e Teano

859              Gli arabi prendono Enna

867              Gli arabi saccheggiano il monastero di San Michele sul GarganoI saraceni occupano alcune città dalmate e assediano Ragusa. La flotta veneziana, guidata dal doge Orso, li insegue e li sbaraglia davanti a Taranto

868              Re Ludovico libera Matera, Venosa e parte della Calabria

869              Bande di saraceni invadono la Camargue

870              Gli arabi occupano Malta e saccheggiano Ravenna

879              Gli arabi prendono Taormina

879              I saraceni saccheggiano Teano, Caserta e la campagna romana

881              Il Papa scomunica il Vescovo di Napoli per la sua alleanza con i saraceni

885              I saraceni saccheggiano Montecassino e la Terra di Lavoro

890              I mori di Spagna attaccano la costa provenzale e stabiliscono una base a Frassineto (La Garde-Freinet)

898              Saccheggio saraceno della Badia di Farfa

912              Incursione saracena all’Abbazia di Novalesa

913              Attacco alla Calabria

914              Gli arabi stabiliscono basi a Trevi e a Sutri

916              Incursione saracena nella Moriana (Savoia)

922              Incursione e saccheggio di Taranto

924              Presa di Sant’Agata di Calabria

925              Incursioni saracene in tutta la Calabria, fino in terra d’Otranto; assedio e massacro di Oria

929              Saccheggio delle coste calabresi

930              Paestum viene saccheggiata

934              Assalto alla costa ligure

935              Saccheggio di Genova

936              Fallito attacco saraceno ad Acqui, difesa dal conte Aleramo

940              Incursione saracena al passo del San Bernardo

950              L’emiro di Palermo assale Reggio e Gerace e assedia Cassano Jonio

952              Gli arabi, alleati con Napoli, colonizzano la Calabria

960              San Bernardo da Mentone vince e insegue i saraceni in Val d’Aosta, fino a Vercelli

965              Gli arabi prendono Rametta, ultima roccaforte siciliana e in seguito sbarcano in Calabria

969              Saccheggi saraceni nell’Albesano

977              I saraceni prendono Reggio, Taranto, Otranto e Oria

978              I saraceni saccheggiano la Calabria

981              Ancora saccheggi in Calabria

986              I saraceni saccheggiano Gerace

987              I saraceni saccheggiano Cassano Jonio

988              Gli arabi prendono Cosenza e la terra di Bari

991              Presa di Taranto

994              Assedio e presa di Matera

1002            Incursioni a Benevento e nelle campagne napoletane, assedio di Capua

1003            Incursioni nell’entroterra di Taranto Attacco a Lérins, in Provenza

1009            Il califfo Al-Hakim tenta di distruggere il Santo Sepolcro

1029            Saccheggio delle coste pugliesi

1031            Saccheggio di Cassano Jonio

1047            Incursione saracena a Lérins

1071            Gli arabi vincono la battaglia di Manazkert e iniziano la conquista dell’Anatolia

1074            Sbarco di saraceni tunisini a Nicotera, in Calabria

1080            I saraceni saccheggiano Roma

1086            Gerusalemme cade in mano ai turchi

1096            Inizio della Prima crociata

1122            Scorreria saracena a Patti e a Siracusa

1127            Attacco a Catania e nuovo saccheggio di Siracusa

1144            L’atabeg di Mossul Zengi, con un colpo di mano, s’impadronisce di Edessa assumendo nel mondo islamico ruolo e fama di “difensore della fede”

1145            Papa Eugenio III bandisce la seconda crociata. A causa dei contrasti interni si rivelerà inutile

1187            Salah-ad-Din riconquista Gerusalemme

1190            Papa Clemente III organizza la terza crociata. Riccardo Cuor di Leone sconfigge per due volte Salah-ad-Din ma, sempre a causa dei dissensi interni alla coalizione, non poté liberare Gerusalemme Concluse però una tregua di tre anni, che prevedeva garanzie per i pellegrini (1192)

1195-1204   Si susseguono diversi tentativi pressoché inutili di organizzare una quarta crociata Anche in questo caso mancherà la necessaria coesione e le lotte interne la renderanno pressoché inutile

1213            Papa Innocenzo III tenta di bandire un’altra crociata che però non avrà luogo

1217-1221   Quinta crociata. Nel 1219 le cronache riportano la visita di Francesco d’Assisi al campo crociato Francesco predirà la sconfitta a causa delle faziosità e delle divisioni interne. La Chiesa non riconoscerà la quinta crociata

1221            Fallisce la conquista de Il Cairo e anche la quinta crociata si risolve con un nulla di fatto

1229            Federico II accordatosi con il sultano d’Egitto al-Kamil (Trattato di Giaffa) ottiene Gerusalemme, Betlemme, Nazaret e alcune località costiere fra San Giovanni d’Acri e Giaffa e tra Giaffa e Gerusalemme; e conclude anche una tregua decennale

1244            I mussulmani riconquistano Gerusalemme

1245            Papa Innocenzo IV bandisce la settima crociata Luigi IX, re di Francia, la organizza con le sue sole forze ma non riesce a conquistare Gerusalemme Ulteriori tentativi si concluderanno nel 1270 con pochi esiti.

Dalla seconda metà del sec XIV, la progressiva avanzata dei turchi ottomani verso il cuore dell’Europa ridiede una certa attualità alla crociata, intesa però in senso non di guerra santa per la riaffermazione del cristianesimo in Oriente, ma di guerra per la difesa dell’Occidente stesso dall’islamismo sulla via di sempre più ampie conquiste.

Le crociate fallirono quanto al loro scopo originario, cioè la liberazione dei Luoghi Santi dai mussulmani. Restano tuttavia un fenomeno storico di grande rilevanza non solo religiosa, ma politica, economico-sociale, culturale. Politicamente, impegnarono i mussulmani contenendone e ritardandone l’avanzata in Europa, e ciò permise lo sviluppo degli Stati centro-occidentali

1308            I turchi prendono Efeso e l’isola di Chio

1326            I turchi conquistano Brussa

1329            I turchi prendono Nicea (Urchan)

1330            I turchi sconfiggono i bulgari, a Velbuzhd

1337            I turchi conquistano Nicomedia e si installano sul Mar di Marmara

1356            I turchi prendono Gallipoli, sul Mar di Marmara

1371            I turchi sconfiggono i serbi sulla Martz

1382            I turchi occupano Sofia

1386            I turchi occupano Nis, in Macedonia

1423            I turchi prendono il Peloponneso e la Morea

1425            Abbandono dell’isola di Montecristo a causa delle continue incursioni saracene

1430            I turchi prendono Tessalonica, la Macedonia, l’Epiro e la città di Giannina

1453            Maometto II prende Costantinopoli

1455            I turchi prendono Focea, Tasso e Imbro, nell’Egeo

1458            Maometto II conquista tutte le terre cristiane in Grecia, tranne le colonie veneziane Dopo due anni di assedio, cade l’Acropoli di Atene

1459            La Serbia diventa provincia ottomana

1460            I turchi occupano tutto il Peloponneso

1461            Cade anche Trebisonda, ultimo Stato bizantino. I turchi occupano la colonia genovese di Salmastro

1462            Maometto II occupa la Valacchia e Prende Mitilene ai genovesi

1465            Costantinopoli diventa la capitale dell’impero ottomano. La cattedrale di Santa Sofia viene trasformata in moschea

1470            I turchi occupano la veneziana Negroponte

1471            Scorrerie ottomane in Carniola, in Istria, nel Monfalconese e nel Triestino

1472            Scorrerie ottomane in Croazia

1473            Scorrerie ottomane in Carniola e Corinzia

1474            Scorrerie ottomane in Croazia e Slavonia

1475            Incursioni turche in Stiria inferiore e Carniola I turchi prendono Kaffa e tutta la Crimea ai Genovesi

1476            Incursioni turche in Carniola, Stiria, e in Istria, fino a Gorizia e Trieste

1477            Incursione in Friuli

1478            Scorreria in Carniola, Istria e Dalmazia

1480-1481   I turchi conquistano Otranto e ne massacrano la popolazione compiendo un’orribile strage

1482            Incursione ottomana in Istria e Carniola

1483            Incursione in Carniola Annessione turca dell’Erzegovina

1484            Conquista turca dei porti sulla Moldava

1493            Scorrerie in Istria, Carniola e Corinzia

1498-1499   Scorrerie ottomane in Carniola, Istria e Corinzia

1499            Grande scorreria turca in Friuli, fino ai confini della Marca Trevigiana

1511            I turchi conquistano la Moldavia

1516            Saccheggio di Lavinio, sul litorale romano

1521            Suleiman II prende Belgrado

1522            I turchi prendono Rodi ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, che si trasferiscono a Malta, assumendo il nome di “Cavalieri di Malta”

1526            Suleiman II sconfigge gli ungheresi a Mohàcs

1528            I turchi assoggettano il Montenegro

1529            Suleiman II intraprende il primo assedio di Vienna. Occupazione della Georgia e dell’Armenia

1531            Khaireddin saccheggia le coste dell’Andalusia

1543            Suleiman II conquista gran parte dell’Ungheria

1551            Dragut saccheggia Augusta, in Sicilia

1554            Dragut saccheggia Vieste

1555            Dragut assale Paola, in Calabria

1556            Ivan IV conquista Astrachan

1558            Dragut saccheggia Sorrento e Massa Lubrense

1566            Una flotta turca entra in Adriatico e bombarda Ortona e Vasto. I turchi prendono Chio ai genovesi

1571            Il 6 agosto, i turchi prendono Famagosta, ultimo caposaldo veneziano di Cipro. Il 7 ottobre, la flotta turca, guidata da Selim II, è sconfitta, a Lepanto, da quella cristiana

1575-1600   I pirati moreschi attaccano sistematicamente le coste della Catalogna, dell’Andalusia, della Linguadoca, della Provenza, della Sicilia e della Sardegna

1582            Saccheggio di Villanova-Monteleone in Sardegna

1587            Gli arabi attaccano Porto Vecchio, in Corsica

1588            Hassan Aghà saccheggia il litorale laziale e Pratica di Mare

1591            Il Pascià di Bosnia invade la Croazia austriaca

1618-1672   Gli arabi attaccano sistematicamente le coste siciliane

1623            Gli arabi saccheggiano Sperlonga

1636            Gli arabi occupano Soltanto

1647            Gli arabi saccheggiano parte della Costa Azzurra

1672            I turchi attaccano la Polonia e conquistano la fortezza di Kamenez. Con il Trattato di Bucracz ottengono la Podolia

1680            I turchi saccheggiano Trani e Lecce

1683            I turchi assediano Vienna dal 14 luglio. L’imperatore Leopoldo I si allea con Giovanni Sobieski, re di Polonia. Vienna è liberata dall’esercito austro-polacco del duca Carlo Leopoldo V di Lorena, con la battaglia di Kalhenberg, del 12 settembre

1703            Ahmed III fa guerra a Pietro I e lo sconfigge sul Prut

1708            Algeri riprende Orano agli spagnoli

1714            I turchi saccheggiano la zona di Lecce

1727            I mussulmani saccheggiano San Felice al Circeo

1741            I Bey di Tunisi cacciano i genovesi dall’isola di Tabarca

1754            Saccheggio arabo di Montalto di Castro

1780            I mussulmani saccheggiano Castro, in Puglia

1799            Dopo la partenza di Napoleone, i turchi riprendono l’Egitto

Maggiori dettagli con le descrizioni prese da autori arabi le trovate da “inchiesta storica

1915-1916   Genocidio degli armeni da parte dei turchi

1920-1922   I turchi respingono il Trattato di Sèvres e cacciano i greci dall’Anatolia

1923            Con la Pace di Losanna, la Turchia si riprende la costa dell’Anatolia È una vera pulizia etnica con la deportazione di intere popolazioni

1928            Hassan al-Banna fonda l’Associazione dei “Fratelli mussulmani”

1944            Fondazione della “Lega degli Stati arabi” (Lega Araba dal 1945)

1948            Proclamazione dello Stato di Israele

1965            Inizio di forti migrazioni maghrebine e turche nell’Europa occidentale

1968            Inizio del terrorismo di Al Fatah

1974            I turchi occupano la parte settentrionale di Cipro. Massacri effettuati dai Palestinesi in Alta Galilea

1975            Inizio dello sterminio dei cristiani maroniti del Libano

1979            Rivoluzione islamica dell’Ayatollah Khomeini, in Iran Per anni rimase esiliato e al sicuro in Francia

1980            Aumento degli attentati islamici nel mondo Primi disordini nei quartieri islamici in Europa

1981            Un terrorista turco attenta alla vita di papa Giovanni Paolo II (13 maggio)

1990            Occupazione siriana del Libano Il generale Michel Aoun si oppone tenacemente all’inglobamento del Libano nella “grande Siria” La debole politica occidentale lo porterà a cedere

1991            Inizio delle guerre nel Caucaso Rivolte in Cecenia

1991            Inizio degli sbarchi clandestini di massa in Italia

1992            Formazione di uno stato islamico in Bosnia

1993            Primo attentato al “World Trade Center” di New York

1996            Numerosi attentati di Hamas, in Israele. Attentati anti-americani, in Arabia Saudita. I talebani prendono il potere in Afghanistan

1998            Rivolta anti-serba nel Kosovo

2001            L’undici settembre il “World Trade Center” di New York viene completamente distrutto

2003            Operazione “Enduring Freedom” Guerre in Afghanistan e in Iraq La dittatura di Saddam Hussein viene abbattuta Strage contro gli italiani a Nassiriya, in Iraq (12 novembre)

2004            Numerosi attentati in Iraq Stragi a Madrid (11 marzo) con 190 morti, e a Beslan (3 settembre): oltre 300 le vittime, per lo più bambini, vilmente assassinati in Ossezia del Nord Strage di Taba, in Egitto (8 ottobre) Numerosi altri attentati in tutto il mondo

2005            Numerosi Attentati in Iraq Strage nella metropolitana e negli autobus londinesi (7 luglio): oltre cinquanta morti e centinaia di feriti L’attentato avviene in contemporanea con l’assemblea del G8 in Scozia. Il 23 luglio seguono gli attentati di Sharm El-Sheik con oltre 60 morti e decine di feriti. Attentato a Bali (Indonesia) il 1° ottobre (23 morti e 150 feriti) Dal 27 ottobre al 16 novembre: violenze e rivolte delle comunità immigrate nelle periferie di Parigi e di altre città. L’8 novembre il governo impone misure d’emergenza, tra cui il coprifuoco. Due le vittime, circa 4500 arrestati, oltre 10000 le auto incendiate, distrutti 200 edifici pubblici. Il 9 novembre ad Amman (Giordania) tre attentati suicidi in tre alberghi frequentati da turisti provocano 60 morti e oltre 90 feriti. Il 10 novembre Al Qaeda rivendica la paternità degli attentati

E continua …

Islamic Terror Attacks for First Part of 2010

Islamic Terror Attacks for 2009

Islamic Terror Attacks for 2008

Islamic Terror Attacks for 2007

Islamic Terror Attacks for 2006

Islamic Terror Attacks for 2005

Islamic Terror Attacks for 2004

Islamic Attacks from September 11th, 2001 through 2003

Islam – una religione che perde consensi

il prezzo da pagare
il prezzo da pagare : Se non si trattasse di una storia vera, questo racconto potrebbe essere qualificato come un romanzo mozzafiato, che ti prende dalla prima all’ultima pagina. In realtà si tratta di un racconto dal vero, dove l’autore, che non si presenta con il vero nome per motivi di sicurezza, narra la sua conversione dall’islamismo al cattolicesimo e le persecuzioni di cui è stato fatto oggetto

Frotte in fuga dall’islam cercano le chiese e si fanno cristiani 667 islamici all’ora, 16mila al giorno, 6 milioni all’anno.
Lo sceicco Ahmad al-Qataani esagererà pure, ma il fenomeno allarma le autorità musulmane. Che quindi inaspriscono la repressione. Ma non serve a nulla…
Il battesimo di Magdi Cristiano Allam ha fatto notizia, ma è solo la punta di un iceberg gigantesco, le cui dimensioni esatte sono in larga misura ignote. I gravi pericoli cui va incontro chi abbandona la fede islamica rendono difficili le stime, ma le notizie disponibili lasciano intuire un fenomeno rilevante, forse persino in grado di modificare clamorosamente il futuro del mondo.
Secondo il London Times, il 15% circa dei musulmani residenti in Europa hanno lasciato l’islam. In Gran Bretagna sono attorno alle 200mila unità e in Francia si calcola che ogni anno 15mila islamici diventino cristiani: più o meno 10mila cattolici e il resto protestanti.

Nel 2006 lo sceicco Ahmad al-Qataani, intervistato da Al-Jazeera, pronunciò parole allarmate: «L’islam è sempre stato la principale religione dell’Africa e un tempo c’erano 30 lingue africane che si scrivevano in caratteri arabi. Il numero dei musulmani africani è attualmente di 316 milioni, metà dei quali sono nordafricani di cultura araba. Nella parte dell’Africa non araba il numero dei musulmani non eccede i 150 milioni. Quando si pensa che l’intera popolazione africana è di un miliardo di persone, ci si rende conto che in proporzione il numero dei musulmani è diminuito notevolmente rispetto all’inizio del secolo scorso.
D’altra parte il numero dei cattolici è aumentato da un milione nel 1902 a circa 330 milioni e a questi si aggiungono 46 milioni di appartenenti ad altre confessioni cristiane.
Ogni ora 667 musulmani si convertono al cristianesimo. Ogni giorno 16000 (sedicimila) musulmani si convertono al cristianesimo. Ogni anno 6 milioni di musulmani si convertono al cristianesimo. Sono numeri enormi.

È probabile che al-Qataani abbia gonfiato i numeri per accrescere l’allarme tra i propri correligionari, ma le sue dichiarazioni rivelano un trend sempre più chiaro: malgrado le minacce di morte e le persecuzioni che subiscono gli “apostati, nel mondo le conversioni dall’islam al cristianesimo sono molto più numerose di quelle in senso contrario. La crescita numerica dell’islam, che di recente (come ha riconosciuto il Vaticano) ha superato il cattolicesimo come religione più praticata nel mondo, si deve infatti quasi esclusivamente all’alta natalità dei Paesi islamici, i cui tassi di mortalità infantile si sono enormemente ridotti rispetto al passato grazie alla medicina occidentale. La crescita del cristianesimo, invece, si basa soprattutto sulle conversioni degli adulti. Come ha scritto il leader cristiano evangelicale Wolfgang Simpson, «negli ultimi due decenni sono arrivati a Cristo più musulmani che in tutti i secoli precedenti».

Non diamo loro il femminismo…
Il personaggio che le autorità religiose islamiche temono di più è il sacerdote copto Zakaria Botros, definito dal giornale arabo al-Insan al-Jadid «il nemico pubblico numero uno dell’islam». I suoi programmi trasmessi via satellite dagli Stati Uniti, nei quali discute da un punto di vista cristiano gli aspetti più problematici del Corano (la guerra santa, l’inferiorità delle donne, la lapidazione e così via), hanno provocato conversioni clandestine di massa al cristianesimo. La sua perfetta conoscenza della lingua araba e delle fonti islamiche gli permette di raggiungere un vasto pubblico mediorientale, e gli spettatori rimangono colpiti dalla frequente incapacità degli ulema, che spesso scelgono il silenzio, di rispondere in maniera convincente alle sue osservazioni. La ragione ultima di questo successo è che, diversamente da certe controparti occidentali che criticano l’islam solo da un punto di vista politico, l’interesse principale di Botros è la salvezza delle anime.

Come ha scritto Raymond Ibrahim sul periodico conservatore statunitense National Review, «molti critici occidentali non capiscono che per disinnescare l’islamismo radicale occorre proporre al suo posto qualcosa di teocentrico e di spiritualmente soddisfacente, non il secolarismo, la democrazia, il consumismo, il materialismo o il femminismo. Le “verità” di una religione possono essere sfidate solo dalla Verità di un’altra religione. Padre Zakaria Botros combatte il fuoco con il fuoco».

In tutto il Medio Oriente la ripulsa per gli aspetti più deteriori legati al fondamentalismo islamico, come l’autoritarismo politico, l’intolleranza, la violenza e il terrorismo, hanno avvicinato milioni di uomini e di donne al cristianesimo. Pare infatti che in Iran un milione di persone si siano segretamente convertite al cristianesimo evangelicale negli ultimi cinque anni. Il pastore Hormoz Shariat sostiene di averne convertite 50mila con il suo programma in lingua farsi trasmesso via satellite. Hormoz fa notare che nel periodo 1830-1979, 150 anni di sforzi di evangelizzazione, i missionari erano riusciti a costituire una comunità evangelicale di sole 3mila persone. Oggi invece il parlamento iraniano, preoccupato per il crescente numero di giovani che abbandonano l’islam, sta lavorando per varare la pena di morte per gli apostati.

Non reggono più la violenza
Un fenomeno simile si sta ripetendo nell’Iraq in guerra, dove sempre più persone, stanche di subire le conseguenze del terrorismo di al Qaida e delle violenze dell’estremismo religioso, ascoltano con scetticismo crescente i discorsi dei loro capi religiosi. Secondo il pastore protestante Paul Ciniraj, 5mila islamici si sono convertiti al cristianesimo in Iraq, 10mila in India, altrettanti in Afghanistan, 15mila in Kazakistan, 30mila in Uzbekistan. Roman Silantyev, segretario esecutivo del Concilio Interreligioso di Russia, ha affermato che l’anno scorso nel suo Paese circa due milioni di musulmani “etnici” si sono convertiti al cristianesimo (100mila solo nel Kirghizistan). Il disgusto per la violenza islamista è fra le motivazioni principali, dato che il numero maggiore di conversioni si è avuto nell’area di Beslan, teatro del celebre quanto atroce attentato contro una scuola elementare.

Un sandwich particolare
In Algeria la conversione di circa 80mila persone ha spinto le autorità governative a emanare di recente leggi che puniscono severamente il “proselitismo” cristiano. In Marocco numerosi articoli di giornale hanno lamentato la conversione di 25-40mila musulmani, soprattutto tra le popolazioni berbere. In Sudan ben 5 milioni di persone hanno accolto Cristo a partire dai primi anni Novanta, malgrado le terribili persecuzioni messe in atto dal governo. Quali le ragioni di queste conversioni in massa? Secondo un leader evangelicale sudanese, «la gente ha visto com’è l’islam, e al suo posto vuole Gesù».

Dopo decenni di guerra islamista, migliaia di conversioni clandestine al cristianesimo sono avvenute anche nelle aree rurali del Kashmir, dove un fedele ha dichiarato: «M’interessa la religione, ma odio la violenza. Odio i fondamentalisti dell’islam. Vengo in chiesa per cercare la pace». Il muftì di Perak, in Malesia, valuta in circa 250mila il numero di chi ha abbandonato l’islam facendo domanda ufficiale di apostasia allo Stato, un diritto che è concesso solo ai cittadini malesi appartenenti a minoranze etniche.

Colpisce che ad attivarsi siano però soprattutto le Chiese protestanti, evangelicali e pentecostali. Nel 1996 la Società Biblica Egiziana vendette solo 3mila copie di un film su Gesù, ma 600mila nell’anno 2000. Conversioni segretissime sembrano verificarsi addirittura tra i palestinesi. Un pastore evangelicale ha dichiarato: «Ho lavorato tra queste persone per 30 anni, e dovete credermi se vi dico di non aver mai visto nulla di simile». Ma vi è di più: come riporta il sito backtojerusalem, un gran numero di missionari predicano il Vangelo lungo la strada che dalla Cina giunge a Gerusalemme; e gli evangelicali della Nigeria vogliono fare l’analogo, con 50mila missionari pronti a battere tutto il Nordafrica per giungere ancora, sempre, ovvio, a Gerusalemme. Un sandwich, con l’Arabia Saudita wahhabita nel mezzo…

Più timida è invece l’attività missionaria di diversi cattolici. Il padre gesuita Samir Khalil Samir, uno dei massimi esperti cattolici dell’islam, consigliere del Papa, testimonia, per esperienza personale, che nei Paesi islamici molto clero cattolico, per paura o per un malinteso “ecumenismo”, cerca di dissuadere le conversioni.

Pure Evil

evil-islam
evil islam

Beware, very grafic movies! Attenzione, filmati cruenti!

Beslan

Questo lunghissimo filmato è quello messo a disposizione degli inquirenti.
Da notare come tutta la scuola fu minuziosamente minata e non solo la palestra.
La disposizione delle cariche fa intendere la volontà dei terroristi di impedire qualsiasi possibilità d’intervento da parte delle forze di polizia, da una parte e la massimizzazione dell’effetto distruttivo dall’altra.
I terroristi, immediatamente dopo la presa della scuola, giustiziarono tutti gli adulti di sesso maschile.

300 childrenn wiped out – Questi erano 300 bambini

Questo era un evento che si tiene tutti gli anni alla chiusura della scuola. E’ naturale capire che avrebbero partecipato tutti i bambini con i loro genitori. Come a Beslan, peccato che questo luogo sia l’Algeria e quindi non abbia nulla a che fare con rivendicazioni contro gli USA o la Russia o l’Europa.

Children Deliberately Targeted By Muslim Thugs – bambini deliberatamente presi di mira dai terroristi islamici

Chiarimento. Quella che vedete è una stazione della polizia. Le scolaresche per poter tornare a casa facevano quel percorso tutti i giorni alla stessa ora. E’ chiaro l’intendimento del terrorista di uccidere i bambini perchè si è fermato ostruendo la strada aspettando che se ne ammassassero il più possibile intorno a lui.

Taliban Vermin Use 14yr Old To Suicide Bomb – quei vermi dei talebani usano un quattordicenne come suicida

Hamas Kids Play  – Animebelle di sinistra che amate tanto l’islam, credete che questi bambini, cresciuti alla scuola dell’odio una volta adulti avranno pietà di voi?

Children of Jihad

Per chi ha coraggio da vendere e cuore forte, fatevi un giro su : http://www.truthtube.tv/ troverete un’impressionante collezione di filmati inediti di eventi ripresi in tutto il mondo e mai riportati dai media. Filmati che mostrano come l’slam non sia quella religione di pace che tutti i sinistri cercano di inculcarci.

Oriana Fallaci : il suo ultimo scritto

Oriana Fallaci
Oriana Fallaci

L’Europa in guerra il nemico ce l’ha in casa. E Churchill disse: verseremo lacrime e sangue

Ora mi chiedono: “Che cosa dice, che cosa ha da dire, su quello che è successo a Londra?”. Me lo chiedono a voce, per fax, per email, spesso rimproverandomi perchè finoggi sono rimasta zitta. Quasi che il mio silenzio fosse stato un tradimento. E ogni volta scuoto la testa, mormoro a me stessa: cos’ altro devo dire?!? Sono quattr’ anni che dico. Che mi scaglio contro il Mostro deciso ad eliminarci fisicamente e insieme ai nostri corpi distruggere i nostri principii e i nostri valori. La nostra civiltà . Sono quattr’ anni che parlo di nazismo islamico, di guerra all’ Occidente, di culto della morte, di suicidio dell’ Europa. Un’ Europa che non è più Europa ma Eurabia e che con la sua mollezza, la sua inerzia, la sua cecità , il suo asservimento al nemico si sta scavando la propria tomba. Sono quattr’ anni che come una Cassandra mi sgolo a gridare “Troia brucia, Troia brucia” e mi dispero sui Danai che come nell’ Eneide di Virgilio dilagano per la città  sepolta nel torpore. Che attraverso le porte spalancate accolgono le nuove truppe e si uniscono ai complici drappelli. Quattr’ anni che ripeto al vento la verità  sul Mostro e sui complici del Mostro cioè sui collaborazionisti che in buona o cattiva fede gli spalancano le porte. Che come nell’ Apocalisse dell’ evangelista Giovanni si gettano ai suoi piedi e si lasciano imprimere il marchio della vergogna.

Incominciai con “La Rabbia e l’ Orgoglio”. Continuai con “La Forza della Ragione”. Proseguii con “Oriana Fallaci intervista sé stessa” e con “L’ Apocalisse”. E tra l’ uno e l’ altro la predica “Sveglia, Occidente, sveglia”. I libri, le idee, per cui in Francia mi processarono nel 2002 con l’ accusa di razzismo-religioso e xenofobia. Per cui in Svizzera chiesero al nostro ministro della Giustizia la mia estradizione in manette. Per cui in Italia verrò processata con l’ accusa di vilipendio all’ Islam cioè reato di opinione. (Reato che prevede tre anni di galera, quanti non ne riceve l’ islamico sorpreso con l’ esplosivo in cantina). Libri, idee, per cui la Sinistra al Caviale e la Destra al Fois Gras ed anche il Centro al Prosciutto mi hanno denigrata vilipesa messa alla gogna insieme a coloro che la pensano come me. Cioè insieme al popolo savio e indifeso che nei loro salotti viene definito dai radical-chic “plebaglia-di-destra”. Sì, è vero: sui giornali che nel migliore dei casi mi opponevano farisaicamente la congiura del silenzio ora appaiono titoli composti coi miei concetti e le mie parole. Guerra-all’ Occidente, Culto-della-Morte, Suicidio-dell’ Europa, Sveglia-Italia-Sveglia. Sì, è vero: sia pur senza ammettere che non avevo torto l’ ex segretario della Quercia ora concede interviste nelle quali dichiara che questi-terroristi-vogliono-distruggere-i-nostri-valori, che questo- stragismo-è-di-tipo-fascista-ed-esprime-odio-per-la-nostra-civiltà .

Sì, è vero: parlando di Londonistan, il quartiere dove vivono i ben settecentomila musulmani di Londra, i giornali che prima sostenevano i terroristi fino all’ apologia di reato ora dicono ciò che dicevo io quando scrivevo che in ciascuna delle nostre città  esiste un’ altra città . Una città  sotterranea, uguale alla Beirut invasa da Arafat negli anni Settanta. Una città  straniera che parla la propria lingua e osserva i propri costumi, una città  musulmana dove i terroristi circolano indisturbati e indisturbati organizzano la nostra morte. Del resto ora si parla apertamente anche di terrorismo-islamico, cosa che prima veniva evitata con cura onde non offendere i cosiddetti musulmani moderati. Sì, è vero: ora anche i collaborazionisti e gli imam esprimono le loro ipocrite condanne, le loro mendaci esecrazioni, la loro falsa solidarietà  coi parenti delle vittime. Si, è vero: ora si fanno severe perquisizioni nelle case dei musulmani indagati, si arrestano i sospettati, magari ci si decide ad espellerli. Ma in sostanza non è cambiato nulla. Nulla. Dall’ antiamericanismo all’ antioccidentalismo al filoislamismo, tutto continua come prima. Persino in Inghilterra. Sabato 9 luglio cioè due giorni dopo la strage la BBC ha deciso di non usare più il termine “terroristi”, termine-che-esaspera-i-toni-della-Crociata, ed ha scelto il vocabolo “bombers”. Bombardieri, bombaroli. Lunedì 11 luglio cioè quattro giorni dopo la strage il Times ha pubblicato nella pagina dei commenti la vignetta più disonesta ed ingiusta ch’ io abbia mai visto. Quella dove accanto a un kamikaze con la bomba si vede un generale anglo-americano con un’ identica bomba. Identica nella forma e nella misura. Sulla bomba, la scritta: “Killer indiscriminato e diretto ai centri urbani”. Sulla vignetta, il titolo: “Spot the difference, cerca la differenza”.

Quasi contemporaneamente, alla televisione americana ho visto una giornalista del Guardian, il quotidiano dell’ estrema sinistra inglese, che assolveva l’ apologia di reato manifestata anche stavolta dai giornali musulmani di Londra. E che in pratica attribuiva la colpa di tutto a Bush. Il-criminale, il- più-grande-criminale-della-Storia, George W. Bush. “Bisogna capirli”. Cinguettava “la politica americana li ha esasperati”. Se non ci fosse stata la guerra in Iraq…?. (Giovanotta, l’ 11 settembre la guerra in Iraq non c’ era. L’ 11 settembre la guerra ce l’ hanno dichiarata loro. Se n’ è dimenticata?). E contemporaneamente ho letto su Repubblica un articolo dove si sosteneva che l’ attacco alla subway di Londra non è stato un attacco all’ Occidente. E’ stato un attacco che i figli di Allah hanno fatto contro i propri fantasmi. Contro l’ Islam “lussurioso” (suppongo che voglia dire “occidentalizzato”) e il cristianesimo “secolarizzato”. Contro i pacifisti inda¹ e la-magnifica-varietà -che-Allah-ha-creato. Infatti, spiegava, in Inghilterra i musulmani sono due milioni e nella metropolitana di Londra non-trovi-un-inglese-nemmeno-a-pagarlo-oro. Tutti in turbante, tutti in kefiah. Tutti con la barba lunga e il djellabah. Se-ci-trovi-una-bionda-con-gli-occhi-azzurri-è-una-circassa. (Davvero?!? Chi l’ avrebbe mai detto!!! Nelle fotografie dei feriti non scorgo nè turbanti nè kefiah, nè barbe lunghe nè djellabah. E nemmeno burka e chador. Vedo soltanto inglesi come gli inglesi che nella Seconda Guerra Mondiale morivano sotto i bombardamenti nazisti. E leggendo i nomi dei dispersi vedo tutti Phil Russell, Adrian Johnson, Miriam Hyman, più qualche tedesco o italiano o giapponese. Di nomi arabi, finoggi, ho visto soltanto quello di una giovane donna che si chiamava Shahara Akter Islam).

Continua anche la fandonia dell’ Islam “moderato”, la commedia della tolleranza, la bugia dell’ integrazione, la farsa del pluriculturalismo. Vale a dire delle moschee che esigono e che noi gli costruiamo. Nel corso d’ un dibattito sul terrorismo, al consiglio comunale di Firenze lunedì 11 luglio il capogruppo diessino ha dichiarato: “E’ ora che anche a Firenze ci sia una moschea”. Poi ha detto che la comunità  islamica ha esternato da tempo la volontà  di costruire una moschea e un centro culturale islamico simili alla moschea e al centro culturale islamico che sorgeranno nella diessina Colle val d’ Elsa. Provincia della diessina Siena e del suo filo-diessino Monte dei Paschi, già  la banca del Pci e ora dei Ds. Bè, quasi nessuno si è opposto. Il capogruppo della Margherita si è detto addirittura favorevole. Quasi tutti hanno applaudito la proposta di contribuire all’ impresa coi soldi del municipio cioè dei cittadini, e l’ assessore all’ urbanistica ha aggiunto che da un punto di vista urbanistico non ci sono problemi. “Niente di più facile”. Episodio dal quale deduci che la città  di Dante e Michelangelo e Leonardo, la culla dell’ arte e della cultura rinascimentale, sarà  presto deturpata e ridicolizzata dalla sua Mecca. Peggio ancora: continua la Political Correctness dei magistrati sempre pronti a mandare in galera me e intanto ad assolvere i figli di Allah. A vi
etarne l’ espulsione, ad annullarne le (rare) condanne pesanti, nonchè a tormentare i carabinieri o i poliziotti che con loro gran dispiacere li arrestano. Milano, pomeriggio dell’ 8 luglio cioè il giorno dopo la strage di Londra. Il quarantaduenne Mohammed Siliman Sabri Saadi, egiziano e clandestino, viene colto senza biglietto sull’ autobus della linea 54. Per effettuare la multa i due controllori lo fanno scendere e scendono con lui. Gli chiedono un documento, lui reagisce ingaggiando una colluttazione. Ne ferisce uno che finirà  all’ ospedale, scappa perdendo il passaporto, ma la Volante lo ritrova e lo blocca. Nonostante le sue resistenze, dinanzi a una piccola folla lo ammanetta e nello stesso momento ecco passare una signora che tutta stizzita vuole essere ascoltata come testimone se il poverino verrà  processato ed accusato di resistenza. I poliziotti le rispondono signora-ci-lasci-lavorare, e allora lei allunga una carta di identità  dalla quale risulta che è un magistrato. Sicchè un po’ imbarazzati ne prendono atto poi portano Mohammed in questura e qui… Bè, invece di portarlo al centro di permanenza temporanea dove (anzichè in galera) si mettono i clandestini, lo lasciano andare invitandolo a presentarsi la prossima settimana al processo cui dovrà  sottoporsi per resistenza all’ arresto e lesioni a pubblico ufficiale. Lui se ne va, scompare (lo vedremo mai più?) e indovina chi è la signora tutta stizzita perchè lo avevano ammanettato come vuole la prassi.

La magistrata che sette mesi fa ebbe il suo piccolo momento di celebrità  per aver assolto con formula piena tre musulmani accusati di terrorismo internazionale e per aver aggiunto che in Iraq non c’ è il terrorismo, c’ è la guerriglia, che insomma i tagliateste sono Resistenti. Sì, proprio quella che il vivace leghista Borghezio definì “una vergogna per Milano e per la magistratura”. E indovina chi anche oggi la loda, la difende, dichiara ha-fatto-benissimo. I diessini, i comunisti, e i soliti verdi. Continua anche la panzana che l’ Islam è una religione di pace, che il Corano predica la misericordia e l’ amore e la pietà . Come se Maometto fosse venuto al mondo con un ramoscello d’ ulivo in bocca e fosse morto crocifisso insieme a Gesa¹. Come se non fosse stato anche lui un tagliateste e anzichè orde di soldati con le scimitarre ci avesse lasciato san Matteo e san Marco e san Luca e san Giovanni intenti a scrivere gli Evangeli. Continua anche la frottola dell’ Islam vittima-dell’ Occidente. Come se per quattordici secoli i musulmani non avessero mai torto un capello a nessuno e la Spagna e la Sicilia e il Nord Africa e la Grecia e i Balcani e l’ Europa orientale su su fino all’ Ucraina e alla Russia le avesse occupate la mia bisnonna valdese. Come se ad arrivare fino a Vienna e a metterla sotto assedio fossero state le suore di sant’ Ambrogio e le monache Benedettine. Continua anche la frode o l’ illusione dell’ Islam Moderato. Con questa, il tentativo di farci credere che il nemico è costituito da un’ esigua minoranza e che quella esigua minoranza vive in paesi lontani.

Bè, il nemico non è affatto un’ esigua minoranza. E ce l’ abbiamo in casa. Ce l’ avevamo in casa l’ 11 settembre del 2001 cioè a New York. Ce l’ avevamo in casa l’ 11 marzo del 2004 cioè a Madrid. Ce l’ avevamo in casa l’ 1, il 2, il 3 settembre del medesimo anno a Beslan dove si divertirono anche a fare il tiro a segno sui bambini che dalla scuola fuggivano terrorizzati, e di bambini ne uccisero centocinquanta. Ce l’ avevamo in casa il 7 luglio scorso cioè a Londra dove i kamikaze identificati erano nati e cresciuti. Dove avevano studiato finalmente qualcosa, erano vissuti finalmente in un mondo civile, e dove fino alla sera precedente s’ eran divertiti con le partite di calcio o di cricket. Ce l’ abbiamo in casa da oltre trent’ anni, perdio. Ed è un nemico che a colpo d’ occhio non sembra un nemico. Senza la barba, vestito all’ occidentale, e secondo i suoi complici in buona o in malafede perfettamente-inserito-nel-nostro-sistema-sociale. Cioè col permesso di soggiorno. Con l’ automobile. Con la famiglia. E pazienza se la famiglia è spesso composta da due o tre mogli, pazienza se la moglie o le mogli le fracassa di botte, pazienza se non di rado uccide la figlia in blue jeans, pazienza se ogni tanto suo figlio stupra la quindicenne bolognese che col fidanzato passeggia nel parco. E’ un nemico che trattiamo da amico. Che tuttavia ci odia e ci disprezza con intensità . Tale intensità  che verrebbe spontaneo gridargli: se siamo così brutti, così cattivi, così peccaminosi, perchè non te ne torni a casa tua? Perchè stai qui? Per tagliarci la gola o farci saltare in aria? Un nemico, inoltre, che in nome dell’ umanitarismo e dell’ asilo politico (ma quale asilo politico, quali motivi politici?) accogliamo a migliaia per volta anche se i Centri di Accoglienza straripano, scoppiano, e non si sa più dove metterlo. Un nemico che in nome della “necessità  (ma quale necessità , la necessità  di riempire le strade coi venditori ambulanti e gli spacciatori di droga?)” invitiamo anche attraverso l’ Olimpo Costituzionale. “Venite, cari, venite. Abbiamo tanto bisogno di voi”. Un nemico che per partorire non ha bisogno della procreazione assistita, delle cellule staminali. Il suo tasso di natalità  è cos? alto che secondo il National Intelligence Council alla fine di quest’ anno la popolazione musulmana in Eurabia risulterà  raddoppiata. Un nemico che le moschee le trasforma in caserme, in campi di addestramento, in centri di reclutamento per i terroristi, e che obbedisce ciecamente all’ imam (però guai se arresti l’ imam.

Peggio ancora, se qualche agente della Cia te lo toglie dai piedi col tacito consenso dei nostri servizi segreti). Un nemico che in virt๠della libera circolazione voluta dal trattato di Schengen scorrazza a suo piacimento per l’ Eurabia sicchè per andare da Londra a Marsiglia, da Colonia a Milano o viceversa, non deve esibire alcun documento. Può essere un terrorista che si sposta per organizzare o materializzare un massacro, può avere addosso tutto l’ esplosivo che vuole: nessuno lo ferma, nessuno lo tocca. (Ma quando in seguito alla strage di Londra la Francia denuncia il trattato di Schengen e perfino la Spagna zapatera pensa di imitarla, l’ Italia e gli altri paesi europei rispondono scandalizzati no no). Un nemico che appena installato nelle nostre città  o nelle nostre campagne si abbandona alle prepotenze ed esige l’ alloggio gratuito o semi-gratuito nonchè il voto e la cittadinanza. Tutte cose che ottiene senza difficoltà . Un nemico che protetto dalla Sinistra al Caviale e dalla Destra al Fois Gras e dal Centro al Prosciutto ciancia, appunto, di integrazione e pluriculturalismo ma intanto ci impone le proprie regole e i propri costumi. Che bandisce il maiale dalle mense delle scuole, delle fabbriche, delle prigioni. Che aggredisce la maestra o la preside perchè una scolara bene educata ha gentilmente offerto al compagno di classe musulmano la frittella di riso al marsala cioè “col liquore”. E-attenta-a-non-ripeter-l’ oltraggio. Un nemico che negli asili vuole abolire anzi abolisce il Presepe e Babbo Natale. Che il crocifisso lo toglie dalle aule scolastiche, lo getta giù dalle finestre degli ospedali, lo definisce “un cadaverino ignudo e messo lì per spaventare i bambini musulmani”. (Parlo, s’ intende, dell’ arabo con la cittadinanza italiana che mi ha denunciato per vilipendio all’ Islam. Che contro di me ha scritto un lercio e sgrammaticato libello dove elencando quattro sure del Corano chiede ai suoi correligionari di eliminarmi, che per le sue malefatte non è mai stato o non ancora processato). Un nemico che in Inghilterra s’ imbottisce le scarpe di esplosivo onde far saltare in aria il jumbo del volo Parigi-Miami. (Parlo, s’ intende, dell’ arabo con la cittadinanza inglese che per puro miracolo beccarono sulla American Airlines).

Un nemico che ad Amsterdam uccide Theo van Gogh colpevole di girare documentari sulla
schiavit๠delle musulmane e che dopo averlo ucciso gli apre il ventre, ci ficca dentro una lettera con la condanna a morte della sua migliore amica. (Parlo, s’ intende, dell’ arabo con cittadinanza olandese che probabilmente anzi spero verrà  condannato all’ ergastolo e che al processo ha sibilato alla mamma di Theo: “Io non provo alcuna pietà  per lei. Perchè lei è un’ infedele”). Il nemico, infine, per il quale trovi sempre un magistrato clemente cioè pronto a scarcerarlo. E che i governi eurobei (ndr: non si tratta d’ un errore tipografico, voglio proprio dire eurobei non europei) non espellono neanche se è clandestino. Continua anche il discorso sul Dialogo delle due Civiltà . Ed apriti cielo se chiedi qual’è l’ altra civiltà , cosa c’ è di civile in una civiltà  che non conosce neanche il significato della parola libertà . Che per libertà , hurryya, intende “emancipazione dalla schiavit๔?. Che la parola hurryya la coniò soltanto alla fine dell’ Ottocento per poter firmare un trattato commerciale. Che nella democrazia vede Satana e la combatte con gli esplosivi, le teste tagliate. Che dei Diritti dell’ Uomo da noi tanto strombazzati e verso i musulmani scrupolosamente applicati non vuole neanche sentirne parlare. Infatti rifiuta di sottoscrivere la Carta dei Diritti Umani compilata dall’ Onu e la sostituisce con la Carta dei Diritti Umani compilata dalla Conferenza Araba. Apriti cielo anche se chiedi che cosa c’è di civile in una civiltà  che tratta le donne come le tratta.

L’ Islam è il Corano, cari miei. Comunque e dovunque. E il Corano è incompatibile con la Libertà , E’ incompatibile con la Democrazia, è incompatibile con i Diritti Umani. E’ incompatibile col concetto di civiltà . E visto che ho toccato questo argomento mi ascolti bene, signor giudice di Bergamo che ha voluto incriminarmi per vilipendio all’ Islam ma che non ha mai incriminato il mio persecutore per vilipendio al Cristianesimo. Nonchè per istigazione all’ omicidio. (Il mio). Mi ascolti e mi condanni pure. Mi infligga pure quei tre anni di reclusione che i magistrati italiani non infliggono nemmeno ai terroristi islamici beccati con l’ esplosivo in cantina. Il suo processo è inutile. Finchè avrò un filo di fiato io ripeterò ciò che ho scritto nei miei libri e che riscrivo qui. Non mi sono mai fatta intimidire, non mi faccio mai intimidire dalle minacce di morte e dalle persecuzioni, dalle denigrazioni, dagli insulti contro i quali Lei si è guardato bene dal proteggermi anche come semplice cittadino. Quindi si figuri se mi faccio intimidire da Lei che mi nega il costituzionale diritto di pensare ed esprimere la mia opinione. Però, prima del processo, una curiosità  me la deve togliere. Nella cella mi ci terrà  tutta sola o coi carabinieri che lo Stato Italiano mi ha cortesemente imposto affinchè non venga ammazzata come Biagi o come Theo van Gogh? Glielo chiedo perchè il ministro degli Interni dice che nelle nostre carceri oltre il cinquanta per cento dei detenuti sono musulmani, e suppongo che di quei carabinieri avrei più bisogno in galera che a casa mia. (Quanto a voi, signori del Parlamento, congratulazioni per aver respinto la proposta del ministro della Giustizia: abolire il reato di opinione. E particolari congratulazioni all’ onorevole di Alleanza Nazionale che oltre ad aver gestito quel rifiuto ha chiesto di abolire il reato d’ apologia del fascismo). Continua anche l’ indulgenza che la Chiesa Cattolica (del resto la maggiore sostenitrice del Dialogo) professa nei riguardi dell’ Islam. Continua cioè la sua irremovibile irriducibile volontà  di sottolineare il “comune patrimonio spirituale fornitoci dalle tre grandi religioni monoteistiche”. Quella cristiana, quella ebraica, quella islamica. Tutte e tre basate sul concetto del Dio Unico, tutte e tre ispirate da Abramo. Il buon Abramo che per ubbidire a Dio stava per sgozzare il suo bambino come un agnello. Ma quale patrimonio in comune?!?

Allah non ha nulla in comune col Dio del Cristianesimo. Col Dio padre, il Dio buono, il Dio affettuoso che predica l’ amore e il perdono. Il Dio che negli uomini vede i suoi figli. Allah è un Dio padrone, un Dio tiranno. Un Dio che negli uomini vede i suoi sudditi anzi i suoi schiavi. Un Dio che invece dell’ amore insegna l’ odio, che attraverso il Corano chiama cani-infedeli coloro che credono in un altro Dio e ordina di punirli. Di soggiogarli, di ammazzarli. Quindi come si fa a mettere sullo stesso piano il cristianesimo e l’ islamismo, come si fa a onorare in egual modo Gesa¹ e Maometto?!? Basta davvero la faccenda del Dio Unico per stabilire una concordia di concetti, di principii, di valori?!? E questo è il punto che nell’ immutata realtà  del dopo-strage di Londra mi turba forse di più. Mi turba anche perchè sposa quindi rinforza quello che considero l’ errore commesso da papa Wojtyla: non battersi quanto avrebbe a mio avviso dovuto contro l’ essenza illiberale e antidemocratica anzi crudele dell’ Islam. Io in questi quattr’ anni non ho fatto che domandarmi perchè un guerriero come Wojtyla, un leader che come lui aveva contribuito più di chiunque al crollo dell’ impero sovietico e quindi del comunismo, si mostrasse così debole verso un malanno peggiore dell’ impero sovietico e del comunismo. Un malanno che anzitutto mira alla distruzione del cristianesimo. (E dell’ ebraismo). Non ho fatto che domandarmi perchè egli non tuonasse in maniera aperta contro ciò che avveniva (avviene) ad esempio in Sudan dove il regime fondamentalista esercitava (esercita) la schiavità¹. Dove i cristiani venivano eliminati (vengono eliminati) a milioni. Perchè tacesse sull’ Arabia Saudita dove la gente con una Bibbia in mano o una crocetta al collo era (?) trattata come feccia da giustiziare. Ancora oggi quel silenzio io non l’ ho capito e…

Naturalmente capisco che la filosofia della Chiesa Cattolica si basa sull’ ecumenismo e sul comandamento Ama-il-nemico-tuo-come-te-stesso. Che uno dei suoi principii fondamentali è almeno teoricamente il perdono, il sacrificio di porgere l’ altra guancia. (Sacrificio che rifiuto non solo per orgoglio cioè per il mio modo di intendere la dignità , ma perchè lo ritengo un incentivo al Male di chi fa del male). Però esiste anche il principio dell’ autodifesa anzi della legittima difesa, e se non sbaglio la Chiesa Cattolica vi ha fatto ricorso più volte. Carlo Martello respinse gli invasori musulmani alzando il crocifisso. Isabella di Castiglia li cacciò dalla Spagna facendo lo stesso. E a Lepanto c’ erano anche le truppe pontificie. A difendere Vienna, ultimo baluardo della Cristianità , a romper l’ assedio di Kara Mustafa, c’ era anche e soprattutto il polacco Giovanni Sobienski con l’ immagine della Vergine di Chestochowa. E se quei cattolici non avessero applicato il principio dell’ autodifesa, della legittima difesa, oggi anche noi porteremmo il burka o il jalabah. Anche noi chiameremmo i pochi superstiti cani-infedeli. Anche noi gli segheremmo la testa col coltello halal. E la basilica di San Pietro sarebbe una moschea come la chiesa di Santa Sofia a Istanbul. Peggio: in Vaticano ci starebbero Bin Laden e Zarkawi. Così, quando tre giorni dopo la nuova strage Papa Ratzinger ha rilanciato il tema del Dialogo, sono rimasta di sasso. Santità , Le parla una persona che La ammira molto. Che Le vuole bene, che Le da  ragione su un mucchio di cose. Che a causa di questo viene dileggiata coi nomignoli atea-devota, laica-baciapile, liberal-clericale. Una persona, inoltre, che capisce la politica e le sue necessità . Che comprende i drammi della leadership e i suoi compromessi. Che ammira l’ intransigenza della fede e rispetta le rinunce o le prodigalità  a cui essa costringe. Però il seguente interrogativo devo porlo lo stesso: crede davvero che i musulmani accettino un dialogo coi cristiani, anzi con le altre religioni o con gli atei come me? Crede davvero che possano cambiare, ravvedersi, smettere di seminar bombe? Lei è un uomo tanto erudito, Santità . Tanto colto. E li conosce bene. Assai meglio di me. M
i spieghi dunque: quando mai nel corso della loro storia, una storia che dura da millequattrocento anni, sono cambiati e si sono ravveduti? Oh, neanche noi siamo stati e siamo stinchi di santo: d’ accordo. Inquisizioni, defenestrazioni, esecuzioni, guerre, infamie di ogni tipo. Nonchè guelfi e ghibellini a non finire. E per giudicarci severamente basta pensare a quel che abbiamo combinato sessanta anni fa con l’ Olocausto. Ma poi abbiamo messo un po’ di giudizio, perbacco. Ci abbiamo dato una pensata e se non altro in nome della decenza siamo un po’ migliorati. Loro, no.

La Chiesa Cattolica ha avuto svolte storiche, Santità . Anche questo lei lo sa meglio di me. A un certo punto si è ricordata che Cristo predicava la Ragione, quindi la scelta, quindi il Bene, quindi la Libertà , e ha smesso di tiranneggiare. D’ ammazzare la gente. O costringerla a dipinger soltanto Cristi e Madonne. Ha compreso il laicismo. Grazie a uomini di prim’ ordine, un lungo elenco di cui Lei fa parte, ha dato una mano alla democrazia. Ed oggi parla coi tipi come me. Li accetta e lungi dal bruciarli vivi (io non dimentico mai che fino a quattro secoli fa il Sant’ Uffizio mi avrebbe mandato al rogo) ne rispetta le idee. Loro, no. Ergo con loro non si può dialogare. E ciò non significa ch’ io voglia promuovere una guerra di religione, una Crociata, una caccia alle streghe, come sostengono i mentecatti e i cialtroni. (Guerre di religione, Crociate, io ?!? Non essendo religiosa, figuriamoci se voglio incitare alle guerre di religione e alle Crociate. Cacce alle streghe io?!? Essendo considerata una strega, un’ eretica, dagli stessi laici e dagli stessi liberals, figuriamoci se voglio accendere una caccia alle streghe. Ciò significa, semplicemente, che illudersi su di loro è contro ragione. Contro la Vita, contro la stessa sopravvivenza, e guai a concedergli certe familiarità .

La strage toccherà  davvero anche a noi, la prossima volta toccherà  davvero a noi? Oh, si. Non ne ho il minimo dubbio. Non l’ ho mai avuto. Anche questo lo dico da quattro anni. E aggiungo: non ci hanno ancora attaccato in quanto avevano bisogno della landing-zone, della testa di ponte, del comodo avamposto che si chiama Italia. Comodo geograficamente perchè è il più vicino al Medio Oriente e all’ Africa cioè ai paesi che forniscono il grosso della truppa. Comodo strategicamente perchè a quella truppa offriamo buonismo e collaborazionismo, coglioneria e viltà . Ma presto si scateneranno. Lo stesso Bin Laden ce lo ha promesso. In modo esplicito, chiaro, preciso. Più volte. I suoi luogotenenti (o rivali), idem. Lo stesso Corriere lo dimostra con l’ intervista a Saad Al-Faqih, l’ esiliato saudita diventato amico di Bin Laden durante il conflitto coi russi in Afghanistan, e secondo i servizi segreti americani finanziatore di Al Qaeda. “E’ solo questione di tempo. Al Qaeda vi colpirà  presto” ha detto Al-Faqih aggiungendo che l’ attacco all’ Italia è la cosa più logica del mondo. Non è l’ Italia l’ anello più debole della catena composta dagli alleati in Iraq? Un anello che viene subito dopo la Spagna e che è stato preceduto da Londra per pura convenienza. E poi: Bin Laden ricorda bene le parole del Profeta. Voi-costringerete-i-romani-alla-resa. E vuole costringere l’ Italia ad abbandonare l’ alleanza con l’ America. Infine, sottolineando che operazioni simili non si fanno appena sbarcati a Lampedusa o alla Malpensa bensì dopo aver maturato dimestichezza con il paese, essere penetrati nel suo tessuto sociale: “Per reclutare gli autori materiali, c’ è solo l’ imbarazzo della scelta”.

Molti italiani non ci credono ancora. Nonostante le dichiarazioni del ministro degli Interni, a rischio Roma e Milano, all’ erta anche Torino e Napoli e Trieste e Treviso nonchè le città  d’ arte come Firenze e Venezia, gli italiani si comportano come i bambini per cui la parola Morte non ha alcun significato. O come gli scriteriati cui la morte sembra una disgrazia che riguarda gli altri e basta. Nel caso peggiore, una disgrazia che li colpirà  per ultimi. Peggio: credono che per scansarla basti fare i furbi cioè leccarle i piedi. Ha ragione Vittorio Feltri quando su Libero scrive che la decadenza degli occidentali si identifica con la loro illusione di poter trattare amichevolmente il nemico, nonchè con la loro paura. Una paura che li induce ad ospitare docilmente il nemico, a tentar di conquistarne la simpatia, a sperare che si lasci assorbire mentre è lui che vuole assorbire. Questo senza contare la nostra abitudine ad essere invasi, umiliati, traditi. Come dico nell’ “Apocalisse”, l’ abitudine genera rassegnazione. La rassegnazione genera apatia. L’ apatia genera inerzia. L’ inerzia genera indifferenza, ed oltre a impedire il giudizio morale l’ indifferenza soffoca l’ istinto di autodifesa cioè l’ istinto che induce a battersi. Oh, per qualche settimana o qualche mese lo capiranno si d’ essere odiati e disprezzati dal nemico che trattano da amico e che è del tutto refrattario alle virt๠chiamate Gratitudine, Lealtà , Pietà . Usciranno si dall’ apatia, dall’ inerzia, dall’ indifferenza. Ci crederanno sìe agli annunci di Saad al-Faqih e agli espliciti, chiari, precisi avvertimenti pronunciati da Bin Laden and Company. Eviteranno di prendere i treni della sotterranea. Si sposteranno in automobile o in bicicletta. (Ma Theo van Gogh fu ammazzato mentre si spostava in bicicletta). Attenueranno il buonismo o il servilismo. Si fideranno un po’ meno del clandestino che gli vende la droga o gli pulisce la casa. Saranno meno cordiali col manovale che sventolando il permesso di soggiorno afferma di voler diventare come loro ma intanto fracassa di botte la moglie, le mogli, e uccide la figlia in blue jeans. Rinunceranno anche alle litanie sui Viaggi della Speranza, e forse realizzeranno che per non perdere la Libertà  a volte bisogna sacrificare un po’ di libertà . Che l’ autodifesa è legittima difesa e la legittima difesa non è una barbarie. Forse grideranno addirittura che la Fallaci aveva ragione, che non meritava d’ essere trattata come una delinquente. Ma poi riprenderanno a trattarmi come una delinquente. A darmi di retrograda xenofoba razzista eccetera. E quando l’ attacco verrà , udiremo le consuete scemenze. Colpa-degli-americani, colpa-di-Bush.

Quando verrà , come avverrà  quell’attacco? Oddio, detesto fare la Cassandra. La profetessa. Non sono una Cassandra, non sono una profetessa. Sono soltanto un cittadino che ragiona e ragionando prevede cose che secondo logica accadranno. Ma che ogni volta spera di sbagliarsi e, quando accadono, si maledice per non aver sbagliato. Tuttavia riguardo all’ attacco contro l’ Italia temo due cose: il Natale e le elezioni. Forse supereremo il Natale. I loro attentati non sono colpacci rozzi, grossolani. Sono delitti raffinati, ben calcolati e ben preparati. Prepararsi richiede tempo e a Natale credo che non saranno pronti. Però saranno pronti per le elezioni del 2006. Le elezioni che vogliono vedere vinte dal pacifismo a senso unico. E da noi, temo, non si accontenteranno di massacrare la gente. Perchè quello è un Mostro intelligente, informato, cari miei. Un Mostro che (a nostre spese) ha studiato nelle università , nei collegi rinomati, nelle scuole di lusso. (Coi soldi del genitore sceicco od onesto operaio). Un Mostro che non s’ intende soltanto di dinamica, chimica, fisica, di aerei e treni e metropolitane: s’ intende anche di Arte. L’ arte che il loro presunto Faro-di-Civiltà  non ha mai saputo produrre. E penso che insieme alla gente da noi vogliano massacrare anche qualche opera d’ arte. Che ci vuole a far saltare in aria il Duomo di Milano o la Basilica di San Pietro? Che ci vuole a far saltare in aria il David di Michelangelo, gli Uffizi e Palazzo Vecchio a Firenze, o il Palazzo dei Dogi a Venezia? Che ci vuole a far saltare in aria la Torre di Pisa, monumento conosciuto in ogni angolo del mondo e perciò assai più famoso delle due Torri Gemelle? Ma non possiamo scappare o alzare bandiera bianca. Possiamo soltanto affronta
re il mostro con onore, coraggio, e ricordare quel che Churchill disse agli inglesi quando scese in guerra contro il nazismo di Hitler. Disse: “Verseremo lacrime e sangue”. Oh, si: pure noi verseremo lacrime e sangue. Siamo in guerra: vogliamo mettercelo in testa, si o no?!? E in guerra si piange, si muore. Punto e basta. Conclusi così anche quattro anni fa, su questo giornale.

Oriana Fallaci

Tags: afganistan, crimini del comunismo, iran, israele, libano, onu, palestina, politica, terrorismo, oriana fallaci

Falluja e l’uso delle armi di distruzione di massa

Lancio con artiglieria di fumogeni al fosforo
Lancio con artiglieria di fumogeni al fosforo

Dei dilettanti della guerra hanno messo in onda su RAINEWS un documento sconcertante, montato con filmati e foto in giro su internet ormai da anni cercando di insinuare l’uso di armi di distruzione di massa da parte delle forze alleate in Iraq.

Gli USA hanno e usano il fosforo come nebbiogeno, incendiario e marcatore

Le penultime immagini che si vedono nel filmato della RAI sono in effetti fosforo bianco, il modo in cui viene lanciato è una cortina fumogena. Il punto è che il fosforo non è espressamente vietato da nessuna convenzione, solo ne è limitato l’uso (in una convenzione che gli USA non hanno firmato). Il napalm ti si appiccica addosso ed è quasi impossibile da spegnere (l’acqua è inutile), quello che si “appiccica” è il polistirene, che funge anche da ritardante (nei vecchi modelli di napalm erano acidi NAftenici PALmitici) Per incendiare una vampata di kerosene è inutile, ci deve essere qualcosa che trattiene il liquido e continua a bruciare: è lo stesso motivo per cui nelle molotov ci si mette l’ammorbidente o il sapone di marsiglia.

Una bomba al napalm altro non è se un’enorme bomba molotov

. Ii punto fondamentale che sfugge è che queste NON SONO armi chimiche. I corpi “misteriosamente bruciati, con i vestiti intatti”: erano cadaveri in avanzato stato di decomposizione. Necrosi dell’epidermide (diventa grigio-nerastra), membra gonfie (dovute alla decomposizione e all’azione di batteri), parti “sottili” come labbra, naso, orecchie consumate o cadute. La comica finale è che su alcuni cadaveri c’erano persino dei “cagnotti” (larve di mosca), che hanno qualche difficoltà  a metabolizzare tessuti carbonizzati (come qualsiasi altro essere vivente). Il medico iracheno dice che il “mistero” è che non ci sono ferite da armi da fuoco. Chiunque muoia, se lasciato all’aperto, in meno di una settimana è ridotto così, armi da fuoco o non armi da fuoco. Non ci sono armi misteriose che bruciano i corpi lasciando intatti i vestiti, tranne il forno a microonde.

Riprendo un commento di Grendel

: Ll’uso del WP non è vietato da nessuna convenzione. L’uso del WP è solamente ristretto da un protocollo di una data convenzione. Protocollo che gli USA non hanno firmato (per alcuni trattati è possibile firmare alcune parti e altre no). Il WP NON è un’arma chimica. Il WP NON è un’arma di distruzione di massa. Il WP è un nebbiogeno/incendiario usato anche come marcatore e illuminante. Il WP è stato usato a Falluja.

Una convenzione del 1997, dell ‘agenzia OPCW (organizzazione per la proibizione delle armi chimiche), promossa dall’Onu per affrontare queste problematiche, firmata anche dagli Stati Uniti, vieta l’uso la produzione, lo sviluppo e lo stoccaggio delle armi chimiche. Definisce arma chimica ogni sostanza che attraverso un “processo chimico” provoca in modo indiscriminato la morte, l’ inabilita’ temporanea o definitiva, di uomini e animali.

Convenzione sulla limitazione e divieto delle bombe incendiarie

Il 10 ottobre del 1980 la convenzione di Ginevra limita o vieta l’uso di alcune tipologie di armi che possono colpire in modo indiscriminato o possono essere causa di effetti traumatici eccessivi. Il protocollo III limita l’uso degli ordigni incendiari, ad esempio il napalm, agli obiettivi militari, li vieta assolutamente in zone dove sono presenti civili. Qui convention on the chemical weapons_eng.pdf

Una mia consideazione – I razzi che si usano per segnalare il pericolo sono di WP allora anche quelli dovrebbero essere banditi e iscritti tra le armi di distruzione di massa?

fosforo bianco usato come fumogeno
fosforo bianco usato come fumogeno (secondo i sinistri gli americani sono così idioti da tirarsi addosso qualcosa che brucia i corpi lasciando intatti i vestiti)

Qui il filmato di un supporto aereo ravvicinato per eliminare un cecchino (ascoltate il proiettile che colpisce il carro)

Qui il filmato di un bombardamento aereo mirato ad un solo edificio

Di seguito il filmato dell’elicottero che spara ai terroristi

Qui combattimenti a Falluja

Qui altri combattimenti a Falluja

Qui altri combattimenti a Falluja
http://www.youtube.com/watch?v=zJKS1uzYviI&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=6h87pnMfemg http://www.youtube.com/watch?v=6hLrpRIgnTw

Qui un articolo sui militari a Falluja

Qui un interessante articolo sulle malformazioni fisiche in seguito ad un attacco chimico

Un attacco portato con un Ac130 Cannoniera volante

Ommioddio questo carro si tira in testa il fosforo bianco!

Ancora fosforo bianco sulla testa!

Qui un’ interessante descrizione medica

Qui finalmente scoprite come sono fatte fisicamente le bombe al fosforo

Qui c’è il documento mostrato nel filmato

Qui il racconto di un capitano che ha partecipato alla battaglia di Falluja

Qui un’interessante critica alle convenzioni di Ginevra

Qui un articolo americano di Captain Marlw sul filmato di rainews

Qui un articolo in americano di FabioC

Qui un articolo dell’ Oggettivista

Qui l’uso di armi chimiche Halabja Iraq 1988

Qui Chemical weapons and International Cooperation

Qui la MK77

Aggiornamenti 1 – 2 – 3 – 4

Fumogeni in ricaduta
Fumogeni in ricaduta

Vorrei che prestiate attenzione alla dichiarazione del marine – egli afferma di aver sentito per radio che avrebbero usato il fosforo bianco. Per quello che si sa nei combattimenti, soprattutto quelli notturni, si avverte sempre dell’uso di armi che provocano effetti luminescenti. Il motivo è semplice : di notte l’uso dei visori notturni che amplificano la luce 10.000 volte, diventa un pericolo se la retina viene esposta al flash degli illuminanti. Per farvi capire quanto può essere pericoloso, i piloti d’aeronautica spengono i display del cruscotto per non essere accecati. Poi una piccola precisazione, sentire non è uguale a vedere, anche la legge fà  distinzione nei due casi. Aver sentito non significa che il WP sia stato usato.

Stralcio dell’inchiesta sulla strage di Beslan (Qui il link originale) . Dopo l’uso di una carica incendiaria, il cui componente principale è il napalm, sul luogo del delitto[18] si devono trovare tracce di fosforo. Stanislav Kesaev, presidente della commissione d’indagine dell’Ossezia Settentrionale sull’atto terroristico compiuto a Beslan, ha detto in un’intervista alla “Novaja Gazeta”, che sui corpi delle persone uccise estratti dalla palestra sono state trovate tracce di fosforo. Gli stessi abitanti di Beslan più di una volta hanno testimoniato che dopo il blitz i muri della scuola apparivano fosforescenti durante la notte. Gli specialisti ci hanno confermato che quando si usa il napalm le tracce di fosforo restano per lungo tempo. E visto che a Beslan restano ancora dei lanciafiamme non consegnati agli inquirenti, i parenti delle vittime chiederanno tramite il tribunale che sia condotta un’indagine indipendente per chiarire finalmente quali altri tipi di cariche da RPO “Å mel'”, a parte quelle termobariche, sono state usate durante il cosiddetto blitz della scuola

Con tutto il rispetto, con quale segretissima arma sono state uccise queste persone?

Bruciature da esplosione. Notare come sia evidente la disidratazione dovuta alla vampata
Bruciature da esplosione. Notare come sia evidente la disidratazione dovuta alla vampata

 

Effetti del fosforo sul corpo umano

Bruciature da fosforo. Notare la colorazione bluastra e la corrosione delle ossa nonchè l'essudato sulla pelle
Bruciature da fosforo. Notare la colorazione bluastra e la corrosione delle ossa nonchè l’essudato sulla pelle

 

corpo carbonizzato
corpo carbonizzato in seguito ad un bombardamento con Napalm

 

carbonizzazione effetti di agenti incendiari
carbonizzazione effetti di agenti incendiari

Qui da Globalsecurity.org un interessantissimo articolo da leggere assolutamente

Qui un articolo su Jeff Englehart, il marine interrogato nel filmato di RAINEWS, Che qui è clamorosamente sputtanato insieme a RAINEWS24

Qui una mappa satellitare di Falluja 04 novembre 2004

Qui una mappa satellitare di Falluja 15 settembre 2002

Qui la lista di tutte le persone uccise nella guerra

Qui un racconto della battaglia

Qui un sito con la descrizione delle postazioni difensive dei terroristi

Qui dichiarazione dell’ambasciata USA in Italia

Qui le caratteristiche di lancio dei vettori WP

Qui granate al fosforo

. Questo è l’articolo che conferma tutto quello che ho ripetuto dal primo giorno, se volete seguite anche i link alla sinistra del documento

A questo punto la stoccata finale : dove sono i certificati medico legali che attestano la morte di quelle persone a causa degli effetti del WP? E dove sono i certificati dove è attestato che al test della paraffina quelle persone morte non avevano mai imbracciato un fucile o impugnato una bomba? RAINEWS non ce li fornisce, fa solo chiacchiere

Mi sembra che siano domande legittime o non dobbiamo farcele perchè siamo considerati di destra? O siamo considerati di destra perchè ci facciamo simili domande?

Questo è un link a un documento sulle lesioni da agenti chimici, cose serie non le puttanate riportate da tutti i siti di imbecilli di sinistra.

Grazie a Wellington autore di un post magnifico

Grazie a Heracleitos autore di una relazione eccellente

Grazie a Grendel per la profonda cultura e infinita pazienza