Lo stupro come arma di guerra

Europa violentata The Qur’an teaches that Infidel women can be lawfully taken for sexual use (cf. its allowance for a man to take “captives of the right hand,” 4:3, 4:24, 23:1-6, 33:50, 70:30). The Qur’an says: “O Prophet, tell your wives and your daughters and the women of the believers to bring down over themselves of their outer garments. That is more suitable that they will be known and not be abused. And ever is Allah Forgiving and Merciful.” (33:59) The implication there is that if women do not cover themselves adequately with their outer garments, they may be abused, and that such abuse would be justified.… Continua a leggere

Le vittime italiane dei gulag di Tito

Questo articolo è il seguito di quelli già fatti sui gulag comunisti, buona lettura Premessa
-Giuseppe Spano aveva 24 anni e molta fame. In poco più di un mese aveva perso oltre 20 chili ed era diventato pelle e ossa. Quel 14 giugno 1945 non resistette e rubò un po’ di burro. Fu fucilato al petto per furto.
-Ferdinando Ricchetti aveva 25 anni ed era pallido, emaciato. Il 15 giugno 1945 si avvicinò al reticolato per raccogliere qualche ciuffo d’erba da inghiottire. Fu fucilato al petto per tentata fuga.
-Pietro Fazzeri aveva 22 anni e la sua fame era pari a quella di centinaia di altri compagni.… Continua a leggere

Storia d’Israele

palestina sotto il mandato inglese nel 1920
Palestina : Il Piano di Partizione ONU palestina sotto il mandato inglese nel 1920. Come si può notare il territorio composto dalla transjordania più il territorio da assegnare ad Israele è chiamato genericamente palestina Colpiti dalla violenza e trovatisi ad affrontare crisi politiche che scaturirono dai problemi economici causati dalla Seconda guerra mondiale, gli inglesi abbandonarono la maggior parte del loro impero e decisero di rimettere la “questione palestinese” nelle mani delle Nazioni Unite. Nel 1947 varie missioni esplorative dell’ONU giunsero alle stesse conclusioni tratte da Lord Peel una decade prima. Il 29 novembre 1947 l’ONU proclamò la nascita di due stati: un stato per gli arabi su circa il 45% della terra rimasta [dopo la nascita del Regno Hashemita di Giordania del 25 maggio 1946, n.d.t.], e lo stato di Israele per gli ebrei approssimativamente sul 55%.… Continua a leggere

Un Giorno per non dimenticare

ebrei in attesa di essere deportati Proprio il 27 gennaio del 1945 finì l’incubo di Auschwitz e tre anni fa il parlamento italiano ha stabilito che ogni 27 gennaio venga celebrata la “Giornata della memoria”. In tutt’Italia si ricorda la Shoah con manifestazioni che toccano il mondo delle istituzioni, il lavoro, la scuola. E’ un occasione per tutti di crescita sociale e civile a cui i mezzi di informazione non mancano di dare risalto.Convegni, mostre, celebrazioni, si tengono un po’ in tutta Italia. E’ un fatto che dovunque sia celebrata la giornata riveste un unico significato: quello del ricordo che accomuna coloro che, in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e, a rischio della propria vita, hanno salvato e protetto i perseguitati.Continua a leggere

Comunismo 6° parte

Gli autori teorici e pratici della ideologia d’odio e morte che ha prodotto centinaia di milioni di morti atroci in qualsiasi parte del mondo si sia affermata … Per quanto riguarda il primo punto, la storia di questo secolo ha rivelato che la pratica dello sterminio di massa da parte dello Stato o di partiti-Stato non è stata un’esclusiva nazista. La Bosnia e il Ruanda dimostrano che tali pratiche perdurano e che probabilmente costituiranno una delle principali caratteristiche del nostro secolo. In merito al secondo punto, è evidente che non si può tornare all’impostazione del diciannovesimo secolo, quando lo storico cercava di giudicare più che di capire.… Continua a leggere

Comunismo 5° parte

holodomor six-million perish in soviet famine …La «dekulakizzazione» del 1930-1932 fu la ripresa su ampia scala della decosacchizzazione: questa volta, però, fu rivendicata da Stalin, la cui parola d’ordine ufficiale, strombazzata dalla propaganda di regime, era «sterminare i kulak in quanto classe». I kulak che resistevano alla collettivizzazione furono fucilati, gli altri deportati con donne, vecchi e bambini. Certo non furono tutti eliminati direttamente, ma il lavoro forzato al quale vennero sottoposti, in zone non dissodate della Siberia e del Grande Nord, lasciò loro poche possibilità di sopravvivenza. Centinaia di migliaia di persone persero la vita, ma il numero esatto delle vittime non si conosce ancora.… Continua a leggere