Gli USA prima potenza petrolifera

world-shale-gas-resources Gli Stati Uniti diverranno nei prossimi anni i maggiori produttori mondiali di petrolio e gas, materie prime di cui saranno presto anche esportatori.La notizia, destinata a modificare radicalmente gli equilibri geopolitici internazionali e probabilmente la percezione stessa dell’America nel mondo, è stata ufficializzata dal recente rapporto World Energy Outlook redatto dall’Agenzia Internazionale dell’Energia. “Il Nord America è in prima linea di una trasformazione radicale della produzione di petrolio e gas che interesserà tutte le regioni del mondo“ ha dichiarato il direttore esecutivo dell’AIE, Maria van der Hoeven.L’analisi evidenzia il culmine di un mutamento che in vent’anni ha visto Washington passare dal top della classifica mondiale dei consumatori di energia e importatori di petrolio al primo posto tra i produttori, anticamera della piena autosufficienza energetica.I primi a vedersi sorpassare dagli americani saranno i russi che nel 2015 scenderanno al secondo posto tra i produttori mondiali di gas ma due anni dopo toccherà ai sauditi perdere il primato tra i produttori di greggio.“Attorno al 2017, gli Stati Uniti diventeranno il principale produttore di petrolio, superando l’Arabia Saudita – ha sottolineato Fatih Birol, economista dell’agenzia.Le previsioni indicano che nel 2030 gli Stati Uniti produrranno petrolio sufficiente a soddisfare il fabbisogno interno e ne diventeranno esportatori.A premiare gli sforzi statunitensi sul fronte energetico non contribuiscono solo l’aumento della produzione interna e le tecniche estrattive improntate alla massima efficienza ricavando il metano dalle argille (shale gas) e combinando la perforazione orizzontale con la fratturazione idraulica.Anche le politiche di contenimento dei consumi e l’adozione di misure concrete per il risparmio energetico e lo sviluppo di biocarburanti per veicoli e aerei contribuiscono a ridurre il fabbisogno e la dipendenza dalle importazioni.… Continua a leggere

L’EU si inchina alla madre patria

Settantaquattro militari uccisi, 19 dispersi e 171 feriti da parte russa, 115 soldati morti tra i georgiani. E’ sufficiente il bilancio delle perdite in quattro giorni di guerra in Georgia per comprendere  il motivo dell’ennesima figuraccia dell’Europa. Neppure tutti insieme i paesi della Ue sarebbero in grado di subire 74 caduti (non in quattro giorni ma neppure in un anno) per difendere la Georgia. Nessun governo dell’Europa Occidentale è pronto a “morire per Tbilisi” né a spiegare alla propria opinione pubblica che occorre combattere per la libertà , la democrazia e soprattutto per i nostri interessi energetici nel Caucaso. La posta in gioco in quella regione non ha nulla a che fare con la simpatia o meno per il presidente georgiano Mikhail Saakashvili, né con il sostegno alle rivendicazioni georgiane su Abkhazia e Ossezia del Sud che proprio l’Occidente ha reso discutibili riconoscendo un’indipendenza raffazzonata e traballante al Kosovo.… Continua a leggere

Forse Parisi &C ci dovrebbero dire a cosa servono le forze armate

Il 2007 si preannuncia come un anno decisivo per il futuro delle forze armate, almeno a dar retta a quanto filtra dagli austeri e sempre abbottonati ambienti militari. Si intravede un sostanziale ridimensionamento dello strumento militare (150-160mila unità ) con una forte connotazione interforze. Si tratta dell’ennesimo capitolo della saga dei ‘modelli di difesa’ che dovrebbe avere come obiettivo il bilanciamento fra le spese relative al personale, ora prevalenti, e quelle per l’esercizio e l’investimento ma anche la riduzione della ‘sovrastruttura’ a favore delle forze puramente operative che dovranno, si dice, raggiungere il 70 per cento del totale. E’ presto per disegnare quello che sarà  il futuro assetto delle nostre forze armate.… Continua a leggere

Corsi e ricorsi storici : Russia 1918 – Italia 2006

Finanziatori della rivoluzione bolscevica Antefatto […] E’ forse possibile parlare di guerra civile a proposito dei primi scontri avvenuti tra l’inverno 1917 e la primavera del 1918, nella Russia mediorientale fra qualche migliaio di uomini dell’esercito dei volontari e le truppe bolsceviche del generale Sivers costituite a stento da 6000 uomini? A prima vista colpisce il contrasto fra il piccolo numero degli effettivi coinvolti negli scontri e l’inaudita violenza della repressione esercitata dai bolscevichi non solo contro i militari presi prigionieri ma anche contro i civili. (La Terruer Russie, 1918-1924). A Tarong, reparti dell’esercito di Sivers avevano gettato in un’altoforno, con mani e piedi legati, cinquanta fra “Junker” ed ufficiali bianchi.… Continua a leggere

Un giro d’orizzonte

reattore di quarta generazione Economia e libertà Questo è un periodo storico che segnerà il futuro di molte generazioni e disegnerà un nuovo scacchiere geopolitico dove le vecchie potenze economico-militari non troveranno una collocazione di primo piano ma saranno destinate al declino. Le scelte politico-economiche determineranno i nuovi assetti. Le scelte energetiche innanzitutto saranno quelle che decideranno la sudditanza o l’egemonia di una nazione od un’altra. L’Europa, si sa, con questa dirigenza e con questi politici è destinata a sparire. Essa perderà la sua indipendenza schiacciata dalla potenza economico-energetica della Russia ad est e degli stati nord africani a sud.… Continua a leggere

Dal Sionismo ad Israele

OBIETTIVO DEL SIONISMO Theodor Herzl L’obiettivo del SIONISMO politico fu formulato mezzo secolo prima da THEODOR HERZL (lui il fondatore; famoso il suo libro Der Judenstaat – Lo Stato degli Ebrei – 1896).Sosteneva che perdurando l’odio verso gli ebrei anche dopo un’eventuale assimilazione, l’unica soluzione della questione ebraica doveva essere cercata nella formazione di uno stato nazionale ebraico. (una tesi già avanzata da MOSES MONTEFIOREe da altri). Il progetto suscitò immediato interesse tra gli ebrei dell’Europa orientale, tanto che già l’anno dopo, nel 1897 si potè organizzare a Basilea il primo congresso sionista. Herzl con il suo carisma, la sua intensa attività diplomatica, anda² a creare un organismo quasi permanente, che assunse – con il “Programma di Basilea” il carattere di un’assemblea costituente.… Continua a leggere