Ellis Island: l’isola delle lacrime

Milioni di immigrati nel corso della storia hanno popolato quello che è oggi l’emblema della multietnia mondiale, ovvero gli Stati Uniti d’America. Uomini e donne di origini europee (soprattutto italiani e abitanti del sud-est europeo), cinesi, bengalesi, africani, arabi e mediorientali oggigiorno sono cittadini americani a tutti gli effetti. I padri, i nonni o i trisavoli di tutta questa gente, nel secolo scorso, lasciò la propria patria e le proprie famiglie alla ricerca di fortuna, guardando con occhi pieni di speranza un paese che poteva offrire loro un futuro migliore, gli States. I motivi principali che inducono parecchia gente ad abbandonare la propria patria sono: le crisi economiche, l’inciviltà, le guerre e le carestie.… Continua a leggere

Lo stupro come arma di guerra

Europa violentata The Qur’an teaches that Infidel women can be lawfully taken for sexual use (cf. its allowance for a man to take “captives of the right hand,” 4:3, 4:24, 23:1-6, 33:50, 70:30). The Qur’an says: “O Prophet, tell your wives and your daughters and the women of the believers to bring down over themselves of their outer garments. That is more suitable that they will be known and not be abused. And ever is Allah Forgiving and Merciful.” (33:59) The implication there is that if women do not cover themselves adequately with their outer garments, they may be abused, and that such abuse would be justified.… Continua a leggere

La scomparsa dei cristiani in Medio Oriente

Pezzo in lingua originale inglese: Disappearing Christians in the Middle East Il trasferimento dei poteri su Betlemme da Israele all’Autorità palestinese, poco prima del Natale 1995, ispirò una serie di articoli [1] sul calo della presenza cristiana a Betlemme. In questi articoli si rileva che in un luogo in cui non molto tempo fa si registrava la presenza dell’80 per cento di cristiani, oggi solo un terzo degli abitanti è di fede cristiana. Per la prima volta in quasi due millenni, la città che rappresenta la culla del cristianesimo non è più a maggioranza cristiana. E lo stesso dicasi per altre due città come Nazareth e Gerusalemme.… Continua a leggere

Guerra o terrorismo?

E’ inutile che l’Occidente perseveri nel declamare di non avere nemici. Sono altri, ben identificati attori della scena internazionale che hanno eletto l’Occidente a loro nemico. E lo attaccano, mirando a sconfiggerlo e a dominarlo. Ma lo spettro dei benpensanti è vastissimo. Se ne contano le tipologie più varie. Quelli che sono codardi o credono di essere furbi, pensando comunque di cavarsela e di continuare a godersi la propria rendita, tanto altri prima o poi si faranno carico della situazione e la risolveranno. Magari pensano agli Stati Uniti, che hanno abituato male gli Europei, ma Obama esprime ora un’ America ben diversa dal passato.… Continua a leggere

densità popolazione

Quando si pensa alla sovrappopolazione, di solito l’Italia, se paragonata all’America centrale e del sud, all’Africa e al Medio Oriente, non viene considerata fra i paesi più popolosi del mondo; anzi, stando ai mass-media l’Italia avrebbe una natalità in costante diminuzione. Niente di più falso. Stando ai dati dell’Atlante Geografico DeAgostini del 2003 (quindi la popolazione e la densità attuali saranno maggiori): ITALIA Superficie: 301.338 kmq Popolazione: 57.056.000 ab. Densità: 189 ab./kmq Ora passerò in rassegna alcuni stati del mondo, tenete d’occhio il rapporto superficie/popolazione e la densità. AMERICA DEL SUD ARGENTINA Superficie: 2.780.272 kmq Popolazione: 36.695.000 ab. Densità: 13 ab./kmq CILE Superficie: 756.096 kmq Popolazione: 15.116.435 ab.… Continua a leggere

Imparare dagli omicidi di boston

Quale sarà l’impatto a lungo termine dell’attentato alla maratona di Boston e della conseguente caccia all’uomo in stile film d’azione svoltasi fra il 15 e il 19 aprile, in cui hanno perso la vita quattro persone e 265 sono rimaste ferite? Cominciamo con quelli che non saranno gli effetti di quest’atto terroristico. Esso non unificherà l’opinione pubblica americana; se lo slogan”United We Stand”, “restiamo uniti”, è durato pochi mesi dopo l’11 settembre, il consenso dopo quanto accaduto a Boston sarà ancor più irraggiungibile. La violenza non spingerà gli Stati Uniti a prendere delle misure di sicurezza simili a quelle israeliane. Né indurrà a una maggiore preparazione nel gestire una letale violenza scoppiata a causa di “un’improvvisa sindrome da jihad instinct”.… Continua a leggere