Nessuno lo dice ma in Iraq e Siria è guerra di religione

Che fare in Iraq e Siria? Che l’Occidente non abbia una strategia per affrontare il rapido precipitare della guerra irachena e di quella siriana, ormai unificate, è un fatto reso ancor più evidente dalle timide e incerte iniziative di europei e statunitensi. Abbiamo rimosso la guerra dal nostro linguaggio e anche se disponiamo paradossalmente della più sofisticata tecnologia bellica mai posseduta dall’umanità siamo del tutto incapaci sul piano politico e sociale di impiegarla per vincere i conflitti. Questo Occidente non è più neppure in grado di chiamare le guerre col loro nome. In Iraq e in Siria è in atto un conflitto tra sunniti e sciti che vede lo Stato Islamico (IS) controllare territori abitati dalla popolazione sunnita combattere contro eserciti e milizie scite di  Baghdad e Damasco.… Continua a leggere

L’EU si inchina alla madre patria

Settantaquattro militari uccisi, 19 dispersi e 171 feriti da parte russa, 115 soldati morti tra i georgiani. E’ sufficiente il bilancio delle perdite in quattro giorni di guerra in Georgia per comprendere  il motivo dell’ennesima figuraccia dell’Europa. Neppure tutti insieme i paesi della Ue sarebbero in grado di subire 74 caduti (non in quattro giorni ma neppure in un anno) per difendere la Georgia. Nessun governo dell’Europa Occidentale è pronto a “morire per Tbilisi” né a spiegare alla propria opinione pubblica che occorre combattere per la libertà , la democrazia e soprattutto per i nostri interessi energetici nel Caucaso. La posta in gioco in quella regione non ha nulla a che fare con la simpatia o meno per il presidente georgiano Mikhail Saakashvili, né con il sostegno alle rivendicazioni georgiane su Abkhazia e Ossezia del Sud che proprio l’Occidente ha reso discutibili riconoscendo un’indipendenza raffazzonata e traballante al Kosovo.… Continua a leggere

Guerra tra Arabi : Sunniti contro Al-Qaeda

“L’esercito americano tratta troppo bene i terroristi di al-Qaeda che vengono catturati”. È questa l’accusa incredibile lanciata dallo sceicco Hamid al-Hayas, presidente del Consiglio di Salvezza di al-Anbar, l’alleanza delle tribù della provincia sunnita irachena sorta alcuni mesi fa per cacciare i terroristi di al-Qaeda dai loro territori con il sostegno del governo di Bagdad. Intervistato dal giornale arabo al-Sharq al-Awsat, il capo tribù iracheno accusa gli americani di trattare bene i detenuti di al-Qaeda che vengono catturati e chiede che questi terroristi siano sottoposti alle dure regole del codice tribale. Dalla città di Amiriya, nel mezzo della provincia di al Anbar, un movimento popolare – non per questo meno efficace o letale – di resistenza sta contendendo ai guerriglieri binladenisti il controllo del territorio.… Continua a leggere

Da Takrouna a Herat

Esistono pochi ambiti professionali che, come quello militare, traggono dalla storia, dalle battaglie del passato, non solo gli insegnamenti ma anche lo spirito di corpo e di emulazione nei confronti di coloro che hanno dimostrato coraggio, valore ed eroismo. Caratteristiche non certo scontate, importanti anche nella vita civile ma che in quella militare acquisiscono un significato più intenso perché chi esercita il mestiere delle armi mette sempre in gioco la propria vita. Il 19 aprile nella caserma che a Forlì ospita il 66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste” (Brigata Aeromobile “Friuli”) la Festa di Corpo ha ricordato il sacrificio del reggimento durante la battaglia di Takrouna dell’aprile 1943.… Continua a leggere

L'articolo 11 della Costituzione è un falso problema

La nostra costituzione è composta da 139 articoli (è annoverata tra le cosiddette costituzioni lunghe), ma quello più famoso è indubbiamente l’undicesimo. Questo è composto da un unico comma che testualmente recita: "L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo". Perché questo articolo è così famoso? Si potrebbe pensare che esso debba la sua fama alla delicatezza del tema trattato, ma ciò non sarebbe sufficiente a spiegare la sua continua invocazione da parte di quasi tutte le forze politiche.… Continua a leggere

Forse in giugno i Mangusta operativi ad Herat

Nonostante ormai da due mesi il governo sostenga la necessità di rinforzare il contingente dislocato a Herat e nell’Afghanistan occidentale i rinforzi promessi al generale Antonio Satta non saranno operativi prima di giugno (Luglio secondo me NdB). Eppure il ministro degli esteri., Massimo D’Alema, da New York aveva dichiarato il 20 marzo che “la guerriglia sta arrivando anche a Herat" e per le truppe italiane si profilano “momenti difficili”mentre la partenza dei 2 velivoli teleguidati Predator, di 5 elicotteri d’attacco Mangusta, dei cingolati Dardo e di un pugno di fanti era stato al centro del dibattito politico fino alla riunione del Consiglio Supremo di Difesa che il 2 aprile aveva recepito le proposte della Difesa indicando queste forze per aumentare le capacità di auto protezione del contingente italiano.… Continua a leggere