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Sulle centrifughe atomiche

Mi sono stancato di leggere e sentire deliri sulla necessità  dell’utilizzo delle centrifughe atomiche per gli impianti civili. Una volta per tutte facciamo chiarezza.

La verità  è ben diversa da come vengono illustrati i motivi delle necessità  di alcuni stati di dotarsi di centrifughe per l’arricchimento dell’Uranio, nella realtà  le cose stanno così :

la diatriba con l’Iran ha una ragione puramente tecnica (non ideologica, culturale, politica etc). Per arricchire l’Uranio ed ottenere combustibile nucleare per centrali elettriche esistono dei metodi molto piu’ semplici e meno costosi delle centrifughe. Il piu’ semplice è noto fin dal 1943 ed e’ l’arricchimento per diffusione termica in forma liquida. Successivamente si è studiato un’altro metodi parimenti economico ma più efficente, la diffusione in forma gassosa. Purtroppo con questi metodi non si riesce ad arrivare al grado di arricchimento per usi militari, con le centrifughe invece si.
L’Iran dice di volere installare 50.000 centrifughe. 50.000? E che ci devono fare con tutto il petrolio che si ritrovano? Forse per questo progetto qui o per questo o per quest’altro?

cascata di centrifughe atomiche
cascata di centrifughe atomiche

Ogni cilindro è una centrifuga … e che saranno mai 50.000 centrifughe… cosa ne deduce una mente che non è ottenebrata dall’ideologia?

saluto nazista da parte di hezbollah hamas e iraniani
saluto nazista da parte di hezbollah hamas e iraniani

Ma ai sinistri questi tipi qui piacciono da morire! Che ci possiamo fare?

A noi hanno impedito di poter usufruire di energia a basso costo costringendoci ad essere succubi del gas russo e del petrolio mediorientale (Libia ed Iran in primis) , a loro invece tutto è permesso anche nel campo ecologico.

8 comments

  1. monica says:

    Beh, certo…E’ una partita di giro.
    Comperiamo il gas dalla Russia (ex Urss!) e petrolio dall’Iran.
    Così si aiuta il comunismo nella sua nobile causa, no ?

  2. Bisquì says:

    Ciao Monica,

    certo! Bisogna essere solidali ed equivicini 🙂 Poi raccontando un oò di bugie deqquà e dellà si convince l’opinione pubblica delle buone intenzioni del lavavetri e dei nostri pacifinti.

    Io non riesco proprio a capacitarmi come gli italiani possano essere così babbei!

  3. Bisquì says:

    ZCZC,

    visto che non hai nulla da dire sul nocciolo della questione, ti attacchi al fatto marginale.

    Sappiamo tutti quante menzogne sono state raccontate nell’occasione del referendum. MSI-DN? A me non risulta che siano state indicazioni di voto a favore. 

  4. Bisquì says:

    Come al solito si trovano mille scuse per giustificare un’insuccesso. Intanto quel voto è stato fatto sull’onda emotiva di quello che è successo a Cernobil. Poi i verbali del parlamento riportano dichiarazioni di onorevoli dell MSI in contrasto con quello che affermi.

    Dalla rassegna stampa dell’unità, a firma di Enrico Bellone : … Mi vien fatto di ripensare al referendum sul nucleare: abbiamo
    affossato una parte delle nostre capacità tecnologiche e industriali
    sull’onda della paura, facendo nello stesso tempo un grande favore a
    chi controlla la produzione di energia con mezzi altamente inquinanti
    come il petrolio. Il risultato è che l’82 per cento dell’energia
    dobbiamo comprarlo all’estero”…

    Ti posso riportare le dichiarazioni di prodoff e della sua cerchia in merito al nucleare. Ma non lo faccio perchè svierebbe il nocciolo della questione e sarebbe fare il tuo gioco.

     

    Qui l’argomento è : con le solite bugie, la sinistra, vuole che l’opinione pubblica si convinca che il nucleare dell’Iran è rivolto ad impieghi civili. La tecnologia e la scienza dicono il contrario e per onestà le persone devono essere informate, punto.

    Tu puoi continuare a menare il cane per l’aia, io non abbocco al giochetto, se ne hai le capacità contesta che il nucleare Iraniano non serve a scopi militari e dimostralo
     

     

     

     

  5. Bisquì says:

    Apro una parentesi e la richiudo immediatamente perchè non è argomento di questo post. Nella realtà la rinuncia al nucleare non è totale :

    Il referendum sul nucleare si svolse l’8 e il 9 Novembre 1987. I tre quesiti che vennero proposti agli elettori, e che si chiedeva fossero abrogati, furono:

    • “Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti”? (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante “la procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, la determinazione delle aree suscettibili di insediamento”, previste dal 13° comma dell’articolo unico legge 10/1/1983 n.8);
    • “Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone”? (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante “l’erogazione di contributi a favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi”, previsti dai commi 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12 della citata legge);
    • “Volete che venga abrogata la norma che consente all’Enel (Ente nazionale energia elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all’estero”? (questa norma è contenuta in una legge molto più vecchia, e precisamente la N.856 del 1973, che modificava l’articolo 1 della legge istitutiva dell’Enel).

    La maggioranza si espresse a favore dell’abrogazione con differenti percentuali. Rispettivamente: 80,6, 79,7, 71,9. Il Governo sospese i lavori della centrale di Trino 2 (Vercelli), chiuse la centrale di Latina, decretò la verifica della sicurezza delle centrali di Caorso (Piacenza) e di Trino 1 (Vercelli) e propose di studiare la riconversione della centrale di Montalto di Castro (Viterbo).

    Lo dimostra l’impegno nel nucleare dell’ENI. L’acquisizioni di centrali e riammodernamento delle stesse in Slovenia …

    …entro fine mese [gennaio 2005], e l’Italia rientrerà ufficialmente nel nucleare. Proprio così, perché l’Enel, controllata dal ministero del Tesoro, concluderà formalmente per 840 milioni l’acquisto di due terzi della Slovenske Elektrarne, la società di Stato della Slovacchia che tra i suoi impianti ha due centrali atomiche di tecnologia ex sovietica. Un aggiramento del referendum del 1987? Per nulla. È la legge sul riordino del settore energetico dello scorso agosto, meglio conosciuta come «legge Marzano», che consente all’ente di Paolo Scaroni di farlo: «I produttori nazionali di energia elettrica – si legge al comma 42 del primo e unico articolo – possono, eventualmente in compartecipazione con imprese di altri Paesi, svolgere attività di realizzazione e di esercizio di impianti localizzati all’estero, anche al fine di importarne l’energia prodotta». È così che si è ristabilito un principio opposto a uno dei vincoli fissati con il voto popolare di diciotto anni fa, quello che impediva all’Enel di mettere la testa fuori confine per progetti nucleari, e in particolare per il SuperPhoenix francese. Ma in teoria, si fa notare dal ministero delle Attività produttive, nulla osta perché in Italia si torni all’energia di origine nucleare, visto che le altre parti del referendum riguardavano l’eliminazione dei contributi in denaro alle comunità locali che avessero ospitato le centrali e le prerogative del governo.

    Nei fatti, anche dopo lo spartiacque dell’87, l’Enel non ha mai abbandonato completamente il nucleare. Tra ingegneri e tecnici conta tra i suoi ranghi ancora un’ottantina di eccellenti esperti. Circa 600 sono alla Sogin, la società pubblica che si occupa dello smantellamento delle centrali dismesse e che fornisce, tra l’altro, l’assistenza tecnica a un impianto nucleare russo nella penisola di Kola. E poi, da un paio d’anni a questa parte, l’Enel ha allacciato stretti contatti con l’Electricité de France (Edf), il colosso elettrico d’Oltralpe che dal 2001 ha in corso un duro confronto politico-finanziario proprio in Italia per il possesso della Edison, il secondo gruppo nazionale nell’elettricità (con centrali a metano) e nel gas. Con i francesi, che producono quasi il 78% dell’energia con l’atomo e hanno in attività 59 impianti, fino a qualche mese fa l’Enel stava per concludere un accordo che prevedeva la possibilità di riacquisire competenze d’avanguardia e, in prospettiva, la partecipazione al progetto Epr, l’«European pressurized reactor», il reattore di terza generazione che sostituirà dal 2015 il parco transalpino.

    Ma anche così è difficile sostenere che in Italia sia in atto un tentativo «strisciante» di reintrodurre il nucleare. Per diversi motivi. Roma andrebbe controcorrente: l’Europa non ha programmi specifici in corso e da una decina di anni conosce una stasi di progetti nucleari. L’unica eccezione è stata la Finlandia. E poi: quale comunità locale vorrebbe un sito nucleare? In Francia la scorsa estate tre località si sono contese come se si trattasse di Olimpiadi la decisione Edf di costruire il suo primo Epr sperimentale, e l’ha spuntata tra la rabbia dei concorrenti la normanna Flamanville. Stesso discorso, ancora più delicato, per il sito nazionale che dovrebbe ospitare rifiuti radioattivi. E in questo caso Scanzano docet. Infine: ammettendo di avere a disposizione sito e tecnologie passerebbero almeno 7-8 anni per progettazione, scelta dei fornitori, costruzione e avvio dell’impianto. E saremmo così al 2013-2014, troppo per qualsiasi governo.

    L’Italia deve riconsiderare la scelta sull’energia nucleare? La domanda, posta nel voto online sul sito del Corriere della Sera , trova un’ampia maggioranza di favorevoli: oltre il 70 per cento di sì. Un dato che sorprende a diciotto anni di distanza dal referendum popolare dell’87 quando, nei tre quesiti sottoposti, la maggioranza dei voti contro il nucleare variò dal 71 a oltre l’80 per cento.

    Articolo di Stefano Agnoli, pubblicato su: http://www.corriere.it, 21 gennaio 2005.

     

    Considerazione : L’MSI-DN a malapena arrivava al 5%. Io le somme le so fare, tu? E basta, chiuso l’argomento.

  6. Bisquì says:

    ZCZC o NNNN tu non sei qui per discutere ma per provocare. Allora io non faccio altro che rimetterti da dove ti ho tirato fuori.

    Ciao 🙂 

  7. Bisquì says:

    Ciao sorellina,

    ci sarebbe da farci un post. Magari potresti farlo te visto che hai più visibilità. Che ne dici? 🙂 

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