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situazione attuale in Afganistan

Non si può parlare di una missione o della situazione politica di una nazione se non si hanno ben chiari alcuni punti. Nel caso Dell’Afganistan che negli ultimi 30 anni ha vissuto solo un periodo tormentato di guerre continue è bene fissare alcune date e fotografare la situazione della nazione in quel momento.

Partiamo dall’invasione dell’URSS e vediamo quali erano i maggiori gruppi di combattenti, a quali etnie appartenevano e cone erano dislocati sul territorio :

maggiori gruppi combattenti afgani
maggiori gruppi combattenti afgani

Questa, invece è la situazione nel dicembre 2001 dopo l’offensiva dell’alleanza del nord :

situazione nel dicembre 2001 dopo l'offensiva dell'alleanza del nord
situazione nel dicembre 2001 dopo l’offensiva dell’alleanza del nord

 Nel 2002, l’ONU, comunica la situazione della sicurezza sul territorio afgano :

 situazione della sicurezza sul territorio afgano nel 2002
situazione della sicurezza sul territorio afgano nel 2002

 Come si può vedere quasi la totalità del territorio è sotto controllo dell’Alleanza del Nord. Questa situazione che scalza quasi definitivamente il regime totalitario/integralista dei talebani crea i presupposti per un governo democratico liberamente eletto.

Naturalmente i talebani non si sono rassegnati alla sconfitta e sfruttando le aree tribali sia nel territori Afgano che in quello Pakistano si sono riorganizzati. Naturalmente per condurre una guerra ci vogliono tantissimi soldi e come procurarseli? Con il traffico della droga, non esiste commercio più remunerativo, neanche il petrolio ai prezzi attuali da un rendimento così alto.

In questo grafico è riportato l’andamento delle culture di oppio. Da notare come ci sia stato un incremento costate nel tempo, fino ad un crollo nel 2001, coincidente con la conquista del territorio delle forze alleate e dei gruppi del Nord. l’incremento del 2002 coincide con il riarmo dei talebani :

incremento produzione oppio del 2002 coincide con il riarmo dei talebani
incremento produzione oppio del 2002 coincide con il riarmo dei talebani

 E questa è la mappa con la dislocazione dei campi di coltivazione. Come si può notare le maggiori concentrazioni si trovano nelle province che non sono ancora state pacificate e nelle quali operano quasi indisturbati i talebani :

province che non sono ancora state pacificate
province che non sono ancora state pacificate

A questo punto bisogna farsi sorgere qualche dubbio su chi vorrebbe comprare l’oppio dai talebani (per finanziarli?) e su chi li vorrebbe ad un tavolo di trattative (per evitarne l’eliminazione?). I talebani non sono Afgani, anche se della stessa etnia. I Pastun sono presenti sia in Afganistan che in Pakistan, le due nazioni una volta appartenevano allo stesso territorio etnico, la divisione avvenne in seguito al colonialismo inglese. Quindi, anche se i talebani sono della stessa etnia degli Afgani, in realtà non sono nativi della nazione e non sono affini ai loro cugini neanche culturalmente poichè provengono dalle madrasse Pakistane. Taliban ha un significato che tradotto è “studente”, infatti i talebani provengono dalle scuole coraniche. Ma che vogliono i talebani? Essi sono il mezzo per il quale il Pakistan può indirettamente avere il controllo sull’Afganistan e sulle risorse provenienti dal transito degli oleodotti che provengono dal centro Asia. La storia è vecchia ed è riconducibile ai motivi dell’invasione sovietica che avvenne per non permettere all’occidente di avere relazioni strette con un’Afganistan amico. Purtroppo per loro, la manovra riuscita con l’Iran è fallita con l’Afganistan, non solo ma ha risvegliato la guerra santa contro gli infedeli (i sovietici erano atei e contro qulsiasi religione) che è poi dilagata a causa dell’unità di intenti degli Islamici abilmente sfruttata dall’organizzazione di Al Quaeda. ( in realtà l’analisi è molto più complessa ma questi sono i passi salienti).

Adesso, diamo un’occhiata alla situazione attuale che vede il coincidere delle aree a maggior attività terroristica con quelle di produzione dell’oppio :

aree a maggior attività terroristica coincidenti con quelle di produzione dell'oppio
aree a maggior attività terroristica coincidenti con quelle di produzione dell’oppio

La zona delle operazioni dell’offensiva della NATO :

zona delle operazioni dell'offensiva della NATO
zona delle operazioni dell’offensiva della NATO

E, per rendersi conto di dove sono dislocati i nostri soldati, ecco la mappa con tutte le province dell’Afganistan :

Come si può notare noi siamo in una posizione di retrovia rispetto la zona delle operazioni. Ma se consideriamo che i talebani possono passare indisturbati nel territorio Pakistano per ripresentarsi lungo il confine a centinaia di kilometri di distanza, è facilmente comprensibile come anche i nostri si potrebbero trovare coinvolti nei combattimenti. Già sono avvenuti degli sconfinamenti dalla provincia di Farah e gli attentati ai nostri soldati di pattuglia sono avvenuti proprio in quell’area.

Spero che questo lavoro vi sia stato d’aiuto per fugare le ombre sulla missione ISAF che da quando si è insediato questo governo sembra sparita dall’informazione.

7 comments

  1. tavorminha says:

    Complimenti!
    gran bel lavoro Bisquì…..
    Avessi un pò più di tempo libero anche io mi dedicherei
    a queste utilissime ricerche….
    Vediamo come vanno le votazioni in senato.
    Ci sentimo per gli aggiornamenti

  2. Otimaster says:

    Fratello, se la corte costituzionale non lo avesse respinto, questo governo per soli motivi ideologici avrebbe sancito per decreto il raddoppio della dose minima detenibile di cannabis, come fai a chiederti a chi giova l’aumneto della produzione di oppiacei.

  3. monica says:

    Ancora con questa frottole della missione di pace… ma che bisogno ci sarebbe di andare in guerra per la pace ? Non è che per caso vi sorga il dubbio si tratti di una contraddizione allo stato puro ?
    Come tutte quelle che affliggono la maggioranza (numerica e non politica) di Governo.

    Bis, grandi delucidazioni. Come sempre.
    Un abbraccio fratello.

  4. Patrizio says:

    Questo blog è veramente bello ed interessante!
    Molto interessante il punto in cui dici che i talebani non sono afghani, anche se l’etnia è la stessa, cioè Pastun…non ci avevo mai riflettuto più di tanto. In effetti non vedo nazionalismo afghano nei loro proclami (si parla sempre e solo di nazione islamica)…in più sono avversi alle minoranze etniche (oltre che religiose) come gli Hazara (che hanno duramente represso durante il regime)…bè, che dire…bel post!
    Patrizio

  5. Bisquì says:

    Guerrilla,
    quando si hanno le armi in mano si può parlare di pace solo se non si usano. Si può dire “pace” quando sei costretto a difenderti? La faccenda è molto controversa, in una situazione di guerra perenne come quella che c’è in Afganistan come si può portare la pace?
    Le conferenze e le risoluzioni ONU sono finite tutte nel cestino della spazzatura è rimasta solo un’opzione : quella militare che si frapponga tra i belligeranti. Certo che se uno di questi ti rivolta contro le armi, ti devi difendere e per ridurlo a più miti consigli devi metterlo in condizioni di non nuocere.
    Il fatto è che la “pace” è relativa all’autorevolezza dei governi che se non sono supportati da una forza armata non hanno nessuna voce da far rispettare. La “pace” assoluta come quella desiderata dalla sinistra è un’utopia, in gergo letterario, un’idiozia vista con un ragionamento terra-terra.

    Moni,
    Sorellina, che vuoi ci impegnamo. Peccato che quelli che capiscono e riflettono sono in pochi, la maggioranza preferisce non pensare e credere a tutte le distorzioni che riportano i media.

    Patrizio,
    mi fa piacere che possa leggere cose interessanti e sono felice di darti spunti di riflessione. In effetti hai ragione gli Hazara, che vivono per lo più nelle regioni centrali dell’Afganistan sono stati perseguitati dai talebani.
    Il motivo è semplice, i talebani sono sunniti mentre gli Hazara sono sciiti. Inutile dire che che la fierezza di questa gente gli ha impedito di sottomettersi a dei delinquenti patentati. Comunque non credere che siano una minoranza ristretta, sono circa il 20% della popolazione e non è poco.
    Ci sarebbe da scrivere un libro su questo popolo che porta con se i segreti dell’antica persia pur conservando la cultura e la lingua dei mongoli.

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