La liberazione

Rivosecchi si inginocchia e di nuovo passa la fibra ottica sotto la porta. Con il respiro mozzato, osserviamo i suoi movimenti. Sfila il cavo, lo attorciglia con calma e ripone lo strumento nel cosciale. Resta un attimo a guardare per terra. SShhhttt! Sta pensando!

Si scrolla e fa il segno che stavamo aspettando. Due indici uno che punta al centro della porta, l’altro allo stipite destro. Con la mano destra fa un tre e con la sinistra un due, poi gira i palmi delle mani verso il centro e li congiunge torcendoli su un lato.

Sappiamo tutto!. I due nella stanza sono disposti uno di fronte alla porta a circa due metri, l’altro a circa tre sulla destra, entrambi sono nelle brande e forse dormono o sonnecchiano.

“Mamba” si alza senza fare rumore e si scosta a sinistra, “Cobra” prende il suo posto, io mi posiziono leggermente dietro di lui.

Nel buoi assoluto del corridoio stiamo così, leggermente chini in avanti come se dovessimo partire per una gara, osservando la porta ipnotizzati.

Adesso il respiro è lungo e profondo. Mentalmente ricreiamo l’ambiente, è come se stessimo dentro la stanza. Percepiamo perfettamente dove sta il nemico, lo sentiamo, così come un predatore sente la preda.

“Cobra” allunga lentamente la mano verso la maniglia. Sta tremando, gli tremano le mani! Lo vedo benissimo trema! Lo tocco sulla spalla ma lui non mi degna di attenzione è in trance. Afferra la maniglia ed inizia a ruotarla. Lentamente … lentamente … lentamente. Una lentezza esasperante. Apnea totale, muscoli tesi come corde d’arco. Occhi puntati lì dove la porta si aprirà .

Aperta!

“Mamba” balza verso destra. “Cobra” lo imita al centro.  Ed io … io sono il terzo!

Le statistiche dicono che il terzo è colui che rischia di più per non dire che è quello che regolarmente ci lascia la pelle. Se entro troppo presto i due mi coprono la visuale e non vedendo l’avversario andrei incontro alla sua reazione istintiva. Entrando troppo tardi non potrei aiutare i compagni in difficoltà  e sarei comunque fritto!

Ma io sono Zaccaria!

Le due ombre sono ormai lanciatissime a poco meno di un metro da me. Mi proietto nella stanza, non sono un soldato sono un predatore deciso a ghermire la preda. Ruoto a sinistra a coprire l’angolo cieco dietro la porta e intanto che brandisco l’arma cercando un bersaglio sento due schiocchi di tazer uno dopo l’altro.

Una scarica d’adrenalina incredibile, ho la la muscolatura gonfia ed i peli della schiena ritti come quelli di un cane. Mi giro di scatto, ho gli occhi vitrei fuori dalle orbite, respiro con affanno. Tutto bene, tutto sotto controllo.

“Cobra” e “Mamba” stanno legando con fascette da elettricista i due che sono passati dal sonno all’incoscienza senza rendersene conto.

Mi avvicino a “Rivosecchi” e lo tocco sulla spalla. Ansima pure lui. Ha dei tremori che non riesce a controllare. Si gira e con la testa fa un segno affermativo. Tocco anche “Cobra” che ha un sussulto. Gli stringo il braccio e gli mollo un pizzicotto.

I ragazzi stanno bene sono solo molto eccitati.

Silenzioso esco dalla stanza e mi dirigo lì dove c’è il nostro vero obiettivo. Apro la porta ed entro con passo felpato.

Mi avvicino al letto, nel chiarore appena accennato della notte vedo una donna che accanto a lei ha una bambina di 4 o 5 anni. Dormono. Sembrano serene. La donna tiene un braccio intorno alla piccola e con la mano le copre gli occhi.

Mi inchino su di lei e dolcemente appoggio la mano destra sulla sua bocca. Aspira l’odore acre del guanto di pelle, apre gli occhi .. un lampo di terrore e poi ha una reazione da felino ferito, sono costretto a premere forte per soffocarle il grido. Mi inchino e le sussurro in un’orecchio : “amici, ti portiamo a casa”.

Sentir parlare nella sua lingua la fa rilassare. Tiene lo sguardo dritto sul mio. Con l’indice sinistro sulla punta del naso lentamente levo la mano dalla sua bocca. Lei è aggrappata al mio braccio e senza lasciarlo si gira verso la bambina.

“Mamba” e “Cobra” hanno terminato il lavoretto con i due guardiani, e mi raggiungono silenziosi. Fanno una rapida ricognizione della stanza e raccolgono quello che serve. “Cobra” nota la bambina e mi fa un segno interrogativo. Alzo le spalle, come possiamo portarla via?

Nel frattempo la donna sta svegliando la bimba baciandola. Ho un’idea!

Faccio un segno e “Cobra” mi passa la corda da scalatore. In un attimo con una doppia gassa d’amante preparo un’imbragatura simile a quelle che indossiamo. Prendo su la piccola che è ancora mezza addormentata e la porto al petto. I colleghi mi aiutano nell’operazione avvitando i “galletti” delle spalline della mia imbracatura a quelle di fortuna della bimba, assicurandosi che il “fagotto” non si muova. Ora la bimba è saldamente ancorata anche in vita ed è come se fosse fusa col mio petto.

Che sensazione! Ho il suo respiro caldo sotto il mento. E’ morbida … e profuma di quell’odore inconfondibile dei bambini.

Ok, un segno d’intesa, siamo pronti e ci leviamo i visori notturni.

… Crrrr svviiishhh … Rosso, ostaggi liberi!

Aquila … Crrrr svviiishhh … ok

Falco … Crrrr svviiishhh …  ok

Grifo … Crrrr svviiishhh …  ok

Questo è il momento più pericoloso, dobbiamo uscire dalla porta principale e saremo illuminati dalla fioca lampadina appesa alla grondaia. Con i visori notturni quella lucetta ci avrebbe accecati.

Rivosecchi socchiude la porta. Abituiamo gli occhi alla luce ed appena le immagini all’esterno si focalizzano ci muoviamo.

… Crrrr svviiishhh … Rosso, Usciamo!

Aquila : Crrrr svviiishhh … veloci!

Passiamo di traverso nello spazietto della porta socchiusa. “Cobra” esce per primo e prende immediatamente una posizione difensiva. Subito dopo “Mamba” si tira dietro la donna e sparisce nel buio. Seguo a breve distanza, vedo a malapena il sottufficiale che mi precede. Dietro di me avverto la presenza di “Cobra” che ci guarda le spalle. Facciamo un centinaio di metri nella boscaglia, indossiamo di nuovo i visori notturni e rapidamente ci dirigiamo verso la scogliera. Richiamo la squadra blu.

… Crrrr svviiishhh … Blu, ripiegare!

Aquila … Crrrr svviiishhh … seguo!

Falco … Crrrr svviiishhh … seguo!

Grifo … Crrrr svviiishhh … seguo!

La bimba è in una posizione scomodissima, attaccata al mio petto sta praticamente quasi orizzontale. Cammino basso, la mano sinistra sulla testolina a coprirla dalle frustate dei cespugli ed a sostenerla. Lei è come un koala, … sonnecchia, tranquilla, con le manine aggrappate ai miei taschini … quanto è bella!

Guardo l’orologio, lo scadere dei 45 minuti è prossimo. La scogliera è a circa 15-20 minuti di strada.

Un ululato, lungo, lunghissimo! UUUUUUUUUUUUUUUUUU!!!!!!!!!!!!

Maledizione si sono accorti che le donne sono sparite! Non potevamo prevedere che la guardia sarebbe cambiata a quest’ora insolita, le informazioni ricevute erano altre!

Prendo la donna per mano e comincio a correre, sono sicuro che per questa via non incontrerò nessuno. I rami mi schiaffeggiano, la donna non riesce a starmi dietro … la trascino.

“Cobra” e “Mamba” mi seguono più lentamente, si sono allargati per coprirmi meglio le spalle. Dovremmo essere tutti racchiusi in un triangolo. Io sono il vertice, la squadra blu la base. Rivosecchi cerca di capire comè la situazione :

… Crrrr svviiishhh … Blu, distanza?

Aquila … Crrrr svviiishhh … 500

Falco … Crrrr svviiishhh … 300

Grifo … Crrrr svviiishhh … 300

… Crrrr svviiishhh … Aquila, controllo

Aquila … Crrrr svviiishhh … non li vedo, non credo che sappiano dove siamo.

… Crrrr svviiishhh … Grifo, Allerta … ascensore

La donna non ce la fa più a correre ed allora chiamo “Cobra” chiedendogli di raggiungermi. Il Marinaio esce dai cespugli e si avvicina. “Pensa tu alla donna che non ce la fa più a correre”.

Faccio appena in tempo a vedere la donna che “volteggia” sulle spalle del gigantesco “Cobra” che “Mamba” esce dalla boscaglia camminando all’indietro  brandendo il suo “FN Minimi”. Si apposta in attesa della squadra “blu”. Prendo la sacca con l’equipaggiamento di “Cobra” e riparto di corsa seguito dal marinaio.

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