La Fuga

Sento nell’auricolare "Rivosecchi" che parla e si accorda con "Aquila" l’altro sottufficiale della squadra.
Mi innervosisco, troppe chiacchiere, se il nemico ci intercetta siamo localizzati e finiti non abbiamo abbastanza potenza di fuoco per poter resistere. Sono in vista della scogliera, controllo la bussola e mi apposto aspettando "Cobra" e "Mamba". Mi passano davanti, chini, uno per volta. Li seguo. Siamo sull’orlo della scogliera. Rivosecchi mi mostra una fune. Scendo ma non posso fare i balzi come vorrei, sono costretto a scendere pianino per non sballottare troppo l’esserino attaccato al mio petto. Sono sulla spiaggia e mi allontano dalla scogliera fino a che non arrivo con i piedi nell’acqua, da qui posso controllare benissimo il bordo, lì, in alto.

Con l’arma tengo sotto mira le spalle dei miei ragazzi. "Mamba" e "Cobra" con grande difficoltà stanno facendo scendere la donna che non ne vuole sapere di essere sospesa nel vuoto. E’ ancora a metà della discesa, quando … vedo … delle ombre sulla sommità. Nell’ottica ad intensificatore d’immagine vedo il faccione di "Grifo" con l’antenna della radio che lo insegue. Tiro un sospiro di sollievo, bene, sono arrivati anche loro. Scendono a grandi balzi ed arrivano sulla spiaggia giusto in tempo per aiutare la donna. Si dirigono dove è stato nascosto il gommone.

"Cobra" e "Mamba" con tre balzi prodigiosi sono sulla spiaggia. Sono annichilito e mi sfugge di bocca "Idioti! Roba da spezzarsi le gambe!"

L’attività è frenetica. Si libera il gommone dal mucchio di alghe sotto le quali era nascosto. Si porta in acqua e si gonfia con la bombola ad aria compressa. Avvitiamo i due tronconi delle pagaie. Rivosecchi prende la donna e rudemente la spinge sul fondo.Salto su anch’io ed i ragazzi ci spingono via dalla battigia. Saltano su anche loro e cominciano a pagaiare come forsennati.

Laggiù, l’orizzonte si è fatto più chiaro.

Svincolo la bimba dall’imbragatura e mi metto a pagaiare in sincrono con l’equipaggio, tre sul lato destro e tre sul sinistro, bassi sui bordi, ficcando con violenza il legno nell’acqua. Ci allunghiamo in avanti il più possibile e poi tiriamo indietro con strappi incredibili. La prua è alta come quella di un motoscafo. I muscoli del collo tesi, i pettorali dolenti, i tricipiti stracciati dallo sforzo, gli addominali con i crampi. Ci lamentiamo sotto lo sforzo, ogni pagaiata è … "UUUUMMMFFFFHHHH!". Le mascelle così serrate che i denti scricchiolano.

All’improvviso dalla scogliera dietro di noi degli spari. Un mormorio. "Cretini, venite a prenderci!" "Non dire così che quelli magari ti sentono!".

… Ormai siamo lontani, anche se continuiamo a pagaiare con forza il movimento è più rilassato, più sciolto.

"Grifo"

"Comandante?"

"Grifo avverti che stiamo in acqua".

"Sì Comandante".

"Grifo".

"Comandante"?

"… poche parole dica solo "Abisso".

"Abisso? … capito Signore … abisso".

Tutti mi guardano con aria interrogativa.

"Sì Ragazzi, l’elicottero non verrà a prelevarci, in questo momento è impegnato a tirarsi dietro i nostri inseguitori".

"Una sua idea Signore"?

"…"

"Aquila a che distanza siamo dalla costa"?

Il sott’ufficiale appoggia agli occhi il binocolo col telemetro laser, fa un traguardo col GPS e dice: "1500 metri Signore".

… Ragazzi … prua ad ore 22 … ancora poco e siamo a casa.

"Falco?"

"Nulla comandante, passa presto"

Falco è il meno prestante della squadra. E’ piegato in due, in avanti, ed è in evidente difficoltà. Con il suo metro e settanta è la nostra mascotte, mentre "Cobra" è il nostro gigante con i suoi quasi 2 metri.

"Falco lei tossisce sangue!"

"Tranquillo signore"

"Tranquillo un corno! Rivosecchi dia un’occhiata"

Guardo la donna e la bimba che sono sedute sul fondo del canotto. Un impulso irrefrenabile mi fa tirare su la piccola. Ormai è sveglia, guarda tutto con curiosità e mi tocca come fossi un giocattolo. Mi accarezza il viso, schiaffeggia le guance, mette le dita nel naso, nella bocca. La pittura nera del viso che si è sciolta con il sudore le resta appiccicata alle manine, le guarda, attonita. Lei non ha paura, ed io non sono "Belfagor".

"… 2000 metri signore". Aquila, con scrupolo, continua con i rilevamenti.

"Rivosecchi?"

"Si, … lo … lo sforzo Signore, ha anche gli occhi insanguinati…credo che passerà con un pò di riposo"

"Grifo chieda supporto medico"

"Ma Signore…" Falco nessun ma, voglio stare tranquillo e poi la responsabilità della vostra salute è mia"

Sé fatto silenzio, pagaiamo lentamente.

"forza ragazzi, coraggio … ancora un pò …".

Il tempo non passa. Comincia a fare freddo o forse già faceva freddo, ma non ce ne eravamo accorti prima. La bimba si è accoccolata tra le mie gambe e "Aquila" l’ha coperta con la sua giubba. "Grifo" tira fuori un calzino rosa e cerca di infilarglielo, "Se l’era perso, l’ho trovato tra i cespugli", si giustifica. Falco continua a tossire, sono molto preoccupato, vorrei poter fare qualcosa per lui e mi sento impotente. Il tempo passa. Maledizione quanto ci mettono? Guardo l’orologio, sono solo cinque minuti che siamo qui e più di mezz’ora che abbiamo lasciato la spiaggia. Porcamiseria solo cinque minuti sembrava un’ora! Il buio è un amico, ma ci sta lasciando e l’orizzonte si fa sempre più chiaro mentre dondoliamo sull’acqua.

Continua …

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12 commenti su “La Fuga

  1. Wellington,

    credo che tu sia l’unico che aspetta il racconto. E’ poca cosa ed io non sono uno scrittore, non riesco a capire la tua passione  

  2. Ricordati che il genere spionaggio/forze speciali, specialmente scritto da ex del mestiere, è il mio genere narrativo di intrattenimento preferito. Sono un lettore di Andy McNab, Chris Ryan, Richard Marcinko ecc.

  3. Anche a me piace molto. Sto seguendo il racconto dal suo inizio e non vedo l’ora che arrivi il seguito. Continua così Bisquì. Anche se ogni tanto passo per Komunista non sono poi così alieno, neh!?
    Ciao.
    Wax

  4. Wax74,

    ti ringrazio. A me interessa di più sapere che razza di emozioni comunico e se riesco a coinvolgere il lettore. Diciamo che è uno sfizio.

    Per quanto riguarda il “comunista” credo che da Italiani abbiamo molte più cose che ci uniscono di quelle che ci dividono. Sono convinto che potendo parlare a voce si chiarirebbero molte incomprensioni 🙂 

  5. Antonio,

    hai ragione, perdonami. Il fatto è che sono passato da Splinder dove accumulavo anche 50 commenti ad articolo a questo blog che mi dà l’impressione che stia morendo.

    A fronte di 400 accessi dai motori di ricerca ho pochissimi accessi da altri blog e tra l’altro senza commenti. Non riesco a capire se scrivo cose interessanti che danno piacere a leggersi o no.

    Mi sono gettato nella scrittura di questo racconto perchè ho avuto l’ispirazione. E’ breve, presto finirà perchè non ho le capacità di scrivere un libro, magari.

    Però già sapere se riesco a comunicare emozioni, i caratteri delle persone per me è un successo, è per questo che è importante un riscontro oggettivo o suggerimenti 🙂 

  6. In verità anch’io seguo il racconto con interesse, mi aiuta a rilassarmi, sopratutto quando leggo terribili cazzate in altri blog.Ciao fratello 

  7. Fratello,

    ho letto adesso le email. Che vuoi che ti dica? Intanto mi fa un immenso piacere quando passi di qui e poi, poi, non ti arrabbiare così con Riki. E’ un ragazzino e va educato perchè come tutti i ragazzini si fa prendere dai facili entusiasmi. 🙂

  8.  
    Ciao Bisqui’! -)))
    E’ bellissimo! Se mi permetti aggiungo che migliori di puntata in puntata!
    Grazie per il piacere che mi dai con questa lettura.
     
    Un grande bacio
     
    Perla

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