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Professione Militare

giurLa professione affonda le sue radici nella notte dell’antichità  quando gli uomini con un’organizzazione sociale più complessa abbandonarono il combattimento tra orde e si organizzarono in reparti tramutandosi in militari. La parola Militare deriva dal latino “milites”. Il “milites” era colui che chiamato alle armi partecipava alla guerra e che una volta terminato il suo dovere di cittadino tornava a casa e riprendeva a svolgere il suo lavoro di sempre.

Nei millenni si sono succedute diverse organizzazioni di formazioni militari ma tutte erano strettamente legate al gruppo familiare dominante o al villaggio d’appartenenza (ad esempio le falangi greche) e quindi dal punto di vista tattico, strategico ed addestrativo piuttosto dilettantistiche anche perchè solo i ricchi potevano permettersi il lusso delle armi e solo alcuni di essi dei cavalli.

Fino a quando uno dei più grandi generali della storia, Caio Mario (al quale non viene dato il giusto risalto) diede una svolta decisiva all’arte della guerra riformando profondamente la struttura dell’esercito romano e del suo addestramento.

Fino ad allora solo i cittadini con un censo di 1600 sesterzi potevano prestare servizio militare.

Caio Mario soppresse la norma legata al censo, aprendo a tutti l’ingresso nell’esercito sovrapponendo l’innovazione nella già  ottima organizzazione delle legioni romane. In quei lontani anni 105 / 102 aC (circa) nacque un nuovo modo di concepire il militare che diventò un professionista e da allora fino all’alto medioevo fu sempre così.

Passato il periodo nel quale gli uomini dovettero riscoprire tutto quello che era già  stato studiato e conosciuto, il militare da cavaliere indisciplinato ed individualista venne nuovamente inquadrato in un’organizzazione disciplinata e così gli eserciti tornarono ad essere tali e non più masse disordinate di gente ululante.

Torniamo un attimo indietro all’epoca della fine della repubblica romana e l’inizio dell’impero.

L’esercito era così importante per Roma che si capì immediatamente che il capitale di conoscenza e di esperienza dei militari non poteva essere perso con il loro congedo o la loro morte, ed ecco che nacquesro le accademie della guerra per gli ufficiali ed i sottufficiali che si affiancarono ai campi d’addestramento dei militari semplici.

I militari romani non solo facevano esercizi fisici e si addestravano all’uso delle armi ma studiavano l’arte della guerra e la tattica.

So che vi viene da sorridere ma quasi tutto quello che sappiamo oggi lo dobbiamo a quei generali che ci hanno tramandato la conoscenza di come si marcia, ci si muove negli avvicinamenti, in battaglia …

Un esempio breve.

Le legioni quando si schieravano non lo facevano mai con il sole di fronte ma alle spalle, se c’èra un pianoro si schieravano in alto, sapevano come sfruttare l’orografia del terreno a loro vantaggio. Il genio in assoluto sul saper usare e sfruttare il terreno fu Cesare, è stato lui che ha istituito il corpo del “genio”.

Quindi passano i secoli ed il militare è sempre quello. Si addestra, si allena e studia. Vi domanderete il motivo di questo post, nulla di strano, il mio amico Grendel ha scritto questo : “Apologies Rejected , you Crap” ed io ho avuto l’ispirazione.

Iniziamo.

La dichiarazione “You know, education, if you make the most of it, and you study hard, and you do your homework and you make an effort to be smart, you can do well. If you don’t, you get stuck in Iraq.” mi ha fatto saltare sulla sedia.

Ma come, un americano non sa che i militari, lì, sono laureati o diplomati nei più prestigiosi college o atenei? Basta vedere un film americano per capire l’importanza di scuole come ” west point “.

Purtroppo anche qui da noi c’è la convinzione che chi indossa un’uniforme sia una specie di troglodita sanguinario coperto di peli, con la fronte sfuggente e le arcate sopraciliari prominenti che va in giro a menare fendenti ogni volta che si presenta l’occasione.

Vediamo invece, come la realtà  sia diversa dalle leggende metropolitane. In Italia gli ufficiali in SPE (servizio permanente effettivo) sono laureati o hanno un titolo equipollente. Le accademie di marina, aeronautica e dell’esercito formano ogni anno un certo numero di ufficiali con laurea in ingegneria. Prendiamo in esame il percorso di studi che deve conseguire un cadetto di marina prima di diventare un ufficiale.

L’iter accademico degli Allievi dei Corsi Normali è composto di un ciclo di studi che comprende tutti gli indispensabili insegnamenti a carattere professionale e tecnico scientifico, prevede il conseguimento dei seguenti diplomi di laurea:

  1. per gli ammessi al corso per il Corpo di Stato Maggiore Laurea e Laurea Specialistica in Scienze Marittime e Navali, nuova Laurea facente parte della Classe di Lauree in “Scienze della Difesa e della Sicurezza”;
  2. per gli ammessi ai corsi per i Corpi Tecnici (Genio navale ed Armi Navali) Laurea e Laurea Specialistica in Ingegneria rispettivamente Navale e delle Telecomunicazioni ;
  3. per gli ammessi al corso per il Corpo di Commissariato Laurea e Laurea Specialistica in Scienze Navali Giuridiche ed Amministrative, nuova Laurea facente parte della Classe di Lauree in “Scienze della Difesa e della Sicurezza”;
  4. per gli ammessi al corso per il Corpo delle Capitanerie di porto Laurea e Laurea Specialistica in Scienze dell’Amministrazione e Governo del Mare, nuova Laurea facente parte della Classe di Lauree in “Scienze della Difesa e della Sicurezza”;
  5. per gli ammessi al corso per il Corpo Sanitario Laurea in Medicina e Chirurgia.

Ingresso in accademia 17-22 anni d’età

1° ANNO 2° ANNO 3° ANNO
1° Periodo 1° Periodo 1° Periodo
  • Elementi di Analisi I
  • Fisica I
  • Sociologia Militare
  • Chimica
  • Navigazione Piana e cenni di Navigazione Costiera
  • Cosmografia
  • Inglese
  • Elementi di Analisi II
  • Elementi di Diritto Privato
  • Storia Contemporanea e Navale
  • Teoria e Tecnica delle Comunicazioni di Massa
  • Navigazione II
  • Inglese
  • Radionavigazione
  • Statistica
  • Elementi di Diritto Pubblico
  • Nozioni di Sistema d’Armi
  • Chimica Fisica Applicata
  • Organizzazione Aziendale
  • Inglese
2 ° Periodo 2 ° Periodo 2 ° Periodo
  • Elementi di Analisi I
  • Fisica I
  • Fondamenti di Informatica
  • Meteorologia
  • Navigazione Piana e cenni di Navigazione Costiera
  • Inglese
  • Fisica II
  • Diritto della Navigazione
  • Economia Politica
  • Navigazione II
  • Inglese
  • Arte del Comando
  • Attività  a bordo di Nave San Giusto
  • Radionavigazione
  • Elettrotecnica
  • Elettronica
  • Nozioni di Sistemi dArma
  • Inglese
  • Principi e tecniche di Comando e Condotta Uomini
    Laurea

Biennio Specialistico in Accademia Navale

4° ANNO 5° ANNO  
1° Periodo 1° Periodo  
  • Logistica Integrata Militare
  • Radio Tecnica e Tecnica Radar
  • Diritto Internazionale Comunitario e dei Conflitti Armati
  • Amministrazione M.M.
  • Diritto Costituzionale
  • Inglese
  • Relazioni Internazionali e studi Strategici
  • Complementi di Nautica
  • Telecomunicazioni e Reti
  • Inglese
  • Comando delle Operazioni Aeronavali con Elementi di Radiopropagazione
 
2° Periodo 2° Periodo  
  • Oceanografia
  • Architettura Navale ed Impianti Marini
  • Diritto Internazionale Comunitario e dei Conflitti Armati
  • Storia delle Relazioni Internazionali
  • Ordinamento M.M. e Diritto Penale Militare
  • Attività  a Bordo di UU.NN.
  • Inglese
  • Modulo Tecnico
  • Abilitazione Guardia in Plancia
  • Prova Finale
 
  Laurea  
Come vedete l’impegno è notevole e non c’è possibilità  di distrarsi, l’applicazione è assoluta.

Secondo voi da un’accademia può uscire un’ignorante che non avrebbe altra alternativa nella propria vita di guadagnare grazie alle guerre?

Vi rispondo subito con i fatti : a causa dell’altissima richiesta delle aziende private e dalla conseguente allettante remunerazione, l’emorragia di laureati nelle forze armate è stata così rilevante che lo stato ha dovuto correre ai ripari per arrestarla. Unico modo, obbligare gli ufficiali ad un periodo di permanenza di diversi anni nella propria forza armata prima di chiedere il congedo o il proscioglimento dalla ferma volontaria. Il fenomeno era più evidente tra i piloti che venivano immediatamente assunti dall’Alitalia ma vi assicuro che anche se meno pubblicizzato anche la Marina e l’Esercito hanno avuto i loro bravi problemi, anche di organico.

Ma non è finita qui. Un ufficiale di marina che chiede di far parte della “forza da sbarco” e acquisire la specialità  ANF (Anfibio) in base alla disponibilità  di posti e all’esito della visita medica psico-fisico-attitudinale, viene inviato a Brindisi, presso la Caserma Carlotto, dove frequenta il cosiddetto “Corso di “Qualificazione Anfibia”, che dura 24 settimane.

Superate le prove finali del corso, l’Ufficiale viene assegnato alla Forza da Sbarco dove nel corso della sua carriera ricoprirà  l’incarico di Comandante di Plotone prima e di Compagnia in seguito, nel Rgt. SAN MARCO o nel Rgt. CARLOTTO.

Gli Ufficiali, che possono raggiungere i massimi gradi nell’Ambito della Forza Armata, acquisito il grado di Tenente di Vascello (Capitano) vengono inviati per circa un anno negli Stati Uniti a Quantico (Virginia, Quantico is the site of one of the largest U.S. Marine Corps bases in the world, ( MCB Quantico ). The base is the site of the Marine Corps Combat Development Command and HMX-1 (the presidential helicopter squadron). Both the United States Drug Enforcement Administration ‘s training academy and the FBI Academy are on the base. A replica of the USMC War Memorial stands in the entrance to the base. (The original is at the north end of Arlington National Cemetery .) It is also has the Number one active CSI lab in the country, as it has the CSI training facilities.) presso la Scuola dei Marines americani,

qui frequentano un corso di specializzazione nella categoria ANF, lo stesso che seguono anche gli Ufficiali dei Marines.

(siamo arrivati a 30 anni d’età  circa)

Da Ufficiali Superiori, prima di assumere il Comando, di norma, ritornano negli USA (Quantico) per frequentare un ulteriore corso di 10 mesi.

(mica castagnole e caramelle 🙂 il seguito alla prossima puntata)

9 comments

  1. monica says:

    Dire che sia interesante è riduttivo.

    In attesa del seguito, mi piace pensare il tuo post sia di riflessione anche
    per i simpatizzanti di sinistra che visitano il tuo sito…nella speranza che venga riconosciuto finalmente
    il ruolo e la professionalità delle nostre FFAA, alle quali la diatriba politica
    missioni-di-guerra-missioni-di-pace fa solo del male!

    Ciao

  2. sanna66 says:

    Bisqui, che dire?
    ormai i tuoi non sono semplici Post, sono a tutti gli effetti
    degli articoli dettagliatissimi e molto professionali…
    complimenti.

    un saluto
    antonio

  3. Siro says:

    Ormai ci diamo alla Storia, eh Bisquì?
    Fai bene, perché i tuoi post sono interessanti e si leggono d’un fiato. Divulgativi,
    nel senso migliore del termine.
    Il militare è una nobile professione, naturalmente disprezzata da quella parte politica che
    di nobile ha ben poco.
    Un saluto

  4. Led says:

    A tal proposito ti consiglio “Le grandi battaglie di Giulio Cesare” di Andrea Frediani che racconta le battaglie di cesare dal punto di vista tattico e strategico, non dimenticando anche di parlare dell’esercito nemico e della sua organizzazione. Davvero avvincente come un romanzo. La storia militare romana è la più interessante che mi son mai trovato a leggere.

  5. Nessie says:

    Bei tempi quando le Accademie militari erano in mano alle élites.
    Oggi purtroppo è entrato pure il sindacato rosso tra le forze dell’Ordine

  6. Bisquì says:

    Bene,
    con un colpo solo rispondo a tutti e mi levo il pensiero :-).
    Con l’introduzione del militare professionista si è dato il via ad una profonda ristrutturazione delle forze armate. Non è più la forza bruta la prerogativa principale ma la professionalità. Come dire : invece di usare il piccone per aprire un foro nel muro, prima ci penso e poi valuto se è il caso di darci di piccone o è più facile scavalcarlo per passare oltre 🙂
    Come avete notato ci sono materie di studio che nulla hanno a che vedere con la “guerra” :
    Teoria e Tecnica delle Comunicazioni di Massa
    Elementi di Diritto Pubblico
    Organizzazione Aziendale
    Economia Politica
    Diritto Internazionale Comunitario e dei Conflitti Armati
    Diritto Costituzionale
    Relazioni Internazionali e studi Strategici
    Ovviamente queste materie non restano “morte” a fare da cultura generale ma vengono applicate a causa della maggiore integrazione con il mondo civile. Per spiegarmi meglio, la maggiore integrazione è dovuta a due casi, il primo quello nel quale le forze armate si comportano come “guardia civile” nel secondo (nel rispetto delle convenzioni di Ginevra) come organizzazione di ricostruzione e sostegno delle nazioni in guerra o nel periodo post bellico. Nel secondo caso, in ambito NATO (e l’esperiesza si sta trasferendo all’ ONU) è stato costituita un’organizzazione, il CIMIC (coordinamento militare civile) che è composto per la maggior parte da ex ufficiali o civili (che indosano temporaneamente l’uniforme) per assolvere tutti quei compiti (come già detto dettati dalle convenzioni) per i quali i militari “combattenti” non possono dedicare il tempo necessario. Voi direte, allora?
    Allora, l’integrazione delle conoscenze fa in modo tale che dal campo (dove operano i soldati) arrivino al CIMIC tutte le informazioni necessarie alla ricostruzione o sostentamento. Il CIMIC elabora i progetti in collaborazione degli enti locali (sindaci, forze di polizia, governo etc) ed emana le direttive (ai soldati) per, ad esempio la ricostruzione di ponti o la trivellazione di pozzi dell’acqua o la direzione lavori di cantieri aperti. Quindi non è difficile incontrare in Iraq o in Afganistan o in Bosnia o ovunque ci sia una missione un ufficiale con i suoi soppoposti che supervisiona la costruzione di un ospedale o addirittura la ricostruzione di una fabbica (ricontrollate le materie di studio).
    Naturalmente la “conoscenza” è a cascata e quindi tutti i militari, dai gradi più alti fino ai soldati semplici conoscono le proprie competenze specifiche come se si fosse in un’azienda di produzione.
    Ho dimenticato di dire che il CIMIC collabora e coordina anche le ONG che si trovano ad operare nel teatro geografico, oltre che con la crocerossa internazionale.
    Purtroppo gli interessi di parte (ONG) fano si che l’organizzazione non sia così “oliata” come dovrebbe. Stare sotto il comando militare non sempre è piacevole per chi non ama nè la disciplina nè il controllo di un’organo che in teatro di guerra è anche polizia giudiziaria.
    Credo che copierò questo commento e lo farò diventare un post. Intanto leggetevi questi articoli : http://diavolineri.net/ospitalieri/2005/11/21/nassirya-e-gli-italiani/
    http://diavolineri.net/ospitalieri/2005/12/15/nassirya-3/

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