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Prodi verso la dictatorship

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Volevo scrivere qualcosa sugli ultimi avvenimenti legati a questo governo ma sinceramente oltre agli insulti non mi è venuto in mente nulla di positivo o di costruttivo.
Quindi?
Quindi ho trovato questo articolo di Paolo della Sala che riporto integralmente :
Aspetti dimenticati di questa crisi: Scalfari, lo Scalfari di Roma Fascista, non molte settimane fa, invocava una soluzione alla Hugo Chavez per Prodi, una “dictatorship“.
I giornalisti politici lasciarono cadere l’infamia della proposta, etichettandola in genere come “goliardia senile”. Non era così, ce ne accorgiamo oggi.
Il nuovo incarico a Prodi (con Sircana sempre più in ascesa come vero Uomo ombra) nasce da una road map precisa. Molte sono state le cause interne della crisi di governo, ma non si sono evidenziate le cause internazionali. Cerco di ripercorrerne i passaggi centrali.
Negli ultimi mesi si sono evidenziati tre punti conflittuali:

– Iran;

– Israele, con la Siria pronta a una ritorsione militare nel caso di un attacco a Teheran;

– Londra, con la crisi del caso Litvinenko e il ruolo autonomo della Russia, fuori dal tentativo di collegarla alla UE, e sempre più concorrenziale nei confronti degli USA. Una Russia che si volge al nazionalismo e ai profitti geopolitici: vendita di armi ed energia, alleanza con la Cina, ruolo di tutore in Medio oriente.

Venezuela e Africa sono altri nodi, collegati ai precedenti.

Occorre precisare che la UE, nonostante le sue parole, vede come il fumo negli occhi le sanzioni economiche contro l’Iran, cui potrebbe quasi preferire l’opzione militare, anche se non si esprimerà  mai ufficialmente in tal senso a causa della opinione pubblica europea, condizionata dal culto pseudopacifista.

presidente-fausto-bertinotti-incontra-presidente-chavez
presidente fausto bertinotti incontra presidente chavez

Di fronte a un contesto delicato e potenzialmente prebellico, alcune cancellerie europee, il governo degli Stati Uniti e la Gran Bretagna di Tony Blair hanno considerato rischiosa la presenza del governo italiano nella stanza dei bottoni della Nato. I motivi sono due: all’estero ci si preoccupa anche per le sole ipotesi, e Romano Prodi è accusato di essere stato un doppiogiochista a favore dell’Unione Sovietica. Inoltre la sua leadership si è sempre fondata sull’alleanza organica con i comunisti (entrata in crisi solo per la concomitante presenza della sinistra riformista nel suo governo).

L’Occidente atlantista non poteva tollerare la presenza di un Bertinotti amico di Chavez, di un Diliberto amico di Hezbollah, di un Prodi coinvolto in uno scandalo sovietico, nella stanza dei bottoni.

Tony Blair forse non ha lavorato di concerto con Massimo D’Alema, ma certo i servizi inglesi hanno contribuito a incrinare l’immagine internazionale di Romano Prodi.

Si noti inoltre che nel corso di questi mesi non ci sono state relazioni dirette tra Prodi ed esponenti dei governi americano e inglese.

diliberto-hezbollahAl contrario D’Alema ha incontrato Condoleeza Rice a più riprese. Di questa esclusione la stampa italiana non ha fatto cenno, ma si tratta segnali precisi, nel linguaggio diplomatico, non spiegabili col solo fatto che D’Alema era titolare del ministero degli Esteri.

Pertanto è lecito pensare che la caduta di Prodi sia stata apprezzata sia dagli atlantisti conservatori (Bush), sia dagli atlantisti di sinistra (Blair), con D’Alema impegnato in un difficile gioco alla Badoglio.

Il fatto è che Prodi e i suoi tutori nazionali ed esteri non sono rimasti a guardare. Se otterrà  la fiducia delle Camere, il suo governo sarà  molto rigido, con il profilo “dittatoriale” suggerito dall’ineffabile giacobino di La Repubblica. La decisione di avere il solo Sircana autorizzato ai rapporti con la stampa va in questo senso. Ogni iniziativa politica sarà  blindata, crescerà  il potere ricattatorio contro i dissidenti della sinistra antiliberale e della sinistra cattocomunista. Questo esecutivo nasce dopo un tentativo di allontanare politici considerati all’estero potenziali doppiogiochisti e traditori della Alleanza atlantica.

Se supererà  la Fiducia e i primi scogli, il Prodi ter sarà , alla lettera, un governo reazionario, con una azione politica militarizzata.

3 comments

  1. Antonio says:

    Ciao Bisqui, anche a me questi giorni non è venuto in mente nulla di positivo………….
    ho quasi copiato il tuo post………
    buona domenica
    Antonio

  2. wax74 says:

    Nell’articolo si dice che Prodi è accusato di essere doppiogiochista a favore dell’Unione Sovietica. Dunque mi pare di ricordare che Berlusconi più di una volta, durante i 5 anni del suo governo, abbia fatto sfoggio della sua amicizia con Putin, invitandolo più di una volta in Sardegna e regalandogli anche una sua biografia. Si vantava di avere un amico così potente per il bene dell’Italia e degli italiani.
    Per il resto non posso dire nulla in quanto non sono a conoscenza di giochi effettuati dai servizi segreti a danno di Prodi e quindi starò a vedere l’evolversi della situazione.
    Di certo sarà dura e le incongruenze e le incoerenze che caratterizzano la politica di Prodi sono evidenti a tutti.
    Ciao
    Wax

  3. Bisquì says:

    Antonio,

    fa come se fosse tutto tuo

     

    Wax,

    Putin è l’ultimo arrivato. Se quello che so è la realtà, il presidente russo è in lotta con gli oligarchi del vecchio regime che vogliono una restaurazione. Ti saprò dire meglio a fine Marzo perchè ho un’incontro con persone che vivono e lavorano in russia.

    Legare Prodi a Putin, quindi non è storicamente possibile perchè quando prodoff aveva i suoi affari con il KGB, putin a malapena aveva i pantaloni corti. Comunque quello che è riportato dall’articolo è risaputo in tutta europa, solo qui in Italia si ignora o si tenta di ridicolizzarlo.
     

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