Petrolio e Darfur

Fino a qualche tempo fa neanche si sapeva dove stava il Darfur.

Questa regione del Sudan Mussulmano, popolata da Cristiani, era completamente dimenticata dal mondo.

Un bel giorno in quella regione è stato trovato il petrolio, indovinate da chi? Le sette sorelle? NOOOOOO!

Impossibile, visto che gli occidentali dal 1977 adottano un regime d’embargo per il paese, sospettato di collusione con Al-Qaida.

Da chi allora? http://www.sudantribune.com/mot.php3?id_mot=37

Da Cinesi, Indiani, Malaysiani e Russi. Da allora non c’è pace per il dimenticato Darfur Cristiano.

Allora, chi è che fa la guerra del petrolio?

Chi è senza peccato scagli la prima pietra e porti a conoscenza dell’opinione pubblica di quello che succede lì, non c’è solo l’Iraq!

27 Comments

  1. musicisti

    si sospetta che il motivo principale del conflitto siano proprio i potenziali giacimenti energetici della regione che il governo di Khartoum vorrebbe sfruttare senza dividere i proventi con la popolazione locale.

    Iran, Cina, Russia, Bielorussia e alcune società lituane, ucraine e inglesi sarebbero tra i principali fornitori di armi del governo sudanese (e di conseguenza delle milizie Janjaweed) secondo Amnesty International.

    Si sospetta invece che Stati Uniti, Israele ed Eritrea appoggino i ribelli di Sla e Jem.

    A due anni e mezzo dallo scoppio della guerra civile il Darfur continua ad essere teatro di una crisi politica e umanitaria che peggiora di giorno in giorno.

    Settantamila morti, duecentomila profughi, un milione e mezzo di sfollati interni: sono i numeri di un’ecatombe che cresce anche a causa della debole reazione della comunità internazionale, incapace di mediare perché si giunga a un accordo che ponga fine ai massacri e agli abusi ai danni della popolazione civile.

    peace.

  2. musicisti

    non si dorme.

    se vai su http://homepage.mac.com/mids2/

    puoi scaricare un’aria di Verdi.Don Carlo.

    sul sito dell’unicef, si possono mandare fondi per aiutare la popolazione infantile, martoriata da questa ennesima pazzia.

    peace.

  3. utente anonimo

    guarda guarda …

    ti fai vedere solo quando non ci sono io…

    pace eterna e pene (tanto!) nel cucubus

    ricordati quello che sei

    mau

  4. Bisqui

    Musicisti grazie, la sto scaricando, ti farò sapere.

    Grazie per il commento, come vedi il petrolio “attizza” tutti. Purtroppo le motivazioni vere sono religiose, ti pare che se il Darfur fosse stato Mussulmano ci sarebbe stata st’ennesima pazzia?

  5. MindPrison

    da “Darfur: le potenze occidentali orchestrano la disintegrazione del Sudan” – di di Uwe Friesecke

    “Né John Garang e il suo SPLA, né l’Eritrea, né l’Uganda disponevano della capacità di fomentare la ribellione del Darfur contro Khartoum senza l’attivo sostegno delle potenze anglo-americane. Dal 2001 l’amministrazione Bush cerca di dettare al Sudan i termini della pace per il conflitto decennale che ribolle nel sud del paese. La diplomazia americana e britannica ha attirato il governo sudanese del presidente al-Bashir nei negoziati di pace in Kenya, tenuti sotto gli auspici dell’Agenzia intergovernativa per lo sviluppo (IGAD). Ai rappresentanti di Bashir ai negoziati è stata estratta una concessione dopo l’altra. Il bastone era rappresentato dalla possibilità che Garang lanciasse una nuova offensiva militare nel Sud, con il pieno sostegno degli Stati Uniti, dell’Inghilterra e dell’Uganda di Museveni e forte dei rifornimenti da essi ottenuti.

    Nonostante ciò, a Khartoum vi fu molta resistenza alle scelte di Bashir. Alla metà del 2003 il presidente sostituì il capo della delegazione dei negoziatori in Kenya, Ghazi Salahedin Atabani, con il vice presidente Ali Sman Taha. La ribellione del Darfur del febbraio 2003 minacciava Khartoum con una guerra su due fronti, e, se si aggiungono i collegamenti dell’Eritrea e dello SLA al Beja Congress — gruppo di ribelli nel Sudan orientale — persino su tre fronti. A questo si aggiunse l’eloquente lezione dell’invasione dell’Iraq, tanto che il governo di Bashir non ritenne di avere alternative e finì per accettare quasi ogni richiesta per la pacificazione del Sud.

    Gli accordi negoziati tra il governo di Bashir e lo SPLA di Garang, di cui si prevedeva al più presto una firma a Washington, alla presenza di Bush, avrebbe portato John Garang a ricoprire la carica di vice presidente a Khartoum e gli avrebbe conferito poteri politici in tutto il paese, poteri molto più vasti di ciò che il governo di Khartoum avrebbe ottenuto sul Sud del paese.

    John Garang appartiene a quelo gruppo di leader guerriglieri che negli ultimi 18 anni sono stati portati al potere e rappresentano una nuova leadership africana. I più importanti sono i presidenti Museveni dell’Uganta, Kagame del Ruanda e Afewerki dell’Eritrea. Questi personaggi hanno voltato le spalle al marxismo radicale della loro gioventù diventando i fautori più fanatici dell’ideologia liberista del FMI e della Banca Mondiale. Si tratta insomma di marionette approntate dalle potenze anglo-americane per i propri maneggi geopolitici in Africa.

    Il Sudan doveva essere messo in ginocchio per due motivi: primo, il petrolio, secondo l’acqua del Nilo. Fino ad ora infatti alle imprese americane non è stato concesso di partecipare allo sfruttamento dei ricchi giacimenti petroliferi sudanesi che secondo le stime dovrebbero contenere almeno 2 miliardi di barili di petrolio. L’estrazione fino ad oggi è stata affidata alla China National Petroleum Corporation, alla Petrona della Malaysia, alla Talisman Energy canadese, alla Gulf Petroleum del Quatar, alla Ludin Oil svedese ed alla Total Fina Elf francese. Il 25 luglio è stato firmato un nuovo pacchetto di investimenti, pari a 1,7 miliardi di dollari, per l’esplorazione di nuovi giacimenti petroliferi nel sud e per la costruzione di un nuovo oleodotto fino al Mar Rosso. In questo accordo figurano per la prima volta imprese inglesi e russe. Dopo il trattato di pace del Kenya tali accordi di estrazione petrofera saranno aperti anche ad imprese statunitensi.

    Da un punto di vista strategico però la questione ancora più importante è quella delle risorse idriche. A Khartoun il Nilo Azzurro e il Nilo Bianco confluiscono in un fiume unico che prosegue verso l’Egitto, di cui è l’arteria centrale. Da qualche mese le sollecitazioni anglo-americane hanno spinto l’Etiopia, il Kenya, l’Uganda e la Tanzania a rimettere in discussione il vecchio trattato per il Nilo che hanno con l’Egitto. Se Garang avrà voce in capitolo, il Sudan finirebbe per schierarsi con questo gruppo che, forte delle promesse anglo-americane, farebbe la voce grossa all’Egitto tenendolo sotto ricatto.

    Nel gennaio 2001 il governo sudanese fu messo sull’avviso: l’amministrazione Bush non l’avrebbe trattato meglio dell’ex amministrazione Clinton. Lyndon LaRouche tenne il discorso principale ad un seminario che la rivista EIR aveva organizzato a Khartoum insieme all’Istituto di Studi Strategici sudanese sotto il titolo: “Pace attraverso lo sviluppo lungo il fiume Nilo”. Lo statista americano avvertì il pubblico sudanese in merito alle intenzioni della nuova amministrazione Bush. Ma alcuni dei partecipanti sudanesi erano ancora così adirati nei confronti della politica di Bill Clinton verso il Sudan da sostenere che valesse comunque la pena di cercare di lavorare con la nuova squadra di Bush. Purtroppo i moniti di LaRouche sul conto di Bush sono stati tragicamente confermati dagli avvenimenti recenti nel Darfur.

    Questa crisi è una nuova conferma sulla natura della politica cinicamente seguita nell’Africa occidentale. Prima, per decenni le istituzioni finanziarie globali, guidate da FMI e Banca Mondiale, hanno bloccato lo sviluppo del Sudan, del Ciad e di altri paesi della regione. Da qui nacquero inevitabilmente dissidi e attriti. Questi conflitti vennero alimentati con flussi di armi ben mirati che nessuno cercò di ostacolare. Le potenze occidentali, attraverso i mezzi d’informazione, dicono che i conflitti sono di natura etnica o religiosa e li manipolano nel contesto dei loro schemi geopolitici. Se questi conflitti sfuggono dal controllo la crisi umanitaria sarà sfruttata come il pretesto per dichiarare questi paesi “stati falliti” su cui “occorre” esercitare pressioni affinché avvenga un “cambiamento di regime”. Secondo questo copione, l’occidente, e soprattutto la potenza anglo-americana (che la Francia si guarda dallo sfidare) ha le responsabilità principali per le guerre che dilaniano l’Africa negli ultimi 15 anni: Uganda, Ruanda, Burundi, Congo, Africa Occidentale e Sudan meridionale.

    La crisi che precipita nel Darfur è solo l’ultimo episodio di questa tragedia. Certe forze a Khartoum forse contano di sfruttare questa situazione per trarne qualche vantaggio, ma resta il fatto che non è stato il governo di Bashir a iniziare il conflitto. Piuttosto, ha cercato di applicare il trattato che è stato firmato dal ministro degli Esteri Ismail e dal Segretario generale dell’ONU Kofi Annan il 3 luglio 2004, per disarmare la milizia Janjawid e per migliorare l’accesso ai campi dei rifugiati per gli aiuti umanitari. Il governo stesso ha chiesto aiuto all’Unione Africana.

    L’accusa di genocidio non dev’essere rivolta al governo sudanese, ma dev’essere mossa contro coloro che in occidente gestiscono le manipolazioni geopolitiche come quella del Ruanda, di 14 anni fa, e poi del Congo.”

    Altre informazioni sugli interessi Usa in Darfur (e il loro sostegno alla guerrigilia) le trovi ai seguenti link:

    http://www.daddo.it/darfur1.htm

    http://www.movisol.org/darfur.htm

    http://www.globalresearch.ca/articles/ZYG409A.html

    http://www.resistenze.org/sito/te/po/sn/posn4l07.htm

    http://www.lettera22.it/showart.php?id=2759&rubrica=82

    http://www.stopusa.be/scripts/texte.php?section=CLBA&langue=5&id=22910

  6. Bisqui

    Bè contrasta con il commento di Musicisti e con il sito che ho indicato io.

    Piuttosto mi sembra che le tue fonti, come al solito prendono la storia dal momento che interessa loro e poi ci costruiscono sopra una verità.

    I maggiori azionisti delle trivellazioni sono tutte società Malaysiane (petronas) che certo non sono legate agli States, così come il più grosso partner è la Ascom.

    Sui giornali Sudanesi scrivono cazzate?

  7. utente anonimo

    la guerra civile inizia nel 1956 subito dopo l’indipendenza, a causa della composizione etnica. musulmani allevatori al nord , contadini cristiani e animisti al sud.

    la guerra per il petrolio è solo una parte di uno scontro ormai che dura da 50 anni.

    un mau storico

  8. utente anonimo

    ovviamente mind ti dirà che i sudanesi non sanno cosa sta succedendo…

    un mau profetico

  9. utente anonimo

    Ciao Bisqui, una su tutte, ti faccio notare l’incongruenza di MindPrison , che fa proprio quello che dici tu: copia, taglia, incolla,stravolge eccotela:

    ma resta il fatto che non è stato il governo di Bashir a iniziare il conflitto. Piuttosto, ha cercato di applicare il trattato che è stato firmato dal ministro degli Esteri Ismail e dal Segretario generale dell’ONU Kofi Annan il 3 luglio 2004 Da cui vedi benissimo chei l problema è datato, peccato che questo grande presuntuoso e presupponente di MindPrison, che pensa di avere a che fare con delgi emeriti deficenti, non si accorge nemmeno di dare cifre superate nei fatti :70.000 morti? ma veramente domandagli solo se c’è o ci fa.

    Non c’è una sola parola di verità, nel sua lunga filippica, solo manipolazioni, che finiscono nuovamente nella sua mente malata, frutto di contagio diffuso, per concludere ancora una volta che la colpa è dell’occidente, indicato da lui dispregiativamente come forze angloamericane, per dirsi fuori e dimostrare sempre di più quanto ignobile sia questa falsità costruita ad hoc, per far voltare la faccia dall’altra parte a chi ancora vorrebbe che qualcuno si muovesse in risposta all’urlo di aiuto che sale incessantemente dalle ormai quasi completamente scomparse popolazionio del Darfur.

    L’imbecillone, perché ormai solo così posso chiamarlo, si dimentica volutamente che prima di distruggere le popolazioni animistiche in quella zona hanno fatto sparire quelle crisitane.

    Non solo questo, ma l’imbecillone irriconoscente dovrebbe togliersi il cappello davanti alle forze angloamericane, che lo hanno sottratto dal nazismo.

    Bisqui appena posso, aggiungo pagine al dossier Darfur, perchè è d’uopo informare non sulle fantomatiche strategie mentali di sinistrati ammalatoi d’odio nei confronti della loro stessa gente, ma per avvicinarci il più possibile alla realtà dei fatti.

    Per cortesia tienimi da parte questi collegamenti, che comunque segnerò anch’io, oltre quelli che ho già ed anche se hai notizie nuove. Ciao

  10. utente anonimo

    Scusa l’interlocutore sopra ero io non so perché ma non mi sono ricordata di loggarmi, adesso ci vado. Ciao Lisistrata

  11. grendel00

    Alla fine è sempre colpa degli ìuessei…

    Se capitate su quei link forniti da Mind, date un’occhiata aale rispettive homepage: c’è persino chi glorifica Arafat.

  12. MindPrison

    Io non ho dato impressioni personali, come è possibile notare leggendo il mio post. Ma mi risulterebbe poco credibile che gli states si tengano lontani da businness del petrolio di questa portata, come i giornalisti citati non hanno mancato di far notare. Una nazione che conduce guerre a destra e a manca per il petrolio, spendendo miliardi di dollari per ottenere licenze e sgravi per lo sfruttamento di pozzi petroliferi, che ha la possibilità, anche a livello governativo, di prendere parte ai trattati di pace (o alle minacce di guerra) , poi secondo voi si fa fregare un affare del genere da sudanesi e malaysiani? Mi sembra poco credibile.

    Mau, se avessi avuto la cura di leggere gli articoli che ho linkato, avresti trovato risposta al tuo post #7. Fedeli alla linea “dividi et impera”, gli occidentali furono gli autori di questa divisione tra nord e sud, come ad esempio il belgio nella suddivisione (e le seguenti guerre) tra hutu e tutsi in Ruanda. Ed è solo così che queste nazioni possono essere gestite e controlate. Altrimenti probabilmente i giacimenti del darfur sarebbero in mano alle società petrolifere del darfur. Se a quei paesi, invece di metterci il cappio delle guerre civili, delle sanzioni, del debito pubblico, fosse stata data la possibilità di evolversi.

  13. utente anonimo

    allora il petrolio del dharfur esiste oggi.

    ne 56 non era stato ancora estratto, e non c’erano dati certi…

    tu affermi che gli amerikani hanno inziato la guerra civile nel 1956 pensando che tra 30 anni sarebbe stato scoperto il petrolio?

    devi smetterla con quelli che ti spari in vena…

    ti fa male!

    un mau medicinale

  14. Bisqui

    Mind per affermare la tua verità o per dare forza alla verità degli articoli che hai linkato, stai dando degli idioti ai giornalisti sudanesi.

    Mi sembra contraddittorio voler prendere le parti del Sudan (contro gli occidentali) e contemporaneamente screditare quello che i sudanesi stessi danno come news.

    Se accorpi le notizie di http://www.sipri.org/contents/armstrad/atirq_data.html e del Sudantribune, ti rendi conto che chi preme per il petrolio sono i Cinesi e i Russi, L’india a ruota.

    Forse non ti sei accorto che proprio loro si rifiutano, nell’ambito ONU, alla condanna del Sudan per genocidio.

    La condanna significherebbe, sanzioni economiche e non embargo. Chi ci rimetterebbe con le sanzioni sarebbero proprio i 3 succutati.

    Ti faccio notare che per decidere l’embargo non è necessaria una risoluzione dell’ONU e in questo caso particolare gli USA già sono in regime d’embargo infatti non importano il petrolio Sudanese già dall’amministrazione Clinton (santificato da voi).

    Per quanto riguarda divisione nord-sud a me risulta che le prime nazioni divise in due lo sono state grazie ad aggressioni marxiste, vedi Corea,Vietnam, Yemen.

    Non mi risultano altre nazioni divise o almeno non mi risultano invasioni dal sud verso il nord, ancora una volta la storia viene rivoltata a proprio uso e consumo.

    Se anche questo ti fosse sfuggito, le colonie occidentali sono state ottenute con l’acquisto di territori, unica eccezzione la Gran Bretagna. le rivolte per l’indipendenza sono state tutte marxiste, abbondantemente foraggiate dall URSS e Cuba. Vuoi negare anche questo?

    Col Sudan ci risiamo, si ripete il copione, lostesso della Rhodesia, della Somalia, dell’Eritrea, dell’Etiopia. Solo che qui in più c’è il problema della religione. Ti ricordo che gli abitanti del Darfur debbono anche essere puniti per l’aiuto dato agli Eritrei (cristiani) nella guerra d’indipendenza dall’Etiopia (marxista). Quest’ultima guerra sarà oggetto di un prossimo post (alla faccia delle bugie degli anni ‘30).

    Penso di aver risposto a tutto, adesso torniamo all’argomento del post.

  15. Bisqui

    Qui c’è un’altro articolo per accendere la luce dell’intelletto : http://www.sudantribune.com/article.php3?id_article=11970

  16. Bisqui

    Per avere una misura più ampia di quello che succede nel mondo : http://www.siberianlight.net/?p=698

  17. Bisqui

    Darfur: confermati i legami tra governo sudanese e milizie

    http://www.socialpress.it/article.php3?id_article=448

    In Darfur la violenza sessuale è un’arma di guerra

    http://www.unicef.it/emergenze/darfur/com_28_10_04_Darfur.htm

    Intanto per non irritare i pacifinti, si chiacchiera, si chiacchiera e la gente muore. Sono sicuro che si farà qualcosa solo quando in darfur non ci saranno più cristiani e aministi.

    Alla fine quando tutti saranno mussulmani, ci sarà la pace!

  18. Lisistrata

    Non solo quello che dici Bisquì è giusto, è che dovrebbero veramente smetterla di citare gli USA coime guerrafondai e nazione che ha fatto un sacco di invasioni, perché la storia non se la possono inventare come gli piace:

    prima di entrare in guerra nel 1945 contro il nazismo soino stati pregati da Churchill per oltre 1 anno e fino a quando il Giappone non ha aggredito Pearl Arbour non sarebbero mai entrati, si limitavano a mandare gli aiuti a Stalin e all’Inghilterra tramite le navi cargo a cui erano stati obbligati di farli accompagnare dalle loro fregatem ilitari, in quanto i cargo venivano affondati dalla flotta tedesca e giapponese, che volevano impedire che gli aiuti americani arrivassero a destinazione.

    L’America prima di allora non era entrata mai, mai, mai in guerra con nessuno.

    E cavoli né ha mai perseguito una politica colonialista, anzi lottò contro il colonialismo inglese, ma dato che sono entrambi nazioni civili, le loro lotte sono state tutte sul piano della diplomazia, ma possibile che questi veterocomuniosti non lo sappiano?

    Il coinvolgimento delle guerre vicine al Giappone: Corea – Vietnam, sono state conseguenti alla seconda guerra mondiale e non per politica espansionistica, semmai servivano a frenare( e purtroppo non l’hanno fatto, perché si sono ritirati) l’espansionismo comunista cinese.

    Tra l0′altro la Cina, prima di Mao non aveva mai fatto guerra anessuno, anzi era stata più che altro invasa dal Giappone che era una nazione a mire espansionistiche, visto l’esiguo territorio su cui è posizionato.

    Da Mao in poi hanno foraggiato tutte le rivoluzioni comuniste producendo i gravi insediamenti di poteri comunisti, devastanti che hanno distrutto le proprie popolazioni e sono arrivati anche ad occupare il pacifico Tibet, che è in assoluto la nazione più pacifica, non pacifista, ma pacifica del mondo. Hanno avuto il coraggio di imprigionare nei lager i giovani aspiranti monaci dagli 8-9 anni in su e tenerli nei campi rieducativi, sottoponendoli a torture e patimenti per anni e molti ci sono ancora dentro.

    E’ vergognoso distorcere così la storia, è da vigliacchi non voler vedere la realtà, è da delinquenti sostenere queste ideologie.

  19. MindPrison

    Beh, come al solito le offese si sprecano, non capisco perchè il dialogo civile vi risulti così difficile da mantenere. Naturalmente non mi unirò alle volgarità ed ai coloriti appellativi che mi avete rivolto.

    Bisquì spero che tu faccia davvero rispettare il disclaimer che c’è sulla home del tuo blog. Anche se non credo che lo farai.

    Alora, prima di tutto non dico che la stampa sudanese stia sbagliando. Se aveste letto con attenzione il mio post, non contraddiceva quanto sostenuto dai giornalisti sudanesi, come non contraddice il fatto che la Russia abbia interesse a che non venga imposto l’embargo. Il problema è diverso. Certo, sanzioni economiche non significa embargo. Ma di sicuro non credo che pagherebbero Cina e Russia, am la popolazione sudanese, che di certo non se la passa bene. Ed il fatto che la Russia si opponga al riconoscimento del genocidio è una violenza del tutto interessata, ma solo voi potete pensare che criticare la politica usa voglia dire sostenere quella sovietica o cinese. Per me non è così, e non avrei risposto al post se Bisqui non mi avesse “provocato” con la sua ultima affermazione. Perchè sulla condanna di Russia e Cina in merito a questo avvenimento, non avrei davvero nulla da dire. Il mio è stato un tentativo di allargare la discussioni ad altri paesi che hanno interessi e condizionano la politica sudanese, il che è stato tradotto (naturalmente) come propaganda e altre caxxate simili. Ormai c’ho fatto il callo, nn mi stupisce più di certo. Bisqui, quando parlavo di divisioni interne ai paesi mi riferivo alle politiche coloniali ottocentesche,da cui sono originate le situaizoni moderne,e che col marxismo c’entravano davvero poco. Certo il “dividi et impera” non è mai stato adottato dalle nazioni imperialistiche, vero (tranne se si parla di comunisti, quelli hanno fatto tutte le nefandezze possibili)? Non so con che coraggio possiate affermare questo, la storia degli hutu e dei tutsi non vi ha proprio insegnato nulla. Per quello che riguarda gli americani liberatori, la storia ufficiale perlomeno ti smentisce cara Lisistrata; è ormai consolidato il fatto che gli usa siano intervenuti per evitare la vittoria dell’Asse, che avrebbe impedito la restituzione dei forti debiti di guerra che Inghilterra e Francia avevano contratto con gli usa. Fino allo scoppio della guerra, la Germania nazista, era tenuta in considerazione e stima dagli americani per la sua forte “attività” anticomunista. Come al solito , per avere ragione delle vostre opinioni poi, usate come termine di paragone la russia e la cina, cioè non 2 regimi democratici “veri”, invece di quel militarismo imperialista americano che chiamate “democrazia”, ma 2 dittature. Se dovessi seguire la vostra scìa, ad ogni vostro post contro gli estremisti islamici vi dovrei rispondere: “e allora i nazisti? quelli sono dei veri criminali, ne hanno uccisi 10 mln di nemici, invece di perdere tempo con quei terroristi da 4 soldi, pensate a lottare contro il rifiorire dei partiti e delle associazioni neo-nazi in italia ed europa”. Vi sembrerebbe intelligente come cosa?

    #7 – Mau – Non ho detto che gli usa hanno cominciato la guerra nel ‘56, trent’anni prima che venisse scoiperto il petrolio. Ho detto che gli usa, come altre potenze europee, nel pieno della loro attività imperialista spezzarono il paese in due parti per renderlo più facilmente governabile. La questione del petrolio è venuta molto dopo. Ma come al solito, non capisci un cazzo nemmeno per combinazione.

  20. Bisqui

    Mind, scusa ma queste offese, come tu le ritieni, non sono ai livelli dellì’altro post dove sono dovuto intervenire. Ritengo che intercalari tipo “imbecille” (è l’unica parola che ho trovato, segnalamene altre se mi sono sfuggite) ormai facciano parte del linguaggio conune.

    Comunque :

    Lisi ti prego di restare in un ambito dialettale più consono.

    Tornando al post, qui nessuno accusa te di faziosità ma i link che hai sottoposto alla nostra attenzione si. Dato che l’aria politica che tira è quella di denigrare ad ogni costo gli USA qualcuno dovrà pur prendere le parti, mica siamo fatti con lo stampino!

    Certo che nessuno è verginella, non gli USA, non la Russia, non la Cina e compagnia cantando. Tu sai che personalmente mettere a confronto USA e Russia mi mette in difficoltà ma per amore della giustizia le critiche a uno vanno fatte anche all’altro.

    Qui il problema non è la contrapposizione militare o politica tra due schieramenti, il problema è politico-religioso. Ho provato a sottolineare che nessun media mette in evidenza che il Darfur è cristiano. Se non lo fosse stato non ci sarebbe stato un caso Darfur. Ovviamente il petrolio implica anche coinvolgimenti economici ma quello che voleva dire MAU è che da 30 anni si combatte una guerra. Il confronto militare tra il sue ed il nord del Sudan esula dalla scoperta del petrolio, che però aggrava una situazione regressa.

    Tu sai bene che nel confronto regionale Eritrea-Etiopia-Sudan-Ciad-Somalia il problema è etnico-religioso.

    In quel confronto si è inserita la politica dando un colore agli schieramenti, i cristiani con l’occidente, gli altri con il cartello comunista.

    E non mi sembra un’eresia! La differenza culturale e religiosa si sposa perfettamente con gli schieramenti politici.

    Adesso dove sta il problema? Sta nel fatto che mentre l’Iraq è sotto gli occhi di tutti, il Darfur è dimenticato. Converrai con me che in Italia nessuno si strappa i capelli, i vestiti e fa manifestazioni oceaniche sventolando le bandiere arcobaleno, per il Darfur!

    Viene normale pensare che non si fà perchè il Sudan è armato e coccolato dagli stati di sinistra che in un modo o in un’altro sono gli esempi ideali per le nostre forze politiche e di piazza.

  21. MindPrison

    Non concordo con il parallelo tra politica e religione. Il fatto che l’occidente si riveda più sotto un ottica cristiana è un dato di fatto, ma legare l’islamismo al comunismo mi sembra esagerato e infondato. Diciamo che Russia e Cina hanno un rapporto provilegiato con il Darfur islamico, ma non credo ad una connivenza di tipo religioso-politico, piuttosto economico. Dopotutto non mi sembra di ricordare, correggimi se mi sbaglio, nessun punto in comune tra il comunismo, che sia quello reale che quello ideale, e l’islamismo. Il fatto che nell’ex-urss ci fossero molte repubbliche a maggioranza islamica, o con una forte componente musulmana è dovuto più che altro ad una questione geografica; in primis per la vicinanza all’asia ed alle zone “arabe”, poi per la vastità territoriale dell’ex-urss, che inglobava una tale superficie da rendere impossibile che non ci fossero pure stati a matrice islamica. D’alto canto non mi sembra che più nessuno tratti come “esempi ideali” stati come la Russia o la Cina, ne tantomeno che qualcuno, in nome di questo sodalizio, abbia voluto che si tacesse sul dramma del darfur. La maggiore visibilità del conflitto in iraq non risiede nella lotta “al nemico americano”, bensì innanzitutto perchè è un conflitto in cui sia l’Italia che molti stati europei sono intervenuti, ed è normale che rientri nei nostri ambiti di conoscenza. E poi per la tranquillità con cui gli usa hanno portato avanti il loro obbiettivo, fregandosene dell’europpa, dell’onu, e basandosi su menzogne e menzogne. Perchè, pensaci, se la guerra fosse stata mossa solo ed esclusivamente per liberare il popolo iracheno, ci sarebbe stato bisogno di tutta quella messinscena delle a.d.m., delle balle da lui stesso ammesse di Powell ecc ecc? Chi si sarebbe opposto ad una guerra di liberazione di un popolo oppresso dalla ditattura di un rais universalmente riconosciuto come crudele e assassino?

    (a parte il fatto che la CIA, la più grande agenzia di intelligence e spionaggio, capace con poche mosse di far cadere un governo a migliaia di km da washington, non era davvero in grado di far fuori, sì proprio ammazzare, il raìs, risparmiando umiliazione e morte ai civili iracheni innocenti?)

  22. utente anonimo

    allora tu tiri fuori propaganda sull’irak per giustificare altra propaganda sul sudan….

    tu credi che esista una politica “SOVIETICA” oggi…magari credi che esista un sistema di vita “NAZISTA” sempre oggi…

    dai particolari si nota l’insieme…

    ed è piuttosto trito…

    se tu ammettessi il tuo puro e sano odio verso l’amerika , ti assicuro che ti apprerebbero di più (del resto non è che ci voglia tanto…)

    un mau perfido

  23. Bisqui

    Mind ti posso assicurare che l’ex URSS e la Russia di oggi sono state e sono islamofobe. Stalin ordinò purghe incredibili e la guerra in Cecenia è una delle conseguenze.

    La politica però richiedeva un’altro approccio. Essendo gli Islamici i maggiori possessori di petrolio ed essendo gli USA i maggiori consumatori, cosa di meglio per metterli in difficoltà stringere alleanze con gli Islamici?

    Mi ricordo di un libro scritto tanti anni fà “il cavaliere rosso” che descriveva l’effetto di simili alleanze. Nella realtà abbiamo visto quante volte sono cambiate le amicizie tra gli Islamici e i due contendenti.

    L’islam è territorio di guerra più o meno guerreggiata, da sempre. Gli Islamici non si rendono conto che tutti e due gli schieramenti sono nemici, non solo gli USA. D’altra parte Egitto, Giordania, Siria, Iraq erano nella sfera d’influenza Sovietica mentre Iran e Arabia Saudita in quella Americana. Mano mano che il lgo di petrolio si allargava si allargavano anche le alleanze.

    L’ultima in ordine di tempo è dimostrata dal Venezuela, stato da sempre schierato con gli Usa improvvisamente cambia rotta (e gli USA non li hanno invasi). Quindi il lato politico non è l’esempio principe mentre la religione e le etnie si. Considerando l’arretratezza intellettuale dell’Africa e di certe altre regioni è facile fare leva sulle cose che più sono comprensibili alle povere popolazioni del terzo mondo.

    L’ex Rhodesia è un’altro esempio.

    Non posso scrivere tanto che ho i polpastrelli malati, colpa di questa tastiera.

    Cominque, volevo dire, si è vero santimentalmente sentiamo di più la guerra in Iraq ma persone attente a tutto quello che succede nel mondo dovrebbe affrontare gli stessi problemi indipendentemente dai sentimenti personali.

    Vorrei davvero scrivere di più ma ti giuro sto usando i pollici!

  24. MindPrison

    Che hai combinato alle dita?

    Non ho escluso la questione religiosa totalmente, solo non sono convinto che sia il nocciolo. Anche perchè l’ignoranza e l’arretratezza, terreni fertili per il fondamentalismo, sono state spesso in passato condizioni create ad hoc per rendere determinate zone più controllabili politicamente e di conseguenza economicamente. L’Iraq ne è un esempio, un paese laico che vede spuntare come funghi decine di terroristi invasati…

    Occuparsi di tutto sarebbe impossibile e renderebbe tutto molto superficiale. Preferisco occuparmi di un solo argomento e farlo bene, ho scelto l’Iraq perchè è la prima guerra di cui posso aver visto il prologo in diretta. E non ho sentimenti personali in ballo, non vedo come potrei.

    Mau, tu non sei perfido, sei stupido. Anche se finiscono con le stesse lettere, non è la stessa cosa, mi dispiace. Ma stai raschiando il fondo del barile delle oscenità mentali, credo davvero che smetterò di risponderti. Spero tu faccia altrettanto.

  25. utente anonimo

    oscenità mentali?

    se faccio notare quello che TU scrivi, di chi è l’oscenità?

    un mau ironico

  26. MindPrison

    Bisqui, avevo dimenticato, in merito al venezuela leggi questi link:

    http://freeiraq.splinder.com/post/5748943

    http://freeiraq.splinder.com/post/5748973

  27. Bisqui

    Mind, una risposta veloce.

    Nella mia famiglia, multietniva, multiculturale c’è anche un Venezuelano. Questo signore che ha studiato con me da ragazzo è il padrino di mio figlio.

    Da quando Chavez è al potere lui è tornato in Italia, il padre ela madre sono rimasti lì, troppo vecchi per muoversi.

    Questo per dirti che ho notizie fresche, fresche!

    Qugli articoli li avevo già letti e mi sono fatto un sacco di risate, Chavez è il solito dittatorello malato di manie di persecuzioni.

    Gli USA non se lo filano per nulla, si sta scavando la fossa da solo con la sua politica marxista. Il paere sta diventando uno schifo, la delinquenza è a livelli mai visti, la produzione cala ogni giorno e parecchie miniere di minerali hanno chiuso. La ferrovia che avrebbe dovuto raggiungere le zone minerarie è ferma, insomma il Venezuela sta diventando il classico paese dove regna la demagogia.

    Nessun altro paese latino-americano gli dà credito, a parte Cuba ovviamente. Il Brasile e l’Argentina che in teoria dovrebbero essere più vicini tengono le dovute distanze.

    Se chavez non cambia politica e arriva alle prossime elezioni, perde. Se non cambia, sarà purtroppo anche lì rivoluzione!

    Sta riducendo il paese ai livelli dell’ex Rhodesia, non a caso anche Mugabe è l’unico che gli dà credito.

    http://grendelfromthemoor.splinder.com/post/5644317#comment

    http://grendelfromthemoor.splinder.com/post/6049687#comment

    Ti ho linkato Grendel perchè in materia è molto più ferrato di me.

    Tranquillo che l’Italia non invaderà mai il Venezuela e tantomeno la NATO.

    Sei dai retta a queste notizie ci sarebbe da cambiare pianeta, non nazione.

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