26 milioni 571mila euro
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Finanziaria? Risanamento Alitalia? Tesoretto? Adeguamento delle pensioni? Opere pubbliche? Assegni familiari? Edilizia statale? Ricerca? Scuola ed Univerità?
Nulla di tutto questo!
Da qui - I partiti passano, i giornali di partito restano. Con un parlamento capovolto, simboli storici che spariscono, gruppi cancellati, comunisti e socialisti spazzati via come briciole al vento, c’è una nicchia che si salva dalla rivoluzione delle elezioni: i fogli politici continueranno a ricevere contributi pubblici esattamente come prima, anche senza gruppo parlamentare, per legge. Quale legge? Il decreto Bersani del 2006. Di questo provvedimento del quasi ex ministro delle Attività Produttive si lodarono gli intenti anticorporativi e pro-consumatori, ma la legge contiene in realtà anche una norma «magica», capace di mantenere in vita con i soldi pubblici le voci dei partiti ridotti al silenzio dagli elettori …
E bravi i sinistri che hanno trovato il modo di succhiare ancora sangue agli Italiani. E poi parliamo del conflitto d’interesse?
Ma quanto ci costa il Berlusca e quanto ci costano questi parassiti? Se questo governo che ha avuto mezzo voto da me, non cancella tutti i privilegi ed azzera tutti i finanziamenti che alimentano il parassitismo, la prossima volta non beccherà neanche quello!
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Filed under: Politica interna, Sircana, bertinotti, comunismo, consorte, coop, d'alema, delinquenti, diliberto, economia, fassino, governo prodi, informazione, liberismo, libertà di stampa, pecorario scanio, prodi, riforme, rutelli, scalfari, sinistra, tasse, unipol





















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