Magistratura e criminalità organizzata

Tra pochi giorni molte procure saranno senza pm. Basta indagini. Lo denuncia il Csm che non trova giudici per le sedi disagiate, nonostante il bonus Alfano

Tra qualche giorno lo Stato scomparirà del tutto in molte parti del Sud Italia. E proprio in quelle regioni che ne avrebbero più bisogno, come la Calabria o la Sicilia, sedi di tribunale cosiddette disagiate, ovvero superimpegnate nella lotta alla criminalità organizzata. Il Csm infatti non riesce a trovare nessun pm disposto a trasferirsi in quelle procure e quindi, già alla fine di questo mese, potrebbe non esserci più nessuno a disporre indagini di polizia o istruire processi.

Qualche esempio? A inizio novembre nel tribunale di Gela resterà solo il procuratore capo. L’unico pm che ci lavora infatti ha chiesto, e otterrà, il trasferimento ad un’altra sede, certamente meno disagiata di quella siciliana. Sempre in Sicilia, a Mistretta (Me), già oggi non c’è nessun pubblico ministero in ufficio, mentre a Ragusa su 6 posti in pianta organica oggi ci sono solo 2 pm. Non va meglio a Marsala: su 8 magistrati inquirenti in organico, al lavoro ce ne sono solo 3. E a Palermo, che non è certo l’ultimo dei tribunali italiani, la situazione non è migliore: la scopertura d’organico anche qui è alta, visto che mancano 12 pm su 64.

Non va meglio in Calabria, che proprio in questi giorni si deve occupare, oltre che dalle consuete indagini sulla ‘ndrangheta locale, anche dei disastri ambientali causati dalle navi dei veleni affondate davanti alle coste di Cetraro. Al tribunale di Locri, per esempio, su 6 posti in pianta organica, ci sono solo 2 pubblici ministeri, così a Crotone.

Insomma, è un vero e proprio un bollettino di guerra quello fatto ieri dal presidente della terza commissione del Csm Alfredo Viola. Che non può far altro che prendere atto dell’insuccesso della legge Alfano, la 143/2008, che aveva previsto un bonus di stipendio pari a 4mila euro al mese in più in busta paga per quei che si fossero dichiarati disposti a trasferirsi in una sede disagiata.

Dal varo della legge a oggi sono stati fatti addirittura due appelli, ed entrambi sono stati un sostanziale fallimento. Qualche giudice si è trovato, certo, ma non in numero sufficiente a coprire tutte le vacanze. «A fronte di 35 posti pubblicati, distribuiti su 19 uffici, saranno coperti tra i 9 e i 10 posti per 7/8 uffici», spiega Viola. «In Calabria, è stato coperto ad oggi un solo posto, dei 9 pubblicati, attrbuendolo ad un collega che ha deciso di rientrare in ruolo e di farlo scegliendo come sede di servizio un ufficio disagiato.In Sicilia, sono stati coperti 5 dei 20 posti pubblicati. In questo caso, solo 2 colleghi provengono da fuori regione, e uno di essi ricopriva funzioni giudicanti. In Sardegna, i due posti pubblicati sono stati dichiarati “senza aspiranti”». La ragione del fallimento? La stessa legge. «Lo strumento del trasferimento d’ufficio a disponibilità ha dato, finora, risultati solo in minima parte positivi», spiega Viola.

Insomma, se l’organo di autogoverno guidato dal vicepresidente Nicola Mancino, può spostare i magistrati solo se loro danno la loro disponibilità a farlo, allora non c’è molta speranza. Nè si può attingere a nuove leve. Dal 2007, infatti, sulla base di una legge voluta dall’ex guardasigilli Clemente Mastella, i nuovi magistrati non possono assumere, in prima nomina e sino al raggiungimento della prima valutazione di anzianità, e cioè dopo 4 anni, incarichi di sostituto procuratore. Ma il disastro avverrà tra pochi giorni. A fine ottobre, infatti, dopo l’espletamento dei bandi ordinari, la terza commissione inizierà a vagliare le richieste di trasferimento ordinarie, e come spiega Viola, la tendenza non è solo quella di abbandonare le sedi disagiate, ma addirittura di spogliarsi dalla toga di pm per indossare quella di magistrato giudicante. «E’ facile prevedere, sulla base degli esiti dei concorsi precedenti e alla luce del numero complessivo di domande presentate che, dei 197 posti di procura pubblicati, almeno 1/3 resterà scoperto perché privo di aspiranti». Insomma, quasi 65 posti di pm non troveranno rimpiazzo, per di più proprio nelle sedi disagiate. Le soluzioni può trovarle solo il guardasigilli Angelino Alfano, perchè il Csm non ha più strumenti. «Prima della “soluzione finale” del trasferimento d’ufficio dei colleghi più anziani o, peggio, della separazione delle carriere con reclutamento straordinario, il Consiglio ha il dovere di percorrere tutte le strade possibili a legislazione invariata», spiega Viola. Rivedendo le circoscrizioni giudiziarie e i carichi esigibili di lavoro dei magistrati, per esempio, come si augura Cosimo Ferri, consigliere del Csm. Però in tempi rapidi. Altrimenti una parte dell’Italia sarà lasciata sola.

Da Italia oggi

2 Comments

  1. Nessie

    Sì, però per incastrare Berlusconi si mobilitano degli interi collegi. Tant’è vero che ha accumulato qualcosa come 26 processi per la bellezza di 600 istruttorie.
    Questa calamità d’Italia che si chiama magistratura (minuscolo voluto) serve solo a buttare giù dal cesso i soldi nostri. I veri criminali, stupratori, rapinatori, pluriomicidi li lascia liberi. Ci vuole una presa della Bastiglia dei palazzi di giustizia.

  2. Bisquì

    Nessie,
    vuoi mettere il risalto mediatico?

    Il lavoro in periferia è oscuro non da la possibilità di balzare sulle cronache … e poi è pericoloso mica cazzi!

    La riforma deve prevedere anche l’assegnazione al luogo di lavoro, come in tutti gli uffici statali. E basta con sti privilegi!

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