Ma Guarda un pò

Il nucleare? Si grazie. Il petrolio? No grazie.

Chi lo afferma non è un presidente pazzo di uno stato che attualmente è sotto i riflettori, neanche un destro guerrafondaio, è nientepopòdimenoche il presidente di Greenpeace. Il famoso Patrick Moore, colui che ha condizionato le scelte economiche degli stati industrializzati, adesso fa retromarcia. Egli ha rilasciato un’intervista al Washingtonpost, riportata da G.Marinello.

Ma andiamo sul sito di Greenpeace e cosa ti scopriamo? Leggete qui. Quando lo dicevamo noi erano caxxate, ora che lo dicono loro diventerà come al solito verità assoluta. Ma noi lo sapevamo che i rossi sono lenti, talmente lenti che ci mettono 30 anni a capite quello che noi sapevamo già nel 1970. E adesso? Tutte le lotte sociali? Tutti i soldi in energia e ricerche? Tutte le domeniche, i giorni alternati e tutte le pene che abbiamo passato a causa dello loro scelte scellerate? Nulla, finisce a tarallucci e vino! Se gli italiani, parlo dell’altro 50%, non di quello al quale appartengo, non fossero coglioni, si dovrebbero incazzare e mandare affancxlo i loro leader e seguaci leccaculo.

Gli abitanti di Civitavecchia si dovrebbero far rimborsare di tutti i soldi spesi per la conversione della centrale da nucleare. Una centrale che è costata a tutti gli italiani ed Italiani una enormità di soldi senza aver mai prodotto un KW/h. I siciliani si dovrebbero far pagare l’affitto del terreno dove è sorta una inutilissima centrale ad energia solare. E ce ne sono di casi da raccontare…

A scusate se è poco ma il prezzo del petrolio aumenta e così il costo dell’autotrazione, del riscaldamento, della luce elettrica e di tutto quello che funziona ad elettricità (prodotta con gas, petrolio e derivati), tutto grazie al quel maledetto referendum voluto dalla sinistra.

Vi vergognerete un pochino o proprio non ne siete capaci?

Aggiornamento, G.Mariniello spiega perchè la nostra bilancia commerciale è in debito (colpa delle spese energetiche?)

56 comments

  1. Green peace fra l’altro è anche autrice di alleanze con multinazionali petroliere, secondo le quali attaccavano solo alcuni giganti con i propri gommoni, e altri li lasciavano in pace. sono belle cose…

  2. Led76 says:

    Salve Bisquì. Stavo scrivendo un commento ma mi son reso conto di averlo fatto troppo lungo. Così ci ho fatto un post intero:P Una sorta di continuo del mio post precedente sul nucleare:)

  3. squitto says:

    sai io guido poco e mi capita di dover fare il pieno a scadenze a dir poco bimestrali, ma… l’ho fatto oggi in previsione del viaggio di domenica, e veleggio sui 90 euro.

    L’anno scorso era 75 circa, e nel 2001, se non ricordo male, stavo sulle 90.000 lire.

    Ma no, sono certa che è la memoria che mi inganna…

    ditemi che mi sbaglio

  4. Squitto, no che non ti sbagli…ma le scelte perdenti dei verdi sinistri le stiamo pagando tutti…ogni giorno…e sono queste le cose che porteranno (porterebbero?) al disastro…svendute alla ‘plebe’ come ‘colpe di Berlusconi’….

    Ciao Carlè….

    inyqua

  5. utente anonimo says:

    Voluto dalal sinistra e votato dagli italiani…vedo che sei miope rispetto a questo piccolo particolare.

    Estendi gl’insulti….:-)

    Zagazig

  6. Al disastro causato dal referendum dell’87 possiamo aggiungere anche la morte della fisica nucleare italiana, sia come ricerca che come tecnica applicata. Io ho vissuto la cosa in prima persona per motivi famigliari, e posso assicurarvi che è andato perduto, da un giorno all’altro e per la coglionaggine dei politici e depopolo bove, un patrimonio intellettuale che il mondo ci invidiava…

    Hermes

  7. arduous says:

    ehm… veramente moore è stato cacciato a calci in culo già da un bel po’ di tempo da greenpeace.

    e poi, signori cari, vi rendete conto del casino che succede ogni volta che si deve aprire una semplice discarica di rifiuti solidi urbani? le intere popolazioni scendono in piaza per mesi e mesi, figuratevi se dovessero accollarsi una centrale nucleare.

    e poi le scorie: le scorie dove le mettiamo, nelle cantinole di chi lo vuole il nucleare? vi sta bene?

    auguri

  8. utente anonimo says:

    arduous: le scorie andrebbero bruciate coi termovalorizzatori, che sono quanto di più sicuro ed ecologico esista.

    Solo che generazioni di “ecologisti” idioti (un sinonimo?) hanno fatto terrorismo sugli “Inceneritori”, e il risultato è che nessuno vuole nemmeno quelli. Salvo i tedeschi che poi si fanno mandare, a prezzi salatissimi, la spazzatura dalla campania.

    Insomma: in un paese civile, gli “ecologisti” sarebbero già stati fucilati per tradimento…

    Hermes

  9. ephrem says:

    @ arduous: lascio correre sulla stupida demagogia delle tue affermazioni, ti faccio notare che in Europa ci sono 120 centrali nucleari in quasi tutti gli stati, le quali scorie riempiono ben inteso le cantine dei cittadini degli stessi.

    La scelta italiana, oltre che essere economicamente dannosa e demagogica, come le tue parole d’altronde, è stata dettata da un referendum indetto abilmente subito dopo Chernobyl, senza contare che l’energia elettrica generata da centrali atomiche, la comperiamo dai paesi vicini.

    Il fatto che Patrick Moore sia stato o meno cacciato da Greenpeace non cambia il senso del post di Bisquì e non toglie peso all’importanza delle sue affermazioni, a meno che non si voglia ragionare con una prospettiva medievale, (o sovietica)per cui chi viene cacciato diviene un reietto.

    Le scorie ideologiche e demagogiche nella mente dei più, contrariamente a quelle delle centrali nucleari, purtroppo non sono affatto smaltibili, a meno di ricorrere ad una bella rivoluzione culturale alla Mao Zedong.

    Quella Cina, peraltro, che ha in cantiere decine e decine di nuove centrali da affiancare (saggiamente)alle fonti alternative ecologiche (eolico, pannelli solare ecc.)

    No Nuclere in Italia, ovvero come si dice in Toscana: “facile essè froci co’ i c@@o degli altri!”

  10. Bisqui says:

    Led,

    sono stato da te ed ho commentato

    Piergiuseppe e Lupo di Gubbio,

    scherziamo? Il nucleare noi no, non ne abbiamo diritto. L’iran, si. Quello dell’Iran è speciale mica come il nostro.

    Zagazig,

    ti è sfuggito il particolare degli italiani ed Italiani. Ho anche sottolieato 50%. Ti è sfuggito?

    Arduous,

    so che sei uno di quelli che scende in piazza per il diritto al nicleare della Corea del Nord e dell’Iran. Per una volta fà finta di essere ragionevole. Ma hai letto cosa scrivono sul sito di greenpeace?

    Ermes,

    ma di cosa parliamo? Ufologia? A sinistra ci metteranno altri 30 anni prima di capire cosa è un termovalorizzatore.

    Ephrem,

    che ci vuoi fare? Lo ro pensano da schiavi e tali vogliono restare. Prostrati al volere dei potenti. Gli stessi potenti che contestano. Mica sanno che il 70% dell’energia la acquistiamo dalla Francia che a sua volta l’acquista dall’Inghilterra. Mica sanno che i loro paradisi socialisti, leggi paesi scandinavi, sono i maggiori produttori d’energia nucleare, addirittura la Svezia vende il 70% del surplus. La Finlandia stà costruendo la sua 5 centrale, su un totale di 5 milioni d’abitanti e venderà il surplus alla grande Russia. Ma queste sono, come già detto, cose che i sinistrati capiranno tra altri 30 anni.

  11. arduous says:

    sei tu che non capisci caro. hai la mente obnubilata dal profitto… vendere vendere vendere!!! ma chi se ne fotte se la finlandia vende energia alla francia e la francia all’inghilterra e l’inghilterra a chi cavolo le pare.

    la salute non si acquista e non si vende amico, e per quanto mi possano assicurare i signoroni che gestiscono il nucleare le scorie fanno sempre paura.

    io, i miei figli non li farei mai vivere a due passi da una centrale… non so tu.

  12. arduous says:

    cosa comporta spendere di più utilizzando energia tradizionale? cosa fonti naturali?

    comporta avere il telefonino più demodè? comporta avere vestiario più scadente? comporta avere 50 euro in meno in tasca al mese? mi sta bene, benissimo.

    meglio 50 euro sicuri in meno in tasca al mese che il rischio seppur lontano di una leucemia in famiglia.

  13. Bisqui says:

    Arduous,

    mi dispiace ma chi non vede sei tu. Non solo non vedi, non leggi. Un pò d’informazione non ti farebbe male. Sei libero di lasciare a tuo figlio quello che ti pare. Io l’aria avvelenata, il buco dell’ozono, l’inquinamento dei mari e della terra li lascio a te ed ai tuoi figli. Qui non è una questione di profitto è una questione di sopravvivenza, sia ambientale che di specie. Tra 30 anni te ne accorgerai. Quando non avrai di cosa riscaldare i tuoi figli e quando dovrai andare a piedi portandoteli in braccio ne riparleremo. Le tue energie alternative hanno fallito. Fallito! Così come ha fallito la tua ideologia. Fallito, mettitelo in testa. Io ho casa in Finlandia ed è nei pressi di una centrale. Se tu solo sapessi che quello che ti hanno ficcato in testa è falso, andresti in giro a sparare alla gente. Perchè non ti compri quei bei pannelli solari che tanto propagandate? Dai comprali e poi accenditici la luce. Non ci riesci? Ma và! Allora rifà il ragionamento del profitto e prenditela con chi ti vuole perforza far comprare cose inutili.

  14. arduous says:

    mi hai preceduto caro. io i pannelli già li tengo e il fatto bello sai qual’è? è l’enel che paga me da un po’ di tempo a questa parte e non io loro…

    come vedi, le mie energie alternative vanno a gonfie vele!

  15. Bisqui says:

    Hai tappezzato 200m quadri per avere 3kw? Bel guadagno! Hai provato a moltiplicare per tutti gli Italiani? Poi devi aggiungere i comuni e poi tutte le industrie. Bel guadagno!

    Sei un pò egoista o sbaglio? Hai risolto il tuo problema e te ne infischi di quello degli altri. E l’ideologia socialista che fine ha fatto?

  16. arduous says:

    egoista? io ho dato il mio piccolo contributo per ridurre l’inquinamento nel mondo. se pure tu facessi lo stesso saremmo in due… e poi in tre, in quattro, in milioni e… e… addio essere servi del gas russo, del nucleare francese, del petrolio iraqeno… e allora addio guerre per accaparrarsi il petrolio, addio industrie delle armi, addio predominio della forza sulla ragione… vabbuò sto andando off topic eheh.

    Bisquì, in questo sporco mondo le energie alternative non possono essere sviluppate, non devono essere sviluppate sennò i vari moratti e company come se lo confezionano il giocattolo inter?

    qui non è questione di socialisti o liberisti, è questione di ricchi che vogliono rimanere sfacciatamente ricchi e poveri che non devono accorgersi d’essere tali… vabbuò mò sto andando troppo fuori tema, cià…

  17. Bisqui says:

    Proprio stamattina sono andato ad informarmi. Non ho tutti quei soldi per i pannelli solari e non mi va di arricchire altri con cose che non hanno un rendimento adeguato alla spesa iniziale ad alla manutenzione.

  18. Led76 says:

    Io in definitiva non credo che il nucleare sia LA soluzione, ma sia un palliativo, nell’attesa di sviluppare energie alternative efficaci. Le energie alternative non han fallito, per il solo fatto che ancora semplicemente non si sa come sfruttarle in maniera economica. Il futuro è l’idrogeno, non il nucleare. L’idrogeno lo si ricava dall’acqua e se la combustione avviene in presenza di ossigeno (e non di semplice aria) si lega con questo e da come scoria ancora acqua…Un ciclo naturalissimo quindi. Il problema dell’idrogeno è la sua produzione, che necessita di altra energia. Ma la produzione di idrogeno è ora minima, per cui ovvio che se si passa a quantitativi maggiori per economie di scala e innovazioni dovuto al massiccio utilizzo il costo diminuisce. Insomma il nucleare può anche starci per i prossimi, diciamo, 20 anni (10 ne servono solo per iniziare) ma non può essere il futuro.

  19. lupodigubbio says:

    Bella caxxata quella dei pannelli. Ma hai provato a fare un serio studio di fattibilità economica prima di metterli su?

    Perchè io di mestiere faccio il consulente energetico, e non più di una settimana fa ho bloccato per un pelo un imprenditore che stava per buttarci 3 milioni di euro in quel cesso.

    L’enel paga te? Beh anche i BOT pagano. Pagano, nonostante il loro rendimento ridicolo, più dei pannelli solari.

    Fare un investimento con pareggio a 15 anni salvo imprevisti è già di per sè ridicolo. Vantarsene poi…

  20. ephrem says:

    Infatti Lupo, di fronte casa mia c’è un edificio che è stato costruito ORIGINARIAMENTE con i pannelli solari, visto che ho il posto macchina ed ho avuto modo di parlare con i proprietari, sai che succede adesso, che stanno convertendo tutto in sistemi convenzionali, le spese erano folli non fosse che per ripulirli sistematicamente dal guano dei gabbiani, e la resa era insufficente tanto che era stato necessario abbinarlo ad una caldaia…

  21. Ma 3 KW…ragazzi…ci vorrebbe un ettaro di terreno solo per i pannelli…e ve lo dice uno che abita in sardegna dove il sole non manca nemmeno a dicembre….

  22. squitto says:

    arduous: adesso è google che determina la politica energetica del mondo? Sei un consulente energetico come Lupo? Sei mai stato negli stati uniti? Hai letto cosa scrive liberoconcetto? Attorno a S. Francisco ci sono impianti eolici molto sviluppati, pannelli solari si trovano in quasi tutto il SW, ma proviamo a fare un confronto di superficie e di latitudine… ti pare che il territorio italiano possa essere anche lontanamente paragonato, come estensione, caratteristiche climatiche e antropizzazione, anche solo alla stessa California, figuriamoci a tutti gli States? Voi che tanto criticate gli USA, ricordatevi che da decenni investono in energie alternative ove ciò sia praticabile, perché magari, nella regione dei grandi laghi gli impianti solari me li vedo un po’ fuori luogo, che dici?

    Allora, prima di parlar male quando fa comodo e prenderli ad impossibile esempio quando rifà comodo, provate un po’ a ragionare…

    magari con un minimo di infarinatura tecnica alle spalle, please.

  23. ephrem says:

    L’ottosità ideologica di Arduous lascia il tempo che trova, basta poco per capire che egli non pone nessuna o pochissima attenzione alle parole degli altri, se, invece di seguire pedissequamente i suoi condizionamenti ideologici, avesse posto un minimo di attenzione alle mie parole, avrebbe capito che, secondo il mio punto di vista ma sono certo non solo il mio, energie alternative e nucleare non devono e non possono essere in assoluta contrapposizione, tecnica propagandistica ad uso e consumo dagli ecologisti de noantri, ma che una saggia politica energetica non puo’ che investire in entrambe.

    Quì non si tratta di fare come la Francia che ricava il 76% dell’energia elettrica dal nuclere, ma distribuire ad esempio su basi di un quinto le diverse fonti di approvigionamento. Sui problemi derivanti dale fonti alternative, Squitto ha risposto anche per me.

    Arduous, più cervello e meno demagogia, solo questo si chiede.

  24. Ciao Bisquì 🙂

    Se Bush manterrà le promesse e riuscirà a ridurre l’importazione di petrolio del 75% grazie alla ricerca sulle energie alternative, ci sarà un cpovlgimento mondiale.

    Un bacio

    Perla

  25. Bisqui

    Sai che non mi trovi d’accordo sul non riconoscere il governo Prodi?

    Perchè sostieni questa teoria?

    Mi illumini, forse non sono ben informato.

  26. utente anonimo says:

    I pannelli solari saranno il futuro…appunto in futuro.

    Ora come ora rappresentano una spesa elevata per una famiglia media.

    Le spese di manutenzione sono nulle, eccettuato qualche pulitina dalla polvere ogni 3-5 anni.

    Le spese di acquisto sono elevatissime, ben che vi vada 4- euro a wattpicco. E qui sta la fregatura: in condizioni di irradiazione ideale ed inclinazione ideale del sole viene raggiunta la potenza di picco, ma all’alba al tramonto, nei giorni nuvolosi tete tachi al tram…

    La rete energetica di qualsiasi nazione non può prescindere da fornire energia in un giorno nuvoloso. E questa è la grande fregatura difficile da evitare come le scorie radioattive per il nucleare.

    Quindi Happy for per la ricerca su nucleare (tokamk per fusione idrogeno che produce al max scorie radioattive con tempo di decadimento di 100 anni) e su pannelli solari. Intanto mi rifaccio gli occhi con la geotermica già ampiamente sfruttata, quella prodotta da biomasse e merda-liquami…che non costituiranno mai un vero sostituto a quegli 80 milioni di barili giornalieri di petrolio consumati dal mondo…..ma almeno chetano i legambienti e verdidotati e smettono de romper i marun.

    La Cina costruira: 40 centrali nucleari come la Francia

    Incentiverà i pannelli solari l’eolico (lei può farlo perchè ha venti costanti da 6000 giri giorno…noi 2200) bombarderà le nuvole di polvere….emm no questo non centra.

    Intanto il 70-80% della sua produzione energetica è carbone dipendente…cioè è la morte dell’amiente 10X peggio del petrolio. Protesta qualche verde prossimo a Bertinotti e Carusoman? non mi pare. Evviva la coerenza.

    Ma d’altra parte è noto: un partito politico in cui il leader Pecoraro Ascanio dice che deve essere preso ad esempio il trentino alto adige che è la regione italiana con il + basso consumo di gasolio per riscaldamento, significa essere in buone mani. Il trentino alto adige come molte regioni montane ha un basso consumo di gasolio perchè come regione autonoma possono gestirsi gli ettari di bosco da buttare nel camino. Che un verde mi dica di prender ad esempio una regione che si scalda con la legna bruciando alberi ed inquinando + che con il gasolio (ma abbassando la media di quest’ultimo) credo sia esilarante.

    Ma almeno dopo anni una cosa di giusta la dicono anche loro (vi ricordate Fo Ascanio e Grillo con l’olio di colza?! finalmente si son accorti dell’impossibilità di sostituire il petrolio con la colza…intanto han scassato i maroni in giro per la rete per 2-3 anni): bisogna risparmiare energeticamente.

    Vetrocamere, muri a cappotto o pareti ventilate, i led inutili, macchinoni 4X4X4 made in korea che offrono una forte dispersione di energia nell’attrito con l’aria tutto perchè sono scatole con ruote alte e basta, anzichè assomigliare alle linee affusolate dei progettisti italiani alla pininfarina.

    Comunque il nucleare da uranio continua ad essere pericoloso. Ci sono ancora troppi deficienti in giro per il mondo per permetterne senza problemi la diffusione (dagli autarchi distruttore di israele, a chi lo sostiene e si lamenta con bush anzichè contrastare che oggi sperimenta i missili fajr-3 e ieri proclama la distruzione di israele, domani sperimenta il nucleare ed intanto afferma che il rialzo dei prezzi del petrolio è dovuto all’america e non a lui). Tutti i riferimenti a Grillo e Nucleardinejad sono casulai e voluti dagli autori appena citati.

    Bye bye johnny winter

  27. Bisquì, riguardo Patrick Moore, non fa parte di Greenpeace da molti anni, e si può dire che sia un pentito, nel senso che ora critica aspramente l’organizzazione da lui fondata. Se anche l’hanno cacciato da Greenpeace, come qualcuno ha scritto nei commenti, è perché era in disaccordo con i suoi metodi, e ha ampiamente ragione.

    Ho scritto un post a riguardo, che ti potrebbe interessare, qui.

    Seguiranno altri post.

    Ciao

  28. fraval says:

    Nuclearista convinto? La prima domanda che si dovrebbe rivolgere a te è la seguente:

    “Dove stocchiamo le ingenti scorie di scarto che restano radioattive per millenni?”.

    La 2 domanda:

    “La vorresti una Centrale Nucleare o un magazzino di stoccaggio di scorie nucleari “ultra-computerizzati e automatizzati” come vicini di casa? “

    la 3:

    “Se le centrali nucleari sono così sicure per quale motivo non esistono Compagnie Assicurative disposte a stipulare una RC (Responsabilità Civile) per assicurarle?

    In piu’:

    Non è vero che il costo aziendale dell’elettricità ottenuta con il nucleare sia inferiore a quello dell’elettricità ottenuta da altre fonti. Bisogna infatti includere anche i costi di smantellamento delle centrali nucleari alla fine della loro vita utile e i costi di stoccaggio, nel lungo periodo, del combustibile nucleare e delle scorie radioattive. Il nucleare è la fonte energetica più costosa.

    Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) dichiara che 1 kWh di energia elettrica costa 6,13 cent/$, da gas 4,96 cent/$, da carbone 5,34 cent/$, da fonte eolica 5,05 cent/$. Risultati analoghi sono stati presentati da studi della Chicago University e del Massachusetts Institute of Technology. Queste valutazioni economiche sono sottostimate perché non comprensive dei costi del decommissionamento degli impianti e del trattamento delle scorie di lungo periodo. L’industria nucleare degli Stati Uniti è un esempio che rende consapevoli di cosa può accadere quando le quote di efficenza energetica vengono ignorate in blocco. Sembra che gli Stati Uniti saranno fortunati se l’industria nucleare riuscirà a produrre tanta energia quanta ne ha consumata. “Soprattutto, l’uranio è relativamente scarso nella crosta terrestre, con una media di circa 4 parti per milione. Quindi, una significativa espansione dell’energia nucleare — anche l’espansione ampiamente intessuta prima degli incidenti di Three Mile Island e (molto più inquietante) di Chernobyl — sopravanzerebbe le disponibilità prontamente accessibili.” (NON LO DICONO I COMUNISTI, ma un rapporto del WORLD ENERGY COUNCIL “ENERGY FOR TOMORROW’S WORLD”) .

    Esiste già oggi un problema irrisolto di stoccaggio di scorie nucleari custodite in questo Paese, tristemente noto per le sue (in)capacità organizzative e di pianificazione: vi sono 53 mila metri cubi di rifiuti nucleari, quanto un palazzo di sessanta piani. La verità è che più che chiuse le centrali, in Italia, sono in stato di «custodia protetta passiva», dunque continuano a produrre ogni anno una certa quantità di rifiuti radioattivi. E’ noto il Centro Enea di Rotondella, conosciuto anche come «Trisaia», in provincia di Matera dove a quasi trent’anni dall’avvio del programma, si trovano ancora 2,3 metri cubi di rifiuti liquidi mai solidificati nonostante le ripetute richieste degli organi competenti. I rifiuti, oltretutto, sono contenuti in strutture metalliche di acciaio e carbonio che ormai non sono più in grado di garantire la tenuta. Il centro di Trisaia ospita anche 64 elementi di combustibile irraggiato, attualmente sospesi in una piscina di stoccaggio, circa 3 metri cubi di prodotto fissile e fertile (uranio e torio), 14 container di rifiuti biomedicali; dagli anni Sessanta è la sede dell’unico cimitero di rifiuti nucleari esistente in Italia, quattro fosse in cui sono stati accumulati rifiuti solidi radioattivi ad alta attività (pari a circa 100 curie) contenenti cobalto 60, Cesio ed altri radionuclidi. I rifiuti sono stati cementificati e le fosse ricoperte con uno strato di bitume.

    Durante l’attività le centrali nucleari hanno prodotto 1916 tonnellate di combustibile esausto, 328 delle quali sono ancora stoccate in Italia presso gli impianti di Caorso e Trino e la vasca del reattore di ricerca Avogadro a Saluggia. Quello di Saluggia è un deposito particolarmente a rischio, si trova sulle sponde della Dora Baltea, a due chilometri dalla confluenza con il Po, sopra le più importanti falde acquifere del Piemonte: nessuno può immaginare che cosa può accadere in caso di alluvione.

    Vi diranno che “le nuove tecnologie consentono una gestione totalmente computerizzata e automatizzata a prova di errore” . I sistemi computerizzati ed automatizzati non sono affatto a prova d’errore. Vi sono una serie di clamorosi incidenti avvenuti ad aerei completamente automatizzati e computerizzati, solo per fare un esempio. Possono esservi tutti gli impianti automatizzati e computerizzati più sofisticati di questa terra, ma in un Paese come questo, bisogna essere persone di buon senso e realisti. Perchè, oltre al fatto che anche questi sistemi/tecnologie non sono comunque al 100% a prova di errore, bisogna tenere conto e guardare alle nostre (in)capacita’ a riguardo degli altri aspetti irrisolti e ineludibili del problema nucleare, quale quello delle scorie.

    Dai dati…

  29. fraval says:

    (segue…)

    Dai dati presentati al 19° Congresso Mondiale dell’Energia, nel 2030 la produzione di energia nucleare passerà dal 16% al’8.5%. Aumenterà la produzione di energia ottenuta con il gas e le fonti rinnovabili, mentre diminuirà quella ottenuta da petrolio, carbone ed idroelettrica.

    Il NZZ am Sonntag di Zurigo, il direttore dell’ufficio federale per l’energia della Svizzera, consiglia al governo di chiudere gradualmente le sue 4 centrali atomiche, che danno il 40% dell’elettricità, e di sostituirle con centrali a gas.

    Il governo italiano, sempre in leggera controtendenza, sembra invece deciso a puntare sul nucleare e sul carbone, promettendo così “un nuovo miracolo economico” in Italia.

    L’evoluzione della specie umana deve passare attraverso uno Sviluppo sostenibile, possibile. Che non deve scendere ad un livello cosi’ basso e pericoloso di compromesso mettendo disinvoltamente a repentaglio la salute dell’uomo e dell’intero pianeta. Le energie alternative ci sono.

    Grazie, un saluto.

  30. utente anonimo says:

    Fraval,

    nel conteggio economico hai omesso o dimenticato i meggiori oneri derivati dagli accordi di Kioto.

    Buttati lì così quei dati sembrano un disastro ecologico ma non è così. Manca il calcolo in Km quadrati di superficie che servono per impiantare i pannelli solari sufficenti a produrre la stessa energia di una centrale nucleare media, oppure il numero di generatori eolici per ottenere la stessa energia. Così come manca il calcolo dell’esaurimento del gas naturale.

    Come vedi nessuno è perfetto ma una cosa è dire la verità per intero un’altra è prendere in giro le persone con mezze verità.

    Ciao

  31. fraval says:

    Utente Anonimo, intanto nessuno intende prendere in giro nessuno. Comincia caso mai a rispondere, con risposte convincenti, alle domande del mio intervento che hai lasciato inevase. In California il Tesoriere della stato ha annunciato un piano che prevede l’investimento di 1.5 Miliardi di dollari del fondo pensioni dei dipendenti statali in tecnologie ambientali, con 200 Milioni di dollari per imprese start up. Il Governatore Schwarzenegger dovrebbe firmare una misura legislativa, approvata dal senato, che richiede alle compagnie produttrici di energia di ottenere entro il 2010 il 20% della produzione da fonti rinnovabili. Un importante segnale è poi dato dai cospicui finanziamenti che la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), l’agenzia per ricerca e sviluppo del Department of Defense, ha assegnato ad alcune start up. L’agenzia DARPA è ben nota per la capacità di riconoscere e stimolare lo sviluppo di tecnologie molto innovative. Le iniziative sono seguite dal Microsystems Technology Office (Arlington, VA). è la ricerca da parte di diverse compagnie di materiali tecnologie in grado di ridurre drasticamente i costi delle celle solari. I produttori di celle solari hanno sinora utilizzato il silicio come materiale semiconduttore. I limiti fisici del silicio, il cui cristallo è grande e rigido, e il suo costo hanno mantenuto il costo dell’energia solare triplo rispetto a quella prodotta con sistemi tradizionali. Sussidi e agevolazioni hanno sostenuto la crescita dell’energia solare che resta comunque non ancora competitiva. Per questa ragione i ricercatori stanno cercando percorsi alternativi che non prevedono l’impiego del silicio. La Miasolé (San Jose, California) usa pellicole sottili di lega di rame (CIGS=CuInGaSe2) depositate su un metallo flessibile. La tecnologia è mutuata da quella applicata con successo per produrre dischi rigidi di qualità ed economici. Il primo prodotto della dovrebbe essere pronto per il primo trimestre 2005.

    Un altro fronte vede l’impiego di nanomateriali per creare fogli flessibili di celle solari che possono essere prodotte in larga quantità con costi competitivi. I prodotti dovrebbero raggiungere il mercato entro due anni. Le celle semiconduttrici, realizzate in ossido di titanio o CGIS, hanno lo spessore di 1/1000 rispetto a quelle in silicio, e sono stampate su metallo nella forma di pellicole sottili. Nanosolar, Konarka e Nanosys sono le aziende che impegano le tecnologie descritte.

    Nanosolar ha sviluppato una vernice semiconduttrice che consente di evitare lo svantaggio dovuto all’impiego di un elettrolita umido con il rischio di perdita nel tetto dopo alcuni anni. Nanosolar conta di ridurre il costo dell’elettricità solare tra il 40 e il 60% per watt. In questo modo il costo dell’energia solare sarebbe competitivo can altre fonti, tra cui il gas naturale. Nel mese di giugno la Nanosolar ha siglato con DARPA un contratto di 10 Milioni di dollari per lo sviluppo di celle solari innovative.

    Konarka afferma di aver fatto progressi verso la creazione di un sigillante per materiale elettrolitico. Arno Penzias, Premio Nobel per la fisica, è tra gli investitori in Konarka.

    Entrambe le aziende prevdono di produrre le celle nella forma di rotoli di materiale laminato, che potrebbe ricoprire interi parchegi o essere dipinto su autobus e automobili.

    La Nanosys (Palo Alto, California) ha annunciato il 18 Agosto di aver firmato ifirmato un contratto con DARPA per lo sviluppo di celle solari flessibili

    Nel frattempo anche la produzione di celle fotovoltaiche con il tradizionale silicio sta subendo processsi innovativi. La Powerlight, società fondata 13 anni fa a Berkeley, ha sviluppato e brevettato pannelli solari in grado di funzionare con un rendimento molto elevato. La società ha affrontato in modo globale il problema dei pannelli solari sviluppando soluzioni che rispondono a tutti i problemi (progettazione, installazione, sviluppo del progetto, mantenimento, finanziamento, estetica), con una consistente riduzione del costo complessivo.

    La società ha appena vinto in Germania una gara per la fornitura di pannelli solari per una potenza di 10Mw, la più grande installazione al mondo. In Germania una legge prevede che entro il 2050 il 50% dell’energia prodotta sia derivata da fonti rinnovabili. La mancanza di imprese europee competitive nel settore ha dato alla società californiana l’opportunità di aggiudicarsi senza molte difficoltà la gara d’appalto.

    A San Francisco la Powerlight ha da poco installato al Moscone Center, il maggior centro fieristico della città, un impianto con una potenza di 675kW. Costato 7.4 Milioni di dollari l’impianto genererà circa 800.000 kWh all’anno con un risparmio di 600.000 dollari. Si prevede il break even in 10 anni.

    Come vedi all’estero vanno avanti con il pensiero e la progettazione e la tecnologia…

  32. fraval says:

    (segue)..tendono a migliorarla, andando verso alternative sostenibili, con l’intento di abbandonare progressivamente, anche laddove sia stato adottato, il nucleare. Giudicato da tutti una fonte energetica troppo costosa e pericolosa. Loro non prendono in giro se’ stessi e i dati presentati al 19° Congresso Mondiale dell’Energia, dicono che nel 2030 la produzione di energia nucleare passerà dal 16% al’8.5%. Ma noi siamo sempre in perfetta, ottusa, controtendenza. Ciao

  33. Bisqui says:

    fraval,

    ho letto con attenzione il tuo resoconto sugli studi dell’energia aternativa.

    Mi domando, col petrolio a 75$ ed in salita, con le fonti che si stanno esaurendo, con gli economisti che avvertono che a 80$ al barile inizierà una nuova recessione e con le previsioni dell’utilizzo delle fonti alternative dal 2050 in poi, in questi 50 anni come campiamo?

    Con il ricatto dei petrolieri? Senza energia?

    E’ tutto bello sulla carta ma nel pratico che bisogna fare nell’attesa che le energie alternative sostituiscano le fonti energetiche attuali?

    L’Italia ha rinunciato al nucleare 30 anni fà in attesa di una cosa che ancora non esiste, gli effetti di quella scelta si sono visti nei costi e nei maggiori oneri produttivi.

    Le scelte economiche di una nazione non si fanno l’oggi per il domani ma a previsioni trentennali e cinquantennali. I primi 30 anni sono passati con un nulla di fatto, dobbiamo aspettarne altri 30, per essere sempre in ritardo rispetto tutti gli altri?

    Il raginamento va fatto globalmente e bisogna sempre calcolare il rapporto costi/benefici.

    Al momento attuale non ci sono altre possibilità di approvvigionamento energetico, restiamo attaccati al rubinetto del gas russo? Col rischio che ogni giorno ci tagliano la fornitura? Abbiamo già visto quello che è successo, possibile che a noi l’esperienza non insegna mai nulla?

  34. fraval says:

    Innanzitutto ti ringrazio, Bisqui, per l’attenzione. Le domande che poni sono giustissime e sfido chiunque a non condividerle. Ma è’ altrettanto vero che sono le stesse che 30 anni fa poneva anche chi, in questo stagnante Paese, ha rifiutato il nucleare.

    Il problema di questa indisciplinata e menefreghista Nazione è che si discute tanto, ma non si concretizza mai. Con le energie alternative saremmo dovuti partire molti anni fa per avere una buona quota oggi e aspirare a maggiori produzioni nel futuro. Ma questo è un Paese che non ha mai investito nella ricerca, pur possedendo i migliori cervelli sul mercato mondiale. Dopo averli ben formati, li abbandoniamo, e, visto il desolante ambiente domestico che trovano al termine dei loro studi, li regaliamo. Un investimento preziosissimo che consegniamo a costo zero (principalmente) agli americani, ben felici di accoglierli.

    Per cui hai perfettamente ragione quando dici che le scelte economiche di una nazione non si fanno nel breve periodo. Ma è con tutti coloro i quali avevano le leve del comando in mano che devi prendertela e che nulla hanno fatto in questo senso, dell’una e dell’altra parte.

    E’ vero che bisogna calcolare sempre il rapporto costi/benefici, ma dove i costi non siano solo intesi come quelli vilmente monetari! L’economia deve recuperare i valori etici e morali che si sono persi in questi ultimi anni. Invece si parla di ragioneria, mai di economia. Tutti i numeri parlano solo di soldi, quasi mai di cose materiali fatte dall’uomo e mai di cose come l’aria, l’acqua, il suolo, il sole, le piante, gli animali, i minerali. Sembra che l’economia riguardi solo il movimento dei soldi, non la qualità e la quantità delle cose.

    Lo stesso equivoco tra economia delle cose ed economia dei soldi c’è anche nelle valutazioni internazionali. Nel 2000 l’Italia (1.200 miliardi di dollari di pil) si vantava di avere un’economia più grande del 30 per cento di quella cinese (900 miliardi di dollari di pil). In realtà l’economia cinese era il triplo di quella italiana perché un pil meno impostore, cioè quello calcolato da Onu, Ocse ed Eurostat – che tiene conto un po’ più delle cose e un po’ meno dei soldi perché cerca di esprimere il reale potere d’acquisto – era di quattromila miliardi di dollari per la Cina e di 1.200 per l’Italia.

    Bastava il buon senso: come può un’economia che sostiene 60 milioni di persone essere più grande di un’economia che ne sostiene, seppur modestamente, un miliardo e trecento milioni? C’è più benessere materiale in un paniere di sei uova pagato tre euro oppure in un paniere di dodici uova pagato due euro? Ora, la frittata con cosa si fa? Se la frittata si fa con le uova, chi ha il paniere più grande?

    Molti economisti sembrano non rendersi conto che il benessere materiale deriva più dalla quantità e dalla qualità delle cose e dei servizi naturali e artificiali realmente disponibili, che non dal loro prezzo.

    Probabilmente anche Tremonti e Visco hanno poppato al seno da neonati. Eppure, anche se come persone conoscono bene il valore delle cose che non hanno prezzo, come economisti gli assegnano valore zero. Nei loro conti, un milione di litri di latte prodotti ogni giorno dalle mamme del mondo vale meno – cioè zero – di un solo litro di latte artificiale venduto da un’industria chimica. Allo stesso modo milioni di chilometri cubi d’acqua dolce naturale valgono meno – cioè zero – di milioni di litri di acqua minerale venduta nei supermercati.

    Il risultato di questo modo di calcolare il nostro presunto benessere è che, per creare e vendere sempre più cose con un prezzo, si deteriora sempre di più la qualità e si diminuisce la quantità delle cose che non hanno un prezzo. Il latte materno in tutto il mondo oggi è contaminato da tracce di migliaia di sostanze chimiche artificiali. Se le industrie chimiche dovessero pagare il danno a miliardi di donne e miliardi di neonati, fallirebbero tutte. Ma siccome hanno danneggiato un prodotto il cui prezzo è zero, pagano zero. Se le industrie motociclistiche dovessero pagare per ogni minuto e ogni persona disturbata dai loro motori, fallirebbero tutte.

    Ma siccome la quiete e il silenzio hanno prezzo zero, pagano zero. Lo stesso vale per le industrie automobilistiche e per l’aria pulita o per le industrie petrolifere e per la stabilità del clima. Si potrebbe continuare con decine di questi esempi che spiegano come molte componenti della qualità della vita continuino a degradarsi per permettere agli scambi di denaro di continuare a crescere.

    I primi responsabili di questo fenomeno sono i paesi più ricchi, dove vive un sesto dell’umanità. Stiamo però estendendo questo fenomeno a tutto il globo, moltiplicandolo così per nove entro quarant’anni. Parlare in campagna elettorale dei principali e più urgenti problemi economici quindi non vuol dire parlare solo…

  35. fraval says:

    (.segue..) parlare solo di tasse, borsa, pil, prezzi, stipendi e rendite. Vuol dire chiedersi: come raddoppiare in quarant’anni il benessere di un’umanità che per metà vive in miseria e che sta crescendo di numero?

    E, nello stesso tempo, come dimezzare i danni che l’economia produce già oggi alla salute, alla qualità della vita e all’ambiente? Si tratta niente di meno che di moltiplicare per quattro la ecoefficienza dell’economia mondiale. Questo è il vero problema economico di questi anni. Ed è un problema di politica interna molto più che di politica estera. Infatti è proprio nei nostri paesi che siamo esposti alle conseguenze della miseria, della concorrenza e della emigrazione di massa della metà più povera del pianeta, nonché agli attacchi terroristi alimentati anche da questa miseria.

    L’unica possibilità che hanno le nostre economie è quella di offrire tecnologie, servizi e prodotti innovativi e sostenibili a nuovi mercati di miliardi di consumatori. Abbiamo meno di cinquant’anni di tempo per cambiare radicalmente le tecniche con cui abitiamo, ci nutriamo, ci vestiamo, viaggiamo, con cui usiamo l’energia e con cui costruiamo e decostruiamo tutti gli oggetti che ci servono. Si tratta davvero di “rovesciare l’Italia come un calzino”, come promise qualcuno alle elezioni del 2001. Ti sembra che negli ultimi cinque anni il governo italiano abbia cominciato questo rovesciamento?

    Prova a confrontare la politica del governo borghese italiano con quella del governo borghese della Svizzera. Nel 2002 il governo di Berna pubblicò la sua strategia per lo sviluppo sostenibile, di cui fa parte il programma energetico “2000 Watt society” (www.novatlantis.ch): la Confederazione, i cantoni, i comuni, i politecnici, gli istituti di ricerca nazionali e l’economia privata hanno cominciato a lavorare per ridurre i consumi energetici svizzeri del 60 per cento entro il 2050, cioè per riportarli a quelli del 1960: 2.000 watt a testa (cioè 17.500 kWh/anno), invece degli attuali 5.000 watt.

    Sono fissati anche obiettivi intermedi, per esempio la riduzione dei combustibili fossili del 10 per cento entro il 2012. Il governo ritiene che solo così potrà rendere la Svizzera sostenibile e credibile internazionalmente e solo così potrà mantenere l’industria elvetica ai primi posti nel mondo nell’esportazione procapite di tecnologie e servizi sostenibili.

    Cosa ha fatto di simile il governo italiano che promise di “rivoltare l’Italia come un calzino”? In Svizzera si lavora in media 33 ore alla settimana con uno dei costi del lavoro più alti del mondo e con una quota di lavoro sommerso dieci volte inferiore all’Italia. Ma le esportazioni procapite della Svizzera sono maggiori di quelle italiane. Siamo sicuri di poter continuare a competere nel mondo solo con la Ferrari, i vestiti di Armani e l’aceto balsamico? Di fronte all’accelerarsi del declino italiano, per quanto tempo possiamo continuare a dare dei “comunisti” agli organismi internazionali, alle radio, alle televisioni e ai giornali economici stranieri che documentano il nostro declino?

    Si puo’ vivere e fare economia avendo l’umilta’ di guardare cosa fanno gli altri all’estero. In California, sono stati

    approvati con la legge: “The California million solar roofs bill”, un milione di tetti solari.

    Obiettivo: installare, entro il 2018, 3000 megavat di impianti fotovoltaici che produrranno elettricità equivalente alla produzione di 60 centrali termoelettriche tradizionali.

    L’approvazione della legge è stata possibile grazie a una grande mobilitazione pubblica: la “Vote Solar Initiative”,

    con l’invio di decine di migliaia di e-mail ai senatori, un esempio di democrazia diretta.

    La legge impone ai costruttori di realizzare abitazioni solarizzate, entro 13 anni la metà di tutte le nuove abitazioni dovranno prevedere un tetto fotovoltaico.

    Perfino uno come Scajola, che è dalla tua parte, ha finalmente contribuito a far passare la legge sul conto energia e incentivazione che è stata approvata.

    Questo vuol dire che chiunque: pubblico, privato o azienda, produca energia elettrica fotovoltaica, sia che la consumi, sia che la convogli in rete, riceve un corrispettivo circa triplo a quello pagato ora.

    Ovvero noi paghiamo oggi circa 0,18 euro /kWh per l’energia elettrica, mentre la tariffa incentivante é di circa 0,45 euro/kWh, questo passaggio è fondamentale!

    Non sono più previsti contributi a fondo perduto per gli impianti, l’incentivo si sposta sull’energia.

    Più energia pulita si produce, più si guadagna, come in Germania e in Spagna.

    I soldi dati come contributo saranno accreditati alle bollette.

    E non vi sarà alcun aumento per chi non dispone di un impianto fotovoltaico, in quanto i contributi saranno prelevati da un fondo (A3) che già paghiamo in bolletta, indipendente…

  36. fraval says:

    (..segue..) in bolletta, indipendente dal consumo di elettricità, destinato a finanziare le fonti rinnovabili e usato fino ad oggi per cogenerazione e carbone nucleare.

    Invece di pensare in “leggera controtendenza” rispetto al mondo intero (ove il nucleare è destinato alla graduale dismissione) come usiamo fare in questo Paese, cominciamo a FARE tenendo presente che L’evoluzione della specie umana deve passare attraverso uno Sviluppo sostenibile, possibile. Che non deve scendere ad un livello cosi’ basso e pericoloso di compromesso (il nucleare) mettendo disinvoltamente a repentaglio la salute dell’uomo e dell’intero pianeta. Un saluto e un grazie per l’attenzione.

  37. Bisqui says:

    Fraval,

    non c’è nulla di quello che fa l’uomo che non crei impatto all’ambiete. Il fatto stesso di impiantare una struttura artificiale in un qualsiasi posto, ne deturpa come minimo il panorama.

    Per quanto “naturali” possano essere le energie alternative, comunque creeranno un impatto all’ambiete. Prendiamo ad esempio i pannelli solari ed immaginiamo una città tappezzata con essi. I pannelli solari, riflettono la luce. Con essi non si risolverebbe il problema del riscaldamento dell’atmosfera, anzi. In più cè il fatto della creazione di vaste porzioni di territorio sottoposto ad ombra, territorio che diventerà arido perchè non esistono piante che crescono all’ombra. Insomma ci sarebbe comunque uno sconvolgimento. Le torri eoliche? A parte che una torre deve essere come minimo alta 60 metri per poter essere produttiva, chi ci garantisce dall’inquinamento acustico? E poi chi ci garantisce che catturando l’aria che si sposta non cambiamo il microclima in quella zona?

    Secondo me il futuro è ancora nel nucleare non nella fissione ma nella fusione ed è in quella direzione che bisogna lavorare. Riprodurre quello che avviene in natura, meglio di così! Un bel micro sole che fornisce l’energia necessaria. Disperdere le energie in ricerche che sono “transizionali” significa solo perdere altri soldi e denaro per poi dover ricominciare tutto da capo. Resta comunque il fatto che chi ha i combustibili, un bel giorno potrebbe decidere di tenerseli allora che facciamo, la guerra?

    Non credo che sia la strada giusta.

    Per quanto riguarda i costi ed i guadagni del singolo cittadino, ha risposto più su un consulente energetico.

    Per quanto riguarda i costi ambientali nel mio calcolo sono inclusi, infatti ho detto che le quote decise a Kioto vanno aggiunte al calcolo puramente economico.

    Tu sai quanto dovrà pagare l’Italia per gli accordi di Kioto? Una follia, vorrei vadere come faremo, altro che debito pubblico. Allora già paghiamo ad altri una follia per l’energia ed a quella follia dovremo aggiungere le spese di Kioto.

    No amico mio, la scelta è stata fatta ben 19 governi fà soll’onda emotiva del disastro di Cernobil ed il governo Berlusconi aveva ben pochi margini di manovra. I soldi sono il motore dell’economia e senza soldi non si fa ricerca, impossibile. Prova tu con il tuo stipendio a destinare una parte dei tuoi soldi a spese a fondo perduto. Moltiplica per tutte le famiglie e vedrai che lo stato poco può fare.

    Intanto i paesi scandinavi stanno incrementando il numero delle centrali nucleari, l’Inghilterra ugualmente, la Germania ha il carbone. Cina, India, Russia lavorano per il nucleare e non dimentichiamo quello che succede con L’Iran che tra l’altro galleggia sul petrolio.

    Non abbiamo fonti d’energia, la compriamo e ci dobbiamo affrancare subito dai produttori e dagli esportatori, poi potremo anche pensare alle altre fonti ma adesso no, siamo con l’acqua alla gola.

  38. Bisqui,

    Vero: non vi è nulla di quello che fa l’uomo che non crei impatto all’ambiente. Possiamo cominciare a pensare, come da tempo hanno iniziato a fare alcuni Paesi al mondo più civili del nostro, che tale impatto puo’ essere ridotto, rispetto a quanto fino ad oggi non abbiamo saputo fare in questo Paese?

    Visto che frequenti i Paesi Scandinavi e i Paesi nordici in genere, avrai visto il loro livello di civiltà che emana forte dalla pulizia urbanistica, alla disciplina degli automobilisti vs pedoni, km e km di piste ciclabili ovunque, senso civico e del sociale elevatissimo.

    Il fatto che non vi sia nulla di cio’ che l’uomo implementi che non abbia impatto sull’ambiente non deve essere una giustificazione per seguitare nella direzione che questo Paese, in particolare, ha intrapreso fino ad oggi.

    I pannelli solari non “riflettono” la luce, ma la assorbono. E’ proprio tramite l’assorbimento della luce che si crea il processo di trasformazione e immagazzinamento dell’energia. Non sono i pannelli solari che creano il riscaldamento dell’atmosfera ed il conseguente assottigliamento dell’ozono, ma i veleni, lo smog e quant’altro.

    In Italia centro-meridionale esistono vastissime porzioni di territorio incoltivate, prive di vegetazione, ma ben esposte al sole che potrebbero essere utilizzate per insediare i pannelli solari. Lo fanno nei Paesi nordici ove hanno molte meno ore annue di soleggiatura e non lo facciamo noi! Inoltre ti faccio notare che normalmente si usa installare tali pannelli sui tetti delle abitazioni.

    Non capisco davvero lo sconvolgimento di cui parli da dove proverrebbe. Lo sconvolgimento è quello che già viviamo senza mettere in opera e agevolare e continuando a osteggiare tali metodiche assolutamente prive di impatto inquinante e normalmente utilizzate da Paesi più civili del nostro.

    L’energia eolica è diventata l’energia rinnovabile meno costosa, abbassando negli ultimi 15 anni il suo costo di circa l’85%. Poiché la potenza sviluppabile da un aerogeneratore varia col cubo della velocità del vento, l’economia eolica dipende molto dalla ventosità del sito in cui viene ubicata. Inoltre vi sono delle economie di scala conseguibili con la costruzione dei parchi eolici che utilizzano molte turbine. Si è stimato che in Europa il costo di un KWh di energia elettrica da fonte eolica, è lo stesso di un KWh ottenuto in un moderno impianto a carbone provvisto di un unità per lo scrubbing dei fumi, vale a dire 0,04 $/KWh. Negli Stati Uniti il costo è quasi uguale a quello europeo, con la differenza che il governo degli USA ha previsto una “Federal Production Tax Credit” pari a 0,017 $/KWh, riducendo così il costo a 0,015-0,03 $/KWh in base alle economie di scala conseguibili. L’U.S. Department Of Energy (DOE) ha previsto di portare il costo a 0,025 $/KWh nei siti con una velocità media annua del vento pari 7 m/s.

    Inoltre, Secondo Enelgreenpower: “… il costo dell’energia generata in siti con buona ventosità è già competitivo rispetto a quello dell’elettricità prodotta con impianti tradizionali che utilizzano combustibili fossili, anche senza tenere conto dei costi evitati, legati all’assenza di emissioni nocive.

    Le risorse disponibili ed utilizzabili nel mondo sono valutate in grado di fornire una producibilità circa quattro volte superiore ai totali consumi elettrici mondiali del 1998.

    Questo potenziale potrebbe essere ulteriormente accresciuto dallo sviluppo di installazioni off shore, collocate al largo delle coste.

    In un’ottica di sfruttamento su larga scala dell’energia eolica, l’installazione di aerogeneratori in siti marini presenta infatti indubbi vantaggi, riconducibili ad una maggiore disponibilità di spazi e ad una migliore qualità del vento…”

    Attualmente le turbine eoliche ad alta tecnologia sono molto silenziose.

    Il microclima cambia catturando l’aria??? Perdonami, ma dove l’hai letta questa cosa?

    Riguardo la fusione: è da tempo che nei Paesi civili, ove la ricerca non è presa a calci in culo come qui da noi, vi stanno studiando.

    Ma, al momento, non mi pare che siamo vicini ai risultati del nostro Creatore. Vale a dire “Un bel micro sole che fornisce l’energia necessaria”. Non esistono energie transizionali, ma energie a basso impatto che possono evolvere tecnologicamente e che tutte insieme possono concorrere a migliorare il ns già provato ambiente e concorrere ad un risparmio energetico, senza dover “dormire” a fianco di un potenziale pericolo devastante come una centrale nucleare o a fianco di un magazzino si scorie radioattive!!

    Intanto questo servirebbe ad abbassare la richiesta di combustibili ai pochi Paes i che ne sono dotati. Stai tranquillo che chi ha i combustibili non ha alcuna motivazione a tenerseli in quanto spessissimo la loro economia è assai dipendente dalla…

  39. vendita di questi. Sarebbe un suicidio per essi.

    Se 19 governi fa avessero iniziato a lavorare davvero e seriamente sulle energie alternative, oggi non saremmo in questa disastrata situazione. Berlusconi, in più, ha avuto a disposizione i tempi e la forte maggioranza che nessun Governo dal dopoguerra ad oggi, ha mai potuto disporre! Ha ereditato un paese con un avanzo primario al 5,6% sull PIL! Niente, vedete comunisti ovunque! Non riuscite a capire proprio che Berlusconi è l’anomalia di cui anche la Destra dovrebbe disfarsi!! Rimpiango la destra dei grandi uomini come Montanelli e perfino di Almirante, guarda! Rispetto alla Destra becera che oggi abbiamo in Italia, grazie a lui! Cosi’ la defini’ lo stesso Montanelli, uomo di destra (quella vera) dichiarato.

    Magari adesso puntiamo i fucili su Prodi che deve eredita un Paese allo sfascio e dovra’ riuscire in quello che nemmeno Berlusconi, in simili condizioni ideali e uniche, non ha fatto! Ma, per piacere!

    Le obiezioni che fai mi danno la forte sensazione che dietro vi sia unicamente la volonta’ di ideologizzare tutto e di bloccare tutto cio’ che proviene da parti di cui non si condivide l’ideologia.

    Penso che sia inutile dirti di accantonare l’ideologia su tali temi, almeno.

    Infatti termino qui, mi arrendo davanti a tutta questa prevenzione ideologica, che è poi anche quella che blocca e blocchera’ lo sviluppo di questo Paese.

    FRAVAL

  40. Bisqui says:

    Fraval,

    questa discussione è molto interessante. Ammetto di essere ignorante in materia mentre tu sei molto più ferrato quindi qualche strafalcione celo posso pure ficcare. Discutere è anche un accrescimento culturale oltre che uno scambio di opinioni.

    Tranquillo, non vedo comunisti ovunque, dico solo che 30 anni (ad essere buoni) di abbandono è una responsabilità ben più grossa di 5 anni. Non giustifico il governo, constato però che le accuse fatte al passato governo possono benissimo essere fatte a tutti i precedenti. Ora faccio il cattivello : per esempio prima del governo Berluscono la sinistra ha governato per 7 anni e non è che abbia fatto molto di più 🙂

  41. fraval says:

    Caro Bisqui,

    gli strafalcioni li facciamo tutti, non preoccuparti. Concordo pienamente che discutere, confrontarsi e’ anche accrescimento culturale. Proprio per questo, in materie cosi’ importanti, bisognerebbe mantenersi più distanti possibile dagli schemi ideologici. Dovremmo essere animati unicamente dal vero Amore per il nostro Paese, come quello che normalmente si ha per un figlio/a. E non da interessi privati e ideologie. Credimi, avrei voluto anch’io essere smentito dai 5 anni di legislatura appena passati, in quanto amo i miei 4 figli come tu amerai i tuoi ed entrambi, tu ed io, vorremmo per loro un futuro più roseo e migliore di quello precario che invece gli si prepara. Gli interessi privati hanno prevalso, ne ricordo, molto in sintesi, solo alcuni fra quelli più clamorosi:

    1.Depenalizzazione del Falso in bilancio

    2.Legge sulle Rogatorie

    3.Legge Cirami

    4.Lodo Maccanico – Schifani (immunità)

    5.Inappellabilità delle sentenze di proscioglimento

    6.Legge (ex) Cirielli

    7.Condono sulle tangenti

    8.Ordinamento giudiziario (rinviato alle da Ciampi Camere perchè “Palesemente incostituzionale”)

    9.Autoriduzione fiscale

    10.Condoni Fiscali

    11.Scudo Fiscale

    12.Decreto Salva-Calcio

    13.Pubblicità istituzionale a Mediaset

    14.Legge Gasparri

    15.Decreto Salva-Rete4

    16.Aiuti di Stato ai decoder

    17.Libri scolastici, solo Mondadori

    18.Esenzione Ici per la Chiesa

    19.Riforma costituzionale

    20.Sondaggi a spesa del contribuente

    21.Niente tasse sulle plusvalenze

    22.Legge vendetta contro Caselli

    23.Opposizione al Mandato di cattura europeo

    24.Legge elettorale “Porcheria” x autodefinizione.

    Mi dici “Prima del Governo Berlusconi la sinistra ha governato per 7 anni..”. Bene, vorrei farti notare, al proposito, i numeri, da fonti imparziali, che indicano quanto è costato all’Italia il governo…

  42. fraval says:

    (segue..)Berlusconi:

    PIL (fonte: Eurostat)

    2001 + 1,7%

    2005 + 0,2%

    ESPORTAZIONI (fonte: Istat)

    2001 + 9,2%

    2005 – 10,4%

    DEBITO PUBBLICO (fonte: Banca d’Italia)

    2001 1.348 miliardi di euro

    2005 1.542 miliardi di euro

    TURISTI DALL’ESTERO (fonte: Fondo Monetario Internazionale)

    2001 35.767.000

    2005 34.429.000

    IMPOSTE DIRETTE E INDIRETTE (fonte: dpef)

    2001 3,2 miliardi di euro

    2005 4.3 miliardi di euro

    INVESTIMENTI STRANIERI IN ITALIA (fonte: Banca d’Italia)

    2001 17.787 milioni di euro

    2005 13.542 milioni di euro

    OCCUPAZIONE (fonte: Eurostat)

    2001 + 2%

    2005 + 0,9%

    OCCUPAZIONE AL SUD (fonte: Istat)

    2001 + 2,3%

    2005 – 0,3%

    SALDO BILANCIA COMMERCIALE (fonte: Istat)

    2001 + 9.233 milioni di euro

    2005 – 10.368 milioni di euro

    STANZIAMENTI PER LE INFRASTRUTTURE ( fonte: Rapporto Ance)

    2001 22.250 milioni di euro

    2005 18.188 milioni di euro

    ITALIANI CHE NON HANNO RISPARMIATO (fonte: rapporto BNL-centro Einaudi)

    2001 38%

    2005 51,4%

    POSIZIONE DELL’ITALIA NELLA CLASSIFICA DELLA LIBERTA’ ECONOMICA (fonte: Wall Street Journal)

    2001 35°

    2005 42°

    Ad oggi il Pil non è aumentato neppure di uno 0 virgola, è rimasto immobile come già lo era stato nel 2003. I consumi sono addirittura andati indietro dello 0,1 per cento sull’anno precedente. L’AVANZO PRIMARIO, CHE IL CENTROSINISTRA LASCIÒ AL 5,6 DEL PIL, È SCESO ALLO 0,6 E NEI PRIMI DUE MESI DELL’ANNO IN CORSO È ANDATO SOTTO ZERO. Credimi, Bisqui, parlo UNICAMENTE al di là di ogni ideologia, da un punto di vista che tiene conto solo di dati NEUTRI (le fonti che dito parlano da sole) e non di parte. Per amore di giustizia.

    Ora attendo vigile anche i risultati di questo Governo. E’ saro’ altrettanto spietato e neutro. Perché è in gioco il futuro dei miei figli, caro…

  43. fraval says:

    (segue..)

    caro Bisqui. A cui tengo molto più che alle ideologie che, alla fine, servono spesso a limitare gli orizzonti, ad essere soltanto prevenuti verso gli altri, costringendoti, spesso, a parlare con la consapevolezza di sentirti in malafede con te stesso..

    Un saluto cordiale. FRAVAL

Comments are closed.