L'Iraq e la politica italiana di sinistra

I leader iracheni a Prodi: non andate via dall’Iraq

Leader iracheni hanno chiesto al vincitore delle elezioni in Italia Romano Prodi di non ritirare le truppe, perché la situazione è troppo instabile e le forze irachene non sono ancora in grado di controllarla. "Speriamo che le truppe italiane restino in Iraq fino alla sconfitta del terrorismo e al completamento dell’addestramento delle nostre forze", ha detto all’Ansa, a Baghdad, Ridha Jawad Taqi, portavoce del Consiglio supremo della rivoluzione islamica (Sciri), il maggior partito sciita, al potere.

"Speriamo che i rapporti siano più forti e la cooperazione maggiore tra i due governi e i due popoli nella lotta al terrorismo. Poi le forze italiane potranno andare a casa con i nostri ringraziamenti e la nostra gratitudine", ha aggiunto. "Nessun iracheno vuole vedere il ritiro delle truppe italiane nelle attuali condizioni, perché avrebbe un impatto negativo. Le forze irachene, polizia ed esercito non sono in grado di proteggere il Paese", ha detto Mohammad Jasem Labban, membro dell’Ufficio politico del Partito comunista iracheno. "Noi comunisti chiediamo a Prodi di lasciare i soldati finché risolviamo la questione del terrorismo e poniamo fine alla sua minaccia in Iraq", ha concluso. Il portavoce del presidente Jalal Talabani non vuole fare commenti su una "questione interna", ma ha auspicato che "l’impegno italiano di aiutare l’Iraq continuerà ".

Le preoccupazioni della dirigenza irachena sono comprensibili: la stampa araba ha ricordato per le elezioni italiane il fenomeno Zapatero, il primo ministro spagnolo che appena eletto ordinò l’immediato rientro delle truppe. E la situazione in Iraq è talmente caotica che i leader hanno terrore di essere abbandonati a loro stessi, a una guerra civile, che peraltro non fanno molto per evitare. Agli atti terroristici dei sunniti, rispondono le quotidiane esecuzioni sommarie delle squadre della morte sciite. E sul campo politico, il primo ministro sciita Ibrahim Jaafari, si rifiuta di rinunciare all’incarico e di scendere a compromessi, malgrado curdi e sunniti lo abbiano sfiduciato. Ma la sua situazione appare estremamente delicata e il suo premierato sembra avere i giorni contati.

La presenza militare italiana in Iraq è anche archeologia

“E’ da tre anni che l’Italian Joint Task Force e la Multinational Specialized Unit (Msu) si adoperano nel Dhi Qar per la scienza, la cultura e la storia dell’Iraq”, spiega il colonnello Paolo Maria Ortolani, comandante del reggimento carabinieri Msu a Nassiriya dal dicembre 2005. “E lo hanno fatto con diverse responsabilità nel corso degli anni”, aggiunge. Se nei primi periodi si interveniva direttamente con compiti di polizia militare arrivando all’arresto di 48 tombaroli e al recupero di 1.611 reperti trafugati con l’identificazione di 112 persone coinvolte in traffici illeciti, ora i militari italiani si occupano della formazione delle Guardie speciali archeologiche.

“Su iniziativa del contingente sono state formate in tutto 143 guardie grazie a corsi di specializzazione per la tutela del patrimonio mirati a diffondere la conoscenza, i metodi di vigilanza e sicurezza, la prevenzione e il contrasto, le tecniche di indagine e la lotta al mercato clandestino”, spiega il colonnello Ortolani. A fine marzo è venuta alla cronaca una importante duplice scoperta archeologica destinata a far rivalutare la storia dell’Antica Mesopotamia conosciuta finora. I tecnici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) presenti a Nassiriya per la realizzazione del Museo virtuale di Baghdad e per rilievi nell’area si sono imbattuti in tavolette d’argilla a Eridu e in un masso di dolerite che fu porta di un tempio a Ur.

I tecnici operano nell’area protetti da una cornice di sicurezza assicurata dagli uomini della Msu. “Assistiamo i tecnici del Cnr – afferma il colonnello Ortolani – in tutte le loro attività: in questo periodo stanno svolgendo rilevazioni in tre siti nel raggio di 30 chilometri intorno a Nassiriya: si tratta delle zone più importanti dal punto di vista archeologico”. “Le tavolette di argilla con incisioni in scrittura cuneiforme su strato di pece erano sparse sul terreno – spiega Silvia Chiodi, responsabile del progetto Museo virtuale nato nel gennaio 2005 e finanziato dal ministero degli Esteri – e alcune erano vicine a postazioni antimissile”. Ma ciò che conta è che “denotano la presenza di una biblioteca e questo significa che Eridu, città del dio della saggezza Enki, non è affatto una città preistorica da cui la scrittura era assente come abbiamo saputo finora”.

La storia di quel periodo verrà dunque ricostruita e il ritrovamento delle tavolette rappresenta “una scoperta centralissima”, sottolinea Giovanni Pettinato professore ordinario di assirologia all’università La Sapienza di Roma. “Il ritrovamento avvalora la tesi che i Sumeri non erano autoctoni e una biblioteca a Eridu significa culto e devozione che travalica il potere”. Gli archeologi si sono imbattuti nelle preziose testimonianze storiche in modo casuale. “Stavamo effettuando dei rilievi delle strutture affioranti – racconta il topografo Mauro Mazzei – in modo da fare un confronto con le planimetrie esistenti”. Una vera e propria “mappatura dell’area destinata alla realizzazione di una carta archeologica del Dhi Qar”, spiega il colonnello Ortolani che fa sapere che nella mappa verrà inserito anche un “indice di devastazione dei siti”.

Alcuni di questi siti, infatti, sono stati adibiti nel corso del tempo a postazioni difensive e in molte occasioni sono stati oggetto di smottamenti per le piogge o di esplosioni di bombe. L’attività dei carabinieri della Tutela del patrimonio culturale è finalizzata anche alla sensibilizzazione degli iracheni nei confronti dell’inestimabile ricchezza del loro territorio. “Dopo aver rinvenuto le tavolette di Eridu e il masso di Ur, proprio a fianco della Ziqurrat – prosegue Ortolani – abbiamo informato le autorità locali, in particolare il museo di Nassiriya e la magistratura di Baghdad per la messa in sicurezza del sito: questo patrimonio appartiene agli iracheni ed è giusto che siano loro a decidere come tutelarlo”.

Avviso : sui Diavoli Rossi potete leggere "Un bilancio politico sui Balcani

11 Comments

  1. utente anonimo

    Ciao, piacere Dani!!

    Approdo casualmente al tuo blog…a cui lascio una firma (al fondo), un commento (tra poco) e una dritta (che servono sempre)!!

    Devo dire del tuo blog è molto personale e nn banale…complimenti

    Per la dritta ti segnalo http://www.unmilionedicontatti.com (lo conosci già?), idea italiana ke mi ha segnalato un amico. Mandi un’immagine gif e il link del tuo sito (io l’ho fatto x il mio spazio..e negli ultimi due giorni ho avuto millemila commenti in più sul mio blog!!) e quelli telo mettono in vetrina per un mese. Idea non male.. gratis, zero registrazione…ci sta dentro!

    Penso ke il tuo sito meriti attenzione…magari dagli un’occhiata..e PASSAPAROLA!!

    Ciao ciao!!

    Firma: Dani

  2. utente anonimo

    Oltre all’archeologia non sottovaluterei la Croce Rossa italiana, unica rimasta anche in periodi che definire ‘critici’ è un eufemismo…Gli ospedali gestiti a bagdad e nassirya con decine di medici militari e paramedici (con giubbotto antiproiettile e mitraglietta…) che hanno salvato migliaia di bambini ed adulti…Ne ho notizie dirette e direi che il lavoro svolto è stato encomiabile…

  3. Bisqui

    Iny,

    queste sono cose che sai tu, io e altri 4. La propaganda di sinistra ha lavorato bene dipingendo le nostre truppe come occupanti. Avevo già fatto un post sul CIMIC (Civilian Militarian Cooperation) organizzazione prettamente militare e prettamente Italiana che è stata d’esempio per l’ONU e la NATO, descrivendo come funziona e quali sono gli scopi statuari. Non c’è stato nulla da fare il disco rotto ha continuato a suonare sulla stessa traccia…occupanti…guerra…petrolio…

    Che palle!

  4. liberoconcetto

    Il problema è il lro approccio con la questione irachena.

    I loro manifesti dicevano (con una demagogia infantile):

    VIA SUBITO DALLA SPORCA GUERRA.

  5. utente anonimo

    La propaganda di sinistra ha detto di tutto e di più su questa missione, e ogni volta che ricordo la frase: 10,100,1000 nassyria mi vergogno davvero di avere connazionali che urlano in piazza cos’,si bene, il governo prodi vuol portarli via dall’iraq? Che faccia pure, sarebbe controproducente, ma poi che porti via anche i soldati che stanno in afghanistan e quelli che stanno in macedonia e dintorni, visto che si stanno ammalando tutti della stessa malattia. Ci sarebbe da ricordarglielo al signor D’Alema che li ha lasciati lì. Bisqui, scusami per la polemica, ma davvero, mi chiedo se quando dicono simili idiozie ci pensano davvero. C’è un impegno importante e va rispettato. O sbaglio?

  6. Led76

    Addirittura il partito comunista irakeno chiede di restare…mica male. Come si comporterà ora il nuovo governo? Manterrà la parola data agli elettori o tradirà i loro alter ego irakeni? Secondo me proveranno ad andar via per poi tornare subito dopo con una missione che diranno “diversa” ma di fatto uguale, per salvare capra e cavoli. Di sicuro è poco serio e anche una vera e propria truffa. Ma come è bello stare all’opposizione con questi in maggioranza 😀

  7. Otimaster69

    Fratello cerca di capire, la sinistra del ritiro ne fa una questione ideologica, a loro delle conseguenze che potrebbe avere sulla popolazione locale non glie ne importa nulla.

  8. Jinzo

    @Libero concetto:

    In realtà Diliberto lo dice ancora…

    Il che significa presto alle urne, a quanto pare.

    Il programma dell’Unione è anche in questo caso incomprensibile. Anzi, sibillino direi.

    Dice: Ritireremo le truppe. Non si dice come ne quando. Guarda caso.

  9. Bisqui

    Buongiorno a tutti,

    rispondo velocissimamente.

    Faranno rietrare i soldati e manderanno dei civili. Chi proteggerà i civili? Possibile che questa sinistra è sempre fuori dalla realtà? Possibile che siano così imbelli per non capire che lì la parola è delle armi? Ho un sospetto, cercano il morto civile per abbandonare deltutto il paese nelle mani dei terroristi che tanto difendono e amano. Le dichiarazioni del proto e degli alleati più sinistri fanno intendere questo. Chi sarà l’aqgnello sacrificale? Uno dei giovani obbligati al servizio civile?

  10. utente anonimo

    ma quindi voi pensate che il “governo” Prodi resista fino al momento di deliberare sull’Iraq?

    Pessimisti… 😀

    Hermes

  11. utente anonimo

    Ciao Bisquì :-)))

    Saremo costretti ad assistere alla riedizione della fiera dell’ipocrisia, sai quella con cossutta che aveva sempre in tasca la lettera di dimissioni dalla maggioranza mentre D’Alema faceva bombardare il compagno Milosevic.

    Baci

    Perla

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