L’età d’oro dell’Islam

Un furto al patrimonio ed alla storia persiana

ibn-khaldun

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Il periodo compreso tra l’8 e il 13 ° secolo è considerato quello dell’età d’oro dell’Islam’.
Questo fu un periodo di grande rinascita culturale nella filosofia, le scienze naturali, ingegneria, medicina, lingue e scienze storiche che non si vedeva dall’epoca romana. Di conseguenza, l’impero islamico fiorì nel corso di questi secoli.
Questi bei tempi di fioritura culturale e scientifica forniscono sono alla base della presunta superiorità islamica verso l’Occidente. Da quando i crociati combatterono contro una civiltà più avanzata della loro molte cose sono cambiate. Da allora l’ago della bilancia si è spostato a favore degli europei ed il mondo islamico non è stato capace di recuperare nei confronti dell’Occidente almeno sino alla metà del secolo 19.

La situazione della scienza nella Persia pre-islamica

Molto prima della nascita dell’Islam, la Scienza persiana ha influenzato la filosofia greca. Non è un caso che i primi pensatori pre-socratici si stabilirono in Asia Minore che si trovava sotto il dominio persiano. Pensatori come Talete di Mileto e di Eraclito di Efeso introdussero la scienza persiana nella società liberale greca che volentieri abbracciò queste nuove fonti. Il periodo di fioritura culturale in Grecia non è solo una realizzazione autoctona o  un miracolo locale ma è stato sostenuto dalla lunga tradizione scientifica trasferita dalla Persia alla Grecia tra il 600-300 aC.

La nascita della chimica persiana

L’archeologia ha trovato tracce di insediamenti umani sul plateau persiano che sono antichi di oltre 40.000 anni. Quella gente iniziò circa 9000 anni fa con società agricole, costruendo le prime città come “Susa” e iniziando a esportare i loro prodotti in altri paesi già oltre 5000 anni fa. Il cosidetto Plateu persiano non è solo una regione, ma comporta anche fenomeni culturali che si possono trovare in un’area compresa tra i Monti Urali in Russia al nord, in India ad Oriente, a sud nell’Oceano Indiano e lungo il fiume Euphrate a ovest.
Con la costruzione delle città-stato persiane si diede inizio alla mitologia di un popolo antico che è una delle poche fonti sulla storia dell’antichità. La mitologia persiana contiene, in confronto con altre mitologie, il cemento e il materiale che può essere usato per collegare le civiltà ai principali eventi storici.
La mitologia persiana fornisce una conoscenza di base sui primi giorni della chimica e della farmacologia dell’antichità.
Le mitologie Persiane rappresentano il modo di vincolare il comportamento umano ai corpi celesti. Il persiano antico associa, ad esempio, l’oro con il sole e l’argento con la luna.
Ecco perché le materie prime della chimica hanno un accenno filosofico su questi metalli. I pensatori persiani, hanno avuto l’opportunità attraverso l’analisi e il riconoscimento di queste materie prime, di scoprirne le loro caratteristiche fisiche. Gli antichi scienziati studiando le materie prime scoprirono che avevano caratteristiche specifiche e che potevano a loro volta essere utilizzate per creare nuove strutture con proprietà specificità o caratteristiche.
Questo modo innovativo di pensare è diventato il fondamento per la chimica e la farmacologia.
Notevoli aree archeologiche che si trovano al centro della persia, suggeriscono che i primi farmacologi al mondo furono donne. Esse cercavano nei campi e nei boschi erbe commestibili, radici, foglie e semi e studiarono come questi elementi interagissero con il corpo umano.
Nella mitologia antica furono le donne medico ad conquistare un posto importante nella religione e della teologia.
Le religioni antiche nacquero osservando la natura. I Sumeri, uno dei primi popoli ariani, con l’osservazione svilupparono l’astronomia e la scienza medica integrata.
La professione medica si spinge all’indietro nel tempo fino a circa 4000 anni fa.
Gli scavi a Nippur rivelarono tavolette di argilla scritte in persiano con incisi i nomi di campionari di strumenti medici e ricette. A causa della legislazione sociale e umana, Sumera, la professione del medico è stata considerata con grande prestigio. I Sumeri produssero, migliaia di anni prima dell’invenzione formale del sapone, una miscela di cenere alcalina e grassi … la soda!

Gli inizi della farmacologia

Attraverso gli scritti degli antichi Sumeri, sappiamo che circa 5000 anni fa si usavano ricette, piante medicinali e composti chimici. La medicina tradizionale e la farmacologia si sviluppò ulteriormente sino a raggiungere durante il periodo achemenide (dal 550 aC) la Grecia antica.
Ibn Sina, conosciuto in Europa come Avicenna, scrisse che il suo elisir contro l’asma bronchiale fu esportato a Oxymel in Grecia. Uno dei più antichi conosciuti è elisir Mitridat che proviene dal periodo dell’antica Persia. Mitri di Mitra è un’antichissima parola persiana che significa ‘sole’. La parola Mitri deriva da Mitridad.
Gli sforzi scientifici contribuirono significativamente allo sviluppo accademico della chimica clinica, della farmacologia e dei prodotti farmaceutici. Come esempio si può prendere la produzione dell’industria alimentare. Né i cinesi né gli indiani, a quell’epoca, erano in grado di produrre dalle canne da zucchero, lo zucchero nella sua forma più chiara come la conosciamo oggi.
Tuttavia, gli scienziati persiani migliorarono il processo di raffinazione in modo tale da poter assaporare il gusto dello zucchero puro.
L’invasore arabo, nel corso delle sue scorribande militari in Persia, diventò familiare con le fabbriche di canna da zucchero nella provincia persiana del Khuzestan. Soprattutto in Gondi Shapur, antica città universitaria persiana dove lo zucchero bianco fu prodotto nella sua forma odierna.
Gli invasori arabi inizialmente erano diffidenti nell’usare quella tecnica di raffinazione a causa della loro origine ignorante. Essi distruggendo molte biblioteche persiane e poichè la loro cultura non aveva familiarità con i libri, la scuola o l’istruzione non avevano modo di capire il come ed il perchè delle cose.
Nei due secoli successivi alla comparsa dell’Islam non ci fu quasi nessun cambiamento, e ce ne vollero altri due, per questa religione, ad adeguarsi alle norme di una civiltà maggiormente sviluppata come quella persiana.
I leader islamico-arabi esortavano gli adepti, lasciandoli nell’ignoranza del predone, a distruggere qualsiasi fonte di scienza poichè un musulmano ha bisogno di un solo libro : il Corano.

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