Le armi degli orchi : denti di drago e pappagalli verdi

Nella campagna di messa al bando delle mine antiuomo, hanno acquisto un certa notorietà i “PAPPAGALLI VERDI” , infami bombe che colpiscono i bambini.
L’ arma in questione è la  PFM-1,  mina sovietica antiuomo. La sua storia e tecnica sono  piuttosto interessanti, la  PFM-1 discende da un’arma americana oggi caduta nell’oblio , la  BLU-43/B. La  BLU-43/B short DragonTooth (dente di drago corto) e la BLU-44/B long DragonTooth (dente di drago lungo) sono  mine  antiuomo americane con carica ad esplosivo liquido (nitrometano(1)) di 90 g.
Tra di loro si differenziano solo per il tipo di detonatore .
Come la maggior parte delle mine antiuomo post-seconda guerra mondiale, il loro effetto si basa sulla forza d’urto. Cioè, non producono schegge in quantità tale da ferire. I danni sono causati dalla pressione dei gas prodotti dall’esplosione , e la vittima deve essere in contatto fisico o estremamente vicina alla mina. Lo scopo di queste armi non è di uccidere, ma di ferire.
Nello scenario  bellico classico, sono in grado di amputare o ferire gravemente il piede che le calpesta.
La BLU-43/B ha un detonatore di tipo idrostatico, ovvero, una volta tolta la sicura, scatta  se c’è un movimento che agiti il liquido all’interno, cioè esplode se viene toccata, anche leggermente.

BLU-43/B short DragonTooth.

BLU-43/B short DragonTooth.

Esse erano di colore verde oliva, bruno, marrone, mimetizzato, con la sicura di metallo anodizzato o dipinto di giallo. Erano disperse da aerei o elicotteri , mediante la bomba cluster  CBU-28/A per la BLU43/B o CBU-37/A per la BLU-44/B.
Entrambe le cluster venivano trasportate dal dispenser SUU-13/A.
Un dispenser  SUU-13/A trasportava 880 BLU-43/B. Un elicottero poteva  trasportare 2 dispenser.

Un aereo , ne trasportava 4.

La mina  BLU-43/B fu usata sperimentalmente in VietNam. Sebbene dal punto di vista tecnico sia stata un discreto successo, non divenne mai un’arma d’ordinanza. Si può immaginare per queste ragioni: La dispersione mediante aerei o elicotteri  di mine piccole e leggere non è proprio una garanzia di ottenere dei campi minati ben delimitati.

Inoltre una mina leggera solo appoggiata , non seppellita nel terreno, può spostarsi senza esplodere per  varie ragioni. Probabilmente fu per questi motivi, riguardanti la sicurezza dei soldati utilizzatori, che la BLU-43/B  non superò mai la fase sperimentale.

In VietNam fu anche rilevato che la particolare forma di questa mina attirava i bambini, i quali la scambiavano per un giocattolo e la raccoglievano. Non è ben chiaro il numero di bambini vietnamiti che rimasero feriti o uccisi (2).
Durante la guerra in VietNam,  i sovietici entrarono in possesso di alcuni esemplari di  BLU-43/B. La mina americana sperimentale  risorse nel progetto sovietico come mina antiuomo PFM-1.

PFM-1

PFM-1

La  PFM-1 è essenzialmente una copia carbone della mina americana. La mina è costruita in plastica,  pesa 70 g e ha una carica esplosiva di  40 g di esplosivo plastico liquido. È costruita in colore verde o marrone sabbia o bianco (ufficialmente). Il detonatore è a variazione di pressione interna, ovvero esplode se cambia la pressione della carica esplosiva, ad esempio quando una delle alette viene piegata o deformata. La pressione di attivazione è uguale a 5 kg. Esiste anche una versione temporizzata , la PFM-1-S. Questa versione della mina è progettata per esplodere in modo assolutamente casuale entro 40 ore dalla sua attivazione , ma il 15% delle mine supera questo  periodo, esplodendo poi in modo imprevedibile. Questa mina è entrata nell’arsenale sovietico prima e russo poi.
Le motivazioni tecniche che non hanno portato all’adozione della BLU-43/B evidentemente non sono valse per la PFM-1.
Nella filosofia sovietica sull’uso delle mine, viene enfatizzata  la rapidità di dispersione e la distanza di posa. Queste mine possono venire posate da aerei, elicotteri, razzi d’artiglieria, autocarri del genio dotati di dispersori  e anche da singoli soldati dotati di un lanciarazzi specializzato.  La pericolosità intrinseca di questo tipo di mine è stata trascurata in confronto alla loro operatività (3).

Il loro primo impiego operativo è stato nella guerra in Afghanistan , poi  sono state usate in molti altri teatri di guerra con impegno diretto delle forze russe o dei paesi dotati di armamenti russi (Somalia, Georgia, ecc.).
Come la BLU-43/B in VietNam , in Afghanistan la PFM-1 veniva usata per interdire le linee di comunicazione della guerriglia. La mina  sembra adatta a combattere un nemico a scarso livello tecnologico, dato che a causa delle parti metalliche del detonatore, è facilmente rintracciabile dai genieri addestrati. In Afghanistan , è diventata tristemente famosa come “Pappagallo verde”.
Dalle parole di Gino Strada (persona che, nel bene e nel male, non ha bisogno di presentazioni) : “I nostri vecchi le chiamano pappagalli verdi…” E si mette a disegnare la forma della mina: dieci centimetri in tutto, due ali con al centro un piccolo cilindro. Sembra una farfalla più  che un pappagallo. La forma della mina con due ali laterali serve a farla volteggiare meglio. In altre parole non cadono a picco quando rilasciate dagli elicotteri, si comportano un po’ come volantini, si sparpagliano qua e là su un territorio molto più vasto. Sono fatte così  per una ragione puramente tecnica, affermano i militari, non è corretto chiamarle mine giocattolo. Ma a me non è mai successo di trovare tra gli sventurati feriti da queste mine un adulto, neanche uno di  più di dieci anni. La mina non scoppia subito, spesso non  si attiva se la si calpesta. Ci vuole un po’ di tempo: funziona, come dicono i manuali, per accumulo successivo di pressione. Bisogna prenderla, maneggiarla ripetutamente, schiacciarne le ali. Chi la raccoglie può portarsela a casa, mostrarla nel cortile agli amici incuriositi che se la passano di mano in mano, ci giocano. “(Gino Strada  “Pappagalli Verdi. Cronache di un chirurgo di guerra”)

Bambino ferito agli occhi

Bambino ferito agli occhi

Nell’immagine , un bambino Afgano ferito.  Le  vittime di  questa mina sono ragazzini che perdono una o due mani , o gli occhi, perchè la mina gli esplode in faccia mentre la maneggiano.
Raramente muoiono per le ferite , perchè l’esplosione non è abbastanza potente per  ferirli mortalmente.
Come la   BLU-43/B , la sua  forma attira i bambini.
Ma il fatto che non esploda  quando viene spostata dal terreno , provoca qualche dubbio…
Che senso ha una mina che non esplode quando  la si calpesta o la si prende in mano?
Alcuni resoconti parlano di  PFM-1 di colore antimimetico (rosa , giallo , azzurro).
Nell’immagine successiva è mostrato un angolo di un tappeto di guerra di fattura pakistana.
Queste opere di artigianato riproducono, spesso fedelmente, armi e equipaggiamenti della guerra in Afghanistan.
Come si può vedere, come motivo decorativo esterno, sono state usate le PFM-1. Il fatto che che nella serie di tre, almeno due sono in colori anti mimetici può far pensare che queste dichiarazioni non siano solo opera di propaganda.

tappeto afgano con disegni di mine antiuomo

tappeto afgano con disegni di mine antiuomo

Se questo è accaduto, le PFM-1 antimimetiche erano concepite per attirare specificatamente l’attenzione.  I dati delle vittime fanno pensare a difetti di fabbricazione (4), o a una strategia diretta a colpire i bambini mediante l’uso di un detonatore tarato per valori  di pressione che fanno diventare quest’arma inadatta a una guerra ma adatta per l’uso terroristico, con i bambini come bersaglio specifico.
È indubbio che utilizzare quest’arma per colpire i minorenni, è  un  modo crudele di combattere.
A breve termine, i bambini feriti pesano sulle strutture sanitarie, sottraendo risorse atte a curare i combattenti. A lungo termine, persone così menomate non potranno mai combattere attivamente (la mia è una comprensione tecnica, non morale).
Grazie alla campagna mondiale per la messa al bando delle mine antiuomo, qualcosa si sta muovendo anche per l’auspicata estinzione del pappagallo verde.
Nel 2002, un alto ufficiale dell’esercito Russo ha dichiarato che dal 1994 le industrie russe non producevano più mine PFM-1, mentre continuava  la moratoria sull’esportazione. La moratoria è ufficialmente terminata nel Dicembre 2002 , ma sembra ci sia la volontà di rinnovarla.

(1)Formula chimica :CH3NO2. E’ il tipico carburante da dragster
(2)Tutt’oggi, a 40 anni dalla fine del conflitto, vengono ritrovate in VietNam delle BLU-43/B ancora attive.

(3) Piccola precisazione : La filosofia militare zarista prima ,e sovietica  poi, non si occupava del singolo soldato , ma delle masse, cioè un soldato è solo parte di un insieme. In parole povere, se un soldato russo  su  100 mette il piede su una  mina PFM-1  fuori da una zona dichiarata pericolosa, è solo un evento statistico che non inficia l’accettabilità generale dell’uso dell’arma.
(4)si può credere a questa ipotesi solo se ci fosse una minima incidenza statistica

13 Comments

  1. Jinzo

    Mio Dio.

    Spregevoli queste armi.

    Sono rimasto colpito poi da quella foto del tappeto.

    Mamma mia…

  2. caposkaw

    appunto.il fatto è che l’unico paese che le produceva era l’urss…

  3. grendel00

    Praticamente hanno cominciato a produrle per lo stesso motivo per cui gli USA le hanno scartate, affascinante…

    Poi c’è chi dice che i terroristi sono gli americani, vabbè.

  4. caposkaw

    caro grendel, quando cercavo materiale per questo post sono casualmente finito su un forum dove si parlava appunto di questi aggeggini…

    un’anima pura diceva: ma come sono terribili queste mine! ma chi le costruisce, così andiamo a organizzare un sit-in di protesta…

    l’anima pura in questione non POTEVA immaginare che anche i kommies fabbricano armi…

    un mau rimenbrante

  5. Bisqui

    C’è da aggiungere che : l’Afganistan,il confine con l’Iran e con il Q8 sono praticamente tappezzati di queste mine. Se ne trovano a milioni in Bosnia, Kosovo, Africa centrale ed orientale nonch’è in Cecenia. La mina è stata riprodotta in tutti i paesi comunisti ed abbondantemente usata da tutti i governi comunisti o organizzazioni ribelli Marxiste, Maoiste e compagnia cantando…

    A buon intenditor poche parole.

  6. grendel00

    I kommies fabbricano armi? Ma quando mai! 😉

  7. caposkaw

    eh eh ehe..

  8. utente anonimo

    Infatti, vi chiedevate chi è che ha armato Saddam (”gli americani!” sento provenire da sinistra…).

    Beh, guardate questo:

    http://www.thedissidentfrogman.com/bureau/000113.html

  9. andreadaimola

    Che porcata immonda le mine.

    Lasciamo stare Strada che a detta mia e di molti nel settore ha avuto solo il merito di dare un po’ di visibilità all’affare mine per poi dare solo visibilità alla “sua” organizzazione (che peraltro non rientra nemmeno oggi tra i membri delle Campagna Italiana). http://www.campagnamine.org. Ricordatevi anche della Croce Rossa in Afghanistan e dell’immenso lavoro di riabilitazione che sta portando avanti Alberto Cairo da 15 anni a Kabul.

    Secondo me è scandaloso parlare delle mine solo facendo vedere gli effetti devastanti che producono, tramite mostre fotografiche sponsorizzate.

    Il grosso del lavoro è da fare nella prevenzione (soprattutto informazione dei pericoli per le popolazioni delle zone a rischio), nello sminamento (sempre costosissimo) e nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica mondiale sull’argomento.

    Caso strano e coincidente, caro Mau, la più importante attività di prevenzione contro le mine attiva in Italia si chiama M.A.U. Mine Action Unit http://www.intersos.org/mau.htm

  10. caposkaw

    oddio, io non c’entro!

    non sono così coraggioso da lavorare sulle mine…

    un mau fifone

  11. MindPrison

    “I kommies fabbricano armi? Ma quando mai! ;)”

    “Praticamente hanno cominciato a produrle per lo stesso motivo per cui gli USA le hanno scartate, affascinante…

    Poi c’è chi dice che i terroristi sono gli americani, vabbè.”

    Aspè, chi è stato l’unico paese della storia a sterminare 250.000 civili in mezzo secondo? Nn c’è riuscito nemmeno Hitler… E poi sicuro, gli Usa hanno interrotto la produzione di queste crudeli mine (dopo un abbondante sperimentazione sui bambini vitenamiti… vabè, nn sono occidentali, x voi nn è un problema, basta che preserviate la razza). Giustamente, bruciandoli vivi con il napalm facevano prima!!! Ed invece guarda i “kommies” quanto erano arretrati! Invece di sganciare qualche atomica quì, qualche atomica là, facevano ancora le mine! Per nulla trend!

    Meno male che ci sono loro! Grazie America!

  12. utente anonimo

    E’ vero, come al solito le bestie sono solo i comunisti.

    Chissà però qual’è quello stato che ancora non ha aderito alla messa al bando delle mine antiuomo?

Comments are closed.

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: