La via del dialogo

Il colonnello libico Muammar Gheddafi è tornato alla ribalta dei media per la notizia inaspettata della riapertura dell’ambasciata americana a Tripoli.
Quasi in silenzio (a parte La Stampa dell’8 maggio e La Padania del 7 maggio) sono state, invece, accolte alcune sue dichiarazioni, rilasciate ad Al-Jazeera il 10 aprile. La notizia è stata riportata con grande ritardo in Occidente e non sembra abbia suscitato grande interesse. Chi dovrebbe allarmarsi e cercare di leggere con attenzione il documento è, invece, il Vaticano, chiamato direttamente in causa.

La Chiesa Cattolica fin dagli anni ’70 ha sempre cercato il dialogo con Gheddafi; sforzi sfociati nel 1997 con l’apertura di sedi diplomatiche. Tutto questo, come allora dichiarò il portavoce della Santa Sede Joaquin Navarro Valls: «Per favorire la vita della Chiesa locale e per contribuire alla distensione internazionale» (Corriere della sera, 11 marzo 1997). La distensione e la pace sono nobili cause, anche se spesso hanno obbligato chi le perseguiva ad inghiottire bocconi amari. L’Occidente e la Santa Sede, dopo il Concilio Vaticano II, con la “diplomazia del sorriso”, inseguendo il mito di questo “bene massimo” sono stati talvolta obbligati al sacrificio dei propri princìpi, della giustizia, della verità e persino della liberà (es. di opinione).

La via del dialogo è sempre apparsa un’iniziativa unilaterale, presa dall’Occidente e dalla Chiesa a favore dei Paesi mussulmani, ed è servita a ben poco perché il periodo del “dialogo” è coinciso col crescere del fanatismo islamico e, in molte nazioni mediorientali, con l’avvento di autentiche persecuzioni anticristiane. La conferma dell’inutilità di questo approccio, per il caso libico, venne già dallo stesso Gheddafi, nel corso di un’intervista concessa al TG3 (La Stampa, 11 marzo 1997), quando il Colonnello, con toni arroganti, sottolineò la cosiddetta “tolleranza” dell’Islam nei confronti del Cristianesimo:

«Noi riconosciamo la profezia di Gesù. Sono i cristiani che non riconoscono quella di Maometto…Allah ci insegna che i profeti sono uguali, mentre voi fate distinzione tra i profeti…».

Gheddafi nella recente intervista ad Al-Jazeera è andato ben oltre:

«Maometto è il profeta non solo dei mussulmani, ma di tutte le genti; se Gesù fosse stato vivo ai suoi tempi lo avrebbe seguito, vi sono segni che preannunciano la vittoria di Allah sull’Europa, senza il ricorso a spade e fucili. Non ci servirà una conquista militare». Secondo il colonnello libico con il vacillare della fede cristiana e l’ingresso della Turchia in Europa.

I tempi sarebbero maturi per l’inizio della conversione totale all’Islam del Vecchio Continente [o Continente Vecchio, come sarebbe meglio dire…N.d.R.]. Ben presto la Santa Sede secondo le farneticanti affermazioni di Gheddafi sarà costretta a “correggere la storia” e a dover ammettere che la sua dottrina deriva da una “falsificazione” del Vangelo.
Secondo il leader libico la verità nascosta dai vertici vaticani sarebbe custodita in un documento stimato dall’Islam come il “Vangelo Veritiero” (‘al-Ingil), conosciuto in Occidente come “il Vangelo di Barnaba”.

Purtroppo per il colonnello libico e per tutti gli appassionati cultori de Il Codice da Vinci, gli storici ormai concordano sul fatto che il testo (che non ha niente a che vedere con il Vangelo di Barnaba, scomparso) sarebbe un falso plateale, composto probabilmente in Spagna nel XIV° o XV° secolo da un prete cattolico convertito all’Islam, e poi tradotto in lingua araba. Il libello, anche se attribuito a Barnaba (citato negli Atti degli Apostoli e nelle Lettere paoline e compagno dell’apostolo San Paolo nei suoi primi viaggi) non ha, quindi, alcuna autenticità apostolica, sebbene I mussulmani lo considerino “veritiero”. Maometto, per il falso apocrifo, sarebbe un personaggio metastorico collegato al destino dell’umanità. Il “Sigillo di Profezia” (cap. LXXII); «la luce che fin dai primordi illumina l’umanità»(cap. XLIII); il «Vero e autentico Messia»(Oh Maometto, nostro Messia, vieni presto per la salvezza del mondo capp. XII e XXII). Per il falso Vangelo Gesù m(in accordo con il Corano LXI, 6) avrebbe avuto la missione di annunciare la mondo la venuta di Maometto (definito Il Paracleto, in arabo Al-Faraqli, ossia “Il Lodato”, cioè Almad, altro nome del profeta dell’Islam) e la conversione finale dell’umanità al verbo mussulmano.
L’apostolo san Paolo, ispirato da satana (secondo una ben nota teoria cara agli gnostici) e la Chiesa di Roma avrebbero in seguito falsificato i Vangeli, trasformando Gesù nel Figlio di Dio.

Per “l’inattendibile Vangelo” e per il credo mussulmano Cristo non è Dio, ovvero Dio non è il Cristo; non è Figlio di Dio, né la Terza Persona della Trinità. Non sarebbe nemmeno spirato sulla Croce di morte umana, perché Dio per sottrarlo ai carnefici, l’avrebbe elevato a Lui, sostituendolo con Giuda e prendendosi così gioco degli ebrei.
Il Colonnello libico, quando parla di «conquista islamica dell’Europa senza uso di armi» si riferisce proprio alla presunta profezia di Barnaba del piano divino della progressiva islamizzazione del mondo. Il problema è che buona parte dell’Islam condivide le sue affermazioni.

Quale sarà la presa di posizione del Vaticano nei confronti del “sermone” di Gheddafi? Non nutro, in verità, grandi speranze in una risposta da parte di certi teologi, che sembrano nutrire seri dubbi sulle verità irrinunciabili (per la stessa sopravvivenza della Chiesa) del Vangelo.
Fino all’avvento di papa Benedetto XVI  era emersa sempre più la tendenza a relativizzare la Verità del Cristianesimo e a idealizzare una certa forma di laicità come spazio etico in cui tutte le religioni potessero dialogare. Se la Chiesa accettasse di svolgere il ruolo di “religione civile”, senz’altro non avrebbe più alcuna difficoltà a “dialogare” con l’Islam, come con nessun’altra religione, ma dovrebbe rinunciare all’annuncio del Vangelo come testimone di “Buona Novella” che chiede la conversione e la rinuncia ad altri dogmi, fedi, idoli. Ma cosa dobbiamo aspettarci da chi confonde le tecniche della meditazione trascendentale o della New Age con la preghiera cristiana? Cosa dobbiamo aspettarci della comune identità delle grandi religioni monoteistiche, che sono in verità assai diverse tra loro e non facilmente assimilabili?

Oggi, quello che sembra mancare, a tanti cristiani (ma anche purtroppo a molti teologi e sacerdoti) è il coraggio della chiarezza concettuale, e forse anche la Fede.

Ps : Il serpente non ha mai smesso di fare il suo lavoro
 
Memento:
 

Maria mi diè, chiamata in alte grida;
e ne l’antico vostro Batisteo
insieme fui cristiano e Cacciaguida.

[…]

Poi seguitai lo ‘mperador Currado;
ed el mi cinse de la sua milizia,
tanto per ben ovrar li venni in grado.
Dietro li andai incontro alla nequizia
Di quella legge(=L’islam) il cui popolo usurpa,
per colpa d’i pastor, vostra giustizia.
Quivi fu’io da quella gente turpa(=i mussulmani)
Disviluppato dal mondo fallace,
lo cui amor molt’anime deturpa;
e venni dal martiro a questa pace
(Dante Alighieri, Paradiso XV, 133-35 e 139-48)

9 Comments

  1. Nessie

    Mah…anch’io la penso come te sulla Chiesa. Però un’apertura di credito a papa Ratzinger voglio dargliela per forza. Anche perché coi tempi che corrono, non si sa più a che santo votarsi. E non è solo una metafora…
    Nessie

  2. Bisquì

    Nessie,
    la conoscenza è alla base della vita. Se non si conosce non si può dar fiducia. I nostri politici non sanno un bel nulla dell’islam così come la maggior parte del clero.
    I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

    Fratello,
    tutto come da copione. Te ed io sappiamo bene come funziona. Purtroppo anche se andassimo saremmo solo in due a dare una mano ai nostri fratelli.
    Ci vorrebbe una nazione, dietro le spalle, quello che noi non abbiamo 🙁

  3. Nessie

    La conoscenza è alla base della fiducia. E io ho già letto due libri del prof. Ratzinger: Senza Radici e L’Europa di Benedetto XVI. E’ già qualcosa. Certo , il papa non è TUTTO Il Vaticano, ma di lui ho più fiducia che di certi nostri politici e le battaglie identitarie contro il relativismo etico, c ontro i DICO e per la famiglia, recano la sua firma.

  4. inyqua

    Vedo che se non altro hai ’sciacquato i panni in Arno’ …
    Sul post ovviamente condivido solo pochissime cose, ma ognuno è libero di scegliere in quale Inferno affogare… 🙂

  5. Otimaster

    Fratello, oggi i nostri ragazzi hanno rischiato nuovamente di lascirci le penne e come previsto dei Dardo, dei Mangusta e dei rinforzi fino ad ora non si è vista nemmeno l’ombra.

  6. Bisquì

    Iny,
    si può credere o non credere ma non si può prescindere dalla cognizione di ciò che è bene e ciò che è male.
    L’illuminismo ci ha donato la mentalità scientifica e grazie a lui abbiamo scoperto che fede e ragione possono coesistere.
    Questa è la grande differenza che c’è tra chi è fanatico e chi non lo è, la capacità di ragionare. In fin dei conti l’insegnamento di Cristo non è rivolto ai cristiani ma a tutto gli uomini di buona volontà, senza distinzioni di razza o credo religioso. Il comportamento fa la differenza e nel comportamento dell’islam non vedo il rispetto dei principi basilari sia dell’illuminismo sia del cristianesimo.
    Il principio del rispetto della persona, per esempio. Purtroppo devo ammettere che anche tanti “illuministi” non hanno ben capito cosa significa rispettare le persone senza fare distinzioni sul loro credo ma dando valore al loro “essere”.
    Quando riconquisteremo la capacità di valorizzare l’uomo per quello che è e non per la religione che professa, allora si aprirà un dialogo che al giorno d’oggi non esiste e si affievoliranno i fondamentalismi.
    Parlo di fondamentalismi perchè anche fare del laicismo una religione, un motivo di vita è un fondamentalismo anch’esso che commette lo stesso errore d’intolleranza che si ascrive alle religioni vere e proprie.

  7. ZCZC

    L’illuminismo ci ha donato la mentalità scientifica e grazie a lui abbiamo …

    Figuriamoci se non sciacquava i panni in Arno cosa avrebbe potuto scrivere….

  8. Bisquì

    ZCZC,
    il fatto che ti abbia tirato fuori dalla spazzatura non ti autorizza a scrivere la prima cosa che ti viene in mente.
    Se hai qualcosa di intelligente da scrivere fallo altrimenti sai benissimo che non sei gradito.

  9. gabbiano

    La mancanza di conoscenza del clero cristiano verso l’islam, verso le insidie che “IL DIALOGO” porta con chi NON ti considera alla pari è stato un errore imperdonabile. L’accomodanza verso una religione così diversa ed egemonica…. l’assoluto mutismo verso chi legge il corano ai condannati prima di decapitarli, da parte degli stessi musulmani, la dice lunga sulle DIFFERENZE. ancora non mi capacito di come possono essere stati così miopi.
    un saluto, fratello

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