La trappola dell’Eurocorps

Eurocorps
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Dopo il nuovo Trattato intergovernativo sul Patto di bilancio, l’Ue dovrà “aprire il capitolo della politica di sicurezza e di difesa” ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, che in un’intervista alla Stampa ha definito “un punto di partenza” la creazione a dicembre di un centro di pianificazione a Bruxelles, sia pure limitato alle operazioni militari per il Corno d’Africa.
“L’Europa ha bisogno di una politica di sicurezza e di difesa comune, in chiave di complementarietà con la Nato” Questo con l’obiettivo di “arrivare ad essere, per gli Stati Uniti, partner paritari anche nella sicurezza” .
Inevitabile che il governo tecnico italiano, voluto come quello greco da Bruxelles per limitare la sovranità nazionale punti a rendere tutti i Paesi della Ue integrati sul piano monetario, fiscale e della sicurezza ma il problema va visto sotto diverse angolazioni.
Innanzitutto di difesa europea si parla e si blatera da decenni con risultati ridicoli poiché tutte le c risi nell’area europea, dai Balcani alla Libia, sono stati gestiti e risolti dalla Nato, non dalla Ue.
Inoltre essere partner paritari per gli Stati Uniti, come vorrebbe Terzi, sarà impossibile finché Washington spenderà da sola oltre il triplo d i quanto spendono tutti i Paesi europei messi insieme. Resta poi da chiedersi se ci convenga restare partner così stretti degli Stati Uniti i cui interessi globali potrebbero non coincidere sempre con quelli degli europei.
Del resto è inevitabile che l’Europa non abbia una politica di difesa comune dal momento che ogni singolo Paese persegue obiettivi strategici e dispone i propri stanziamenti per le forze armate in base ad esigenze nazionali. Tanto per restare nella stretta attualità la Germania (insieme a molti altri membri di Ue e Nato) non ha partecipato alla guerra libica mentre Gran Bretagna e Francia giocano un ruolo da primedonne in ambito militare e hanno chiaramente affermato di voler sviluppare e ammodernare i propri arsenali in modo coordinato escludendo però gli altri stati membri Italia inclusa.
Più o meno lo stesso ruolo che giocano Francia e Germania sul versante economico-finanziario dove con arroganza impartiscono ordini e lezioni (spesso ingiustificate) agli altri Paesi.
Cinque anni or sono or sono a un convegno tenutosi a Bologna, dove esponenti di importanti think-tank nazionali celebravano i vantaggi dell’inevitabile integrazione europea, un brillante manager di un’azienda elettronica che lavorava negli Emirati arabi uniti ricordò con efficace pragmatismo che le aziende tedesche, britanniche e francesi non erano partners ma concorrenti che cercavano di aggiudicarsi i contratti a scapito delle nostre aziende.
Le sonore bastonate prese dall’Italia nel 2011, anno nel quale Paesi che ci ostiniamo a voler definire “partners” e “alleati” ci hanno costretto a combattere contro i nostri interessi in Libia per poi “commissariarcie farci guidare da un governo che rende conto a potenze e interessi stranieri, dovrebbero indurci alla massima cautela prima di affidare all’Europa la difesa e la sicurezza nazionale. Sia perché l’Europa non esiste sul piano militare, settore nel quale non ha mai mostrato nulla di significativo escluse forse alcune sinergie e consorzi industriali, sia perché con gli attuali equilibri l’integrazione militare europea significa per l’Italia sottostare ai diktat militari e industriali di altri Paesi la cui leadership punta a relegarci in un ruolo subalterno e a toglierci di mezzo come concorrenti e rivali.
Basti pensare che quando nel marzo scorso, quando i jet francesi aprirono unilateralmente le ostilità sulla Libia, a Parigi non ebbero neppure il buon gusto di avvisarci che i loro Mirage e Rafale sorvolavano lo spazio aereo italiano.

Un commento su “La trappola dell’Eurocorps

  1. Ottimo articolo che sottoscrivo. Noto però che anche tu (come la sottoscritta) sei pervenuto a conclusioni impensabili fino a qualche anno fa. Cinicamente e un po’ semplicisticamente oserei riassumerle: “dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Iddio”. Terzi Sant’Agata non muove nulla che non voglia l’Washington Consensus. Quindi quest’Eurocorps è un’altra trovata per renderci ancora più vassalli di quanto non siamo già. Eurogendfor, Fiscal Compact, MES ed Eurocorps sono tanti mattoni di uno stesso gulag.

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